XVI LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 141 di giovedì 26 febbraio 2009

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PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MAURIZIO LUPI

La seduta comincia alle 14,05.

GIANPIERO BOCCI, Segretario, legge il processo verbale della seduta del 19 febbraio 2009.
(È approvato).

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Alessandri, Aprea, Bonaiuti, Boniver, Bossi, Brancher, Brugger, Bruno, Caparini, Casero, Cicchitto, Cossiga, Cota, Crosetto, De Biasi, Delfino, Donadi, Gregorio Fontana, Granata, Lo Monte, Lombardo, Martini, Mura, Palumbo, Romani, Rotondi, Soro, Stradella, Vietti, Vito e Volontè sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
Pertanto i deputati in missione sono complessivamente ottantacinque, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna.

Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna.

Annunzio di petizioni (ore 14,08).

PRESIDENTE. Invito l'onorevole segretario a dare lettura delle petizioni pervenute alla Presidenza, che saranno trasmesse alle sottoindicate Commissioni.

GIANPIERO BOCCI, Segretario, legge:
LUCA POMA, da Torino, e numerosissimi altri cittadini chiedono la sollecita approvazione di una disciplina organica per regolamentare la somministrazione di psicofarmaci ai bambini (593) - alla XII Commissione (Affari sociali);
GIUSEPPE CATANZARO, da Tricesimo (Udine), chiede:
iniziative volte ad appurare la verità storica di fatti e circostanze concernenti l'esito del referendum istituzionale del 1946 (594) - alla I Commissione (Affari costituzionali);
che la ricorrenza del «Giorno del ricordo», istituita dalla legge n. 92 del 2004, sia dedicata alla riflessione sulle conseguenze negative subite dall'Italia a causa della firma del Trattato di pace del 10 febbraio 1947 (595) - alla I Commissione (Affari costituzionali);
la soppressione delle disposizioni del decreto-legge n. 200 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 9 del 2009, che prevedono l'abrogazione di tutte le norme primarie del periodo del Regno d'Italia ritenute estranee ai principi dell'ordinamento costituzionale attuale (596) - alla I Commissione (Affari costituzionali);
MATTEO LA CARA, da Vercelli, chiede:
l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno del nepotismo e del favoritismo politici (597) - alla I Commissione (Affari costituzionali);
la riorganizzazione delle Forze di polizia in due soli corpi, a carattere rispettivamente civile e militare (598) - alla I Commissione (Affari costituzionali); Pag. 2
l'abrogazione della XIV disposizione finale della Costituzione, in materia di non riconoscimento di titoli nobiliari (599) - alla I Commissione (Affari costituzionali);
MORENO SGARALLINO, da Terracina (Latina), chiede:
interventi per promuovere e verificare la conoscenza delle norme recate dal codice della strada (600) - alla IX Commissione (Trasporti);
l'abolizione della diaria spettante ai parlamentari e la riduzione della loro indennità in proporzione alle assenze dai lavori non giustificate (601) - alla I Commissione (Affari costituzionali);
interventi per assicurare il rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro da parte dei lavoratori (602) - alla XI Commissione (Lavoro);
MARINO SAVINA, da Roma, chiede una riorganizzazione del sistema di insegnamento scolastico esemplata sul modello dei corsi di studio universitari (603) - alla VII Commissione (Cultura);
SALVATORE GERMINARA, da Pistoia, chiede l'introduzione dell'obbligo di installare dispositivi per la segnalazione delle fughe di gas nelle abitazioni (604) - alla X Commissione (Attività produttive);
SANTE MARTINO CENTRONE, da Castellana Grotte (Brindisi), chiede che gli oneri relativi alla pubblicità riguardante l'abbonamento alla RAI non siano a carico delle finanze pubbliche (605) - alla IX Commissione (Trasporti);
GIAMMARIO BATTAGLIA, da Roccasecca (Frosinone), chiede che siano condotti accertamenti in ordine alle attività del Consorzio GAIA, operante nel settore dei termovalorizzatori (606) - alla X Commissione (Attività produttive);
CARMINE GONNELLA, da Londra, chiede la soppressione della Conferenza generale degli italiani all'estero e il riordino dei Comitati degli italiani all'estero (607) - alla III Commissione (Affari esteri);
BARBARA ZARRILLO, da Sulmona (L'Aquila), e numerosi altri cittadini chiedono la revoca del provvedimento di chiusura della caserma «Cesare Battisti» di Sulmona e l'eventuale riconversione della struttura ad uso dell'Esercito italiano (608) - alla IV Commissione (Difesa).

Annunzio dell'elezione del Presidente e della nomina del Vicepresidente della Corte costituzionale.

PRESIDENTE. Comunico che, in data 25 febbraio 2009, il Presidente della Corte costituzionale ha inviato al Presidente della Camera la seguente lettera: «Illustre Presidente, ho l'onore di comunicarle, ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 87 del 1953, che la Corte costituzionale, oggi riunita nella sua sede del Palazzo della Consulta, mi ha eletto Presidente. Firmato: Francesco Amirante».
Informo inoltre che, in pari data, il Presidente della Corte costituzionale ha comunicato di aver nominato Vicepresidente della Corte il giudice costituzionale professor Ugo De Siervo.

Seguito della discussione del disegno di legge: S. 1306 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, recante misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente (Approvato dal Senato) (A.C. 2206) (ore 14,10).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato del Senato: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, recante misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente.
Ricordo che nella seduta del 25 febbraio 2009 si è concluso l'esame degli emendamenti.
Avverto che, consistendo il disegno di legge di un solo articolo, si procederà Pag. 3direttamente alla votazione finale, a norma dell'articolo 87, comma 5, del Regolamento.

(Esame degli ordini del giorno - A.C. 2206)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A - A.C. 2206).
Avverto che l'ordine del giorno n. 9/2206/16 si intende a prima firma dell'onorevole Garofalo e che l'ordine del giorno n. 9/2206/46 è stato sottoscritto anche dall'onorevole Zucchi.
L'onorevole Marchi ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2206/30.

MAINO MARCHI. Signor Presidente, le chiedo scusa ma chiederei l'attenzione del Governo per l'illustrazione di un ordine del giorno... grazie.
Illustro l'ordine del giorno n. 9/2206/30, che richiama il terremoto del 23 dicembre scorso nelle province di Parma, Reggio Emilia e Modena, nel corso del quale sono stati colpiti edifici privati e pubblici, scuole, luoghi di culto.
Il sistema di protezione civile - cioè Stato, regione, province, comuni, volontariato - ha reagito immediatamente, come tra l'altro ha sottolineato il sottosegretario Bertolaso ed ha ricordato ieri, nei suoi diversi interventi, l'onorevole Motta.
Il 16 gennaio, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, è stato dichiarato lo stato di emergenza per i territori delle tre province interessate, accompagnato da un primo stanziamento di 15 milioni di euro. Nel decreto-legge ora all'esame di questa Camera è previsto un ulteriore stanziamento di 19 milioni di euro, un risultato positivo frutto del lavoro compiuto congiuntamente da maggioranza e opposizione.
Si tratta di un risultato conseguito attraverso varie azioni. Ricordo l'audizione del sottosegretario Bertolaso dell'8 gennaio 2009 in Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera. Si concordò in quella sede - e lo si comunicò pubblicamente con comunicati stampa e dichiarazioni - che i 15 milioni collegati al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri non sarebbero stati esaustivi; si dichiarò da parte del presidente, dei deputati delle province interessate e dello stesso sottosegretario che si sarebbe trattato solo di una prima e parziale azione, cui avrebbe fatto subito seguito una più ampia operazione volta a pervenire ad una stima complessiva e consolidata dei danni reali, per i quali saranno impegnate ulteriori e più cospicue risorse da spalmare in uno o due anni al fine di dare continuità agli interventi e realizzare misure dirette alla prevenzione ed al miglioramento della sicurezza sismica.
I 19 milioni del decreto-legge vanno in questa direzione, ma non sono esaustivi (le stime, allo stato attuale, superano infatti i 150 milioni): sono stati respinti i nostri emendamenti tesi a stanziare ulteriori risorse non solo per il 2009, ma anche per il 2010 e il 2011, e vi è la necessità di interventi poliennali perché gli interventi che devono essere svolti, in particolare quelli per il miglioramento sismico, non sono solo immediati.
Il consolidamento del monocameralismo alternato di fatto, di cui abbiamo avuto conferma con il decreto-legge milleproroghe e con quello ora al nostro esame, ha impedito qualunque modifica al decreto-legge.
È però importante che resti un atto di questa Camera a ricordare e a sottolineare che lo stanziamento previsto dal provvedimento in esame, pur importante, appare insufficiente a risolvere i numerosi problemi creati dal sisma.
Questo atto non può che essere un ordine del giorno che impegni il Governo ad individuare quanto prima nuove risorse finanziarie per la messa in sicurezza, il consolidamento e l'adeguamento antisismico degli edifici pubblici, degli edifici scolastici, degli edifici privati, del patrimonio monumentale e dei luoghi di culto danneggiati a seguito degli eventi sismici Pag. 4del 23 dicembre 2008 verificatisi nel territorio delle province di Parma, Reggio Emilia e Modena.
Chiediamo pertanto l'approvazione di questo ordine del giorno, in coerenza con le dichiarazioni del sottosegretario Bertolaso, del presidente Alessandri e dei deputati di maggioranza e di opposizione a seguito dell'audizione in Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici dell'8 gennaio che ho prima richiamato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 14,17).

PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame degli ordini del giorno - A.C. 2206)

PRESIDENTE. L'onorevole Piffari ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2206/58.

SERGIO MICHELE PIFFARI. Signor Presidente, in questo ordine del giorno cerchiamo di richiamare il Governo ad una maggiore attenzione sulla necessità di programmare con più impegno e costanza gli interventi sull'assetto idrogeologico. Con questo decreto-legge, di fatto, si prorogano ulteriormente delle strutture che, in base alla nostra normativa e alle direttive europee del 2000, avrebbero dovuto vedere un cambiamento di metodo. Si doveva passare, infatti, dagli oltre trenta bacini idrografici ad una gestione dei distretti, che si sarebbero ridotti ad otto, così come prevede la legge. In realtà, teniamo in piedi queste strutture con dei costi e con una burocrazia aggiuntivi. Tutti questi impegni li ritroviamo, spesso, in dichiarazioni pubbliche da parte di esponenti del Governo, così come nella nostra normativa: infatti, il decreto-legge n. 112 del 2008 prevedeva strettamente la riorganizzazione anche di queste strutture dello Stato.
Sappiamo, purtroppo, che gli eventi calamitosi si verificano in continuazione e che, puntualmente, capitano a cicli non annuali, ma quasi trimestrali, in varie regioni. Durante la discussione sulle linee generali, ho affermato che si verificano una volta in Piemonte, una volta in Lombardia, una volta in Toscana, una volta in Friuli, una volta in Sicilia. Sull'onda dell'emotività, con riferimento ad un'emergenza, come quella che si è verificata in Calabria dal punto di vista idrogeologico, abbiamo sacrificato risorse per la programmazione e la gestione del territorio, in funzione delle logiche di economia. Tali logiche, però, ci riportano, poi, alla realtà e ci obbligano a prendere atto di questo aspetto e, quindi, ci obbligano a ricorrere a deroghe e ad interventi straordinari che, in realtà, ci costano molto di più rispetto a ciò che avremmo già dovuto prevedere nell'ordinaria programmazione. Quindi, rispetto ai fenomeni di dissesto idrogeologico, questo non ci consente di giocare in anticipo.
Quest'anno, abbiamo rincorso la ricerca di risorse per quello che è accaduto in Piemonte; l'anno scorso abbiamo rincorso risorse per quello che è accaduto in Emilia-Romagna e abbiamo rincorso la ricerca di risorse per quello che è accaduto ultimamente in Calabria. Credo che così non si possa andare avanti. È assolutamente necessario che il Governo...

PRESIDENTE. Onorevole Germanà, dovrebbe dare la possibilità all'onorevole Piffari di svolgere il suo intervento e al sottosegretario Menia di ascoltare con molta attenzione quanto l'onorevole Piffari sta dicendo. Prego, onorevole Piffari.

SERGIO MICHELE PIFFARI. Credo che il sottosegretario sia d'accordo con Pag. 5me: in questo modo, lo libero dalle «incursioni» dei miei colleghi.
Stavo dicendo, signor sottosegretario, che è importante avere il coraggio, non per le motivazioni di bilancio e di economia (che sono importantissime in questo momento di crisi), di prendere in mano la materia, lasciar perdere le varie pressioni e, finalmente, attivare la normativa, così com'è stata approvata dal Parlamento italiano. Quindi, senza indugi, è necessario ridisegnare questi distretti e queste carte di gestione del territorio (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

PRESIDENTE. L'onorevole Vannucci ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2206/46.

MASSIMO VANNUCCI. Signor Presidente, intervengo per l'illustrazione del mio ordine del giorno n. 9/2206/46, il quale riprende l'articolo 8-sexies del provvedimento in esame, che si riferisce al servizio idrico integrato.
Da anni nel nostro Paese abbiamo avviato una profonda riforma del servizio idrico integrato e ad oggi riscontriamo una situazione molto differenziata nel territorio nazionale. Sappiamo che gli investimenti per gli acquedotti, la depurazione e le fognature oggi fanno riferimento in massima parte alla tariffa, devono cioè essere eseguiti dal gestore del servizio e in seguito caricati sulla tariffa. Ciò determina molto spesso che gli investimenti che devono essere approvati e decisi dalle autorità di ambito non vengano disposti a sufficienza in parti del Paese che pure ne hanno necessità, perché l'incidenza sulla tariffa sarebbe molto elevata e quindi diventerebbero interventi impopolari.
La legge è intervenuta in Italia su una situazione molto differenziata in cui molti ambiti territoriali hanno difficoltà ad offrire un servizio di qualità e ad offrire le quantità necessarie. Questo fa sì che esistano situazioni diverse, con ambiti territoriali che, pensando di poter fare riferimento solo alla tariffa per coprire i costi di investimento, poi non ci riescono.
Non contestiamo la ratio della legge Galli, da cui deriva la riforma messa in atto, anzi la confermiamo, però riteniamo che sia giunto il momento di fare il punto per vedere se questo Paese ha veramente bisogno di un piano nazionale che verifichi l'attuazione della legge e che valuti la possibilità di integrare gli interventi del gestore con quelli Stato e degli enti locali, affinché il livello delle prestazioni del servizio sia adeguato in tutto il territorio nazionale.
L'ordine del giorno si muove in questa direzione, chiedendo di valutare le possibilità, ma prima di tutto chiede che il Governo si attivi attraverso il Comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche per una mappatura e un monitoraggio della situazione. Del resto, i colleghi si renderanno conto che la legge ha visto diverse applicazioni, anche con pesanti ricadute sul reddito delle famiglie - mi riferisco ai casi di Latina e di altre località in Italia, dove il servizio non funziona - e ha visto anche aumenti molto elevati delle tariffe, a volte non giustificati dagli interventi e dagli investimenti richiesti.
Abbiamo approfittato di questo provvedimento per chiedere questo impegno al Governo, soprattutto volto ad un monitoraggio dal quale poi potrebbero conseguire le nostre successive azioni.

PRESIDENTE. L'onorevole Lovelli ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2206/45.

MARIO LOVELLI. Signor Presidente, il presente ordine del giorno intende sottoporre all'attenzione dell'Aula e del Governo una problematica specifica che esiste da lungo tempo in Piemonte, nel territorio di Serravalle Scrivia in provincia di Alessandria, dove si trova un sito che fa capo all'ex stabilimento Ecolibarna, che è stato individuato come uno dei siti di bonifica di interesse nazionale per il cui risanamento ambientale è stato dichiarato lo stato di emergenza fino al 30 gennaio 2010.
A questo proposito e per l'attuazione dei relativi interventi, il prefetto di Alessandria è stato incaricato, in qualità di commissario straordinario, di occuparsi di Pag. 6tutte le iniziative da portare avanti per la bonifica dell'area e per fronteggiare la grave situazione di inquinamento che esiste su quel territorio, particolarmente accentuata sul suolo e sul sottosuolo, a livello della falda primaria e secondaria, a causa dell'elevata presenza di sostanze contaminanti che sono particolarmente nocive per la salute umana e per l'ecosistema dell'intero territorio.
Si tratta di una vicenda che data ormai da molto tempo, perché questo impianto industriale fu, a suo tempo, oggetto di interventi giudiziari e di chiusura a causa dei problemi di inquinamento ambientale che presentava. Da allora si sono succedute iniziative di vario tipo, anche con commissari nominati dal Ministero, per risolvere il problema. Oggi siamo nella fase in cui, grazie agli interventi più recenti e alla gestione commissariale del prefetto di Alessandria, sono state individuate le priorità urgenti sulle quali si sta intervenendo, dalla realizzazione di una barriera idraulica, alla caratterizzazione delle aree esterne, alla gestione delle discariche di rifiuti pericolosi di melme acide, con l'obiettivo di mettere in sicurezza, in modo permanente, il sito, per poi passare a una bonifica complessiva.
Fino a questo momento, sono stati complessivamente spesi - in base ai dati che ci risultano - quasi sei milioni di euro, di cui due da parte della regione Piemonte e il resto da fondi statali. Proprio ieri c'è stata, presso la prefettura di Alessandria, una riunione nel corso della quale la regione Piemonte ha comunicato lo stanziamento di altri 1,2 milioni di euro, provenienti da fondi CIPE, per proseguire nell'attività di bonifica. Dalle notizie che leggiamo apprendiamo che l'assessore regionale sollecita un nuovo concreto stanziamento di risorse per non interrompere gli interventi che sono in atto in quell'area. Ricordo che si tratta di un'area che va ad incidere su un ecosistema, quello della valle Scrivia, nel quale vi sono le fonti di captazione degli acquedotti di un comprensorio di almeno 70 mila abitanti.
Quello che chiediamo con questo ordine del giorno è, quindi, che venga garantito l'ulteriore finanziamento delle risorse necessarie per proseguire questa opera di messa in sicurezza e di bonifica complessiva dell'area, che sono state calcolate nell'ordine di parecchie decine di milioni di euro (14 milioni necessari solo per completare la messa in sicurezza e 40 milioni per la bonifica complessiva del territorio circostante).
Chiedo, pertanto, al Governo di tener conto positivamente della richiesta contenuta in questo ordine del giorno (so che il problema è ben conosciuto da parte del sottosegretario), esprimendo un parere favorevole e che, nella direzione del lavoro avviato e oggi coordinato dal commissario straordinario individuato nel prefetto di Alessandria, si possa procedere speditamente, nell'interesse prima di tutto della salvaguardia della salute delle popolazioni della valle Scrivia (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. L'onorevole Esposito ha facoltà di illustrare l'ordine del giorno Fiorio n. 9/2206/44, di cui è cofirmatario.

STEFANO ESPOSITO. Signor Presidente, chiederei soltanto, cortesemente, l'attenzione del sottosegretario Menia su questo ordine del giorno, non vorrei disturbare...

PRESIDENTE. Presidente Alessandri, deve dare la possibilità al sottosegretario di ascoltare, con l'attenzione che sempre riserva all'Aula, anche l'intervento dell'onorevole Esposito.

STEFANO ESPOSITO. Grazie, signor Presidente. Ritengo importante sottoporre all'Aula la questione contenuta in questo ordine del giorno, che peraltro era stata oggetto di una proposta emendativa a firma mia e degli onorevoli Fiorio e Lovelli che, purtroppo, la Presidenza ha giudicato inammissibile. Mi riferisco alla legge 16 luglio 1997, n. 228, sugli insediamenti compresi nelle fasce fluviali a rischio di esondazione, che riguarda molte aziende Pag. 7(molte peraltro sul territorio della regione Piemonte, nelle province di Torino, Asti e Alessandria) che attraverso questa legge possono accedere ad appositi crediti agevolati per la rilocalizzazione delle aziende stesse.
Stiamo parlando in particolare di piccole, piccolissime e medie imprese, molte delle quali artigiane, che grazie a questa norma di legge, in questi anni (parliamo del 1997, quindi di un provvedimento ormai datato), hanno realizzato ingenti investimenti finanziari e organizzativi in coerenza, peraltro, con quanto previsto nella norma, e che oggi si trovano in attesa del riconoscimento di questi crediti (nonostante abbiano ottenuto tutti i pareri positivi e quindi siano in attesa del finanziamento per poter andare a ricollocarsi, risolvendo quindi anche un problema di carattere ambientale non di poco conto). Peraltro non si capisce perché questa legge al momento è stata azzerata dal punto di vista delle risorse.
Ci aspettiamo che il Governo e la maggioranza, l'Aula e i colleghi piemontesi in particolare, vogliano prestare attenzione a questo ordine del giorno e che ci possa essere un'approvazione ed un riconoscimento. Sappiamo che l'ordine del giorno è uno strumento importante, ma non vincolante: chiediamo pertanto al Governo, oltre che di esprimere un parere favorevole, di operare in maniera reale ed in tempi rapidissimi affinché queste aziende possano ottenere quanto loro dovuto. Purtroppo, il disguido relativo all'emendamento da noi in origine presentato e la scelta della Presidenza, naturalmente legittima, di dichiararlo inammissibile, ci mette in condizione di usufruire solamente dello strumento dell'ordine del giorno. Tuttavia, lo dico già, non saremo interessati ad un accoglimento come raccomandazione, perché il problema è significativo ed in un momento di grave crisi, in cui da più parti si parla di prestare attenzione alla piccola e media impresa, questo sarebbe un segnale tangibile della volontà che a parole viene espressa e molto spesso nei fatti non si concretizza (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. L'onorevole Monai ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2206/57.

CARLO MONAI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato questo ordine del giorno per sottolineare come sia opportuno che il Governo adotti uno stile legislativo, di produzione legislativa, più consono a quelle che sono le norme di trasparenza, di coerenza e di certezza del diritto, che nell'azione di alcune iniziative legislative si è già materializzato.
Mi riferisco, ad esempio, al decreto cosiddetto taglialeggi, con il quale si è cercata la semplificazione di una congerie numerosissima di provvedimenti legislativi, forse ancora da verificare dal punto di vista della loro inutilità, per sfoltire un fardello di leggi che ancora oggi danno al nostro Paese un primato negativo quanto alla farraginosità ed alla confusione legislativa, che mette a repentaglio la certezza del diritto e dei rapporti tra i cittadini e la pubblica amministrazione.
Nel settore dei rifiuti, con il decreto-legge in esame abbiamo assistito ad un'ennesima proroga dei provvedimenti che presiedono all'attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche dei rifiuti.
In particolare, tale direttiva è stata recepita con il decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, e attuata con il decreto ministeriale del 3 agosto 2005 che stabiliva quali fossero i rifiuti ammissibili nelle discariche urbane.
A questo punto, il provvedimento di cui stiamo discutendo ha introdotto un'ennesima proroga, al 31 dicembre 2009, e ha ulteriormente inserito una deroga transitoria di 12 mesi per alcuni rifiuti. La deroga riguarda le materie, sostanze e prodotti secondari stoccati presso gli impianti autorizzati alla gestione dei rifiuti, in base alle vigenti norme ambientali, che effettuino una o più delle operazione di recupero dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata urbana o dalla raccolta dedicata ai rifiuti speciali recuperabili (carta, cartone, vetro, plastica e legno), mentre la proroga si riferisce alla possibilità Pag. 8di conferire nelle discariche i rifiuti con potere calorifico inferiore a 13 mila kilojoule al chilo. Questo divieto doveva scattare il 1o gennaio 2007; è stato prorogato una prima volta al 1o gennaio 2009 e adesso, ulteriormente, viene prorogato al 31 dicembre 2009.
Tutto questo per dire che è opportuno intervenire con attenzione su questa normativa, che ha una forte valenza sociale. Il fatto che essa abbia una rilevanza ormai nazionale è anche documentato dalle numerose iniziative legislative e dai decreti-legge che il Governo ha varato dal suo insediamento ad oggi. Poiché, come dicevo, si tratta di un problema di rilevanza nazionale, è opportuno che esso non venga normato con questi provvedimenti «a mosaico» (proroghe, deroghe e continui rinvii della normativa) ma sarebbe, invece, opportuno che il Governo finalmente ci dotasse di una normativa unitaria e omogenea che eviti questa confusione di attività e di procedure, che mettono a dura prova la buona amministrazione di questo settore delicato e che provocano costi aggiuntivi e problemi di logistica alle società che svolgono questo importante ruolo dello smaltimento dei rifiuti, con la possibilità che vi siano delle diseguaglianze da regione a regione e con le inevitabili ripercussioni che questo comparto può avere dal punto di vista economico. Pertanto, vi è l'auspicio che il Governo intervenga su questa normativa con maggiore organicità e uniformità.

PRESIDENTE. L'onorevole Servodio ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2206/53.

GIUSEPPINA SERVODIO. Signor Presidente, l'articolo 7-quater del decreto-legge in esame destina 9 milioni di euro per la promozione di progetti e iniziative ambientali e la valorizzazione delle aree protette e della biodiversità. Chiediamo al Governo di prevedere, all'interno di questa campagna promozionale, anche la promozione e la conoscenza del patrimonio agroalimentare, perché credo sia un tema connesso con l'idea della promozione ambientale e parte integrante di essa. Ciò, sottosegretario, non solo per far conoscere i nostri prodotti locali, non solo per incentivare e promuovere le filiere corte, ma anche per promuovere, a livello turistico, proprio quei prodotti agroalimentari, locali e nazionali, che sono maggiormente rappresentativi del made in Italy.
Pertanto chiediamo, insieme ai colleghi della Commissione agricoltura del mio partito, sottoscrittori di questo ordine del giorno, l'accoglimento, da parte del Governo, di tale indicazione, che ci sembra essere concreta e che costituisce anche una risposta adeguata alle difficoltà, oggi, del mondo agricolo italiano.

PRESIDENTE. L'onorevole Tassone ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2206/20.

MARIO TASSONE. Signor Presidente, con questo mio ordine del giorno richiamo l'attenzione del Governo sulla situazione calabrese, che è contrassegnata da un cedimento continuo del territorio. Le ultime calamità naturali hanno evidenziato una situazione di grande disagio ma, soprattutto, hanno determinato ulteriormente l'aggravamento di una situazione che è già grave di per se stessa. Con l'ordine del giorno in esame chiedo, insieme all'onorevole Occhiuto, un'attenzione diversa da parte del Governo, che è già intervenuto, per la pronta urgenza, con una somma esigua.
Bisogna, invece, sistemare tutta la situazione idrogeologica e quella delle fiumare e dei torrenti, che creano situazioni sempre più negative e contraccolpi irreparabili sul territorio calabrese. Mi auguro che il Governo non soltanto ponga attenzione a questo ordine del giorno, ma provveda anche, attraverso iniziative conseguenti, ad avere una chiara conoscenza della situazione e, quindi, una mappatura della realtà calabrese, studiando e mettendo in atto iniziative organiche sul territorio calabrese. Di questo sono certamente interessati il Ministero dell'ambiente, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la Protezione civile.

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PRESIDENTE. L'onorevole Armosino ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n.9/2206/23.

MARIA TERESA ARMOSINO. Signor Presidente, faccio riferimento agli stanziamenti che sono stati disposti come primo intervento del Governo per le calamità naturali che hanno colpito i territori italiani nei mesi di novembre e dicembre. Poiché si tratta di un primo intervento, chiederei al Governo e all'Aula di fare in modo che questi fondi vengano, come prima assegnazione, destinati a sostegno di quelle attività che sono davvero state poste in essere, per quanto riguarda il nord, per lo sgombero della neve e dei detriti, e che quindi siano attività ritenute congrue e assolutamente rendicontabili.

PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo sugli ordini del giorno presentati?

ROBERTO MENIA, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, inizierò questa lunga lista di pareri sugli ordini del giorno con un parere contrario (uno dei pochi), non tanto perché non vi sia sensibilità verso il tema proposto, ma perché si chiede un impegno al Governo per un apposito stanziamento straordinario del Fondo di solidarietà su fatti del 2006 in provincia di Brescia, e dunque si tratta di un impegno che non sono grado di prendere. Il Governo, pertanto, non accetta l'ordine del giorno Caparini n. 9/2206/1.
Il Governo accetta l'ordine del giorno Foti n. 9/2206/2 che chiede limiti per non vanificare i principi di cui alla sentenza n. 335 del 2008 della Corte costituzionale; siamo, ovviamente, d'accordo, e quindi il è parere favorevole.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Mario Pepe (PD) n. 9/2206/3 sugli smottamenti in Campania, mentre accetta l'ordine del giorno Catanoso n. 9/2206/4, purché il dispositivo sia riformulato nel seguente modo: «impegna il Governo a verificare l'opportunità di adottare i provvedimenti (...)».
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Delfino n. 9/2206/5 a condizione che il dispositivo sia formulato nel senso di inserire dopo le parole: «garantire» le seguenti: «ove possibile».
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Cera n. 9/2206/6 purché il dispositivo sia riformulato nel seguente modo: «impegna il Governo ad adottare opportuni interventi al fine di ridurre gli sprechi (...)» (perché gli sprechi non è che si razionalizzano).
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Libè n. 9/2206/7, purché sia riformulato nel senso di sopprimere nel dispositivo le parole «a predisporre un sistema più celere per la restituzione agli utenti delle somme da rimborsare e» (quindi, l'impegno è «ad assumere ogni possibile attività...»), in quanto l'invenzione di un sistema di questo genere è difficile.
Il Governo accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Ruvolo n. 9/2206/8, Zacchera n.9/2206/9 e Tortoli n.9/2206/10. In quest'ultimo caso ero tentato di accettare l'ordine del giorno, ma ci sono limiti molto precisi, per cui viene accolto come raccomandazione, perché per aumentare il limite da 3.500 a 5.000 kg abbiamo bisogno di un maggior supporto tecnico.
Ciò che sostiene l'ordine del giorno è più che valido, però lo possiamo accogliere solo come raccomandazione. Il Governo accetta gli ordini del giorno Ghiglia n. 9/2206/11, essendo un lavoro che il Governo sta già attuando, e Stradella n. 9/2206/12, analogo all'ordine del giorno Viola n. 9/2206/38, purché il dispositivo di quest'ultimo sia riformulato nel senso di sostituire le parole: «impegna il Governo ad adottare», con le seguenti: «impegna il Governo a verificare la possibilità di adottare». Il Governo non accetta l'ordine del giorno Bonciani n. 9/2206/13 e accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Pili n. 9/2206/14 e Pizzolante n. 9/2206/15.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Garofalo n. 9/2206/16, Pag. 10purché nel primo capoverso delle premesse le parole: «comporta un dubbio» siano sostituite dalle seguenti: «potrebbe comportare un dubbio». Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Gibiino n. 9/2206/17, perché anche questo è un principio già previsto nella legge, nei principi generali. Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Cosenza n. 9/2206/18. Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Mondello n. 9/2206/19, purché il dispositivo sia riformulato nel senso di inserire dopo le parole: «verificare l'opportunità», le seguenti: «, nel rispetto dei principi di legge,», analogamente all'ordine del giorno n. 9/2206/40, che vedremo più avanti.
Il Governo accetta l'ordine del giorno Tassone n. 9/2206/20, mentre l'ordine del giorno Gioacchino Alfano n. 9/2206/21 mi risulta ritirato. Il Governo accetta l'ordine del giorno Nicola Molteni n. 9/2206/22, purché il dispositivo sia riformulato sostituendo le parole: «ad adottare gli opportuni provvedimenti volti ad» con le seguenti: «verificare la possibilità di adottare provvedimenti volti ad».
Il Governo accetta l'ordine del giorno Armosino n. 9/2206/23, mentre non accetta l'ordine del giorno Rosato n. 9/2206/24, perché prevede molte cose buone, ma altre sono scritte in maniera capziosa e di fatto nega il principio di solidarietà e i doveri di custodia.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Pini n. 9/2206/25, purché il dispositivo sia riformulato nel modo seguente: «impegna il Governo a vigilare sull'osservanza del principio di cui alla sentenza n. 335 del 2008 della Corte costituzionale, al fine di ottenere una congrua ed equa quantificazione di quanto non dovuto». Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Froner n. 9/2206/26, accetta l'ordine del giorno Togni n. 9/2206/27, mentre accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Motta n. 9/2206/28 e non accetta l'ordine del giorno Ginoble n. 9/2206/29.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Marchi n. 9/2206/30, purché il dispositivo sia riformulato nel senso di sostituire le parole: «impegna il Governo ad individuare», con le seguenti: «impegna il Governo a verificare la possibilità di individuare». Il Governo accetta l'ordine del giorno Realacci n. 9/2206/31 e non accetta l'ordine del giorno Esposito n. 9/2206/32.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Bratti n. 9/2206/33, purché il dispositivo sia riformulato nel modo seguente: «impegna il Governo a valutare l'opportunità che nell'ambito del contratto di transazione (...)». Il Governo accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Bocci n. 9/2206/34 e Braga n. 9/2206/35 e non accetta gli ordini del giorno Morassut n. 9/2206/36 e Mastromauro n. 9/2206/37.
Il Governo accetta l'ordine del giorno Viola n. 9/2206/38 a condizione che sia riformulato sostituendo, all'inizio del dispositivo, le parole: «ad adottare» con le seguenti: «a verificare la possibilità di adottare»; analogamente accetta l'ordine del giorno Mariani n. 9/2206/39, a condizione che siano sostituite all'inizio del dispositivo le parole: «a procedere» con le seguenti: «a valutare l'opportunità di procedere».
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Gatti n. 9/2206/40, con la stessa riformulazione che ho prima citato, ossia inserendo dopo le parole: «verificare l'opportunità» le seguenti: «nel rispetto dei principi di legge».
Il Governo non accetta gli ordini del giorno Iannuzzi n. 9/2206/41 e Margiotta n. 9/2206/42, accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno Oliverio n. 9/2206/43, Fiorio n. 9/2206/44 (in materia analoga a quella dell'ordine del giorno Cota n. 9/2206/47), Lovelli n. 9/2206/45 e Vannucci n. 9/2206/46.
L'ordine del giorno Cota n. 9/2206/47 espone principi condivisibili, ma richiama una pluralità di competenze, perché c'è una parte dedicata all'INPS, un'altra dedicata allo sviluppo economico; quindi, globalmente il parere può essere al massimo Pag. 11di accoglimento come raccomandazione, perché non sono in grado di accettarlo totalmente.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Compagnon n. 9/2206/48 sulle zone umide, non accetta gli ordini del giorno Cenni n. 9/2206/49, Martella n. 9/2206/50 e Marantelli n. 9/2206/51 e accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Giachetti n. 9/2206/52.
Il Governo accetta l'ordine del giorno Servodio n. 9/2206/53, non accetta l'ordine del giorno Lo Monte n. 9/2206/54, accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Latteri n. 9/2206/55 e non accetta l'ordine del giorno Sardelli n. 9/2206/56.
L'ordine del giorno Monai n. 9/2206/57 fa affermazioni abbastanza ovvie, perché è difficile che il Governo non voglia dare seguito alle norme nazionali e comunitarie; anche il richiamo svolto nell'illustrazione dell'ordine del giorno mi convince ad esprimere parere contrario perché di fatto ci sono affermazioni che stanno a dimostrare come tutto ciò che fa il Governo è sbagliato. Per tale motivo, pur affermando cose condivisibili, è chiaro lo spirito polemico dell'ordine del giorno e quindi il Governo non lo accetta.

PRESIDENTE. Quindi il parere sull'ordine del giorno Monai n. 9/2206/57 è contrario?

ROBERTO MENIA, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Sì, è contrario.
Il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Piffari n. 9/2206/58 e accetta l'ordine del giorno Rota n. 9/2206/59, a condizione che sia riformulato sostituendo nel secondo capoverso del dispositivo le parole: «ad intraprendere» con le seguenti: «verificare l'opportunità di intraprendere» ed eliminando l'ultima parte «prevedendo altresì incentivi ad enti pubblici...»: la previsione di incentivi infatti diventa troppo pesante da sostenere anche per le note ragioni finanziarie. Pertanto il Governo lo accetta se si elimina l'ultima parte.
Il Governo non accetta gli ordini del giorno Borghesi n. 9/2206/60 e Scilipoti n. 9/2206/61. L'ordine del giorno Germanà n. 9/2206/62 può essere accettato se è riformulato nel senso di chiedere al Governo di «prestare attenzione», non certo di «assegnare priorità» agli interventi in Sicilia, ovviamente in condizione di parità con le altre regioni. Non possiamo fare favoritismi, come è abbastanza evidente.
Il Governo, infine, accetta gli ordini del giorno Antonio Pepe n. 9/2206/63 e Peluffo n. 9/2206/64, il quale propone di chiarire una norma la cui lettura potrebbe essere equivoca.

Sull'ordine dei lavori (ore 15).

FABIO EVANGELISTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FABIO EVANGELISTI. Signor Presidente, credo che a nessuno in quest'Aula possa venire in mente di negare al gruppo dell'Italia dei Valori un ruolo di fieri oppositori ed antagonisti al Presidente Silvio Berlusconi; tuttavia, di fronte alla notizia della scomparsa della sorella, Maria Antonietta, vogliamo unirci al suo dolore, gli siamo umanamente vicini ed esprimiamo a lui e alla sua famiglia le più sentite condoglianze. Speriamo che sia il cordoglio di tutta l'Aula (Applausi).

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Evangelisti. Al Presidente del Consiglio va l'unanime cordoglio di tutta l'Assemblea e della Presidenza.

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame ordini del giorno - A.C. 2206)

PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno Caparini n. 9/2206/1.

Pag. 12

RAFFAELE VOLPI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RAFFAELE VOLPI. Signor Presidente, intervengo per apporre la mia firma all'ordine del giorno Caparini n. 9/2206/1 e per chiedere al Governo di riconsiderare la posizione che ha espresso su di esso in quanto tale ordine del giorno riguarda la provincia di Brescia che ha lo stesso valore di altre province che sono state considerate da questo Governo in maniera forte e più decisa (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).

PRESIDENTE. Chiedo se il presentatore insista per la votazione dell'ordine del giorno Caparini n. 9/2206/1, non accettato dal Governo.

DAVIDE CAPARINI. Signor Presidente, intervengo per chiedere al Governo di valutare una riformulazione in quanto, leggendo la parte dispositiva del mio ordine del giorno, effettivamente vi è un'ambiguità di fondo. Qui si tratta di soldi già stanziati in un Fondo apposito che non è stato poi completamente coperto; quindi, se il Governo proponesse una riformulazione che andasse nel senso del mio ordine del giorno, ovviamente faremo cosa buona e giusta.

PRESIDENTE. Onorevole sottosegretario, propone una riformulazione?

ROBERTO MENIA, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, va bene, abbiamo dunque appurato che il dispositivo era sbagliato perché in esso si prevedeva uno stanziamento nuovo e diverso. In questo caso, se si tratta semplicemente di verificare le possibilità di completare lo stanziamento già previsto, nulla quaestio, il Governo accetta l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Chiedo al presentatore se accetti la riformulazione dell'ordine del giorno Caparini n. 9/2206/1, accettato dal Governo, purché riformulato.

DAVIDE CAPARINI. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene. L'ordine del giorno Caparini n. 9/2206/1 è stato, dunque, accettato dal Governo, come riformulato.
Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Tommaso Foti n. 9/2206/2, accettato dal Governo.
Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Mario Pepe (PD) n. 9/2206/3, accolto dal Governo come raccomandazione.
Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Catanoso n. 9/2206/4, accettato dal Governo, purché riformulato.
Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dei rispettivi ordini del giorno Delfino n. 9/2206/5 e Cera n. 9/2206/6, accolti dal Governo come raccomandazione, purché riformulati.
Chiedo al presentatore se accetti la riformulazione dell'ordine del giorno Libè n. 9/2206/7, accolto dal Governo come raccomandazione, purché riformulato.

MAURO LIBÈ. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario per la disponibilità, ma purtroppo ha proposto di sopprimere la parte più importante dell'ordine del giorno, quella che va proprio ad incidere sul rimborso agli utenti. Lo capiamo, però, come specificavo ieri, si tratta degli utenti che non hanno usufruito del servizio di depurazione delle acque e che, dunque, presumibilmente, vivono nelle zone di maggiore difficoltà del Paese.
Chiedo, pertanto, al Governo di riconsiderare la sua posizione, altrimenti sono costretto a chiedere il voto.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del Pag. 13giorno Libè n. 9/2206/7, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 449
Votanti 448
Astenuti 1
Maggioranza 225
Hanno votato
209
Hanno votato
no 239).

Prendo atto che i deputati Realacci, Monai, Cimadoro, Schirru e Argentin hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto favorevole, che il deputato Allasia ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto contrario e che il deputato Brigandì ha segnalato che non è riuscito a votare.
Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dei rispettivi ordini del giorno Ruvolo n. 9/2206/8, Zacchera n. 9/2206/9 e Tortoli n. 9/2206/10, accolti dal Governo come raccomandazione.
Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Ghiglia n. 9/2206/11, accettato dal Governo.
Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Stradella n. 9/2206/12, accettato dal Governo, purché riformulato.
Passiamo all'ordine del giorno Bonciani n. 9/2206/13.

ROBERTO MENIA, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO MENIA, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, con riferimento all'ordine del giorno Bonciani n. 9/2206/13 devo correggere quanto detto, perché avevo espresso un parere contrario, ma non sull'intero dispositivo. Eliminerei le parole «a valutare l'opportunità di istituire una Commissione di studio...» perché al riguardo il parere del Governo è contrario, mentre sulla prima parte del dispositivo che impegna il Governo a «porre in essere iniziative necessarie affinché siano avviati al più presto i lavori di predisposizione del Piano», rilevo che ciò è già previsto dalla legge e, al riguardo, il parere è certamente favorevole. Quindi, accetto l'ordine del giorno, purché ci si fermi alla parola «Piano».

PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Bonciani accetta la riformulazione e non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/2206/13, accettato dal Governo purché riformulato.
Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dei rispettivi ordini del giorno Pili n. 9/2206/14 e Pizzolante n. 9/2206/15, accolti dal Governo come raccomandazione.
Prendo atto, altresì, che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Garofalo n. 9/2206/16, accolto dal Governo come raccomandazione, purché riformulato.
Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dei rispettivi ordini del giorno Gibiino n. 9/2206/17 e Cosenza n. 9/2206/18, accolti dal Governo come raccomandazione.
Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Mondello n. 9/2206/19, accolto dal Governo come raccomandazione, purché riformulato.
Prendo atto che l'onorevole Tassone non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/2206/20, accettato dal Governo.
Ricordo che l'ordine del giorno Gioacchino Alfano n. 9/2206/21 è stato ritirato.
Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Nicola Pag. 14Molteni n. 9/2206/22, accettato dal Governo, purché riformulato.
Prendo atto che l'onorevole Armosino non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/2206/23, accettato dal Governo.
Chiedo ai presentatori se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Rosato n. 9/2206/24, non accettato dal Governo.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, intervengo solo per ribadire il senso di questo ordine del giorno, che mi sembrava essere linea con quanto il Governo ha affermato in questa ed in altra sede: mi riferisco al principio per cui chi non ha inquinato non deve pagare. Noi chiediamo che questo principio venga affermato anche con il recepimento da parte del Governo dell'ordine del giorno in esame, in modo da dare anche un indirizzo nella predisposizione di tutti gli accordi di programma, evitando così che vengano impropriamente addebitati degli oneri ad aziende che si sono insediate dopo l'inquinamento, che non ne hanno alcuna responsabilità e che conseguentemente non possono sopportarne i costi.

PRESIDENTE. Prendo dunque atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Rosato n. 9/2206/24, non accettato dal Governo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Rosato n. 9/2206/24, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti e votanti 464
Maggioranza 233
Hanno votato
216
Hanno votato
no 248).

Prendo atto che la deputata Ferranti ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole.
Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Pini n. 9/2206/25, accolto dal Governo come raccomandazione, purché riformulato.
Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Froner n. 9/2206/26, accolto dal Governo come raccomandazione.
Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Togni n. 9/2206/27, accettato dal Governo. Prendo atto, inoltre, che l'onorevole Motta non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/2206/28, accolto dal Governo come raccomandazione.
Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Ginoble n. 9/2206/29, non accettato dal Governo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Ginoble n. 9/2206/29, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti e votanti 468
Maggioranza 235
Hanno votato
219
Hanno votato
no 249).

Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Marchi n. 9/2206/30, accolto dal Governo come raccomandazione, purché riformulato.
Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Realacci n. 9/2206/31, accettato dal Governo. Prendo atto, altresì, che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Esposito n. 9/2206/32, non accettato dal Governo.
Passiamo ai voti. Pag. 15
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Esposito n. 9/2206/32, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 461
Votanti 460
Astenuti 1
Maggioranza 231
Hanno votato
213
Hanno votato
no 247).

Prendo atto che il deputato Tocci ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole.
Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Bratti n. 9/2206/33, accolto dal Governo come raccomandazione, purché riformulato.
Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dei rispettivi ordini del giorno Bocci n. 9/2206/34 e Braga n. 9/2206/35, accolti dal Governo come raccomandazione. Prendo atto, inoltre, che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Morassut n. 9/2206/36, non accettato dal Governo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Morassut n. 9/2206/36, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti e votanti 459
Maggioranza 230
Hanno votato
214
Hanno votato
no 245).

Prendo atto che i deputati Cesare Marini e Samperi hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto favorevole e che i deputati Moles e Marinello hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario.
Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Mastromauro n. 9/2206/37, non accettato dal Governo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Mastromauro n. 9/2206/37, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 465
Votanti 464
Astenuti 1
Maggioranza 233
Hanno votato
219
Hanno votato
no 245).

Prendo atto che i deputati Vico e Cesare Marini hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto favorevole.

FURIO COLOMBO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FURIO COLOMBO. Signor Presidente, devo pregarla - come ho fatto ieri, per fortuna con successo, con il suo collega, il Vicepresidente Buttiglione - di decidere, quando crede e vuole, di tenere aperta la votazione per un minuto. C'è un fiorire di tripli e quadrupli voti (Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania): è indecoroso ed umiliante per la stragrande maggioranza! Dite sempre che avete vinto: vincete con le nostre vostre armi, ma non truffando!

PRESIDENTE. Onorevoli, ognuno voti per sé: sono gli ultimi «scampoli di libertà». Mi raccomando. Pag. 16
Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dei rispettivi ordini del giorno Viola n. 9/2206/38 e Mariani n. 9/2206/39, accettati dal Governo, purché riformulati.
Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Gatti n. 9/2206/40, accolto dal Governo come raccomandazione, purché riformulato.
Chiedo se i presentatori insistano per la votazione dell'ordine del giorno Iannuzzi n. 9/2206/41, non accettato dal Governo.

ALESSANDRO BRATTI. Sì, signor Presidente e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO BRATTI. Signor Presidente, è abbastanza strano che il Governo si rifiuti di dare corso alla richiesta contenuta nell'ordine del giorno Iannuzzi n. 9/2206/41, che mi sembra assolutamente pertinente, anche perché credo che, attraverso la presentazione di strumenti di sindacato ispettivo, si riuscirebbero comunque ad avere questi dati.
Considerato che ieri abbiamo discusso che si stanno investendo milioni di euro da parte del Ministero o comunque del Governo e che, in qualche modo, anche in alcuni siti di interesse nazionale aziende private hanno investito numerosi proventi per bonificare e considerato anche che mettiamo in atto un'operazione transattiva, ritengo che sia un diritto di questo e dell'altro ramo del Parlamento sapere come sono stati spesi questi soldi. Mi sembrava una richiesta assolutamente normale.
Per questo motivo insistiamo per la votazione dell'ordine del giorno Iannuzzi n. 9/2206/41, che ci sembra veramente strano che il Governo non abbia accettato.

PRESIDENTE. Il Governo conferma il proprio parere?

ROBERTO MENIA, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, confermo il parere del Governo, perché ritengo che l'ordine del giorno in esame contenga un appesantimento di lavoro per un Ministero che ha già tante questioni operativamente più gravi da affrontare. È evidente che, a proposito della trasparenza...

ALESSANDRO BRATTI. È un atto di trasparenza!

ROBERTO MENIA, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Non c'è dubbio!

PRESIDENTE. Sottosegretario Menia, non dialoghi con il deputato.

ROBERTO MENIA, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Non c'è dubbio che non vi sia alcuna volontà di non mantenere rigore e trasparenza ed è evidente che, sotto il profilo del sindacato ispettivo e in qualsiasi altro modo, sarà possibile andare ad indagare caso per caso e luogo per luogo. È chiaro che chiedere al Parlamento una relazione relativa a tutti i siti di interesse nazionale e su tutte le attività di bonifica è un appesantimento di lavoro grave: penso vi siano urgenze di maggior rilievo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Iannuzzi. Ne ha facoltà.

TINO IANNUZZI. Signor Presidente, l'atteggiamento del Governo è francamente incomprensibile. Avete scritto e voluto una norma per attribuire in capo al Governo il potere di definire una transazione globale per tutti i rapporti giuridici facenti capo alle imprese pubbliche e private che sono interessate da lavori e da interventi di bonifica e di messa in sicurezza dei siti di interesse nazionale. È evidente che al Ministero spetterà il monitoraggio, ai fini dell'applicazione di questa norma, di tutte le operazioni legate ai vari aspetti economici, agli investimenti che sono stati compiuti, alle risorse complessivamente impiegate ed ai risultati raggiunti. Pag. 17
Non si comprende perché di tutta questa attività, di cui il Ministero deve necessariamente farsi carico (per applicare la norma e realizzare la transazione) e che il Ministero stesso deve proporre come schema a regioni, province e comuni interessati, il Parlamento debba essere tenuto all'oscuro. È francamente ingiustificato ed incomprensibile e per questo motivo insistiamo per la votazione dell'ordine del giorno Iannuzzi n. 9/2206/41 (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Iannuzzi n. 9/2206/41, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 464
Votanti 461
Astenuti 3
Maggioranza 231
Hanno votato
214
Hanno votato
no 247).

Prendo atto che il deputato Paladini ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole.
Chiedo se i presentatori insistano per la votazione dell'ordine del giorno Margiotta n. 9/2206/42, non accettato dal Governo. Onorevole Margiotta, ha troppi microfoni: è di buon auspicio per lei.

SALVATORE MARGIOTTA. Signor Presidente, il parere del Governo sul mio ordine del giorno lascia molto...

ROBERTO MENIA, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Margiotta, il Governo ha già letto nelle sue parole e nelle sue intenzioni e la anticipa. Signor sottosegretario, ne ha facoltà.

ROBERTO MENIA, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, anticipo l'intervento dell'onorevole Margiotta perché nell'esprimere i pareri ho lavorato sul materiale che avevo scaricato da Internet e avevo il parere contrario della pagina precedente, che si riferiva all'ordine del giorno precedente.
Il fatto che il Governo agisca in tempi rapidi mi pare evidente (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico). Quindi, era un parere contrario incomprensibile, ma era tale semplicemente perché avevo letto la pagina sbagliata.

PRESIDENTE. Quindi, il Governo accetta l'ordine del giorno Margiotta n. 9/2206/42. Onorevole Margiotta, vede non ha solo due microfoni, ma anche un parere favorevole immediato da parte del Governo.
Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Margiotta n. 9/2206/42, accettato dal Governo.
Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Oliverio n. 9/2206/43, accolto dal Governo come raccomandazione.
Chiedo se i presentatori insistano per la votazione dell'ordine del giorno Fiorio n. 9/2206/44, accolto dal Governo come raccomandazione.

MASSIMO FIORIO. Signor Presidente, siamo già intervenuti ieri in merito a quest'ordine del giorno, che è il frutto della trasformazione di un emendamento che è stato dichiarato inammissibile dalla Presidenza. Su quest'ordine del giorno, crediamo che occorra una parola di chiarezza, anche perché sulla medesima questione, in merito a questo provvedimento, al Senato si era potuto discutere. In questa Aula, è stata eliminata la possibilità di tornare sulla questione e, quindi, di conoscere realmente il parere del Governo. Sappiamo che a seguire vi sono ordini del giorno sulla medesima questione.
Anche rispetto agli impegni che i vari parlamentari hanno assunto sul territorio, Pag. 18per arrivare ad un percorso definitivo rispetto ad aziende che aspettano le risorse per proseguire negli investimenti che hanno fatto, che erano stati aperti dalla legge n. 17 del 2007, chiediamo una parola di chiarezza sulla questione e, quindi, di mettere ai voti quest'ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Esposito. Ne ha facoltà.

STEFANO ESPOSITO. Signor Presidente, l'ho già fatto in sede di illustrazione. Rivolgo veramente un appello ai parlamentari piemontesi su questo ordine del giorno, perché la questione riguarda più di cento aziende della regione Piemonte. Mi auguro che i parlamentari piemontesi, almeno su un ordine del giorno, sostengano la battaglia di questo territorio, almeno per una volta.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Fiorio n. 9/2206/44, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 468
Votanti 467
Astenuti 1
Maggioranza 234
Hanno votato
227
Hanno votato
no 240).

Chiedo se i presentatori insistano per la votazione dell'ordine del giorno Lovelli n. 9/2206/45, accolto dal Governo come raccomandazione.

MARIO LOVELLI. Signor Presidente, prendo atto che il Governo ha accolto come raccomandazione questo ordine del giorno, anche se mi sarei aspettato un'accettazione piena. Infatti, su questo argomento, come il sottosegretario sa, è all'opera un tavolo istituzionale, coordinato dal prefetto di Alessandria, cui partecipano il comune di Serravalle Scrivia, la regione Piemonte e la provincia di Alessandria.
Sarebbe stato più logico accettare l'ordine del giorno, perché ciò avrebbe favorito l'attività di questo tavolo. Comunque, non chiedo la votazione, perché, dato l'impegno espresso dal Governo, seguiremo passo passo gli interventi del Governo su questa materia (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Vannucci n. 9/2206/46, accolto dal Governo come raccomandazione.
Chiedo se i presentatori insistano per la votazione dell'ordine del giorno Cota n. 9/2206/47, accolto dal Governo come raccomandazione.

AGOSTINO GHIGLIA. Signor Presidente, intervengo come cofirmatario dell'ordine del giorno Cota n. 9/2206/47, che è analogo a quello illustrato poco fa dall'onorevole Fiorio, che era stato accettato dal Governo, avendo i presentatori rifiutato l'accoglimento come raccomandazione. Non credo che i parlamentari possano assumere impegni sul territorio irresponsabilmente nel momento in cui non sanno che impegni assumono. Il compito del parlamentare, caro collega, non è quello di fare promesse che non si possono mantenere, anche se sono nel nostro bacino elettorale. È troppo facile fare così. È troppo semplice prendere impegni con i soldi degli altri.
È per questo che io, per coerenza, mi ritengo soddisfatto dell'accoglimento come raccomandazione da parte del Governo dell'ordine del giorno Cota n. 9/2206/47, come avvenuto per l'ordine del giorno Fiorio n. 9/2206/44 sul quale ho votato contro, in quanto il Governo assume l'impegno, nell'ambito dei fondi disponibili e Pag. 19delle priorità d'azione, a dare date certe per il finanziamento alle aziende che non hanno avuto un ristoro.

STEFANO ESPOSITO. I soldi c'erano, ma glieli avete tolti!

PRESIDENTE. Per prima cosa dobbiamo chiedere all'onorevole Togni, se insista per la votazione dell'ordine del giorno Cota n. 9/2206/47, accolto dal Governo come raccomandazione.

RENATO WALTER TOGNI. Signor Presidente, non insistiamo per la votazione per un semplice motivo: capiamo che si tratta di materia difficile e che il Ministero dell'ambiente non può prendere autonomamente una decisione in questo caso. È solo ed esclusivamente per questo che accettiamo la raccomandazione.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Cota n. 9/2206/47, accolto dal Governo come raccomandazione.

MASSIMO FIORIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MASSIMO FIORIO. Signor Presidente, non ho capito l'intervento dell'onorevole Ghiglia in proposito, anche perché spettava all'onorevole Togni dire cosa fare sull'ordine del giorno proposto.
Non è che si promettano risorse ad un territorio cui non spettano; in questo caso si tratta di risorse distolte in modo illegittimo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Chiedo davvero, rispetto agli impegni che state prendendo in Piemonte, in occasioni pubbliche...

PRESIDENTE. La prego di concludere.

MASSIMO FIORIO. ...che diciate cosa volete fare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Chiedo se il presentatore insista per la votazione dell'ordine del giorno Compagnon n. 9/2206/48, accolto dal Governo come raccomandazione.

ANGELO COMPAGNON. Signor Presidente, mi aspettavo che questo ordine del giorno fosse accettato, e non solo accolto come raccomandazione, perché, per quanto riguarda l'ecosistema, si parla sempre di surriscaldamento dell'atmosfera, dello scioglimento dei ghiacci, di desertificazione, ma si parla poco delle zone umide, tenendo conto che queste svolgono un'azione da regolatori per molti fenomeni e che sono anche una sorta di depuratori e costituiscono uno degli habitat più importanti per la biodiversità.
Se pensiamo che in Italia ce n'erano all'inizio 3 milioni circa di ettari e oggi sono ridotte a soli 300 mila ettari, con una percentuale dello 0,2 per cento che sopravvive, tenendo anche conto che, effettivamente, sono una sorta di meta preferita per discariche abusive e quant'altro, chiedendo, come ho chiesto nel dispositivo, di adottare urgenti provvedimenti affinché queste zone siano tutelate, mi aspettavo, come dicevo, l'accettazione da parte del Governo.
Però, rendendomi conto anche delle difficoltà, accetto l'accoglimento come raccomandazione e non insisto per la votazione, perché confido nella sensibilità e nella serietà del sottosegretario Menia, che conosco, affinché effettivamente, essendo questo un impegno che non comporta costi, si faccia veramente tutto il possibile affinché le zone umide vengano tutelate veramente e non diventino ricettacolo di discariche abusive.

PRESIDENTE. Sta bene. Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Compagnon n. 9/2206/48, accolto dal Governo come raccomandazione.

ALESSANDRO BRATTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Bratti, non posso darle la parola per dichiarazione di Pag. 20voto, perché il presentatore non insiste per la votazione.

ALESSANDRO BRATTI. Signor Presidente, intendo sottoscrivere questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Tutti coloro che vogliono sottoscrivere questo ordine del giorno potranno farlo comunicandolo agli uffici.
Chiedo se i presentatori insistano per la votazione dell'ordine del giorno Cenni n. 9/2206/49, non accettato dal Governo.

SUSANNA CENNI. Signor sottosegretario, è vero che questi mesi sono stati caratterizzati da abbondanti piogge, ma è anche vero che il fatto che siamo di fronte a profondi mutamenti climatici e che l'uso corretto, il risparmio, il riuso dell'acqua, anche a fini agricoli, rappresenti un assoluto elemento di indispensabilità, credo sia assodato.
Non comprendo, quindi, come un ordine del giorno che chiede un impegno al Governo per approfondimenti, per la creazione di competenze e per la promozione di buone pratiche in agricoltura possa ricevere un parere negativo. Vorrei una spiegazione.

PRESIDENTE. Prendo atto che il Governo non cambia il parere.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Cenni n. 9/2206/49, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 470
Votanti 469
Astenuti 1
Maggioranza 235
Hanno votato
221
Hanno votato
no 248).

Prendo atto che il deputato Bosi ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole.
Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dei successivi ordini del giorno Martella n. 9/2206/50, e Marantelli n. 9/2206/51 non accettati dal Governo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Martella n. 9/2206/50, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti e votanti 463
Maggioranza 232
Hanno votato
222
Hanno votato
no 241).

Prendo atto che il deputato Dell'Elce ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Marantelli n. 9/2206/51, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti e votanti 476
Maggioranza 239
Hanno votato
227
Hanno votato
no 249).

Prendo atto che i deputati Dell'Elce, Beccalossi e Nola hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario.
Chiedo ai presentatori se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Giachetti n. 9/2206/52, accolto come raccomandazione dal Governo.

ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, vorrei utilizzare l'occasione dell'ordine Pag. 21del giorno in esame per una valutazione sul merito di esso e magari, lei mi consentirà, anche per rispondere all'onorevole Ghiglia, che ci ha impartito una dotta lezione su quale sia il ruolo del parlamentare, che noi ovviamente non possiamo che raccogliere e cercare di utilizzare per operare al meglio. Vorrei anche ricordare all'onorevole Ghiglia che uno dei punti sui quali «prende in castagna» il collega Fiorio è che avrebbe proposto un documento nel quale si propongono di fare delle cose impossibili nella regione Piemonte: detto da un rappresentante di un partito che ha fatto la campagna elettorale sull'intero territorio nazionale promettendo di tutto e di più, ovviamente senza poi realizzarlo, per due campagne elettorali, è veramente singolare.
Detto questo, vorrei anche esprimere, signor Presidente, una mia opinione sul tema dell'accoglimento come raccomandazione. Lo dico perché, anche se il sottosegretario è impegnato in altre discussioni, vi è un problema che a mio avviso si pone in proposito (è una mia personalissima opinione, che non coinvolge il mio gruppo) e che dovrà essere affrontato. Siamo infatti addirittura arrivati ad un parere espresso dal Governo di accoglimento come raccomandazione se il testo viene riformulato, che a mio avviso è ancora più risibile.
Nella fattispecie penso che di fronte ad alcuni documenti il Governo dovrebbe dire se è favorevole a degli impegni (che comunque sono degli impegni relativi perché non sono emendamenti, ma indirizzi che si danno al Governo), oppure no. L'ordine del giorno in esame prevede sostanzialmente nell'impegno una specificazione di verifica dell'effettiva attuazione di una sentenza della Corte costituzionale. Signor Presidente, che senso ha il parere espresso dal Governo? Il Governo ovviamente non può dire di no, perché non può dire che non rispetta una sentenza della Corte costituzionale; però non dice neanche di sì, perché forse rispettarla fino in fondo comporta prendere delle decisioni conseguenti. Ma che senso ha, su una cosa del genere, su un ordine del giorno che nell'impegno contiene ciò, dire: non accetto l'ordine del giorno se non come raccomandazione? Francamente non lo capisco.
Questa è la ragione per la quale, su una materia come questa, e soprattutto su un dispositivo che non chiede altro che il rispetto di una sentenza della Corte costituzionale, francamente chiedo che venga messo ai voti.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Giachetti n. 9/2206/52, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti e votanti 463
Maggioranza 232
Hanno votato
219
Hanno votato
no 244).

Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Servodio n. 9/2206/53, accettato dal Governo.

ANITA DI GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANITA DI GIUSEPPE. Prendo la parola solo per chiedere di sottoscrivere l'ordine del giorno in esame, perché ritengo sia fondamentale che la promozione della sensibilità ambientale passi anche attraverso la promozione e la conoscenza dei nostri prodotti agroalimentari.

PRESIDENTE. Sta bene. Chi vuole sottoscrivere l'ordine del giorno in esame lo può fare al banco della Presidenza. Pag. 22
Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Lo Monte n. 9/2206/54, non accettato dal Governo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Lo Monte n. 9/2206/54, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 468
Votanti 467
Astenuti 1
Maggioranza 234
Hanno votato
226
Hanno votato
no 241).

Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Latteri n. 9/2206/55, accolto come raccomandazione dal Governo.
Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Sardelli n. 9/2206/56, non accettato dal Governo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Sardelli n. 9/2206/56, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti e votanti 466
Maggioranza 234
Hanno votato
226
Hanno votato
no 240).

Prendo atto che il deputato Bernardo ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario.
Chiedo al presentatore se insista per la votazione dell'ordine del giorno Monai n. 9/2206/57, non accettato dal Governo.

CARLO MONAI. Signor Presidente, prendo solo atto che il Governo intende continuare a legiferare con proroghe e deroghe e con normative confuse, come sta facendo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Monai n. 9/2206/57, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 468
Votanti 466
Astenuti 2
Maggioranza 234
Hanno votato
216
Hanno votato
no 250).

Prendo atto che il deputato Duilio ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole.
Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Piffari n. 9/2206/58, accolto come raccomandazione dal Governo.
Prendo atto che il presentatore dell'ordine del giorno Rota n. 9/2206/59 accetta la riformulazione proposta dal Governo e non insiste per la votazione dell'ordine del giorno accettato dal Governo.
Chiedo al presentatore se insista per la votazione dell'ordine del giorno Borghesi n. 9/2206/60, non accettato dal Governo.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, presso le Commissioni riunite bilancio e finanze stiamo esaminando le norme sul federalismo fiscale e stiamo sollevando un problema che riguarda la semplificazione dei centri di spesa nel nostro Paese. Pag. 23
Il Ministro Calderoli ci dice che sta per depositare il nuovo provvedimento sul codice delle autonomie, ma sono costernato dal fatto che il Governo non accetti un ordine del giorno con il quale si chiede, in sostanza, di valutare uno di questi livelli - ossia gli ATO - per quanto riguarda il servizio idrico integrato, i quali hanno dato prova negativa, considerato che dappertutto le tariffe a carico dei cittadini sono aumentate, spesso perché esse incorporano una quota di costi non dovuti a reali operazioni o attività operative, bensì legati alla fascia politica che deve essere sostenuta con le tariffe medesime. Sono semplicemente costernato e chiedo che il mio ordine del giorno n. 9/2206/60 venga posto in votazione.

PRESIDENTE. Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Borghesi n. 9/2206/60, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 466
Votanti 459
Astenuti 7
Maggioranza 230
Hanno votato
36
Hanno votato
no 423).

Prendo atto che la deputata Villecco Calipari ha segnalato che non è riuscita a votare e che la deputata D'Antona ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole.
Chiedo se il presentatore insista per la votazione dell'ordine del giorno Scilipoti n. 9/2206/61, non accettato dal Governo.

DOMENICO SCILIPOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è importante compiere una riflessione su questo ordine del giorno (non solo su questo ma su tutti gli ordini del giorno presentati, perché ognuno di essi contiene qualcosa e sicuramente contribuisce ad arricchire e a far sì che il testo possa migliorare nell'interesse della collettività), perché esso guarda caso - e mi riferisco in modo particolare a coloro che sono rappresentanti ed eletti nelle circoscrizioni del nord - segnala e vuole portare alla riflessione il fatto che esistono alcune città nel nord nelle quali l'atto di depurazione delle acque viene pagato cento volte di più che in altre città.
Questo ordine del giorno, cari amici e colleghi parlamentari del nord, fa riflettere solo ed esclusivamente sulla possibilità di rivedere i meccanismi della spesa del cittadino ed afferma che esiste una grande iniquità tra ciò che si paga al sud e ciò che si paga al nord.
Riguardo ai centri di depurazione dell'acqua, infatti, al nord vi sono città che pagano una immensa quantità di denaro (pari al 100 per cento in più), e questo ordine del giorno non sostiene altro che di rivedere la posizione del Governo per tutelare quanto meno questa cittadinanza che in questo momento che sta pagando una cifra che è fuori della normalità (Commenti di deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)!
Questo ordine del giorno afferma un'altra cosa importante, e cioè che vi sono cittadini in Italia che pagano la depurazione dell'acqua ma che non hanno il servizio: c'è gente che paga per non avere un servizio da parte del comune e di coloro i quali dovrebbero far sì che queste prime necessità funzionassero!
Questo ordine del giorno, cari colleghi e caro sottosegretario rappresentante del Governo (che ci auguriamo nel brevissimo tempo diventi Ministro per la sua grande capacità, sotto questo profilo, di lavorare seriamente e concretamente ed anche di ascoltare le parole che provengono dai banchi dell'opposizione), afferma - lo ripeto per la seconda volta - che vi sono cittadini che non usufruiscono del servizio, i quali non dovrebbero pagare, in attesa che il servizio venga attuato. Diamo dunque un suggerimento al Governo nel senso di rivedere la propria posizione su tale Pag. 24argomento. Questo ordine del giorno non vuole essere né critico né offensivo, bensì vuole essere un contributo per migliorare e per tutelare gli interessi dei cittadini, in modo particolare gli interessi dei cittadini che vivono al nord e che in questo momento stanno pagando di più!
Non accettando l'ordine del giorno, il Governo si priva della possibilità di rivedere la propria posizione (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Scilipoti n. 9/2206/61, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazionia ).

(Presenti 464
Votanti 296
Astenuti 168
Maggioranza 149
Hanno votato
34
Hanno votato
no 262).

Prendo atto che i deputati D'Antona, Cimadoro, Favia e Cambursano hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto favorevole.
Prendo atto che i deputati Villecco Calipari, Colombo e D'Incecco hanno segnalato che avrebbero voluto astenersi.
Prendo atto che il deputato Ruvolo ha segnalato che non è riuscito a votare.
Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Germanà n. 9/2206/62, accettato dal Governo, purché riformulato.
Prendo atto che l'onorevole Antonio Pepe non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/2206/63, accettato dal Governo.
Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Peluffo n. 9/2206/64, accettato dal Governo.
È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.

(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2206)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Margiotta. Ne ha facoltà (Commenti). Onorevole Margiotta, vedo che ha un consenso unanime. Prego, svolga il suo intervento.

SALVATORE MARGIOTTA. Signor Presidente, sarò sintetico, ma alcune questioni vanno assolutamente rimarcate. Preannuncio il voto contrario del Partito Democratico su questo provvedimento. La contrarietà del nostro gruppo rinviene da motivazioni di metodo e di merito.
Partiamo dalle motivazioni di metodo. Si tratta, ancora una volta, di un decreto-legge. Si procede, dunque, attraverso norme d'urgenza anche su una materia assolutamente delicata ed importante, quale quella oggetto del decreto-legge in discussione, che meriterebbe ben altro approfondimento. Vorrei aggiungere che, in questo caso, in questo ramo del Parlamento, cioè alla Camera, abbiamo affrontato la discussione con una blindatura totale del provvedimento medesimo. Sia Commissione sia in Aula, non abbiamo potuto vedere accolta nessuna delle nostre proposte emendative, tutte proposte di merito e migliorative, assolutamente non ostruzionistiche. Siamo ad una sorta di monocameralismo coatto a senso alternato. È l'ennesimo episodio nel quale in una sola delle due Camere è possibile discutere, cambiare ed emendare il provvedimento, mentre all'altra viene lasciato semplicemente il compito di ratifica. Una lavora, l'altra ratifica. Vorrei dire che è quasi un atto di facciata, senza alcuna possibilità che i nostri emendamenti siano accolti. Il Governo ha inteso il lavoro alla Camera allo stesso modo: infatti, devo prendere atto che, da lunedì ad oggi, non è mai stato presente, neanche per un minuto, il Ministro dell'ambiente e della Pag. 25tutela del territorio e del mare. Si tratta di un'altra disattenzione ai nostri lavori, che pure voglio rimarcare.
Vi sono, poi, motivazioni di merito, che giustificano la nostra contrarietà al provvedimento in oggetto. Alcune sono di tipo generale. Un provvedimento partito da 9 articoli e giunto a 23 articoli, attraverso la giustapposizione di argomenti tra loro assolutamente differenti, è diventato una sorta di provvedimento omnibus, nel quale sono presenti temi che vanno dal danno ambientale, alla Protezione civile, dalle discariche, al nucleare, addirittura. È emerso un testo confuso, frammentario, di difficile applicabilità, a volte, persino schematicamente scorretto. Il collega Bratti, solo ieri, faceva notare che, per esempio, all'articolo 8-ter si parla di «caratteristiche ambientali» delle rocce: una terminologia assolutamente non in grado di definire un'entità chiara, netta e precisa; oppure, viene usato il termine «idrologia» al posto di «idrogeologia»: l'idrologia, in ingegneria idraulica, è tutt'altra cosa rispetto all'idrogeologia.
È l'ennesimo decreto-legge che interviene sulla materia. L'anno scorso, ne erano già stati approvati i tre: il decreto-legge n. 90, il n. 112 ed il n. 172, che sono intervenuti sul cosiddetto codice ambientale (il decreto legislativo n. 152 del 2006), in modo episodico e non in modo ampio, corretto e completo.
Un ulteriore aspetto negativo consiste nel fatto che si tratta di un decreto-legge che contiene tutta una serie di richiami ad ulteriori decreti attuativi da emanare. Si produce, così, una sorta di paradosso: un decreto-legge in cui alcuni articoli sono giustificati dalla mancanza di decreti attuativi che prevede, a sua volta, l'emanazione di ulteriori decreti attuativi, sommando così, inevitabilmente, ritardo al ritardo.
C'è poi un'imposizione centralista, un certo fastidio rispetto alle competenze delle regioni, ieri ne abbiamo parlato a lungo. Viene mortificato il ruolo delle regioni sul danno ambientale in relazione ai piani di gestione dell'autorità di bacino e persino sulla protezione civile.
Ancora nel merito, tutte le nostre proposte emendative sono state bocciate, anche quelle su cui era chiaro che ci sarebbe stata condivisione da parte del Governo e della stessa maggioranza. Erano tutte proposte che si proponevano di migliorare questo provvedimento: all'articolo 1, relativo alla proroga, non essendo stato emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri relativo alle autorità di bacino distrettuali, chiedevamo che le regioni avessero competenza nel riordino degli stessi, nei piani di gestione e nel coordinamento del lavoro.
A proposito del danno ambientale, ieri abbiamo discusso a lungo - per un paio d'ore, senza intenti ostruzionistici - sull'emendamento Mariani 2.6, che chiedeva semplicemente che sul danno ambientale gli schemi di contratto transattivo non fossero solo comunicati alle regioni, ma che fossero redatti d'intesa con le regioni medesime. Oggi abbiamo approvato un ordine del giorno sul quale ieri è stato raggiunto un accordo con il relatore, con la maggioranza e anche con il Governo: speriamo, però, che questo ordine del giorno si traduca in atti concreti.
Sempre con riferimento all'articolo 2, chiedevamo di far valere un principio incontrovertibile e cioè che gli introiti derivanti da queste transazioni non andassero a far cassa indistinta per essere poi utilizzati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in qualsiasi modo, ma che invece rimanessero nel territorio nel quale i danni erano stati determinati e fossero spesi esattamente per ristorare tali danni ambientali.
In conclusione, l'ultima proposta emendativa della quale abbiamo discusso molto e che oggi ho visto è stata ripresa anche da ordini del giorno a firma degli stessi parlamentari di maggioranza - oltre che a firma nostra - è quella relativa alla protezione civile. Con essa chiedevamo che fosse ricostituito il Fondo Stato-regioni sul dissesto idrogeologico, considerando anche che la legge finanziaria ha previsto addirittura un taglio pari al 50 per cento del Fondo di protezione civile, che è passato da 540 a 270 milioni di euro. Abbiamo già Pag. 26avuto modo di precisare ieri che non si può rispondere a queste nostre richieste solo allargando le braccia e dicendo che non ci sono soldi, perché il Governo deve scegliere le priorità e deve sapere che non si possono tagliare i fondi sulla protezione civile, esattamente come - lo ha ricordato autorevolmente il Presidente Napolitano qualche giorno fa - non si possono tagliare i fondi sulla scuola, sulla ricerca, sull'innovazione e sulla formazione.
Per tutti i motivi che ho illustrato, pur non esaminando ulteriormente le negatività contenute in altri articoli, il nostro voto, il voto del gruppo del Partito Democratico, non può che essere contrario per metodo e per merito. Rimane un'amarezza: quella di non aver potuto sviluppare appieno il nostro lavoro, di non aver potuto svolgere il nostro compito di parlamentari così come esso va svolto, cioè contribuendo alla scrittura di una legge migliore. Avete privato non noi, ma il Paese del diritto di avere una legge migliore (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Iannaccone. Ne ha facoltà.

ARTURO IANNACCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor sottosegretario, il Movimento per l'Autonomia voterà a favore del decreto-legge recante misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente. Si tratta di un provvedimento importante che ribadisce l'impegno del Governo a favore della tutela dell'ambiente e della soluzione di problemi annosi.
A tal proposito, vorrei ricordare i risultati positivi che ha ottenuto questo Governo per la soluzione dell'emergenza rifiuti in Campania, che è costata al nostro Paese la vetrina negativa a livello internazionale. Allo stesso modo, vorrei ricordare la mozione per lo sviluppo ecosostenibile che è stata approvata di recente da quest'Assemblea con il concorso quasi unanime di tutti i gruppi parlamentari e che ha visto il Governo parte attiva, affinché si arrivasse ad una risoluzione quanto più unitaria possibile.
Ci piace sottolineare, insieme a tutte le altre, le norme dirette a incentivare scelte virtuose in campo ambientale, a ridurre l'utilizzo di carta da parte delle pubbliche amministrazioni, le norme volte a compensare i territori che ospitano siti nucleari, a promuovere progetti di educazione ambientale e i mercati dell'usato, ad incrementare l'energia elettrica da produrre con fonti rinnovabili. Inoltre, in questo decreto-legge sono previsti fondi - e noi condividiamo quanto è stato deciso - per la messa in sicurezza di quelle aree che sono state interessate dai più recenti fatti alluvionali e dagli eventi sismici. Inoltre, si dà un impulso a importanti interventi di bonifica, di cui hanno bisogno particolare alcuni territori. Per queste ragioni, signor Presidente, il Movimento per l'Autonomia voterà a favore di questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Movimento per l'Autonomia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Piffari. Ne ha facoltà.

SERGIO MICHELE PIFFARI. Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto contrario dell'Italia dei Valori su questo decreto-legge. Intanto, come più volte abbiamo rimarcato in questi due giorni di discussione, le motivazioni per le quali si arriva a parlare di emergenza risiedono nel fatto che, guardando nel concreto, a febbraio già non abbiamo più le risorse per eventi calamitosi come quelli che si sono verificati in Calabria (e siamo solo all'inizio dell'anno). Tuttavia, questa è un'emergenza: di risorse nel bilancio dello Stato, all'inizio dell'anno, non ce n'erano ed è quindi giusto recuperarle. Oltre a ciò, abbiamo trovato la necessità di prorogare o derogare ad alcuni interventi di applicazione di norme ben precise che tendono, naturalmente, a rendere più semplice il sistema per la gestione del territorio, a vantaggio di cittadini e imprese e degli stessi enti che devono intervenire e, nello stesso tempo, abbiamo aggravato i costi. In Pag. 27questo modo, non riusciamo mai a fare economia né a far fronte alla necessità di ridurre, in modo forte, le autorità che intervengono nella gestione del territorio, in specie sugli assetti e i fenomeni idrogeologici che causano le necessità di interventi continui. Si tratta di norme che anche la Comunità europea ha richiamato ormai già da dieci anni. Detto questo, siamo, però, riusciti, in questi sessanta giorni, a infilare nel decreto-legge in esame di tutto e di più: da otto gli articoli sono diventati ventitré e vi abbiamo messo dentro di tutto, anche un intervento sull'interpretazione del disturbo sonoro, con la necessità, quindi, di chiarire la questione della tolleranza a fronte di una normativa che, in materia di pianificazione, già c'è ed è chiara. Vi abbiamo inserito gli articoli sul risparmio della carta negli enti pubblici e tuttavia rifiutiamo di trasmettere gli atti agli enti interessati, gli enti locali, anche semplicemente attraverso la rete, benché, almeno lo Stato, ritengo sia in grado di digitalizzare questi cartacei, questi progetti e questi provvedimenti e di dare quindi il buon esempio, come il Ministro Brunetta ci insegna. Vi abbiamo inserito dei provvedimenti in materia di lavoro, come nel caso dell'ISPRA e della VIA, con la necessità, per i professionisti che lavorano nelle università e nelle grandi strutture, di pagare subito, come se gli altri, poveri Cristi, non avessero invece diritto ad essere ricompensati quando fanno il loro lavoro.
Si tratta quindi di provvedimenti ad personam motivati certo con l'emergenza dicendo che, senza gli stessi, grandi opere non potrebbero essere avviate.
Abbiamo messo di tutto e di più in questo provvedimento, però nel frattempo leggiamo a grandi titoli sui giornali di grandi risultati. Io li chiamo «titoli balletta», perché togliere dal personale dell'amministrazione pubblica le maternità e dire che nei nostri comuni nel 2008 le malattie sono calate del 30-40 per cento è un falso che si può dimostrare semplicemente confrontando le giornate di malattia con le giornate di maternità e le giornate di permessi familiari o quelli previsti da altre leggi, compresi quelli sindacali.
È chiaro, però, che se noi diamo messaggi confusi anche in materie di questo tipo, questo è il risultato: che siamo qui a rincorrere con dei decreti-legge la sistemazione di qualche raccomandato da una parte e di qualcuno dall'altra.
Abbiamo cercato di rendere semplice l'interpretazione in materia di scavi per l'utilizzo delle terre e delle rocce quali materiali inerti degli scavi, però facendolo di corsa, siamo riusciti solo a fare confusione ulteriore nella confusione già esistente.
Abbiamo inserito questioni quali la qualificazione del prodotto acqua, tra acqua potabile e naturizzazione, come se il problema in Italia fosse quello della qualità, sapendo che la qualità dei nostri acquedotti è eccellente.
Il problema vero è invece tappare le falde e avere le risorse per rinnovare le tubazioni che stanno marcendo per il 35-40 per cento; si sta buttando acqua buonissima, sprecandola, pur conoscendo le esigenze che si avvertono per l'utilizzo umano, per l'agricoltura e per altri interventi naturali.
C'è di tutto e di più anche in materia ambientale: relativamente alle bonifiche, anziché affrontare, prendendolo per le corna, il problema dei centinaia di siti ormai inquinati da anni, lo abbiamo affrontato, utilizzando dei metodi basati sulla raccomandazione. Chi è in grado di concludere un accordo proceda pure e stralci la propria area.
Mi pare di vedere quello che è già successo con la vendita degli immobili pubblici: dopo aver scremato e venduto quello che ci interessava e rendeva a qualcuno, il resto (e si tratta, come abbiamo visto l'altro ieri, di immobili per due miliardi) torna ad enti che invece dovevano da questo trarre benefici ricaricando, quindi, questi enti di altri due miliardi di spesa.
Insomma credo che sia più importante dedicare qualche giornata in più a normative ben precise, lasciando perdere questi Pag. 28interventi sporadici che non risolvono i problemi, ma li rimandano solo di qualche mese.
Per questo preannunzio il voto contrario del gruppo Italia dei Valori (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dionisi. Ne ha facoltà.

ARMANDO DIONISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi nel corso dell'esame dei provvedimenti giunti in aula in questi primi mesi di legislatura non abbiamo mancato di sottolineare come vi sia la necessità di approfondire gli argomenti che ci vengono sottoposti per evitare una loro disamina parziale e superficiale e soprattutto per scongiurare il pericolo che il ruolo della Camera sia ridotto a mero strumento ratificatore.
Questo decreto-legge, licenziato e trasmesso dal Senato il 13 febbraio, deve essere convertito entro il 1o marzo, pena la sua decadenza. Di fronte a questa strettoia temporale, è chiara l'impossibilità di una seria e approfondita discussione su una materia così rilevante e l'impossibilità di apportare modifiche migliorative.
Il gruppo Unione di Centro si era proposto di contribuire al miglioramento di un testo che ha affrontato problemi concreti sui quali si poteva giungere ad una formulazione maggiormente condivisa e migliorativa.
Purtroppo, come dicevo in precedenza, la strettoia del tempo ha reso impossibile qualsiasi confronto. Si tratta dell'ennesimo provvedimento in cui non è possibile alcun tipo di discussione e approfondimento. Ricordo a tutti che questo decreto-legge, modificato al Senato con l'introduzione di ben 13 articoli, si appresta ad essere licenziato senza alcuna discussione né in Commissione, dove ci è stato chiesto di ritirare tutti gli emendamenti, né in Aula. Questo atteggiamento del Governo non è più tollerabile.
Nel metodo occorre poi evidenziare un aspetto: non si possono affrontare tematiche così importanti con lo strumento della proroga. Il provvedimento si occupa di una molteplicità di questioni e molte altre sono state introdotte al Senato. È un metodo che non si può continuare a seguire se si vuole affrontare in modo serio e lavorare con rigore su argomenti delicati come quello che stiamo esaminando. Di fatto, il decreto-legge iniziale si è trasformato in un provvedimento omnibus, un treno in cui il Governo ha messo di tutto, non accogliendo proposte migliorative della stessa maggioranza, che credo soffra in silenzio.
Con questo provvedimento di fatto si interviene nuovamente in un ambito di materie (rifiuti, difesa idrogeologica e ambiente), la cui disciplina, in questi pochi mesi di legislatura, è stata già più volte modificata. Il codice ambientale, che non ha molti anni, ancora adesso fatica e arranca perché continuiamo a modificarlo, a rivederlo e a sovrapporgli altri provvedimenti. Non riusciamo più a districarci tra il codice ambientale e i decreti-legge emanati successivamente. Continuiamo a prorogare, come in questo caso, con altri provvedimenti, mentre occorrerebbe dare l'avvio ad un quadro di riferimento chiaro e organico.
In materia di autorità di bacino, vi è una questione di fondo, che non possiamo lasciare all'emergenza e allo strumento del decreto-legge. Mi riferisco alla necessità di recepire e attivare le direttive europee del 2000. Di fatto, non riusciamo a far partire quegli 8 distretti idrogeologici che sostituiscono strutture che ormai sono obsolete e che hanno creato solo nuovi centri di spesa e, molto spesso, difficoltà dal punto di vista burocratico. Oggi, poiché vi è un'emergenza idrogeologica, abbiamo la necessità di prorogare ancora le strutture di gestione, senza garantire anche le relative risorse finanziarie e umane.
Discutibili sono anche le disposizioni previste per la bonifica delle aree che hanno subito danni ambientali e tutto il sistema delle procedure messe in atto per ottenere il risarcimento. Apprezziamo, tuttavia, che nel decreto-legge in esame compaiano alcune norme migliorative in materia di disturbo da rumore e inquinamento Pag. 29acustico e che sia prevista anche la rimodulazione del contributo di compensazione territoriale a favore dei siti che ospitano centrali dismesse e impianti del ciclo del combustibile nucleare. Ma poi ritroviamo deroghe, a nostro parere discutibili, come quella attinente alla TARSU.
Si continua a sostenere che bisogna incrementare la raccolta differenziata, arrivare a far pagare i servizi nella misura in cui se ne usufruisce e, quindi, in base ai rifiuti che vengono prodotti. Invece, andremo avanti, fino alla fine del 2009, con i vecchi sistemi. Per ora, non applichiamo la tariffa integrata, generando dubbi negli enti gestori, soprattutto in quelli più virtuosi, e nel rapporto con i cittadini. Dobbiamo anche fare riferimento al sistema delle proroghe previsto per le discariche e al relativo conferimento dei rifiuti. Si tratta di un'altra questione molto delicata che non trova una corretta definizione dei servizi contemplati nel servizio idrico integrato, alla luce del principio secondo cui «chi inquina paga».
Altra questione che non trova una definizione chiara è quella inerente alle componenti della tariffe che sono state richiamate. Occorre, infatti, scegliere una linea di convincente partecipazione dei cittadini, senza penalizzare, ma anche senza fare arricchire quei gestori che operano nel settore della depurazione e che hanno accumulato indebitamente, negli ultimi anni, somme per più di 2 miliardi di euro, senza investire un centesimo.
Inoltre, non possiamo essere soddisfatti delle norme che, per evitare di restituire le somme, prevedono sia necessario rivedere i calcoli degli ultimi cinque anni e di quanto è stato speso in progettazione o in lotti funzionali e si attribuisce ai comuni e agli stessi enti gestori la definizione delle somme da restituire, senza prevedere che sulle somme da restituire ai cittadini nei cinque anni vengano riconosciuti interessi.
Inoltre, avevamo avanzato perplessità, già durante la discussione del disegno di legge finanziaria, su quanto fosse grave la riduzione del 50 per cento delle risorse del fondo di protezione civile tagliato da 540 milioni di euro a 270 e oggi ci rendiamo conto di quanto sia necessario individuare risorse e modalità per l'emergenza e investimenti per il futuro.
Avviandomi alla conclusione, mi sento in dovere di dire che queste sono tutte ragioni che ci spingono a non condividere l'ennesimo provvedimento del Governo, che non dà una risposta organica e risolutiva alle necessità di cui una realtà come il nostro Paese ha bisogno. Per queste ragioni non possiamo che preannunziare la nostra astensione in sede di votazione (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Togni. Ne ha facoltà.

RENATO WALTER TOGNI. Signor Presidente, preannunziando il voto favorevole del gruppo Lega Nord Padania, chiedo che la Presidenza autorizzi l'eventuale pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Onorevole Togni, la Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ghiglia. Ne ha facoltà.

AGOSTINO GHIGLIA. Signor Presidente, preannunzio il voto favorevole del gruppo Popolo della Libertà e chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della mia dichiarazione di voto, che mi riservo eventualmente di consegnare.

PRESIDENTE. Onorevole Ghiglia, la Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti.
Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.

(Votazione finale ed approvazione - A.C. 2206)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale. Pag. 30
Chiedo ai colleghi di rientrare e di prendere posto e al Ministro Alfano di accomodarsi al banco dei Ministri.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge di conversione n. 2206, di cui si è testé concluso l'esame.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
S. 1306 - «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, recante misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente» (Approvato dal Senato) (2206):

Presenti 445
Votanti 428
Astenuti 17
Maggioranza 215
Hanno votato 258
Hanno votato no 170
(La Camera approva - Vedi votazionia ).

Prendo atto che la deputata Polidori ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole e che i deputati Leoluca Orlando, Velo, Bratti, Ferranti, Samperi e Favia hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario.
Prendo altresì atto che la deputata Laganà Fortugno ha segnalato di aver espresso voto favorevole mentre avrebbe voluto esprimerne uno contrario e che il deputato Di Cagno Abbrescia ha segnalato di aver espresso voto contrario mentre avrebbe voluto esprimerne uno favorevole.

Inserimento all'ordine del giorno dell'Assemblea della discussione della mozione Cazzola ed altri n. 1-00096 concernente iniziative per la revoca dello stato di rifugiato politico concesso dal Brasile a Cesare Battisti e per la sua immediata estradizione in Italia (ore 16).

PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di quanto convenuto nell'odierna riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo, propongo di inserire all'ordine del giorno della seduta odierna, a norma dell'articolo 27, comma 2, del Regolamento la discussione della mozione Cazzola ed altri n. 1-00096, concernente iniziative per la revoca dello stato di rifugiato politico concesso dal Brasile a Cesare Battisti e per la sua immediata estradizione in Italia.
Ricordo che, ai sensi dell'articolo 27, comma 2 del Regolamento, l'Assemblea può deliberare su materie non iscritte all'ordine del giorno previa deliberazione con votazione palese mediante procedimento elettronico con registrazione dei nomi e a maggioranza dei tre quarti dei votanti.
Su tale proposta darò la parola, ove ne sia fatta richiesta, ad un deputato contro e ad uno a favore per non più di cinque minuti ciascuno, ai sensi dell'articolo 41 comma 1, del Regolamento.
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla proposta di inserire all'ordine del giorno della seduta odierna la discussione della mozione Cazzola ed altri n. 1-00096.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazionia ).

(Presenti 440
Votanti 438
Astenuti 2
Maggioranza dei tre quarti dei votanti 327
Hanno votato
435
Hanno votato
no 3).

Prendo atto che il deputato Lulli ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole.

Annunzio di una informativa urgente del Governo.

PRESIDENTE. Avverto che, secondo quanto stabilito dall'odierna riunione della Pag. 31Conferenza dei presidenti di gruppo, dopo l'esame della mozione testè inserita all'ordine del giorno, avrà luogo un'informativa urgente del Governo sul fenomeno dell'esistenza sulla rete Internet di siti e gruppi di utenti che incitano all'odio razziale. Come da ordine del giorno, seguirà, infine, lo svolgimento delle interpellanze urgenti.

Discussione della mozione Cazzola ed altri n. 1-00096 concernente iniziative per la revoca dello status di rifugiato politico concesso dal Brasile a Cesare Battisti e per la sua immediata estradizione in Italia.

PRESIDENTE. A seguito della deliberazione testè assunta dall'Assemblea ai sensi dell'articolo 27, comma 2, del Regolamento, l'ordine del giorno reca la discussione della mozione Cazzola ed altri n. 1-00096 concernente iniziative per la revoca dello status di rifugiato politico concesso dal Brasile a Cesare Battisti e per la sua immediata estradizione in Italia.
Il relativo testo, già pubblicato sull'allegato B al resoconto stenografico del 29 gennaio 2009, è altresì in distribuzione.
Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempia riservati alla discussione della mozione è in distribuzione e sarà pubblicata in calce al resoconto stenografico della seduta odierna.

(Discussione sulle linee generali)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali della mozione.

SIMONE BALDELLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SIMONE BALDELLI. Signor Presidente, solitamente le mozioni prevedono le fasi dell'illustrazione, della discussione sulle linee generali e delle dichiarazioni di voto finale. Si tratta questa di una fase piuttosto concentrata dei lavori; poiché la suddetta discussione è stata inserita all'ordine del giorno in quest'ultima fase della giornata ed essendo previsto lo svolgimento, dopo questo punto all'ordine del giorno, dell'informativa del Governo, che pure è stata chiesta dall'opposizione, formulerei la proposta ai gruppi (se ritengono di accoglierla, ma lo chiedo in forma assolutamente interlocutoria ed in uno spirito di valutazione delle disponibilità di ciascuno) di riuscire a comprimere la fase della discussione sulle linee generali e di svolgere direttamente gli interventi in sede di dichiarazione di voto.
Si darebbero per fatte cioè l'illustrazione e la discussione sulle linee generali, dando la possibilità al Governo di esprimere il parere su questa mozione e procedendo, dunque, alle dichiarazioni di voto finale sul testo della mozione per una maggiore brevità. È una proposta che avanzo perché credo che, nell'economia generale dei nostri lavori, possa sintetizzare i tempi, ma che chiaramente non fa precedente in questa fase. Se così non fosse, vi è un appello ad una brevitas e ad una concinnitas.

PRESIDENTE. Onorevole Baldelli, la sua intenzione è chiara, ma abbiamo aperto la discussione sulle linee generali. Se nessuno si iscrivesse, sarebbe evidente che dovremmo passare all'espressione del parere da parte del Governo e, quindi, alle dichiarazioni di voto finale sulla mozione presentata. In questo momento, vi sono due iscritti in sede di discussione sulle linee generali. Se i colleghi confermano l'iscrizione, interverranno in sede di discussione sulle linee generali o, altrimenti, se vi rinunziano, potranno intervenire in sede di dichiarazione di voto. Ovviamente non possiamo non seguire questa procedura che mi sembra la più corretta e la più trasparente.
È iscritto a parlare l'onorevole Cazzola, che illustrerà anche la sua mozione n. 1-00096. Ne ha facoltà.

GIULIANO CAZZOLA. Signor Presidente, mi riservo di intervenire in dichiarazione di voto.

Pag. 32

PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole D'Antona. Ne ha facoltà.

OLGA D'ANTONA. Signor Presidente, anch'io mi riservo intervenire in dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
Avverto che è stata presentata una nuova formulazione della mozione sottoscritta da tutti i gruppi, che è in distribuzione (Vedi l'allegato A - Mozione).

(Parere del Governo)

PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sulla mozione.

ENZO SCOTTI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, il Governo esprime parere è favorevole sulla mozione Cazzola ed altri n. 1-00096 (Nuova formulazione).

(Dichiarazioni di voto)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cazzola. Ne ha facoltà.

GIULIANO CAZZOLA. Signor Presidente, sono stato promotore di questa mozione a nome del mio gruppo ma devo ringraziare, tra i tanti colleghi che hanno voluto sottoscrivere una nuova formulazione della stessa, l'onorevole Bachelet per la sua sensibilità e per il contributo che ha dato alla riscrittura della mozione; sensibilità e contributo che sono stati preziosi nell'allargamento dell'iniziativa ai gruppi presenti in quest'Aula.
Si tratta di una convergenza molto importante, molto più importante di quanto noi stessi riteniamo in questo momento, perché con il nostro voto, che mi auguro, signor Presidente, sia unanime, la Camera difenderà il Paese, il suo buon nome, le sue istituzioni democratiche e il suo ordinamento giudiziario. Lo difenderemo insieme contro le caricature che sono state fatte delle nostre istituzioni nell'ambito di un Paese amico, e che vogliamo resti tale, come il Brasile.
Noi rifiutiamo, come abbiamo sempre fatto anche con alti costi in termini di vite umane, una rappresentazione della storia d'Italia come se nei cosiddetti anni di piombo si fosse combattuta una guerra civile, come se ai terroristi potesse essere riconosciuta una qualche dignità politica; una dignità politica che non abbiamo voluto riconoscere quando tutti i giorni il terrorismo rosso o il terrorismo in generale lasciava qualcuno per terra, ucciso davanti casa, e che non possiamo certo accettare oggi.
Tanti nostri concittadini, dai nomi più o meno noti, in tempi più lontani o più recenti, sono caduti sotto il piombo assassino, senza nessuna possibilità di scampo perché inermi e indifesi. Persone oneste, care ai loro cari e ai loro amici, assunti come simboli da colpire per educarne cento. Io che vi parlo voglio ricordare, ma altri lo faranno senza dubbio con più titolo di me, tre cari amici che sono caduti sotto il piombo del terrorismo con i quali avevo rapporti di lavoro e di comunanza antichi e solidi: il professore Roberto Ruffilli, che venne messo in ginocchio e giustiziato con un colpo alla nuca; Massimo D'Antona, insigne giurista che venne atteso la mattina mentre si recava al lavoro; Marco Biagi, che venne aspettato la sera sotto casa, difeso soltanto dalla sua bicicletta (Applausi). Persone uccise con tecniche e modalità prive di qualunque briciola di coraggio da parte di assassini, con mezzi e modalità proprie delle peggiori organizzazioni malavitose.
Vorrei fare un'ultima considerazione, signor Presidente. Credo che dobbiamo cominciare a chiamare le cose con il loro nome. Cesare Battisti è in Brasile dove tenta di sottrarsi alla giustizia italiana che lo ha condannato con un regolare processo, ma non sarebbe in Brasile oggi se non avesse ricevuto ospitalità, e non solo ospitalità, per tanti anni nella vicina Francia Pag. 33dove vivono nella bambagia alcune decine di terroristi beneficiati dalla cosiddetta dottrina Mitterrand. Io credo, signor Presidente, signor rappresentante del Governo, che questa situazione debba essere risolta perché non è ammissibile che esistano protezioni siffatte da parte di un Paese a noi legato da vincoli di amicizia e di appartenenza comune all'Unione europea. È per questo che il gruppo del Popolo della Libertà voterà a favore di questa mozione (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pezzotta. Ne ha facoltà.

SAVINO PEZZOTTA. Signor Presidente, credo che la mozione in esame che ho sottoscritto con una serie di colleghi colga anche un'attenzione che è presente nel Paese perché sono molte le persone che hanno seguito con inquietudine le vicende di Cesare Battisti, che chiedono che la giustizia sia esercitata e che il nostro Paese sia rispettato.
Lo scopo che ci si prefigge è sicuramente quello di sollecitare il nostro Governo ad intervenire con forte determinazione nei confronti di quello della Repubblica Federativa del Brasile per chiedere il rispetto dei Trattati internazionali e, pertanto, per revocare lo status di rifugiato politico che, impropriamente, è stato concesso a Cesare Battisti, in modo che sia consentito in tempi brevi l'estradizione. Ma credo che questo caso ci obblighi anche a svolgere alcune riflessioni.
L'aver concesso lo status di rifugiato politico ad una persona che si è macchiata di delitti è stato un atto di inaudita gravità e rappresenta un giudizio sul nostro Paese e sulle sue istituzioni che non possiamo accettare. È bene ricordare al Ministro della giustizia brasiliano che gli atti compiuti da Cesare Battisti, oltre che colpire ed uccidere delle persone, erano rivolti contro lo Stato democratico della Repubblica italiana. Questa decisione è offensiva non solo nei confronti del nostro Paese, ma anche per quelle persone che sono costrette a fuggire dai loro Paesi per evitare persecuzioni e guerre. Certamente anche noi dovremmo riflettere sul fatto che non ci siamo ancora dotati di una legge per il diritto d'asilo, che pure è prevista e voluta dalla nostra Costituzione.
Noi giustamente chiediamo al Governo di intervenire nei confronti del Governo del Brasile, Paese al quale ci legano vincoli di grande e profonda amicizia, affinché conceda che la persona di cui stiamo parlando sia consegnata alla nostra giustizia. Tuttavia, nell'agire nei confronti del Governo brasiliano non possiamo non sottolineare come il ricercato, fin dal lontano 1981, anche con altre persone, come poc'anzi ha sottolineato il collega Cazzola, abbia potuto vivere una tranquilla latitanza e sfuggire alla giustizia italiana sotto la tolleranza di Paesi come la Francia. Credo sia fonte di preoccupazione per tutti noi leggere le dichiarazioni in cui Battisti afferma di essere stato aiutato a fuggire dai servizi segreti francesi. Non so se questa sia pura millanteria o verità, di certo è una questione di cui il Governo dovrebbe chiedere conto.
Non si può lasciare che tutta la vicenda non trovi una corretta soluzione con l'estradizione. Ci riempiamo tutti la bocca con la questione della certezza della pena, ma se non riusciamo a determinare che per persone di questo genere c'è certezza della pena perché godono di complicità internazionali, sicuramente anche i nostri discorsi di questi giorni hanno una valenza estremamente bassa. Agire con rigore e coerenza è un dovere che noi dobbiamo alla memoria degli assassinati dal terrorismo e ai loro familiari; è un modo per affermare che nei confronti del terrorismo non si è abbassata la guardia né a livello nazionale né a livello internazionale.
Vorrei esprimere un'ultima annotazione. Sconfiggere il terrorismo resta un grande obiettivo, soprattutto quello internazionale, ma occorre anche ribadire che lo si può battere quando lo si isola, quando gli si toglie l'acqua dentro la quale può nuotare. Questa è stata la ragione, nonché i modi e la forma con cui in Italia negli anni duri, negli anni di piombo, si è Pag. 34lavorato e si è sconfitto il terrorismo, quando lo si è isolato all'interno delle fabbriche e nel Paese.
Credo che questa sia una cosa che dobbiamo perseguire a livello internazionale. Nei prossimi giorni ci apprestiamo ad una serie di incontri internazionali, dal G20 al G8, se in quelle contingenze il nostro Paese non farà valere il dovere, e il diritto, di una cooperazione internazionale più decisa per combattere la fame e la miseria anche la lotta al terrorismo troverà degli ostacoli. Quando affermiamo, allora, la nostra posizione nel confronti del Governo del Brasile dobbiamo avere uno sguardo sul resto del mondo.
Per queste ragioni, e per questi motivi, il gruppo dell'Unione di Centro voterà a favore della mozione in esame (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Paolini. Ne ha facoltà.

LUCA RODOLFO PAOLINI. Signor Presidente, il gruppo della Lega Nord voterà a favore di questa mozione, perché il caso che abbiamo oggi in esame grida, davvero, vendetta al cielo. Questo atto di giustizia lo dobbiamo soprattutto alle vittime, a quelle povere persone uccise senza motivo, e senza ragione, da Cesare Battisti. Lo dobbiamo, soprattutto, ai rifugiati politici veri, a quelli che in tutto il mondo, ancora oggi, soffrono, e patiscono, per le loro idee, e non per avere ucciso a tradimento della povera gente.
Cesare Battisti pretenderebbe di non essere giudicato, di non essere rimandato in Italia, perché in Italia ci sarebbe un regime. In realtà, il regime non c'è, e la prova è qui, in questo Parlamento, in questo momento di rappresentanza del popolo italiano, che chiede che gli venga consegnato un prigioniero legittimamente giudicato dai nostri tribunali; la prova che non vi è un regime è, in re ipsa, in questo fatto. Se vi fosse un regime, noi non chiederemmo niente. Sappiamo bene come certi regimi si sbarazzano dei personaggi scomodi: mandano semplicemente dei killer, o delle squadre, per levarseli di torno. (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
Il nostro voto favorevole è ritenuto un atto dovuto con il quale esprimiamo, non solo il nostro massimo sostegno al Governo per ottenere quanto richiesto, ma soprattutto, il nostro massimo biasimo per chi, eventualmente, negasse questo diritto al nostro Paese affinché, dopo tanti anni, giustizia venga fatta (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Antona, a cui chiedo scusa per averla saltata, non avendole concesso la parola prima. Ne ha facoltà.

OLGA D'ANTONA. Signor Presidente, il Partito Democratico voterà favore di questa mozione che vede tutti i gruppi parlamentari d'accordo. Quello di Battisti è un caso eclatante, perché Battisti, prima ancora di essere un terrorista, era già un criminale comune. Questa mancata estradizione assume, quindi, caratteristiche che hanno dell'assurdo. Ciò, però, porta alla luce quello che è un elemento estremamente grave: un'idea, formata fuori dall'Italia, completamente sbagliata di quello è stato il terrorismo italiano. Come ha affermato qualcuno prima di me, la Francia, con la cosiddetta dottrina Mitterrand, che ha dato asilo, anche con programmi economici, ed ha accolto terroristi italiani che siano erano macchiati anche di fatti di sangue.
È estremamente grave ciò che Battisti afferma, ovvero che la sua fuga dalla Francia verso Brasile sia stata aiutata e organizzata dai servizi segreti francesi. Affermo ciò perché vi sono ancora terroristi italiani che si sono macchiati di fatti di sangue in Francia. Se è vero, come dice il Presidente Sarkozy, che l'era della dottrina Mitterrand è finita, ci aspettiamo fatti concreti e, quindi, l'estradizione di quei personaggi a partire da Marina Petrella.
Marina Petrella, infatti, non sarà in condizione di non poter essere trasportata Pag. 35per il resto della sua vita. Possiamo attendere che migliorino le sue condizioni di salute e che venga a scontare la pena che la giustizia italiana le ha impartito (Applausi).
Colgo l'occasione della discussione della mozione su Cesare Battisti, quindi, per richiamare ancora il Governo - che purtroppo non ha ancora risposto, nonostante sia stato più volte interrogato da tutta quest'Aula con riferimento a Marina Petrella - affinché, oltre ad esercitare tutte le pressioni necessarie perché Battisti venga estradato, riprenda e riapra la questione relativa a Marina Petrella con il Presidente Sarkozy, si mandi una commissione medica per vedere e constatare quali siano le sue effettive condizioni di salute e si attenda il momento in cui questa sia in condizioni fisiche tali da poter essere estradata (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori e di deputati del gruppo Popolo della Libertà).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Porta. Ne ha facoltà.

FABIO PORTA. Signor Presidente, accogliendo l'invito della Presidenza, preannunzio che chiederò di consegnare il testo del mio intervento, anche perché, in maniera più autorevole e significativa, fra poco interverrà, a nome del nostro gruppo, il collega Bachelet.
Volevo soltanto far presente che la scorsa settimana, proprio insieme a lei, Vicepresidente Lupi, siamo stati ricevuti a Brasilia dal Presidente della Camera dei deputati e da parlamentari e senatori brasiliani ed abbiamo discusso proprio i contenuti oggetto della mozione in esame. Mi sembrava giusto porre in rilievo che abbiamo ricevuto accoglienza e riscontrato un'attenzione ed una forte condivisione di questi contenuti da parte del Parlamento brasiliano.
Signor Presidente, chiedo, quindi, che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale del mio intervento.

PRESIDENTE. Onorevole Porta, la Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti.
La ringrazio anche per aver ricordato la missione della scorsa settimana. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scilipoti. Ne ha facoltà.

DOMENICO SCILIPOTI. Signor Presidente, intanto rivolgo un ringraziamento all'associazione Italia-Brasile e ad anche a lei, per quanto effettuato la settimana scorsa in Sudamerica con riferimento a Cesare Battisti. L'argomento Cesare Battisti è un problema che ci tocca nel profondo del nostro cuore, tant'è vero che io, in qualità di presidente dell'associazione Italia-Brasile, insieme a tutti i membri di tale associazione, abbiamo sentito il dovere di preparare una carta ufficiale e di inviarla ai colleghi parlamentari, che hanno costituito presso il Parlamento federale un'associazione parlamentare denominata «Brasile-Italia».
In questo documento, sottoscritto dai nostri parlamentari e dai parlamentari brasiliani, si è posto in evidenza come l'atteggiamento assunto da parte del Governo brasiliano - e, in modo particolare, da parte del Ministro della giustizia - non era perfettamente lineare e corretto nei confronti del popolo e dello Stato italiano, in quanto il brigatista Cesare Battisti era stato condannato in Italia per diversi omicidi ed era giusto che venisse a rispondere in Italia ai magistrati italiani.
Abbiamo organizzato un viaggio in Brasile, su richiesta dei colleghi brasiliani, per incontrare alcuni rappresentanti importanti del Governo brasiliano. Abbiamo incontrato il Viceministro della giustizia, il Presidente del Senato, il segretario del Partito Democratico brasiliano ed il segretario del Partido Trabalhista Brasiliano (il partito del Presidente Lula).
Abbiamo discusso di questi argomenti ed abbiamo anche appreso le intenzioni sia del Governo, sia della maggior parte dei parlamentari brasiliani.
Si ribadiva a più riprese, da parte del Governo, che l'intenzione del Brasile era di trovare una soluzione e che i rapporti Pag. 36di amicizia e di collaborazione non c'entravano niente. Nel contempo, si dava un giudizio sotto il profilo politico, dicendo che il Ministro aveva assunto una posizione su una valutazione politica complessiva, nel dare asilo politico a Cesare Battisti. Noi eravamo presenti in due delegazioni: una delegazione che rappresentava l'associazione parlamentare Italia-Brasile, formata da me, da qualcun altro che non è potuto partire e dall'onorevole Carlo Monai, ed una delegazione che, il giorno precedente, si era incontrata con il Presidente della Camera - ma sarà il egli stesso a darvi delucidazioni su tale argomento - formata dall'onorevole Porta e dal nostro Vicepresidente, Maurizio Lupi.
Il Governo ha sottolineato in alcuni passaggi che la loro era una riflessione politica, ma, a differenza di quanto sostenuto dal Governo, molti parlamentari, inclusi anche parlamentari della maggioranza, erano e sono d'accordo sul fatto che l'estradizione a Cesare Battisti vada concessa. Tuttavia, eravamo in un momento di grande difficoltà, perché tutto non era più in mano alla politica, ma veniva rinviato, dando la possibilità non più alla politica, ma al presidente del tribunale superiore di giustizia, di intervenire per esprimersi su tale argomento.
Tutto ciò che è stato fatto in questi passaggi, negli incontri istituzionali e in quelli al di fuori dell'ambito istituzionale, ha determinato un'ampia collaborazione del Governo e dei parlamentari nel trovare una soluzione al problema, che è delicatissimo. Infatti (mi permetto di chiedere con molta umiltà una riflessione sull'argomento), è vero che il Parlamento italiano si esprime all'unanimità per fare una richiesta di estradizione per Cesare Battisti, ma è pur vero che personaggi importanti della Repubblica italiana sono intervenuti presso il Ministro per dire che l'estradizione di Cesare Battisti non doveva essere concessa. Questo è un fatto grave. Allora, prima di assumere determinate posizioni, nel dare un giudizio che potrebbe essere non corretto, ma errato in qualche passaggio, nei confronti del Governo e degli amici brasiliani, dovremmo riflettere attentamente su ciò che è stato fatto e su ciò che si sta facendo non solo nell'interesse del Paese, ma per dare giustizia a coloro i quali devono averla.
Nella mia duplice veste, di presidente dell'associazione e di rappresentante dell'Italia dei Valori, mi sono permesso anche di sentire alcune opinioni all'interno del Paese, ossia dei cittadini comuni, che non capiscono perché il Governo brasiliano non voglia concedere l'estradizione. Come popolo italiano, non capiamo quello che sta avvenendo né il perché.
Però, sono successi alcuni fatti importantissimi, grazie - mi permetto di ripeterlo - all'associazione Italia-Brasile ed anche alla collaborazione dell'Italia dei Valori, che ha sostenuto questo tipo di lavoro, in un momento difficile e delicato.
Mi riferisco all'associazione Italia-Brasile per dimostrare che le associazioni parlano un linguaggio relativo a una molteplicità di vedute, perché non hanno solo un linguaggio culturale o riguardante il profilo economico e industriale, ma anche un linguaggio politico. Lo hanno dimostrato impegnandosi immediatamente su un problema così delicato, recandosi direttamente in Brasile per discutere di questi argomenti.
Un altro passaggio importante, che vorrei sottolineare, è quello di aver predisposto un documento, siglato sia dal presidente dell'associazione Italia-Brasile sia dal presidente dell'altra associazione bipartisan, che è l'associazione Brasile-Italia.
Abbiamo firmato un documento e lo abbiamo sottoposto al Senato della Repubblica, dove è stato messo all'ordine del giorno e approvato, che prevede la disponibilità di prendere in seria considerazione e di riflettere anche su ciò che dovrebbe o potrebbe avvenire subito dopo la decisione del giudice del tribunale superiore.
Questo momento è delicato, delicatissimo. È un momento difficile, in cui bisogna trovare delle soluzioni a problemi così delicati e complessi e sono momenti difficili anche per coloro che sono presenti in quest'Aula e nell'Aula del Parlamento brasiliano. Pag. 37
Tutti concordiamo che l'estradizione va concessa, perché Battisti deve essere giudicato in Italia, però, per concludere - lo voglio sottolineare a questo Parlamento - esponenti politici di altissimo livello sono intervenuti per non dare l'estradizione a Cesare Battisti, sostenendo che fosse un fatto errato e sbagliato. Questo è un argomento delicatissimo: coloro i quali hanno fatto simili affermazioni dovrebbero venire fuori e dare spiegazioni logiche e corrette. Siamo per appoggiare la mozione, che approviamo pienamente (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colombo. Ne ha facoltà.

FURIO COLOMBO. Signor Presidente, è importante che sia lei a presiedere oggi, lei che ha guidato la delegazione in Brasile, perché tutto ciò che è stato detto in quest'ultima fase dimostra la deplorevole sconnessione tra i fatti che avvengono in questo Parlamento (deplorevole è un dato oggettivo, non soggettivo, e non attribuito a nessuno, ma ai fatti).
Desidero dirle - ma il fatto è noto, è a verbale, è noto al presidente della Commissione affari esteri e al Presidente della Camera - che, nell'ultima settimana di novembre, ha fatto visita a questo Parlamento, alla Commissione affari esteri e a me in quanto presidente del Comitato diritti umani, il collega del Parlamento brasiliano che ha lo stesso incarico (non esattamente lo stesso incarico: lui è titolare di una commissione, io sono titolare di un comitato, quindi di un piccolo organo all'interno della Commissione affari esteri).
In questa veste, però, egli mi ha chiesto di incontrare il giudice italiano che sta trattando e ha chiesto l'estradizione del maggiore Gozo, sospetto criminale argentino del tempo dei desaparecidos, e quindi figura paragonabile a quella di cui abbiamo discusso con tristezza per la mancata estradizione in quest'Aula. Sono stato richiesto dal collega brasiliano di stabilire contatti con il giudice italiano affinché il Brasile, ovvero il presidente del comitato brasiliano, potesse parlare con questo giudice. Ne ho ricavato l'impressione che vi fosse l'intenzione di non concedere l'estradizione, che è negli atti dell'inchiesta italiana contro il maggiore Gozo, colpevole di avere incluso nella lista tragica dei suoi desaparecidos almeno due italiani.
Ho informato prontamente il capo di gabinetto del Ministro della giustizia di questa richiesta. Come deputato e presidente di un comitato parlamentare ho ritenuto di non prendere contatti con il giudice, ma di chiedere all'Esecutivo di farlo. Dunque, ho scritto una lettera al capo di gabinetto, perché chiedesse al Ministro della giustizia di orientare il Comitato su questo fatto; nessuna risposta. È stato scritto al Ministro della giustizia, chiedendogli di orientare il Comitato su questo argomento: nessuna risposta.
Ho chiesto al presidente della Commissione affari esteri di sostenere la richiesta. Lo ha fatto: nessuna risposta. Ho chiesto al Presidente della Camera Fini di sostenere la richiesta. Lo ha fatto: nessuna risposta.
Ci troviamo quindi nella condizione asimmetrica di non poter dibattere con il Parlamento argentino, con il mio omologo in quel Parlamento e con quel Governo, in base alla richiesta del suo Parlamento, la questione che stiamo votando adesso in Aula.
È una sconnessione che pregiudica le nostre possibilità di ottenere la ragione che stiamo chiedendo, ed è una sconnessione di affari parlamentari e di rapporti fra il Parlamento e l'Esecutivo, direi di un colpevole silenzio nell'Esecutivo per ciò che abbiamo chiesto, per il quale se non altro in questa occasione, deplorando oggettivamente e non soggettivamente, cioè senza imputazioni ad alcuno ma constatando la deplorazione come constatazione di fatti che non hanno funzionato, la prego di pregare la Presidenza della Camera di chiedere nuovamente al Ministro della giustizia o al suo capo di gabinetto di Pag. 38motivare la mancata risposta, e di dare una risposta che ci possa guidare in questo fatto.
Si renda conto che questo non è un piccolo sfogo o una ripicca nei confronti dell'Esecutivo, ma rappresenta un disordine nei nostri rapporti, che è deplorevole anche perché la vostra missione in Brasile avrebbe potuto arricchirsi di questa nozione se ci fosse stato un contatto, che sarebbe stato auspicabile ma anche naturale, con la Commissione esteri di questa Camera prima che i rappresentanti di essa andassero in un Paese estero, e in particolare nella Repubblica del Brasile (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Onorevole Colombo, come lei giustamente ha ricordato, la Presidenza della Camera si è attivata rispetto alle sue sollecitazioni. Abbiamo anche l'opportunità, determinata da questo dibattito sulla mozione comune e unitaria per la richiesta di estradizione di Cesare Battisti, di avere in aula il sottosegretario alla giustizia, l'onorevole Caliendo, che quindi ha potuto ascoltare direttamente il suo intervento e sono certo che si farà parte attiva presso il Ministro e presso il Ministero perché si possa darle una risposta puntuale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole La Malfa. Ne ha facoltà.

GIORGIO LA MALFA. Signor Presidente, nell'associarmi alle elevate parole dette ieri dall'onorevole Bachelet e a quelle dette oggi dall'onorevole Cazzola e da tutti i colleghi che mi hanno preceduto, dichiaro il voto favorevole dei repubblicani alla mozione che stiamo per votare.

PRESIDENTE. È presente in Aula anche il Ministro della giustizia, onorevole Alfano, e pertanto ha potuto ascoltare anch'egli l'intervento e le parole dell'onorevole Colombo, che sono certo avrà una risposta puntuale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bachelet. Ne ha facoltà.

Testo sostituito con errata corrige volante GIOVANNI BATTISTA BACHELET. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per essere rimasti in questo momento, il che è un sacrificio per tutti voi, e grazie alla Conferenza dei presidenti di gruppo per aver accettato la mia richiesta di ieri e aver messo oggi in discussione e in votazione la mozione Cazzola ed altri n. 1-00096. È una mozione che io stesso, grazie alla disponibilità dell'onorevole Cazzola, che ringrazio moltissimo, ho contribuito a formulare e anche a promuovere come mozione unitaria, comune a tutti i gruppi.
Dal giorno della morte di mio padre fino ad oggi non mi sono quasi mai occupato del destino processuale di ex terroristi. Ai processi che ci riguardavano, la mia famiglia ha preferito non costituirsi parte civile, con ciò volendo esprimere al tempo stesso fiducia nell'operato dei magistrati, delle forze dell'ordine, insomma dello Stato al servizio del quale mio padre era vissuto e morto, assenza di qualsiasi rivalsa personale verso i presunti colpevoli, e convinta adesione all'articolo 27 della Costituzione, secondo il quale la responsabilità penale è personale, l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva, le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato, non è ammessa la pena di morte.
Questo patriottismo costituzionale, che allora, in un Paese colpito al cuore dove alcuni si baloccavano anche con lo slogan «né con lo Stato né con le Brigate Rosse», pareva a molti una pia illusione, e si è invece rivelato vincente: negli ultimi trent'anni quasi tutti i responsabili di delitti e attentati di quegli atti non sono stati soltanto identificati e processati, ma hanno con dolore pagato il proprio debito con molti anni di carcere, finito di scontare la pena, completato il percorso rieducativo e in non pochi casi già riconquistato la piena libertà, cosa che personalmente considero un successo della democrazia.
Sono sempre stato convinto che, a norma di Costituzione, la pena non debba Pag. 39avere alcuna relazione con le migliori o peggiori disposizioni d'animo dei parenti delle vittime e per questo, da deputato, ho subito aggiunto la mia firma alla proposta di legge della collega Sabina Rossa che, con piccola modifica della legge vigente, risparmia ai parenti delle vittime un improprio coinvolgimento nella valutazione del percorso rieducativo dei detenuti in via di scarcerazione.
Se ora la prendo la parola e prima ho organizzato con i gruppi parlamentari di tutti i partiti rappresentati nella Camera dei deputati una mozione che impegna il Governo italiano a fare ogni atto utile ad ottenere l'estradizione di Cesare Battisti, è perché dal 2008 - non come parente di una vittima, ma come deputato del Partito Democratico - sento il dovere di chiedere giustizia a un Paese amico e anche di spiegare come stanno le cose ai miei amici democratici e ai miei cugini francesi. Sia in Brasile che in Francia, infatti, le informazioni che circolano sul terrorismo italiano di trenta anni fa mi sembrano perlomeno incomplete e imprecise.
Certo, negli stessi anni in molti Stati del Sudamerica ci sono state feroci dittature. In quegli anni ho partecipato a molti concerti degli Inti Illimani e a manifestazioni contro Pinochet per la democrazia in Cile; ho protestato in piazza contro la tortura in Brasile e nel 1975 sono stato fermato dalla polizia in piazza San Pietro per aver manifestato contro la presenza del generale Videla al Giubileo dei militari.
In quegli anni in Italia c'era molta violenza politica: bombe ritenute di destra nelle piazze e sui treni (un ricercato per queste stragi, Delfo Zorzi, è rifugiato in Giappone e sostiene anche lui di essere un perseguitato politico), attentati terroristici ritenuti di sinistra contro politici, giornalisti, sindacalisti e giudici (ma nel caso di Battisti anche macellai e gioiellieri). Non si trattava però, in nessuno dei due casi, di resistenza armata contro un dittatore o una giunta militare, bensì di minoranze violentissime che speravano di ottenere col terrore il potere e il consenso che non riuscivano mai a ottenere col pacifico esercizio del voto e della democrazia.
Il Partito comunista italiano, in quegli anni in forte crescita, non appoggiava questi gruppi violenti ed estremisti; ricco del 30 per cento dei voti e di un ampio consenso fra lavoratori e intellettuali, conduceva un'opposizione in Parlamento e nel Paese. Dopo il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro, il Partito comunista arrivò ad appoggiare il Governo democristiano e fornì un contributo decisivo alla sconfitta del cosiddetto partito armato pagando un prezzo di sangue, a cominciare dall'eroico sacrificio di Guido Rossa, comunista e sindacalista ucciso dalle Brigate Rosse nel 1979 (Applausi).
Va infine ricordato che se le bombe, i rapimenti e le uccisioni di quegli anni non hanno per fortuna distrutto la democrazia e la civiltà costituzionale nel nostro Paese, hanno però sterminato cattolici democratici come Moro e mio padre e ottenuto pure l'effetto di riportare i comunisti fuori dall'area di Governo; hanno cioè cambiato il corso degli eventi politici italiani senza e contro la volontà degli elettori, in una direzione - lo dovremmo ricordare agli amici brasiliani e ai cugini francesi - non propriamente rivoluzionaria.
Un'ultima considerazione: malgrado lo schiacciante numero di inequivocabili sentenze definitive a carico di Battisti (che ora sono disponibili in rete sul sito http://www.vittimeterrorismo.it), noi comprendiamo il dramma dell'accertamento della verità, l'intrinseca imperfezione di ogni pur necessaria giustizia umana, il pericolo di errori con tragiche conseguenze sulle esistenze individuali.
Ma proprio per questo, indipendentemente dalle nostre simpatie politiche, guardiamo con grande rispetto a chiunque - da Adriano Sofri a Giulio Andreotti - abbia affrontato il processo e si sia difeso nel processo, e troviamo viceversa inaccettabile e troppo facile - chiunque lo pratichi - il gioco di chi la butta in politica, si dichiara vittima di persecuzioni a causa delle sue idee e si difende dal processo, fuggendo all'estero o ricorrendo ad altri ingegnosi stratagemmi.
Per fortuna, malgrado le divisioni politiche il reato di omicidio non gode di Pag. 40alcuna copertura politico-culturale in questo Parlamento. Perciò possiamo oggi, insieme a tutta la Camera, votare con convinzione una mozione che - oltre ad apprezzare quanto già fatto dal Governo ed esortarlo a rafforzare la propria azione non solo nel caso di Battisti, ma anche in quello di Petrella e in tutti i casi analoghi - può aiutare a correggere il punto di vista di tanti amici francesi e brasiliani frastornati da una scientifica e quotidiana opera di disinformazione promossa da salotti radical chic che non hanno mai conosciuto la storia della democrazia italiana e la vita di quanti - umili o importanti, di destra o di sinistra - sono morti negli anni Settanta e Ottanta per la difesa della nostra Costituzione. Grazie (Applausi - Congratulazioni).
GIOVANNI BATTISTA BACHELET. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per essere rimasti in questo momento, il che è un sacrificio per tutti voi, e grazie alla Conferenza dei presidenti di gruppo per aver accettato la mia richiesta di ieri e aver messo oggi in discussione e in votazione la mozione Cazzola ed altri n. 1-00096. È una mozione che io stesso, grazie alla disponibilità dell'onorevole Cazzola, che ringrazio moltissimo, ho contribuito a formulare e anche a promuovere come mozione unitaria, comune a tutti i gruppi.
Dal giorno della morte di mio padre fino ad oggi non mi sono quasi mai occupato del destino processuale di ex terroristi. Ai processi che ci riguardavano, la mia famiglia ha preferito non costituirsi parte civile, con ciò volendo esprimere al tempo stesso fiducia nell'operato dei magistrati, delle forze dell'ordine, insomma dello Stato al servizio del quale mio padre era vissuto e morto, assenza di qualsiasi rivalsa personale verso i presunti colpevoli, e convinta adesione all'articolo 27 della Costituzione, secondo il quale la responsabilità penale è personale, l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva, le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato, non è ammessa la pena di morte.
Questo patriottismo costituzionale, che allora, in un Paese colpito al cuore dove alcuni si baloccavano anche con lo slogan «né con lo Stato né con le Brigate Rosse», pareva a molti una pia illusione, e si è invece rivelato vincente: quasi tutti i responsabili di delitti e attentati di quegli anni non sono stati soltanto identificati e processati, ma hanno con dolore pagato il proprio debito con molti anni di carcere, finito di scontare la pena, completato il percorso rieducativo e in non pochi casi già riconquistato la piena libertà, cosa che personalmente considero un successo della democrazia.
Sono sempre stato convinto che, a norma di Costituzione, la pena non debba Pag. 39avere alcuna relazione con le migliori o peggiori disposizioni d'animo dei parenti delle vittime e per questo, da deputato, ho subito aggiunto la mia firma alla proposta di legge della collega Sabina Rossa che, con piccola modifica della legge vigente, risparmia ai parenti delle vittime un improprio coinvolgimento nella valutazione del percorso rieducativo dei detenuti in via di scarcerazione.
Se ora prendo la parola e prima ho organizzato con i gruppi parlamentari di tutti i partiti rappresentati nella Camera dei deputati una mozione che impegna il Governo italiano a fare ogni atto utile ad ottenere l'estradizione di Cesare Battisti, è perché dal 2008 - non come parente di una vittima, ma come deputato del Partito Democratico - sento il dovere di chiedere giustizia a un Paese amico e anche di spiegare come stanno le cose ai miei amici democratici brasiliani e ai miei cugini francesi. Sia in Brasile che in Francia, infatti, le informazioni che circolano sul terrorismo italiano di trenta anni fa mi sembrano perlomeno incomplete e imprecise.
Certo, negli stessi anni in molti Stati del Sudamerica ci sono state feroci dittature. In quegli anni ho partecipato a molti concerti degli Inti Illimani e a manifestazioni contro Pinochet per la democrazia in Cile; ho protestato in piazza contro la tortura in Brasile e nel 1975 sono stato fermato dalla polizia in piazza San Pietro per aver manifestato contro la presenza del generale Videla al Giubileo dei militari.
In quegli anni in Italia c'era molta violenza politica: bombe ritenute di destra nelle piazze e sui treni (un ricercato per queste stragi, Delfo Zorzi, è rifugiato in Giappone e sostiene anche lui di essere un perseguitato politico), attentati terroristici ritenuti di sinistra contro politici, giornalisti, sindacalisti e giudici (ma nel caso di Battisti anche macellai e gioiellieri). Non si trattava però, in nessuno dei due casi, di resistenza armata contro un dittatore o una giunta militare, bensì di minoranze violentissime che speravano di ottenere col terrore il potere e il consenso che non riuscivano mai a ottenere col pacifico esercizio del voto e della democrazia.
Il Partito comunista italiano, in quegli anni in forte crescita, non appoggiava questi gruppi violenti ed estremisti; ricco del 30 per cento dei voti e di un ampio consenso fra lavoratori e intellettuali, conduceva un'opposizione in Parlamento e nel Paese. Dopo il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro, il Partito comunista arrivò ad appoggiare il Governo democristiano e fornì un contributo decisivo alla sconfitta del cosiddetto partito armato pagando un prezzo di sangue, a cominciare dall'eroico sacrificio di Guido Rossa, comunista e sindacalista ucciso dalle Brigate Rosse nel 1979 (Applausi).
Va infine ricordato che se le bombe, i rapimenti e le uccisioni di quegli anni non hanno per fortuna distrutto la democrazia e la civiltà costituzionale nel nostro Paese, hanno però sterminato cattolici democratici come Moro e mio padre e ottenuto pure l'effetto di riportare i comunisti fuori dall'area di Governo; hanno cioè cambiato il corso degli eventi politici italiani senza e contro la volontà degli elettori, in una direzione - lo dovremmo ricordare agli amici brasiliani e ai cugini francesi - non propriamente rivoluzionaria.
Un'ultima considerazione: malgrado lo schiacciante numero di inequivocabili sentenze definitive a carico di Battisti (che ora sono disponibili in rete sul sito http://www.vittimeterrorismo.it), noi comprendiamo il dramma dell'accertamento della verità, l'intrinseca imperfezione di ogni pur necessaria giustizia umana, il pericolo di errori con tragiche conseguenze sulle esistenze individuali.
Ma proprio per questo, indipendentemente dalle nostre simpatie politiche, guardiamo con grande rispetto a chiunque - da Adriano Sofri a Giulio Andreotti - abbia affrontato il processo e si sia difeso nel processo, e troviamo viceversa inaccettabile e troppo facile - chiunque lo pratichi - il gioco di chi la butta in politica, si dichiara vittima di persecuzioni a causa delle sue idee e si difende dal processo, fuggendo all'estero o ricorrendo ad altri ingegnosi stratagemmi.
Per fortuna, malgrado le divisioni politiche il reato di omicidio non gode di Pag. 40alcuna copertura politico-culturale in questo Parlamento. Perciò possiamo oggi, insieme a tutta la Camera, votare con convinzione una mozione che - oltre ad apprezzare quanto già fatto dal Governo ed esortarlo a rafforzare la propria azione non solo nel caso di Battisti, ma anche in quello di Petrella e in tutti i casi analoghi - può aiutare a correggere il punto di vista di tanti amici francesi e brasiliani frastornati da una scientifica e quotidiana opera di disinformazione promossa da salotti radical chic che non hanno mai conosciuto la storia della democrazia italiana e la vita di quanti - umili o importanti, di destra o di sinistra - sono morti negli anni Settanta e Ottanta per la difesa della nostra Costituzione. Grazie (Applausi - Congratulazioni).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.

(Votazione)

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Cazzola ed altri n. 1-00096 (Nuova formulazione), accettata dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazionia -Applausi).

(Presenti e votanti 413
Maggioranza 207
Hanno votato
413).

Prendo atto che il deputato Nicolucci ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole.

Sull'ordine dei lavori (ore 16,50).

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, vorrei richiamare la sua attenzione e rapidamente, se possibile, quella dei colleghi. Non si può non sottolineare come sia stupefacente il fatto che un Ministro della Repubblica, che ha la responsabilità di guidare il Ministero dello sviluppo economico, anziché come richiesto, venire in Parlamento a riferire relativamente all'accordo siglato fra Italia e Francia, tra i due Governi, con riferimento all'apertura di un processo di realizzazione di centrali nucleari nel nostro Paese, si sia oggi sperimentato nell'indicazione delle modalità con le quali si realizzeranno queste centrali, attraverso un'esternazione durante una conferenza stampa. Egli, dunque, non ha trovato il tempo per venire a riferire in Parlamento, benché abbia dichiarato - lo abbiamo appreso oggi - una disponibilità generica alla Commissione attività produttive a riferire in merito. Dunque, il Ministro, su una questione così importante, fa delle esternazioni e non viene in Parlamento a fornire i chiarimenti necessari.
Signor Presidente, è vero che, come sostiene il Ministro, vi è un disegno di legge in corso di discussione, che verrà approvato nelle prossime settimane dal Senato, dopo che questa Camera aveva concluso la lettura di un disegno di legge che conteneva norme relative al nucleare civile nel nostro Paese. Tuttavia, quelle norme, anche se diventassero legge, non consentirebbero al Governo di divenire totalmente irresponsabile. Signor Presidente, il Ministro sostiene letteralmente che non sarà il Governo a decidere i siti delle centrali nucleari, ma che saranno le aziende a deciderli e ad individuarli. Questo è riportato da tutti i giornali e da tutte le agenzie di stampa.
Signor Presidente, credo che, di fronte ad una questione così importante come quella del nucleare, il Ministro e il Governo non possano fuggire dall'assumersi la responsabilità politica; credo, altresì, che non si possa fuggire dal fatto che il Governo abbia la responsabilità di venire a discuterne, a parlarne e a decidere in questo Parlamento e con questo Parlamento. Pag. 41Signor Presidente, sono certo che è assolutamente fuorviante stabilire che i consigli di amministrazione e i manager delle aziende private - in questo caso, i manager e i consigli di amministrazione di ENEL e di EDF - abbiano la responsabilità della decisione dei siti. Tale decisione deve essere, invece, presa responsabilmente dalla politica con le popolazioni locali e con i loro rappresentanti e con una dovizia di argomentazioni e di garanzie, che vengano dalle autorità di sicurezza nazionali ed internazionali.
Signor Presidente, credo che se il Ministro è disponibile a venire in Parlamento debba farlo subito: fornisca una data alla Presidenza della Camera, fornisca una data alla Commissione attività produttive e anche se la settimana prossima questa Assemblea non lavorerà, tuttavia credo che tutti i gruppi sarebbero disponibili - certamente lo sarà il gruppo del Partito Democratico - a discutere con il Ministro tali questioni. Il Ministro venga eventualmente anche a Camera chiusa, perché la questione da discutere è troppo importante (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Onorevole Quartiani, già ieri, intervenendo sull'ordine dei lavori, lei aveva fatto presente il contenuto di questo suo intervento. La Presidenza si è subito attivata e ci risulta che tra la presidenza della Commissione attività produttive e il Ministro sia in corso di definizione una data al fine di convocare rapidamente una seduta congiunta della Commissione attività produttive di questa Camera e della corrispondente Commissione attività produttive del Senato, al fine di fornire una puntuale e urgente informativa al Parlamento. Sarà premura della Presidenza dare immediatamente informazioni a lei e a tutta l'Assemblea di quanto sarà deciso.

Informativa urgente del Governo sul fenomeno dell'esistenza sulla rete Internet di siti e di gruppi di utenti che incitano all'odio razziale (ore 16,55).

PRESIDENTE. Secondo quanto stabilito dalla odierna Conferenza dei Presidenti di gruppo, avrà ora luogo lo svolgimento di un'informativa urgente del Governo sul fenomeno dell'esistenza sulla rete Internet di siti e di gruppi di utenti che incitano all'odio razziale.
Dopo l'intervento del rappresentante del Governo interverranno i rappresentanti dei gruppi in ordine decrescente, secondo la rispettiva consistenza numerica, per cinque minuti ciascuno. Un tempo aggiuntivo è attribuito al gruppo Misto.

(Intervento del sottosegretario di Stato per l'interno)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il sottosegretario di Stato per l'interno, Alfredo Mantovano.

ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, nel confermare la condanna per ogni manifestazione di odio e di violenza razziale comunque espressa, ribadisco l'impegno del Ministero dell'interno nell'azione di contrasto volta alla piena applicazione del quadro giuridico sanzionatorio, in particolare contenuto nella cosiddetta legge Mancino.
Per meglio delimitare il senso dell'informativa, ricordo che il dominio Internet facebook.com fornisce servizi di social network e risulta registrato dalla Facebook.Inc, con sede a Palo Alto in California, negli Stati Uniti. In Italia non esiste una sede della società, mentre l'unica sede europea si trova a Londra.
Facebook nasce nel 2004 in ambito universitario, poi si estende con successo a tutti gli utenti della rete. L'iscrizione al sito è gratuita e risulta vietata ai minori di 13 anni, mentre per i ragazzi di età compresa fra i 13 e 18 anni è necessario l'assenso dei genitori. Per gli iscritti che lo richiedono, è possibile disattivare l'account registrato e far cancellare in maniera permanente i propri dati.
Fonti giornalistiche riferiscono che il sito figura dal luglio del 2007 nella classifica dei cosiddetti top ten relativa a quelli Pag. 42più visitati nel mondo e il primo negli Stati Uniti, con oltre 60 milioni di foto caricate settimanalmente. In Italia, nel 2008 si è verificata una crescita esponenziale nell'utilizzazione del sito, se si considera che, nel solo mese di agosto, si sono registrati oltre 1 milione e 300 mila accessi.
Per meglio comprendere le dimensioni del successo del fenomeno Facebook, vale la pena ricordare che l'accesso al sito è stato filtrato da diverse organizzazioni aziendali, perché costituiva una sensibile fonte di distrazione per i dipendenti. In considerazione della grande quantità di dati raccolti il servizio è spesso soggetto ad attacchi da parte di hacker ed è afflitto dal fenomeno della presenza di false identità. La polizia postale delle comunicazioni del Ministero dell'interno, anche attraverso le proprie articolazioni territoriali, assicura il costante monitoraggio della rete Internet per individuare i contenuti di eventuale rilievo penale negli spazi e servizi di comunicazione on line. In tale contesto, il portale di social network Facebook viene monitorato con attenzione particolare, anche in riferimento alla presenza di eventuali contenuti che configurino apologia o istigazione alla discriminazione razziale, alla xenofobia e alle altre manifestazioni di intolleranza.
Come è noto, le fattispecie penalmente rilevanti presenti sulla rete Internet vengono segnalate all'autorità giudiziaria, tuttavia la procedibilità successiva presuppone che i fatti siano riferibili a spazi e servizi web gestiti da server o da persone fisicamente presenti sul territorio nazionale.
In assenza di tali presenze, comunque, si segnalano le fattispecie alle corrispondenti autorità straniere, tramite gli organi preposti alla collaborazione internazionale - Interpol, Rete dei punti di contatto G8 - sottogruppo High Tech Crime. In concreto, per interrompere l'attività criminosa, si procede ad oscurare i predetti spazi e servizi web, tramite l'esecuzione di decreti di oscuramento e sequestro emessi dalla autorità giudiziaria, quando i medesimi siano allocati in Italia. Se invece i servizi sono allocati all'estero, si ricorre, se possibile, alla fattiva collaborazione dei proprietari degli spazi web nei quali sono stanziati i contenuti illeciti, che vengono segnalati quali abuse, attraverso le procedure da essi indicate.
Poiché il portale facebook.com è attestato su server che hanno sede in California, per qualsivoglia attività istruttoria relativa alle informazioni di contenuto - messaggi, chat, eccetera - si rende necessaria una rogatoria internazionale. Il Governo ha già attivato importanti iniziative per il contrasto dei reati commessi attraverso il sito Facebook. Di recente, grazie ai contatti avviati dalla polizia postale delle comunicazioni con la società Facebook, si è resa operativa la possibilità di ottenere i dati relativi a utenti o gruppi senza la necessità di ricorrere alla rogatoria internazionale, per rendere più snelle le procedure di cooperazione. In tal caso, quando vi siano ipotesi criminali che coinvolgono cittadini italiani, per ottenere i dati sarà sufficiente inoltrare un provvedimento di acquisizione emesso dall'autorità giudiziaria italiana, secondo procedure concordate. A tal fine, è anche in programma una visita dei funzionari della polizia postale nella sede statunitense di Facebook, per concordare protocolli di più spedita collaborazione allo scopo di favorire la rapida soluzione delle problematiche relative alle varie richieste di interesse investigativo. È in corso, parallelamente, l'organizzazione di una visita in Italia dei responsabili tecnici di Facebook, per predisporre una training class diretta al personale della polizia postale, tesa ad illustrare la funzionalità profonde del sistema, in particolare i possibili ambiti di sfruttamento dello stesso da parte di soggetti criminali e, parallelamente, le metodologie utilizzabili per la loro identificazione. Non mancano esempi di come questa collaborazione abbia già fornito risultati apprezzabili. Tra le operazioni più recenti effettuate su disposizione dell'autorità giudiziaria, ricordo che il compartimento di polizia postale di Perugia è intervenuto e ha ottenuto la rimozione, da parte degli amministratori di Facebook, di un gruppo denominato «Stupri di Pag. 43gruppo». Anche il compartimento della polizia postale di Palermo, su delega della Direzione distrettuale antimafia della stessa città, sta svolgendo accertamenti sulla presenza nel sito di gruppi che inneggiano a boss della criminalità organizzata.
Ricordo anche, però, che a fronte di tali manifestazione di sub cultura, spesso improntate a becera provocazione, all'interno del medesimo social network Facebook, si sono mobilitati autonomamente centinaia di migliaia di utenti per protestare contro la presenza di gruppi che, in diverso modo, sostengono comportamenti criminali. Questa circostanza rappresenta un segnale positivo e testimonia il carattere minoritario di talune devianze.
Da un punto di vista più generale, riguardo l'odio razziale ricordo che, dall'esame dei dati in possesso del Ministero dell'interno relativi agli ultimi quattro anni, risulta che nel 2008 il numero degli atti di violenza con movente di discriminazione e intolleranza mostra un andamento in calo rispetto al triennio 2005-2007, in cui si era registrato un progressivo aumento di tali fattispecie. In particolare, nel 2007, erano stati commessi 138 delitti fondati sulla discriminazione razziale. Ne sono stati individuati 92 e sono state complessivamente tratte in arresto o denunciate 258 persone. Nel 2008, invece, a fronte di 102 delitti commessi, ne sono stati individuati sessantatré e sono state denunciate 153 persone.
Ricordo ancora che la cosiddetta legge Mancino preclude l'accesso ai luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche alle persone che vi si recano con emblemi o simboli idonei a inneggiare al razzismo e alla violenza.
Quale dato positivo per la complessiva azione di prevenzione di contrasto a tali comportamenti, in passato certamente più diffusi, mi preme citare il fatto che nella stagione calcistica 2007-2008 e in quella in corso, 2008-2009, si è verificato un solo episodio di esposizione all'interno di impianti sportivi di striscioni dal contenuto in contrasto con tali disposizioni e ciò è avvenuto nella partita Inter-Juventus del 22 novembre 2008.
Sempre la legge Mancino prevede che il Ministro dell'Interno con proprio decreto, previa deliberazione del Consiglio dei ministri disponga lo scioglimento delle organizzazioni quando, con sentenza irrevocabile, si sia accertato che la loro attività abbia favorito la commissione di reati per finalità di discriminazione, odio etnico, nazionale, razziale o religioso, disponendo anche la confisca dei loro beni. Il 9 novembre del 2000 il Ministro dell'interno, con proprio decreto, dispose lo scioglimento del movimento politico Fronte Nazionale, confiscandone i beni.
La delicatezza della materia e la difficoltà di perseguire con azioni mirate contro coloro che utilizzando la rete Internet incitano alle diverse forme di violenza e di criminalità ha portato alla necessità di affrontare il tema da un punto di vista legislativo. Ricordo che nel corso dell'esame del disegno di legge in materia di sicurezza pubblica approvato dal Senato circa un mese fa e oggi all'esame di questo ramo del Parlamento, atto Camera 2180, è stato proposto un emendamento di fonte parlamentare che ha ottenuto il parere favorevole e la proposta di riformulazione accettata da parte del Governo in tema di repressione di attività di apologia o di incitamento di associazioni criminose o di attività illecite compiute per mezzo di Internet. Nell'attuale stesura, che certamente potrà essere affinata per aumentarne l'efficacia, la norma attribuisce al Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, la possibilità di disporre con proprio decreto l'interruzione di quell'attività, ordinando ai fornitori di connettività alla rete Internet di utilizzare entro ventiquattro ore gli strumenti appositi di filtraggio.
È intento, infine, del Ministero dell'interno promuovere ogni possibile azione non solo per reprimere il fenomeno dell'odio e della discriminazione razziale, ma per potenziare tutte le capacità specialistiche operative tese a prevenire delitti Pag. 44commessi nella rete Internet, che costituisce una fondamentale risorsa nell'attuale società delle informazioni.
Resta evidente che la complessità del fenomeno della comunicazione su Internet e delle relative devianze che esistono non si esaurisce in interventi operativi e normativi nel nostro Paese, ma richiede una collaborazione internazionale ampiamente condivisa anche nei fatti. A fronte della costante evoluzione tecnologica, la rete Internet costituisce un sistema globale fluido impossibile da controllare rigidamente, all'interno del quale si annidano presenze delittuose.
La risposta più mirata nel quadro dei meccanismi esistenti di cooperazione internazionale consiste nell'avviare una sempre maggiore focalizzazione dei problemi che emergono, per potenziare ogni possibile collaborazione operativa che concretizzi un efficiente e rapido network di contrasto che si muova non solo livello a di polizia e di magistratura, ma comprenda il fondamentale aspetto di collaborazione attiva dei gestori e delle imprese responsabili. In tal senso, le azioni intraprese dal Ministero dell'interno si pongono per dimensioni prospettiche, per metodo e per merito su un piano di concreta positività anche per l'elevato spessore qualitativo delle risorse impiegate e degli uomini che utilizzano queste risorse e che intendo ringraziare per il loro costante lavoro di monitoraggio e di intervento.

(Interventi)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Palmieri. Ne ha facoltà, per cinque minuti.

ANTONIO PALMIERI. Signor Presidente, innanzitutto volevo ringraziare il Governo, in particolare il sottosegretario Mantovano, per l'approfondita la relazione che ha svolto.
Anch'io mi unisco, a nome del mio gruppo, alla condanna di questo tipo di manifestazioni che possono sempre andare a sollecitare qualche testa bacata a passare dalle parole ai fatti, ma che soprattutto diffondono una subcultura che dobbiamo a tutti i costi respingere.
Entrando nel merito, comprendo e condivido - e chiunque usi Facebook e la rete lo sa - quanto sia complicato intervenire direttamente in Facebook, perché è praticamente impossibile accertare con chiarezza e veridicità l'identità di chi ha postato un commento piuttosto che ideato un gruppo ed è altrettanto difficile entrare in contatto con l'azienda Facebook che, come ricordava il sottosegretario Mantovano, non ha una presenza in Italia.
Plaudo all'accordo, cui il sottosegretario ha fatto cenno, tra il nostro Governo, la polizia postale e l'azienda Facebook che consente di potere interagire e intervenire rapidamente, evitando rogatorie internazionali e, quindi, andando direttamente al cuore della questione.
Devo dire che vi è una preoccupazione diffusa. Questa mattina ho partecipato ad un forum organizzato da l'Espresso e da La Repubblica e ho citato proprio l'onorevole Fiano, nel suo intervento di qualche giorno fa a fine seduta in Aula, come l'ultimo esempio di una denuncia di questo tipo di fenomeni che, come ho detto all'inizio, vanno assolutamente colpiti, individuati e messi da un lato. Questa preoccupazione diffusa ha messo capo, al Senato, come ha ricordato il sottosegretario Mantovano, all'emendamento del senatore D'Alia, poi approvato dall'Assemblea. A questo proposito annuncio che il nostro gruppo ha già presentato un emendamento, a prima firma del collega Casinelli, proprio volto a rendere quanto approvato dal Senato efficace e praticamente realizzabile nello spirito indicato dal sottosegretario, perché vogliamo che le norme siano tese a intervenire nel modo più efficace possibile, stante la difficoltà di farlo in Internet e in particolarmente in Facebook.
Vorrei, però, sgombrare il campo da ogni possibile equivoco: non esiste, da parte del Governo, né da parte di questa nostra maggioranza, alcuna intenzione di limitare la sacrosanta libertà di espressione che vale in Internet e, ovviamente, in Pag. 45Facebook tanto quanto vale in qualsiasi altro ambito del nostro Paese. Al tempo stesso, però, non possiamo considerare Internet, la rete e Facebook come dei luoghi a parte dove non vigono le leggi che sono vigenti nel resto del nostro Paese e nella comunità internazionale, quasi fosse un luogo a sé stante dove vige e vive un fantomatico e non meglio precisato «popolo della rete» al quale tutto deve essere permesso. Non è così e gli operatori più avvertiti lo sanno e ne hanno consapevolezza e da questo discende l'intervento che, appunto, faremo alla Camera per migliorare quanto approvato dal Senato.
Concludo il mio intervento, esprimendo un appello ed una considerazione. L'appello è rivolto a tutti coloro i quali, fuori da questo Parlamento, hanno a cuore i destini di Internet e della rete, affinché mettano da parte i pregiudizi ideologici rivolti verso ogni intervento della politica che intenda mettere fine e circoscrivere episodi deprecabili, come quelli per i quali siamo qui riuniti oggi. Li invitiamo, come già abbiamo fatto questa mattina in questo forum (lo dicevo prima), a collaborare con il Parlamento e con il Governo o quanto meno con i parlamentari più sensibili al tema e più ferrati sulla materia, proprio per svolgere un lavoro insieme che consenta di superare le reciproche diffidenze ma, soprattutto, di mettere al sicuro la rete da quanti, con questo tipo di comportamenti, in realtà attentano alla sua vita.
In conclusione, signor Presidente, per questo motivo credo che ci aspetti un lungo impegno anche sotto il versante culturale, appunto per raggiungere una condivisione di questo tipo di atteggiamento che ricordavo poc'anzi. Confermo il ringraziamento al sottosegretario per la sua relazione e, altresì, l'intenzione del nostro gruppo di andare a migliorare il contenuto dell'emendamento D'Alia, approvato poche settimane or sono al Senato (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fiano. Ne ha facoltà.

EMANUELE FIANO. Signor Presidente, ringrazio il Governo e il sottosegretario Mantovano per la relazione che ci ha fornito e per la prontezza con cui ha voluto riferire all'Assemblea. Signor Presidente, mi permetta innanzitutto di esprimere il mio ringraziamento a coloro che nella polizia postale svolgono un lavoro difficile e sempre più esteso (vista l'estensione della rete) e mi auguro, anzi, che il Ministero dell'interno voglia sempre di più favorire il loro lavoro, integrando le risorse che a questo scopo sono stanziate.
Vorrei ringraziarla della relazione, ma mi preme operare alcune distinzioni: una dal collega che mi ha appena preceduto, il collega Palmieri, perché personalmente non deduco dalle vicende di cui trattasi di essere d'accordo con il testo dell'emendamento D'Alia. Tra l'altro (questo è il secondo punto, voglio essere molto breve), mi piacerebbe chiedere al sottosegretario alla prossima occasione se vi è un'integrazione.
Infatti, nel caso di cui trattiamo, ossia di un gruppo di utenti di Facebook che, con nome e cognome, pronunciano o mettono sul sito frasi direttamente ascrivibili al reato di istigazione alla discriminazione razziale di cui al decreto Mancino, poi convertito in legge, e a reati di istigazione a violenza, signor sottosegretario e signor Presidente, non ci troviamo di fronte alla fattispecie di cui lei, con molta dovizia di particolari, ci ha giustamente illustrato il lavoro che si sta compiendo, che conosco e che ha permesso molte volte, come lei ha citato nella sua relazione, di giungere alla chiusura di alcuni siti.
Cito, perché si capisca di cosa si sta parlando, siti terribili come quello apparso recentemente sui Internet che si denominava «stupri di gruppo». Qui siamo di fronte alla seguente fattispecie, signor sottosegretario: conosciamo il nome, il cognome e addirittura la fotografia delle persone del gruppo da me citato (il gruppo su Facebook si chiama «prendi un fiammifero incendia i campi Rom»), che dicono quello che, secondo loro, andrebbe fatto ed istigano a farlo: «prendete del petrolio incendiate i campi Rom», «prendete Pag. 46delle molotov, lanciatele sui campi Rom», «riapriamo i forni crematori e infiliamo tutti i Rom italiani nei forni crematori», firmandosi signor Pinco Pallino, signor Tizio Caio, perché su Facebook ci si firma.
Quindi, ringraziandola ed anche stimandola, come lei sa, per il contenuto della sua relazione che esprime la serietà del lavoro che si compie all'interno di un Ministero, mi trovo a rilevare, anche con riferimento a quanto detto dal collega, che in questo caso sia l'emendamento D'Alia, sia il lavoro che già si sta facendo nel Ministero non c'entrano nulla.
Vorrei invece sapere dal Governo se quelle persone, che con nome e cognome hanno scritto queste vergognose frasi razziste e di istigazione alla violenza, saranno perseguite a norma di legge. Credo che ne esistano gli estremi e che la magistratura dovrebbe essere informata di questo.
Voglio concludere, dicendo che, anche a fronte della gravità di quanto sta raccontando, tuttavia non mi metterò dalla parte di chi vorrebbe contravvenire, sulla base di questo, ad un principio molto centrale nella nostra Costituzione che è quello della libera espressione delle idee. Per questo motivo sarei cauto in ordine a provvedimenti che possano, in senso lato, comprimere la libertà di espressione delle idee che si trova su Internet. Invece è giusto perseguire chi con nome e cognome pronuncia frasi ingiuriose e palesemente in contrasto con la nostra normativa (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE. Signor Presidente, ho seguito con molta attenzione l'illustrazione del sottosegretario e non ho alcuna difficoltà a ringraziarlo per il lavoro che sta svolgendo anche in direzione della lotta a coloro che stanno operando attraverso questi siti per dare fiato ad un clima di violenza e soprattutto ad atti inconsulti di discriminazione razziale e di xenofobia.
Certo, la polizia postale sta svolgendo il suo lavoro ed è necessario individuare le responsabilità. Abbiamo ascoltato poco fa l'onorevole Fiano che invitava e sollecitava il Governo ad intensificare ogni intervento, trovando ovviamente nella magistratura la disponibilità ad operare, lo dico tra virgolette, in direzione della sanzione e soprattutto dell'azione giudiziaria nei confronti di chi è responsabile.
Vorrei esprimere una considerazione, signor Presidente e signor sottosegretario.
Questi lunghissimi e ampi messaggi attraverso questi siti esprimono e denotano un clima terribile che si manifesta all'interno del nostro Paese. Si tratta di un clima che ricorda anche altri tempi, forse non caratterizzati da xenofobia, un clima che faceva lievitare sempre di più la violenza nei confronti di altri, che si diceva politica, anche se poi degenerava in una violenza ed in una criminalità comune.
Pertanto, non c'è dubbio che non è sufficiente operare per quanto riguarda il controllo di siti, ma bisogna anche estendere a mio avviso le indagini per capire se esistono dei nuclei organizzati all'interno di questo nostro Paese, che fanno della xenofobia e del razzismo una ragione di essere, oppure una nuova formula di lotta politica. Quindi, ritengo che questo aspetto e questo dato vadano verificati e riscontrati.
Inoltre, c'è un altro aspetto. Bisogna anche tutti noi avere sugli stranieri una valutazione e un approccio un po' diverso rispetto al passato. Si parla più volte di politiche coerenti, di integrazione e non c'è dubbio che questi sono un aspetto e un dato che dobbiamo recuperare sul piano culturale, della civiltà e di un modo di essere, pensare e concepire i rapporti all'interno del nostro Paese. Non c'è soltanto un problema del sito, o di questa platea che si gonfia e si dilata sempre di più in termini quasi minacciosi.

PRESIDENTE. Onorevole Tassone, la prego di concludere.

MARIO TASSONE. Ho concluso, signor Presidente. Vi è un clima forte nel Paese e questa realtà di gente e di persone che si indirizzano al sito certamente esprime Pag. 47un malessere all'interno del nostro Paese. Ecco perché nel dare certamente atto al Governo del suo impegno questo mio richiamo non è formale, altrimenti anche l'informativa sollecitata da un collega nella disattenzione di carattere generale in questo particolare momento... Signor Presidente, vorrei concludere con l'attenzione, almeno conclusiva, del Governo, per un fatto di rispetto reciproco come io ho rispetto nei confronti del Governo...

ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Si, ma io sono qui...

MARIO TASSONE. Ma non è colpa tua, Mantovano, però siccome abbiamo fatto tutti questo mestiere, allora non c'è dubbio che molte volte è difficile per tutti interloquire. Altrimenti uno restava a casa o andava via...

PRESIDENTE. Onorevole Tassone, si rivolga al Presidente, visto che - senza nulla togliere al sottosegretario Mantovano - lei è un esperto!

MARIO TASSONE. La ringrazio, signore Presidente, approfittavo della sua gentilezza, anche perché mi dispiace, non aver ripreso un collega, che ovviamente opera anche così, ma aver richiamato con forza l'attenzione del collega Mantovano.
Ho concluso, signor Presidente. Il problema è molto più vasto, più completo e più complessivo rispetto a questo uso di Facebook e credo che sia un fatto che vada registrato e sottolineato, con riferimento al quale certamente, a mio avviso, bisogna capire - ripeto le cose che ho detto poc'anzi - se esistono gruppi organizzati che si stanno certamente determinando in un'azione di violenza all'interno del nostro Paese. Credo che questo sia l'oggetto di discussione di oggi, ma certamente dovrà vederci impegnati anche nel prossimo futuro.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Evangelisti. Ne ha facoltà.

FABIO EVANGELISTI. Signor Presidente, pur avendo apprezzato i toni contenuti dell'informativa svolta dal sottosegretario Mantovano a nome del Governo, non si può fare a meno di rilevare che: A) rispetto alle richieste precise che erano giunte nei giorni scorsi dall'onorevole Fiano le risposta non sono state fornite. Ripeto la domanda posta dall'onorevole Fiano, che è poi interesse di tutti noi: è intenzione del Governo di agire e di prendere dei provvedimenti nei confronti di coloro che violano la legge, istigando al razzismo, e che fanno attività di apologia su Internet ed in particolare sul social network chiamato Facebook? Questa era la domanda alla quale non è stata data risposta ma ripeto, pur apprezzando la relazione del Governo, vi sono altri punti.
Allora, il punto A) era il fatto che non è stata data risposta alla domanda posta dall'onorevole Fiano. Punto B): ieri abbiamo ratificato un atto che si pone nell'ambito di un Trattato più generale tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America per quanto riguarda la cooperazione contro le grandi organizzazioni criminali e anche contro il terrorismo che, lo sappiamo, attiva anche strumenti tecnologicamente avanzati e, guarda caso, anche Internet. Ci stiamo attrezzando in questo nuovo millennio con le nuove armi della conoscenza e non si combattono più le guerre fra gli Stati ma siamo di fronte ad una grande minaccia globale rappresentata dal terrorismo; ora, dato che l'altro giorno abbiamo scoperto che le schede telefoniche utilizzate nell'attentato a Mumbai sono state acquisite da tal Javaid Iqbal in quel di Brescia, come si fa a dire che non si può intervenire in presenza di siti che hanno una postazione all'estero, quando è possibile risalire con la tracciabilità (perché l'elettronica ha grandi potenzialità ma lascia tracce) addirittura al computer, al cellulare o alla scheda telefonica da cui è partita l'istigazione alla violenza o l'atto di razzismo o qualsiasi altro reato compiuto?
Come dicevo si è ratificato l'atto. Perché non si fa un nuovo atto che migliori la qualità della cooperazione internazionale Pag. 48con gli Stati Uniti per quanto riguarda i siti che si trovano in quel Paese, per quanto riguarda il Lussemburgo se parliamo di Skype o di altre cose ancora? In questo senso, la relazione sarebbe stata più interessante se vi fossero stati forniti anche questi elementi.
Tuttavia, voglio dire al Governo, ed è il terzo punto che chiameremo C), che ci vuole poi una certa coerenza e linearità di comportamento; non si può venire qui oggi in Aula... Vedo che il Governo ha un interesse...

ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Devo andare a conferire con la Presidenza.

FABIO EVANGELISTI. Pur avendo espresso un apprezzamento, il Governo deve decidere quale strada prendere: contenere le manifestazioni all'interno di Internet oppure prendere la strada (molto più facile ma anche molto più pericolosa) della chiusura e dell'oscuramento dei siti; in questo senso, si pone l'emendamento proposto dal senatore D'Alia al Senato e speriamo che ci possano essere le condizioni per modificarlo in quest'Aula.
Vengo al quarto punto, che chiameremo D). L'altro giorno, se non sbaglio ieri o ieri l'altro, stavamo discutendo del «milleproroghe»; il gruppo dell'Italia dei Valori, primo firmatario l'onorevole Di Pietro e secondo firmatario chi parla in questo momento, ha rappresentato al Governo la necessità che, fermo restando le prerogative del Parlamento, con un ordine del giorno il Governo si facesse carico del complesso delle iniziative tese a colpire le manifestazioni criminose che si muovono sul web, attraverso iniziative che non comportino limitazioni alla libertà di espressione garantita dalla Costituzione. Ebbene, non siamo riusciti in quell'occasione ad andare oltre l'accoglimento come semplice raccomandazione.
Concludo, signor Presidente. Ci vuole linearità e comportamento: occorrerebbe che alle belle parole, alle belle nozioni fornite in quest'Aula questa sera seguissero una continuità e una coerenza di azione in entrambi i rami del Parlamento e, soprattutto, che si operasse nel senso di attrezzare al meglio le nostre forze di polizia e i nostri servizi competenti, garantendo risorse e professionalità. Da questo punto di vista il fatto che ci siano azioni che possano, anche grazie ai tecnici di Facebook che vengono in Italia, supportare la nostra polizia postale non ci può che far piacere, ma rimangono tutti i limiti dell'azione di Governo (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento dell'informativa urgente del Governo.
Prima di passare allo svolgimento delle interpellanze urgenti, sospendo la seduta brevemente.

La seduta, sospesa alle 17,30 è ripresa alle 17,40.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ROCCO BUTTIGLIONE

Svolgimento di interpellanze urgenti.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.

(Notizie in merito all'eventuale apertura di indagini relative al decesso di Eluana Englaro - n. 2-00309)

PRESIDENTE. L'onorevole Vignali ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00309, riguardante notizie in merito all'eventuale apertura di indagini relative al decesso di Eluana Englaro (Vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti).

RAFFAELLO VIGNALI. Signor Presidente, mi riservo di intervenire in sede di replica.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia, Giacomo Caliendo, ha facoltà di rispondere.

Pag. 49

GIACOMO CALIENDO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. La risposta che gli onorevoli interroganti sollecitano nel presente atto dì sindacato ispettivo è chiaramente mossa dall'intento di far luce, quanto più possibile, sulla vicenda Englaro. Ritengo che tali legittime aspettative possano essere soddisfatte riportando, nel dettaglio, quanto riferito dagli organi competenti i quali, nella veste di depositari delle informazioni richieste, sono allo stato gli unici a poter fare chiarezza in materia.
Comunico, quindi, che il procuratore della Repubblica di Udine, interrogato sul punto, ha precisato che l'ufficio della procura ha nominato due consulenti che, giorno per giorno, hanno controllato che le persone autorizzate col decreto esecutivo della corte d'appello di Milano, operassero, in ordine all'interruzione del trattamento di sostegno vitale di Eluana Englaro, secondo le modalità indicate nel decreto stesso e nel protocollo di attuazione.
Il predetto procuratore ha, altresì segnalato che, a seguito della morte di Eluana sono stati nominati tre diversi consulenti tecnici per stabilire le cause di morte e la compatibilità delle stesse con le modalità indicate. Tali consulenti, come sottolineato dal capo dell'ufficio, sono dotati di specifica competenza. Due sono professori di medicina legale ed uno è specializzato in tossicologia forense. Solo all'esito dell'attività peritale, e cioè quando saranno depositate tutte e cinque le relazioni tecniche, l'ufficio requirente potrà analizzare le risultanze acquisite per, poi, procedere alle determinazioni di competenza.
Per mera completezza informativa, si segnala, inoltre, che la procura della Repubblica di Udine, ha riferito di aver ricevuto, in data 25 febbraio 2009, una notizia di reato di iniziativa della P.G. e di avere iscritto nel registro degli indagati, per inosservanza dei provvedimenti dell'autorità ex articolo 650 del codice penale, il medico anestesista ed un infermiere della casa di cura «La Quiete», nonché due giornalisti. Allo stato, le informazioni pervenute sono al vaglio della magistratura inquirente.

PRESIDENTE. L'onorevole Vignali ha facoltà di replicare.

RAFFAELLO VIGNALI. Vorrei ringraziare per l'esauriente risposta il sottosegretario, senatore Caliendo. Sono molto soddisfatto della risposta, mentre lo sono meno del comportamento della procura della Repubblica presso il tribunale di Udine, perché risulta che abbia nominato esclusivamente periti culturalmente di parte. Il dibattito in corso nel Paese, nonché l'esigenza di una ponderazione e di un equilibrio maggiori, avrebbero richiesto la nomina di collegi di esperti appartenenti ad entrambi i grandi orientamenti culturali che su questa vicenda si sono confrontati, anche in modo acceso.
Per quanto riguarda le ultime vicende, di cui abbiamo letto sui giornali, come ha annunciato il senatore Caliendo vedremo quali saranno gli sviluppi. Ringrazio ancora il senatore Caliendo per la risposta e per la cortesia.

Calendario dei lavori dell'Assemblea per il mese di marzo 2009 e conseguente aggiornamento del programma.

PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'odierna riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo, è stato predisposto, ai sensi dell'articolo 24, comma 3, del Regolamento, il seguente calendario dei lavori per il mese di marzo 2009:

Lunedì 9 marzo (pomeridiana):

Discussione sulle linee generali delle mozioni:
Mecacci ed altri n. 1-00089 concernente iniziative per il rispetto dei diritti umani e delle libertà democratiche in Tibet; Pag. 50
Casini ed altri n. 1-00093 concernente misure a favore dell'efficienza e della funzionalità delle Forze armate;
Franceschini ed altri n. 1-00123 e Osvaldo Napoli ed altri n. 1-00113 concernenti iniziative in merito alla situazione economico-finanziaria degli enti locali.

Martedì 10 marzo (antimeridiana e pomeridiana, fino alle ore 18 ed eventualmente al termine delle votazioni):
Esame (discussione sulle linee generali e seguito dell'esame) del disegno di legge n. 2227 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 gennaio 2009, n. 3, recante disposizioni urgenti per lo svolgimento nell'anno 2009 delle consultazioni elettorali e referendarie (Approvato dal Senato - scadenza: 29 marzo 2009).

Martedì 10 (votazioni a partire dalle ore 18), mercoledì 11 (votazioni dalle 9,30 alle 11 e dalle 12 alle 14; votazioni dalle 16 alle 18 e dalle 19 alle 21) e giovedì 12 marzo (votazioni dalle 9,30 alle 11,30 e dalle 12,30 alle 14,30, con eventuale prosecuzione nella giornata di venerdì 13 marzo con votazioni dalle 9,30 alle 11 e dalle 12 alle 14):

Seguito dell'esame delle mozioni:
Mecacci ed altri n. 1-00089 concernente iniziative per il rispetto dei diritti umani e delle libertà democratiche in Tibet;
Casini ed altri n. 1-00093 concernente misure a favore dell'efficienza e della funzionalità delle Forze armate;
Franceschini ed altri n. 1-00123 e Osvaldo Napoli ed altri n. 1-00113 concernenti iniziative in merito alla situazione economico-finanziaria degli enti locali.

Seguito dell'esame dei disegni di legge:
n. 2227 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 gennaio 2009, n. 3, recante disposizioni urgenti per lo svolgimento nell'anno 2009 delle consultazioni elettorali e referendarie (Approvato dal Senato - scadenza: 29 marzo 2009);
n. 1415 ed abbinate - Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (previo esame e votazione delle questioni pregiudiziali presentate).

Lunedì 16 marzo (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna):
Discussione sulle linee generali del disegno di legge n. 2105 ed abbinate - Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione (Approvato dal Senato) (collegato alla manovra di finanza pubblica).

Martedì 17 (votazioni dalle 14,30 alle 17 e dalle 18 alle 20,30), mercoledì 18 (votazioni dalle 9,30 alle 11 e dalle 12 alle 14; votazioni dalle 16 alle 18 e dalle 19 alle 21) e giovedì 19 marzo (votazioni dalle 9,30 alle 11,30 e dalle 12,30 alle 14,30, con eventuale prosecuzione nella giornata di venerdì 20 marzo, con votazioni dalle 9,30 alle 11 e dalle 12 alle 14):
Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2105 ed abbinate - Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione (Approvato dal Senato) (collegato alla manovra di finanza pubblica).

Lunedì 23 marzo (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna):
Discussione sulle linee generali del disegno di legge n. 2187 - Conversione in legge del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, recante misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi (da inviare al Senato - scadenza: 12 aprile 2009). Pag. 51
Discussione sulle linee generali del progetto di legge n. 2042 ed abbinata - Adesione della Repubblica italiana al Trattato concluso il 27 maggio 2005 tra il Regno del Belgio, la Repubblica federale di Germania, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, il Granducato di Lussemburgo, il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica d'Austria, relativo all'approfondimento della cooperazione transfrontaliera, in particolare allo scopo di contrastare il terrorismo, la criminalità transfrontaliera e la migrazione illegale (Trattato di Prüm). Istituzione della banca dati nazionale del DNA e del laboratorio centrale per la banca dati nazionale del DNA. Delega al Governo per l'istituzione dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria. Modifiche al codice di procedura penale in materia di accertamenti tecnici idonei ad incidere sulla libertà personale (Approvato dal Senato - ove concluso dalle Commissioni).
Discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 1090 - Delega al Governo per la riforma della disciplina delle persone giuridiche e delle associazioni non riconosciute, di cui al titolo II del libro primo del codice civile.
Discussione sulle linee generali della mozione Cota ed altri n. 1-00076 concernente una moratoria per la costruzione di nuove moschee e centri culturali islamici.

Martedì 24 marzo (votazioni dalle 14,30 alle 17 e dalle 18 alle 20,30):
Seguito dell'esame e conclusione del disegno di legge n. 2105 ed abbinate - Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione (Approvato dal Senato) (collegato alla manovra di finanza pubblica).
Seguito dell'esame del disegno di legge n. 1415 ed abbinate - Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (ove non concluso).

Mercoledì 25 (votazioni dalle 9,30 alle 11 e dalle 12 alle 14; votazioni dalle 16 alle 18 e dalle 19 alle 21) e giovedì 26 marzo (votazioni dalle 9,30 alle 11,30 e dalle 12,30 alle 14,30, con eventuale prosecuzione nella giornata di venerdì 27 marzo, con votazioni dalle 9,30 alle 11 e dalle 12 alle 14):

Seguito dell'esame dei disegni di legge:
n. 1415 ed abbinate - Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (ove non concluso);
n. 2187 - Conversione in legge del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, recante misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi (da inviare al Senato - scadenza: 12 aprile 2009).

Seguito dell'esame del progetto di legge n. 2042 ed abbinata - Adesione della Repubblica italiana al Trattato concluso il 27 maggio 2005 tra il Regno del Belgio, la Repubblica federale di Germania, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, il Granducato di Lussemburgo, il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica d'Austria, relativo all'approfondimento della cooperazione transfrontaliera, in particolare allo scopo di contrastare il terrorismo, la criminalità transfrontaliera e la migrazione illegale (Trattato di Prüm). Istituzione della banca dati nazionale del DNA e del laboratorio centrale per la banca dati nazionale del DNA. Delega al Governo per l'istituzione dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria. Modifiche al codice di procedura penale in materia di accertamenti tecnici idonei ad incidere sulla libertà personale (Approvato dal Senato - ove concluso dalle Commissioni).

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Seguito dell'esame della proposta di legge n. 1090 - Delega al Governo per la riforma della disciplina delle persone giuridiche e delle associazioni non riconosciute, di cui al titolo II del libro primo del codice civile.

Seguito dell'esame della mozione Cota ed altri n. 1-00076 concernente una moratoria per la costruzione di nuove moschee e centri culturali islamici.

Nel corso della settimana potrà avere luogo il seguito dell'esame di argomenti previsti in calendario e non conclusi.

Lunedì 30 marzo (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna):

Discussione sulle linee generali dei disegni di legge:
S. 1367 - Conversione in legge del decreto-legge 5 febbraio 2009, n. 4, recante misure urgenti in materia di produzione lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario (ove trasmesso dal Senato e concluso dalla Commissione - scadenza: 6 aprile 2009);
n. 2232 - Conversione in legge del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori (da inviare al Senato - scadenza: 25 aprile 2009).

Discussione sulle linee generali della mozione Di Pietro ed altri n. 1-00109 concernente iniziative relative al sistema creditizio italiano, con particolare riferimento alla riforma delle fondazioni bancarie e delle banche popolari quotate.

Discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 177 ed abbinata - Distacco dei comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione.

Martedì 31 marzo (votazioni dalle 14,30 alle 17 e dalle 18 alle 20,30), mercoledì 1o (votazioni dalle 9,30 alle 11 e dalle 12 alle 14; votazioni dalle 16 alle 18 e dalle 19 alle 21) e giovedì 2 aprile (votazioni dalle 9,30 alle 11,30 e dalle 12,30 alle 14,30, con eventuale prosecuzione nella giornata di venerdì 3 aprile con votazioni dalle 9,30 alle 11 e dalle 12 alle 14):

Seguito dell'esame dei disegni di legge:
S. 1367 - Conversione in legge del decreto-legge 5 febbraio 2009, n. 4, recante misure urgenti in materia di produzione lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario (ove trasmesso dal Senato e concluso dalla Commissione - scadenza: 6 aprile 2009);
n. 2232 - Conversione in legge del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori (da inviare al Senato - scadenza: 25 aprile 2009).

Seguito dell'esame della mozione Di Pietro ed altri n. 1-00109 concernente iniziative relative al sistema creditizio italiano, con particolare riferimento alla riforma delle fondazioni bancarie e delle banche popolari quotate.

Seguito dell'esame della proposta di legge n. 177 e abbinata - Distacco dei comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione.

Nel corso della settimana potrà avere luogo il seguito dell'esame di argomenti previsti in calendario e non conclusi. Pag. 53
In relazione all'andamento dei lavori potrà essere prevista la prosecuzione notturna della seduta, dandone congruo preavviso ai gruppi.
Lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (question time) avrà luogo il mercoledì (dalle ore 15).
Lo svolgimento di interrogazioni e di interpellanze avrà luogo (salvo diversa previsione) il martedì (antimeridiana); lo svolgimento di interpellanze urgenti il giovedì o il venerdì, secondo l'andamento dei lavori.
Il Presidente si riserva di inserire nel calendario l'esame di ulteriori progetti di legge di ratifica licenziati dalle Commissioni e di documenti licenziati dalla Giunta per le autorizzazioni.
L'organizzazione dei tempia per la discussione degli argomenti iscritti nel calendario dei lavori sarà pubblicata in calce al Resoconto stenografico della seduta odierna.
Il programma si intende conseguentemente aggiornato.

Si riprende lo svolgimento di interpellanze urgenti (ore 17,50).

(Rinvio dell'interpellanza urgente Distaso - n. 2-00315)

PRESIDENTE. Dovremmo ora passare all'interpellanza urgente Distaso n. 2-00315, riguardante iniziative di competenza in merito a presunte fughe di notizie relative ad indagini giudiziarie sulla sanità in Puglia.
Avverto che, su richiesta del presentatore e con il consenso del Governo, lo svolgimento dell'interpellanza è rinviato ad altra seduta.

(Rinvio dell'interpellanza urgente Laratta - n. 2-00269)

PRESIDENTE. Dovremmo ora passare all'interpellanza urgente Laratta n. 2-00269, riguardante dati relativi alla distribuzione e all'operatività delle social card e misure a sostegno dei redditi dei pensionati, dei lavoratori con famiglia a carico, dei precari e dei disoccupati. Se mettete il plurale, dovete mettere la «s» alla fine della parola «card».
Avverto che, su richiesta del presentatore e con il consenso del Governo, lo svolgimento dell'interpellanza è rinviato ad altra seduta.

(Iniziative per assicurare alle forze di polizia adeguati mezzi e risorse - n. 2-00314)

PRESIDENTE. L'onorevole Paladini ha facoltà di illustrare l'interpellanza Donadi n. 2-00314, concernente iniziative per assicurare alle forze di polizia adeguati mezzi e risorse (Vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti), di cui è cofirmatario.

GIOVANNI PALADINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, questa interpellanza urgente riguarda non solo le notizie di stampa che sono apparse in questi giorni sui giornali che concernono l'organico delle forze di polizia, che nei tre anni sarebbe carente di ben 20 mila unità, non riguarda le notizie riportate dalla stampa sempre sulla situazione di cui sarebbe al corrente lo stesso Ministero dell'interno, presso il quale è presente uno specifico dossier sulle carenze d'organico del personale di polizia.
Il Ministero dell'interno calcola che, senza un piano pluriennale di reclutamento, nei prossimi anni assisteremo ad un'ulteriore consistente diminuzione: tra il 2016 ed il 2017 potrebbero andare in pensione tra le 12 mila e le 16 mila unità di forze di polizia.
Il persistente blocco del turn over ed i tagli del personale hanno prodotto in tempi rapidissimi una carenza di moltissime unità, che incide, in particolare, sulle tante caserme dell'Arma dei carabinieri e sui commissariati di polizia, distribuiti su tutto il territorio, in particolare su quelli di piccole dimensioni, che soffrono fortemente Pag. 54di questa problematica e che hanno sempre garantito e continuano a garantire con la loro presenza un controllo effettivo ed efficace anche nei comuni più piccoli del nostro Paese.
Secondo i sindacati di polizia, i poliziotti hanno un'età media troppo alta, superiore ai 40 anni, e con la sospensione della leva, ma anche con quello che sta avvenendo con l'avanzamento dei reclutamenti e dei concorsi nel pubblico impiego, viene meno l'automatismo che permetteva l'ingresso di migliaia di giovani poliziotti ogni anno.
Alcuni esponenti sindacali delle forze di polizia hanno precisato che ci sono circa 2 mila persone ferme che potevano essere chiamate (i volontari in ferma breve, i volontari in ferma prefissata). Sarebbe bastato utilizzare, per esempio, i 60 milioni spesi per i militari in città. Ed ancora, specificano che in questo Governo si vuol fare per la sicurezza una politica poco seria; credo che la politica del personale sia imprescindibile.
Non è ancora chiaro che ruolo e che peso avranno nel progetto di federalismo fiscale le cosiddette polizie locali, in particolare quanto peseranno economicamente nei confronti della polizia tradizionale. È chiara una cosa, invece: con l'ultimo provvedimento, il decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, si danno praticamente compiti alle associazioni dei privati e non si pagano, per questo, gli straordinari alle forze dell'ordine. Pensiamo che questo sia un problema molto serio.
Per i prossimi tre anni, intanto, sono previsti tagli considerevoli per le forze di polizia, addirittura quasi un miliardo di euro. Si mette così a rischio anche la manutenzione ordinaria delle semplici volanti (se vogliamo usare il termine «semplici» per far capire ai cittadini il livello naturalmente più importante, più territoriale, più vicino alla gente).
Già in passato Governi di centrodestra avevano proceduto a drastiche diminuzioni nei confronti delle risorse destinate alle forze di polizia: i fondi per mezzi e servizi sono scesi da 163 milioni nel 2002 a 120 milioni nel 2006; per i rimpatri dei clandestini le risorse sono state ridotte da 16 a 12 milioni tra il 2003 ed il 2006; per la Direzione investigativa antimafia si è passati da ben 27 milioni nel 2002 a 18 nel 2006. Per tre anni consecutivi i Governi di centrodestra, guidati dall'attuale Presidente del Consiglio dei ministri, hanno ripetuto l'intenzione di assumere 1.500 agenti, mantenuti, invece, sempre nel grado di ausiliari: è stato poi il Governo Prodi ad assumerli definitivamente.
I finanziamenti stanziati da questo Governo per il 2009 per le forze di polizia sono sufficienti appena per il rifornimento: la manutenzione dei mezzi è, di fatto, resa impossibile con questo tipo di programmazione. Secondo quanto riporta la stampa, lo stop alle manutenzioni è ufficializzato, nero su bianco, da una circolare di un prefetto direttore dei servizi tecnico-logistici del Dipartimento della pubblica sicurezza: una circolare che evidenzia, in maniera esplicita, l'inadeguatezza assoluta delle risorse messe a disposizione dal Governo in carica.
Anche per i mezzi navali ed aerei della polizia la manutenzione è, di fatto, sospesa; nella maggioranza dei casi, gli uffici sono carenti anche dal punto di vista delle strutture informatiche, che attualmente sono, però, indispensabili per le indagini e per l'attività quotidiana di polizia.
La circolare specifica: «sul capitolo relativo alle spese per la gestione e la manutenzione dei veicoli della polizia di Stato gli stanziamenti di bilanci risultano di gran lunga insufficienti rispetto agli effettivi bisogni», per cui i responsabili della manutenzione degli automezzi sono invitati «a circoscrivere le spese ai soli rifornimenti di carburante».
Secondo i dati forniti, sempre da alcuni sindacati a Roma, dall'inizio dell'anno si sono fermati 250 mezzi, mentre a Napoli sono fermi in attesa di manutenzione ben 228 mezzi. Per quanto concerne le specialità, vi è in primo luogo il problema ormai cronico delle indennità: purtroppo da più di qualche anno gli agenti le aspettano, specialmente la polizia postale, la polizia ferroviaria, la polizia stradale; le specialità della Polizia aspettano questo Pag. 55tipo di intervento da parte del Governo. Ma non vi è solo questo. Quel che riguarda poi i distaccamenti autostradali della polizia stradale è veramente significativo: molto spesso una sola pattuglia è costretta a coprire centinaia e centinaia di chilometri con soli due uomini in servizio.
Attualmente mancano anche le risorse per pagare gli affitti degli stabili delle forze dell'ordine, e si è arrivati al paradosso che in alcuni casi alle strutture di polizia è stata notificata la richiesta di sfratto, perché l'amministrazione non paga praticamente gli affitti.
Il taglio delle risorse colpisce fortemente anche la voce degli straordinari, che al momento vengono sostituiti dall'istituto del riposo compensativo, che sottrae ulteriormente uomini al servizio del territorio. Funziona così: purtroppo al personale vengono pagate nove ore al mese per il ruolo degli agenti, degli assistenti e dei sovrintendenti; per tutte quelle eccedenti, cui non si può far fronte, il personale viene messo a riposo compensativo. Invece di preoccuparci, forse si vuole far fronte, ai sensi del decreto-legge n. 11 del 23 febbraio 2009, con le persone, come dice la stessa norma, che sono andate in pensione. Dopo i cinquant'anni anche nei servizi di polizia non si può svolgere il servizio esterno; vogliamo ripristinare il servizio con questi pensionati, sopra i sessanta, i sessantacinque, i settanta, forse anche i settantacinque anni? È questo il vostro modello di polizia, come vedete il servizio e come rispettate le forze dell'ordine. Invece di emanare i provvedimenti, con cui fornite soldi alle associazioni esterne, civili, che niente hanno a che fare, vi consiglierei di pagare gli straordinari alle forze effettive di polizia che giornalmente si sacrificano e lavorano per questo Stato, per i cittadini, per la gente!
Il 16 febbraio 2009 si è appresa la notizia secondo cui a Roma starebbero per chiudere ben tre commissariati. Non parliamo poi degli altri commissariati, dislocati sul territorio di tutta Italia.
In questi giorni l'opinione pubblica è stato scossa da una serie di notizie di reati violenti, che negli ultimi mesi continuano ad essere in continua crescita, mentre non accenna a diminuire l'allarme per l'arrivo nel nostro Paese di migliaia di clandestini: gli sbarchi sulle nostre coste continuano ad aumentare, risultando raddoppiati negli ultimi otto mesi. È questa la politica che volete portare avanti? E non diciamo poi che abbiamo apprezzato molto i 5 miliardi di dollari erogati alla Libia per evitare la problematica degli sbarchi.
Nel prossimo Consiglio dei ministri si dovrebbe discutere, secondo gli annunci, di un nuovo decreto-legge (che poi è questo). Era stato varato un primo decreto-legge in materia di sicurezza, e poi ancora un altro a ottobre del 2008: decreti-legge su decreti-legge su decreti-legge su decreti-legge. Evidentemente siamo di fronte ad un'emergenza continua, che il Governo è consapevole di non riuscire a risolvere.
Durante la campagna elettorale proprio il tema della sicurezza è stato uno dei principali argomenti dell'attuale maggioranza. Oggi constatiamo quanto quei richiami fossero limitati, strumentali. Il livello medio di sicurezza per i cittadini italiani nel nostro Paese è drasticamente diminuito e, mentre si annunciano altre misure di carattere propagandistico, si continuano a tagliare con costanza fondi al comparto sicurezza ed a quello della giustizia. Nonostante i proclami dell'attuale maggioranza, la questione sicurezza in Italia non solo non è stata risolta dalle scelte di questo Governo, ma anzi appare evidentemente peggiorata. Il problema di garantire ai cittadini un adeguato livello di sicurezza sociale dev'essere affrontato con serietà e moderazione direttamente proporzionali alla determinazione; invece si è assistito e si continua ad assistere a continui richiami propagandistici e ad allarmi strumentali, che rispondono più a logiche partitiche e di schieramento che alla reale consapevolezza del problema.
Strumentalizzare la paura a fini elettoralistici non è accettabile, come già denunciato nell'Aula dal nostro gruppo parlamentare dell'Italia dei Valori poche settimane fa: «giocare con la paura» da parte di chi governa può essere estremamente Pag. 56pericoloso ed aprire, come sta avvenendo, la strada alla violenza cieca ed irragionevole, ad un pericoloso vuoto morale della società.
Con questa interpellanza urgente, il nostro gruppo parlamentare, i cittadini, la gente si chiedono se non si ritenga necessario intervenire per assicurare alle forze di polizia i mezzi di sostentamento necessari a svolgere il proprio dovere, nel rispetto doveroso della loro professione ed a garanzia del mantenimento di un adeguato livello di sicurezza per i nostri concittadini.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno, Michelino Davico, ha facoltà di rispondere.

MICHELINO DAVICO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, il Governo ha risposto con immediatezza alla domanda di sicurezza del Paese con una serie di interventi anche legislativi finalizzati a contrastare i fenomeni delinquenziali, l'immigrazione clandestina, la criminalità urbana e la criminalità organizzata. Allo stesso modo il Governo si è impegnato per assicurare i mezzi e gli uomini necessari alle forze dell'ordine, per permettere alle stesse di svolgere nel migliore dei modi il loro lavoro.
Le misure di contenimento della spesa pubblica adottate attraverso le leggi finanziarie degli ultimi anni hanno limitato le risorse a disposizione delle forze dell'ordine. In modo particolare, la legge finanziaria per il 2007 ha previsto una serie di tagli agli stanziamenti che hanno causato delle criticità alle quali, con i provvedimenti adottati negli ultimi tempi, si sta ponendo rimedio. Debbo evidenziare che dall'analisi dei dati finanziari che emergono dalla legge di bilancio del 2009 emerge un consistente miglioramento della situazione del Ministero dell'interno, poiché è stato dato seguito a gran parte delle richieste di stanziamento avanzate.
In particolare, è stato istituito un fondo di parte corrente di 200 milioni di euro annui a decorrere da quest'anno per le esigenze di tutela della sicurezza e del soccorso pubblico, di cui 100 destinati a far fronte alle assunzioni anche del personale delle forze di polizia autorizzate con il decreto-legge n. 112 del 2008 convertito in legge lo scorso mese di agosto.
È stato altresì istituito un fondo di 100 milioni di euro per il 2009 per realizzare iniziative urgenti di potenziamento della sicurezza urbana e di tutela dell'ordine pubblico devoluto agli enti locali, ed ulteriori risorse provengono dal Fondo unico di giustizia alimentato con le somme di denaro sequestrate e con i proventi derivanti dai beni confiscati.
Il Ministro della giustizia unitamente a quello dell'interno si sono fortemente adoperati per l'istituzione e la messa in atto del Fondo unico di giustizia, con lo specifico obiettivo di accentrare e rendere proficua la gestione di tutte le somme di denaro oggetto di sequestro e provento di confisca nell'ambito di procedimenti penali e amministrativi sanzionatori.
Il Fondo è stato istituito dal decreto-legge n. 112 del 2008 convertito dalla legge n. 133 del 2008, ed è stato successivamente perfezionato dal decreto-legge n. 143 del 2008 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 181 del 2008, che ha tra l'altro allargato la sua fonte di alimentazione. Secondo la normativa citata affluiscono infatti al Fondo tutte le somme di denaro in contanti e anche le somme relative ai rapporti con gli istituti di credito e gli operatori finanziari (conti correnti, libretti di deposito) che formino oggetto di sequestro o confisca penale e amministrativa, nonché le somme giacenti da oltre cinque anni nei procedimenti penali, civili e fallimentari per le quali non vi sia stata confisca o richiesta di restituzione.
Il Fondo è stato affidato in gestione alla società Equitalia giustizia Spa, la quale verserà annualmente al bilancio dello Stato le somme giacenti sul Fondo e gli utili di gestione, che saranno poi ripartiti tra l'amministrazione dell'interno, l'amministrazione della giustizia e l'entrata del Pag. 57bilancio dello Stato in misura paritaria con apposito decreto del Presidente del Consiglio.
Il Fondo è già operativo e il Ministro della giustizia ha già provveduto, con la competente direzione generale della giustizia civile, a dare istruzioni agli uffici giudiziari affinché tutte le somme in sequestro o confiscate siano versate al Fondo.
Nel frattempo è stato elaborato il regolamento di attuazione del Fondo, di prossima adozione, in cui saranno fissate le concrete modalità di gestione dello stesso.
Il recente decreto-legge approvato il 20 febbraio scorso, al comma 2 dell'articolo 6, prevede, per le urgenti necessità di tutela della sicurezza pubblica e del soccorso pubblico, la riassegnazione immediata al Ministero dell'interno con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, nel limite di 100 milioni, delle risorse oggetto di confisca, nelle more dell'adozione del decreto attuativo della disposizione contenuta nel decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, nella legge 13 novembre 2008, n. 181, sul «Fondo unico giustizia» previsto.
Per quanto riguarda lo specifico settore della motorizzazione della Polizia di Stato, rispetto agli stanziamenti iniziali per il 2008, nel bilancio 2009 si è registrata un'inversione di tendenza, con consistenti incrementi di risorse per la copertura di voci, quali l'approvvigionamento di carburanti e gli indispensabili interventi di manutenzione.
Anche se al momento permane l'esigenza di acquisire un ulteriore numero di mezzi, lo stanziamento ordinario consente di destinare al controllo del territorio le somme necessarie per l'approvvigionamento di 94 autovetture, appositamente allestite per lo specifico servizio, per un importo di circa 5 milioni di euro, e di 60 autovetture per le esigenze dei reparti di prevenzione crimine della Polizia di Stato, per la spesa di circa 3 milioni di euro.
Per quanto riguarda la carenza degli organici delle forze di polizia, posso affermare che i dati delle piante organiche erano riferiti a vent'anni fa. Oggi, al posto di molti uomini, possiamo usare la tecnologia e il controllo a distanza mediante la videosorveglianza, che consente un controllo del territorio senza utilizzare risorse umane. Del resto, molti progetti di videosorveglianza stanno funzionando egregiamente.
Con il decreto-legge approvato il 20 febbraio scorso, al fine di attuare un piano straordinario di controllo del territorio, è prevista l'assunzione, entro il 31 marzo 2009, di 2500 unità di personale delle forze di polizia. In particolare, all'articolo 6, detta disposizioni in tema di controllo del territorio. Il comma 1 prevede l'attuazione di un apposito piano straordinario di controllo del territorio anticipando al 31 marzo 2009 la disposizione contenuta nell'articolo 61, comma 22, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, di stabilizzazione della finanza pubblica che, in deroga alle normative vigenti, autorizza l'assunzione di personale delle forze di polizia e del Corpo dei vigili del fuoco. A tale scopo, è prevista l'adozione di un apposito decreto del Presidente della Repubblica da emanarsi su proposta del Ministro della funzione pubblica, dell'interno e dell'economia e delle finanze.
Queste assunzioni andranno a sommarsi a quelle già effettuate nel 2008, che sono 1906. In particolare, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 febbraio 2008, è stata autorizzata l'assunzione di 40 commissari, 13 medici e 50 agenti da destinarsi ai gruppi sportivi delle Fiamme oro in vista delle olimpiadi di Pechino. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 giugno 2008 è stata autorizzata l'assunzione di 427 unità complessive (307 agenti, 40 commissari, 14 orchestrali, 66 unità di varie qualifiche a titolo di riammissione in servizio). Con decreto del Presidente della Repubblica del 26 giugno 2008 è stata autorizzata l'assunzione di complessive 1046 unità (1045 agenti e una unità a titolo di riammissione in servizio). Sono state assunte ulteriori tre unità, impiegando Pag. 58le economie derivanti da riammissioni in servizio non realizzate per ragioni tecniche.
È stato definitivamente attuato il reclutamento di 327 agenti previsti dal progetto «Poliziotto di quartiere».
Per quanto riguarda l'impiego dei militari per il controllo del territorio, è appena il caso di ricordare che l'utilizzo di mille militari per la vigilanza a sedici centri di immigrati, ha consentito di recuperare 778 operatori delle forze di polizia, mentre l'impiego di mille appartenenti alle Forze armate per la vigilanza a siti e obiettivi sensibili, presenti a Milano, Roma e Napoli, ha permesso di adibire a compiti operativi 369 uomini delle forze di polizia.
Quanto, poi, alla situazione dei reparti della polizia che espletano servizio in ambito autostradale, preciso che in nessun caso la lunghezza degli itinerari di servizio delle pattuglie supera i 50-60 chilometri; tuttavia, spesso la tratta viene percorsa più volte fino a coprire, per un totale, in media, di circa 200-250 chilometri.
Assicuro, inoltre, che la manutenzione degli aeromobili viene regolarmente effettuata sia presso le strutture dei reparti volo, sia presso le ditte aeronautiche costruttrici e/o riparatrici degli aeromobili; è solo per i mezzi navali che la manutenzione è limitata alle situazioni più urgenti.
I fondi a disposizione per pagare gli affitti degli stabili a disposizione delle forze dell'ordine, nel 2009, sono stati incrementati del 15,07 per cento, con un aumento di circa 20 milioni di euro rispetto al 2008.
Comunico, altresì, che nella provincia di Roma non è prevista la chiusura di alcun commissariato, mentre sono al vaglio le proposte di chiusura dei posti di polizia di Fregene (dove prestano servizio tre operatori nei mesi invernali e cinque in quelli estivi) e di Centocelle (quattro operatori), con il contestuale trasferimento delle stesse unità di personale, rispettivamente, presso i commissariati di Fiumicino e Prenestino, ubicati ad una distanza relativamente breve.
Questi presidi assicurano, allo stato, il solo servizio di ricezione denunce, senza operare nel controllo del territorio. Con il recupero delle relative unità di personale si prevede di incrementare i servizi di controllo del territorio con pattuglie dotate di supporti informatici idonei anche all'acquisizione delle denunce a domicilio.
In ultimo, la situazione generale dello stato di sicurezza nel nostro Paese non è assolutamente peggiorata negli ultimi tempi, anzi, nel confronto tra i dati della delittuosità generale in Italia registrati dal 2007 e gli analoghi dati in corso di consolidamento nel 2008 si rileva una significativa diminuzione di diverse specifiche delittuose, in particolare: gli omicidi volontari ascrivibili alla criminalità organizzata sono diminuiti del 20,41 per cento, mentre i tentati omicidi hanno subito una lieve flessione pari all'1,8 per cento; le lesioni dolose fanno registrare un calo del 4,3 per cento; le percosse del 6,4 per cento; le violenze sessuali dell'8,8 per cento; le minacce e le ingiurie rispettivamente del 5 e del 6 per cento; i sequestri di persona del 9,9 per cento; gli atti sessuali con minorenni del 15,6 per cento. Il totale dei delitti, comprendendo quindi tutti quelli di rilevanza penale, ha fatto registrare 2.933.146 delitti commessi nel 2007, a fronte di 2.597.864 delitti commessi nel 2008, con una flessione generale pari all'11,4 per cento. Ciò dimostra l'efficacia dell'attività delle forze dell'ordine, che rispondono concretamente alle istanze dei cittadini in materia di sicurezza, con particolare riguardo alla sicurezza urbana e alla lotta alla criminalità comune e organizzata.
Infine, come è noto, per meglio regolare un fenomeno spontaneo che interessa molte aree del nostro Paese e anche per rispondere a una richiesta da parte dei cittadini, il Governo ha introdotto nel già citato decreto-legge del 20 febbraio scorso la possibilità per i sindaci di avvalersi, previa intesa con il prefetto, della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati, al fine di segnalare agli organi di Pag. 59polizia eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana o situazioni di disagio sociale.

PRESIDENTE. L'onorevole Paladini ha facoltà di replicare.

GIOVANNI PALADINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentante del Governo, che dire della relazione del sottosegretario? Partendo dall'ultimo dato, quello relativo ai delitti, vorrei ricordare a lei e a chi le prepara le risposte che in Italia i delitti rappresentano una parte dei reati, perché i reati si dividono in delitti e in contravvenzioni: i delitti sono quelli sanzionati con l'ergastolo, la reclusione e la multa e le contravvenzioni quelle sanzionate con l'arresto e l'ammenda. Pertanto, il dato non si ricava dai delitti, signor sottosegretario, ma si ricava dai reati. I delitti che lei ha ricordato rappresentano un milionesimo dei reati commessi in Italia: non pensi che tutti i cittadini siano stupidi - e, soprattutto, che lo siano i parlamentari - e che in quest'Aula non si conosca la differenza tra delitti e contravvenzioni nell'ambito dei reati. Per il futuro, quando prepara le risposte da fornire al popolo italiano, le consiglierei di non parlare soltanto di quello che vi interessa, esclusivamente di quella parte dei delitti che registra un dato a voi favorevole senza parlare dei reati in generale commessi in Italia; sarebbe stato molto interessante se lei ci avesse fatto una enunciazione di tutti reati, soprattutto di quelli che vengono commessi nei confronti di persone che non presentano neanche la denuncia. Se si trattasse solo di poche migliaia di reati, così come dice lei, avremmo risolto il problema della giustizia, della sicurezza e dell'Italia, ma venire qui, in questo Parlamento a parlare soltanto di delitti mi sembra veramente una cosa abbastanza simpatica, per così dire.
Per quanto concerne poi i dati che mi ha fornito circa gli interventi legislativi, i mezzi, gli uomini, guardi, voi siete riusciti, per la prima volta nella storia dei sindacati di polizia, a unirli tutti contro di voi. Lo dico per farvi capire, nei provvedimenti legislativi che avete predisposto, quello che avete fatto: praticamente siete riusciti a combinare, attraverso, addirittura, per la prima volta nella storia delle forze dell'ordine, sei provvedimenti contro quelle amministrazioni.
Per quanto concerne i mezzi e gli uomini, è stato abbastanza chiaro che ci sono problemi in tutta Italia, dai mezzi navali al personale. È chiaro che non c'è nessuna pattuglia che fa 100 chilometri di tratto autostradale, perché i distaccamenti autostradali sono collocati mediamente a una distanza compresa tra i 50 e i 70 chilometri l'uno dall'altro, ma giornalmente le forze della Polizia di Stato, della Polizia stradale, percorrono 200, 300 o 350 chilometri di attività nel proprio territorio, con una sola pattuglia. E lei non sa quanto sia difficile, in una realtà di lavoro, fare il poliziotto con due uomini su una vettura e intervenire negli incidenti autostradali con una sola unità operativa, a fronte di centinaia e centinaia di automezzi da controllare, a velocità molto sostenute. Credo che occorra dare a questi uomini un sostegno diverso da quello dalla mera produzione dei dati tecnici.
Lei è stato molto abile: non ha parlato di nulla di quello cui ho fatto riferimento nell'interpellante, specialmente del problema degli straordinari. È stato molto bravo a dire che darete 100 milioni per le assunzioni, tuttavia noi ancora non capiamo quali assunzioni volete fare. Le vorrei ricordare che i concorsi dei quali lei tanto ha parlato sono quelli previsti da norme speciali per l'assunzione di orchestrali e delle Fiamme oro, che niente hanno a che vedere con quelli cui facevo riferimento. Gli orchestrali sono gli appartenenti alle bande musicali, le Fiamme oro sono gruppi sportivi: essi hanno poco a che vedere con le tecnicità. Costoro godono di provvedimenti speciali di assunzione e non hanno bisogno della vostra autorizzazione. Le vorrei invece sottoporre un dato che lei non ha fornito: i concorsi concernenti le forze dell'ordine, in particolare quelli relativi alla Polizia di Stato, sono fermi al 1997. È dal 1997 che non si bandisce più un concorso per assumere Pag. 60personale nella Polizia di Stato. Guardi, se lo faccia dire dal suo Ministero, lo guardi almeno lei che è sottosegretario, venga qui in Aula preparato, cerchi di capire le problematiche delle forze dell'ordine e della gente!
Signor sottosegretario, vorrei sapere: a fronte di questi cento milioni di euro del 2005, sono almeno 4 mila i volontari in ferma breve e i volontari in ferma prefissata che cercano di entrare nelle forze dell'ordine. Stanno cercando di capire se quel provvedimento riguarda loro, se adotterete provvedimenti autonomi o se finalmente darete il via ai concorsi per le persone che aspettano da anni di entrare nelle forze dell'ordine. Lei, qui, oggi, non l'ha chiarito, non l'ha detto.
Un'altra domanda interessante cui non ha risposto è quella relativa agli straordinari. Signor Ministro, mi dite come volete risolvere il problema degli straordinari? Volete risolverlo con interventi legislativi relativi a cittadini, persone quindi che non volete armare e che devono dare una mano a queste forze dell'ordine che sono tecnologicamente avanzate? Ma lei c'è mai stato in una questura? C'è mai stato in un comando dei carabinieri? Vada, veda quanti computer, quanta carta hanno: a metà dell'anno non hanno più neanche la carta per poter prendere le denunce! È grazie esclusivamente alla volontà del singolo operatore il quale, magari, alcune volte la compra per conto proprio, che si fa funzionare il sistema Paese. Vada, vada a fare un controllo, veda cosa avviene nelle questure, nei comandi dei Carabinieri, della Guardia di finanza, dei Vigili del fuoco, della Polizia penitenziaria. Veda le problematiche dell'organico della polizia penitenziaria - oggi qui non se ne è parlato - vada nel carcere, veda il sotto-organico che c'è in quei posti. La problematica delle carceri è enorme. Lì praticamente addirittura un solo operatore giornalmente controlla centinaia di detenuti.
Sono queste le problematiche cui lei, oggi, doveva rispondere e far fronte, ponendo un'importante e assoluto modello di tecnologia che dovrebbe essere osservato dalle forze dell'ordine. Mi spiace dirle che, purtroppo, la sua risposta non solo non è stata efficace, ma non ha assolutamente trattato nessuno dei temi che io ho evidenziato nell'interpellanza. La ringrazio comunque di aver risposto in Aula e della sua cortese e gentile presenza.

(Iniziative per l'attuazione delle disposizioni che prevedono l'attribuzione di un titolo di prelazione, ai fini dell'ingresso in Italia per motivi di lavoro, a favore di cittadini extracomunitari che abbiano partecipato a programmi di istruzione e formazione professionale nei Paesi d'origine - n. 2-00311)

PRESIDENTE. L'onorevole Bobba ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00311, concernente iniziative per l'attuazione delle disposizioni che prevedono l'attribuzione di un titolo di prelazione, ai fini dell'ingresso in Italia per motivi di lavoro, a favore di cittadini extracomunitari che abbiano partecipato a programmi di istruzione e formazione professionale nei Paesi d'origine (Vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti).

LUIGI BOBBA. Signor Presidente, mi riservo di intervenire in sede di replica.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali, Pasquale Viespoli, ha facoltà di rispondere.

PASQUALE VIESPOLI, Sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali. Signor Presidente, con riferimento all'atto parlamentare presentato dall'onorevole Bobba riguardante l'attribuzione di un titolo di prelazione per i cittadini extracomunitari ai fini dell'ingresso in Italia per motivi di lavoro, faccio presente quanto reso noto dai competenti Ministeri degli affari esteri e dell'interno e dagli uffici del Ministero che rappresento.
Il Ministero degli affari esteri ricorda che l'attuazione della formazione professionale all'estero dei lavoratori extracomunitari, in vista di un loro inserimento Pag. 61lavorativo in Italia, può costituire una valida forma di cooperazione con il Paese di origine dei lavoratori e, per tale motivo, l'attribuzione di un titolo di prelazione può rappresentare un utile strumento di politica internazionale.
Nel merito dell'interpellanza, il Ministero dell'interno informa che il 31 maggio 2008 costituiva effettivamente il termine ultimo per la presentazione delle richieste di nulla osta al lavoro agli sportelli unici per l'immigrazione da parte dei datori di lavoro, in considerazione del fatto che il decreto di programmazione degli ingressi per l'anno 2008 non consente la presentazione di nuove istanze, poiché prende in considerazione le domande già presentate entro il 31 maggio 2008 che siano rimaste insoddisfatte per incapienza di quote.
Peraltro, le quote di ingresso dei cittadini extracomunitari che hanno partecipato ai programmi previsti dall'articolo 23 del testo unico sull'immigrazione per l'anno 2009 costituiranno oggetto di una valutazione politica coordinata tra i Ministeri dell'interno e del lavoro. La valutazione in parola sarà incentrata sull'analisi delle richieste di manodopera straniera, sullo stato di occupazione e su tutti gli elementi e le variabili che potranno fornire un quadro completo dell'eventuale fabbisogno di manodopera straniera.
Per quanto di competenza del Ministero che rappresento, comunico che nel corso del 2008 è proseguita l'attività del Comitato di valutazione dei programmi di istruzione e formazione da effettuarsi nei Paesi d'origine dei cittadini extracomunitari. Tale Comitato, composto da tre membri (due in rappresentanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ed uno in rappresentanza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca), ha esaminato ed approvato 9 nuovi progetti di formazione all'estero presentati da regioni, associazioni operanti nel settore dell'immigrazione od organizzazioni nazionali di lavoratori e datori di lavoro. Tali progetti sono stati approvati da questo Ministero e dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca in data 29 aprile 2008, in data 7 agosto 2008, in data 10 novembre 2008 e in data 12 gennaio 2009. Complessivamente, fino ad oggi il Comitato ha esaminato n. 42 progetti di formazione all'estero, approvandone 23.
Fino al 2008 i lavoratori formati all'estero attraverso programmi promossi dalle Regioni sono stati 467, dei quali 370 hanno già fatto ingresso in Italia, sulla base delle quote fissate con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 gennaio 2007 concernente la programmazione transitoria dei lavoratori stranieri stagionali e dei lavoratori formati all'estero nel territorio dello Stato per l'anno 2007 e con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 ottobre 2007 concernente la programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei lavoratori stranieri non stagionali nel territorio dello Stato per l'anno 2007.
Per quanto riguarda i corsi d'istruzione e formazione nei Paesi di origine, ai sensi dell'articolo 23 del testo unico sull'immigrazione, che si sono conclusi dopo il 31 maggio 2008, in considerazione degli investimenti effettuati per promuovere tale canale d'ingresso e delle attività svolte in quest'ambito da vari soggetti istituzionali e non istituzionali, al fine di non penalizzare né le aziende in Italia che intendono assumere i lavoratori formati all'estero né i partecipanti a tali corsi, analogamente a quanto avvenuto agli inizi dell'anno 2007 questo Ministero ha proposto di inserire un congruo numero di quote d'ingresso nella programmazione transitoria dei flussi d'ingresso di lavoratori stranieri stagionali nel territorio dello Stato nell'anno 2009. L'inserimento di tali quote d'ingresso nel decreto sui flussi di lavoratori stranieri stagionali per l'anno 2009 favorirebbe il superamento dell'attuale situazione di stasi, consentendo nuovamente la presentazione agli sportelli unici per l'immigrazione - con apposita modulistica - delle corrispondenti richieste di nulla osta al lavoro da parte dei datori di lavoro interessati.

PRESIDENTE. L'onorevole Bobba ha facoltà di replicare.

Pag. 62

LUIGI BOBBA. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario Viespoli per aver risposto celermente a questa sollecitazione, che aveva una duplice finalità. Da un lato, non vedere penalizzate le risorse che il Governo e lo Stato italiano, nel suo insieme e attraverso le regioni, avevano messo a disposizione in attuazione dell'articolo 23 e che, come ha ricordato il sottosegretario, sono un'utile forma di cooperazione e di modalità concreta di inserimento al lavoro di lavoratori e di cittadini stranieri.
Rimangono, però, due dubbi e questioni che voglio sollevare. La prima è che, comunque, tra coloro che si sono formati dall'anno 2008 vi è un differenziale, appunto, di alcune centinaia di persone che già hanno concluso quelle attività formative per cui sono già stati spesi questi quattrini dello Stato italiano; d'altro lato, vi è l'impossibilità attuale per queste persone, che magari hanno lasciato il lavoro, di poter accedere a dei posti di lavoro che erano già prefigurati dalle aziende che li avevano richiesti.
In questo senso la nostra sollecitazione andava nella direzione, come si era già in parte detto in via informale, di una speciale decretazione da parte dello stesso Ministero del lavoro per andare a coprire questo «buco», questo differenziale tra i lavoratori che si erano formati e quelli che erano già stati richiesti dalle aziende, perché altrimenti vi sarebbe, comunque, una distanza temporale in attesa del nuovo «decreto flussi» e delle quote di ingresso per l'anno 2009, lasciando queste persone, che pure già hanno seguito questo itinerario, nell'impossibilità di accedere a una posizione lavorativa che le aziende italiane avevano già precostituito.
Rimango dell'idea che sarebbe necessario non attendere il prossimo «decreto flussi» del 2009, ma operare in via eccezionale e straordinaria, attraverso un apposito decreto, per andare semplicemente a sanare una situazione che credo sia nell'interesse sia dello Stato italiano, perché ha disposto delle risorse in tal senso, sia delle aziende, che lo hanno richiesto, sia di questi cittadini stranieri che, forse, hanno abbandonato la loro precedente posizione lavorativa nel Paese d'origine per accedere a una nuova opportunità di lavoro.
Pertanto, da un lato ringrazio per la sollecitudine, ma d'altro canto, insisto su questa necessità di trovare una soluzione più rapida dell'attesa del nuovo «decreto flussi».

[Problemi occupazionali presso la stabilimento Enersys di Montecchio Maggiore (Vicenza) - n. 2-00310]

PRESIDENTE. L'onorevole Sbrollini ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00310, concernente problemi occupazionali presso lo stabilimento Enersys di Montecchio Maggiore (Vicenza) (Vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti).

DANIELA SBROLLINI. Signor Presidente, signor sottosegretario, mi scuso subito per il tono di voce basso. Signor sottosegretario, come lei sa, parliamo di una multinazionale americana che detiene il 25 per cento del mercato mondiale, con ben 6.500 dipendenti del mondo e un fatturato in attivo.
Nell'aprile 2005 Enersys acquisisce da Fiamm la produzione delle batterie per i carrelli elevatori e vengono trasferiti nella nuova società, denominata Fmp, 258 lavoratori. Nel 2006 Enersys incorpora la nuova società con 264 lavoratori e trasferisce la propria sede legale da Villanova a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza.
Lo stabilimento di Montecchio Maggiore ha chiuso il suo fatturato del 2008 anche quest'anno in attivo, grazie al lavoro straordinario dei suoi dipendenti, come è stato sottolineato dalla stessa direzione, tanto da essere considerata una delle sedi migliori in Europa.
Nonostante questo, il 5 febbraio 2009 la Enersys, attraverso il suo amministratore delegato, ha comunicato ai sindacati la decisione di cessare la produzione nel sito di Montecchio Maggiore al quale fanno capo, oggi, 268 dipendenti. Le motivazioni Pag. 63date riguardano, secondo l'azienda, il forte calo di mercato che si registra in questo momento.
È evidente che queste ragioni non reggono in alcun modo. Qui parliamo di una società sana che, solo per guadagnare di più, ha deciso di delocalizzare all'estero. Mi chiedo come in una situazione come quella che stiamo vivendo oggi di crisi economica e di crisi aziendali vere (una azienda su quattro oggi è in difficoltà perché è realmente in perdita) possiamo pensare che vi siano invece società sane che approfittano di questa crisi economica per andare a delocalizzare in maniera selvaggia.
Si tratta di persone che dall'estero, dopo che hanno utilizzato per anni lavoratori e lavoratrici e il territorio in cui hanno lavorato in questi anni, pensano di poter chiudere da un giorno all'altro senza avere neanche una penalizzazione. Vorrei ricordare che parliamo di 268 persone, di 268 famiglie. Prima di tutto parliamo della loro dignità, con la loro professionalità riconosciuta di gente motivata che ama il proprio lavoro. Ho incontrato queste persone e ho visto uomini e donne, prevalentemente giovani o comunque lontani anche dall'età della pensione, che da un giorno all'altro si trovano calpestati in questo modo nei loro diritti fondamentali.
Come lei sa, si sono mobilitati in questi giorni non solo i sindacati, ma anche il prefetto, che ha scritto al Governo e al Ministero, il sindaco di questa città e tante altre persone. Mi chiedo, dunque, come possiamo aiutare realmente queste persone. Le richieste che ho scritto nella mia interpellanza urgente sono molto semplici: chiedo, innanzitutto, che il Ministro Scajola si attivi con urgenza per vagliare tutte le ipotesi tese ad evitare la perdita dei posti di lavoro; di sapere attraverso quali altre forme il Ministero per lo sviluppo economico e il Ministero del lavoro intendano intervenire a favore dei lavoratori perché anche sugli ammortizzatori sociali mi piacerebbe capire qualcosa di più; se esistano norme o condizioni che impediscano, o quanto meno rendano più difficili la delocalizzazione di attività produttive sane motivate dall'apparente rincorsa al profitto che creano veri drammi tra i lavoratori, nelle famiglie e anche nel territorio che, lo ricordo, è un territorio straordinario di grande produttività e di grande senso del lavoro come tutta la provincia che rappresento.
Infine, chiedo al sottosegretario l'esito dell'ispezione ministeriale svolta in questi giorni nella sede perché, come risulta da alcune agenzie di stampa, sono stati inviati degli ispettori nella sede della Enersys per acquisire, per l'appunto, dati e numeri.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali, Pasquale Viespoli, ha facoltà di rispondere.

PASQUALE VIESPOLI, Sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali. Signor Presidente, sulla questione ultima relativa all'ispezione non sono ancora in grado di dare notizie circa l'esito, in quanto lo stesso ancora non è stato ufficialmente comunicato. Comunque, mi riprometto di dare un'informativa all'onorevole interpellante che ha aggiunto questa ulteriore richiesta, come è legittimo, a quelle indicate nell'interpellanza urgente stessa proprio perché si tratta di una questione recentissima. Mi riprometto, quindi, di fornire all'onorevole Sbrollini le notizie relative all'ispezione alla quale l'onorevole faceva prima riferimento.
Per il resto, mi soffermo in particolare sulle questioni relative al Ministero che rappresento, anche se mi rendo conto che l'interpellanza urgente riguarda in prevalenza questioni che, più correttamente, si riferiscono alla competenza del Ministero per lo sviluppo economico, che evidentemente è stato sentito in relazione alla risposta da dare all'interpellanza urgente.
È stato sentito recentemente e ha reso noto che dei 268 lavoratori della Fiamm Motive Power di Montecchio Maggiore, circa 220 dovrebbero essere interessati dalla chiusura dello stabilimento, mentre le rimanenti 40 unità verrebbero impiegate nella struttura commerciale. Premetto, in linea con l'intervento e la relazione che ha Pag. 64accompagnato l'illustrazione dell'interpellanza, che il gruppo Enersys, come è stato evidenziato, è un gruppo di grande rilievo che in Europa ha il 50 per cento del mercato delle batterie a trazione, con presenze in diversi Paesi europei. Inoltre, la capogruppo della Enersys di Montecchio Maggiore ha annunciato alle organizzazioni sindacali di categoria e alla RSU aziendali di voler chiudere a causa della grave crisi economica che si è diffusa a livello mondiale e che ha prodotto il calo negli ordinativi e nelle vendite delle batterie a trazione. Però, la Enersys - ci comunica il Ministero dello sviluppo economico - ha comunicato a sua volta di voler comunque presidiare il mercato, mantenendo probabilmente in Italia oltre alla struttura commerciale anche un'unità produttiva.
Infatti, la Enersys ha informato le organizzazioni sindacali che a Montecchio Maggiore sarà realizzato un centro servizi di natura logistica e commerciale per soddisfare le esigenze del mercato interno italiano. Per quanto concerne l'amministrazione che rappresento, ad oggi non risulta pervenuta alcuna richiesta di ammissione ai benefici della cassa integrazione guadagni straordinaria per le causali previste dalla legge n. 223 del 1991. Sul punto, eventuali elementi di novità saranno comunicati alla onorevole interpellante.
In conclusione, quella posta all'ultimo capoverso dell'interpellanza, relativa alla «esigenza di individuare disincentivi alla delocalizzazione», è questione di grande significato e rilievo che merita un approfondimento ed un confronto che determini delle scelte da parte del Governo e del Parlamento. Sul punto e sulla vicenda individuata nell'interpellanza, confermo la disponibilità per quanto concerne il Ministero del lavoro ad aprire un tavolo di confronto, in particolare in tema di richiesta di eventuali ammortizzatori sociali.

PRESIDENTE. L'onorevole Sbrollini ha facoltà di replicare.

DANIELA SBROLLINI. Signor Presidente, non posso ritenermi soddisfatta. Capisco, sottosegretario, che lei risponde per quanto riguarda anche le competenze del Ministero dello sviluppo economico. Non a caso, avevo rivolto l'interpellanza ad entrambi i Ministeri, e mi era stato risposto anche che in questo caso era il Ministro Scajola il più direttamente interessato alla questione. Avevo anche chiesto sin da subito un incontro con il Ministro Scajola proprio per cercare assolutamente di avere un incontro e di aprire immediatamente un tavolo di confronto.
A me fa piacere che, per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, lei dice che c'è la possibilità di aprire questo tavolo di confronto, ma ribadisco ancora che, come lei mi ha detto poc'anzi, qui parliamo di 220 persone che comunque rischierebbero di perdere il posto di lavoro e che soltanto 40 saranno assorbiti dalla parte commerciale. Quindi, è evidente che non posso in nessun modo ritenermi soddisfatta. Allora, le chiedo attraverso il suo Ministero (ma a questo punto chiedo ancora se lei si può fare portavoce anche dell'altro Ministero) di aprire un tavolo vero di confronto e di incontrare realmente i sindacati e coloro che hanno seguito la vicenda fin dall'inizio, perché parliamo di una questione veramente particolare, di un'attività sana e, quindi, credo che le persone interessate meriterebbero forse più rispetto quando si arriva a soluzioni di questo tipo.
Per questi motivi mi faccio portavoce e le chiedo di poter immediatamente mantenere questo confronto e di poter partecipare a questo tavolo che si aprirà, mi auguro, al più presto.

(Iniziative in merito all'avvio della procedura di licenziamento collettivo e di riduzione di personale da parte della società Keryos spa - n. 2-00318)

PRESIDENTE. L'onorevole Belcastro ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00318, riguardante iniziative in merito all'avvio della procedura di licenziamento collettivo e di riduzione di personale da parte della società Keryos spa (Vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti).

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ELIO VITTORIO BELCASTRO. Signor Presidente, mi riservo di intervenire in sede di replica.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali, Pasquale Viespoli, ha facoltà di rispondere.

PASQUALE VIESPOLI, Sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali. Signor Presidente, con riferimento all'atto ispettivo presentato dall'onorevole Belcastro, relativo all'avvio della procedura di licenziamento collettivo e di riduzione di personale ex articolo 24 e articolo 4, commi 2 e 3, della legge n. 223 del 1991, da parte della Keryos Spa, passo ad illustrare le informazioni acquisite presso i competenti uffici dell'amministrazione che rappresento nonché quelle pervenute dagli uffici delle altre amministrazioni interessate.
La Keryos Spa è una società fondata nel 2002 per la commercializzazione di prodotti farmaceutici ed ha sede a Gessate (Milano). Il Ministero dello Sviluppo Economico, sentito al riguardo, ha reso noto che questa azienda ha aperto una procedura di mobilità per 166 dipendenti a fronte di un organico di 181 lavoratori. La procedura è stata esperita in data 17 febbraio 2009 presso l'Agenzia regionale per l'istruzione, la formazione ed il lavoro della regione Lombardia.
Anche se non è ancora pervenuta alcuna richiesta di apertura di un tavolo di confronto presso la competente direzione generale del Ministero in parola, sono stati contattati i sindacati competenti, i quali hanno dato le seguenti comunicazioni: ai lavoratori era stata proposta da parte dell'azienda la possibilità di ricorrere ad ammortizzatori sociali alternativi alla mobilità, quali la cassa integrazione guadagni straordinaria. La proposta prevedeva il contestuale ritiro della procedura di licenziamento collettivo. L'azienda, inoltre, si sarebbe fatta carico di anticipare le indennità di cassa integrazione in modo da ridurre il disagio per i lavoratori. La proposta, reiterata due volte, è stata rifiutata dai lavoratori.
La direzione provinciale del lavoro di Milano ha reso noto che ad oggi non sono ancora partite le lettere di licenziamento e la Regione Lombardia comunica che la Keryos sta valutando la possibilità di non procedere ai licenziamenti, ma di attivare una procedura di CIGS per cessazione totale di attività.
Per quanto concerne l'amministrazione che rappresento, sono in grado di informare che, ad oggi, non risulta agli atti alcuna documentazione relativa a procedure di mobilità, ex articolo 4, comma 2, della legge n. 223 del 1991, nei confronti del personale dipendente della società Keryos. Non appena in possesso di ulteriori notizie in merito alla vicenda aziendale in argomento posso assicurare che sarà mia cura informare direttamente l'onorevole interpellante.

PRESIDENTE. L'onorevole Belcastro ha facoltà di replicare.

ELIO VITTORIO BELCASTRO. Signor Presidente, signor sottosegretario, sono soddisfatto della sua risposta ma naturalmente, insieme a lei, vivo l'ansia di queste 166 famiglie perché non si tratta di ragazzini che poi torneranno a casa dalla mamma e dal papà a farsi mantenere; si tratta di famiglie che si troverebbero in mezza ad una strada. Pretenderò, ma so che sarà anche un vostro pensiero, grande attenzione dal Governo su questa vicenda per evitare che 166 famiglie si ritrovino dall'oggi al domani sulla strada.

(Ritiro dell'interpellanza urgente Garagnani n. 2-00298)

PRESIDENTE. Avverto che l'interpellanza urgente Garagnani n. 2-00298, concernente problematiche relative al progetto denominato «Civis» destinato al trasporto pubblico nella città di Bologna e all'erogazione dei relativi finanziamenti governativi, è stata ritirata dai presentatori.

Pag. 66

(Rinvio dell'interpellanza urgente Bellotti n. 2-00301)

PRESIDENTE. Dovremmo ora passare all'interpellanza urgente Bellotti n. 2-00301, concernente rilevazione dei dati sull'incidentalità stradale e costituzione degli osservatori provinciali per la sicurezza stradale.
Avverto che, su richiesta del Governo e con il consenso del presentatore, lo svolgimento dell'interpellanza urgente Bellotti n. 2-00301 è rinviato ad altra seduta.
È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze all'ordine del giorno.
Prima di chiudere questo punto devo fare le mie scuse agli uffici perché, per un'interpretazione della grammatica italiana che io non contesto, le parole straniere vanno riportate sempre in forma fissa e non si declinano al plurale, almeno questa è la tesi a cui aderiscono gli uffici della Camera.

Sull'ordine dei lavori (ore 18,50).

GIORGIO CLELIO STRACQUADANIO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIO CLELIO STRACQUADANIO. Signor Presidente, prima di riferirle ciò su cui volevo intervenire, mi permetto di chiosare queste sue ultime parole. Gli uffici aderiscono alla convenzione da lei richiamata, che è riportata anche nel manuale di stile di Zanichelli; quindi vi è un'autorevole fonte che accredita il fatto che le parole straniere non sono riportabili al plurale, anche perché i modi in cui si forma il plurale sono molto diversi da quelli della nostra lingua, e quindi questo implicherebbe l'introduzione di una pluralità di neologismi, invece di uno soltanto. Credo che questa sia la ratio della regola, ma non era dello stile linguistico che volevo parlare.
Signor Presidente, ho atteso che si concludessero i lavori, a fine seduta (speravo che il collega Evangelisti, che poco fa era presente, si trattenesse) per sollevare un caso che a me pare grave. Leggo sul Corriere della sera di oggi che il collega Evangelisti avrebbe ipotizzato l'esistenza di qualche legame tra la decisione del Governo di allentare la stretta sulle intercettazioni - così l'onorevole Evangelisti si esprime, riferendosi agli annunci del Governo di proporre emendamenti al disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche in discussione, derubricando da gravi a sufficienti gli indizi e senza prevedere il carcere per chi pubblica - e la richiesta della procura di Roma di archiviare le indagini su Saccà e Berlusconi e di distruggere le intercettazioni.
Ebbene, a me pare che queste espressioni dell'onorevole Evangelisti siano gravemente lesive dell'onorabilità dei magistrati della procura di Roma e dell'ordine giudiziario nel suo complesso. Sono francamente scioccato dall'idea che uno degli esponenti di punta, in quest'Aula parlamentare, di un partito che difende a spada tratta le prerogative dell'ordine giudiziario, connotandolo spesso con attribuzioni tipiche di un potere che, in base alla nostra Costituzione, non ha, e che si inchina sempre di fronte alle pronunce dei pubblici ministeri o dei giudici (a seconda dello stato e del grado del provvedimento), insinui, addirittura, che il cambiamento di orientamento del Governo, che è stato favorito da un ampio dibattito parlamentare e che rientra nella dialettica democratica di un Paese, sia stato ottenuto attraverso un mercanteggiamento su un procedimento penale che è giunto alla sua conclusione. Tra l'altro, mi permetto di dire che dalle conclusioni e dalle risultanze questo procedimento è apparso definitivamente per quello che è: un provvedimento che non avrebbe dovuto avere origine e che si è determinato poi come una grave violazione non solo della privacy, ma anche delle prerogative e dei diritti di alcuni cittadini.
Voglio solo ricordare che il dottor Saccà da questa vicenda, da cui esce assolutamente immacolato, ha ricevuto un danno non di immagine, ma di carriera, Pag. 67avendo egli dovuto rinunciare ad una posizione fondamentale di grande responsabilità e di grande rilievo nell'azienda radiotelevisiva di Stato, ed essendo stato posto in una condizione di non poter lavorare per alcuni mesi, poiché è stato distrutto un progetto imprenditoriale al quale stava attendendo pubblicamente e in modo del tutto trasparente, lo ripeto, con la distruzione d'immagine del dottor Saccà.
Non voglio poi soffermarmi su quanto questo abbia leso anche l'immagine dell'attuale Presidente del Consiglio e leader del mio partito; mi riferisco soltanto al profilo del danno che ha subito il dottor Saccà.
Ebbene, che un collega, che in ogni occasione sostiene a spada tratta le decisioni della magistratura, insinui il dubbio che vi possa essere stato un mercanteggiamento di pronunce è un fatto di assoluta gravità che deve avere una eco nei nostri lavori. Ho voluto svolgere questa considerazione, affinché in Parlamento, almeno attraverso il resoconto stenografico - visto che, signor Presidente, siamo rimasti qui io e lei - ed i mezzi di comunicazione di cui la Camera dispone per comunicare con i cittadini (il collegamento radio, Gr Parlamento, Radio radicale, il canale satellitare) si possa riportare questa mia costernazione ed indignazione credo anche a nome di tutto il mio gruppo. La ringrazio, signor Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Stracquadanio, le ho dato la parola, come mi pare evidente, sull'ordine dei lavori perché, se si fosse trattato, invece, di un atto di sindacato ispettivo non sarebbe stato possibile, perché non sono soggetti ad atti di sindacato atti o dichiarazioni dei membri della Camera, come ci ricorda la circolare sulle modalità applicative delle norme del Regolamento in materia di ammissibilità di documenti di sindacato ispettivo.

Ordine del giorno della prossima seduta.

PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.

Lunedì 9 marzo 2009, alle 14,30:

1. - Discussione della mozione Mecacci ed altri n. 1-00089 concernente iniziative per il rispetto dei diritti umani e delle libertà democratiche in Tibet.

2. - Discussione della mozione Casini ed altri n. 1-00093 concernente misure a favore dell'efficienza e della funzionalità delle Forze armate.

3. - Discussione delle mozioni Franceschini ed altri n. 1-00123 e Osvaldo Napoli ed altri n. 1-00113 concernenti iniziative in merito alla situazione economico-finanziaria degli enti locali.

La seduta termina alle 18,55.

TESTO INTEGRALE DELLA DICHIARAZIONE DI VOTO DEL DEPUTATO FABIO PORTA SULLA MOZIONE N. 1-00096

FABIO PORTA. Signor Presidente, pochi giorni fa, insieme al Vicepresidente della Camera onorevole Lupi, mi sono recato in Brasile dove - nella capitale federale di quel Paese, Brasilia - siamo stati ricevuti dal Presidente della Camera dei deputati Michel Temer, dai nostri colleghi brasiliani della Commissione esteri e da deputati e senatori del gruppo parlamentare di amicizia Italia-Brasile.
All'indomani della improvvida decisione del Governo brasiliano di concedere lo status di rifugiato a Cesare Battisti con la conseguente negazione della estradizione in Italia e alla vigilia della decisione finale del STF in merito alla costituzionalità e quindi legittimità di tale decisione, la nostra visita è servita da un lato a riaffermare il rispetto e la fiducia nelle istituzioni democratiche brasiliane, unitamente alla rinnovata intenzione del Parlamento e del popolo italiano di mantenere fraterni e proficui rapporti con le analoghe istituzioni brasiliane; dall'altro lato però (e altrettanto fermamente) abbiamo ribadito e orgogliosamente rivendicato quanto già contenuto nelle lettere che Pag. 68il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Presidente della Camera Gianfranco Fini hanno inviato ai loro omologhi brasiliani all'indomani della decisione del Ministro della giustizia del Brasile contraria alla richiesta di estradizione avanzata dal Governo italiano.
Contenuti peraltro ripresi ampiamente e anzi dettagliati dalla mozione presentata dal Parlamento italiano e firmata da esponenti di tutti gli schieramenti politici.
Posso affermare, signor Presidente, onorevoli colleghi (e credo che l'onorevole Lupi possa confermare tale mia impressione), di aver incontrato presso tutti i nostri autorevoli interlocutori brasiliani un'ampia comprensione e un profondo rispetto per la nostra posizione, anche da parte di quanti - per ragioni politiche o convinzioni personali - condividevano la scelta del Governo brasiliano.
E questo anche perché, smentendo e «smontando» il tentativo di quanti - in Italia come in Brasile - avevano tentato di «politicizzare» il caso, estremizzando e radicalizzando strumentalmente alcune posizioni se non travisando e distorcendo addirittura la lettura della storia dei cosiddetti «anni di piombo», abbiamo mostrato - come rappresentanti della maggioranza e dell'opposizione - che affrontavamo una questione giudiziaria e non politica, motivati dalla ferma convinzione della necessità di rispettare fino in fondo le decisioni della giustizia di un Paese democratico come anche dal grande rispetto del dolore e delle sofferenze che ancora oggi le famiglie vittime dell'assurda violenza di quegli anni pagano e vivono sulla loro pelle.
Giustamente e opportunamente oggi il Parlamento discute e approva una mozione sul «caso Battisti», come giustamente e comprensibilmente in questi giorni l'opinione pubblica italiana si è indignata e mobilitata a seguito della decisione non condivisa del Governo brasiliano.
Permettetemi a questo punto di fare una breve e serena riflessione su una certa sottovalutazione che, anche da parte del nostro Governo, si è data alla stessa vicenda nei mesi che hanno preceduto tale decisione, come anche sulla superficialità di certe dichiarazioni che esponenti di diversi schieramenti politici hanno fatto all'indomani della decisione brasiliana.
Il Presidente della Repubblica del Brasile, Luis Inacio Lula da Silva, è stato solo tre mesi fa in Italia in visita di Stato, ossia poche settimane prima di una decisione che attendevamo tutti con grande apprensione; ebbene, non mi risulta che nel corso dei colloqui istituzionali del Presidente brasiliano con le più alte cariche del nostro Governo (Presidente del Consiglio e Ministro degli affari esteri) sia stato affrontato il tema.
E ugualmente, signor Presidente, cari colleghi, sono sembrate a me (e non solo a me) sinceramente fuori luogo e inopportune le dichiarazioni di esponenti del Governo che hanno strumentalizzato in maniera platealmente demagogica tale vicenda chiedendo l'annullamento di partite di calcio della nazionale o il boicottaggio del carnevale in Brasile.
E questo all'indomani del richiamo in Italia del nostro ottimo Ambasciatore in Brasile, Michele Valensise (cui tra l'altro va il nostro plauso per la serietà e capacità con la quale sta conducendo un caso tanto delicato); qualcuno è arrivato anche a dire che il richiamo dell'Ambasciatore era poca cosa e che bisognava fare di più (quando si trattava invece di un atto di per sé forte e chiaro e, per chi conosce il linguaggio della diplomazia, massimo atto di ostilità prima della rottura delle relazioni diplomatiche tra Paesi).
Situazioni delicate e difficili comportano scelte responsabili ed equilibrate. A maggior ragione in questo caso, dove la fermezza della nostra posizione nel chiedere l'immediata estradizione di un terrorista assassino che si e' macchiato di crimini efferati e imperdonabili deve essere accompagnata da un atteggiamento serio e responsabile, evitando di irrigidire le posizioni strumentalizzando politicamente la questione.
In questo senso, contrariamente a quanto sostenuto da qualcuno, la grande collettività italiana residente in Brasile si è Pag. 69chiaramente e pubblicamente espressa a favore dell'estradizione rispondendo così a quanti la chiamavano in causa per la sua presunta indifferenza.
Una collettività che con grande senso di responsabilità rispetto al nostro Paese e, al tempo stesso, di rispetto delle istituzioni brasiliane ha ribadito gli stessi concetti presenti nella nostra mozione.
Anche qui, signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sia permesso suggerire a tutti di ricordarsi sempre delle nostre comunità all'estero, e non a giorni alterni o quando ciò è utile alla difesa di questa o quell'altra causa, ma anche quando si tratta di rispettare gli impegni presi non solo per onorare il debito storico del nostro Paese verso l'emigrazione, ma soprattutto per valorizzarne i meriti attuali e le enormi potenzialità per lo sviluppo dell'Italia negli anni a venire.
Tornando alla vicenda «Battisti», infine, voglio affermare che ritengo estremamente importante la discussione e l'approvazione della mozione da parte del Parlamento Italiano.
Stiamo dimostrando al Paese e al resto del mondo come i valori di democrazia, libertà e giustizia sociale alla base della nostra Costituzione repubblicana siano condivisi dall'intera classe politica qui rappresentata e, ciò che più conta, da tutto il popolo italiano.
Sono quegli stessi valori contro i quali il terrorismo di uomini come Battisti hanno scatenato l'odio e la violenza; oggi, come trenta anni fa, l'Italia è unita nel condannare tali atti, confermando la solidarietà alle famiglie delle vittime del terrorismo, la piena fiducia nella magistratura che ha già svolto i suoi giusti processi emettendo le relative sentenze, a difesa dell'unità democratica del nostro Paese, nel pieno rispetto degli accordi e delle convenzioni internazionali.
È lo stesso rispetto che oggi chiediamo alle istituzioni democratiche di un Paese amico come il Brasile.

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ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI DI ESAME DELLA MOZIONE N. 1-00096

Mozione n. 1-00096 - Revoca dello status di rifugiato politico ed estradizione di Cesare Battisti

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 1 minuto (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore 19 minuti
Popolo della Libertà 1 ora e 19 minuti
Partito Democratico 1 ora e 8 minuti
Lega Nord Padania 36 minuti
Unione di Centro 31 minuti
Italia dei Valori 30 minuti
Misto: 15 minuti
Movimento per l'Autonomia 8 minuti
Liberal Democratici-Repubblicani 4 minuti
Minoranze linguistiche 3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.

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ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI DI ESAME DEGLI ARGOMENTI IN CALENDARIO

Mozione n. 1-00089 - Diritti umani e libertà democratiche in Tibet

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 1 minuto (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore 19 minuti
Popolo della Libertà 1 ora e 19 minuti
Partito Democratico 1 ora e 8 minuti
Lega Nord Padania 36 minuti
Unione di Centro 31 minuti
Italia dei Valori 30 minuti
Misto: 15 minuti
Movimento per l'Autonomia 8 minuti
Liberal Democratici - Repubblicani 4 minuti
Minoranze linguistiche 3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.

Mozione n. 1-00093 - Efficienza e funzionalità delle Forze armate

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 1 minuto (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore 19 minuti
Pag. 72
Popolo della Libertà 1 ora e 19 minuti
Partito Democratico 1 ora e 8 minuti
Lega Nord Padania 36 minuti
Unione di Centro 31 minuti
Italia dei Valori 30 minuti
Misto: 15 minuti
Movimento per l'Autonomia 8 minuti
Liberal Democratici - Repubblicani 4 minuti
Minoranze linguistiche 3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.

Mozione n. 1-00123 e abb. - Situazione economico-finanziaria degli enti locali

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 1 minuto (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore 19 minuti
Popolo della Libertà 1 ora e 19 minuti
Partito Democratico 1 ora e 8 minuti
Lega Nord Padania 36 minuti
Unione di Centro 31 minuti
Italia dei Valori 30 minuti
Misto: 15 minuti
Movimento per l'Autonomia 8 minuti
Liberal Democratici - Repubblicani 4 minuti
Minoranze linguistiche 3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione di ciascuna mozione.

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Ddl n. 1415 e abb. - Intercettazioni telefoniche
Tempo complessivo: 21 ore e 20 minuti, di cui:

  • discussione generale: 7 ore e 20 minuti (*);
  • seguito esame: 14 ore.
Discussione generale Seguito esame
Relatore per la maggioranza 20 minuti 30 minuti
Relatori di minoranza 20 minuti
(complessivamente)
30 minuti
(complessivamente)
Governo 20 minuti 30 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti 10 minuti
Tempi tecnici 2 ore
Interventi a titolo personale 1 ora e 8 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato) 1 ora e 58 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato)
Gruppi 5 ore e 2 minuti 8 ore e 22 minuti
Popolo della Libertà 1 ora e 21 minuti 2 ore e 20 minuti
Partito Democratico 1 ora e 17 minuti 2 ore e 25 minuti
Lega Nord Padania 41 minuti 1 ora e 12 minuti
Unione di Centro 37 minuti 59 minuti
Italia dei Valori 36 minuti 56 minuti
Misto: 30 minuti 30 minuti
Movimento per l'Autonomia 16 minuti 16 minuti
Liberal Democratici - Repubblicani 8 minuti 8 minuti
Minoranze linguistiche 6 minuti 6 minuti

(*) I tempi indicati sono stati in parte utilizzati nella seduta del 23 febbraio 2009.

Ddl n. 2105 e abb. - Federalismo fiscale (collegato)
Tempo complessivo: 25 ore e 30 minuti di cui:

  • discussione generale: 8 ore;
  • seguito dell'esame: 17 ore e 30 minuti.
Discussione generale Seguito esame
Relatori 30 minuti
(complessivamente)
40 minuti
(complessivamente)
Pag. 74
Governo 20 minuti 30 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti 10 minuti
Tempi tecnici 3 ore
Interventi a titolo personale 1 ora e 18 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato) 2 ore e 30 minuti (con il limite massimo di 20 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 5 ore e 42 minuti 10 ore e 40 minuti
Popolo della Libertà 1 ora e 35 minuti 2 ore e 58 minuti
Partito Democratico 1 ora e 34 minuti 3 ore e 4 minuti
Lega Nord Padania 45 minuti 1 ora e 32 minuti
Unione di Centro 40 minuti 1 ora e 15 minuti
Italia dei Valori 38 minuti 1 ora e 11 minuti
Misto: 30 minuti 40 minuti
Movimento per l'Autonomia 16 minuti 21 minuti
Liberal Democratici - Repubblicani 8 minuti 11 minuti
Minoranze linguistiche 6 minuti 8 minuti

Ddl n. 2042 e abb. - Ratifica Trattato di Prüm

Tempo complessivo: 13 ore e 30 minuti di cui:

  • discussione generale: 6 ore;
  • seguito dell'esame: 7 ore e 30 minuti.
Discussione generale Seguito esame
Relatori 20 minuti
(complessivamente)
20 minuti
(complessivamente)
Governo 20 minuti 20 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti 10 minuti
Tempi tecnici 1 ora
Interventi a titolo personale 56 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato) 1 ora e 5 minuti (con il limite massimo di 8 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 14 minuti 4 ore e 35 minuti
Pag. 75
Popolo della Libertà 1 ora e 4 minuti 1 ora e 16 minuti
Partito Democratico 56 minuti 1 ora e 19 minuti
Lega Nord Padania 37 minuti 40 minuti
Unione di Centro 34 minuti 33 minuti
Italia dei Valori 33 minuti 31 minuti
Misto: 30 minuti 16 minuti
Movimento per l'Autonomia 16 minuti 9 minuti
Liberal Democratici - Repubblicani 8 minuti 4 minuti
Minoranze linguistiche 6 minuti 3 minuti

Pdl n. 1090 - Persone giuridiche e associazioni non riconosciute

Tempo complessivo: 13 ore e 30 minuti di cui:

  • discussione generale: 6 ore e 30 minuti;
  • seguito dell'esame: 7 ore.
Discussione generale Seguito esame
Relatore 20 minuti 20 minuti
Governo 20 minuti 20 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti 10 minuti
Tempi tecnici 30 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 2 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato) 1 ora e 4 minuti (con il limite massimo di 8 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 38 minuti 4 ore e 36 minuti
Popolo della Libertà 1 ora e 13 minuti 1 ora e 23 minuti
Partito Democratico 1 ora e 6 minuti 1 ora e 12 minuti
Lega Nord Padania 39 minuti 39 minuti
Unione di Centro 36 minuti 33 minuti
Italia dei Valori 34 minuti 32 minuti
Misto: 30 minuti 17 minuti
Movimento per l'Autonomia 16 minuti 9 minuti
Pag. 76
Liberal Democratici - Repubblicani 8 minuti 5 minuti
Minoranze linguistiche 6 minuti 3 minuti

Mozione n. 1-00076 - Moratoria per la costruzione di nuove moschee

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 1 minuto (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore 19 minuti
Popolo della Libertà 1 ora e 19 minuti
Partito Democratico 1 ora e 8 minuti
Lega Nord Padania 36 minuti
Unione di Centro 31 minuti
Italia dei Valori 30 minuti
Misto: 15 minuti
Movimento per l'Autonomia 8 minuti
Liberal Democratici - Repubblicani 4 minuti
Minoranze linguistiche 3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.

Mozione n. 1-00109 - Sistema creditizio e fondazioni bancarie

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 1 minuto (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Pag. 77
Gruppi 4 ore 19 minuti
Popolo della Libertà 1 ora e 19 minuti
Partito Democratico 1 ora e 8 minuti
Lega Nord Padania 36 minuti
Unione di Centro 31 minuti
Italia dei Valori 30 minuti
Misto: 15 minuti
Movimento per l'Autonomia 8 minuti
Liberal Democratici - Repubblicani 4 minuti
Minoranze linguistiche 3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.

Pdl n. 177 e abb. - Distacco comuni

Tempo complessivo: 11 ore di cui:

  • discussione generale: 5 ore e 30 minuti;
  • seguito dell'esame: 5 ore e 30 minuti.
Discussione generale Seguito esame
Relatore 20 minuti 20 minuti
Governo 20 minuti 20 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti 10 minuti
Tempi tecnici 15 minuti
Interventi a titolo personale 50 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato) 50 minuti (con il limite massimo di 6 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 3 ore e 50 minuti 3 ore e 35 minuti
Popolo della Libertà 52 minuti 1 ora e 5 minuti
Partito Democratico 48 minuti 56 minuti
Lega Nord Padania 35 minuti 30 minuti
Unione di Centro 33 minuti 26 minuti
Italia dei Valori 32 minuti 25 minuti
Pag. 78
Misto: 30 minuti 13 minuti
Movimento per l'Autonomia 16 minuti 7 minuti
Liberal Democratici - Repubblicani 8 minuti 3 minuti
Minoranze linguistiche 6 minuti 3 minuti

VOTAZIONI QUALIFICATE
EFFETTUATE MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO

INDICE ELENCO N. 1 DI 2 (VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
1 Nom. ddl 2206 - odg 9/2206/7 449 448 1 225 209 239 75 Resp.
2 Nom. odg 9/2206/24 464 464 233 216 248 75 Resp.
3 Nom. odg 9/2206/29 468 468 235 219 249 75 Resp.
4 Nom. odg 9/2206/32 461 460 1 231 213 247 75 Resp.
5 Nom. odg 9/2206/36 459 459 230 214 245 75 Resp.
6 Nom. odg 9/2206/37 465 464 1 233 219 245 75 Resp.
7 Nom. odg 9/2206/41 464 461 3 231 214 247 74 Resp.
8 Nom. odg 9/2206/44 468 467 1 234 227 240 74 Resp.
9 Nom. odg 9/2206/49 470 469 1 235 221 248 74 Resp.
10 Nom. odg 9/2206/50 463 463 232 222 241 73 Resp.
11 Nom. odg 9/2206/51 476 476 239 227 249 73 Resp.
12 Nom. odg 9/2206/52 463 463 232 219 244 73 Resp.
13 Nom. odg 9/2206/54 468 467 1 234 226 241 73 Resp.

F = Voto favorevole (in votazione palese). - C = Voto contrario (in votazione palese). - V = Partecipazione al voto (in votazione segreta). - A = Astensione. - M = Deputato in missione. - T = Presidente di turno. - P = Partecipazione a votazione in cui è mancato il numero legale. - X = Non in carica.
Le votazioni annullate sono riportate senza alcun simbolo. Ogni singolo elenco contiene fino a 13 votazioni. Agli elenchi è premesso un indice che riporta il numero, il tipo, l'oggetto, il risultato e l'esito di ogni singola votazione.

INDICE ELENCO N. 2 DI 2 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 20)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
14 Nom. odg 9/2206/56 466 466 234 226 240 73 Resp.
15 Nom. odg 9/2206/57 468 466 2 234 216 250 73 Resp.
16 Nom. odg 9/2206/60 466 459 7 230 36 423 73 Resp.
17 Nom. odg 9/2206/61 464 296 168 149 34 262 73 Resp.
18 Nom. ddl 2206 - voto finale 445 428 17 215 258 170 70 Appr.
19 Nom. articolo 27 440 438 2 327 435 3 70 Appr.
20 Nom. Moz. Cazzola e a. n. 1-96 rif. 413 413 207 413 70 Appr.