III Commissione - Marted́ 30 marzo 2010


Pag. 20


ALLEGATO 1

5-02696 Evangelisti: Sul personale civile delle missioni UE.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

Il Governo è ben consapevole della complessità legata alla partecipazione del personale civile alle missioni realizzate nell'ambito della Politica di Sicurezza e Difesa Comune. Proprio per questo motivo, lo scorso novembre il Ministero degli Affari Esteri, con la collaborazione dell'Istituto per gli Affari Internazionali, ha organizzato un importante evento seminariale sul tema.
L'obiettivo era quello di avviare una riflessione utile ad individuare strategie e metodi di lavoro per gestire in maniera più razionale la partecipazione delle Amministrazioni italiane alle missioni civili dell'Unione Europea nelle aree di crisi. Al Seminario abbiamo voluto dare un taglio trasversale, in modo da affrontare tutti gli aspetti: da quegli giuridici a quelli finanziari, dal reclutamento del personale civile nelle missioni al nodo cruciale della formazione.
I primi risultati cominciano a vedersi. A seguito del Seminario, le Amministrazioni coinvolte nella selezione e nell'invio di personale hanno intensificato il proprio impegno al fine di assicurare, migliorare e standardizzare la formazione delle risorse umane impiegate nelle missioni di politica di Sicurezza e Difesa Comune, L'Italia è il secondo contributore e fornisce personale di polizia, funzionari del Ministero della Giustizia, magistrati, elementi delle forze armate in funzioni di monitoraggio post-bellico, analisti politici ed esperti in diritti umani. La formazione dev'essere sempre più mirata a sviluppare le specifiche professionalità richieste per operare in missioni internazionali e in contesti di crisi.
A testimonianza di questo sforzo di coordinamento interistituzionale, la scuola S. Anna di Pisa si è fatta promotrice, lo scorso 17 marzo, in stretto coordinamento con il Ministero degli Esteri e con l'Istituto per gli Affari internazionali, di una giornata di brainstorming dedicata appunto alla «Formazione del personale civile delle missioni di supporto alla pace: verso la reazione di un network dei centri italiani di formazione».
A tale iniziativa hanno partecipato rappresentanti delle amministrazioni centrali dello Stato e dei rispettivi istituti di formazione, di centri universitari impegnati nel settore della formazione del personale civile delle missioni di gestione delle crisi e di numerosi Istituti di ricerca. Con l'obiettivo di creare una vera e propria rete dei vari centri, si è concordato di avviare collaborazioni strutturate con i numerosi partecipanti (con incontri periodici, scambi di informazioni, un sito web, possibili corsi congiunti) per dare organicità alla formazione specificamente orientata alla partecipazione alle missioni UE.
Il Ministero degli Affari Esteri continuerà a fornire il proprio sostegno istituzionale come soggetto principale di coordinamento, impegnandosi a valorizzare l'iniziativa e i suoi seguiti, nella prospettiva, da tutti condivisa, della definizione e realizzazione di una «strategia nazionale» di partecipazione italiana alle missioni civili della Politica di Sicurezza e Difesa Comune.


Pag. 21


ALLEGATO 2

5-02695 Tempestini: Sulla ripresa del negoziato israelo-palestinese.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

Pur essendo terminati la settimana scorsa, gli incidenti verificatisi in Cisgiordania ed a Gerusalemme Est rimangono un serio segnale del clima di tensione presente nell'area, alimentato dalla mancata ripresa del negoziato.
Per questa ragione, nel valutare la situazione con grande preoccupazione, il Governo italiano sta compiendo ogni sforzo per sostenere, a livello nazionale e nell'ambito dell'Unione Europea, il tentativo di mediazione americano volto a rilanciare il dialogo, dapprima attraverso colloqui indiretti.
A tal fine, appare essenziale il sostegno dei Paesi arabi alla leadership palestinese. È per questa ragione che il Presidente del Consiglio italiano, partecipando al Vertice di Sirte, ha rivolto un pressante appello alla Lega Araba affinché mantenga viva l'Iniziativa di Pace Araba del 2002 e prevalga, proprio in questa fase di rinnovata tensione, il senso di responsabilità e moderazione. Allo stesso tempo, l'Italia sostiene l'approccio - dal basso verso l'alto - contenuto nel Piano Fayyad di institution building, rafforzamento della sicurezza e crescita economica. Il Presidente Berlusconi ha anche sottolineato che per ridare «una chance alla pace», Israele deve fermare l'espansione edilizia a Gerusalemme Est.
Nel contesto dell'Unione Europea, l'Italia ha fornito un importante contributo alle conclusioni emerse dal Consiglio Affari Esteri dell'8 dicembre scorso. Si tratta di una posizione equilibrata, che infatti è stata apprezzata da ambo le Parsi e che permetterà all'Europa di continuare a svolgere un ruolo propositivo nel processo di pace.
Non a caso, tali conclusioni hanno ispirato la Dichiarazione del Quartetto, formalizzata a Mosca il 19 marzo, che disegna un percorso negoziale in 24 mesi per la soluzione del conflitto ed esprime ferma opposizione alla politica israeliana degli insediamenti. Si è infatti convinti che questo genere di atti compiuti sul terreno siano controproducenti per il raggiungimento di un accordo di pace che veda la nascita di uno stato palestinese, nel rispetto del diritto dello Stato di Israele a vivere in pace e sicurezza con tutti i suoi vicini.


Pag. 22


ALLEGATO 3

5-02543 Antonione: Sulla riduzione dei fondi a disposizione dell'Ambasciata italiana a Brasilia.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

Vorrei assicurare l'onorevole interrogante sul fatto che non è certo nelle intenzioni del Ministero degli Affari Esteri e del Governo ridurre la funzionalità delle nostre sedi né tantomeno compromettere la qualità del servizio prestato ai nostri connazionali all'estero.
Al contrario, come il Sottosegretario Mantica ha più volte ribadito anche di recente di fronte a questa Commissione, uno dei criteri ispiratori del progetto di razionalizzazione della rete diplomatico-consolare è proprio quello di preservare l'efficienza complessiva della nostra azione di politica estera assicurando al tempo stesso un elevato livello di servizi per i nostri connazionali.
Si tratta di una sfida non semplice in un contesto in cui la difficile congiuntura economica e le esigenze di rigore finanziario impongono agli Esteri, come a tutte le amministrazioni dello Stato, un forte contenimento della spesa. Ma si tratta, nondimeno, di una sfida che intendiamo affrontare con serenità e determinazione.
È con questo spirito che il Ministero degli Affari Esteri intende far fronte alle inevitabili riduzioni delle risorse disponibili per l'attuazione di una manovra di bilancio che prevede, tra l'altro, anche un progressivo contenimento della spesa pubblica. Per questo abbiamo cercato di operare un'attenta analisi e verifica delle concrete esigenze nonché una individuazione delle priorità nell'assegnazione alle sedi estere dei fondi di funzionamento.
Nel difficile lavoro di distribuzione delle risorse finanziarie sono sempre state rispettate le esigenze politico-funzionali delle singole sedi sulla base dei puntuali rapporti dei singoli Capi Missione.
Alla luce di queste considerazioni, l'Ambasciata a Brasilia ha ottenuto un finanziamento non del tutto dissimile da quanto ricevuto in passato proprio per consentire la prosecuzione delle attività essenziali che la sede è chiamata a svolgere.
Nel caso della sede di Brasilia, come per le altre sedi della nostra rete all'Estero, le eventuali difficoltà operative che dovessero presentarsi nel corso dell'esercizio finanziario potranno essere affrontate in sede di assestamento di bilancio.