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Sentenze della Corte di Giustizia dell'UE

Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 21 dicembre 2011.
Enel Produzione SpA contro Autorità per l'energia elettrica e il gas.
Domanda di pronuncia pregiudiziale: Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia - Italia.
Direttiva 2003/54/CE - Mercato interno dell'energia elettrica

Causa n. :
C-242/10
Assegnazione:
  • X COMMISSIONE (ATTIVITA' PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO)
In data:
11/01/2012
NOTA DI SINTESI:

La sentenza in esame ha per oggetto l'interpretazione degli artt. 11, nn. 2 e 6, e 24, della direttiva 2003/54/CE sul mercato interno dell'energia elettrica sulla base di una richiesta di pronuncia pregiudiziale da parte del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia nell'ambito di una controversia fra l'Enel Produzione SpA (in prosieguo: l'«Enel») e l'Autorità per l'energia elettrica e il gas (in prosieguo: l'«AEEG»).

Nella causa principale l'Enel contesta l'incongruità del regime degli impianti essenziali - introdotto dal DL 185/2008 e attuato dall'AEEG con delibera n. 52/09 - con la direttiva 2003/54, dal momento che il quantitativo di energia elettrica messo a disposizione del funzionamento dei servizi di dispacciamento essenziali per la sicurezza del sistema elettrico sarebbe sottratto alla regola del libero incontro fra la domanda e l'offerta.

Sulla base della richiesta del giudice del rinvio, che chiede se l'imposizione dell'obbligo di contrarre non costituisca un'ingerenza sostanziale nella libertà degli operatori economici, tutelata dalla normativa europea, la Corte rileva come gli artt. 3, n. 2, e 11, nn. 2 e 6, della direttiva 2003/54 consentano allo Stato membro interessato di imporre obblighi relativi al servizio pubblico alle imprese proprietarie di impianti di generazione necessari a soddisfare il fabbisogno del servizio di dispacciamento. Secondo la Corte, il regime degli impianti essenziali previsto dal DL 185 persegue un obiettivo di interesse generale, appare adeguato a garantire la sicurezza del sistema e la tutela dei consumatori, è rispettoso del principio di proporzionalità, e presenta elementi che introducono sufficiente flessibilità nel sistema. Dunque la Corte non ravvisa nel regime degli impianti essenziali il carattere discriminatorio che gli viene addebitato dall'Enel.

Per tali motivi, la Corte conclude che la direttiva 2003/54/CE sul mercato interno dell'energia elettrica e, segnatamente, gli artt. 3, n. 2, e 11, nn. 2 e 6, della medesima, deve essere interpretata nel senso che non osta a una normativa nazionale che, con l'obiettivo di ridurre il prezzo dell'energia elettrica nell'interesse del consumatore finale e della sicurezza della rete elettrica, obblighi gli operatori che dispongono di impianti considerati essenziali per il soddisfacimento dei fabbisogni della domanda di energia elettrica dei servizi di dispacciamento a presentare offerte sui mercati nazionali dell'energia elettrica alle condizioni previamente stabilite dall'autorità di regolamentazione nazionale, purché tale normativa non vada oltre quanto necessario per il raggiungimento dell'obiettivo da essa perseguito. Il giudice del rinvio dovrà pertanto verificare se, nella controversia di cui alla causa principale, ricorra tale condizione.