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Temi dell'attività Parlamentare

Risorse e strumenti per la proiezione internazionale del Paese
Il Parlamento, anche nella scorsa legislatura, si è costantemente confrontato con il Governo in ordine alle risorse ed agli strumenti posti al servizio della politica estera nazionale: in tale ambito ha esercitato non solo un'articolata azione normativa ma anche di indirizzo, controllo e informazione, nei confronti del Ministero degli Affari esteri, impegnato in un'ampia opera di riassetto della propria Amministrazione centrale e delle rete operante all'estero (ambasciate, consolati, istituti italiani di cultura).
Il riassetto del Ministero degli Affari esteri e della rete diplomatico-consolare

Per quanto attiene all'attività normativa, si ricorda in primo luogo che il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, all’art. 83, comma 25 ha istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il Comitato strategico per lo sviluppo e la tutela all'estero degli interessi nazionali in economia, con compiti di indirizzo, consulenza e coordinamento informativo nei confronti delle più rilevanti imprese italiane – in special modo quelle a partecipazione pubblica.

La legge 18 giugno 2009, n. 69, recante disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile, ha fissato alcune misure di riforma dell'Amministrazione degli Affari esteri. In particolare, l’art. 6 ha introdotto misure per la semplificazione della gestione amministrativa e finanziaria delle rappresentanze diplomatiche e degli uffici consolari; l’art. 13, comma 6 è intervenut sulla cooperazione allo sviluppo gestita dagli Uffici all’estero del MAE, con fondi della Commissione europea o di altri Stati membri della UE; l’art. 29, comma 1 ha disposto ulteriori interventi del  Ministero degli affari esteri, per le spese connesse al funzionamento e alla sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari nonché agli interventi di emergenza per la tutela dei cittadini italiani all’estero; l’art. 29, comma 2, infine, ha disposto l’applicazione differenziata, anche agli Uffici all’estero del MAE, delle disposizioni dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Si ricorda poi che l’art. 12, comma 3-ter del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 ha disposto la modifica del contingente di esperti di cui all’articolo 168 del DPR 5 gennaio 1967, n. 18, per il potenziamento del contrasto ai paradisi fiscali.

Il decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194 ha disposto all’art. 10 che gli incarichi di direttore di Istituto di cultura all'estero, gia' rinnovati per il secondo biennio e in scadenza tra il 1° gennaio 2010 ed il 30 giugno 2010, possono essere rinnovati per ulteriori due anni, anche in deroga ai limiti di eta' previsti dalla legge.

Il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 ha dettato all’art. 9, comma 31 norme in materia di limitazioni ai trattenimenti in servizio dei capi di rappresentanze diplomatiche.

Particolarmente rilevante quanto previsto dall’art. 51 della legge 4 giugno 2010, n. 96 (legge comunitaria 2009) rispetto all’Amministrazione degli Affari esteri, in conseguenza dell’avvio dell’attività del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE). Va peraltro ricordato che anche il decreto-legge 1° gennaio 2010, n. 1, all’art. 4, commi 1-3, aveva dettato norme collegate con l’entrata in funzione del SEAE, mentre i commi 4-5 riguardavano l’aumento della tariffa per i visti nazionali di breve e di lunga durata.

Da ricordare anche la legge 13 agosto 2010, n. 149 che ha innovato alcune procedure di somministrazione dei fondi per la cooperazione italiana allo sviluppo affidati alla gestione della rete diplomatico-consolare.

La durata massima del servizio all'estero   del  personale  docente  e amministrativo della scuola è stata ridisciplinata dall’art. 2, comma 4-novies del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225.

La legge 22 marzo 2012, n. 38, in materia di diritti e prerogative sindacali, mira ad assicurare la possibilità di partecipare alle elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU) anche al personale a contratto in servizio presso le rappresentanze diplomatiche, gli uffici consolari e gli istituti italiani di cultura all’estero, ancorché assunto in base alle normative locali.

Nell’ambito dei numerosi interventi volti a ridurre, in coerenza con gli indirizzi di finanza pubblica, anche le spese per l’Amministrazione degli Affari esteri, si segnala anzitutto l’art. 1-bis del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, che detta una norma di interpretazione autentica dell’art. 170 del DPR 5 gennaio 1967, n. 18. Sempre nell’alveo dei risparmi di spesa si è posta la legge di stabilità 2012 (legge 12 novembre 2011, n. 183), e in particolare l’art. 4, commi 2, 3 e 6. Il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 ha previsto ulteriori risparmi ai commi 11-12 e 23-25 dell’art. 14, mentre il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (art. 41-bis, commi 1-3) ha stabilito l’incremento del 10 per cento della tariffa consolare, soprattutto a fini di potenziamento degli uffici all’estero e dei servizi da essi offerti ai flussi turistici e all’internazionalizzazione del sistema Italia – l’aumento è stato attuato con successivo decreto del Ministro degli Affari esteri del 19 ottobre 2012. A testimonianza delle difficoltà della finanza pubblica nella lunga fase di crisi che attraversa il Paese, la legge di stabilità 2013 (legge 24 dicembre 2012, n. 228) all’art. 1, cc. 37-42 ha disposto diverse ulteriori riduzioni di spesa a carico del Ministero degli Affari esteri.

Di grande rilevanza sono stati gli esami parlamentari in sede consultiva (v. infra) che hanno poi condotto all’emanazione di alcuni atti del Governo, e in particolare, del decreto legislativo 3 febbraio 2011, n. 71 in materia di riforma dell’ordinamento e delle funzioni degli uffici consolari (sulla base della delega conferita dalla legge 28 novembre 2005, n. 246); del DPR 19 maggio 2010, n. 95 sulla riorganizzazione del Ministero degli Affari esteri, a norma dell’art. 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112; del DPR 4 dicembre 2009, n. 207 sull’organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro degli Affari esteri e del DPR 1° febbraio 2010, n. 54 sull’autonomia finanziaria e di gestione delle Ambasciate e dei Consolati di I categoria.

Sul piano dell’attività parlamentare d'indirizzo e di controllo  è possibile individuare anzitutto alcuni nuclei principali attorno ai quali le problematiche organizzatiove del Ministero degli Affari esteri sono state trattate nel corso della legislatura.

Il primo di questi nuclei riguarda lo schema di regolamento di organizzazione del MAE (Atto n. 192), che alla Camera è stato esaminato in sede consultiva primaria dalla Commissione Affari costituzionali – sedute del 9, 11, 16 e 17 marzo 2010 -, e, in sede di rilievi alla medesima, da parte della Commissione Affari esteri – sedute del 10, 11 e 16 marzo 2010. Collegata a queste attività è stata l’audizione del Ministro degli Esteri Frattini del 10 marzo 2010 presso le Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato.

Le grandi aree tematiche in cui vengono suddivise le nuove direzioni generali del MAE sono modulate sulle principali priorità geopolitiche nazionali: affari politici e sicurezza, mondializzazione e questioni globali, promozione del Sistema Paese, Unione europea. A queste direzioni generali, se ne affiancano altre due, anch'esse tematiche, già esistenti: quella per gli Italiani all'estero e le politiche migratorie e quella per la cooperazione allo sviluppo, mentre un'altra direzione generale per il patrimonio, l'informatica e le comunicazioni, curerà gli aspetti collegati all'uso delle nuove tecnologie, i beni d'investimento, la valorizzazione del patrimonio immobiliare all'estero e le esigenze della sede centrale.

 

Le Commissioni Commissione Affari costituzionali e Commissione Affari Esteri hanno altresi esaminato lo schema di regolamento recante modifiche all’organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro degli Esteri, il cui esame è stato concluso da entrambi i collegi nelle sedute del 14 ottobre 2009.

Altro importante centro di interesse è stato quello della ristrutturazione e razionalizzazione delle rete degli uffici all’estero del MAE, anche in funzione di contenimento delle spese - su questo tema la Camera si è soffermata a più riprese, cominciando dalle due audizioni del Sottosegretario agli Affari esteri, sen. Alfredo Mantica, presso le Commissioni Esteri dei due rami del Parlamento nelle sedute del 10 giugno e del 24 giugno 2009. A seguito dell’esposizione ricordata, la Commissione Affari esteri della Camera ha discusso il 21 luglio 2009 la risoluzione 7-00193 presentata dall’on.Narducci, approvando la risoluzione conclusiva 8-00050. Sul tema della razionalizzazione degli uffici all’estero, le Commissioni Esteri dei due rami del Parlamento hanno poi nuovamente ascoltato il Sottosegretario agli Affari esteri, sen. Mantica (seduta del 23 febbraio 2010), che ha fornito una serie di aggiornamenti relativi alle procedure in corso e a quelle a più breve scadenza.

Sullo stesso argomento la Commissione Esteri, nella seduta del 26 luglio 2011, ha iniziato la discussione della risoluzione 7-00638 dell’on. Narducci. Peraltro una specifica realtà - quella delle funzioni svolte dal Consolato italiano di Rosario (Argentina), era stata oggetto il 7 luglio 2011 della discussione della risoluzione 7-00602 dell’on. Angeli, al termine della quale la Commissione Esteri ha approvato la risoluzione 8-00131.

Nella seduta del 18 novembre 2010 la Commissione Affari esteri aveva peraltro esaminato uno schema di Decreto legislativo recante ordinamento e funzioni degli uffici consolari (Atto n. 282) , formulando alcuni rilievi a beneficio della Commissione bicamerale per la semplificazione (sedute del 3 e del 24 novembre 2010). In precedenza il tema dell’autonomia gestionale e finanziaria delle Ambasciate e dei Consolati di I categoria era stato affrontato dalla Commissione Esteri durante l’esame dell’apposito schema di regolamento di semplificazione (sedute del 14 e 22 ottobre 2009). Si ricorda al proposito che la Commissione Esteri, nella seduta del 27 ottobre 2010, ha successivamente discusso una risoluzione dell’on. Di Biagio concernente il personale a contratto locale nella rete estera, approvando la risoluzione conclusiva 8-00094. La rete degli uffici era stata al centro dell’attenzione della Commissione esteri già il 26 novembre 2009, ma per un diverso profilo, ovvero le celebrazioni all’estero del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, oggetto di una risoluzione dell’On. Narducci, al termine del cui esame veniva approvata la risoluzione conclusiva 8-00058.

Un altro momento essenziale si è avuto con una serie di attività parlamentari non legislative inerenti all’entrata in funzione, in conseguenza del Trattato di Lisbona, del nuovo Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) – conosciuto anche come Servizio diplomatico europeo - con notevole impatto sull’organizzazione della diplomazia italiana. In dettaglio si è trattato anzitutto dell’audizione del 17 marzo 2010 del Ministro per le politiche europee, Andrea Ronchi presso le Commissioni riunite Esteri e Politiche dell’Unione europea della Camera. Sempre sull’istituzione del SEAE la Commissione Esteri della Camera il 4 maggio 2010 ascoltava il Rappresentante permanente d'Italia presso l'Unione europea, ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci. Il 12 maggio 2010 le Commissioni congiunte Esteri e Politiche dell’Unione europea della Camera e del Senato ascoltavano una rappresentanza di parlamentari italiani componenti della Commissione Affari esteri del Parlamento europeo sull'organizzazione e il funzionamento del Servizio europeo per l'azione esterna. La parte conoscitiva delle attività parlamentari sul SEAE si concludeva a Montecitorio con l’audizione del Segretario generale del MAE, Ambasciatore Massolo, nella seduta del 25 maggio 2010 della Commissione Affari esteri.

Su un piano più direttamente normativo, il Progetto di decisione del Consiglio dei ministri UE che fissa l’organizzazione ed il funzionamento del SEAE è stato esaminato in via primaria dalla Commissione Affari esteri (sedute del 20 aprile e del 20 luglio 2010), che ha approvato un documento finale, utilizzando anche il parere favorevole con condizioni e osservazioni fornito sullo stesso atto comunitario dalla Commissione Politiche dell’Unione europea (sedute del 12 maggio e del 16 giugno 2010).

Il 24 ottobre e l’8 novembre 2012 le Commissione Esteri riunite di Camera e Senato hanno svolto l’audizione del nuovo Segretario generale della Farnesina, ambasciatore Michele Valensise.

Si ricordano infine due indagini conoscitive con importanti riflessi sull’articolazione organizzativa degli uffici all’estero del MAE, e precisamente l’indagine conoscitiva sulla promozione della cultura e della lingua italiana all'estero, deliberata dalle Commissioni Riunite Esteri e Cultura della Camera l’8 febbraio 2011, e l’indagine conoscitiva sulla riorganizzazione della rete diplomatico-consolare e sull'adeguatezza e sull'utilizzo delle dotazioni organiche e di bilancio del Ministero degli affari esteri, condotta congiuntamente dalle Commissioni Esteri dei due rami del Parlamento: nessuna delle due indagini conoscitive si è conclusa prima della conclusone della legislatura.

Promozione all'estero del sistema Paese

Con la riforma organizzativa dell'Amministrazione degli Affarie esteri, è stata creata una Direzione generale unitaria per la promozione del sistema Paese, competente per il coordinamento delle iniziative d’internazionalizzazione del sistema economico italiano, per i partenariati pubblico/privato e per la gestione degli strumenti assicurativi e finanziari del commercio estero. La Direzione cura altresì la promozione della lingua e dell'editoria italiane nel mondo e l'organizzazione della rete degli Istituti italiani di culturale e delle istituzioni scolastiche italiane all'estero, nonchè la promozione e la cooperazione culturale multilaterale, in ambito universitario e scientifico-tecnologico.

Parallelamente, l'articolo 22 del D.L. 201/2011 ha istituito un nuovo organismo denominato ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, e sottoposto ai poteri d’indirizzo e vigilanza del Ministero dello Sviluppo economico, che li esercita, per le materie di rispettiva competenza, d’intesa con il Ministero degli Affari esteri, sentito il Ministero dell’Economia e delle finanze.

Sono attribuiti all’Agenzia i seguenti compiti: sviluppo dell’internazionalizzazione delle imprese italiane; commercializzazione dei beni e dei servizi italiani nei mercati internazionali; promozione dell'immagine del prodotto italiano nel mondo. Essa opera in stretto raccordo con le regioni, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, le organizzazioni imprenditoriali e gli altri soggetti pubblici e privati interessati.

L’Agenzia mantiene in Italia solo gli uffici di Roma e Milano, ed opera all’estero nell’ambito delle Rappresentanze diplomatiche e consolari, con modalità stabilite mediante apposita convenzione stipulata tra l’Agenzia, il Ministero degli Affari esteri ed il Ministero dello Sviluppo economico. Il personale dell’Agenzia all’estero può essere accreditato, previo nulla osta del Ministero degli Affari esteri, in conformità alla normativa internazionale.

Infine l'articolo 41 del decreto-legge 83/2012 ha introdotto disposizioni per razionalizzare l'organizzazione dell'ICE, al fine di rilanciare gli interventi a favore dello sviluppo economico e della internazionalizzazione delle imprese, mentre le competenze e i servizi della rete degli uffici all’estero del MAE sono state coinvolte nella normativa istitutiva del cosiddetto “Desk Italia”, ovvero lo sportello unico per l’attrazione degli investimenti esteri di cui all’art. 35 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179.