II Commissione - Resoconto di giovedý 20 novembre 2008


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INTERROGAZIONI

Giovedì 20 novembre 2008. - Presidenza del presidente Giulia BONGIORNO. - Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati.

La seduta comincia alle 13.35.

5-00505 Paolini: Sulla rimessione in libertà di un imputato per reato di violenza sessuale di gruppo.

Il sottosegretario Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

Luca Rodolfo PAOLINI (LNP), dichiarandosi soddisfatto, ritiene che gli esiti dell'ispezione da lui richiesta possano essere utili anche per individuare gli strumenti idonei per evitare che fatti come quello da lui denunciato nell'interrogazione non si ripetano in futuro.

Giulia BONGIORNO, presidente, dichiara concluso lo svolgimento dell' interrogazione all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 13.45.

SEDE REFERENTE

Giovedì 20 novembre 2008. - Presidenza del presidente Giulia BONGIORNO. - Interviene il ministro per le pari opportunità Maria Rosaria Carfagna.

La seduta comincia alle 14.


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Introduzione nell'ordinamento del delitto di molestie insistenti.
C. 1440 Governo, C. 35 Brugger, C. 407 Contento, C. 667 Lussana, C. 787 Codurelli, C. 856 Pisicchio, C. 966 Mura, C. 1171 Santelli, C. 204 Cirielli, C. 1231 Pollastrini, C. 1233 Samperi, C. 1261 Bertolini e C. 1252 Mussolini.

(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 18 novembre 2008.

Giulia BONGIORNO, presidente e relatore, ricorda che nella scorsa seduta è stato approvato l'emendamento del relatore 1.200 così come modificato dagli identici subemendamenti 0.1.200.1 Ferranti e 0.1.200.3 Rao. Avverte pertanto che si passa all'esame dell'emendamento 1.14 Contento, rispetto al quale invita il presentatore al ritiro, anche alla luce dell'approvazione dell'emendamento 1.200.

Manlio CONTENTO (PdL), accogliendo l'invito del relatore, ritira il suo emendamento 1.14, pur ritenendo che in esso vi siano degli spunti positivi che possano essere utilizzati per meglio definire la nuova fattispecie di reato.

Federico PALOMBA (IdV) ritira i suoi emendamenti 1.3 e 1.5, preannunciando una loro riformulazione per l'esame in Assemblea.

Donatella FERRANTI (PD) illustra il suo subemendamento 0.1.300.1, volto a precisare che il fondato timore ingenerato nella vittima del reato di atti persecutori possa essere relativo non solo all'incolumità ma anche alla sicurezza personale della stessa vittima nonché del convivente o di un prossimo congiunto.

Anna ROSSOMANDO (PD) dichiara di condividere pienamente il subemendamento in esame ritenendo che sia opportuno distinguere il concetto di incolumità da quello di sicurezza, rientrando quest'ultimo nel fenomeno tipico di stalking.

Antonio DI PIETRO (IdV) ritiene che la Commissione debba soffermarsi anche sulla nozione di «legame da relazione affettiva», che dovrebbe essere meglio specificato per evitare dubbi interpretativi.

Manlio CONTENTO (PdL) dichiara di non condividere il subemendamento in esame in quanto la nozione di sicurezza non è riferibile alle persone, quanto piuttosto all'ordine pubblico. Si tratta in sostanza di una nozione che ha una dimensione pubblica e non privata, come invece la nozione di incolumità personale.

Giulia BONGIORNO, presidente e relatore, dichiara di condividere l'osservazione dell'onorevole Contento.

La Commissione respinge il subemendamento 0.1.300.1 Ferranti.

Antonio DI PIETRO (IdV), in relazione all'emendamento del relatore 1.300, ritiene che questo debba essere riformulato aggiungendovi anche la previsione del caso in cui il timore per l'incolumità si riferisca al convivente, che in caso contrario rimarrebbe privo di tutela.

Donatella FERRANTI (PD) si associa alla richiesta dell'onorevole Di Pietro.

Manlio CONTENTO (PdL) non condivide l'osservazione dell'onorevole Di Pietro, ritenendo che sia sufficiente fare riferimento alla persona legata da relazione affettiva, in quanto nel fenomeno dello stalking non rientra l'ipotesi in cui il timore si riferisce all'incolumità di una persona convivente ma non legata da relazione affettiva.

Carolina LUSSANA (LNP) non ritiene opportuno fare riferimento anche al convivente, in quanto ciò che conta è non tanto la convivenza quanto piuttosto la sussistenza di un legame affettivo.

Barbara POLLASTRINI (PD) ritiene che il riferimento alla convivenza debba essere inserito nella disposizione in esame,


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in quanto altrimenti la norma sarebbe carente sotto il profilo della tutela della vittima del reato di molestie insistenti.

Giulia BONGIORNO, presidente e relatore, non ritiene di dover riformulare il proprio emendamento nel senso proposto dall'onorevole Di Pietro, in quanto il riferimento alla convivenza, accanto alla ipotesi del legame per relazione affettiva, finirebbe per estendere espressamente la fattispecie di reato all'ipotesi in cui vi sia una convivenza non accompagnata da una relazione affettiva.

Antonio DI PIETRO (IdV) dichiara di non condividere l'osservazione del relatore, rilevando che sarebbe più opportuno fare riferimento alla convivenza piuttosto che alla nozione di legame affettivo essendo quest'ultima di non agevole individuazione.

La Commissione approva l'emendamento 1.300 (vedi allegato 2).

Giulia BONGIORNO, presidente e relatore, invita l'onorevole Lussana a ritirare il suo emendamento 1.2, osservando che questo, pur ispirato alla condivisibile esigenza di tutelare in maniera piena la vittima del reato di atti persecutori, non appare formulato in maniera sufficientemente determinata, lasciando al magistrato un eccessivo margine di discrezionalità in relazione alla valutazione del pregiudizio provocato al modo di vivere della vittima del reato.

Carolina LUSSANA (LNP), prendendo atto dell'invito del relatore, ritira il suo emendamento 1.2, riservandosi di meglio formularlo in occasione dell'esame in Assemblea.

Federico PALOMBA (IdV) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 1.4 volto a precisare che l'alterazione delle scelte o abitudini di vita della vittima del reato debba essere apprezzabile per poter essere penalmente rilevante.

Giulia BONGIORNO, presidente e relatore, dichiara di non condividere l'emendamento 1.4 in quanto, come l'emendamento 1.2, appena ritirato, attribuisce una eccessiva discrezionalità al magistrato in relazione all'accertamento dell'alterazione delle scelte o abitudini di vita della vittima.

Anna Paola CONCIA (PD) ritiene che l'emendamento 1.4 restringa eccessivamente la portata applicativa del reato di atti persecutori, riducendo l'ambito di tutela della vittima.

Luca Rodolfo PAOLINI (LNP) concorda con le osservazioni dell'onorevole Palomba, ritenendo che sia opportuno fissare in maniera certa l'ambito applicativo del nuovo reato.

Antonio DI PIETRO (IdV), osservando che l'emendamento 1.4 pone delle questioni che meritano di essere approfondite, ritiene opportuno che questo sia ritirato per poter essere ripresentato in Assemblea.

Federico PALOMBA (IdV), alla luce del dibattito svoltosi, ritira l'emendamento 1.4, riservandosi di ripresentarlo in Assemblea.

La Commissione respinge l'emendamento 1.23 Brugger.

Giulia BONGIORNO, presidente e relatore, ricorda di aver espresso parere favorevole sugli emendamenti 1.26 e 1.10 Lussana, sostanzialmente identici, purché riformulati. In particolare invita i presentatori a riformulare i predetti emendamenti nel senso di sostituire le parole da «legalmente» a «persona offesa» con le parole «anche se separato o divorziato o da persona che sia o sia stata legata da relazione affettiva con la persona offesa».

Antonio DI PIETRO (IdV) dichiara di condividere la proposta di riformulazione del relatore, ritenendo che questa conferisca chiarezza alla disposizione. Riguardo quest'ultima esprime delle perplessità di


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merito, rilevando che l'aggravante si riferisce solamente all'ipotesi in cui l'autore del reato sia o sia stato il coniuge della vittima, senza fare alcun riferimento all'ipotesi in cui tale status sia della vittima del reato.

Donatella FERRANTI (PD) ritiene che le perplessità di merito dell'onorevole Di Pietro non siano fondate, in quanto l'ipotesi relativa alla vittima del reato è in realtà ricompressa nell'aggravante in esame.

Manlio CONTENTO (PdL) esprime la propria contrarietà agli emendamenti 1.26 e 1.10, anche qualora riformulati, in quanto prevedono una aggravante anche nel caso in cui il reo sia coniuge della vittima. Osserva che su tale punto il testo del Governo correttamente prevede, invece, che l'aggravante sussista solamente nei confronti di chi sia stato coniuge o sia stato legato da relazione affettiva con la vittima del reato. Sottolinea che la modifica proposta dall'emendamento non è in sintonia con le altre disposizioni penali contenute nell'ordinamento, considerato che queste non prevedono in alcun caso che il rapporto di coniugio possa essere una circostanza aggravante del reato base. Sottolinea, pertanto, l'opportunità che al coniuge si applichi la pena prevista per il reato base.

Donatella FERRANTI (PD) dichiara di non condividere l'osservazione dell'onorevole Contento, ritenendo che la sussistenza in atto di relazioni affettive nonché del rapporto di coniugio sia, nel caso del reato di atti persecutori, una circostanza che rende ancora più grave il reato medesimo.

Francesco Paolo SISTO (PdL) condivide le perplessità dell'onorevole Contento sull'estensione dell'aggravante al coniuge. Invita, inoltre, la Commissione a tenere sempre in debito conto l'esigenza di non formulare delle fattispecie di reato che possano poi suscitare forti dubbi interpretativi in fase applicativa, come nel caso in cui occorra provare in sede processuale l'esistenza, anche solo passata, di una relazione affettiva.

Giulia BONGIORNO, presidente, avvertendo che sono imminenti le votazioni in Assemblea, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Sui lavori della Commissione.

Rita BERNARDINI (PD) invita la Presidenza ad assumere le opportune iniziative affinché si pervenga ad una soluzione che consenta finalmente di regolare i rapporti tra Assemblea e Commissioni in modo che queste ultime possano organizzare i propri lavori in maniera più razionale e disponendo dei tempi necessari per poter approfondire i provvedimenti. Osserva, a tale proposito, che nuovamente alla Commissione sono stati lasciati dei meri ritagli di tempo per poter svolgere le proprie funzioni.

Giulia BONGIORNO, presidente, assicurando che tale questione sarà da lei sottoposta al Presidente della Camera, ritiene che una soluzione potrebbe essere quella di riservare alle Commissioni l'intera mattinata del mercoledì.

La seduta termina alle 14.55.