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Resoconti delle Giunte e Commissioni

Resoconto della XIV Commissione permanente
(Politiche dell'Unione europea)
XIV Commissione

SOMMARIO

Mercoledì 16 giugno 2010


SEDE CONSULTIVA:

D.L. 72/2010: Misure urgenti per il differimento di termini in materia ambientale e di autotrasporto, nonché per l'assegnazione di quote di emissione di CO2. C. 3496 Governo (Parere alla VIII Commissione) (Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole) ... 174

Disposizioni in materia di sicurezza stradale. Nuovo testo C. 44 e abb./B, approvata, in un testo unificato, dalla Camera e modificata dal Senato (Parere alla IX Commissione) (Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole) ... 175

ATTI COMUNITARI:

Progetto di decisione del Consiglio che fissa l'organizzazione e il funzionamento del Servizio europeo per l'azione esterna. 8029/10 POLGEN 43 (Parere alla III Commissione) (Esame, ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del regolamento, e conclusione - Parere favorevole con condizioni e osservazioni) ... 176
ALLEGATO 1 (Proposta di parere del relatore) ... 179
ALLEGATO 2 (Parere approvato dalla Commissione) ... 181

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pedopornografia, che abroga la decisione quadro 2004/68/GAI. COM( 2010 )94 def. (Parere alla II Commissione) (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del regolamento, e rinvio) ... 177

ATTI DEL GOVERNO:

Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante istituzione e gestione del registro pubblico degli abbonati che si oppongono all'utilizzo del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali. Atto n. 215 (Esame, ai sensi dell'articolo 126, comma 2, del regolamento, e conclusione - Parere favorevole con condizioni) ... 177
ALLEGATO 3 (Parere approvato dalla Commissione) ... 183

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI


XIV Commissione - Resoconto di mercoledì 16 giugno 2010


Pag. 174


SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 16 giugno 2010. - Presidenza del presidente Mario PESCANTE.

La seduta comincia alle 14.

D.L. 72/2010: Misure urgenti per il differimento di termini in materia ambientale e di autotrasporto, nonché per l'assegnazione di quote di emissione di CO2.
C. 3496 Governo.
(Parere alla VIII Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta del 15 giugno 2010.

Nunziante CONSIGLIO (LNP), relatore, anche tenuto conto del fatto che le modifiche al testo apportate nella giornata di ieri dalla Commissione di merito non appaiono rilevanti ai fini della valutazione della compatibilità comunitaria del provvedimento, formula una proposta di parere favorevole.


Pag. 175

Enrico FARINONE (PD) esprime perplessità in ordine all'articolo 2 del provvedimento, che detta misure per l'assegnazione gratuita di quote di emissione di CO2 ai nuovi impianti industriali entrati in esercizio, che si rendono necessarie a fronte dell'esaurimento della «Riserva nuovi entranti» prevista dalla Decisione di assegnazione delle quote di CO2 per il periodo 2008-2012. Rileva in proposito che tali disposizioni, come peraltro il suo gruppo ha già sottolineato nel corso dell'esame del provvedimento presso la Commissione di merito, potrebbero configurarsi quali aiuti di Stato, esponendo l'Italia al rischio di un'infrazione della normativa europea. Si tratta peraltro, a suo avviso, di norme inefficaci, che penalizzano gli obiettivi di risparmio energetico e sottraggono risorse alle energie rinnovabili.

Nunziante CONSIGLIO (LNP), relatore, richiama l'audizione svoltasi presso la VIII Commissione lo scorso 3 giugno 2010 di Antonio Pilati, componente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, evidenziano che quelle in esame sono misure che non appaiono configurarsi come aiuti di Stato ma risultano necessarie al fine di evitare discriminazioni tra imprese operanti nello stesso settore, prevedendo erogazioni gratuite di quote di emissioni anche ai cosiddetti «nuovi entranti», ovvero a quelle aziende che hanno messo in funzione i propri impianti negli ultimi anni e che non avevano usufruito di tale agevolazione. Si tratta di una disparità di trattamento evidenziata dalla stessa Commissione europea in sede di approvazione del piano di assegnazione quote del 2008.

Gianluca PINI (LNP) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Nicola FORMICHELLA (PdL) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Enrico FARINONE (PD), alla luce delle motivazioni esposte, preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Rocco BUTTIGLIONE (UdC) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

Disposizioni in materia di sicurezza stradale.
Nuovo testo C. 44 e abb./B, approvata, in un testo unificato, dalla Camera e modificata dal Senato.
(Parere alla IX Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta del 15 giugno 2010.

Maurizio DEL TENNO (PdL), relatore, formula una proposta di parere favorevole.

Sandro GOZI (PD), non rilevando questioni di particolare rilievo sotto il profilo della compatibilità comunitaria del provvedimento, preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Gianluca PINI (LNP) esprime una valutazione positiva sul provvedimento in esame, che rappresenta un ottimo compromesso, oggetto di condivisione in seno alla Commissione Trasporti, soprattutto con riferimento al tema della sicurezza stradale. Preannuncia pertanto il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

La seduta termina alle 14.10.


Pag. 176

ATTI COMUNITARI

Mercoledì 16 giugno 2010. - Presidenza del presidente Mario PESCANTE.

La seduta comincia alle 14.10.

Progetto di decisione del Consiglio che fissa l'organizzazione e il funzionamento del Servizio europeo per l'azione esterna.
8029/10 POLGEN 43.
(Parere alla III Commissione).
(Esame, ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del regolamento, e conclusione - Parere favorevole con condizioni e osservazioni).

La Commissione prosegue l'esame dell'atto in oggetto, rinviato nella seduta del 12 maggio 2010.

Nicola FORMICHELLA (PdL), relatore, formula una proposta di parere favorevole con condizioni e osservazioni (vedi allegato 1).

Mario PESCANTE, presidente, con riferimento alla terza delle condizioni formulate dal relatore, ricorda che egli stesso, in sede di esame del programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2010 aveva stigmatizzato il grave ritardo della Commissione europea nella traduzione degli allegati in lingua italiana, indice preoccupante di una scarsa attenzione di questa Istituzione verso le lingue da essa considerate non «di lavoro».

Sandro GOZI (PD) rileva come l'istituzione del Servizio europeo per l'azione esterna costituisca un passaggio particolarmente importante nell'attuazione del Trattato di Lisbona. Nel condividere l'impostazione data dal relatore alla proposta di parere formulata, ritiene che nella prima condizione sarebbe opportuno insistere - pur nella consapevolezza che probabilmente non sarà la soluzione prescelta - sulla necessità che il Servizio sia collocato presso la Commissione europea. Si tratta a suo avviso di una condizione necessaria affinché si raggiungano gli obiettivi di efficienza della nuova struttura e di risparmio delle risorse comunitarie e si evitino frammentazioni e duplicazioni amministrative.
Valuta quindi particolarmente opportuno il riferimento alla questione linguistica e chiede alcuni chiarimenti in ordine alla seconda osservazione per comprendere chi sarà chiamato a valutare l'idoneità dei candidati. Considera infatti auspicabile assicurare che, in maniera strutturata, sia garantita un'adeguata rappresentatività dell'Italia nella nuova struttura, ma riterrebbe inopportuno il fatto che su ogni singola nomine si apra un negoziato diplomatico tra Paesi membri. Si tratta infatti di dare vita ad un nuovo organismo, nel quale far convivere tendenze nazionali e comunitarie, e non si deve dar vita ad un meccanismo di selezione delle candidature che rischia di bloccare il sistema.

Nicola FORMICHELLA (PdL), relatore, precisa di aver appositamente formulato le condizioni e osservazioni in forma generica, al fine di lasciare ampi margini di discrezionalità al Governo, e precisa che l'osservazione di cui alla lettera b) faceva riferimento alla richiesta formulata dal Parlamento europeo di poter valutare i curricula dei candidati.
Valuta in ogni caso accoglibili i suggerimenti del collega Gozi e formula quindi una nuova proposta di parere con condizioni e osservazioni (vedi allegato 2) che rechi, nella prima condizione, un inciso che precisi che il Servizio sia da incardinare preferibilmente presso la Commissione europea, e, nella seconda osservazione, rilevi la necessità di introdurre una forma di controllo da parte del Parlamento europeo sulle nomine dei capidelegazione, in modo da valutare l'idoneità dei candidati.

Gianluca PINI (LNP) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla nuova proposta di parere formulata dal relatore.


Pag. 177

Sandro GOZI (PD) ringrazia il relatore e preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere come riformulata.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la nuova proposta di parere favorevole con condizioni e osservazioni formulata dal relatore.

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pedopornografia, che abroga la decisione quadro 2004/68/GAI.
COM(2010)94 def.
(Parere alla II Commissione).
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del regolamento, e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta del 25 maggio 2010.

Enrico FARINONE (PD), relatore, richiama i punti principali del provvedimento, già illustrati nel dettaglio nella seduta del 25 maggio scorso in sede di relazione.

Gianluca PINI (LNP) osserva come purtroppo alcuni degli strumenti previsti dalla proposta di direttiva in esame siano di difficile applicazione, data - ad esempio - la diversa qualità dei servizi di polizia postale nei vari Paesi, che in Italia sono particolarmente efficienti. Si tratta comunque di un passo avanti molto importante nel contrasto a reati particolarmente odiosi.

Mario PESCANTE, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.30.

ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 16 giugno 2010. - Presidenza del presidente Mario PESCANTE.

La seduta comincia alle 14.30.

Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante istituzione e gestione del registro pubblico degli abbonati che si oppongono all'utilizzo del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali.
Atto n. 215.
(Esame, ai sensi dell'articolo 126, comma 2, del regolamento, e conclusione - Parere favorevole con condizioni).

La Commissione prosegue l'esame dell'atto in oggetto, rinviato nella seduta del 9 giugno 2010.

Sandro GOZI (PD) sottolinea come quello in esame sia un provvedimento di particolare rilievo, sia sotto il profilo della tutela della privacy, che al fine di fare ordine - alla luce della normativa dell'Unione europea - nel settore del telemarketing. Ricorda infatti che la direttiva n. 58 del 2002 relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche non è stata correttamente recepita dall'Italia, ciò che ha peraltro determinato l'invio, lo scorso 28 gennaio 2010, di una lettera di messa in mora, con la formulazione di diversi rilievi.
La scelta fatta nello Schema di decreto relativa all'istituzione del registro pubblico degli abbonati che si oppongono al trattamento del proprio numero telefonico per vendite o promozioni appare ragionevole e compatibile con la normativa dell'Unione europea, in quanto accoglie una delle due alternative proposte dalla citata direttiva al fine di consentire ai cittadini di esprimere preliminarmente il loro consenso alle comunicazioni con scopo di comunicazione diretta.
Ritiene tuttavia che vi siano due aspetti meritevoli di approfondimento. Il primo


Pag. 178

riguarda la mancata istituzione del citato registro, contestata dalla Commissione europea. Osserva in proposito che il termine di novanta giorni dalla data di pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica, entro il quale tale registro deve essere realizzato ed inizi a funzionare, deve considerarsi assolutamente improrogabile, al fine di consentire ai cittadini di esercitare il loro diritto.
Il secondo aspetto concerne un ulteriore rilievo della Commissione europea, che contesta la situazione di incertezza giuridica che caratterizza l'Italia, in quanto non vi sarebbe una chiara informazione ai cittadini circa la possibilità loro concessa di esercitare l'una o l'altra opzione rispetto alle comunicazioni commerciali. Per tale motivo valuta necessario prevedere una campagna di informazione adeguata, che debba svolgersi nel primo anno di funzionamento del servizio e non unicamente nel primo semestre, come attualmente previsto dall'articolo 11 dello Schema di decreto.

Enrico FARINONE (PD) rileva che il provvedimento in esame è solo apparentemente marginale e ribadisce l'importanza di estendere ad almeno un anno il periodo di campagna informativa per i cittadini. Evidenzia infatti come sia finora spesso accaduto che telefonate commerciali - o addirittura l'attivazione di contratti - siano avvenute anche a fronte della manifestazione di dissenso da parte dei destinatari.

Gianluca PINI (LNP), relatore, alla luce delle considerazioni emerse nel corso del dibattito, che condivide, formula una proposta di parere due condizioni volte a rendere improrogabile il termine di novanta giorni dalla data di pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica per l'attivazione del registro recato dall'articolo 4, comma 2, e a estendere ad un anno la campagna informativa per i cittadini di cui all'articolo 11 (vedi allegato 3).

Sandro GOZI (PD) ringrazia il relatore e preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata.

Nicola FORMICHELLA (PdL) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata.

Rocco BUTTIGLIONE (UdC) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole con condizioni del relatore.

La seduta termina alle 14.50.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.50 alle 14.55.

XIV Commissione - Mercoledì 16 giugno 2010


Pag. 179

ALLEGATO 1

Progetto di decisione del Consiglio che fissa l'organizzazione e il funzionamento del Servizio europeo per l'azione esterna. (8029/10 POLGEN 43).

PROPOSTA DI PARERE DEL RELATORE

La XIV Commissione Politiche dell'Unione europea,
esaminato il progetto di decisione del Consiglio che fissa l'organizzazione e il funzionamento del Servizio europeo per l'azione esterna;
premesso che:
la creazione del Servizio, insieme al rafforzamento del ruolo e delle competenze dell'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, costituisce una delle novità più significative del Trattato di Lisbona per cui è necessario che essa si realizzi in modo da valorizzarne appieno tutte le potenzialità;
le trattative svolte a livello europeo tra i diversi Stati membri, la Commissione europea, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno evidenziato orientamenti differenti e fatto emergere diverse proposte in particolare per quanto concerne la collocazione del Servizio, il suo rapporto con le istituzioni dell'UE e il suo grado di autonomia;
in particolare, il Parlamento europeo si è fatto interprete di una duplice esigenza: quella di far prevalere una visione più «comunitaria» sulle competenze del Servizio, meno ancorata alle funzioni proprie degli Stati membri, e quella di poter disporre di strumenti e procedure efficaci per il monitoraggio dell'attività svolta dal Servizio, soprattutto per i profili che attengono al bilancio;
al di là delle diverse posizioni espresse dalle varie istituzioni europee, appare certamente fondato e condivisibile l'obiettivo di assicurare un efficace ed effettivo controllo democratico sulla Pesc, che implica il coinvolgimento dei Parlamenti dell'UE nel controllo sul Servizio;
devono essere respinti fermamente i tentativi di introdurre il tedesco tra le lingue di lavoro del Servizio, accanto ad inglese e francese. Oltre a configurare una palese violazione del regime linguistico, l'aggiunta di altre lingue di lavoro, quali il tedesco, che non hanno carattere veicolare nei rapporti internazionali e nella diplomazia mondiale, sarebbe manifestamente irragionevole;
rilevata altresì l'esigenza che il presente parere sia trasmesso, unitamente al documento finale approvato dalla Commissione di merito, al Parlamento europeo e alla Commissione europea nell'ambito del dialogo politico,

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:
provveda la Commissione di merito a segnalare al Governo l'esigenza di adoperarsi per:
1) preservare l'autorevolezza e le capacità operativa del Servizio, a prescindere dal suo incardinamento nell'ambito di una delle istituzioni dell'UE già esistenti ovvero dalla sua piena indipendenza, comunque prevedendo procedure e strumenti specifici per consentire il controllo


Pag. 180

sull'attività svolta dallo stesso Servizio in primo luogo da parte dei Parlamenti dell'UE;
2) assicurare l'applicazione rigorosa per le nomine di un criterio meritocratico, garantendo contestualmente una equilibrata ripartizione geografica. A tal fine è indispensabile che l'Italia sostenga con fermezza le proprie candidature, tenuto conto delle recenti disposizioni sul potenziamento del personale diplomatico introdotte anche al fine di consentire la progressiva sostituzione di personale da distaccare a Bruxelles presso il Servizio;
3) opporsi, nel pieno rispetto del regime linguistico dell'Unione europea, all'introduzione di ulteriori lingue di lavoro del Servizio accanto alle lingue veicolari consolidate nei rapporti internazionali e nella diplomazia mondiale, inglese e francese. Ove si prospettasse la previsione di ulteriori lingue di lavoro, l'Italia dovrebbe chiedere con fermezza l'introduzione anche dell'italiano;

e con le seguenti osservazioni:
valuti la Commissione di merito l'opportunità di segnalare al Governo:
a) l'esigenza di assicurare il più stretto coordinamento del Servizio con le attività e le competenze proprie della Commissione europea in materia di relazioni esterne in modo da evitare la dispersione di risorse e garantire la coerenza complessiva dell'azione svolta sugli scenari internazionali dall'UE;
b) la necessità di introdurre, data la delicatezza dei compiti che il Servizio sarà chiamato a svolgere, sia pure coordinandosi con le diplomazie degli Stati membri, una forma di controllo sulle nomine dei capidelegazione, in modo da valutare l'idoneità dei candidati.


Pag. 181

ALLEGATO 2

Progetto di decisione del Consiglio che fissa l'organizzazione e il funzionamento del Servizio europeo per l'azione esterna. (8029/10 POLGEN 43).

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La XIV Commissione Politiche dell'Unione europea;
esaminato il progetto di decisione del Consiglio che fissa l'organizzazione e il funzionamento del Servizio europeo per l'azione esterna;
premesso che:
la creazione del Servizio, insieme al rafforzamento del ruolo e delle competenze dell'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, costituisce una delle novità più significative del Trattato di Lisbona per cui è necessario che essa si realizzi in modo da valorizzarne appieno tutte le potenzialità;
le trattative svolte a livello europeo tra i diversi Stati membri, la Commissione europea, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno evidenziato orientamenti differenti e fatto emergere diverse proposte in particolare per quanto concerne la collocazione del Servizio, il suo rapporto con le istituzioni dell'UE e il suo grado di autonomia;
in particolare, il Parlamento europeo si è fatto interprete di una duplice esigenza: quella di far prevalere una visione più «comunitaria» sulle competenze del Servizio, meno ancorata alle funzioni proprie degli Stati membri, e quella di poter disporre di strumenti e procedure efficaci per il monitoraggio dell'attività svolta dal Servizio, soprattutto per i profili che attengono al bilancio;
al di là delle diverse posizioni espresse dalle varie istituzioni europee, appare certamente fondato e condivisibile l'obiettivo di assicurare un efficace ed effettivo controllo democratico sulla Pesc, che implica il coinvolgimento dei Parlamenti dell'UE nel controllo sul Servizio;
devono essere respinti fermamente i tentativi di introdurre il tedesco tra le lingue di lavoro del Servizio, accanto ad inglese e francese. Oltre a configurare una palese violazione del regime linguistico, l'aggiunta di altre lingue di lavoro, quali il tedesco, che non hanno carattere veicolare nei rapporti internazionali e nella diplomazia mondiale, sarebbe manifestamente irragionevole;
rilevata altresì l'esigenza che il presente parere sia trasmesso, unitamente al documento finale approvato dalla Commissione di merito, al Parlamento europeo e alla Commissione europea nell'ambito del dialogo politico,

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:
provveda la Commissione di merito a segnalare al Governo l'esigenza di adoperarsi per:
1) preservare l'autorevolezza e le capacità operativa del Servizio, da incardinare preferibilmente presso la Commissione europea, comunque prevedendo procedure e strumenti specifici per consentire il controllo sull'attività svolta dallo stesso Servizio in primo luogo da parte dei Parlamenti dell'UE;


Pag. 182


2) assicurare l'applicazione rigorosa per le nomine di un criterio meritocratico, garantendo contestualmente una equilibrata ripartizione geografica. A tal fine è indispensabile che l'Italia sostenga con fermezza le proprie candidature, tenuto conto delle recenti disposizioni sul potenziamento del personale diplomatico introdotte anche al fine di consentire la progressiva sostituzione di personale da distaccare a Bruxelles presso il Servizio;
3) opporsi, nel pieno rispetto del regime linguistico dell'Unione europea, all'introduzione di ulteriori lingue di lavoro del Servizio accanto alle lingue veicolari consolidate nei rapporti internazionali e nella diplomazia mondiale, inglese e francese. Ove si prospettasse la previsione di ulteriori lingue di lavoro, l'Italia dovrebbe chiedere con fermezza l'introduzione anche dell'italiano;

e con le seguenti osservazioni:
valuti la Commissione di merito l'opportunità di segnalare al Governo:
a) l'esigenza di assicurare il più stretto coordinamento del Servizio con le attività e le competenze proprie della Commissione europea in materia di relazioni esterne in modo da evitare la dispersione di risorse e garantire la coerenza complessiva dell'azione svolta sugli scenari internazionali dall'UE;
b) la necessità di introdurre, data la delicatezza dei compiti che il Servizio sarà chiamato a svolgere, sia pure coordinandosi con le diplomazie degli Stati membri, una forma di controllo da parte del Parlamento europeo sulle nomine dei capidelegazione, in modo da valutare l'idoneità dei candidati.


Pag. 183

ALLEGATO 3

Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante istituzione e gestione del registro pubblico degli abbonati che si oppongono all'utilizzo del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali. Atto n. 215.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La XIV Commissione,
esaminato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante istituzione e gestione del registro pubblico degli abbonati che si oppongono all'utilizzo del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali;

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:
1) provveda la Commissione di merito, all'articolo 4, comma 2, ad aggiungere dopo la parola: «garantiti» la seguente: «improrogabilmente»;
2) provveda la Commissione di merito, all'articolo 11, comma 1, a sostituire le parole: «nel primo semestre» con le seguenti: «nel primo anno».

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