Camera dei deputati

Vai al contenuto

Sezione di navigazione

Menu di ausilio alla navigazione

Cerca nel sito

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

Per visualizzare il contenuto multimediale è necessario installare il Flash Player Adobe e abilitare il javascript

INIZIO CONTENUTO

Strumento di esplorazione della sezione Documenti Digitando almeno un carattere nel campo si ottengono uno o più risultati con relativo collegamento, il tempo di risposta dipende dal numero dei risultati trovati e dal processore e navigatore in uso.

salta l'esplora

Temi dell'attività Parlamentare

Statuto delle imprese
La Camera ha approvato in prima lettura un progetto di legge volto a stabilire i diritti fondamentali delle imprese definendone lo statuto giuridico, con particolare riferimento alle micro, piccole e medie imprese, anche sulla scorta delle indicazioni contenute nello "Small Business Act " adottato dall'Unione europea.

Le principali finalità esplicitate dal testo unificato delle proposte di legge A.C. 98 ed abbinate, approvato dalla Camera e trasmesso al Senato (A.S. 2626), sono quelle di riconoscere il contributo fondamentale delle imprese alla crescita dell'occupazione e allo sviluppo economico, sostenere l'avvio di nuove imprese, in particolare da parte dei giovani e delle donne, valorizzare il potenziale di crescita, di produttività e di innovazione delle imprese, con particolare riferimento alle micro, piccole e medie imprese, adeguando l'intervento pubblico alle loro esigenze, favorire la competitività del sistema produttivo nazionale nel contesto internazionale.

Ai fini di cui sopra, si prevede che Stato, regioni, enti locali ed enti pubblici sono tenuti a valutare l'impatto delle iniziative legislative e regolamentari sulle imprese, prima della loro adozione, anche mediante consultazione delle parti sociali interessate.

Il provvedimento reca inoltre misure per la riduzione e trasparenza degli adempimenti amministrativi a carico di cittadini e imprese, prevedendo che i regolamenti ministeriali o interministeriali, nonché i provvedimenti amministrativi a carattere generale adottati dalle amministrazioni dello Stato al fine di regolare l’esercizio di poteri autorizzatori, concessori o certificatori devono recare in allegato l’elenco di tutti gli oneri informativi gravanti sui cittadini e le imprese introdotti o eliminati con gli atti medesimi.

Altre norme intervengono in materia di analisi di impatto della regolazione, prevedendo che le amministrazioni proponenti allegano agli schemi di atti normativi da sottoporre alla deliberazione del Consiglio dei ministri l’elenco di tutti gli oneri informativi gravanti sui cittadini e sulle imprese introdotti o eliminati con i medesimi atti normativi. Per ciascun onere informativo deve essere poi effettuata una stima dei costi gravanti sui destinatari.

Di particolare rilievo le previsioni dirette alla semplificazione dei rapporti con la pubblica amministrazione. Dopo aver posto il principio che l'attività amministrativa sia svolta riducendo o eliminando gli oneri meramente formali e burocratici relativi all'avvio dell'attività imprenditoriale, si dispone la pubblicazione e l’aggiornamento, tramite le camere di commercio, di norme e requisiti minimi per l’esercizio di ciascuna tipologia di attività imprenditoriale e si stabilisce che non possono essere addotti tra i motivi che ostano all'accoglimento di una domanda inadempienze o ritardi attribuibili all'amministrazione. Per evitare duplicazioni di richieste di certificati e documenti relativi alle imprese da parte della pubblica amministrazione, si prevede l'istituzione di una sorta di banca dati - contenente tale documentazione - presso il Registro delle imprese, a cui le pubbliche amministrazioni possono accedere telematicamente. Si stabilisce altresì che le certificazioni rilasciate alle imprese da enti autorizzati sostituiscono le verifiche delle autorità competenti, fatte salve eventuali responsabilità penali.

Altre misure sono volte a contrastare i ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni nelle transazioni commerciali, prevedendo che tali amministrazioni non possono derogare unilateralmente ai termini di pagamento fissati dal D.Lgs. 231/2002 e che è nulla la rinuncia agli interessi di mora. Inoltre si prevede una delega legislativa per introdurre modifiche al citato D.Lgs. 231/2002, in modo da adeguarlo alla nuova disciplina europea relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento (direttiva 2011/7/CE) e da prevedere: misure di contrasto degli effetti negativi della posizione dominante di imprese sui propri fornitori o sulle imprese subcommittenti; un sistema di diffide e sanzioni nel caso di ritardato pagamento.

Il provvedimento inoltre è volto a rendere più trasparente l'informazione relativa agli appalti pubblici d'importo inferiore alle soglie stabilite dall'Unione europea e ai bandi per l’accesso agli incentivi da parte delle micro e piccole imprese, nonché a favorire l'accesso delle micro, piccole e medie imprese agli appalti pubblici.

Al fine di sviluppare la competitività e la produttività delle micro, piccole e medie imprese e delle reti di imprese, lo Stato favorisce la ricerca e l'innovazione, l'internazionalizzazione, la capitalizzazione e la promozione del made in Italy, tra l'altro garantendo ai predetti soggetti imprenditoriali una riserva minima del 60% degli incentivi alle imprese e condizioni trasparenti e non vessatorie di accesso al credito. Inoltre, al fine di favorire l'avvio di imprese femminili, si prevede l'adozione di misure volte a rendere più effettivo il principio di pari opportunità.

Si istituisce il Garante per le micro, piccole e medie imprese, con il compito di monitorare l'attuazione dello Small Business Act (COM(2008)394) come riesaminato (COM(2011)78), di valutare in via preventiva e successiva l'impatto della regolazione sulle micro, piccole e medie imprese, di predisporre un rapporto annuale che individui le politiche e le specifiche misure da attuare per favorire la competitività delle medesime imprese.

Infine, al fine di attuare lo Small Business Act, il provvedimento introduce nell’ordinamento la legge annuale per la tutela e lo sviluppo delle micro e piccole imprese (MPI). Tale strumento normativo, volto a definire gli interventi in materia per l’anno successivo a quello di presentazione, reca, oltre a una o più deleghe, norme di immediata applicazione per favorire e promuovere le MPI.