II Commissione - Resoconto di giovedý 31 luglio 2008


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SEDE CONSULTIVA

Giovedì 31 luglio 2008. - Presidenza del presidente Giulia BONGIORNO. - Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Giacomo Caliendo.

La seduta comincia alle 8.30.

Ratifica II Protocollo alla Convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari stabilito in base all'articolo K3 del Trattato sull'Unione europea.
C. 1558, approvato dal Senato.

(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Maurizio SCELLI (PdL), relatore, rileva che il disegno di legge in esame si compone di tre articoli. Il primo è diretto ad autorizzare la ratifica del secondo Protocollo alla Convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari stabilito in base all'articolo K3 del Trattato sull'Unione europea del 26 luglio 1995, fatto a Bruxelles il 19 giugno 1997, il secondo contiene l'ordine di esecuzione, mentre il terzo ha per oggetto l'entrata in vigore della legge.


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Il Protocollo in esame è volto a rafforzare la tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee - di cui all'articolo K3 del Trattato sull'Unione europea - attraverso l'estensione dell'incriminazione delle condotte di riciclaggio del denaro, il miglioramento della cooperazione tra Commissione europea e Stati membri nella lotta contro le frodi comunitarie, e la previsione della responsabilità delle persone giuridiche implicate nella criminalità organizzata. Si tratta di un processo già avviato con il primo Protocollo alla Convenzione sulla tutela dei diritti finanziari relativo agli atti di corruzione in cui sono implicati funzionari nazionali e delle Comunità europee.
Il Protocollo impone agli Stati membri di assicurare che nel loro diritto interno il delitto di riciclaggio comprenda quali reati base anche i reati di frode, perlomeno nei casi gravi, e di corruzione attiva e passiva (articolo 2).
Ai sensi dell'articolo 3, ciascuno Stato membro deve adottare le misure necessarie affinché le persone giuridiche possano essere dichiarate responsabili della frode, della corruzione attiva e del riciclaggio di denaro commessi a loro beneficio.
In base all'articolo 5 del Protocollo, al fine di garantire un'efficace cooperazione nella lotta contro le condotte di frode e di corruzione in danno delle Comunità, si dispone che nell'ambito delle legislazioni nazionali degli Stati membri siano adottate misure minime comuni, in materia di sequestro e confisca o privazione degli strumenti e proventi del reato di frode, corruzione attiva o passiva e riciclaggio di denaro.
L'articolo 6 stabilisce che l'assistenza giudiziaria in materia penale non può essere rifiutata per il solo fatto che si tratti di un reato in materia fiscale concernente tasse o dazi doganali. Tale disposizione risulta comunque già recepita e attuata nel nostro ordinamento ai sensi della Convenzione di applicazione dell' Accordo di Schengen del 19 giugno 1990.
Gli articoli da 7 a 12 definiscono la cooperazione degli Stati membri con la Commissione nel settore disciplinato dalla Convenzione sulle frodi e dai suoi Protocolli e stabiliscono gli obblighi della Commissione risultanti da tale cooperazione, con particolare riferimento alla protezione dei dati personali.
Quanto alle competenze della Corte di giustizia delle Comunità europee, ai sensi dell'articolo 13, si evidenzia che essa può decidere sulle controversie tra Stati membri, nonché tra gli Stati membri e la Commissione, in merito all'interpretazione o all'applicazione del Protocollo in esame. La norma è già direttamente operante nell'ordinamento italiano in virtù del riconoscimento generale della giurisdizione della suddetta Corte ai sensi dell'articolo 35 del Trattato sull'Unione europea.
La Corte di giustizia può altresì pronunciarsi sui ricorsi proposti da persone fisiche o giuridiche contro decisioni assunte dalla Commissione in base alle norme da essa adottate ai sensi dell'articolo 8, concernente la tutela del trattamento e della circolazione dei dati personali. In questo contesto, la Corte di giustizia potrà, altresì, valutare se la Commissione abbia adempiuto appieno gli obblighi che le incombono a norma dell'articolo 8. Al riguardo si segnala che tali disposizioni sono da ritenersi self-executing nel nostro ordinamento.
Propone quindi di esprimere parere favorevole.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 8.40.

COMITATO RISTRETTO

Giovedì 31 luglio 2008.

Introduzione nell'ordinamento del delitto di molestie insistenti.
C. 35 Brugger, C. 407 Contento, C. 667 Lussana, C. 787 Codurelli, C. 856 Pisicchio, C. 966 Mura,


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C. 1171 Santelli, C. 204 Cirielli, C. 1231 Pollastrini, C. 1233 Samperi, C. 1261 Bertolini, C. 1252 Mussolini e C. 1440 Governo.

Il Comitato ristretto si è riunito dalle 8.40 alle 9.50.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Predisposizione del programma dei lavori per il periodo settembre-ottobre.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 9.50 alle 9.55.

SEDE REFERENTE

Giovedì 31 luglio 2008. - Presidenza del presidente Giulia BONGIORNO. - Interviene il ministro per le pari opportunità Maria Rosaria Carfagna.

La seduta comincia alle 14.10.

Introduzione nell'ordinamento del delitto di molestie insistenti.
C. 35 Brugger, C. 407 Contento, C. 667 Lussana, C. 787 Codurelli, C. 856 Pisicchio, C. 966 Mura, C. 1171 Santelli, C. 204 Cirielli, C. 1231 Pollastrini, C. 1233 Samperi, C. 1261 Bertolini, C. 1252 Mussolini e C. 1440 Governo.

(Seguito dell'esame e rinvio - Adozione testo base).

Giulia BONGIORNO, presidente, ricorda che nell'odierna riunione il Comitato ristretto ha deliberato di proporre quale testo base il disegno di legge del Governo n. 1440.

Donatella FERRANTI (PD) ritiene molto deludente l'esito del dibattito che si è svolto nel Comitato ristretto. Il Comitato, infatti, era stato costituito con lo scopo di redigere un testo unificato, che sintetizzasse gli aspetti migliori di tutti i progetti di legge in esame, e non per la mera adozione di un testo base. A tale ultimo scopo sarebbe stata infatti sufficiente una semplice proposta del relatore. L'improvviso cambiamento di rotta della maggioranza non è indolore e rischia di incidere, come altre volte è successo, nel rapporto di collaborazione costruttiva con l'opposizione.
Nel corso della riunione antimeridiana del Comitato ristretto il gruppo del Partito democratico ha esposto le ragioni per le quali non ritiene opportuno adottare quale testo base il disegno di legge del Governo n. 1440. L'onorevole Vitali quindi, intervenendo in replica, ha dichiarato che in tal modo risulterà all'opinione pubblica che l'opposizione è contraria all'approvazione di un testo importante, volto a colmare una lacuna normativa e a fare fronte ad una emergenza sociale. Sottolinea quindi come tale affermazione dell'onorevole Vitali non sia corretta nei confronti di un'opposizione che si è invece sempre comportata in modo leale, indicando tuttavia le ragioni per le quali è oggettivamente opportuno redigere un testo unificato, che tenesse maggiormente conto del lavoro svolto nella precedente legislatura e delle altre istanze emerse nel corso del dibattito.
Nel ribadire il proprio rammarico per il comportamento della maggioranza e sottolineando il forte senso di responsabilità del gruppo del Partito democratico, auspica che nel prosieguo dell'esame sia ancora possibile tenere conto del contributo dell'opposizione, al fine di addivenire alla redazione di un testo condiviso. Preannuncia quindi il voto di astensione del suo gruppo sulla proposta di adozione del disegno di legge del Governo n. 1440 quale testo base.

Maurizio PANIZ (PdL) ringrazia i gruppi di opposizione per il prezioso contributo dato finora, che non è stato affatto svilito né lo sarà nel prosieguo dell'esame, poiché sussistono ancora tutte le ragioni per addivenire ad un testo condiviso. Evidenzia quindi la piena disponibilità a proseguire un leale rapporto di collaborazione


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nella fase emendativa, pur sottolinea come per il suo gruppo fosse doveroso adottare quale testo base il disegno di legge del Governo.

Cinzia CAPANO (PD) rileva che la discussione sulle varie proposte di legge sullo stalking in Commissione giustizia ha subito evidenziato l'esigenza di pervenire ad un testo unificato che recuperasse alcune norme presenti in altre proposte di legge, anche della maggioranza, e che correggesse alcune aporie contenute nel testo di legge del Governo. Testo che, pur consistendo in soli pochi articoli e poche modifiche rispetto al testo già approvato in via di stralcio nella scorsa legislatura in modo bipartisan, è portatore di una cultura diversa da quella che aveva condotto al testo stralciato riproposto da tutti i proponenti nell'attuale legislatura, sia di maggioranza che di minoranza.
A titolo esemplificativo, rileva che nel testo del Governo, al fine della ricorrenza della fattispecie in questione, si richiede che la vittima sia stata costretta ad alterare le sue abitudini di vita e non già, come previsto nel testo cosiddetto «stralcio», che esse abbiano ricevuto un pregiudizio. Da tale limitazione consegue che ove mai una vittima abbia voluto difendere la propria libertà di organizzare la propria vita e non arrendersi modificando la sua esistenza, rimarrebbe priva di tutela. Ciò comporterebbe un paradosso per cui ove mai una persona molestata nel percorso da casa al luogo di lavoro, decidesse di non rinunziare al suo lavoro e continuasse a percorrere quella strada, rimarrebbe priva di tutela, mentre ove la molestia si producesse nel percorso tra la sua casa ed il suo parrucchiere e questa si determinasse a modificare la scelta in ordine al parrucchiere potrebbe trovare tutela nelle norme emanande. Questa ipotesi, apparentemente paradossale ripropone l'ottica, assai vecchia, per cui sarebbe sempre la vittima a dover sacrificare la propria vita e solo dopo potrebbe ottenere tutela, sempre che dimostri di aver patito «un perdurante stato d'ansia».
Requisito ulteriore richiesto dal testo del Governo rispetto alla «sofferenza psichica» del testo elaborato nella precedente legislatura è la «perduranza», che di per sé esclude l'esigenza di un intervento immediato idoneo ad impedire che uno stato di sofferenza psichica ovvero di fondato timore si trasformi in un patologico ed appunto «perdurante» stato di ansia. Ancora una volta non si interviene per garantire i diritti fondamentali della persona ma per compiacere le paure e magari solo dopo che esse siano diventate fobiche.
Si tratta di un'ottica che tende ad ignorare il dato che le molestie si producono in gran parte all'interno di relazioni affettive, di ex partners ma anche di partners attuali, nonostante le statistiche attribuiscano a queste dinamiche relazionali circa l'ottanta per cento delle condotte illecite. A dispetto del riconoscimento formale di questo dato, contenuto nella relazione illustrativa del disegno di legge del Governo, l'articolato espunge dall'aggravante proprio il coniuge o il partner convivente e con stabile relazione affettiva in corso, limitando la previsione al coniuge separato o divorziato. Cioè proprio quelle relazioni di crisi della coppia non ancora definite, che conoscono più facilmente esiti aggressivi e violenti.
Anche qui una visione familistica, per cui la reazione al coniuge è possibile solo dopo che sia diventato «ex», ma finché si è nell'ambito della famiglia non è dato proteggere le vittime. Anche le modalità attraverso le quali il questore può intervenire prima della formalizzazione di una querela, ammonendo il molestatore, richiedono modifiche atte, da un lato, ad incoraggiare le vittime - organizzando competenze negli uffici deputati a raccogliere la reazione dei molestati e delle molestate - a rivolgersi alle Forze di polizia ed idonee, e dall'altro, a rendere la procedura di diffida più rispettosa delle garanzie di difesa. Al fine di evitare che questo strumento si trasformi in un espediente per fondare torti o ragioni nell'ambito di aggressivi procedimenti di separazione e divorzio che trovano in


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altre norme dell'ordinamento la loro disciplina. Su tutti questi elementi, ricorda che era stato proprio l'onorevole Contento a manifestare per primo le sue perplessità.
Inoltre, pur prevedendo nella procedura di diffida l'intervento dei servizi socio-assistenziali, nessuna misura, né normativa né economica, viene introdotta al fine di disciplinare questo intervento con programmi di prevenzione o di riabilitazione dedicati ai soggetto che hanno attuato le condotte incriminate. Infine, come si già avuto modo di chiarire, non può essere condivisibile la soppressione di ogni riferimento all'omofobia.
Sottolinea che questi limiti potevano ben essere superati, almeno in gran parte, dalla scelta fatta e poi negata di un testo unificato, che poteva limitarsi ad attingere spunti e disposizioni dagli altri progetti di legge in esame, senza comportare alcun aggravio in termini di tempo. Tuttavia, la presenza del Ministro Carfagna e dell'onorevole Paniz nelle sedute di ieri e di oggi hanno mutato i comportamenti e le decisioni. Stigmatizza quindi il comportamento dell'opposizione e ribadisce che l'astensione del suo gruppo si basa sul senso di responsabilità ed è volta anche a mantenere la serenità dei lavori della Commissione. Tuttavia la maggioranza deve essere coerente e mantenere l'impegno ad una leale collaborazione nella fase emendativa.

Anna Paola CONCIA (PD) in primo luogo sottolinea la scorrettezza del metodo che sta portando all'adozione del testo del Governo, considerato che la maggioranza ha prima manifestato il proprio favore per l'adozione di un testo unificato e poi è addivenuta ad una posizione di chiusura che l'ha portata proporre come testo base il testo del Governo. Si sofferma quindi sulla scelta della maggioranza di non prevedere nel testo base anche le disposizioni sull'omofobia nonostante che tale fenomeno ha in comune con quello delle molestie insistenti la circostanza che si tratta di comportamenti legati alla sessualità o meglio delle forme di violenza che utilizzano la sessualità come strumento di discriminazione o repressione. Il testo del Governo non tiene assolutamente conto di tale circostanza. In particolare, per quanto riguarda le disposizioni sulle molestie insistenti, ritiene che tale provvedimento non affronta alla radice il problema che sta alla base del fenomeno. Tale problema deve essere rinvenuto nella difficoltà maschile di accettare la libertà femminile. Si tratta di un problema che attiene alle relazioni tra le donne e gli uomini nella nostra società. Oltre agli strumenti repressivi il legislatore dovrebbe individuare degli strumenti educativi e di promozione di una cultura di parità tra gli uomini e le donne, anche prevedendo apposite materie nei cicli scolastici. Occorre in sostanza educare gli uomini, sin dall'età scolastica, al rispetto per le donne, come è attualmente previsto in Spagna dove la materia della educazione alla cittadinanza, intesa anche come rispetto alla diversità, fa parte dei programmi scolastici. Per quanto attiene all'omofobia, osserva che anche in questo caso si tratta di un fenomeno culturale che deve essere individuato nella paura del diverso. Si tratta di una condizione di disagio di chi non si sente a proprio agio con la diversità sessuale. Anche in questo caso occorre educare i cittadini sanzionando la condotta di omofobia e prevedendo degli strumenti culturali volti a contrastare il fenomeno.

Marilena SAMPERI (PD) sottolinea come il fatto che la maggioranza voglia adottare quale testo base un disegno di legge governativo non costituisca di per sé un comportamento scorretto. Stigmatizza invece il comportamento della maggioranza che, in un primo momento, ha assicurato che il Comitato ristretto avrebbe redatto un testo unificato e poi, improvvisamente, fa in modo che sia adottato quale testo base il disegno di legge n. 1440. Si è perfino affermato che l'adozione del disegno di legge del Governo sarebbe necessaria per risparmiare tempo, mentre tutti sanno che i lavori della Commissione,


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anche grazie al comportamento leale dell'opposizione, sono stati sospesi per circa un mese proprio in attesa che il Governo presentasse quel provvedimento. Si tratta di un vulnus alla lealtà nei rapporti tra maggioranza e opposizione che non sarà semplice sanare. Ricorda inoltre che tutti i progetti di legge in esame si ispirano al lavoro svolto dalla Commissione nella precedente legislatura e che anche per questo motivo sarebbe giusto e corretto addivenire ad un testo unificato e condiviso. Nonostante il comportamento della maggioranza, nel gruppo del Partito Democratico prevale il senso della responsabilità e la consapevolezza dell'esigenza di tutelare le donne. Per questi motivi non sarà espresso un voto contrario, ma una mera astensione.

Giovanni CUPERLO (PD) si dichiara sorpreso dell'improvvisa accelerazione dei lavori del Comitato ristretto nella direzione dell'adozione del disegno di legge governativo quale testo base, dal momento che quel Comitato era stato costituito per la redazione di un testo unificato che tenesse conto del lavoro svolto dalla Commissione nella precedente legislatura e dei rilievi dell'opposizione.
Illustra quindi la sua posizione, sottolineando come il Gruppo del Partito Democratico abbia tenuto un comportamento assolutamente corretto, collaborativo e leale, nella consapevolezza dell'esigenza di intervenire con un testo normativo che non sia un mero manifesto, ma che contenga disposizioni realmente efficaci, in grado di colmare un grave vuoto normativo e fare fronte ad una emergenza sociale. In tale contesto, nel corso delle riunioni del Comitato ristretto sono state evidenziate talune lacune del disegno di legge governativo ed espresse varie riserve, in parte condivise da esponenti della maggioranza. Il comportamento tenuto oggi dalla maggioranza rappresenta quindi uno strappo nei rapporti con un'opposizione seria, leale e collaborativa.
Il fenomeno in questione deve essere disciplinato sotto i profili della prevenzione, della formazione, della assistenza e quindi anche della repressione. Il disegno di legge n. 1440 appare inadeguato sotto molti dei predetti aspetti, anteponendo il «messaggio» e le esigenze mediatiche all'efficacia. Certamente il gruppo del Partito Democratico presenterà emendamenti e sarà proprio nella fase dell'esame delle proposte emendative che potrà essere attentamente valutata l'impostazione culturale della maggioranza nei confronti della problematica in questione.
Non è inoltre condivisibile che il disegno di legge governativo abbia espunto qualsiasi riferimento all'omofobia. Nel corso della odierna riunione del Comitato ristretto, il Ministro Carfagna ha affermato che il testo governativo, pur ispirandosi al lavoro svolto dalla Commissione nella precedente legislatura, è stato alleggerito da vari «orpelli», precisando che tra i predetti orpelli non rientra l'omofobia. Le relative disposizioni sarebbero state espunte al sono fine di consentire una rapida approvazione delle norme sulle molestie insistenti. A tale proposito, rileva che una democrazia matura deve essere in grado di fornire adeguata tutela contro le discriminazioni, anche contro gli omosessuali. L'omofobia, infatti, rappresenta un'emergenza sociale non meno grave delle molestie insistenti e presenta molteplici ed evidenti punti di contatto con il fenomeno dello stalking. Avere espunto quelle disposizioni dal disegno di legge significa, sostanzialmente, rinviarne l'approvazione a tempo indeterminato.
Esprime conclusivamente delusione profonda per il metodo utilizzato dalla maggioranza, insoddisfazione motivata per i contenuti e forte preoccupazione per l'impostazione culturale sottesa al disegno di legge governativo. Come già precisato nei precedenti interventi, il comportamento del suo gruppo sarà comunque responsabile, concretizzandosi nell'astensione e non in un voto contrario.

Anna ROSSOMANDO (PD) preliminarmente dichiara di condividere le preoccupazioni ed i rilievi espressi dall'onorevole Cuperlo circa l'andamento dell'esame


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dei provvedimenti in materia di molestie insistenti ed omofobia. Si sofferma in particolare sul metodo adottato dalla maggioranza, la quale si è chiusa a qualsiasi confronto con l'opposizione svilendo il ruolo del Parlamento e del singolo parlamentare. Il rinunciare all'adozione di un testo unificato per privilegiare il testo del Governo ha significato una vera e propria abdicazione del Parlamento che ha rinunciato alle proprie prerogative nel formulare un testo efficace per contrastare i fenomeni delle molestie insistenti e dell'omofobia. Ricorda che in passato le donne hanno sempre dimostrato una propria autonomia anche nei confronti dei partiti di appartenenza in tutti i casi in cui sono stati affrontati temi riguardanti proprio l'identità delle donne. Non condivide la tesi di chi afferma che il confronto tra maggioranza ed opposizione debba avvenire unicamente in occasione dell'esame degli emendamenti che saranno presentati al testo base, in quanto sarebbe stato opportuno avere come punto di partenza un testo che fosse già il risultato di un confronto costruttivo tra le forze politiche. Per quanto attiene al merito, esprime serie perplessità sulla formulazione della nuova fattispecie penale prevista dal disegno di legge del Governo, il quale, peraltro, è del tutto carente sotto il profilo preventivo.

Carolina LUSSANA (LNP), dopo aver ricordato di aver presentato una proposta di legge in tema di molestie insistenti nella quale viene affrontata anche la questione degli strumenti di prevenzione, dichiara di essere favorevole all'adozione del disegno di legge del Governo come testo base, ritenendo che questo possa rappresentare una buona base di partenza per giungere all'approvazione di un testo efficace per la lotta contro le molestie insistenti. Sul metodo condivide alcune delle osservazioni mosse dai deputati dell'opposizione, ritenendo che la costituzione di un Comitato ristretto sia stata un errore considerata l'intenzione della maggioranza di non adottare un testo unificato. Sarebbe stato meglio adottare immediatamente il disegno di legge del Governo come testo base per poi passare all'esame degli emendamenti anche sulla base della disponibilità dimostrata dal Ministro nei confronti delle proposte emendative preannunciate dall'opposizione. In riferimento al merito, osserva che nel disegno di legge del Governo manca la fase preventiva. Non condivide le richieste della opposizione di inserire in tale testo anche le disposizioni sull'omofobia, trattandosi di un tema importante ma che tuttavia non è assolutamente connesso con quello delle molestie insistenti. Non condivide, a tale proposito, le osservazioni dell'onorevole Concia relativamente alla identità di matrice che legherebbe il fenomeno delle molestie insistenti con quello dell'omofobia, non ritenendo che le molestie abbiano alla propria base sempre un profilo legato alla sessualità. Inoltre osserva che vittime di molestie insistenti possono essere anche gli uomini, non configurandosi tale fenomeno necessariamente come una manifestazione contro la libertà femminile. Il reato di molestie insistenti servirà a tutelare uomini e donne indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Dichiara di essere comunque favorevole all'introduzione nell'ordinamento, sia pure con una legge diversa rispetto a quella sulle molestie insistenti, di disposizioni di natura penale volte a contrastare l'omofobia, purché ciò non avvenga ampliando la portata applicativa della «legge Mancino».

Luca Rodolfo PAOLINI (LNP) preannuncia il suo voto favorevole sulla proposta di adozione del testo del Governo quale testo base. Rileva quindi che l'ambito di applicazione della norma sulle molestie insistenti potrebbe essere più ampio di quello sinora considerato, potendosene ipotizzare l'applicazione, ad esempio, alle continue molestie fra vicini di casa, che può comportare una effettiva alterazione delle condizioni di vita.

Barbara POLLASTRINI (PD) nel preannunciare la propria astensione sul


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testo base da adottare, esprime il proprio stupore per l'atteggiamento di chiusura dimostrato dalla maggioranza nel corso dei lavori del Comitato ristretto. Tale atteggiamento ha determinato una frattura nei confronti dell'opposizione su una materia condivisa, importante e delicata come quella delle molestie insistenti e dell'omofobia. Non comprende il fastidio che alcuni deputati della maggioranza hanno manifestato nei confronti dei tentativi costruttivi dell'opposizione di giungere alla formulazione di un testo unificato condiviso ed efficace per contrastare gravi fenomeni, come quelli predetti. Ribadisce che il proprio Gruppo ha unicamente l'intenzione di giungere all'approvazione di un testo che sia adeguato rispetto alla complessità dell'obiettivo che la Commissione intende perseguire esaminando i provvedimenti relativi alle molestie ed all'omofobia. Dichiara di ritenersi ingannata dall'atteggiamento della maggioranza che ha prima manifestato l'intenzione di pervenire alla formulazione di un testo unificato costituendo il Comitato ristretto e successivamente è tornata sulle proprie posizioni chiedendo di adottare come testo base quello del Governo, chiudendosi ad ogni confronto con l'opposizione, come peraltro ha rilevato anche l'onorevole Lussana. Non crede che vi sia stata una violazione delle disposizioni regolamentari né tantomeno un atteggiamento equivoco da parte del relatore, quanto piuttosto il mutamento della posizione dei Gruppi di maggioranza che hanno preferito usare la forza dei numeri anziché quella dell'intelligenza, scegliendo il testo del Governo come testo base avendo come unica finalità quella di dare alla legge sulle molestie insistenti la paternità del governo, il quale ha presentato un disegno di legge che si basa principalmente, se non esclusivamente, sui lavori che la Commissione Giustizia ha svolto nella scorsa legislatura su tale tema. Vi sono quindi due ragioni che sulle quali si basa la propria scelta di astenersi relativamente all'adozione del testo base: la prima è sul metodo, mentre la seconda è sul merito. Sulla prima si è già soffermata mentre sulla seconda dichiara che il suo Gruppo presenterà una serie di emendamenti diretti a modificare anche il profilo culturale del testo presentato dal Governo, che non ritiene adeguato quale strumento per la lotta contro le molestie insistenti e l'omofobia. Ritiene che qualora la maggioranza avesse ritenuto di adottare un testo unificato, che sarebbe stato il risultato di un confronto costruttivo tra la maggioranza e l'opposizione, si sarebbero ridotti anche i tempi dell'esame del provvedimento.

Giulia BONGIORNO, presidente e relatore, nessun altro chiedendo di intervenire, pone in votazione la proposta di adottare quale testo base il disegno di legge del Governo n. 1440.

La commissione approva la proposta di adozione del testo base.

Giulia BONGIORNO, presidente, avverte che il termine per la presentazione di emendamenti al disegno di legge n. 1440 è fissato alle ore 18 di lunedì 15 settembre 2008. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.45.

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE

Giovedì 31 luglio 2008. - Presidenza del presidente Giulia BONGIORNO.

La seduta comincia alle 15.45.

Sulla programmazione dei lavori della Commissione.

Giulia BONGIORNO, presidente, comunica che, a seguito della riunione odierna dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, è stato predisposto, ai sensi degli articoli 23, comma 6, primo periodo, e 25, comma 2, del Regolamento, il seguente programma dei lavori


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della Commissione per il periodo settembre-ottobre 2008:

PROGRAMMA DEI LAVORI PER IL PERIODO SETTEMBRE-OTTOBRE

Settembre.

Sede referente:
Introduzione nell'ordinamento del delitto di molestie insistenti (C. 35 ed abb.);
Disposizioni in materia di violenza sessuale (C. 611 ed abb.);
Disposizioni in materia di pedofilia (C. 665 ed abb.);
Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali (C. 406 ed abb.);
Disposizioni in materia di professione forense (C. 1004);
Norme contro le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere (C. 1069).

Audizioni:
Audizione del Ministro della giustizia sulle condizioni delle carceri.
Ottobre.

Sede referente:
Seguito dell'esame dei progetti di legge iscritti nel programma di settembre il cui esame non si sia concluso;
Delega al Governo per l'istituzione dell'ufficio per il processo ed altre disposizioni in materia giudiziaria (C. 1234);
Introduzione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale (C. 148 ed abb.).

Giulia BONGIORNO, presidente, si riserva, comunque, di inserire nel programma dei lavori ulteriori progetti di legge assegnati in sede consultiva, gli atti del Governo sui quali la Commissione sia chiamata ad esprimere un parere, i disegni di legge di conversione di decreti-legge, gli altri atti dovuti e i progetti di legge trasmessi dal Senato, nonché lo svolgimento di atti di sindacato ispettivo.

La Commissione prende atto.

La seduta termina alle 15.50.

AVVERTENZA

I seguenti punti all'ordine del giorno non è sono stati trattati:

SEDE REFERENTE

Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali.
C. 406 Contento, C. 1415 Governo e C. 1510 Tenaglia.

Disposizioni in materia di professione forense.
C. 1004 Pecorella.