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Resoconto dell'Assemblea

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XVI LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 497 di giovedì 7 luglio 2011

Pag. 1

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ANTONIO LEONE

La seduta comincia alle 9,35.

MICHELE PISACANE, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.
(È approvato).

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Albonetti, Alessandri, Bongiorno, Brugger, Brunetta, Buttiglione, Carfagna, Castiello, Catone, Cesario, Cicchitto, Colucci, Craxi, Crimi, D'Alema, Dal Lago, Della Vedova, Donadi, Fava, Fitto, Franceschini, Frattini, Gelmini, Giancarlo Giorgetti, Giro, Leo, Lusetti, Mantovano, Martini, Meloni, Migliavacca, Misiti, Moffa, Mura, Leoluca Orlando, Ravetto, Reguzzoni, Paolo Russo, Sisto e Tenaglia sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
Pertanto i deputati in missione sono complessivamente ottantasette, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna.

Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna.

Trasferimento a Commissioni in sede legislativa della proposta di legge n. 4019 ed abbinate (ore 9,43).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'assegnazione di proposta di legge a Commissioni in sede legislativa.
Propongo alla Camera l'assegnazione in sede legislativa della seguente proposta di legge, della quale le sotto indicate Commissioni hanno chiesto il trasferimento in sede legislativa, ai sensi dell'articolo 92, comma 6, del Regolamento:

alle Commissioni riunite VII (Cultura) e XI (Lavoro):
DI CENTA ed altri: «Norme in materia di previdenza e di tutela della maternità per gli atleti non professionisti» (4019).

(Le Commissioni hanno elaborato un nuovo testo).

Se non vi sono obiezioni, rimane così stabilito.
(Così rimane stabilito).

Per consentire alle stesse Commissioni di procedere all'abbinamento richiesto dall'articolo 77 del Regolamento sono quindi trasferite in sede legislativa anche le proposte di legge: DI CENTA ed altri: «Disposizioni per il sostegno dello sport femminile e per la tutela della maternità delle atlete che praticano attività sportiva agonistica dilettantistica» (1286) e CECCACCI RUBINO ed altri: «Introduzione, in via sperimentale, di un'indennità di maternità per gli atleti che praticano attività sportiva dilettantistica» (3655).

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 9,44).

PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di Pag. 2preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.

Seguito della discussione della proposta di legge: S. 10-51-136-281-285-483-800-972-994-1095-1188-1323-1363-1368 - D'iniziativa dei senatori: Ignazio Roberto Marino ed altri; Tomassini ed altri; Poretti e Perduca; Carloni e Chiaromonte; Baio ed altri; Massidda; Musi ed altri; Veronesi; Baio ed altri; Rizzi; Bianconi ed altri; D'Alia e Fosson; Caselli ed altri; D'Alia e Fosson: Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento (Approvata, in un testo unificato, dal Senato) (A.C. 2350-A) e delle abbinate proposte di legge: Binetti ed altri; Rossa ed altri; Farina Coscioni ed altri; Binetti ed altri; Pollastrini ed altri; Cota ed altri; Della Vedova ed altri; Aniello Formisano ed altri; Saltamartini ed altri; Buttiglione ed altri; Di Virgilio ed altri; Palagiano ed altri. (A.C. 625-784-1280-1597-1606-1764-bis-1840-1876-1968-bis-2038-2124-2595) (ore 9,45).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione della proposta di legge, già approvata, in un testo unificato, dal Senato, d'iniziativa dei senatori Ignazio Roberto Marino ed altri; Tomassini ed altri; Poretti e Perduca; Carloni e Chiaromonte; Baio ed altri; Massidda; Musi ed altri; Veronesi; Baio ed altri; Rizzi; Bianconi ed altri; D'Alia e Fosson; Caselli ed altri; D'Alia e Fosson: Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento; e delle abbinate proposte di legge Binetti ed altri; Rossa ed altri; Farina Coscioni ed altri; Binetti ed altri; Pollastrini ed altri; Cota ed altri; Della Vedova ed altri; Aniello Formisano ed altri; Saltamartini ed altri; Buttiglione ed altri; Di Virgilio ed altri; Palagiano ed altri.
Ricordo che nella seduta del 6 luglio 2011 è stato, da ultimo, approvato l'articolo 2.

(Esame articolo 3 - A.C. 2350-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 2350-A).
È stato richiesto che alla votazione dell'articolo 3 e delle proposte emendative allo stesso riferite si proceda a scrutinio segreto. La richiesta può essere accolta.
L'articolo 3 è, infatti, volto a disciplinare la dichiarazione anticipata di trattamento individuandone i contenuti ed i limiti, nonché il momento in cui essa assume rilievo.
Le disposizioni in esame definiscono la dichiarazione anticipata di trattamento come un atto attraverso il quale si esprime il proprio orientamento sui trattamenti sanitari in previsione di una eventuale futura perdita della capacità di intendere e di volere e, quindi, come un consenso informato anticipato.
Ai fini dell'ammissibilità dello scrutinio segreto, occorre quindi, in questa sede, richiamare le considerazioni già svolte dalla Presidenza con riferimento all'articolo 2.
Alla luce della ricordata giurisprudenza della Corte costituzionale ed in particolare delle sentenze n. 438 del 2008 e n. 253 del 2009, l'articolo 3 incide, quindi, sugli articoli 13 e 32, secondo comma, della Costituzione, ed è quindi sottoponibile a scrutinio segreto.
Sulla base delle medesime considerazioni sono altresì da considerarsi segretabili tutte le proposte emendative riferite all'articolo 3, ad eccezione delle seguenti: gli identici emendamenti Polledri 3.2050, Bertolini 3.2051 e Livia Turco 3.2056, recanti una modifica di carattere formale; l'emendamento Polledri 3.2078, che, incidendo sulla composizione del collegio chiamato a valutare lo stato clinico del paziente, ha natura organizzativa.
Ha chiesto di parlare sul complesso delle proposte emendative l'onorevole Concia. Ne ha facoltà.

ANNA PAOLA CONCIA. Signor Presidente, nella frase «lasciatemi morire», Pag. 3pronunciata da Wojtyla, c'è il senso profondo della nostra umanità e del limite grande di noi umani di fronte all'inesorabile momento della morte. È una frase dolorosa, tragica, ma piena di verità, forse la frase più vera che si possa pronunciare di fronte al proprio umano limite.
Non è una frase coraggiosa, è una frase consapevole. È intorno a quella frase pronunciata chissà quante volte, ogni giorno, da donne e uomini di fronte alla propria sofferenza e alla propria dignità, che dovremmo costruire la legge sul cosiddetto fine vita.
La mattina in cui mia madre morì, quasi vent'anni fa, dopo dodici lunghi anni di dialisi e sofferenza, mi disse: «Paola, non ce la faccio più, sono stanca». La sera si accasciò tra le braccia di mio padre, lui la portò in ospedale e lì i medici la lasciarono andare, non si accanirono su di lei. Allora la sua volontà venne rispettata. Oggi, se approvassimo questa legge, non sarebbe così. La sua lunga sofferenza ha segnato la mia vita. Molte volte ho desiderato che non si accanissero su di lei con cure devastanti. Molte volte mi sono chiesta se la sua fosse vita e se la sua dignità fosse rispettata.
La mia non è un'esperienza personale, cari colleghi, faccio parte di quella schiera infinita, sì, infinita, di figli, mariti, mogli, madri e padri, che si trovano di fronte alla sofferenza estrema delle persone che amano, si trovano di fronte al senso della vita e della morte. Il fine vita non è una cosa che riguarda una categoria, potrebbe accadere a tutti, ma proprio a tutti, di venirsi a trovare di fronte ad uno stato vegetativo permanente, dal più ricco al più povero, dal più potente al meno potente.
«La morte è una livella», diceva Totò. E l'arroganza con cui voi di centrodestra, cari colleghi, volete approvare una legge contro il testamento biologico, contro la dignità, la libertà e l'autodeterminazione dei cittadini, è la cartina di tornasole di una maggioranza che deliberatamente vuole stare fuori dalla vita reale, dall'esistenza concretissima e nega i più elementari diritti umani andando contro la nostra Costituzione. Ma d'altra parte non è la prima volta, purtroppo non sarà l'ultima ed è qualcosa che fa del male al nostro Paese, alla nostra comunità e alla nostra civiltà. Ma ne porterete tutta la responsabilità.
Questo articolo che stiamo affrontando ora è forse il cuore di questa brutta legge, quello che vorrebbe obbligarci a cure mediche anche se già rifiutate consapevolmente in una dichiarazione anticipata di trattamento nel pieno rispetto dell'articolo 32 della Costituzione.

PRESIDENTE. La prego di concludere.

ANNA PAOLA CONCIA. Sulla nutrizione ed idratazione si è pronunciato con forza l'ordine dei medici che ha ritenuto di doversi riunire per scrivere un documento in cui viene ribadito che l'alimentazione e l'idratazione artificiale sono trattamenti sanitari. Il testamento biologico come opportunità legittima di un individuo nasce proprio contro la vita artificiale. L'idratazione e l'alimentazione forzata sono esattamente...

PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Concia.

ANNA PAOLA CONCIA. ...ciò che rende possibile la vita artificiale.
Concludo. Nel nostro Paese, tragicamente, grazie a voi, si usa la scienza con due pesi e due misure e per mere ragioni di strumentalità politica. In questa legge, come supporto invasivo della scienza, non si può morire in pace, mentre nella legge n. 40, negando il supporto della scienza, non si può nascere. Nel nostro Paese non si può nascere e non si può morire dignitosamente. Siamo un Paese di zombie (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Signor Presidente, chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale del mio intervento.

PRESIDENTE. Onorevole Concia, la Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti. Pag. 4
Ha chiesto di parlare l'onorevole Pollastrini. Ne ha facoltà.

BARBARA POLLASTRINI. Signor Presidente, è grave ed allarmante, lo dico alla maggioranza, la chiusura al dialogo e alla ricerca di mediazioni sagge. Lo avete fatto respingendo ogni richiesta di sospensiva e ignorando gli argomenti sull'incostituzionalità di una legge destinata a infrangersi nei tribunali. Il fatto è che volete imporre un unico punto di vista, ammantandolo per di più di superiore moralità, persino su quel momento indicibile che è il passaggio del fine vita.
Ma pensate di essere credibili? Una maggioranza delegittimata che pretende oggi di impadronirsi della vita stessa dei cittadini! Che distanza abissale dai sentimenti delle persone! Una classe dirigente vera, nutrita di etica della responsabilità e di uno sguardo laico, dovrebbe volere una norma in ragione della sua universalità e anche per questo largamente condivisa, una legge mite, cioè, che tuteli chi voglia essere accompagnato con ogni ausilio tecnico o medico fino all'ultimo, chi maturi la volontà dichiarata anticipatamente di ritenere lesiva ogni forma di accanimento.
Vedete, in quell'atto (la DAT) c'è anche un senso di amore per i propri cari e di rispetto per i medici che non si desidera lasciare soli innanzi a scelte intime e drammatiche. Siamo oggi all'articolo 3, i nostri emendamenti intendono correggere radicalmente il testo attuale in esame che, con l'aggiunta dell'emendamento del relatore, svela l'inganno, negando con le ulteriori restrizioni il testamento biologico e rendendo di fatto obbligatoria idratazione e nutrizione.
Conosco le obiezioni. Ma come si fa a decidere ora per allora? E se la medicina avanzasse? Come può una persona sapere cosa penserà poi? Ma sono io che chiedo a voi: chi più di me può sciogliere quel dilemma? Certo i medici, la famiglia (per chi ce l'ha), ma in quel momento l'ultima parola non può che essere la mia. Ecco perché dovrebbe risultare esaltata la figura del fiduciario e il carattere vincolante di una dichiarazione: una dichiarazione scritta che non è - come ha detto l'onorevole Buttiglione - un pezzo di carta, è un pensiero, è una responsabilità, è un'idea di sé, del proprio senso del limite o dell'affidarsi al padre. D'altra parte se alziamo lo sguardo all'Europa quasi ovunque ciò è riconosciuto.
Qui dunque non siamo solo di fronte ad una legge impietosa, ma all'abbandono del lungo cammino che è approdato alla costituzionalizzazione della persona come soggetto morale della propria libertà di scelta nella cura, della dignità del morire, e del senso di tutto questo nel nesso con il bene comune.
Voi, con una logica prescrittiva, volete sottrarre il corpo del malato alla persona del malato. Lo fate violando la Costituzione e lo stesso codice deontologico dei medici. State scrivendo una brutta pagina del Parlamento, ma io credo che le coscienze della società e la politica migliore sapranno far valere il valore della vita e della dignità della persona (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Corsini. Ne ha facoltà.

PAOLO CORSINI. Signor Presidente, anzitutto un «fuori sacco»: mentre non ho alcuna esitazione a condividere la battaglia degli amici Radicali in ordine al tema dell'alimentazione e dell'idratazione, non li posso seguire invece per quanto attiene alle proposte che riguardano l'eutanasia. Del resto l'argomento che viene utilizzato, il consensus omnium, non può assurgere a criterio della verità. Ammesso e non concesso che il 67 per cento degli italiani sia d'accordo con una proposta volta a legalizzare l'eutanasia, questo non è un criterio perché solleva una questione molto semplice: se il 67 per cento degli italiani fosse favorevole alla pena di morte, forse i Radicali accetterebbero una battaglia per la sua legalizzazione?
Per venire invece ai temi che riguardano gli emendamenti di questo articolo 3, a me pare che, accanto alla tecnicalità attraverso la quale si declina una norma, siano soprattutto i fondamenti culturali Pag. 5della battaglia dei colleghi di centrodestra non convincenti, sia in ordine alla raffigurazione della morte, che alla prospettazione della vita.
Per quanto riguarda la morte, c'è una riflessione straordinaria del cardinal Martini, il quale sottolinea come sia in corso nel nostro costume, nelle attitudini, nelle scelte, una sorta di estetizzazione della vita e di cosmesi della morte. Quella morte che viene emarginata nella tradizione della cultura delle società industriali come osservava lo storico che più di ogni altro si è occupato del tema, cioè Philippe Arìes: la cosmesi della morte come perversione dell'interpretazione del tempo, del significato del tempo che è simbolo della morte.
Ebbene, noi trucchiamo la partita con la morte che comunque ha sempre l'ultima mossa, e la trucchiamo perché non la accettiamo, allo stesso modo di come gli amici della destra appendono in sostanza l'etica alla ultratracotanza della tecnica.
Noi resistiamo al fuggire del tempo attraverso i meccanismi dell'opposizione e della evasione ma nella tradizione cristiana c'è un antidoto molto forte a questa declinazione perché Francesco scrive: sora nostra morte corporale. E quindi da una parte legittima la battaglia contro l'eutanasia, ma nello stesso tempo non si può accedere a pratiche indiscriminate di distanasia. Non è un caso che Wojtyla concluda la sua esperienza terrena dicendo: «Lasciatemi tornare alla Casa del Padre». E quindi non una vita che possa sopravvivere alla propria fine.
Infine sulla vita: gli amici del centrodestra e con ragioni...

PRESIDENTE. La prego di concludere onorevole Corsini.

PAOLO CORSINI.... e con ragioni filosoficamente fondate da parte del collega Buttiglione, richiamano in continuazione il tema della sua indisponibilità...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Corsini.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Binetti. Ne ha facoltà.

PAOLA BINETTI. Signor Presidente, colleghi, questo è il cuore della legge, quello su cui in pratica si è concentrato il dibattito che ha interessato maggiormente l'opinione pubblica, direi, in questi ultimi anni. Ed è per questo che è fondamentale per tutti noi prestare molta attenzione anche proprio alla tipologia degli emendamenti che sono stati presentati. Non a caso questo intervento non è un intervento sulla proposta di legge ma è un intervento sul complesso delle proposte emendative all'articolo 3.
Per questo mi sembra fondamentale che ci si renda conto che, dopo un lungo cammino che la proposta di legge ha fatto nella Commissione, nella quale abbiamo cercato in vari modi, ad esempio, di ampliare la platea dei pazienti a cui si poteva estendere questa norma, si è voluti tornare ad un criterio piuttosto restrittivo.
Vorrei soffermarmi nella presentazione di queste proposte emendative su questo criterio che mi sembra un criterio chiave. Questo può sembrare in qualche modo una sorta di limitazione del raggio di azione della legge e ciò può non piacere ad alcuni perché limita la vastità dell'applicazione della legge stessa. Tuttavia nello stesso tempo vorrei che fosse chiaro a tutti i colleghi che ci ascoltano qui, ma anche a coloro che ci ascoltano fuori, che la riduzione della platea riduce anche profondamente tutto questo vissuto che è stato descritto dai colleghi che vuole leggere questa legge come una legge ostile, invasiva, pervasiva, una legge che in qualche modo «scippa» alle persone il senso della loro libertà e dà un'immagine di uno Stato come una sorta di mostro che si inserisce nelle pieghe della parte più intima e personale della vita di ognuno di noi.
Credo che questo vada letto con grande attenzione. Le proposte emendative nel momento in cui riconducono la platea dei pazienti a cui si applica sostanzialmente ai pazienti che sono in stato vegetativo - vedremo poi forse la definizione più tecnica di questo stato -, limitano questa Pag. 6legge a garantire a questi pazienti che nessuno mai sospenderà quell'aiuto e quel sostegno vitale.
Non si tratta di accanimento terapeutico. Non si tratta di somministrazioni di terapie che siano invasive e moleste, tant'è vero che uno degli emendamenti parla proprio di trattamenti terapeutici sproporzionati o procedure sperimentali indesiderate. Di tutto questo noi non faremo nulla. Questa proposta di legge si limita ad assistere il paziente che si trova in stato vegetativo perché gli vengano garantiti quelli che potremmo chiamare in un altro linguaggio, in un altro modo, i livelli essenziali di assistenza.
Noi siamo tutti particolarmente affezionati a questa dizione (livelli essenziali di assistenza) perché ci garantiscono quella conditio sine qua non che permette ad una persona di vivere. Noi vogliamo questo e lo vogliamo in una maniera molto semplice, considerando che in quel momento il paziente si trova in una condizione di non abilità a provvedere autonomamente a se stesso: è quello che l'ONU ha dichiarato una disabilità grave.
Non c'è nulla di ostile: io prego i colleghi di leggere direttamente l'articolato della proposta di legge e di non leggere la rappresentazione ostile che ne hanno fatto una certa stampa e una certa interpretazione in qualche modo di stampo eutanasico. È proprio qui il punto in cui noi vogliamo dire che l'autodeterminazione del paziente riconosce a questi pazienti il diritto a tutelare autonomamente la loro vita, senza che altri lo impongano loro. È proprio per questo che non si consente loro di introdurre nelle dichiarazioni anticipate di trattamento qualcosa che ponga fine alla loro vita.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Nichilo Rizzoli. Ne ha facoltà.

MELANIA DE NICHILO RIZZOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nessuno di noi sarebbe mai voluto arrivare a questo punto, a questo provvedimento, ovvero a normare il momento più delicato e più fragile della nostra esistenza terrena, il nostro futuro fine vita, ma gli eventi e la storia ci hanno portato con forza a questa scelta necessaria. Due anni fa il caso di Eluana Englaro ha evidenziato con clamore e violenza anche un vuoto legislativo che andava necessariamente colmato. Esattamente due anni fa, per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, un tribunale amministrativo ha autorizzato la sospensione dei sostegni vitali su un cittadino italiano. Due anni fa, per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, un tribunale amministrativo ha autorizzato un medico ad indurre la morte su un paziente incosciente e clinicamente vivo. Due anni fa, per la prima volta nella storia della Repubblica, un tribunale amministrativo ha accolto la richiesta di un cittadino italiano di ottenere una morte autorizzata su un congiunto in stato vegetativo persistente. La sentenza fu regolarmente rispettata, ottenendo l'esecuzione immediata di quella che noi medici definiamo eutanasia omissiva.
La magistratura ha dovuto comunque assumersi la responsabilità di una decisione, in risposta alla domanda pervenutagli da un cittadino e in assenza di una legge votata dal Parlamento che regolasse la materia in questione. La magistratura ha svolto quindi un ruolo di supplenza, in assenza delle decisioni della politica, in particolare del Parlamento, che è il solo ad avere il potere legislativo. Per questo motivo il provvedimento in esame arriva oggi in quest'Aula, per colmare un vuoto legislativo e per evitare il ripetersi di interpretazioni o iniziative da parte di organi e poteri il cui compito è quello di vigilare sul rispetto delle leggi del Parlamento e non quello di legiferare, sostituendosi al ruolo del Parlamento stesso e di generare dei precedenti che possono creare giurisprudenza in una materia che non è stata regolata da una legge specifica.
È il momento, onorevoli colleghi, di assumerci questa responsabilità. È stato difficile scrivere questo testo di legge e stabilire in rigidi articoli quello che può e che non può succedere attorno al letto di un paziente patologicamente incosciente Pag. 7nel momento più fragile della sua vita, rispettando le sua volontà e le sue condizioni, ma anche tenendo sempre presente il rispetto della persona e della vita, seguendo il dettato della nostra Costituzione.
Questo provvedimento, onorevoli colleghi, non difende solo la vita nel momento più difficile e delicato della nostra esistenza, ma difende il diritto alla vita, garantito dalla nostra Costituzione, dalle nostre coscienze e dalle nostre condizioni e soprattutto non autorizza in nessun caso l'eutanasia di Stato.
Tra gli obiettivi e i contenuti di questa proposta di legge voglio soffermarmi su alcuni punti qualificanti sotto l'aspetto prevalentemente scientifico, a mio parere significativi. I cittadini in stato vegetativo persistente sono oggi nel nostro Paese poco meno di 3 mila, sono un piccolo esercito. Lo stato vegetativo è una condizione funzionale del cervello che insorge subito dopo l'evento traumatico che lo ha determinato, diventando riconoscibile solo quando si esaurisce il coma che, sovrapponendovisi, lo aveva mascherato ed è caratterizzato dall'assenza di comportamenti associati all'attività di coscienza. Questi sono pazienti che, per la maggior parte, avendo subito traumi violenti sono stati in pericolo di vita e sono stati rianimati, strappati alla morte ed ai quali sono state riattivate tutte le funzioni vitali, che riprendono a funzionare autonomamente, ovvero senza alcun ausilio di macchinari o sostegni terapeutici.
Su cento pazienti rianimati, uno o due scivolano nello stato vegetativo: molti di essi, non sono totalmente incoscienti, ma presentano uno stato di minima coscienza, e comunque, sono considerati tutti clinicamente vivi, e l'elettroencefalogramma continua a mostrare sempre segni di attività cerebrale.
I medici trapiantologi guardano con molta attenzione a questi pazienti, perché, per la maggior parte, sono tutti giovani, con organi giovani, sani, esenti da patologie e sarebbero ideali per i trapianti d'organo come donatori, ma gli stessi medici non possono toccarli, perché non sono in morte cerebrale. Quando hanno superato la fase acuta, si stabilizzano e non hanno bisogno di alcun ausilio meccanico né di alcuna terapia, tanto che i congiunti che lo desiderano possono portarsi il paziente a casa.
Differenti sono i pazienti in fase terminale, che sono appunto arrivati alla fine del percorso di una malattia che li sta portando alla morte, e il loro coma è causato dalla stessa malattia che ha preso il sopravvento sulle terapie, che ha invaso il corpo del paziente e che ne sta determinando il destino. La prognosi negativa di questi pazienti condiziona il trattamento terapeutico, che viene di regola sospeso, e nessun accanimento viene effettuato in nessun caso su questi malati terminali, ai quali non viene somministrata nemmeno l'alimentazione, ma solo l'idratazione e gli antidolorifici necessari per alleviare le ultime sofferenze. L'idratazione si sospende solo alla morte del paziente terminale; lo stesso accade nel caso di un paziente in stato vegetativo che, oltretutto, non è affetto da alcuna patologia o malattia terminale.
Onorevoli colleghi, noi medici siano addestrati e abilitati a custodire e proteggere la vita, nel rispetto dell'articolo 39 del codice deontologico, che testualmente recita: «In caso di compromissione dello stato di coscienza, il medico deve proseguire nella terapia di sostegno vitale finché ritenuta ragionevolmente utile, evitando ogni forma di accanimento terapeutico». A questo proposito, nel testo di legge in esame è stato accolto un emendamento che prevede, in casi eccezionali, la sospensione dei sostegni vitali, ovvero nel caso in cui questi non risultassero più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni essenziali del corpo, come avviene di regola, sovente, nei malati terminali, e come è avvenuto nella fase terminale anche del Santo Padre, Giovanni Paolo II.

PRESIDENTE. La invito a concludere, onorevole De Nichilo Rizzoli.

MELANIA DE NICHILO RIZZOLI. Noi parlamentari abbiamo il dovere di rispettare Pag. 8il diritto alla vita dei cittadini italiani, di rispettare la Costituzione e di legiferare nel rispetto della dignità della persona, senza perdere di vista il bene comune e tenendo presente che ogni cittadino ha il diritto di essere curato nel migliore dei modi dai medici, ma non ha il diritto di chiedere la morte, perché la vita e la salute sono beni indisponibili, tutelati dallo Stato.
Il mio auspicio è che questo provvedimento sia ampiamente condiviso, anche al di là della maggioranza, perché il tema della vita e della morte riguarda tutti gli uomini e tutte le donne, senza distinzione di appartenenza politica ed ideologica, e per i motivi suesposti, deve essere regolato da una legge che oggi manca. Come dicevano i latini, dura lex sed lex, ovvero, meglio una legge dura, difficile e imperfetta, che nessuna legge. Questo che vi chiediamo, onorevoli colleghi, non è un voto per la morte, ma è un voto per la vita, per proteggere la vita, quella stessa vita che appartiene a tutti noi (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

PRESIDENTE. Avverto che, avendo il gruppo Italia dei Valori esaurito il tempo a sua disposizione, la Presidenza, secondo la prassi, ne ha concesso un ampliamento pari ad un terzo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Evangelisti. Ne ha facoltà.

FABIO EVANGELISTI. Signor Presidente, sarò brevissimo, intervengo soltanto per sottolineare come questo articolo 3, fra i tanti brutti articoli, di una brutta proposta di legge, sia anche quello che davvero manifesta maggiormente gli elementi di incostituzionalità. Tali elementi di incostituzionalità non sono soltanto presenti: faccio un richiamo, rispetto ai pareri che sono stati espressi dalle Commissioni, al rilievo che è stato avanzato dalla III Commissione (Affari esteri) di questa Camera.
Infatti, al comma 5 dell'articolo 3, recante contenuti e limiti della dichiarazione anticipata di trattamento, si fa un riferimento che suona anche sgradevole, oltre che inopportuno. Si dice: «Anche nel rispetto della Convenzione delle Nazione Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006, alimentazione e idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, devono essere mantenute fino al termine della vita, ad eccezione del caso in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento».
Dunque, di che cosa stiamo discutendo, se sappiamo benissimo che siamo qui, impegnati in questa discussione, proprio perché il tema dell'alimentazione e dell'idratazione è stato il casus belli intorno alla vicenda di Eluana Englaro, che, con tutte le volgarità che sono state dette all'epoca, ci ha costretto oggi a tornare a discutere, in malo modo, di questo tema. Per questo, i nostri emendamenti cercano, quanto meno, di ridurre il danno e di evidenziare queste porcherie (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

PRESIDENTE. Avverto che prima dell'inizio della seduta sono stati ritirati dalla presentatrice gli emendamenti Bertolini 3.2052 e 3.2077.
Nessun altro chiedendo di parlare sull'articolo 3 e sulle proposte emendative ad esso presentate, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.

DOMENICO DI VIRGILIO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, prego i colleghi di fare attenzione poiché questa mattina è in distribuzione un nuovo fascicolo degli emendamenti, per cui le pagine di riferimento sono cambiate.
La Commissione esprime, dunque, parere favorevole sugli identici emendamenti Barani 3.2020 e Binetti 3.2081 (pagina 10 del nuovo fascicolo), nonché sugli identici emendamenti Polledri 3.2050, Bertolini 3.2051, Livia Turco 3.2056 e Binetti 3.2006 (pagina 22); la Commissione raccomanda, Pag. 9inoltre, l'approvazione del suo emendamento 3.3000 (nuova formulazione) (pagina 23), ed esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Castellani 3.2022 e Binetti 3.2082 (pagina 126); la Commissione raccomanda, altresì, l'approvazione del suo emendamento 3.3001 (pagina 129). La Commissione formula, quindi, un invito al ritiro degli emendamenti Contento 3.2002 (pagina 11) e Fioroni 3.2025 (pagina 21), mentre esprime parere contrario su tutti i restanti emendamenti.

PRESIDENTE. Il Governo?

EUGENIA ROCCELLA, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore per la maggioranza.

ROBERTO GIACHETTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, mi scusi, intervengo perché vorrei capire, in quanto ho sentito il relatore esprimere un parere favorevole sull'emendamento Binetti 3.2006 (pagina 22), che, nel mio fascicolo, risulta non segnalato.

PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, effettivamente l'emendamento in questione non è segnalato, ma è identico agli altri che saranno votati, per cui praticamente il relatore per la maggioranza ha dato il parere sugli altri. Non sarà posto in votazione, se è questo che volete sapere. Il contenuto però è identico a quelli che saranno posti in votazione, per cui i il parere è comunque favorevole.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Lenzi 3.2080.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lenzi. Ne ha facoltà.

DONATA LENZI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento, sostanzialmente, propone di fermarci qui. Questo emendamento dice: bene, abbiamo fatto l'articolo 1, che è l'articolo dei principi, abbiamo fatto l'articolo 2 che, a sua volta, è un articolo di principi, quelli che riguardano il consenso informato, abbiamo fatto quello che uno Stato, un Parlamento possono fare e cioè definire il quadro dei principi orientativi all'interno dei quali l'autonomia dei professionisti e l'autonoma decisione dei pazienti possono esercitarsi. La proposta di questo articolo è: basta, non andiamo oltre, non andiamo a creare una ulteriore burocrazia, non avventuriamoci a definire confini medici, indicazioni sanitarie, fatte attraverso un Parlamento, che possono essere messe in discussione da un'innovazione tecnologica, da una scoperta, da un cambiamento che si verifica. Abbiamo fatto una parte di lavoro, abbiamo definito il quadro di insieme, questo Parlamento può legittimamente fermarsi a questo punto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Renato Farina. Ne ha facoltà.

RENATO FARINA. Signor Presidente, mi colpiva una cosa riguardo all'articolo 3, che è il più importante, non c'è la parola: testamento biologico. Anche se questa parola figura come indicazione, e si trova nel sito della Camera dei deputati, per definire quello di cui stiamo parlando. Ed è una cosa molto singolare perché le parole non sono neutre. Mi preme fare una premessa: di che cosa stiamo parlando qui? Cosa ci divide? Siamo evidentemente in una società plurale, dove ci sono chiaramente delle differenze antropologiche tra le persone che la popolano, pur nella consapevolezza che tutti abbiamo, che dobbiamo riconoscerci l'un l'altro, di desiderare tutti il vero bene per tutti. Dentro questo articolo quindi, usando l'espressione DAT, dichiarazioni anticipate di trattamento, invece che la definizione di testamento biologico, credo si sia voluto affermare - io credo - un compromesso nobile, dopodiché c'è il gioco della democrazia e questo gioco comporta che ciascuno di noi, attraverso delle leggi, cerchi inevitabilmente di dare una forma alla società, una forma Pag. 10che corrisponda alla sua idea anche di convivenza, alla sua idea di incontro con le altre sensibilità e le altre concezioni degli uomini. Credo che, come è già stato detto, questo rappresenti una forma di compromesso assolutamente nobile, dove ciascuno porta tutto se stesso, compreso l'interesse per le tesi dell'altro, nelle inevitabili asprezze che comporta un tema così delicato. Il tema della laicità è un tema assolutamente scivoloso; mi ha colpito, nella discussione di ieri, una frase pronunciata dall'onorevole Palagiano, che ha detto testualmente: noi dell'Italia dei Valori rivendichiamo anche il diritto alla morte.
È una frase che ho ritrovato anche nel resoconto stenografico. Ho poi fatto una ricerca su Google e ho trovato precedenti di una frase così forte, con riferimento ad un movimento che non è affatto laico: è il movimento dell'unione degli atei e degli agnostici razionalisti. Una frase di questo genere, in mano all'unione degli atei e degli agnostici razionalisti, non è una frase laica, ma una frase religiosa, lo si voglia o no. Quando si fanno affermazioni di questo genere, si entra in una dimensione dove è implicato il rapporto tra noi e l'assoluto. Sempre, quando si parla di morte e di fine vita, vi è questa dimensione, quindi non si sfugge. Esiste una sfera laica, ma una sfera laica non può voler dire la rinuncia a ciò che di più profondo crediamo, perché ciò che è religioso è il nesso tra noi e l'assoluto, fosse pure un assoluto negato.
Ciò dà nobiltà e rende anche difficilissimo il dialogo tra di noi, perché è implicato qualche cosa di più di una contingente legge. Questo era quello che volevo dire, invitando reciprocamente al rispetto, perché non è che uno vuole imporre all'altro qualche cosa. Ciascuno di noi è convinto che, attraverso una sottolineatura o l'altra, si costruisce una forma di società più libera e, in fondo, più religiosa, intendendo con la parola religiosa non un confessionalismo o una banale propaganda a questo o a quel Dio, ma quella che è l'essenza dell'uomo che tende ad un significato, a dare una risposta alle domande più profonde del suo animo (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).

DOMENICO DI VIRGILIO, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO DI VIRGILIO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, ho omesso di dire che la Commissione esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Barani 3.2020 e Binetti 3.2081, purché riformulati nel modo seguente: sostituire le parole: «onde evitare di essere sottoposto a trattamenti terapeutici sproporzionati o a procedure sperimentali indesiderate. Conseguentemente, sopprimere i commi 2 e 3.»...

ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, non si capisce niente!

PRESIDENTE. Chiedo scusa, i colleghi si lamentano perché non si capisce niente, non solo per il microfono, ma anche per il brusio. Onorevole Di Virgilio, si avvicini di più al microfono; se riesce ad alzarlo è meglio.

DOMENICO DI VIRGILIO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, sono vicino al microfono.
Ripeto, la Commissione esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Barani 3.2020 e Binetti 3.2081, purché riformulati nel modo seguente: sostituire le parole: «onde evitare di essere sottoposto a trattamenti terapeutici sproporzionati o a procedure sperimentali indesiderate. Conseguentemente, sopprimere i commi 2 e 3.» con le seguenti: «circa l'attivazione di trattamenti terapeutici purché in conformità a quanto prescritto dalla presente legge. Conseguentemente sopprimere il comma 2.».

PRESIDENTE. Il Parere del Governo?

Pag. 11

EUGENIA ROCCELLA, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lenzi 3.2080, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Nicola Molteni, Barbaro, Iapicca, Di Pietro, Bellotti, Agostini, Giammanco, Di Biagio, Ceccacci, Simeoni, Saltamartini, Causi, Castagnetti, Siliquini...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 483
Votanti 474
Astenuti 9
Maggioranza 238
Voti favorevoli 198
Voti contrari 276).

Prendo atto che i deputati Scilipoti e Barbareschi hanno segnalato che non sono riusciti a votare.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Farina Coscioni 3.141, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Cesa, Fugatti, Narducci, Pes, Briguglio, Bocchino...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 483
Votanti 472
Astenuti 11
Maggioranza 237
Voti favorevoli 58
Voti contrari 414).

Prendo atto che i deputati Scilipoti e Barbareschi hanno segnalato che non sono riusciti a votare.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Farina Coscioni 3.144, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Cesa, Galati, Traversa, Girlanda, Giammanco, Antonino Russo...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 486
Votanti 476
Astenuti 10
Maggioranza 239
Voti favorevoli 54
Voti contrari 422).

Prendo atto che i deputati Scilipoti e Barbareschi hanno segnalato che non sono riusciti a votare.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Farina Coscioni 3.143, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Traversa, Crimi, Servodio...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 490
Votanti 480
Astenuti 10
Maggioranza 241
Voti favorevoli 50
Voti contrari 430).

Pag. 12

Prendo atto che i deputati Barbareschi e Scilipoti hanno segnalato che non sono riusciti a votare.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Farina Coscioni 3.59, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Cesa, De Nichilo Rizzoli, Piso, Giammanco, Corsaro...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 492
Votanti 482
Astenuti 10
Maggioranza 242
Voti favorevoli 52
Voti contrari 430).

Prendo atto che i deputati Scilipoti e Barbareschi hanno segnalato che non sono riusciti a votare.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Barani 3.2020 e Binetti 3.2081.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Miotto. Ne ha facoltà.

ANNA MARGHERITA MIOTTO. Signor Presidente, cari colleghi, cominciamo a entrare nel merito finalmente di questa proposta di legge che in verità vuole vietare le dichiarazioni anticipate di trattamento e lo fa con due emendamenti che sono stati presentati ieri, anzi l'altro ieri, dopo due anni di lavoro in Commissione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Con due emendamenti all'articolo 3 - uno è questo che stiamo esaminando, Barani 3.2020, il secondo è l'emendamento 3.3001 della Commissione - si cambia la proposta di legge.
Cari colleghi, dobbiamo essere consapevoli di ciò che accade con questo emendamento Barani 3.2020 e con quello della Commissione 3.3001 che verrà successivamente esaminato. Con l'emendamento Barani 3.2020 si fa un'operazione di sottrazione della libertà delle persone. Certo non c'è il diritto a morire, caro collega Farina, concordiamo, ma c'è il diritto a lasciarsi morire, come lei sa bene. Questo diritto a lasciarsi morire viene precluso da questo emendamento Barani 3.2020, che sostituisce i primi due commi dell'articolo 3, perché dice tre cose e sono i primi tre ostacoli alla manifestazione della libertà di ciascuno di noi.
Primo ostacolo: si parla di orientamenti, la persona può esprimere orientamenti e non può quindi esprimere delle volontà come può esprimere quando è cosciente; non può esprimere le volontà affidandole alla dichiarazione anticipata di trattamento. Secondo ostacolo: questo emendamento parla dell'orientamento ad attivare o non attivare una prestazione sanitaria, un trattamento sanitario. Tuttavia, come tutti sappiamo qui dentro e fuori di qui, ciascuno di noi ha la possibilità di attivare o non attivare un trattamento sanitario, ma ha anche la libertà di poter sospendere un trattamento sanitario e questa sospensione di un trattamento sanitario è stata volutamente omessa in questo emendamento perché chiaramente si vuole comprimere la libertà delle persone. Terzo ostacolo: si parla di trattamenti terapeutici e non di trattamenti sanitari, restringendo quindi la gamma delle opportunità che ciascuno ha. Anche questo contraddice tutti i pronunciamenti del Comitato nazionale di bioetica e tutto ciò che è stato affermato da studiosi, ma ormai devo dire che è coscienza diffusa che, come dice l'articolo 32 della Costituzione, si possono rifiutare i trattamenti sanitari.

PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Miotto.

ANNA MARGHERITA MIOTTO. Signor Presidente, concludo subito. Sono le prime tre ragioni che cercano di trasformare questa proposta di legge nella negazione Pag. 13della dichiarazione anticipata di trattamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Binetti. Ne ha facoltà.

PAOLA BINETTI. Signor Presidente, vorrei spiegare perché ovviamente accetto la riformulazione proposta dal relatore. La proposta di legge, nella puntualizzazione che ne ha fatto l'onorevole Di Virgilio, sottolinea che le scelte espresse vanno ricondotte nell'ambito di un certo contesto «in conformità a quanto prescritto dalla presente legge» (e questa è l'aggiunta precisa che viene proposta).
Quindi, questo emendamento non può essere giudicato al di fuori del contesto della proposta di legge nella sua complessità, posto che i desideri e gli orientamenti che esprimo debbono essere nello spirito della legge. Detto questo, mi sembra quindi che vada interpretato anche tutto quello che ha detto in questo momento l'onorevole Miotto all'interno di ciò che appare in altri passaggi della legge. Ciò ci permette di dire che, anche la più volte citata Convenzione di Oviedo, parla di orientamenti. Stiamo parlando di una realtà che si inquadra in una logica che ammette un'evoluzione della scienza e un mutamento delle condizioni cliniche del paziente, per cui le sue decisioni vanno costantemente contestualizzate rispetto alle condizioni interne ed esterne che sono quelle della scienza.
Questo mi sembra pienamente legittimo e anche che non abbia in sé nulla di questa violenza che si intende in qualche modo proiettare su questo provvedimento. Per tale motivo accetto la riformulazione proposta dal relatore e voteremo a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Onorevole Barani, anche lei accetta la riformulazione del suo emendamento 3.2020 proposta dal relatore?

LUCIO BARANI. Signor Presidente, ovviamente anche noi accettiamo la riformulazione. Mi associo alle considerazioni svolte dall'onorevole Binetti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Murer. Ne ha facoltà.

DELIA MURER. Signor Presidente, vorrei ricordare come invece, a mio avviso, questa normativa vanifica la DAT. Infatti, parla di orientamenti e non di volontà della persona, non rende tali orientamenti e questa (mancata) volontà impegnativi per il medico, tende a liquidare la possibilità di espressione della persona circa l'attivazione di trattamenti terapeutici e non prevede la sospensione dei trattamenti terapeutici stessi.
Si tratta di un brutto emendamento, che limita fortemente la volontà della persona, non la rende impegnativa ed è per questo che rende vana la DAT (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Della Vedova. Ne ha facoltà.

BENEDETTO DELLA VEDOVA. Signor Presidente, voteremo contro questo emendamento, così come voteremo contro l'articolo 3. Voglio fare una considerazione sui fondamenti giuridici di ciò che stiamo facendo. L'ho già detto e lo ripeto: pensare di introdurre le DAT e poi fare una legge per negarle non funzionerà e questa è una delle ragioni per le quali noi avevamo proposto una riscrittura che non prevedesse le DAT. Delle due l'una: o si fanno le DAT (Convenzione di Oviedo come guida) o non si fanno! Lo dico alla collega che diceva che in Germania non è stata approvata una legge. È stata approvata una legge nell'estate del 2009 e se si introducono le DAT andranno rispettate anche per legge. Vanno rispettate anche quelle non espresse nelle forme previste, ma quelle desunte.
Se voi pensate che possa reggere un impianto giuridico nel quale da una parte si dice «fai le DAT e falle così» e dall'altra il legislatore ti dice che non valgono, dobbiamo tutti sapere che il principio prevalente dal punto di vista giuridico sarà Pag. 14la DAT e quello che c'è scritto. Se vogliamo riconoscere la volontà, non pensiate che poi le limitazioni che mettiamo nella legge terranno. Delle due l'una: o si fanno le DAT - e si va fino in fondo - oppure non si fanno le DAT e ci si ferma al codice di deontologia medica. Ma come è possibile che, invece, ci illudiamo? È vero che abbiamo illustri precedenti nelle stagioni politiche che stiamo vivendo di chi dice che il legislatore può fare tutto e che la Corte costituzionale è un covo di comunisti, ma noi abbiamo un argine nell'attività legislativa: i fondamenti del diritto e la Costituzione e non possiamo piegarli, neanche a maggioranza.
Con questo emendamento e con quelli che seguiranno, con l'idea che si fanno fare le DAT ma si afferma che valgono solo nel momento in cui si sta per morire, legiferiamo male, questa è una questione di metodo che viene ancora prima del contenuto della norma; per questo e per l'incongruenza che c'è in questo modo di legiferare giuridicamente fragilissimo, con una legge che si sfascerà nelle Corti di giustizia e alla Corte costituzionale, noi diciamo no (Applausi dei deputati del gruppo Futuro e Libertà per il Terzo Polo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Palomba. Ne ha facoltà.

FEDERICO PALOMBA. Signor Presidente, vorrei approfittare di questo emendamento per dare un consiglio all'onorevole Farina, quello di non schiacciare l'onorevole Palagiano e tutto il gruppo dell'Italia dei Valori entro confini che non ci appartengono. La sua assimilazione della posizione espressa dall'onorevole Palagiano a quella dell'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti è totalmente estranea al nostro modo di essere e al nostro modo di pensare; la tenga per sé e casomai la estenda a qualcun altro. Nel nostro gruppo ci sono credenti e praticanti - come me - e non credenti, tutti ci rispettiamo e ci riconosciamo in una dimensione di laicità dello Stato (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). Vede, onorevole Farina - mi rivolgo anche a coloro che la pensano come lei -, voi avete caricato purtroppo questa proposta di legge di un significato strumentale e politico che poco ha a che vedere con concetti di straordinario rilievo come quelli della vita e della morte (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). Questa è una delle ragioni per le quali questa proposta di legge non ci convince e non avrà il consenso dell'Italia dei Valori, credenti e non credenti.
Vorrei rammentare a lei e a tanti altri che la morte fa parte della vita. Nell'attimo in cui nasciamo è scritto che dobbiamo morire; questa è una regola scritta nel processo vitale e che riconoscono sia i creazionisti sia gli evoluzionisti, (tra i quali secondo me non c'è poi tanta distanza). Anche il rispetto della morte significa osservanza della regola posta al momento della vita; quindi, pensare che possa essere ritardato con accanimenti e con mezzi strumentali il momento nel quale la morte ci coglierà tutti (per i credenti sarebbe un passaggio in quel tunnel di luce di cui parlava il collega Scapagnini), significa opporsi a quella regola come una presunzione di onnipotenza. Non parliamo di diritto alla morte, ma di rispetto del momento della morte, del momento che ciascuno di noi dovrà affrontare inesorabilmente, ognuno di noi con la propria coscienza, secondo la propria credenza. Quello che non possiamo accettare è che ci sia qualcuno che qui pretenda di avere il primato o l'esclusiva della fede e l'esclusiva dell'interpretazioni dei libri e dei testi, noi pensiamo di essere vicini a tanti illustri credenti a cominciare da Papa Giovanni Paolo II il quale ha detto «Lasciatemi tornare alla Casa del Padre», (cioè non accanitevi su di me), e come il cardinale Martini che ha riconosciuto questa semplice regola: la morte è scritta nella vita.
Noi vogliamo avvicinarci con serenità a questo momento che riguarderà tutti noi e crediamo che ciascuno di noi sia legittimato a dire come dovrà essere per lui il momento della morte nell'ipotesi in cui non fossimo nel pieno possesso delle nostre Pag. 15facoltà. Pertanto, onorevole Farina, spero di averla convinta e spero che in questo modo lei interpreterà in maniera positiva la posizione dell'Italia dei Valori che è contraria a questa proposta di legge e che vede concordi credenti e non credenti (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Palagiano. Ne ha facoltà.

ANTONIO PALAGIANO. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Palomba per essere intervenuto, non volevo cogliere la provocazione da parte dell'onorevole Farina.
Credo, personalmente, che la fede, il credo religioso di ciascuno di noi, le sensibilità che ciascuno ha, l'amore, le preferenze sessuali, siano delle cose che dobbiamo avere chiuse nel nostro cuore e che non vanno sbandierate in quest'Aula in maniera strumentale. Vi è sempre qualcuno che si colloca al di là degli altri, vi è sempre qualcuno che è più cattolico dei vescovi, vi è sempre qualcuno che ha qualcosa da obiettare sulla sessualità dei cittadini. Credo che questi valori non vadano sbandierati.
Io non ho mai dichiarato, e non lo farò in quest'Aula, perché credo che sia un fatto mio ed esclusivamente mio, quelli che sono i miei diritti, le mie preferenze, il mio credo religioso. Credo che ciascun credo religioso meriti rispetto e credo che in questi campi non debbano esistere degli «stranieri morali». Onorevole Farina, lei, che ha letto su Google, può anche aver letto quello che vi ho scritto contestando gli atei. Agli atei, che contestano chi ha la fede, contesto che dimostrassero...

PRESIDENTE. La prego di concludere.

ANTONIO PALAGIANO. ... perché non credono in Dio. Signor Presidente, devo intervenire...

PRESIDENTE. Su che cosa? Lei sta intervenendo per dichiarazione di voto a titolo personale. Ha già parlato prima l'onorevole Palomba per il suo gruppo.

ANTONIO PALAGIANO. Signor Presidente, questa era la premessa per il mio intervento sull'emendamento Barani 3.2020.

PRESIDENTE. Lei è intervenuto, onorevole Palagiano. Stiamo esaminando gli identici emendamenti Barani 3.2020 e Binetti 3.2081.

ANTONIO PALAGIANO. Signor Presidente, ho dovuto rispondere...

PRESIDENTE. Infatti ha risposto. Lei aveva un minuto di tempo, non altro.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sbrollini. Ne ha facoltà.

DANIELA SBROLLINI. Signor Presidente, anch'io voglio ribadire - lo ha detto benissimo l'onorevole Miotto - quanto grave sia questo emendamento: cambia metà dell'articolo 3, che è proprio il cuore di questa proposta di legge. Si limita la libertà dell'individuo, limitando ulteriormente il diritto di scegliere di una persona se sospendere o rifiutare un trattamento, senza rispettare la stessa volontà di decidere come morire e senza rispettare, aggiungo, la dignità di chi soffre.
Ancora una volta, chiedo a questo Governo e ai colleghi di maggioranza di fermarsi, perché stanno scrivendo una legge orribile, una legge vergogna, che non rispetta la libertà di nessuno. Qui non vi è alcun pregiudizio, ma non si vuole scrivere una legge che vada contro la volontà degli individui. Fermiamoci, finché siamo ancora in tempo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bossa. Ne ha facoltà.

LUISA BOSSA. Signor Presidente, se si leggono bene questi emendamenti e la relativa riformulazione di questa mattina Pag. 16si capisce che vi è una contraddizione concettuale di base tra l'ostinazione con la quale la maggioranza vuole approvare questa proposta di legge e la puntualità con cui, ad ogni passaggio, in Commissione prima e in Aula anche questa mattina, la svuota di senso, arrivando al paradosso di produrre una normativa che, in teoria, farebbe avanzare il Paese sul terreno dei diritti, introducendo uno strumento di autodeterminazione. Nella pratica, però, lo fa arretrare, fissando una serie intollerabile di limiti, al punto da rendere la DAT una scatola vuota, un contenitore bucato. Lo abbiamo già detto tante volte: questa legge è una cattiva legge. Fermiamoci, per favore (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)!

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, voglio porre il seguente problema di carattere regolamentare, premesso che non ho capito se la riformulazione dell'emendamento proposta dal relatore è stata adottata e proposta dal Comitato dei nove. Non so, cioè, se è passata anche attraverso una verifica per quanto riguarda gli uffici, perché credo che, anche in relazione a quanto più volte suggerito dal Comitato per la legislazione, vi sia una modalità di legiferare tramite le riformulazioni che assolutamente pone dei problemi relativi anche ai rinvii di legge.
Infatti, siamo in corso di votazione di un emendamento nel quale si fa riferimento alla presente legge. Il riferimento può essere fatto ad una legge quando essa è in vigore o comunque si è avuta la votazione finale.
Come si fa a dire che tutto ciò che è previsto dagli identici emendamenti in esame è attuabile? Circa l'attuazione dei trattamenti terapeutici si dice, infatti, testualmente, «purché in conformità a quanto prescritto dalla presente legge». Quanto prescritto dalla presente legge, però, al punto in cui siamo, è conosciuto relativamente agli articoli che abbiamo già votato, ma è sconosciuto rispetto agli articoli che andranno votati. Quindi, come minimo, gli identici emendamenti in oggetto andrebbero votati alla fine, prima della votazione finale, in modo tale che potremmo conoscere esattamente il contenuto della presente legge, altrimenti sono inammissibili.

PRESIDENTE. Onorevole Quartiani, da un punto di vista logico e di tecnica legislativa, poiché la legge ed il richiamo alla legge entrano in vigore contemporaneamente, mi sembra che il problema non sussista.
Per quanto riguarda, invece, ciò che lei ha chiesto all'inizio del suo intervento, vorrei che il relatore precisasse se la riformulazione degli identici emendamenti in esame è frutto di una decisione collegiale.

DOMENICO DI VIRGILIO, Relatore per la maggioranza. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Argentin. Ne ha facoltà.

ILEANA ARGENTIN. Signor Presidente, colleghi, impiegherò un minuto per sottolineare cosa stiamo facendo e la gravità degli identici emendamenti in esame che depauperano completamente le persone deboli della minima, possibile, forza che hanno. Stiamo rendendo i deboli ancora più deboli. Tutto ciò che permetteva loro di scegliere viene completamente depotenziato e questo è un pericolo rispetto al quale non possiamo fare finta di nulla.
Sono perfettamente d'accordo con la collega Miotto e, ancora prima, con la collega Livia Turco per il grande lavoro che abbiamo svolto in Commissione allo scopo di dare dignità e rispetto alle persone che hanno delle difficoltà. Con gli identici emendamenti in questione li stiamo distruggendo. Ancora una volta, ognuno ha raccontato le sue esperienze in quest'Aula, io mi rifiuto di farlo per il Pag. 17semplice motivo che dobbiamo parlare a nome di tutti coloro che, anche se forti oggi, domani potranno essere deboli (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Beltrandi. Ne ha facoltà.

MARCO BELTRANDI. Signor Presidente, gli identici emendamenti in esame esprimono sfiducia e paura nei confronti di ciò che un paziente, nella sua coscienza, può esprimere nella DAT.
Vi sono la paura che questo affermi la propria volontà e una concezione già superata dalla medicina, ossia quella secondo cui il medico saprebbe meglio del paziente qual è il suo bene. Vi è la paura nei confronti della libertà deontologica del medico e della scienza. Vi è una situazione antistorica che sarà sconfitta, comunque, perché viviamo in un Paese democratico e civile. Vi sarà la ribellione dei pazienti nei confronti degli identici emendamenti in oggetto se, per caso, dovessero essere approvati (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Maurizio Turco. Ne ha facoltà.

MAURIZIO TURCO. Signor Presidente, l'onorevole Renato Farina ha ragione quando dice che ciascuno di noi ha la propria religiosità e, quindi, in qualche modo, è a questa che deve richiamarsi nella diversità di opinioni nel momento in cui discutiamo sulla proposta di legge in esame. Vi è però una differenza, onorevole Renato Farina: la sua proposta di legge impone a me di non potere portare avanti fino in fondo le mie convinzioni, la mia proposta di legge, invece, le consente di portare avanti le sue convinzioni fino in fondo, la agevola, le consente di potere fare proprio tutto. La mia proposta di legge non le impedisce nulla, lei impedisce tutto! Lei, con la proposta di legge in oggetto, sta impedendo a me e a tutti che coloro che hanno idee diverse dalle sue di potere vivere fino in fondo le proprie convinzioni e la propria religiosità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, condivido le preoccupazioni espresse dalla collega Miotto. Vi è il tentativo di vanificare tutto il lavoro svolto in Commissione e, sostanzialmente, la proposta di legge in esame.
Ripeto che la DAT, la dichiarazione anticipata di trattamento, è una scelta libera, non obbligatoria. I giovani a diciotto anni non riceveranno, insieme alla tessera elettorale, anche l'obbligo di fare la dichiarazione anticipata di trattamento.
Chi nella propria autonomia e nella propria scelta di autodeterminazione farà la dichiarazione, deve essere rispettato e quindi, per essere rispettato, la DAT deve essere vera, ovvero non può essere orientativa.

PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Burtone.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Questo alimenterà una serie di problemi di ordine medico-legale. Noi non abbiamo utilizzato il termine «vincolante», perché pensiamo che ci debba essere l'alleanza terapeutica.

PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Burtone.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Per questo diciamo che la DAT deve essere impegnativa in modo da collegare la scelta di autodeterminazione all'impegno ancora responsabile del medico (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

Pag. 18

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bernardini. Ne ha facoltà.

RITA BERNARDINI. Signor Presidente, «Ho tolto i chiodi dalle mie ali» è il titolo di un libro che vi consiglio di leggere, perché con questi identici emendamenti e con questa proposta di legge voi volete sostituire la vostra coscienza a quella del singolo cittadino.
Vi ricordo, come saggiamente sosteneva Piergiorgio Welby, che la morte è un processo di apprendimento. Voi volete sostituire la vostra coscienza a quella intima del singolo cittadino, perché non volete ipocritamente e giustamente mettervi al suo posto in quei momenti così difficili dell'apprendimento, che ciascuno di noi fa, della sua morte.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Zamparutti. Ne ha facoltà.

ELISABETTA ZAMPARUTTI. Signor Presidente, questi identici emendamenti sono davvero oscurantisti e ottusamente proibizionisti, tanto che mi fanno provare pena per chi li ha concepiti e li ha proposti.
Dico ciò, perché so che nel Paese c'è una carica di speranza più laica, più liberale, più democratica e più rispettosa dei diritti individuali, così come sono stati sanciti dalla nostra Costituzione. Lo ha spiegato bene ieri anche la collega Rita Bernardini, quando ha dato conto dell'esito dei sondaggi condotti su questa materia, dove a grande maggioranza i cittadini italiani si sono espressi per il testamento biologico.
Sono istanze democratiche che cercate di soffocare, ma che invece prefigurano la vittoria del domani.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colombo. Ne ha facoltà.

FURIO COLOMBO. Signor Presidente, si dice a volte drammaticamente «avete gettato la maschera». In questi due identici emendamenti certamente la maschera è gettata, cioè si capisce il desiderio di umiliare tutti coloro che hanno l'intenzione di rivolgersi alle istituzioni della Stato per avere la garanzia di un testamento biologico e si capisce l'intenzione di rivolgersi con cattiveria a coloro che sono in condizione di dolore e nella necessità di chiedere aiuto.
Ci descrivete un medico che passa per le corsie a raccogliere orientamenti, a fare conversazione con i morenti, a scambiare due chiacchiere con chi deve decidere se può o non può sopravvivere.
È indecoroso, indegno e rappresenta una violenza a questa istituzione della Repubblica (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bosi. Ne ha facoltà.

FRANCESCO BOSI. Signor Presidente, io credo che «indecorosi» siano alcuni interventi che si sono ascoltati fino adesso, perché prescindono totalmente dal contenuto del comma sul quale ci accingiamo a votare. Ma, soprattutto, ho deciso di prendere la parola, perché credo che noi dobbiamo chiarire una volta per tutte un aspetto. Quando trattiamo di questioni così delicate, come quella dei valori della vita, non posso accettare alcuni interventi nei quali si colloca la posizione di grande attenzione alla questione della vita, come un fatto strumentale di accostamento ad esigenze o ad input di ordine clericale.

PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Bosi.

FRANCESCO BOSI. Infatti noi, il Parlamento, i legislatori, esprimiamo valori laici, che riguardano in modo particolare il nostro modo di essere. Allora voglio dire, all'onorevole Palomba in primis, che noi siamo assolutamente laici e crediamo che il dovere del legislatore sia quello di riportare nelle leggi i valori ai quali crediamo come cittadini assolutamente liberi.

Pag. 19

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Samperi. Ne ha facoltà.

MARILENA SAMPERI. Signor Presidente, queste proposte emendative peggiorano un testo già odioso. Una legge entra a «gamba tesa» in un tessuto delicato come quello della vita e della morte, violando spazi inviolabili, gli spazi dell'autodeterminazione, della dignità delle persone, della rete degli affetti. Una regressione di civiltà, una moderna forma di tortura, una violenza crudele che evoca la suggestione di Quasimodo: «Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo» (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole D'Incecco. Ne ha facoltà.

VITTORIA D'INCECCO. Signor Presidente, ha ragione l'onorevole Miotto: se si chiede al cittadino di esprimere la propria volontà, si deve averne rispetto e soprattutto non si può limitarla. Si è detto che questa legge deve nascere perché i cittadini possano decidere come essere accompagnati dignitosamente al termine della propria vita. In realtà questa legge nasce per obbligarli a mantenere idratazione ed alimentazione a tutti i costi, fino all'ultimo respiro dell'individuo.
Che senso ha, allora, o meglio non è una presa in giro se si invita a dichiarare la propria volontà in un testamento e poi si dice che sulla nutrizione ed idratazione, però, non si può decidere? Noi sappiamo che i cittadini hanno dentro di sé il senso del rispetto più profondo verso la vita ma anche verso la morte e si aspettano rispetto sull'autodeterminazione alla propria vita (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Capitanio Santolini. Ne ha facoltà.

LUISA CAPITANIO SANTOLINI. Signor Presidente, vorrei ricordare alla collega Samperi che a «gamba tesa» sono entrate alcune sentenze dei giudici tempo fa e non è questa legge che entra a «gamba tesa» sui problemi della vita e della morte, ci sono stati dei precedenti.
In secondo luogo vorrei dire all'onorevole Colombo che qui non si parla di un medico che va a fare due chiacchierate con i morenti nella corsia, perché queste sono rappresentazioni apocalittiche che non stanno in piedi; qui stiamo parlando di dichiarazioni anticipate di trattamento che si fanno cinque anni prima, tranquillamente e serenamente, chiacchierando e parlando seriamente con il proprio medico.
In terzo luogo qui non stiamo impedendo niente. Torniamo all'emendamento, non facciamo di ogni proposta emendativa una questione di vita o di morte e ricominciamo a fare una filosofia della vita. Qui si dice che si vuole impedire che il paziente sia sottoposto a trattamenti sproporzionati o a procedure sperimentali indesiderate. È tutto qua il discorso e siccome in molti hanno il terrore di essere effettivamente oggetto di accanimento terapeutico e, parlando in giro, si sente questa paura, noi vogliamo semplicemente dire che sono garantiti in questa direzione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Giachetti. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, ieri ho ascoltato con grande attenzione e anche con grande partecipazione l'intervento del collega Scapagnini, perché sono argomenti che rafforzano la mia convinzione che, se dovessi trovarmi a dover decidere o a chiedere di poter dare un'indicazione su cosa fare, per quel che mi riguarda io sicuramente sceglierei una strada che è quella di avere il massimo delle cure fino all'ultimo momento possibile e cioè con una posizione che è certamente molto più vicina dal punto di vista materiale di quelle che arrivano dall'altra parte piuttosto che di quelle che Pag. 20arrivano da questa parte. Ma è la mia convinzione, Signor Presidente, ed io la difenderei, se la trovassi minata, fino in fondo per poterla esprimere.
Quello che non capisco è perché si intende in qualche modo obbligare gli altri a non avere questa possibilità cioè quella di poter decidere (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Se io mi trovassi, signor Presidente, con qualcuno dall'altra parte che mi impedisse di poter decidere un accanimento terapeutico sulla mia persona, mi batterei con le unghie e con i denti perché questo mi fosse consentito. Il mio appello - concludo Presidente - è un appello umile che faccio a tutti quei deputati della maggioranza che hanno vissuto il testo del Senato, e che magari non sono convinti di questa legge, come un compromesso. Quel compromesso li ha portati a votare secondo la disciplina di partito. Chiedo al capogruppo Cicchitto un nobile atto. Lasci libertà di coscienza almeno su questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico) perché questo emendamento fa arretrare rispetto a un compromesso che ha consentito al capogruppo e ai gruppi della maggioranza di avere una disciplina di gruppo.
Qui si arretra e si mette in discussione quel compromesso. Questo non è un emendamento che smonta la legge, questo è un emendamento che fa tornare indietro rispetto anche alle posizioni più arretrate. Dia la possibilità, il collega Cicchitto - chiedo scusa, glielo chiedo davvero con umiltà - che ciascun deputato della maggioranza possa esprimersi su questo emendamento in modo libero.

PRESIDENTE. È presente una delegazione del comune di Rolo (provincia di Reggio Emilia), in particolare il sindaco del consiglio comunale dei ragazzi. L'Assemblea li saluta (Applausi).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fioroni. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FIORONI. Signor Presidente, mi auguro che il relatore valuti che in questa riformulazione si evidenziano tre limiti. Si persiste nell'incapacità permanente di intendere e di volere, che sarà fonte di enorme contenzioso giuridico, non avendo una definizione certa, se non quando si compiono atti definiti e con accertamento giudiziario della dell'incapacità di intendere e di volere. Secondo aspetto: aver rimosso la possibilità di dare una DAT in maniera chiara e inequivoca su trattamenti sproporzionati o sperimentali in ogni momento qualunque paziente qualunque cittadino è in grado di farla; nel momento in cui noi la rimuoviamo non solo si apre l'autostrada all'accanimento terapeutico, ma quel rinvio alla legge rischia di dire che poi alla fine l'accanimento terapeutico si può fare a chi è arrivato più di là che di qua (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Farina Coscioni. Ne ha facoltà.

MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI. Signor Presidente, quando si tratta di nascere l'utilizzo della scienza e della tecnica medica è per voi un abuso, bisogna farlo come natura prevede. Invece al contrario, capovolgendo il ragionamento, chi vuol morire secondo natura deve prolungare la propria esistenza in un mare di dolore e di sofferenza, perché non è più un abuso l'utilizzo della scienza e della tecnica medica, non è più un abuso utilizzare i progressi della scienza per allungare il tempo della morte.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sarubbi. Ne ha facoltà.

ANDREA SARUBBI. Signor Presidente, io continuo a sentirmi un marziano questa mattina, tra accuse di porcherie da una parte e di clerico-oscurantismo dall'altra, però una cosa la vorrei dire all'onorevole Capitanio Santolini, che probabilmente - come me e come tanti altri - si è persa la Pag. 21riformulazione del relatore. Quando l'onorevole Capitanio Santolini ci dice che questo emendamento permette di evitare di essere sottoposti a trattamenti sproporzionati o a procedure sperimentali indesiderate (cosa sulla quale credo si sarebbe trovato il consenso unanime di questa Aula senza neanche un astenuto) deve ricordare che questo è il pezzo dell'emendamento che è stato tolto un quarto d'ora fa.
Allora una nota di merito ai miei colleghi la vorrei dire: ma di che cosa abbiamo parlato in questi due anni in Commissione? Per piacere, fatemelo sapere visto che abbiamo fatto innumerevoli sedute sull'argomento, visto che poi dieci minuti prima di arrivare qui in Aula scrivete un emendamento che ieri non c'era, che oggi compare, che per di più il relatore riformula. Ma quando li riformula lei gli emendamenti, onorevole di Virgilio, di notte? Quand'è che ci fa sapere le cose? Ieri abbiamo sentito anche delle esperienze molto belle, mistiche, ma qui non possiamo andare avanti con la mistica. Vorremmo vedere le cose scritte nero su bianco per poi poterle valutare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Posto che non sarò mai io, mai, a dire che la volontà è l'unico criterio, perché altrimenti in questo modo legittimiamo anche il suicidio assistito (non sarò certo io a dirlo), però non si può neanche confondere tra una volontà e un orientamento. È come se andassi all'anagrafe a depositare il nome di mio figlio Mattia, e mi chiedono: ma come lo vuoi chiamare? Mattia. No, no, mi piace più Marcello, tuo figlio si chiamerà Marcello.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Castellani. Ne ha facoltà.

CARLA CASTELLANI. Signor Presidente, vorrei tranquillizzare il collega Sarubbi perché la riformulazione da parte del relatore di questo emendamento non prevede più che siano espunti i commi 2 e 3 dell'articolo 3, ma semplicemente il comma 2.
E il comma 3 recita in questa maniera: «Nella dichiarazione anticipata di trattamento può anche essere esplicitata la rinuncia da parte del soggetto ad ogni e ad alcune forme particolari di trattamenti sanitari in quanto di carattere sproporzionato o sperimentale». Ora va bene la battaglia politica, va bene tutto; tuttavia fare affermazioni non vere credo che non faccia onore a questo Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lenzi. Ne ha facoltà.

DONATA LENZI. Ringrazio l'onorevole Castellani per questa spiegazione perché così sono più chiari anche per chi ci ascolta i limiti posti alla DAT. Nell'articolo in cui si dovrebbe spiegare che si dà una possibilità di fare la DAT si stabilisce che bisogna essere in capacità di intendere e di volere permanente (e faccio riferimento ai dubbi posti da Fioroni), si stabilisce che vale come semplice orientamento e faccio riferimento a quanto detto da altri colleghi, vale a dire che serve solo per il medico e non ha valore rispetto ad altri soggetti quali familiari e parenti perché dice: «informazioni utili per il medico onde evitare di».
Adesso ci si ribadisce che in ogni caso, quando arriveremo al comma 3, queste dichiarazioni di trattamento varranno soltanto per dire «sì» o «no» alle sperimentazioni che già adesso sono regolamentate: già adesso se ti fanno una sperimentazione devono chiedere il tuo permesso oppure nei casi nei quali ci siano cure sproporzionate che nell'articolo 1, ieri, abbiamo escluso (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Barani 3.2020 e Binetti 3.2081, nel testo riformulato, accettati dalla Commissione e dal Governo. Pag. 22
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole Mazzuca... onorevole Veltroni... onorevole Orlando Andrea... onorevole Oliverio... onorevole Occhiuto... onorevole Menia... onorevole Pepe Antonio... onorevole Distaso Antonio... onorevole Cosenza... onorevole Centemero... onorevole Scalera... onorevole Iannarilli... onorevole Baccini... onorevole Rao... onorevole De Poli... onorevole Testa Nunzio... onorevole Rampelli...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazionia ).

(Presenti 504
Votanti 496
Astenuti 8
Maggioranza 249
Voti favorevoli 257
Voti contrari 239).

A seguito dell'approvazione degli identici emendamenti Barani 3.2020 e Binetti 3.2081 risultano precluse le seguenti proposte emendative: Farina Coscioni 3.77; Maurizio Turco 3.2062; Contento 3.2002; Mura 3.15; Livia Turco 3.32; Mura 3.2030; Livia Turco 3.2054; Mazzarella 3.2023; Fioroni 3.2024; Farina Coscioni 3.2013; Palagiano 3.197; Farina Coscioni 3.140; Farina Coscioni 3.79; Farina Coscioni 3.128 e gli identici Palagiano 3.2031 e Livia Turco 3.2055.
Avverto altresì che è stato ritirato l'emendamento Calderisi 3. 2000.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Farina Coscioni 3.122.
Ha chiesto di parlare il relatore di minoranza, onorevole Palagiano. Ne ha facoltà.

ANTONIO PALAGIANO, Relatore di minoranza. Signor Presidente, io devo ritornare su quello che non ho potuto esprimere prima in quanto non mi sono dichiarato relatore di minoranza, ma credo che non possa non essere trasmesso al Parlamento. Io ritorno innanzitutto sul valore che dovrebbe avere il testamento biologico e sull'esigenza che è nata in Italia di fare una legge che servisse per dare un valore giuridico a quelle che sono le volontà del paziente.
Ci troviamo una legge in cui il testo riporta che il dichiarante esprime il proprio orientamento in merito ai trattamenti sanitari in previsione di un'eventuale futura perdita della propria capacità di intendere e di volere, come se tutti sapessimo di che morte dovremmo morire. La stessa Commissione giustizia ha sottolineato che sarebbe meglio scrivere sul biotestamento quali sono i trattamenti a cui non si vuole essere sottoposti. Nessuno di noi sa se morirà di cancro, di infarto o di insufficienza respiratoria e se sarà necessario il polmone artificiale piuttosto che una PEG.
Inoltre, come sostiene giustamente la Commissione giustizia, è necessario da parte del cittadino avere un'informazione su tutti quelli che sono i trattamenti sanitari disponibili. Come può un cittadino normale, che non ha una cultura medica, stabilire quali saranno i presidi autorizzabili e quali no? Sarebbe molto più semplice, come noi abbiamo auspicato, scrivere su una carta che può essere trasmessa tranquillamente a un familiare o ad un amico o ad una persona di fiducia, senza burocratizzare anche il testamento biologico: voi, che avete fatto il Ministero per la semplificazione, complicate e burocratizzate anche il testamento biologico. Quindi per questa legge, che non ha nessun valore in quanto ha soltanto un potere di orientamento, ci vuole anche la presunzione di sapere di che male si morirà e la cultura medica per dire poter dire: «Questo sì, questo no».
Ebbene, non bastano questi limiti del testamento biologico, non bastano i limiti del consenso informato, che non prevede l'idratazione e la nutrizione artificiale, ma arrivano anche gli emendamenti proposti da Barani, che sono orientamenti circa l'attivazione del trattamento terapeutico in conformità alla legge. Non si parla né di interruzione né di sospensione del trattamento, Pag. 23come se la cosa non riguardasse noi. Credo che tutti siamo padroni della nostra vita, credo che tutti, dal momento in cui nasciamo al momento che precede la morte, dobbiamo, attraverso il consenso informato, che è l'espressione dell'articolo 32 della Costituzione, dire «sì» o dire «no» a qualsiasi trattamento ci venga proposto o somministrato e questo non sarà ovviamente possibile. Attraverso l'emendamento Barani non sarà quindi possibile interrompere il trattamento.
Poi ieri, dopo che abbiamo passato oltre 20 mesi tra stop and go che dipendevano dalle strategie del Governo, dall'imminenza delle elezioni, in cui le leggi subivano stranamente un'accelerazione improvvisa, dopo che erano state messe nel dimenticatoio per otto mesi in questa Commissione affari sociali, che ha ignorato totalmente il testo che adesso viene in Aula, ecco la «ciliegina sulla torta»: l'emendamento del relatore, quello che sopprime l'articolo 6, lo sostituisce e in cui si scrive che le DAT assumono rilievo nell'incapacità permanente di intendere e di volere accertata - udite bene - dall'assenza di attività cerebrale integrativa cortico-cortico sottocorticale. In altre parole ci vorrà una risonanza magnetica per poter avere un testamento biologico in corso di validità.
È ovvio che questa è una legge contro il testamento biologico, è una legge fatta esclusivamente per compiacere qualcuno e per captarne la benevolenza, ma è contro la volontà dei cittadini italiani (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Farina Coscioni 3.122, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevole Mazzuca... onorevole Di Biagio... onorevole Razzi...onorevole Mazzarella... onorevole D'Antoni... onorevole Causi... onorevole Soro... onorevole Dal Moro... onorevole Di Pietro... onorevole Occhiuto... onorevole Traversa... onorevole Marchignoli... onorevole Crimi... onorevole Aprea... onorevole Nicolucci... onorevole Garavini... onorevole Peluffo... onorevole Gioacchino Alfano... onorevole Adornato... onorevole Renato Farina... onorevole Traversa... onorevole Milanese... onorevole Siliquini... onorevole Barbareschi... onorevole Pompili... onorevole Calderisi... colleghi, non è il primo voto, se evitassimo di entrare ed uscire in modo corrente e ricorrente... è un provvedimento un po' delicato, chiedo scusa. Onorevole De Nichilo Rizzoli...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 485
Votanti 468
Astenuti 17
Maggioranza 235
Voti favorevoli 47
Voti contrari 421).

Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Farina Coscioni 3.81, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Onorevole Mazzuca...onorevole Pes...onorevole Gava...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 484
Votanti 472
Astenuti 12
Maggioranza 237
Voti favorevoli 52
Voti contrari 420).

Pag. 24

Passiamo all'emendamento Fioroni 3.2025.
Chiedo all'onorevole Fioroni se acceda all'invito al ritiro del suo emendamento 3.2025 formulato dal relatore per la maggioranza.

GIUSEPPE FIORONI. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FIORONI. Signor Presidente, intervengo solo per provare a ribadire ai colleghi che il comma 3 dell'articolo 3, così come resta, con la dizione «anche», significa che la dichiarazione anticipata di trattamento viene fatta sostanzialmente per i trattamenti appropriati e lex artis e che, solo in caso eccezionale, se qualcuno se lo ricorda, può anche evitargli l'accanimento terapeutico.
Mi sembrava di aver capito che avremmo predisposto questo provvedimento per dare la garanzia al cittadino anche di non essere sottoposto ad alcuna forma di accanimento terapeutico. Se non sopprimiamo il termine «anche», la dichiarazione anticipata di trattamento si applicherà ai trattamenti ordinari ed appropriati e, solo in casi eccezionali, se il cittadino se lo ricorda, potrà evitarsi l'accanimento terapeutico. Mi sembra veramente una cosa totalmente illogica e, quindi, non ritiro il mio emendamento 3.2025.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ROSY BINDI (ore 11,27)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Castellani. Ne ha facoltà.

CARLA CASTELLANI. Signor Presidente, vorrei ricordare al collega Fioroni che, nella pagina successiva del fascicolo, vi sono ben quattro emendamenti, che chiaramente devono essere votati, a cui è stato dato parere favorevole, che sopprimono la parola «anche».

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Miotto. Ne ha facoltà.

ANNA MARGHERITA MIOTTO. Signor Presidente, questo è il quarto ostacolo alla possibilità di esprimere le volontà. Infatti, il contenuto della dichiarazione anticipata di trattamento, per effetto dell'emendamento Fioroni in esame, e dei successivi quattro, si restringe ai trattamenti sanitari che costituiscono accanimento terapeutico, che già ora non possono essere praticati, non possano essere richiesti e il medico, in scienza e coscienza, non può praticare.
Per quale ragione, nella proposta di legge, affermiamo che, invece, nella dichiarazione anticipata di trattamento possono chiedere l'accanimento terapeutico, anzi, esclusivamente l'accanimento terapeutico? Francamente, questo emendamento - mi dispiace per il collega Fioroni che lo ha presentato affinché fosse chiara l'intenzione della maggioranza - comporta, di fatto, la riduzione dell'efficacia della dichiarazione anticipata di trattamento all'accanimento terapeutico e, pertanto, non lo possiamo condividere.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, indipendentemente dal merito dell'emendamento, intervengo per un richiamo al Regolamento, rivolgendomi al Comitato dei nove e a chi ha la responsabilità anche di fare il relatore per la maggioranza. Signor Presidente, quando vi è un emendamento che prevede la soppressione di tre parole - come l'emendamento Fioroni, che intende sopprimere le parole «può anche essere» - non si può rispondere che è meglio ritirarlo perché, comunque, ne seguono altri quattro.
Innanzitutto, non sono quattro. Abbiamo già posto in precedenza il problema: gli emendamenti in votazione sono tre, perché l'emendamento Binetti 3.2006 Pag. 25non è segnalato e, quindi, anche il richiamo agli emendamenti che seguono è errato perché saranno posti in votazione solo gli identici emendamenti Polledri 3.2050, Bertolini 3.2051 e Livia Turco 3.2056. L'emendamento Binetti 3.2006 non sarà posto in votazione, quindi è come se non esistesse: non è oggetto di votazione.
Svolto tale ragionamento, che è incidentale, tuttavia, quando si chiede ad un collega di ritirare un emendamento, non gli si può chiedere di ritirarlo in nome del fatto che ve ne sono altri - che il collega non ha firmato - i quali sopprimono una delle tre parole che il collega intende sopprimere, e non tutte e tre. Da un punto di vista regolamentare, direi che non sussistono le condizioni per fare osservazioni e richieste di questo tenore.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lenzi. Ne ha facoltà.

DONATA LENZI. Signor Presidente, qui vi sono alcuni emendamenti, uno dietro l'altro, che riguardano il comma 3 dell'articolo 3 della proposta di legge. Se lo prendiamo, colleghi, quando avevamo inserito la parola «anche» in Commissione, io lo avevo inteso nel senso che le dichiarazioni anticipate di trattamento possono riguardare anche situazioni di cure sperimentali o sproporzionate.
Dal mio punto di vista, ciò andava nella logica che dice Giachetti, ossia: sei in fin di vita? proviamo tutto, anche le cose che apparentemente potrebbero essere una cura disperata, un intervento chirurgico dell'ultimo momento. Lasciamo che uno possa scegliere questa strada, che attualmente è preclusa perché, nel sistema sanitario, le cure devono essere appropriate, e non è detto che queste lo siano.
Se noi leviamo la parola «anche» e seguiamo le modifiche che qui sono proposte, andiamo in un'altra direzione, la quale dice che le dichiarazioni anticipate di trattamento servono solo a dire di «si» o di «no» a cure sperimentali o sproporzionate. Va, dunque, chiarito bene cosa votiamo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fioroni 3.2025, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Luciano Rossi, Sardelli, Corsaro e Ginoble, Ministro Carfagna, onorevole Minardo, Oliverio, Razzi, Antonio Pepe e Mosca.

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 492
Votanti 481
Astenuti 11
Maggioranza 241
Voti favorevoli 51
Voti contrari 430).

Prendo atto che i deputati Ruben e Razzi hanno segnalato non sono riusciti ad esprimere il voto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti...

DONATA LENZI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Lenzi. Revoco l'indizione della votazione, state tranquilli, era quella precedente, non ho fatto nessun colpo di mano.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Polledri 3.2050 e Bertolini 3.2051.
Ha chiesto di parlare per dichiarazioni di voto l'onorevole Lenzi. Ne ha facoltà.

DONATA LENZI. Signor Presidente, in continuità con quello che ho detto prima, ritengo che levare l'«anche» da questo comma, ci porti a delle dichiarazioni di trattamento che potranno occuparsi solo di cure sperimentali o di cure sproporzionate, Pag. 26e non di tutte le cure ordinarie e appropriate che qualcuno di noi può ricevere e che se fosse capace di intendere e di volere può rifiutare. A mio parere, quindi, l'«anche» deve rimanere e quindi voto contro questi emendamenti.

PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento Livia Turco 3.2056 è stato ritirato.
Passiamo ai voti.
Avverto che stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Polledri 3.2050 e Bertolini 3.2051 accettati dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Galletti, Iapicca, Nirenstein, Moroni, Conte, Ceccacci...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazionia ).

(Presenti 508
Votanti 500
Astenuti 8
Maggioranza 251
Hanno votato
279
Hanno votato
no 221).

Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.3000 (Nuova formulazione) della Commissione, accettato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Portas, Della Vedova, Pili, Calderisi...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazionia ).

(Presenti 505
Votanti 492
Astenuti 13
Maggioranza 247
Voti favorevoli 290
Voti contrari 202).

Avverto che la prossima votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lenzi 3.117, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Grimoldi, Iannarilli, Di Girolamo, Crosetto...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 512
Votanti 500
Astenuti 12
Maggioranza 251
Voti favorevoli 196
Voti contrari 304).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Maurizio Turco 3.66, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Anna Teresa Formisano, Sardelli, Mura...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 513
Votanti 501
Astenuti 12
Maggioranza 251
Voti favorevoli 195
Voti contrari 306). Pag. 27

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Farina Coscioni 3.110, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Ghiglia, Mazzuca, Veltroni, Misiani, Fontanelli, Di Pietro...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 514
Votanti 500
Astenuti 14
Maggioranza 251
Voti favorevoli 59
Voti contrari 441).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Farina Coscioni 3.67, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Onorevoli Vella, Mazzuca, Bianconi, Calearo Ciman, Grassi, Motta, Paladini...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 514
Votanti 339
Astenuti 175
Maggioranza 170
Voti favorevoli 31
Voti contrari 308).

Prendo atto che i deputati D'Ippolito Vitale, Razzi e Cambursano hanno segnalato che non sono riusciti a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Livia Turco 3.34.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, ieri abbiamo votato l'articolo 2. Noi non abbiamo condiviso alcuni aspetti, però non vi è dubbio che il consenso informato è sicuramente una conquista per la civiltà medica: non vi è più lo strapotere del medico, ma un riequilibrio nel rapporto medico-paziente.
La dichiarazione anticipata di trattamento è un'estensione del consenso informato, che viene formulata e sottoscritta quando si è in grado di intendere e di volere e si deve prendere in considerazione quando non vi sono più queste caratteristiche. Quindi, si tratta di una scelta di libertà legata all'autodeterminazione che si fa con l'accompagnamento del medico.
Ma la DAT deve essere anche una scelta vera, non può essere orientativa, così come è stata formulata.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO FINI (ore 11,40)

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Noi non abbiamo posto il vincolo, non abbiamo detto che la dichiarazione anticipata di trattamento deve essere vincolante per il medico, ma deve essere impegnativa, perché deve portare ad una corresponsabilizzazione del sanitario, che deve prendere atto anche della contestualizzazione di quando è stata formulata e di quando deve essere resa attiva. Per essere vera non deve avere i limiti che state ponendo, colleghi della maggioranza. Per voi lo Stato deve diventare scienziato, deve stabilire per legge qual è il limite nell'accanimento terapeutico, e sappiamo che vi è un codice deontologico, vi è la professionalità del medico.
Deve stabilire, addirittura, quale deve essere il livello del coma da considerare, distinguere tra trattamenti sanitari e trattamenti terapeutici, indicare i trattamenti vitali che non devono rientrare nella dichiarazione anticipata di trattamento. Non parlate di ventilazione artificiale, non parlate di dialisi e vi fermate sulla nutrizione ed idratazione, ed è qui che viene fuori Pag. 28l'estremismo ideologico che portate avanti su questa proposta di legge, nel momento in cui definite la nutrizione e l'idratazione acqua e cibo.
Su questo sento il dovere di dire qualcosa che fa parte di una professionalità medica, ossia quanto scrivono le società scientifiche nazionali ed internazionali: si tratta di una procedura medica complessa (lo sa il relatore e lo sanno i colleghi qui presenti); richiede un intervento invasivo, la somministrazione deve essere altamente specializzata, ci sono controindicazioni ed effetti indesiderati che devono essere valutati.

PRESIDENTE. La prego di concludere.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Allora, credo, signor Presidente - e concludo - che questa proposta di legge abbia un eccesso di tecnicismo e di invasività. Ci si fermi e si lasci tutto all'alleanza terapeutica medico-famiglia-paziente (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Livia Turco. Ne ha facoltà.

LIVIA TURCO. Signor Presidente, onorevole Binetti, onorevole relatore, mi chiedo: ma perché usare il codice penale nei confronti dei medici? Perché questo atto di sfiducia nei confronti dei medici? Perché non dire, molto semplicemente e chiaramente, quello che ci sta a cuore, cioè «no» all'eutanasia (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Binetti. Ne ha facoltà.

PAOLA BINETTI. Signor Presidente, credo che questo in fondo sia il cuore del dibattito sul quale ci stiamo muovendo. In fondo, qual è il grande spettro che appare in controluce rispetto a tutti gli articoli di questa proposta di legge? Il volere garantire in tutti i modi che questo provvedimento non sia un grimaldello per introdurre in qualsivoglia forma l'eutanasia nel nostro sistema.
La collega Turco ha voluto esplicitare il contenuto dell'articolo rispetto a quella che è la formulazione del codice, ma a noi sembra sostanzialmente uguale. È un gesto di riconoscimento di un valore, di un principio ed anche di un clima in cui si potrebbe costruire un'intesa su molti punti di questo provvedimento, per cui propongo al mio gruppo di votare a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Beltrandi. Ne ha facoltà.

MARCO BELTRANDI. Signor Presidente, ovviamente esprimo il voto contrario su questo emendamento perché il Parlamento non è chiamato a scegliere tra «pro-eutanasia» e «contro-eutanasia». La verità è che esiste nel Paese l'eutanasia clandestina e quindi, come per l'aborto, il problema è scegliere tra l'eutanasia clandestina, che è quella di oggi, e la legalizzazione dell'eutanasia.
Quindi ribalto l'argomentazione per cui ci sarebbe lo spauracchio dell'eutanasia. Certo, c'è lo spauracchio della libertà e dell'autodeterminazione della vita umana, questo è il vero problema che è come un incubo per tanti di voi ma, lo ripeto, sarete sconfitti, se non in quest'Aula, dalla società e dal Paese (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Anna. Ne ha facoltà.

VINCENZO D'ANNA. Signor Presidente, vorrei precisare al collega Radicale, che ha testè enunciato quest'altro spettro che aleggia in quest'Aula dell'eutanasia clandestina come l'aborto clandestino, che, in alcune zone di questo Paese, il problema è assistere gli ammalati, soprattutto quelli gravi e che hanno necessità di cure continuative e palliative. Non c'è lo spettro dell'eutanasia clandestina, ma quello di Pag. 29una conclamata insufficienza nell'assistenza nei confronti di determinati malati. Dico questo perché qui dentro stamattina di tutto si sta parlando, tranne che della proposta di legge.
Stiamo lanciando un appello, con accentuazioni, con parole ridondanti, a chi ci ascolta attraverso la radio per sembrare i paladini delle libertà, dando agli altri la patente di coloro i quali sono tetragoni al sentimento di libertà che invece alberga nel vostro animo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Livia Turco 3.34, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Onorevoli Bindi, Pagano...

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 513
Votanti 500
Astenuti 13
Maggioranza 251
Voti favorevoli 225
Voti contrari 275).

Prendo atto che il deputato Cambursano ha segnalato che non è riuscito a votare.

In ricordo della professoressa Maria Rita Saulle (ore 11,50).

PRESIDENTE. (Si leva in piedi e, con lui, l'intera Assemblea ed i membri del Governo). Onorevoli colleghi, questa notte è scomparsa la professoressa Maria Rita Saulle, giudice della Corte costituzionale. Professore emerito di diritto internazionale, nata a Caserta il 3 dicembre 1935, era stata nominata alla Consulta dal Presidente della Repubblica il 4 novembre 2005, d