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Temi dell'attività Parlamentare

Cooperazione italiana allo sviluppo
L'aiuto allo sviluppo è parte integrante della politica estera dell'Italia; le sue finalità principali - la solidarietà tra i popoli e la piena realizzazione dei diritti fondamentali dell'uomo - vengono attuate nel rispetto dei principi delle Nazioni Unite e degli accordi comunitari e internazionali. Il Parlamento è uno degli attori della politica di cooperazione, della quale si occupa attraverso dibattiti di carattere generale, nonché attraverso l'approvazione di provvedimenti che attengono ai molteplici aspetti della materia. Anche nella XVI Legislatura il Parlamento ha trattato a vario titolo, e in diverse sedi, il tema dell'aiuto italiano allo sviluppo.
Il modello italiano di cooperazione

L’aiuto italiano allo sviluppo comprende tanto la cooperazione allo sviluppo propriamente detta – gestita dalla specifica Direzione generale presso il ministero degli esteri, di cui il Ministro ad hoc per la cooperazione internazionale e l'integrazione, di recente istituzione, si avvale – quanto un’ampia serie di iniziative a livello bilaterale e multilaterale, tra le quali quelle relative alla riduzione del debito, alla partecipazione ai fondi internazionali di cooperazione allo sviluppo, ed altre ancora.

La politica italiana di cooperazione allo sviluppo ha assunto un assetto sistematico a partire dal 1979, data dalla quale la crescita qualitativa e quantitativa degli interventi in diverse aree geografiche ha reso necessario un riordino complessivo della materia, tale da rendere la cooperazione allo sviluppo un aspetto essenziale della politica estera del nostro Paese.

La cooperazione italiana è veicolata sia attraverso il canale bilaterale, sia attraverso quello multilaterale. Un ulteriore aspetto della cooperazione allo sviluppo è poi rappresentato dal ruolo del settore privato nelle economie dei paesi in via di sviluppo (PVS). Va infatti notato che i flussi finanziari originati dall’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) a livello internazionale verso i PVS rappresentano soltanto un quinto del totale dei movimenti di capitali privati e degli investimenti diretti (IDE) verso i PVS.

La cooperazione bilaterale

La cooperazione bilaterale italiana agisce in base a criteri di priorità geografica e di concentrazione degli aiuti, realizzando piani di intervento integrati. Questi a loro volta possono limitarsi ad assistenza tecnica, ovvero estendersi alla messa in atto di progetti più complessi.

Uno degli aspetti più importanti della cooperazione italiana risiede nel trasferimento di conoscenze scientifiche e tecniche disponibili nel sistema produttivo nazionale e nella rete delle istituzioni di ricerca. Non va inoltre trascurato il ruolo delle Regioni e degli Enti locali (cosiddetta “cooperazione decentrata”), le cui iniziative sono coordinate al livello centrale in un’apposita struttura presso la Direzione generale della cooperazione allo sviluppo del ministero degli Affari Esteri.

La cooperazione multilaterale

Un’altra parte importante della politica di cooperazione allo sviluppo è attuata mediante collaborazione con organismi multilaterali internazionali. La partecipazione italiana alla dimensione multilaterale allo sviluppo si attua anzitutto mediante il cofinanziamento del capitale di varie banche e fondi di sviluppo; inoltre rileva particolarmente il sostegno al bilancio e alle attività di vari organismi internazionali, tra i quali fanno spicco gli Istituti specializzati dell’ONU. L’Italia compartecipa inoltre agli stanziamenti per l’aiuto allo sviluppo determinati in sede di Unione Europea. Quasi un terzo dell’APS italiano è canalizzato tramite la Commissione Europea, per due distinte finalità: 1) quale quota-parte nazionale dovuta al Fondo Europeo di Sviluppo (FES/FED), per finanziare le attività previste dal nuovo accordo ACP-UE, firmato a Cotonou nel giugno 2000, e modificato da un successivo accordo del 2005. l’Italia si colloca, per il periodo 2008-2013 al quarto posto tra i paesi contributori (dopo Germania, Francia e Regno Unito) fornendo un contributo di 2,916 miliardi di Euro, pari al 12,86% dell’intero X FES.

L'indagine conoscitiva sui nuovi indirizzi internazionali delle politiche di cooperazione allo sviluppo e il ruolo dei Parlamenti

Il 29 maggio 2012 il Comitato Permanente sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio ha avviato un' Indagine conoscitiva sui nuovi indirizzi internazionali delle politiche di cooperazione allo sviluppo e il ruolo dei Parlamenti con l’audizione della Presidente dell'Associazione dei parlamentari europei per l'Africa (AWEPA), Miet Smet.

L’Indagine è poi proseguita il 3 luglio 2012 con l’audizione del Presidente dell'Osservatorio sulla salute globale, Nicoletta Dentico e il 20 novembre 2012 con l'audizione di Giovanni Camilleri, Coordinatore internazionale della UNDP – ART Global Initiative(Articulation of Territorial and Thematic Networks of Cooperation for Human Development).

L'ulteriore attività del Parlamento

Ma i vari aspetti che compongono l’aiuto italiano allo sviluppo sono stati trattati in maniera molto articolata dal Parlamento italiano fin dall’inizio della legislatura. Fra i dibattiti più importanti si ricorda quello avvenuto il 19 e il 21 ottobre 2009 in occasione della discussione di due mozioni concernenti iniziative in materia di cooperazione allo sviluppo e della loro approvazione con il voto favorevole di entrambi gli schieramenti. Sia la mozione dell’opposizione (1-00253, Quartiani ed altri), sia quella della maggioranza (1-00254 Boniver ed altri) hanno impegnato il governo a proseguire nella strada intrapresa di aumentare la quota destinata all’aiuto pubblico in relazione al PIL, come era avvenuto nel 2008, incrementandola ulteriormente per assicurare il contributo, anche futuro, dell’Italia alle varie iniziative destinate ad aiutare i paesi in via di sviluppo.

Altrettanto importante il dibattito del 18 aprile e del 26 ottobre 2011 che ha riguardato l’approvazione delle mozioni concernenti iniziative per garantire la trasparenza delle informazioni relative all'aiuto pubblico allo sviluppo (Tempestini ed altri n. 1-00621, Pezzotta ed altri n. 1-00623 e Antonione, Dozzo, Sardelli ed altri n. 1-00625 vertenti su materia analoga. L’iter di tali mozioni - alle quali si sono aggiunte le mozioni Pisicchio ed altri n. 1-00629, Di Biagio e Della Vedova n. 1-00712 e Oliveri ed altri n. 1-00726).

 

Per una trattazione più completa dell’attività parlamentare in materia di cooperazione allo sviluppo nella XVI Legislatura, si veda la scheda che contiene i dibattiti sulla materia riportati in ordine cronologico e la scheda sull'attivita' legislativa.