TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 659 di Martedì 3 luglio 2012

 
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MOZIONE DOZZO, DONADI ED ALTRI N. 1-01074, PRESENTATA A NORMA DELL'ARTICOLO 115, COMMA 3, DEL REGOLAMENTO, NEI CONFRONTI DEL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI, PROFESSORESSA ELSA FORNERO

  La Camera,
   premesso che:
    la gestione della problematica inerente i cosiddetti lavoratori «esodati» da parte del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con affermazioni sconcertanti, a parere dei firmatari del presente atto, merita disapprovazione e biasimo;
    in più occasioni il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Elsa Fornero, all'indomani del varo della manovra economica cosiddetta «Salva Italia», ha ribadito che nessuno dei lavoratori in mobilità alla data del 31 dicembre 2011 sarebbe rimasto senza copertura reddituale perché le risorse indicate erano sufficienti per garantire tutti i lavoratori che, a tale data, si fossero trovati in mobilità;
    al convegno de Il Sole 24 Ore del 19 marzo 2012, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Elsa Fornero, ha indirettamente accusato il Parlamento di avere ampliato la platea dei beneficiari, sostenendo che, pertanto, le risorse risultavano essere insufficienti;
    ad aprile 2012, all'indomani della manifestazione unitaria dei sindacati a Roma, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Elsa Fornero, parlando sempre della questione «esodati», ha affermato che «li creano le imprese che mandano fuori i dipendenti a carico della collettività», offendendo, di fatto, tutte quelle imprese costrette dalla crisi a ridurre il personale;
    tali esternazioni, peraltro, presuppongono un intento del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di non assumersi alcuna responsabilità per aver cambiato le regole «in corsa» e per voler limitare la salvaguardia dalle nuove regole pensionistiche solo ad alcuni soggetti;
    il continuo balletto di cifre, negli ultimi mesi, sul numero esatto dei lavoratori che avevano concordato un percorso verso la pensione sulla base di una normativa previgente e che, all'improvviso, si sono ritrovati senza più lavoro e senza possibilità di accedere alla pensione per via dell'allungamento dell'età pensionabile, ha creato una forte tensione sociale ed incrinato il rapporto di fiducia nei riguardi di chi decide della vita lavorativa e del futuro pensionistico degli italiani;
    ancor più deplorevole è la reazione del Ministro del lavoro e delle politiche sociali dinanzi alla diffusione delle cifre (390.200) contenute nella relazione inviata dall'Inps al suo dicastero prima della firma del decreto, che fissa a 65 mila la quota dei «salvaguardati»;
    il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Elsa Fornero, ha, infatti, convocato immediatamente i vertici dell'Inps (presidente e direttore generale), per poi emettere un comunicato nel quale disapprova la diffusione del documento e «ribadisce la correttezza di quanto contenuto nel decreto, già firmato dai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze, che, sulla base delle risorse già stanziate, definisce il loro numero in 65 mila persone»;
    grave è il comportamento del Ministro del lavoro e delle politiche sociali per aver taciuto il contenuto di quel documento ed è errato – a parere dei sottoscrittori del presente atto – il percorso che ostinatamente ha inteso perseguire, ovvero quello di partire dalle risorse per definire i numeri, invece che stabilire prima il numero esatto dei lavoratori coinvolti e poi reperire le risorse necessarie;
    nel comunicato stampa congiunto dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze del 1o giugno 2012, si dichiara inoltre che «il Governo è consapevole che il provvedimento non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia come, in particolare, i lavoratori per i quali sono stati conclusi accordi collettivi di uscita dal mondo del lavoro e che avrebbero avuto accesso al pensionamento in base ai previgenti requisiti, a seguito di periodi di fruizione di ammortizzatori sociali»;
    tenuto conto, altresì, che a parere dei firmatari del presente atto non meno ambigua è stata la condotta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Elsa Fornero, in merito al disegno di legge di riforma del mercato del lavoro;
    il 9 maggio 2012 il Ministro del lavoro e delle politiche sociali ha dichiarato che la riforma potrebbe incrementare il sommerso, ma è un rischio che bisogna correre,
   per tali motivi:
    visto l'articolo 94 della Costituzione;
    visto l'articolo 115 del regolamento della Camera dei deputati;
    esprime la propria sfiducia al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Elsa Fornero, e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni.
(1-01074)
«Dozzo, Donadi, Maroni, Dal Lago, Fedriga, Volpi, Rivolta, Polledri, Munerato, Follegot, Comaroli, Crosio, Forcolin, Desiderati, Torazzi, Isidori, Vanalli, Bragantini, Maggioni, Bonino, Nicola Molteni, Gidoni, Negro, Paolini, Giancarlo Giorgetti, Buonanno, Fugatti, Stucchi, Chiappori, Pastore, Togni, Martini, Reguzzoni, Simonetti, Lanzarin, Alessandri, Dussin, D'Amico, Goisis, Laura Molteni, Di Vizia, Fabi, Callegari, Bitonci, Allasia, Cavallotto, Caparini, Rondini, Fogliato, Rainieri, Consiglio, Grimoldi, Fava, Pini, Montagnoli, Molgora, Lussana, Meroni, Stefani, Di Pietro, Evangelisti, Di Giuseppe, Favia, Aniello Formisano, Palomba, Porcino, Monai, Messina, Rota, Cimadoro, Zazzera, Di Stanislao, Borghesi, Piffari, Paladini, Palagiano, Miserotti, Mussolini».
(13 giugno 2012)