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Temi dell'attività Parlamentare

Le modifiche al Patto di stabilità (six pack e two pack)

Per effetto di tre regolamenti approvati in via definitiva nel novembre 2011 nell’ambito di un pacchetto complessivo di sei atti legislativi (il c.d. six pack), è stata introdotta una più rigorosa applicazione del Patto di stabilità e crescita .

In particolare, si stabilisce:

  • l’obbligo per gli Stati membri di convergere verso l’obiettivo il pareggio di bilancio con un miglioramento annuale dei saldi pari ad almeno lo 0,5%;
  • l’obbligo per i Paesi il cui debito supera il 60% del PIL di adottare misure per ridurlo ad un ritmo soddisfacente, nella misura di almeno 1/20 della eccedenza rispetto alla soglia del 60%, calcolata nel corso degli ultimi tre anni;
  • un semi-automatismo delle procedure per l’irrogazione delle sanzioni per i Paesi che violano le regole del Patto. Le sanzioni sono infatti sono raccomandate dalla Commissione e si considerano approvate dal Consiglio a meno che esso non la respinga con voto a maggioranza qualificata (“maggioranza inversa”) degli Stati dell’area euro (non si tiene conto del voto dello Stato interessato).

Ai Paesi che registrano un disavanzo eccessivo si applicherebbe un deposito non fruttifero pari allo 0,2% del PIL realizzato nel’anno precedente, convertito in ammenda in caso di non osservanza della raccomandazione di correggere il disavanzo eccessivo.

Il 23 novembre 2011 la Commissione europea ha presentato le seguenti due proposte (cd. “two pack”) che mirano a completare e rafforzare il six pack, rendendo più efficaci sia la procedura del semestre europeo sia la parte preventiva e correttiva del Patto di stabilità e crescita:

  • una proposta di regolamento sul rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri che affrontano o sono minacciati da serie difficoltà per la propria stabilità finanziaria nell’eurozona;
  • una proposta di regolamento recante disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei progetti di bilancio e per assicurare la correzione dei disavanzi eccessivi degli Stati membri nell’eurozona.

La prima proposta di regolamento definisce una procedura per la vigilanza rafforzata sugli Stati membri che affrontano o rischiano di affrontare gravi difficoltà economico-finanziarie, con potenziale effetto di contagio in tutta l’eurozona, o che ricevono assistenza finanziari (dal Fondo europeo di stabilizzazione dell’eurozona (FESF), dal Fondo monetario internazionale (FMI), o da altre istituzioni finanziarie internazionali) al fine di assicurare un rapido ritorno alle condizioni normalità. In base alla seconda proposta gli Stati dell’eurozona dovrebbero:

  • pubblicare i propri programmi di bilancio a medio-termine, basati su previsioni macroeconomiche fornite da un organismo indipendente;
  • presentare entro il 15 ottobre il progetto di bilancio per l’anno successivo:
  • approvare la legge di bilancio annuale non più tardi del 31 dicembre;
  • istituire un ente di controllo del bilancio indipendente per il monitoraggio degli andamenti di bilancio.

La Commissione, qualora ritenesse il progetto di bilancio di uno Stato membro non conforme agli obblighi imposti dal Patto di stabilità e crescita, potrebbe chiedere, entro due settimane dalla ricezione del progetto, la presentazione di un progetto di bilancio rivisto. Al termine dell’esame del progetto di bilancio, al più tardi entro il 30 novembre di ogni anno, la Commissione adotterebbe, se necessario, un parere sul progetto stesso, da sottoporre alla valutazione dell’Eurogruppo.

Le proposte del two pack seguono la procedura legislativa ordinaria (già procedura di codecisione). Il 20 febbraio 2013 Consiglio dell'UE, Parlamento europeo e Commissione hanno raggiunto, in sede di trilogo, un accordo su un testo comune, che dovrebbe essere approvato dal PE nella sessione dell'11-15 marzo 2013, e successivamente, in via definitiva, in una delle prossime sessioni del Consiglio ECOFIN .

L’accordo prevede, tra le altre cose, l’impegno della Commissione europea a istituire un gruppo di lavoro (formato da esperti di diritto ed economia, finanze pubbliche, mercati finanziari e gestione del debito sovrano) con il compito di preparare un rapporto, da presentare entro marzo 2014, relativo ai vantaggi e ai rischi connessi alla sostituzione parziale delle emissioni nazionali di debito con una emissione comune, sotto forma di un fondo redenzione (redemption fund) o di eurobills.

L’ipotesi di creare un fondo di redenzione (European redemption fund, ERF) è stata elaborata dal Consiglio degli esperti economici della Cancelleria tedesca e sostenuto a più riprese dal Parlamento europeo: nel Fondo confluirebbe l’importo dei debiti pubblici degli Stati dell’Eurozona per la parte eccedente il 60% del PIL; L’ERF emetterebbe titoli per una durata massima di 20-25 anni garantiti dal gettito delle imposte riscosse a livello nazionale e da asset pubblici - in particolare, riserve auree e di valuta estera. 

Gli eurobills si configurano invece come titoli di debito con scadenza inferiore a un anno, la cui emissione sarebbe condizionata a rigorose politiche fiscali di lungo termine.

Sulla base del rapporto del gruppo di lavoro, la Commissione potrebbe decidere di presentare proposte legislative entro la fine del suo mandato (31 ottobre 2014).

Entro la primavera–estate del 2013, la Commissione dovrebbe approfondire l’ipotesi di un’eventuale ulteriore revisione del braccio preventivo del Patto di stabilità e crescita al fine valutare, a determinate condizioni, l’ammissibilità di alcune categorie investimenti pubblici.

Prima della fine del 2013, la Commissione si impegna inoltre a presentare le seguenti proposte per completare l'attuale quadro di governance economica:

  • le misure per assicurare una maggiore coordinamento ex-ante dei progetti di riforma importanti;
  • l’introduzione di uno “strumento per la convergenza e la competitività”, ovvero incentivi finanziari per supportare, sulla base di accordi di natura contrattuale tra gli Stati membri e le istituzioni dell’UE, la realizzazione delle riforme strutturali. Ad avviso della Commissione, l’introduzione di un tale strumento finanziario potrebbe agevolare, in prospettiva, la creazione di una capacità di bilancio (fiscal capacity) autonoma per l’eurozona.

Infine, la Commissione si è impegnata ad elaborare ipotesi di revisione dei Trattati vigenti, allo scopo di avviare un dibattito, prima delle prossime elezioni del Parlamento europeo previste per maggio 2014, relativo ad un’ulteriore integrazione in materia di Unione economica e monetaria.