XVI LEGISLATURA

Allegato A

Seduta di giovedì 19 novembre 2009

COMUNICAZIONI

Missioni valevoli nella seduta del 19 novembre 2009.

Albonetti, Alessandri, Angelino Alfano, Berlusconi, Bindi, Bonaiuti, Bossi, Brambilla, Brancher, Brugger, Brunetta, Buonfiglio, Buttiglione, Caparini, Capitanio Santolini, Carfagna, Casero, Cicchitto, Cirielli, Colucci, Consolo, Cosentino, Cossiga, Cota, Craxi, Crimi, Crosetto, De Biasi, Donadi, Fitto, Franceschini, Frattini, Gelmini, Gibelli, Alberto Giorgetti, Giancarlo Giorgetti, Giro, La Russa, Leone, Lo Monte, Lupi, Mantovano, Maroni, Martini, Mazzocchi, Melchiorre, Meloni, Menia, Miccichè, Migliavacca, Migliori, Molgora, Mussolini, Nucara, Leoluca Orlando, Palumbo, Pescante, Prestigiacomo, Razzi, Roccella, Romani, Ronchi, Rotondi, Saglia, Scajola, Stefani, Stucchi, Tremonti, Urso, Vegas, Vito.

(Alla ripresa pomeridiana della seduta).

Albonetti, Alessandri, Angelino Alfano, Berlusconi, Bindi, Bonaiuti, Bossi, Brambilla, Brancher, Brugger, Brunetta, Buonfiglio, Buttiglione, Caparini, Capitanio Santolini, Carfagna, Casero, Cicchitto, Cirielli, Colucci, Consolo, Cosentino, Cossiga, Cota, Craxi, Crimi, Crosetto, De Biasi, Donadi, Fitto, Franceschini, Frattini, Gelmini, Gibelli, Alberto Giorgetti, Giancarlo Giorgetti, Giro, La Russa, Leone, Lo Monte, Lupi, Mantovano, Maroni, Martini, Mazzocchi, Melchiorre, Meloni, Menia, Miccichè, Migliavacca, Migliori, Molgora, Nucara, Leoluca Orlando, Palumbo, Pescante, Prestigiacomo, Razzi, Roccella, Romani, Ronchi, Rotondi, Saglia, Scajola, Stefani, Stucchi, Tremonti, Urso, Vegas, Vito.

Annunzio di proposte di legge.

In data 18 novembre 2009 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d'iniziativa dei deputati:
DE POLI ed altri: «Disposizioni per la destinazione di una quota del 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche al finanziamento delle organizzazioni senza scopo di lucro, della ricerca scientifica e sanitaria e dell'università in base alle scelte dei contribuenti» (2952);
LIVIA TURCO: «Modifiche alla legge 23 dicembre 1978, n. 833, in materia di piano di trattamento vincolante, per la salvaguardia del diritto al sostegno e alle cure delle persone affette da disagio mentale e dei loro familiari» (2953);
PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE MOFFA e ANTONINO FOTI: «Modifica dell'articolo 68 della Costituzione, concernente le immunità dei membri del Parlamento» (2954);
GARAGNANI ed altri: «Dichiarazione di monumento nazionale e contributo per l'esecuzione dei restauri interni ed esterni della Basilica di San Petronio in Bologna» (2955);
MOSCA: «Modifiche al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, concernenti la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati» (2956);
CASSINELLI e SCANDROGLIO: «Modifica all'articolo 91 del codice di procedura civile, in materia di condanna alle spese» (2957);
SBROLLINI: «Norme per il riconoscimento della figura professionale del giornalista libero professionista» (2958).

Saranno stampate e distribuite.

Assegnazione di progetti di legge a Commissione in sede referente.

A norma del comma 1 dell'articolo 72 del regolamento, il seguente progetto di legge è assegnato, in sede referente, alla sottoindicata Commissione permanente:
XIII Commissione (Agricoltura):
JANNONE: «Disposizioni in materia di etichettatura dei prodotti agroalimentari e delega al Governo per l'introduzione di agevolazioni fiscali per la tutela e la promozione del consumo dei prodotti agroalimentari regionali» (2833) Parere delle Commissioni I, II (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, per le disposizioni in materia di sanzioni), V, VI (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria), X, XII, XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

Trasmissione dalla Corte dei conti.

La Corte dei conti - sezione del controllo sugli enti - con lettera in data 18 novembre 2009, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relativa relazione riferita al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Ente nazionale delle sementi elette (ENSE), per l'esercizio 2008. Alla determinazione sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (doc. XV, n. 138).

Questo documento - che sarà stampato - è trasmesso alla V Commissione (Bilancio) e alla XIII Commissione (Agicoltura).

Trasmissione dal ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

Il ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, con lettera in data 11 novembre 2009, ha trasmesso ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 23 aprile 2003, n. 89, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 giugno 2003, n. 141, la relazione conclusiva - predisposta dall'Istituto superiore di sanità - sui risultati del progetto oncotecnologico finalizzato a sviluppare terapie oncologiche innovative su base molecolare (doc. XXVII, n. 15).

Questo documento - che sarà stampato - è trasmesso alla XII Commissione (Affari sociali).

Trasmissione dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con lettera in data 12 novembre 2009, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 4, comma 4-bis, del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2004, n. 139, la relazione sullo stato di attuazione degli interventi urgenti per la messa in sicurezza delle grandi dighe, aggiornata al 31 dicembre 2008 (doc. CXII, n. 1).

Questo documento - che sarà stampato - è trasmesso alla VIII Commissione (Ambiente).

Trasmissione dal ministro per i rapporti con il Parlamento.

Il ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 16 novembre 2009, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 25 febbraio 1999, n. 66, concernente «Istituzione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo e modifiche al codice della navigazione, in attuazione della direttiva 94/56/CE del Consiglio del 21 novembre 1994», le relazioni di inchiesta relative, rispettivamente, agli incidenti occorsi ai seguenti aeromobili:
Christen A1, marche I-HHHH, in data 14 gennaio 2007 all'aeroporto di Calcinate del Pesce (Varese);
Grob Astir CS 77, marche I-LVBG, in data 4 marzo 2007 all'aeroporto di Calcinate del Pesce (Varese);
Cessna C 1725, marche DI-EXAH, in data 3 settembre 2008 nell'aviosuperficie di Sabaudia (Latina);
Schempp Hirth Nimbus 2, marche I-ANKA, in data 3 novembre 2007 nell'aviosuperficie di Molinella (Bologna).

Questa documentazione trasmessa alla IX Commissione (Trasporti).

Comunicazioni di nomine ministeriali.

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 12, 13 e 17 novembre 2009, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le seguenti comunicazioni, relative al conferimento, ai sensi dei commi 4, 5-bis e 10 del medesimo articolo 19, di incarichi di livello dirigenziale generale, che sono trasmesse alla I Commissione (Affari costituzionali), nonché alle Commissioni sottoindicate:

alla VII Commissione (Cultura) la comunicazione concernente il seguente incarico nell'ambito del Ministero per i beni e le attività culturali:
al dottor Bruno De Santis, l'incarico di consulenza, studio e ricerca a supporto dell'attività del segretario generale;

alla XI Commissione (Lavoro) le comunicazioni concernenti i seguenti incarichi:
alla dottoressa Matilde Mancini, l'incarico ad interim di direttore della direzione generale per le politiche per l'orientamento e la formazione, nell'ambito del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;
al dottor Francesco Verbaro, l'incarico ad interim di direttore della direzione generale del mercato del lavoro, nell'ambito del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;
al dottor Eugenio Gallozzi, l'incarico di direttore dell'ufficio per le relazioni sindacali delle pubbliche amministrazioni, nell'ambito del dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri;

alla XII Commissione (Affari sociali) la comunicazione concernente il seguente incarico nell'ambito del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali:
alla dottoressa Marina Gerini, l'incarico di direttore della direzione generale per il volontariato, l'associazionismo e le formazioni sociali, nell'ambito del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

Atti di controllo e di indirizzo.

Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell'Allegato B al resoconto della seduta odierna.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Effetti sul sistema giudiziario delle norme contenute nel disegno di legge sul cosiddetto «processo breve» - n. 3-00777

DI PIETRO, DONADI, EVANGELISTI, BORGHESI e PALOMBA. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il disegno di legge sul «processo breve» è stato depositato al Senato della Repubblica (Atto Senato n. 1880, assegnato il 12 novembre 2009 alla 2a Commissione permanente), col titolo «Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell'articolo 111 della Costituzione e dell'articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali»;
si tratta di un testo che prevede l'estinzione del processo se passano due anni dal momento in cui è intervenuto il rinvio a giudizio e non c'è una sentenza, e questo significa che per tutta una serie di procedimenti per reati anche molto gravi e molto seri non si riuscirà ad ultimare il processo;
il disegno di legge porterebbe ad una vera e propria depenalizzazione di una gran quantità di reati e, soprattutto, ad un nuovo colpo di spugna su quelli che si classificano come i reati dei «colletti bianchi». Il disegno di legge colpirebbe i principali processi attualmente in corso in Italia: Parmalat, Cirio, Antonveneta, Enelpower, Thyssen, Eternit e lo scandalo rifiuti della regione Campania;
l'Associazione nazionale magistrati parla di «sostanziale depenalizzazione di fatti di rilevante e oggettiva gravità» e avverte degli «effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia». «Gli unici processi che potranno essere portati a termine» - spiegano i vertici del sindacato dei magistrati - «saranno quelli nei confronti dei recidivi e quelli relativi ai fatti indicati in un elenco di eccezioni che pone forti dubbi di costituzionalità». L'Associazione nazionale magistrati elenca tutti i reati destinati ad andare in prescrizione: «abuso d'ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d'ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti; traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d'autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino»;
la richiesta di giudizio per il crac Parmalat è avvenuta a luglio del 2007 e la prima udienza è stata fissata a marzo 2008, ben otto mesi dopo. Il processo a Parma è a rischio proscioglimento e andrà avanti solo per quei reati con pene superiori a dieci anni. Calisto Tanzi andrà certamente a giudizio, ma non chi è stato accusato di bancarotta preferenziale. Stesso discorso per il processo Cirio, i cui due anni teoricamente previsti per il primo grado sono già trascorsi. Si salverebbero, sempre grazie a pene superiori ai dieci anni, i processi per aggiotaggio: i più noti sono quelli di Milano per le fallite scalate ad Antonveneta e Bnl (aperto anche a Roma), quello che vede imputate le banche per Parmalat, tutti comunque sulla soglia della prescrizione se si tenesse conto solo dei due anni per il primo grado di giudizio;
«gli unici processi che potranno essere portati a termine» - spiegano i vertici del sindacato dei magistrati - «saranno quelli nei confronti dei recidivi e quelli relativi ai fatti indicati in un elenco di eccezioni che pone forti dubbi di costituzionalità»-:
se non abbia ritenuto di dover quantificare gli effetti che l'impatto delle norme proposte avrà sul sistema giudiziario e se non ritenga di doverne informare il Parlamento.(3-00777)

Impatto della normativa riguardante il cosiddetto «processo breve» sui procedimenti penali in corso, con particolare riferimento ai processi in fase dibattimentale di primo grado - n. 3-00778

FERRANTI, SERENI, BRESSA, QUARTIANI, GIACHETTI, CAPANO, CAVALLARO, CIRIELLO, CONCIA, CUPERLO, GIANNI FARINA, MELIS, ROSSOMANDO, SAMPERI, TENAGLIA, TIDEI, TOUADI e VACCARO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
al Senato della Repubblica è stato presentato un disegno di legge, a firma del senatore Gasparri ed altri, contenente «Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell'articolo 111 della Costituzione e dell'articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali», il cui contenuto appare pienamente condiviso dall'Esecutivo;
il disegno di legge contiene per i reati, per i quali la pena edittale massima è inferiore ai dieci anni di reclusione, l'individuazione di un termine di durata massimo per ogni grado di giudizio (due anni per ognuno dei tre gradi, uno in caso di giudizio di rinvio dalla Corte di cassazione), il superamento del quale, senza che sia stata pronunciata sentenza, obbliga il giudice della fase processuale in corso a pronunciare una sentenza, con cui dichiara di non doversi procedere per «estinzione del processo» -:
se il Ministro interrogato abbia valutato l'eventuale impatto che l'entrata in vigore della normativa in questione avrà sui procedimenti penali attualmente in corso, con particolare riferimento ai processi in fase dibattimentale di primo grado, individuando il numero dei procedimenti e la tipologia dei reati per i quali è certa la conclusione con sentenza di non luogo a procedere ex articolo 425 del codice di procedura penale, per estinzione del processo, essendo decorsi più di due anni dalla richiesta con cui il pubblico ministero ha esercitato l'azione penale, formulando l'imputazione, senza che sia stata emessa sentenza che definisce il giudizio.(3-00778)

Iniziative per ridurre la durata del processo civile - n. 3-00779

SISTO e BALDELLI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro interrogato, ha approvato, il 28 ottobre 2009, uno schema di decreto legislativo, concernente l'attuazione dell'articolo 60 della legge n. 69 del 2009 in materia di mediazione, finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali;
la mediazione, secondo quanto dichiarato dal Ministro interrogato, dovrebbe contribuire a dare concreta attuazione alla riforma del processo civile, introdotta con la legge n. 69 del 2009 sopra citata -:
quali siano gli strumenti che il Governo intende apprestare per ridurre la durata del processo civile, notoriamente caratterizzato da tempi assai lunghi.
(3-00779)

Iniziative del Ministro della giustizia per assicurare la piena operatività della norma che prevede il reato di immigrazione clandestina - n. 3-00780

COTA, LUCIANO DUSSIN, DAL LAGO, REGUZZONI, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BRIGANDÌ, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, D'AMICO, DESIDERATI, DOZZO, GUIDO DUSSIN, FAVA, FEDRIGA, FOGLIATO, FOLLEGOT, FORCOLIN, FUGATTI, GIBELLI, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, LANZARIN, LUSSANA, MACCANTI, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MONTAGNOLI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, PIROVANO, POLLEDRI, RAINIERI, RIVOLTA, RONDINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il Parlamento, con l'approvazione della legge 15 luglio 2009, n. 94, «Disposizioni in materia di sicurezza», cosiddetto «pacchetto sicurezza», ha introdotto nel nostro ordinamento il nuovo reato di immigrazione clandestina;
l'applicazione di tale nuova fattispecie criminosa rischia di essere pregiudicata dalle prese di posizione di alcuni procuratori della Repubblica, che hanno sostenuto che il reato in oggetto andrebbe perseguito solo nei casi di concorso con altro reato;
da un'ancora provvisoria ed esigua casistica circa l'applicazione del nuovo reato si rileva un'asserita difficoltà di coordinamento tra il nuovo reato e l'aggravante della condizione di clandestinità, introdotta dal decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, il quale ha inserito nell'articolo 61 del codice penale («Circostanze aggravanti comuni») il n. 11-bis («Se il fatto è commesso da soggetto che si trovi illegalmente sul territorio nazionale»);
in ordine alla nuova circostanza aggravante, ad oggi risultano sollevate diverse questioni di legittimità costituzionale, non ancora discusse dalla Corte costituzionale, ed in qualche caso rimesse al giudice a quo per una nuova valutazione di rilevanza e non manifesta infondatezza nella forma della restituzione degli atti per ius superveniens. Quanto invece alla fattispecie di reato di cui alla legge n. 94 del 2009, risulterebbe sollevata una questione di legittimità costituzionale (tribunale di Pesaro, ordinanza del 31 agosto 2009);
quanto illustrato evidenzia il rischio di una sostanziale disapplicazione della nuova fattispecie del reato di immigrazione clandestina o la sua sostanziale trasformazione da autonomo titolo di reato a circostanza aggravante -:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto sopra illustrato e quali iniziative intenda assumere per assicurare la piena operatività della nuova norma incriminatrice del reato di immigrazione clandestina.(3-00780)

Criteri in base ai quali sono stati estromessi dal cosiddetto «cratere sismico» i comuni dell'Abruzzo ricadenti nell'area Peligna - n. 3-00781

MELCHIORRE, RICARDO ANTONIO MERLO e TANONI. - Al Ministro per i rapporti con il Parlamento. - Per sapere - premesso che:
il terremoto che ha colpito l'Abruzzo la mattina del 6 aprile 2009 ha avuto - come noto - conseguenze devastanti in termini di vite umane e di danni materiali;
sulla base della valutazione del grado macrosismico condotta dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), alla luce dell'interpretazione della scala Mercalli-Cancani-Sieberg effettuata dai tecnici della protezione civile, il capo del dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, nella sua qualità di commissario delegato al terremoto, ha provveduto ad individuare con due decreti, il primo, il n. 3 del 16 aprile 2009, ed il secondo, il n. 11 del 17 luglio 2009, la lista di comuni che ricadono nel perimetro del cosiddetto «cratere sismico», ovvero quella porzione di territorio abruzzese che, avendo subito un'intensità del terremoto uguale o superiore al VI grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg, è stata considerata immediatamente destinataria delle risorse economiche e delle agevolazioni ai fini della ricostruzione e della riattivazione del tessuto socio-economico, previste ex decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77. Del tutto inaspettatamente, nonostante i 156 edifici pubblici, 207 attività produttive e 1956 abitazioni private siano state dichiarate inagibili, i comuni ricadenti nell'area del centro Abruzzo, segnatamente i comuni dell'area Peligna, sono stati estromessi dal cosiddetto «cratere sismico» e perciò da tutte quelle misure previste per la riattivazione socio-economica dell'area;
tale decisione ha comportato per le comunità del centro Abruzzo un grave danno, approfondendo la già grave crisi socioeconomica in cui versava l'intera area -:
se il Ministro interrogato intenda spiegare in base a quali criteri dagli elenchi dei comuni contenuti nei decreti del commissario delegato di cui sopra siano state estromesse diverse realtà comunali che fanno riferimento al centro Abruzzo, segnatamente i comuni dell'area Peligna, che hanno, loro malgrado, sofferto analoghi o superiori danni rispetto agli altri comuni destinatari delle misure socioeconomiche previste dalla legge e se, contestualmente, una volta per tutte, si chiarisca se del criterio del VI grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg richiamato nei decreti del 16 aprile 2009 e del 17 luglio 2009 esista o meno un «criterio interpretativo ufficiale», suscettibile, pertanto, di essere riutilizzato in costanza di ulteriori episodi sismici.(3-00781)

Iniziative per la convocazione di un tavolo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri in merito alla crisi Eutelia-Agile - n. 3-00782

VIETTI, DELFINO, POLI, ANNA TERESA FORMISANO, PEZZOTTA, COMPAGNON, CICCANTI, NARO, CERA, RIA, MONDELLO, RUGGERI, NUNZIO FRANCESCO TESTA, ZINZI, CIOCCHETTI, DIONISI, TASSONE, RAO, GALLETTI, OCCHIUTO e PISACANE. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
si susseguono in molte regioni italiane le manifestazioni di solidarietà e le iniziative di sensibilizzazione in favore dei dipendenti della società Agile-Eutelia, che, come è noto, in data 15 giugno 2009, ha annunciato di aver perfezionato la cessione alla società Omega spa delle proprie attività industriali nel settore dell'information technology;
a seguito di tale decisione la metà dei dipendenti della società è minacciata dalla procedura di licenziamento collettivo (1.192 persone su 1.937 in tutta Italia, 229 su 311 nel solo Piemonte);
trattasi di un'eventualità molto concreta che produrrebbe un grave impatto sociale, tenuto conto del numero di persone interessate dai licenziamenti, nonché un ingente danno economico per la perdita di un notevole patrimonio tecnologico e di professionalità in un settore strategico della nostra economia;
trasversalmente, tutti i gruppi politici locali e nazionali hanno richiesto un'iniziativa concreta del Governo per scongiurare la procedura di riduzione del personale -:
se non ritenga di convocare rapidamente un tavolo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, che, attraverso un confronto con tutte le parti interessate, esamini e trovi una soluzione condivisa a tutela della stabilità occupazionale.
(3-00782)

TESTO AGGIORNATO AL 24 NOVEMBRE 2009

INTERPELLANZE URGENTI

Problematiche inerenti alla chiusura disposta dall'Enac dello spazio aereo controllato da radar denominato Garda 1 - 2-00538

A)

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e degli affari esteri, per sapere - premesso che:
con meri atti amministrativi (cosiddetti notams) l'Ente nazionale aviazione civile (Enac) ha stabilito la chiusura, senza preavviso e con effetto immediato al traffico aereo operante in condizioni di volo a vista (cosiddetto vfr), dello spazio aereo controllato da radar (cosiddetto ctr) denominato Garda 1, comprendente una vasta porzione del cielo sopra la pianura padana orientale (area comprensiva delle province di Brescia, Verona e, verso sud, sino alla zona del Po), che prima di allora, dalla fine della II guerra mondiale, era sempre stata aperta al traffico aereo di ogni tipo;
tale chiusura è iniziata con una comunicazione amministrativa del 1° giugno 2009, per l'asserita durata di mesi 3, ma in realtà è stata prorogata senza soluzione di continuità per ulteriori 3 mesi (con ulteriore atto amministrativo, cosiddetto notam, in termini pedissequamente analoghi) sino al 30 novembre 2009 ed è stato comunicato, in via informale, agli organi rappresentanti l'utenza aeronautica, che vi è seria possibilità di ulteriori proroghe ad nutum e motivate solo da asserito (e secondo gli interpellanti, incredibile, rispetto ai dati ufficiali di traffico aereo degli anni scorsi) sovraccarico di lavoro dei controllori militari;
chiamata a giustificare tale condotta in varie sedi tecniche Enac, tramite i propri vertici, ha scaricato ogni responsabilità sull'aeronautica militare italiana, affermando che tale zona di controllo radar è tuttora affidata al controllo militare (com'è vero) senza però motivare ciò in alcun modo (trattandosi di controllo militare che aveva senso in epoca di guerra fredda, terminata da vent'anni e oggi non ha alcun senso, non essendovi in tale area alcun aeroporto civile con traffico rilevante, escluso solo Verona, che comunque è aeroporto di medio traffico europeo e Brescia, che giace in stato di pressoché totale abbandono da parte del traffico commerciale, ed essendovi una sola base aerea militare, a Ghedi, con movimenti comunque del tutto normali e uguali, se non diminuiti man mano, negli ultimi decenni);
Enac ha affermato che l'aeronautica militare italiana avrebbe unilateralmente e senza preavviso comunicato difficoltà inerenti i costi e/o il personale addetto al servizio radar nello spazio aereo controllato da radar, Garda 1 tali da costringere a ridurre tale servizio e avrebbe perciò deciso, sempre unilateralmente, di non prestare più servizio al traffico aereo operante in condizioni di volo a vista e ridurlo anche al volo strumentale;
anche da notizie di stampa, dichiarazioni pubbliche di vertici di Enac e telegiornali pare che l'origine di tale comportamento dell'aeronautica militare italiana (subito passivamente da Enac nonostante i propri doveri istituzionali di tutela dell'utenza aeronautica e della sicurezza del volo) si debba a una querelle tra l'aeronautica militare e il ministero dell'economia e delle finanze, poiché tale ministero non passerebbe all'aeronautica militare italiana la totalità delle somme incassate per diritti di controllo del traffico aereo (che il ministero predetto riceve dall'ente unico comunitario in materia, Eurocontrol) ma solo una piccola parte e l'aeronautica militare italiana avrebbe deciso di attuare una sostanziale ritorsione nei confronti dell'utenza onde «aprire lo scandalo» e cercare così, mediante pressioni dell'utenza, di ottenere dal ministero i pagamenti che pretende a sé spettanti;
le condotte dell'Enac e dell'aeronautica militare italiana hanno causato all'Italia una pessima figura in sede internazionale, con richieste di chiarimenti e proteste sia da parte degli enti aeronautici mondiali (Icao) ed europei (Easa), che da parte delle rappresentanze dell'utenza aeronautica in sede Icao ed Easa (tra cui Iaopa world e Iaopa europe, tramite Aopa Italia) avendo tali ultimi enti prospettato anche l'eventualità di azioni giudiziarie connesse a quanto sopra;
comunque le condotte dell'Enac e dell'aeronautica militare italiana appaiono agli interpellanti in aperta violazione delle raccomandazioni di sicurezza del volo emesse dall'agenzia nazionale per la sicurezza del volo, sin dal 2006, in materia proprio di sicurezza del traffico aereo operante in condizioni di volo a vista e delle operazioni di volo nella pianura padana (reperibili persino sul sito di Ansv e pubblicate in ogni ambito aeronautico);
la condotta dell'Enac e dell'aeronautica militare italiana pare agli interpellanti costituire illecito internazionale del Paese, siccome costituente la creazione di uno spazio aereo vietato al volo a vista nei confronti di tutti gli aerei del mondo, con trasformazione di tale spazio aereo dalla sua condizione precedente (spazio aereo tipo G, aperto a tutti) in spazio aereo chiuso a tutti, escluse solo poche eccezioni (spazio tipo A), senza applicare alcuna delle procedure eccezionali previste in tali casi dalla convenzione Icao sull'aviazione civile 1944 (allegato 11 - par. 3, capo II, par. 6) e in violazione delle disposizioni Easa in materia di modifica degli spazi aerei, che prevedono l'obbligatoria approfondita consultazione dell'utenza prima di ogni iniziativa di singoli Stati in tal senso (Reg. 55.1, articolo 6, del 2009), nonché, a che risulti, della normativa inerente i movimenti di denaro tra Eurocontrol e gli Stati aderenti ad esso e certamente in violazione del dovere di adeguamento alle raccomandazioni per la sicurezza del volo dell'Ansv, ex lege imposte; il tutto utilizzando argomenti anche formali, nella motivazione degli atti amministrativi notam, di nessuna effettiva rilevanza e al limite dell'arbitrario anche nel mero testo letterale;
ad un recente incontro 23 luglio 2009 promosso dall'Aeroclub d'Italia per lo studio del generale riordino degli spazi aerei italiani, mentre l'aeronautica militare italiana ed Enav spa (società nazionale assistenza al volo, società operativa per il settore sotto la vigilanza di Enac) hanno partecipato con personale di vertice, Enac non ha ritenuto né di partecipare, né di giustificare la propria assenza in alcun modo, manifestando nuovamente grave e ingiustificato disinteresse per il problema, pur avendo ricevuto da molti mesi approfonditi studi in materia e proposte applicative a costo zero di Enav spa -:
quali iniziative immediate i Ministri interpellati intendano assumere per la cessazione di quanto sopra esposto, e cioè il ripristino della fruibilità dello spazio aereo controllato da radar, Garda 1, per il volo a vista, l'adeguamento alle raccomandazioni di sicurezza per il volo a vista emesse dal 2006 da Ansv e sinora del tutto disattese dall'Enac e dall'aeronautica militare italiana, la repressione di eventuali condotte illecite sotto ogni aspetto, il risarcimento di eventuali danni causati all'utenza aeronautica internazionale, la prevenzione di future similari condotte, l'eliminazione di spazi aerei con controllo radar militare in zone del Paese nelle quali essi non hanno più alcun senso, almeno dalla fine del patto di Varsavia;
quali siano i tempi prevedibili affinché ciò accada, stante il ritardo ingiustificabile sinora accumulato.
(2-00538) «Narducci, Esposito, Misiani, D'Antoni, Levi, Picierno, Graziano, Melis, Touadi, Bobba, Damiano, Rosato, Tempestini, Sanga, Fadda, Piccolo, Cardinale, Lusetti, Cesare Marini, Servodio, Sposetti, Villecco Calipari, Scilipoti, Vannucci, Calgaro, Martella, Maran, Braga, Mariani, Sarubbi, D'Antona, Duilio, D'Incecco, De Pasquale, Grassi».

Stato di avanzamento dei lavori relativi al piano strategico delle infrastrutture - 2-00544

B)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
di recente è stato diffuso dall'Aci un dossier-studio sull'effettivo stato dei lavori e dei finanziamenti per le opere infrastrutturali nel Paese, soprattutto in riferimento a quelle viarie;
dalla ricerca effettuata risulta che il 43 per cento delle opere annunciate dal Governo risulta essere ancora senza copertura finanziaria, e solo il 3,6 per cento dei lavori previsti nel 2001 è stato completato, gravando ulteriormente su un ritardo infrastrutturale già rilevante, e sui costi aggiuntivi che le stesse imprese si trovano a dover affrontare, data la carenza delle infrastrutture di trasporto;
per il piano di sviluppo infrastrutturale approvato dal Cipe nelle ultime deliberazioni, sono stati stanziati 116,2 miliardi di euro, a fronte di una disponibilità effettiva di soli 66 miliardi;
il fabbisogno complessivo per la concreta realizzazione del piano corrisponde a circa 50 miliardi di euro, risorsa finanziaria indispensabile, che garantirebbe la copertura delle opere previste e la loro realizzazione;
la causa principale del ritardo nell'ottimizzazione del nostro piano infrastrutturale è da ricercare in un assetto normativo confuso, disorganico e soggetto a continue modificazioni, che ha influito negativamente anche sul reperimento di finanziamenti privati, che ad oggi coprono soltanto il 22 per cento del costo complessivo delle opere, alimentando ulteriormente il gap infrastrutturale con gli altri Paesi e facendo slittare l'Italia all'ultimo posto per qualità e capacità infrastrutturale;
sono numerosi da parte del Governo gli annunci negli ultimi mesi sugli impegni e le deliberazioni in materia ma, alla luce dei dati obiettivi, si evince la non corrispondenza di tali annunci alla realtà dei fatti e in particolare l'assenza di una programmazione finanziaria organica, che dovrebbe non solo puntare, alla realizzazione di singole opere, ma anche avere una visione d'insieme che garantisca un adeguato livello di competitività delle infrastrutture del Paese, attraverso l'eliminazione di una fuorviante propaganda sulla reale dimensione finanziaria e dell'immobilismo generato dalle procedure amministrative, nonché dal continuo cambiamento di strategie politiche -:
quale sia ad oggi l'effettivo stato di avanzamento dei lavori in riferimento al piano strategico delle infrastrutture e come il Ministro interpellato intenda intervenire al fine di reperire i fondi necessari al completamento, entro i termini fissati, delle opere inserite nel programma del Governo, in particolare per il pacchetto viabilità stradale, strumento fondamentale per lo sviluppo dell'economia del Paese.
(2-00544) «Libè, Vietti».

Iniziative per consentire all'Inps di procedere all'assunzione dei vincitori del concorso pubblico a 293 posti di ispettore di vigilanza bandito nel 2007 - 2-00532

C)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per sapere - premesso che:
nel 2007 l'Inps ha bandito un concorso pubblico per esami a 293 posti nel profilo di ispettore di vigilanza, area funzionale C, posizione economica C1 (bando pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, IV serie speciale concorsi ed esami del 26 giugno 2007);
le prove del concorso si sono concluse nel 2009 e circa 800 partecipanti hanno superato le prove scritte e orali e sperano di essere assunti in tempi brevi, atteso che l'Istituto nazionale per la previdenza sodale (Inps) risulterebbe avere nella qualifica di ispettore di vigilanza una carenza di organico pari a circa 1.000 unità;
l'impiego dei vincitori del concorso da parte l'Inps in attività ispettive potrebbe garantire entrate aggiuntive all'istituto e il recupero dei contributi omessi e nella lotta all'evasione e nell'individuazione dei falsi invalidi;
l'articolo 17, comma 7, del cosiddetto decreto-legge «anticrisi» n. 78 del 2009 prevede il blocco delle assunzioni di personale in gran parte delle pubbliche amministrazioni, comprese quelle già autorizzate e quelle previste da disposizioni di carattere speciale, fatte salve quelle dei Corpi di polizia, delle Forze armate, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, delle università e degli enti di ricerca, del personale di magistratura e del comparto scuola, nei limiti consentiti dalla normativa vigente -:
se non ritenga di adottare, nell'ambito delle proprie competenze, ogni utile iniziativa, anche normativa, volta a consentire all'Inps di procedere all'assunzione dei vincitori del concorso al fine di ridurre le attuali carenze di personale, conseguenti ai prepensionamenti che l'Istituto aveva attuato proprio in previsione del citato concorso.
(2-00532) «Occhiuto, Poli, Delfino, Vietti, Ruvolo».