XVI LEGISLATURA

Allegato A

Seduta di Mercoledì 5 settembre 2012

TESTO AGGIORNATO AL 17 SETTEMBRE 2012

COMUNICAZIONI

Missioni valevoli nella seduta del 5 settembre 2012

      Albonetti, Buttiglione, Caparini, Cazzola, Cicchitto, Cirielli, Gianfranco Conte, Corsini, Dal Lago, De Girolamo, Della Vedova, Donadi, Dozzo, Fava, Tommaso Foti, Jannone, Leo, Leone, Lupi, Antonio Martino, Migliavacca, Migliori, Milanato, Moffa, Mosca, Mura, Osvaldo Napoli, Palagiano, Pisacane, Razzi, Rigoni, Romani, Paolo Russo, Stefani, Valducci, Vitali, Volontè.

Annunzio di una proposta di legge
d'iniziativa popolare.

      In data 24 agosto 2012 è stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge:
          PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE D'INIZIATIVA POPOLARE: «Iniziativa quorum zero e più democrazia» (5424).

      Sarà stampata, previo accertamento della regolarità delle firme dei presentatori, ai sensi della legge 25 maggio 1970, n.  352, e distribuita.

Assegnazione di progetti di legge a Commissioni in sede referente.

      A norma del comma 1 dell'articolo 72 del regolamento, i seguenti progetti di legge sono assegnati, in sede referente, alle sottoindicate Commissioni permanenti:
          III Commissione (Affari esteri):

      S. 3178. – «Ratifica ed esecuzione degli emendamenti alla Costituzione dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni, adottati a Ginevra il 24 novembre 1998» (approvato dal Senato) (5420) Parere delle Commissioni I, V e XI;
          S. 3285. – «Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale e di istruzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Serbia, fatto a Roma il 13 novembre 2009» (approvato dal Senato) (5421) Parere delle Commissioni I, V e VII;
          S. 3286. – «Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Serbia, con Allegato, fatto a Roma il 21 dicembre 2009» (approvato dal Senato) (5422) Parere delle Commissioni I, V e VII;
          VI Commissione (Finanze):
      MOFFA ed altri: «Modifiche all'articolo 49 del codice della navigazione, in materia di opere non amovibili realizzate dai concessionari su aree del demanio marittimo, e al decreto-legge 5 ottobre 1993, n.  400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n.  494, in materia di determinazione dei canoni relativi alle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative o per la nautica da diporto» (5366) Parere delle Commissioni I, II, V, VIII, IX, X, XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

          XII Commissione (Affari sociali):
      BUCCHINO: «Disposizioni concernenti la gratuità delle cure ospedaliere urgenti prestate dal Servizio sanitario nazionale ai cittadini italiani residenti all'estero» (5381) Parere delle Commissioni I, III, V, XI e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

Adesione di deputati ad una proposta di modificazione al regolamento.

      La proposta di modificazione al regolamento, doc. II, n.  23: «Articolo 12: Previsione del codice etico della Camera dei deputati» presentata dal deputato Binetti (annunziata nella seduta del 7 agosto 2012) è stata successivamente sottoscritta dai deputati: Cesa, De Poli, Capitanio Santolini, Ciccanti, Poli, Carlucci, D'Ippolito Vitale, Mondello, Anna Teresa Formisano, Tassone, Dionisi, Delfino, Calgaro.

Trasmissione dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri.

      Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 5 settembre 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 4-quater della legge 4 febbraio 2005, n.  11, la scheda informativa concernente la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l'uso online nel mercato interno (COM(2012)372 final), già inviata dalla Commissione europea e assegnata alle competenti Commissioni.
      Tale scheda informativa è trasmessa alla VII Commissione (Cultura) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

Trasmissioni dal ministro per i rapporti con il Parlamento.

      Il ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 13 luglio 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 14, comma 5-quater, del decreto-legge 28 aprile 2009, n.  39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n.  77, la relazione – predisposta dal presidente della regione Abruzzo – concernente il quadro degli interventi operati a seguito del sisma dell'aprile del 2009, aggiornata al 30 giugno 2011 (doc. CCXLV-bis, n.  2).

      Questo documento è trasmesso alla VIII Commissione (Ambiente).

      Il ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 4 settembre 2012, ha trasmesso un voto, approvato dal consiglio regionale del Trentino-Alto Adige nella seduta del 4 luglio 2012, concernente la richiesta di iniziative volte alla liberazione di Liu Xiaobo, premio Nobel per la pace 2010.

      Questa documentazione è trasmessa alla III Commissione (Affari esteri).

Trasmissione dal ministro per i beni e le attività culturali.

      Il ministro per i beni e le attività culturali, con lettera in data 30 luglio 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 30, quinto comma, della legge 20 marzo 1975, n.  70, la relazione sull'attività svolta dall'Accademia nazionale dei Lincei nell'anno 2011, con allegati il bilancio di previsione e relative variazioni, la pianta organica ed il conto consuntivo relativo alla medesima annualità.
      Questa documentazione è trasmessa alla VII Commissione (Cultura).

Trasmissioni dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

      Il ministro per gli affari regionali il turismo e lo sport, con lettera in data 31 luglio 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 30, quinto comma, della legge 20 marzo 1975, n.  70, le relazioni sull'attività svolta dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) negli anni 2010 e 2011, con i relativi allegati.
      Questa documentazione è trasmessa alla VII Commissione (Cultura).

      Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 7 agosto 2012, ha trasmesso copia del supplemento del bollettino per l'anno 2011, concernente la situazione patrimoniale di titolari di cariche elettive e direttive di alcuni enti, predisposto ai sensi della legge 5 luglio 1982, n.  441.

      Questa documentazione è stata trasmessa alla I Commissione (Affari costituzionali).

Trasmissione dal ministro della difesa.

      Il ministro della difesa, con lettera in data 31 luglio 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 30, quinto comma, della legge 20 marzo 1975, n.  70, la relazione sull'attività svolta nell'anno 2011, sul bilancio di previsione per l'esercizio 2012 e sulla consistenza organica dell'Unione nazionale ufficiali in congedo d'Italia (UNUCI), con allegati la pianta organica, il bilancio consuntivo per il 2011 e il bilancio di previsione per il 2012.
      Questa documentazione è trasmessa alla IV Commissione (Difesa).

Trasmissioni dal ministro degli affari esteri.

      Il ministro degli affari esteri, con lettere del 3 e dell'8 agosto 2012, ha trasmesso due note relative all'attuazione data alla risoluzione conclusiva TEMPESTINI ed altri n.  8/00187, accolta dal Governo ed approvata dalla III Commissione (Affari esteri) nella seduta del 5 luglio 2012, sulla condizione femminile in Afghanistan in vista della Conferenza di Tokyo e, per la parte di propria competenza, alle mozioni MOGHERINI REBESANI ed altri n.  1/00971, MISITI ed altri n.  1/00988, PIANETTA ed altri n.  1/00993, MOFFA ed altri n.  1/01004 e OSSORIO ed altri n.  1/01009, accolte dal Governo ed approvate dall'Assemblea nella seduta del 15 maggio 2012, concernenti le iniziative per il disarmo e la non proliferazione nucleare dopo il vertice NATO del maggio 2012.

      Le suddette note sono a disposizione degli onorevoli deputati presso il Servizio per il Controllo parlamentare e sono trasmesse alla III Commissione (Affari esteri), competente per materia.

      Il ministro degli affari esteri, con lettera in data 7 agosto 2012, ha comunicato, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 6 febbraio 1992, n.  180, concernente la partecipazione dell'Italia alle iniziative di pace e umanitarie in sede internazionale, che intende devolvere un contributo all'Istituto per le relazioni tra l'Italia e i paesi dell'Africa, America Latina, Medio ed Estremo Oriente (IPALMO) per l'organizzazione di un workshop internazionale dal titolo «Israel, Turkey and the stability in the Middle East».

      Tale comunicazione è trasmessa alla III Commissione (Affari esteri).

      Il ministro degli affari esteri, con lettera in data 8 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 30, quinto comma, della legge 20 marzo 1975, n.  70, la relazione sull'attività svolta dall'Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente (ISIAO) riferita all'anno 2011, con allegati il rendiconto contabile e la pianta organica relativi alla medesima annualità.
      Questa documentazione è trasmessa alla III Commissione (Affari esteri).

      Il ministro degli affari esteri, con lettera in data 27 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 19 marzo 1999, n.  80, la relazione sull'attività svolta nell'anno 2011 dal Comitato interministeriale dei diritti dell'uomo, nonché sulla tutela e il rispetto dei diritti umani in Italia (doc. CXXI, n.  5).

      Questo documento è trasmesso alla III Commissione (Affari esteri).

Trasmissioni dal ministro dell'interno.

      Il ministro dell'interno, con lettere del 6, 9, 13, 16, 22 e 27 agosto 2012, ha trasmesso nove note relative all'attuazione data agli ordini del giorno VIGNALI n.  9/4940-A/62, accolto dal Governo nella seduta dell'Assemblea del 13 marzo 2012, riguardante la sorvegliabilità da parte delle Forze dell'ordine dei circoli privati, con riferimento alla somministrazione di bevande alcoliche, MOLGORA ed altri n.  9/4940-B/17, accolto dal Governo nella seduta dell'Assemblea del 3 aprile 2012, concernente la semplificazione delle procedure per l'ottenimento del porto d'armi a finalità di caccia e tiro a segno, FORCOLIN ed altri n.  9/4909/59, riguardante il potenziamento degli organici del personale delle Forze dell'ordine, e STEFANI ed altri n.  9/4909/105, concernente il rafforzamento dei mezzi di difesa finalizzati ad un più capillare controllo del territorio, accolti dal Governo nella seduta dell'Assemblea del 14 febbraio 2012 e, per la parte di propria competenza, agli ordini del giorno FERRANTI ed altri n.  9/4909/17, sul monitoraggio degli effetti derivanti dall'applicazione del novellato articolo 558 del codice di procedura penale in materia di custodia dell'arrestato presso strutture nella disponibilità della polizia giudiziaria, e DI BIAGIO n.  9/4909/32, riguardante l'incremento delle risorse destinate alle Forze di polizia e la possibilità di procedere a nuove assunzioni a seguito delle ulteriori funzioni ad esse attribuite in tema di custodia dell'arrestato, accolti dal Governo sempre nella seduta dell'Assemblea del 14 febbraio 2012, QUARTIANI ed altri n.  9/4865-AR/36, accolto dal Governo nella seduta dell'Assemblea del 26 gennaio 2012, concernente l'adozione di iniziative normative volte a consentire ai comuni di recuperare le sanzioni non versate da singoli candidati, partiti e raggruppamenti politici a seguito di violazione degli spazi di affissione durante le campagne elettorali, DI STANISLAO ed altri n.  9/4999-A/53, accolto dal Governo nella seduta dell'Assemblea del 15 marzo 2012, concernente iniziative di contrasto al mercato nero dei pneumatici dismessi, GARAVINI ed altri n.  9/5109-AR/114, accolto dal Governo nella seduta dell'Assemblea del 19 aprile 2012, riguardante la previsione di una riforma organica delle disposizioni in materia di gioco d'azzardo.

      Le suddette note sono a disposizione degli onorevoli deputati presso il Servizio per il Controllo parlamentare e sono trasmesse alla I Commissione (Affari costituzionali), competente per materia.

Trasmissione dal ministro dello sviluppo economico.

      Il ministro dello sviluppo economico, con lettera in data 9 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1-quater, comma 8, del decreto-legge 29 agosto 2003, n.  239, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 2003, n.  290, il rapporto sull'andamento delle autorizzazioni concernenti la realizzazione o il ripotenziamento di centrali termoelettriche di potenza superiore a 300 MW termici, relativo al periodo 1o gennaio – 30 giugno 2012.

      Questa documentazione è trasmessa alla VIII Commissione (Ambiente) e alla X Commissione (Attività produttive).

Trasmissione dal ministro della giustizia.

      Il ministro della giustizia, con lettera in data 9 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 30, quinto comma, della legge 20 marzo 1975, n.  70, la relazione sull'attività svolta dalla Cassa nazionale cancellieri nell'anno 2011, corredata dai bilanci di previsione e consuntivo riferiti alla medesima annualità.

      Questa documentazione è trasmessa alla XI Commissione (Lavoro).

Trasmissione dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

      Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con lettera in data 10 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 15, comma 4, del decreto legislativo 5 ottobre 2006, n.  264, la relazione concernente lo stato di attuazione degli interventi relativi all'adeguamento delle gallerie stradali della rete transeuropea, realizzati nell'anno 2011 e previsti per l'anno 2012 (doc. CCXLIV, n.  2).

      Questo documento è trasmesso alla VIII Commissione (Ambiente), alla IX Commissione (Trasporti) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

Trasmissioni dal ministro dell'economia e delle finanze.

      Il ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 13 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 41 della legge 31 dicembre 2009, n.  196, il primo rapporto sulla spesa delle amministrazioni dello Stato (doc. CCXLVIII, n.  1).

      Questo documento è stato trasmesso alla V Commissione (Bilancio).

      Il ministro dall'economia e delle finanze, con lettera in data 13 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 15-bis, comma 2, della legge 4 febbraio 2005, n.  11, e successive modificazioni, la relazione relativa all'impatto finanziario derivante dagli atti e dalle procedure giurisdizionali e di precontenzioso con l'Unione europea, relativa al terzo trimestre 2011 (doc. LXXIII, n.  9).

      Questo documento è trasmesso a tutte le Commissioni permanenti.

      Il ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 14 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 14, comma 4, della legge 31 dicembre 2009, n.  196, la relazione sul conto consolidato di cassa delle amministrazioni pubbliche, comprensiva del raffronto con i risultati del precedente biennio, aggiornata al 31 marzo 2012 (doc. XXV, n.  15).

      Questo documento è trasmesso alla V Commissione (Bilancio).

Trasmissione dal ministro della salute.

      Il ministro della salute, con lettere del 28 agosto 2012, ha trasmesso due note relative all'attuazione data agli ordini del giorno Laura MOLTENI ed altri n.  9/5025/120, accolto dal Governo nella seduta dell'Assemblea del 22 marzo 2012, concernente iniziative di contrasto alla commercializzazione on line di prodotti farmaceutici ed assimilati ed il monitoraggio della filiera produttiva dei farmaci con riferimento ai principi attivi, FARINA COSCIONI ed altri n.  9/4940-B/2, accolto dal Governo nella seduta dell'Assemblea del 3 aprile 2012, riguardante i requisiti di cronicità ed invalidità ai fini dell'attribuzione del diritto di esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie.

      Le suddette note sono a disposizione degli onorevoli deputati presso il Servizio per il Controllo parlamentare e sono trasmesse alla XII Commissione (Affari sociali), competente per materia.

Trasmissione dal ministro per la coesione territoriale.

      Il ministro per la coesione territoriale, con lettera in data 31 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7, comma 11, della legge 17 maggio 1999, n.  144, la relazione sull'attività svolta dall'Unità tecnica finanza di progetto, approvata dal CIPE nella riunione dell'11 luglio 2012, riferita all'anno 2011 (doc. CLXXV, n.  4).
      Questo documento è trasmesso alla V Commissione (Bilancio).

Trasmissioni dal Comitato interministeriale per la programmazione economica.

      La Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica, in data 10, 13 e 29 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, comma 4, della legge 31 dicembre 2009, n.  196, le seguenti delibere CIPE, che sono trasmesse alle Commissioni sottoindicate:
          n.  56/2012 del 30 aprile 2012, concernente «Programma delle infrastrutture strategiche (legge n.  443 del 2001). Via del Mare: collegamento A4-Jesolo e litorali. Approvazione progetto preliminare» - alla V Commissione (Bilancio) e alla VIII Commissione (Ambiente);
          n.  4/2012 del 20 gennaio 2012, concernente «Contratto di programma 2007-2011 – parte investimenti – tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete ferroviaria italiana Spa» – alla V Commissione (Bilancio) e alla IX Commissione (Trasporti);
          n.  23/2012 del 23 marzo 2012, concernente «Programma delle infrastrutture strategiche (legge n.  443 del 2001). Nuova linea ferroviaria Torino-Lione: assegnazione di risorse alle “Opere e misure compensative dell'impatto territoriale e sociale nel quadro del piano di accompagnamento dell'opera”. Informativa al CIPE sull'esito del negoziato tra i Governi italiano e francese per la realizzazione della suddetta linea» – alla V Commissione (Bilancio) e alla IX Commissione (Trasporti);
          n.  26/2012 del 23 marzo 2012, concernente «Programma delle infrastrutture strategiche (legge n.  443 del 2001). Metropolitana leggera automatica Metrobus di Brescia. 1o lotto funzionale prealpino – S. Eufemia. Ulteriori opere di completamento 1a e 2atranche. Assegnazione finanziamenti» – alla V Commissione (Bilancio) e alla IX Commissione (Trasporti);
          n.  83/2012 dell'11 luglio 2012, concernente «Relazione sull'attività svolta dall'unità tecnica finanza di progetto nell'anno 2011» – alla V Commissione (Bilancio);
          n.  84/2012 dell'11 luglio 2012, concernente «Programma delle infrastrutture strategiche (legge n.  443 del 2001). Linea C della Metropolitana di Roma. Tracciato fondamentale da T2 a T7 (Clodio/Mazzini - Montecompatri/Pantano). Varianti e modifiche del quadro economico» – alla V Commissione (Bilancio) e alla IX Commissione (Trasporti).

Annunzio di progetti di atti dell'Unione europea.

      La Commissione europea, nelle date di seguito indicate, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, i seguenti progetti di atti dell'Unione stessa, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi, che sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del regolamento, alle sottoindicate Commissioni, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):
          in data 8 agosto 2012:
              Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione del programma energetico europeo per la ripresa (COM(2012)445 final), che è assegnata in sede primaria alla X Commissione (Attività produttive);
              Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n.  812/2004 del Consiglio che stabilisce misure relative alla cattura accidentale di cetacei nell'ambito della pesca e che modifica il regolamento (CE) n.  88/98 (COM(2012)447 final), che è assegnata in sede primaria alla XIII Commissione (Agricoltura);
          in data 9 agosto 2012:
              Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'assegnazione dei contingenti tariffari applicabili alle esportazioni di legname dalla Federazione russa verso l'Unione europea (COM(2012)449 final), che è assegnata in sede primaria alle Commissioni riunite X (Attività produttive) e XIII (Agricoltura);
              Proposte di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernenti la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in conformità del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria, relative alle domande EGF/2011/021 NL/Zalco, Paesi Bassi (COM(2012)450 final), e EGF/2011/019 ES/Galicia Metal, Spagna (COM(2012)451 final), che sono assegnate in sede primaria alla XI Commissione (Lavoro);
          in data 13 agosto 2012:
              Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo concernente l'attuazione del regolamento (CEE) n.  259/93 del Consiglio, del 1o febbraio 1993, relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti all'interno della Comunità europea, nonché in entrata e in uscita dal suo territorio, e l'attuazione del regolamento (CE) n.  1013/2006, del 14 giugno 2006, relativo alle spedizioni di rifiuti - Produzione, trattamento e spedizioni transfrontaliere di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti negli Stati membri dell'Unione europea, 2007-2009 (COM(2012)448 final), che è assegnata in sede primaria alla VIII Commissione (Ambiente);
              Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo di dialogo politico e di cooperazione con le Repubbliche di Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama (COM(2012)454 final), che è assegnata in sede primaria alla III Commissione (Affari esteri);
          in data 16 agosto 2012:
              Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE, EURATOM) n.  354/83 per quanto riguarda il deposito degli archivi storici delle istituzioni presso l'Istituto universitario europeo di Firenze (COM(2012)456 final), che è assegnata in sede primaria alla VII Commissione (Cultura). Tale proposta è altresì assegnata alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane per la verifica di conformità, ai sensi del Protocollo sull'applicazione dei princìpi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea, decorre dal 17 agosto 2012;
          in data 17 agosto 2012:
              Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce misure particolari e temporanee per l'assunzione di funzionari e agenti temporanei dell'Unione europea in occasione dell'adesione della Croazia (COM(2012)377 final), che è assegnata in sede primaria alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea);
          in data 20 agosto 2012:
              Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - La protezione sociale nella cooperazione allo sviluppo dell'Unione europea (COM(2012)446 final), che è assegnata in sede primaria alla III Commissione (Affari esteri);
          in data 21 agosto 2012:
              Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Terza relazione sul monitoraggio dello sviluppo del mercato ferroviario (COM(2012)459 final), che è assegnata in sede primaria alla IX Commissione (Trasporti);
              Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio sulla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in conformità al punto 28 dell'accordo istituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (domanda EGF/2010/015 FR/Peugeot presentata dalla Francia) (COM(2012)461 final), che è assegnata in sede primaria alla XI Commissione (Lavoro);
          in data 27 agosto 2012:
              Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione del protocollo tra l'Unione europea e la Repubblica di Kiribati che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea, da un lato, e la Repubblica di Kiribati, dall'altro (COM(2012)468 final), che è assegnata in sede primaria alla III Commissione (Affari esteri);
          in data 29 agosto 2012:
              Proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma d'azione per la dogana nell'Unione europea per il periodo 2014-2020 (Dogana 2020) e abroga la decisione n.  624/2007/CE (COM(2012)464 final), che è assegnata in sede primaria alla VI Commissione (Finanze);
              Proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma d'azione per l'imposizione fiscale nell'Unione europea per il periodo 2014-2020 (Fiscalis 2020) e abroga la decisione n.  1482/2007/CE (COM(2012)465 final), che è assegnata in sede primaria alla VI Commissione (Finanze);
              Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad alcune misure tecniche e di controllo nello Skagerrak e recante modifica del regolamento (CE) n.  850/98 e del regolamento (CE) n.  1342/2008 (COM(2012)471 final), che è assegnata in sede primaria alla XIII Commissione (Agricoltura);
              Libro Verde - Conoscenze oceanografiche 2020 - Dalla mappatura dei fondali marini alle previsioni oceanografiche (COM(2012)473 final), che è assegnato in sede primaria alla VIII Commissione (Ambiente);
          in data 30 agosto 2012:
              Comunicazione della Commissione - Attuazione del servizio europeo di telepedaggio (COM(2012)474 final), che è assegnata in sede primaria alla VIII Commissione (Ambiente);
          in data 3 settembre 2012:
              Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione, da parte della Repubblica moldova, del piano d'azione sulla liberalizzazione dei visti (COM(2012)348 final), che è assegnata in sede primaria alla III Commissione (Affari esteri);
              Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Un partenariato rafforzato per lo Spazio europeo della ricerca a favore dell'eccellenza e della crescita (COM(2012)392 final) e relativo documento di accompagnamento - Documento di lavoro dei servizi della Commissione - Sintesi della valutazione di impatto (SWD(2012)211 final), che sono assegnati in sede primaria alle Commissioni riunite VII (Cultura) e X (Attività produttive);
              Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Verso un accesso migliore alle informazioni scientifiche: aumentare i benefìci dell'investimento pubblico nella ricerca (COM(2012)401 final), che è assegnata in sede primaria alla VII Commissione (Cultura);
              Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Promuovere l'uso condiviso delle risorse dello spettro radio nel mercato interno (COM(2012)478 final), che è assegnata in sede primaria alla IX Commissione (Trasporti);
          in data 4 settembre 2012:
              Proposta di decisione del Consiglio riguardante la conclusione dell'accordo di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra, sui programmi europei di navigazione satellitare (COM(2012)470 final) e relativo allegato, che sono assegnati in sede primaria alla III Commissione (Affari esteri).

      Il dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 21, 23, 28 e 30 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi degli articoli 3 e 19 della legge 4 febbraio 2005, n.  11, progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi.

      Tali atti sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del regolamento, alle Commissioni competenti per materia, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

      Con le medesime comunicazioni, il Governo ha altresì richiamato l'attenzione sui seguenti documenti, già trasmessi dalla Commissione europea e assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del regolamento, alle sottoindicate Commissioni, con il parere della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):
          Comunicazione della Commissione – Princìpi comuni per i meccanismi nazionali di correzione di bilancio (COM(2012)342 final), assegnata, in data 21 giugno 2012, in sede primaria alla V Commissione (Bilancio);
          Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l'uso online nel mercato interno (COM(2012)372 final) assegnata, in data 6 agosto 2012, in sede primaria alla VII Commissione (Cultura), nonché alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà.

          Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2003/87/CE volta a chiarire le disposizioni sui tempi delle aste di quote di gas a effetto serra (COM(2012)416 final), assegnata, in data 7 agosto 2012, in sede primaria alla VIII Commissione (Ambiente), nonché alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà.

          Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n.  850/98 del Consiglio per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame (COM(2012)432 final), assegnata, in data 6 agosto 2012, in sede primaria alla XIII Commissione (Agricoltura);
          Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n.  812/2004 del Consiglio che stabilisce misure relative alla cattura accidentale di cetacei nell'ambito della pesca e che modifica il regolamento (CE) n.  88/98 (COM(2012)447 final), assegnata, in data 5 settembre 2012, in sede primaria alla XIII Commissione (Agricoltura);
          Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'assegnazione dei contingenti tariffari applicabili alle esportazioni di legname dalla Federazione russa verso l'Unione europea (COM(2012)449 final), assegnata, in data 5 settembre 2012, in sede primaria alle Commissioni riunite X (Attività produttive) e XIII (Agricoltura);
          Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE, EURATOM) n.  354/83 per quanto riguarda il deposito degli archivi storici delle istituzioni presso l'Istituto universitario europeo di Firenze (COM(2012)456 final), assegnata, in data 5 settembre 2012, in sede primaria alla VII Commissione (Cultura), nonché alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà;
          Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo – Politica industriale della sicurezza – Piano d'azione per un'industria della sicurezza innovativa e competitiva (COM(2012)417 final), assegnata, in data 31 luglio 2012, in sede primaria alla X Commissione (Attività produttive);
          Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio – Strategia per la competitività sostenibile del settore delle costruzioni e delle sue imprese (COM(2012)433 final), assegnata, in data 1° agosto 2012, in sede primaria alle Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive).

          Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – La protezione sociale nella cooperazione allo sviluppo dell'Unione europea (COM(2012)446 final), assegnata, in data 5 settembre 2012, in sede primaria alla III Commissione (Affari esteri).

Annunzio di sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo.

      La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 9 agosto 2012, ha dato comunicazione, ai sensi della legge 9 gennaio 2006, n.  12, delle seguenti sentenze pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell'uomo nei confronti dello Stato italiano, passate in giudicato nei mesi di maggio e giugno 2012, che sono inviate alle sottoindicate Commissioni competenti per materia nonché alla III Commissione (Affari esteri):
          sentenza 14 febbraio 2012: Arras e altri n.  17972/07, in materia di retroattività delle leggi di interpretazione autentica. Nel 1993, alcuni dipendenti del Banco di Napoli in pensione, avevano intentato una causa con l'istituto bancario circa l'interpretazione estensiva della legge n.  503 del 1992 e della legge n.  421 del 23 ottobre 1992. Essi avevano lamentato che in base a tali leggi il Banco di Napoli aveva tentato di sopprimere il sistema di perequazione aziendale calcolato sulla base degli aumenti salariali dei dipendenti di pari grado in servizio, anche nei confronti delle persone che erano già in pensione, limitando la perequazione a un semplice aumento in base al costo della vita. Successivamente, il legislatore era intervenuto con una legge di interpretazione autentica, la n.  234 del 2004, in base alla quale i pensionati del Banco di Napoli non avrebbero potuto più avvalersi del sistema di perequazione aziendale a partire dal 1992. I ricorrenti avevano sostenuto che l'entrata in vigore della legge n.  243 del 2004 aveva avuto il solo scopo di determinare l'esito dei giudizi e di rendere inutili ulteriori udienze, violando l'indipendenza del potere giudiziario e interferendo nell'amministrazione della giustizia. La Corte ha constatato la violazione dell'articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), in quanto non vi era alcuna ragione di interesse generale tale da giustificare l'intervento legislativo ad effetto retroattivo, che ha determinato l'esito dei procedimenti pendenti (doc. CLXXIV, n.  306) – alla XI Commissione (Lavoro);
          sentenza 22 maggio 2012: Maio e altri n.  684/03, 11963/03, 11964/03 e 11968/03, in materia di ragionevole durata del processo. Constata la violazione dell'articolo 6, paragrafo 1, della CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, e dell'articolo 1 del Protocollo n.  1 della CEDU, relativamente al diritto al rispetto dei propri beni (doc. CLXXIV, n.  307) – alla II Commissione (Giustizia);
          sentenza 7 giugno 2012: Centro Europa 7 srl e Di Stefano n.  38433/09, in materia di concessione di frequenze radiotelevisive. Viola l'articolo 10 della CEDU il comportamento delle autorità nazionali italiane, le quali dapprima rilascino alla società ricorrente l'autorizzazione alla trasmissione televisiva per l'80 per cento del territorio nazionale con l'assegnazione di 3 frequenze, e poi omettano di assegnare le citate frequenze, necessarie alla trasmissione. La violazione da parte dello Stato italiano – e per esso del Ministero delle comunicazioni e dell'Autorità di garanzia nelle comunicazioni (AGCOM) – consiste nell'aver assunto condotte contraddittorie e omissive, consistite essenzialmente nell'aver subordinato l'efficacia dell'autorizzazione all'approvazione di un piano di assegnazione, a sua volta conforme a un piano di adeguamento da adottarsi a cura dell'AGCOM, che non è mai stato adottato. Tutto ciò si è risolto nella mancata effettiva assegnazione delle frequenze al Centro Europa 7 e al conseguente vantaggio indebito concesso alle stazioni di trasmissione che già detenevano le frequenze. La violazione del principio del pluralismo nel settore radio-televisivo e quindi dell'articolo 10 è stata ravvisata nel protrarsi di questa situazione illegittima. Viola l'articolo 1 del Protocollo addizionale n.  1 alla CEDU il comportamento delle autorità nazionali italiane, le quali – dapprima rilascino alla società ricorrente l'autorizzazione alla trasmissione televisiva per l'80 per cento del territorio nazionale con l'assegnazione di 3 frequenze – e poi omettano di assegnare le citate frequenze, necessarie alla trasmissione. La violazione da parte dello Stato italiano – e per esso del Ministero delle comunicazioni e dell'Autorità di garanzia nelle comunicazioni (AGCOM) – consiste nell'aver assunto condotte contraddittorie e omissive, consistite essenzialmente nell'aver subordinato l'efficacia dell'autorizzazione all'approvazione di un piano di assegnazione, a sua volta conforme a un piano di adeguamento da adottarsi a cura dell'AGCOM, che non è mai stato adottato. Tutto ciò si è risolto nella mancata effettiva assegnazione delle frequenze al Centro Europa 7 e alla conseguente frustrazione della legittima aspettativa della ricorrente in ordine allo sviluppo imprenditoriale e patrimoniale che avrebbe potuto conseguire se le frequenze le fossero state realmente assegnate. Non viola l'articolo 6, comma 1, della CEDU la procedura innanzi al Consiglio di Stato italiano la quale non abbia rivelato elementi di contrasto con il principio del giusto processo, con riferimento alla collocazione istituzionale del giudice e al rispetto dei diritti convenzionali nella valutazione della prova (doc. CLXXIV, n.  308) – alle Commissioni riunite VII (Cultura) e IX (Trasporti);
          sentenza 27 marzo 2012: Mannai n.  9961/10, in materia di espulsione di stranieri. L'esecuzione di un ordine di espulsione di uno straniero verso il paese d'origine costituisce violazione dell'articolo 3 quando vi sono circostanze serie e comprovate che depongono per un rischio reale che lo straniero possa subire in quel paese trattamenti inumani o degradanti. L'inosservanza delle misure cautelari da parte di uno Stato contraente impedisce alla Corte di esaminare efficacemente il motivo di ricorso del ricorrente e, comunque, ostacola l'esercizio efficace del suo diritto, ciò anche nel caso in cui il ricorrente abbia potuto proseguire il giudizio davanti alla Corte. Alla luce di tali considerazioni, la mancata sospensione da parte del Governo italiano dell'espulsione, richiesta dalla Corte in virtù dell'articolo 39 del regolamento della stessa, costituisce violazione dell'articolo 34 CEDU, relativo al diritto ad un ricorso individuale (doc. CLXXIV, n.  309) – alla I Commissione (Affari costituzionali).

Trasmissione dalla regione Toscana.

    Il presidente della regione Toscana, con lettera in data 31 luglio 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 19-bis, comma 5, della legge 11 febbraio 1992, n.  157, e successive modificazioni, la relazione sullo stato di attuazione delle deroghe in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio, previste dall'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE, riferita all'anno 2011.
      Questa documentazione è trasmessa alla XIII Commissione (Agricoltura).

Trasmissione dal consiglio regionale del Veneto.

      Il presidente del consiglio regionale del Veneto, con lettera in data 10 agosto 2012, ha trasmesso un voto, approvato dal consiglio stesso nella seduta del 2 agosto 2012, concernente la richiesta di una tempestiva attuazione delle nuove norme dell'Unione europea contro i ritardi nei pagamenti.

      Questa documentazione è trasmessa alla X Commissione (Attività produttive).

Trasmissione dalla regione Basilicata.

      Il presidente della regione Basilicata, con lettera in data 2 agosto 2012, ha trasmesso un voto, approvato dal consiglio regionale della Basilicata nella seduta del 3 luglio 2012, concernente la partecipazione italiana al progetto «Joint Strike Fighter» e la riduzione complessiva della spesa militare nazionale.

      Questa documentazione è trasmessa alla IV Commissione (Difesa).

Trasmissione dal consiglio regionale della Sardegna.

      Il presidente del consiglio regionale della Sardegna, con lettera in data 3 agosto 2012, ha trasmesso un voto, approvato dal consiglio regionale stesso nella seduta del 2 agosto 2012, concernente la richiesta di garantire adeguati livelli di tutela della lingua sarda in sede di esame del disegno di legge di ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie (Atto Camera n.  5118).

      Questa documentazione è trasmessa alla VII Commissione (Cultura).

Trasmissione dalla regione Piemonte.

      Il presidente della regione Piemonte, con lettera in data 6 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 52, comma 4, lettera c), della legge 27 dicembre 2002, n.  289, la relazione concernente l'attuazione degli adempimenti previsti dall'accordo del 14 febbraio 2002 tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in materia di accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e di indirizzi applicativi sulle liste di attesa, riferita all'anno 2011 (doc. CCI, n.  41).
      Questo documento è trasmesso alla XII Commissione (Affari sociali).

      Il presidente della regione Piemonte, con lettera in data 6 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 19-bis, comma 5, della legge 11 febbraio 1992, n.  157, e successive modificazioni, la relazione sullo stato di attuazione delle deroghe in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio, previste dall'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE, riferita all'anno 2011.
      Questa documentazione è trasmessa alla XIII Commissione (Agricoltura).

Trasmissione dalla regione Lombardia.

      La regione Lombardia, con lettera in data 3 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 10 della legge 2 maggio 1990, n.  102, recante disposizioni per la ricostruzione e la rinascita della Valtellina e delle adiacenti zone delle province di Bergamo, Brescia e Como, nonché della provincia di Novara, colpite dalle eccezionali avversità atmosferiche nei mesi di luglio e agosto 1987, la relazione, riferita all'anno 2011, sullo stato di attuazione della citata legge n.  102 del 1990 (doc. CVIII, n.  5).
      Questo documento è trasmesso alla VIII Commissione (Ambiente).

Annunzio di provvedimenti concernenti amministrazioni locali.

      Il Ministero dell'interno, con lettere in data 3 agosto 2012, ha dato comunicazione, ai sensi dell'articolo 141, comma 6, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.  267, dei decreti del Presidente della Repubblica di scioglimento dei consigli comunali di Gagliole (Macerata), Roccamorice (Pescara), Marcianise (Caserta), Galeata (Forlì-Cesena), Vinchiaturo (Campobasso) e Recoaro Terme (Vicenza).
      Questa documentazione è depositata presso il Servizio per i Testi normativi a disposizione degli onorevoli deputati.

Trasmissioni dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato.

      Il presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettera in data 6 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, della legge 20 luglio 2004, n.  215, la relazione sullo stato delle attività di controllo e vigilanza in materia di conflitti di interessi svolte dalla medesima Autorità, aggiornata al mese di luglio 2012 (doc. CLIII, n.  9).

      Questo documento è stato trasmesso alla I Commissione (Affari costituzionali).

      Il presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettera in data 9 agosto 2012, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 22 della legge 10 ottobre 1990, n.  287, un parere recante osservazioni in merito alle restrizioni della concorrenza contenute nella proposta di legge recante nuova disciplina dell'ordinamento forense (Atto Camera n.  3900), nel testo risultante dall'esame in sede referente svolto dalla II Commissione (Giustizia) della Camera dei deputati.

      Questa documentazione è stata trasmessa alla II Commissione (Giustizia).

Atti di controllo e di indirizzo.

      Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell’Allegato B al resoconto della seduta odierna.

ERRATA CORRIGE

      Nell’Allegato A al resoconto della seduta dell'8 agosto 2012, a pagina 4, seconda colonna, le ultime sei righe devono intendersi soppresse.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Iniziative a tutela del patrimonio bovino della Campania, con particolare riferimento alle procedure di vaccinazione delle mandrie – 3-02444

      CATONE. — Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
          il patrimonio zootecnico della specie bufalina nella regione Campania consta di circa 250.000 capi di cui 150.000 solo nella zona del casertano e la restante quota è distribuita prevalentemente nel salernitano;
          nel 2007 un'epidemia di brucellosi colpì i due terzi degli allevamenti, infettando in media il 20 per cento dei capi di ciascun allevamento, compromettendo in maniera serissima la produzione di quell'annualità e causando la perdita di centinaia di posti di lavoro;
          in seguito all'epidemia fu adottato un piano epidemiologico per debellare la brucellosi consistente nell'abbattimento dei capi infetti e nella vaccinazione del restante numero di capi;
          a denuncia dell'Associazione salernitana allevatori bovini equini ovini e caprini in data 5 maggio 2011 contestava alla regione Campania la mancata risposta ai numerosi solleciti ad avviare la procedura di vaccinazione delle mandrie contro la brucellosi mediante il vaccino RB51, risolvendo così definitivamente il problema, invece di continuare a procedere con profilassi molto più costose e del tutto insoddisfacenti per gli operatori del settore  –:
          quali provvedimenti si intendano adottare per salvaguardare il patrimonio bufalino della regione Campania e, conseguentemente, il livello occupazionale che da esso deriva, e se si intendano attivare i controlli più opportuni per tutelare la salute dei bovini avendo un monitoraggio della situazione aggiornata al 2012.
(3-02444)


Iniziative di competenza per una corretta informazione circa lo stato di salute del mare e delle coste – 3-02443

      NUCARA. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
          anche quest'anno Goletta Verde di Legambiente ha effettuato il suo tour nei mari italiani e presentato il bilancio sullo stato delle acque, indicando 120 punti critici, su un totale di 205 analisi microbiologiche;
          durante il mese di agosto 2012, mese delicato per i turisti italiani e stranieri, Legambiente ha presentato lo stato di salute del mare e delle coste, assegnando la maglia nera alla Calabria, con 19 punti critici;
          19 punti critici è bene ricordarlo su circa 800 chilometri di coste;
          tale rapporto ha segnalato una vera a propria emergenza foci, con 103 prelievi effettuati alle foci di fiumi, torrenti e canali;
          in piena stagione balneare Goletta Verde ha, quindi, lanciato l'allarme parlando di mare inquinato;
          Goletta Verde, ad avviso dell'interrogante, ha volutamente presentato dei dati parziali e non scientifici che hanno fatto scalpore;
          la faciloneria con la quale è stato redatto il rapporto è dimostrato dal fatto che la stessa Legambiente parla di 24 prelievi, quasi tutti effettuati alla foce di fiumi, di torrenti o di scarichi di depuratori, in zone che la normativa vigente indica appunto non balneabili. Lo stesso numero ristretto e limitato (soltanto il 5 per cento) delle analisi inficia l'attendibilità dei dati di Goletta Verde;
          ad avviso dell'interrogante, la malafede di Legambiente è data soprattutto dalla convinzione di essere smentita, così come è già successo nel 2011, allorquando la Calabria era stata posta al primo posto per mare inquinato, mentre, nel rapporto di balneazione del Ministero della salute presentato nella conferenza stampa del 13 giugno 2012, il 95,5 per cento delle acque calabresi risultavano conformi ai valori imperativi, posizionando la regione all'ottavo posto tra le regioni italiane;
          Goletta Verde era già a conoscenza che quei 24 punti erano stati valutati negativamente anche da Arpacal, la quale aveva apposto il divieto di balneazione, mentre sui restanti 630 prelievi Arpacal aveva dichiarato l'eccellenza del mare calabrese;
          conformemente ai criteri fissati dalla direttiva 2006/7/CE spetta alle regioni effettuare, al termine di ogni stagione balneare, la vera classificazione delle acque di balneazione;
          Legambiente riceve finanziamenti dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e/o dalle regioni per svolgere tale tipo di attività, ma, visto i risultati scientifici di cui Goletta Verde si avvale per effettuare le analisi, sarebbe il caso di togliere questi finanziamenti ad un'associazione la cui credibilità viene continuamente minata da dati contraddittori che non servono a nulla, né per conoscere la realtà dell'inquinamento, né per aiutare gli organi competenti a trovare soluzioni efficaci;
          Legambiente annualmente effettua questa pseudo ricerca ma gli unici enti abilitati ad eseguire il controllo sulla balneabilità delle acque marine e a diffondere dati ufficiali sono le arpa regionali. Goletta Verde con i suoi dati privi di valore scientifico metterebbe in dubbio il rigore, imposto tra l'altro dalle direttive europee, con il quale le arpa regionali effettuano le analisi  –:
          se e quali iniziative il Ministro interrogato intenda intraprendere per evitare che un'associazione ambientalista di parte, riconosciuta dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, diffonda notizie fuorvianti rispetto alla verità e tese soltanto a creare allarmismi nella popolazione e danno alle politiche regionali messe in campo a tutela del mare, provocando ingenti danni. (3-02443)


Chiarimenti in merito alle dichiarazioni del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali rilasciate al quotidiano Avvenire – 3-02445

      DOZZO, MARONI, BOSSI, LUSSANA, FOGLIATO, MONTAGNOLI, FEDRIGA, FUGATTI, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CAVALLOTTO, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, D'AMICO, DAL LAGO, DESIDERATI, DI VIZIA, DUSSIN, FABI, FAVA, FOLLEGOT, FORCOLIN, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, ISIDORI, LANZARIN, MAGGIONI, MARTINI, MERONI, MOLGORA, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, POLLEDRI, RAINIERI, REGUZZONI, RIVOLTA, RONDINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI. — Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
          con una recente intervista al quotidiano Avvenire il Ministro interrogato, chiamato ad esprimersi sulle prospettive politiche del dopo 2013, ha affermato la necessità che la prossima legislatura assicuri una linea di continuità con quanto realizzato dall'Esecutivo in carica, auspicando un governo «Monti-bis» e comunicando la sua disponibilità a farne parte;
          le riflessioni fatte dal Ministro interrogato prefigurano effetti catastrofici che deriverebbero dall'operato di un Governo che si ponesse in una logica di discontinuità con l'attuale e sono fondate su un asserito carattere di eccezionale efficacia dell'azione di questo Esecutivo, smentito dal peggioramento di molti indicatori economici, primi tra tutti il livello della pressione fiscale e del tasso di disoccupazione;
          il Ministro interrogato, nel ritenere che l'opinione pubblica non abbia ancora compreso l'importanza della ritrovata credibilità internazionale di questo Esecutivo, ammette la distanza tra i cittadini e il Governo tecnico, trascurando però i veri motivi di tale divario e cioè la assoluta mancanza di conoscenza da parte dell'attuale Esecutivo del Paese reale, del suo sistema imprenditoriale e delle connesse eccellenze, a vantaggio di una minuziosa conoscenza della teoria, dell'economia dei manuali, delle esigenze dei mercati e dei tecnocrati europei;
          le considerazioni espresse dal Ministro interrogato appaiono inopportune visto il carattere di emergenza proprio del Governo in carica, che agisce in condizioni straordinarie, governando principalmente a colpi di decreto, e si pongono in frontale contrasto con quegli elementari principi di democrazia in virtù dei quali la forza di un Governo è commisurata alla legittimazione popolare acquisita attraverso libere elezioni;
          le affermazioni sopra riportate suscitano particolare perplessità se si considera che provengono da un servitore dello Stato, essendo l'attuale Ministro un alto dirigente dello Stato, tenuto perciò a conoscere e a rispettare le fondamentali regole di funzionamento del nostro ordinamento sancite dalla Costituzione  –:
          se il Ministro interrogato non ritenga opportuno chiarire quanto espresso nell'intervista citata in premessa, in particolare in relazione al principio democratico alla base dell'ordinamento costituzionale.
(3-02445)


Iniziative volte a tutelare le coltivazioni ortofrutticole, con particolare riferimento alla filiera del pomodoro da industria – 3-02446

      DE CAMILLIS e BALDELLI. — Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
          il settore agricolo, com’è noto, sta affrontando una delle crisi più dure degli ultimi decenni, accentuata anche dalla situazione economica internazionale che certamente non contribuisce a sostenere le imprese del settore e l'intera filiera produttiva;
          il comparto del pomodoro rappresenta una delle coltivazioni ortofrutticole a maggiore valore aggiunto per le aziende agricole italiane;
          la crisi economica sta riversando i suoi effetti negativi in particolar modo sulle imprese agricole che operano nella filiera del pomodoro da industria, le quali stanno affrontando una serie di disagi legati sia a fattori climatici come la siccità, sia a certi comportamenti alquanto discutibili del comparto industriale della filiera che impone un prezzo non remunerativo, provocando un evidente effetto distorsivo nel mercato;
          nel 2010 la Commissione agricoltura della Camera dei deputati, con una risoluzione, impegnò il Governo ad adottare iniziative urgenti per contrastare i danni per l'intera filiera del pomodoro italiano, sottoposta, peraltro, ad un complesso sistema di norme e controlli qualitativi, che derivano dalla concorrenza sleale praticata dai prodotti importati da Paesi terzi, in particolare dalla Cina, in cui l'assenza di regole e controlli efficaci determina gravi danni alle imprese europee e, in particolare, a quelle italiane, con pesanti ripercussioni sulle vendite e sui ricavi;
          occorrono interventi urgenti volti a contrastare i tentativi di speculazione in atto da parte di alcune aziende di trasformazione e ad introdurre norme e controlli più incisivi per contrastare tutti i casi di concorrenza sleale dei prodotti di importazione  –:
          quali iniziative urgenti il Ministro interrogato intenda intraprendere per tutelare le imprese agricole che operano nella filiera del pomodoro nazionale e per garantire il rispetto delle regole, anche a tutela del consumatore, ed in particolare quali risultati siano stati ottenuti dal Governo, nell'ambito degli impegni intrapresi anche a livello comunitario, per l'introduzione di norme e di controlli più incisivi per contrastare le situazioni di concorrenza sleale. (3-02446)


Iniziative volte a salvaguardare il settore agricolo dai danni causati dalla siccità – 3-02447

      OLIVERIO, ZUCCHI, BRANDOLINI, MARIO PEPE (PD), MARAN, BOCCIA, AGOSTINI, MARCO CARRA, CENNI, CUOMO, DAL MORO, FIORIO, MARROCU, SANI, SERVODIO, TRAPPOLINO, QUARTIANI e GIACHETTI. — Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
          l'agricoltura italiana, a causa della più grave siccità degli ultimi dieci anni, registra danni che, secondo le prime stime della Coldiretti, ammonterebbero a circa un miliardo di euro, con pesanti tagli alla produzione nazionale che vanno dal -20 per cento del pomodoro e del girasole, al -30 per cento del mais, al -40 per cento della soia, al -50 per cento per la barbabietola da zucchero e per il girasole, mentre la vendemmia si preannuncia una delle più contenute dell'ultimo secolo anche se di buona qualità;
          secondo il presidente della medesima organizzazione del settore «siamo di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici nei confronti dei quali occorre intervenire con aiuti finanziari per affrontare l'emergenza ma anche con misure strutturali», sottolineando «l'importanza delle opere infrastrutturali per la conservazione dell'acqua con il necessario potenziamento degli invasi per l'avvenuta modifica della distribuzione della pioggia»;
          quasi tutte le regioni stanno subendo gli effetti della siccità, con particolari problemi per il Veneto, la Lombardia, l'Emilia Romagna, la Toscana, le Marche, l'Umbria, l'Abruzzo, il Lazio, la Campania, la Puglia e la Calabria;
          come ricordato anche dai dirigenti di Confagricoltura, il tema della siccità nel nostro Paese ha bisogno di scelte strategiche che – superando l'approccio emergenziale e contingente finora seguito e attraverso il coinvolgimento dei diversi dicasteri interessati, delle regioni e della amministrazioni locali interessate – appresti un pacchetto di iniziative, quali la realizzazione di programmi di investimento in ricerca agronomica e irrigua, la progettazione di piccoli e grandi invasi ivi comprese le dighe per realizzare adeguate riserve di acqua, politiche di supporto finanziario, anche utilizzando i fondi dell'Unione europea, per la realizzazione di investimenti da effettuarsi sul territorio e nelle aziende per migliorare l'utilizzo dell'acqua, massimizzandone la sua efficienza e riducendone la dispersione;
          sono noti e di lunga data i problemi e la scarsa efficienza del sistema idrico italiano dove, secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori, si perde mediamente più di un litro d'acqua su tre. Uno spreco inaccettabile che pregiudica le potenzialità morfologiche del nostro Paese e che è la conseguenza della cronica mancanza di investimenti e di scarsa attenzione verso i consumi e le riserve del sistema idrico italiano, anche attraverso lo sviluppo di impianti di irrigazione con tecnologie a basso consumo  –:
          quali urgenti iniziative il Ministro interrogato intenda adottare al fine di alleviare gli effetti sul comparto dell'agricoltura della siccità che si è registrata nel corso dell'estate 2012, anche al fine di scongiurare un possibile riflesso sui prezzi delle derrate alimentari, dichiarando lo stato di calamità per il settore, in prospettiva di una più organica definizione di una politica infrastrutturale volta a colmare i problemi dell'efficienza degli acquedotti e a favorire un consumo responsabile del bene idrico. (3-02447)


Iniziative volte a garantire la riscossione dei debiti dei produttori eccedentari nel settore lattiero-caseario – 3-02448

      DELFINO, GALLETTI, NARO, LIBÈ, DE POLI, COMPAGNON, CICCANTI, VOLONTÈ, RAO, TASSONE e OCCHIUTO. — Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
          la questione delle quote latte ha assunto un rilievo significativo per il bilancio stesso dello Stato, con un importo posto a carico dell'erario, e quindi dei contribuenti, pari ad oltre 1,5 miliardi di euro;
          questo importo si è accumulato nel corso degli anni, dal 1996 al 2009, senza che, con tutta evidenza, ne sia stato efficacemente perseguito il recupero;
          con riferimento alle tredici campagne lattiero-casearie dal 1995/1996 al 2007/2008, l'onere che il Paese ha sopportato, in conseguenza degli esuberi produttivi riscontrati nelle campagne medesime, è stato pari a 2.492 milioni di euro versati alla Commissione europea che, come precisa la Corte dei conti, «rappresentano una perdita netta e irrecuperabile per l'economia italiana», perdita che avrebbe dovuto gravare sui produttori eccedentari, ma invece «è stata finora finanziata in gran parte con i fondi pubblici»;
          in ordine alle medesime campagne, il predetto importo, imputabile ai produttori in questione per 2.226 milioni di euro, è stato riscosso per 301 milioni di euro, restando ancora da riscuotere 1.925 milioni di euro; tale importo decresce a 1.871 milioni di euro nel 2009, ultimo anno finora relazionato dalla Corte dei conti;
          nel corso delle campagne 2010/2011, a seguito di ulteriori adesioni alle rateizzazioni, l'importo ancora dovuto dai produttori eccedentari risulterebbe superiore a 1,5 miliardi di euro;
          stando ai dati riportati nella relazione della Corte dei conti, la perdita netta complessiva del contribuente italiano ammonta a oltre 4 miliardi di euro;
          alle aziende debitrici sono state offerte ben 3 occasioni di rateizzazione, dapprima con la legge n.  119 del 2003, successivamente con la legge n.  33 del 2009 e, da ultimo, con il decreto-legge n.  16 del 2012, convertito dalla legge n.  44 del 2012, con modalità idonee a farvi accedere il debitore che versi in situazioni di obiettiva difficoltà economica;
          la parte più significativa del debito accumulato risulta dovuta da non più di un migliaio di soggetti;
          nonostante si tratti di un credito accertato e posto a carico dell'erario, l'ente attualmente incaricato della riscossione è l'Agea, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura;
          al momento, non risulta attiva alcuna procedura di recupero forzoso, fatta eccezione per la compensazione con gli aiuti comunitari, visto che con le recenti sentenze il Tar del Lazio non ha giudicato legittimo il ricorso da parte di Agea alla procedura di iscrizione a ruolo mediante Equitalia per le somme divenute esigibili dopo la mancata adesione alla rateizzazione di cui al decreto-legge n.  5 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n.  33 del 2009;
          ciò avviene nonostante la costante attenzione da parte degli organismi comunitari sull'effettiva riscossione in capo ai produttori del prelievo sul latte, al fine di evitare il suo tramutarsi in un aiuto di Stato non autorizzato;
          di conseguenza, l'unico strumento a disposizione dell'Agea, oltre alla compensazione con gli aiuti, resta la procedura di cui al regio decreto n.  639 del 1910, strumento certamente di minore efficacia dell'iscrizione a ruolo e senza che l'Agea sia dotata delle necessarie strutture per la riscossione, e in contrasto, oltretutto, con il noto principio comunitario, sancito fin dal trattato istitutivo, in base al quale ciascuno Stato membro deve porre in essere, ai fini della tutela finanziaria dell'Unione europea, le stesse misure adottate a tutela dei propri interessi finanziari;
          ad oggi, non è stata data attuazione all'articolo 8-septies, comma 2, del decreto-legge n.  5 del 2009, norma di perequazione verso i produttori che si sono messi in regola rispetto a coloro che hanno beneficiato di quote integrative a titolo gratuito, a causa della mancata attivazione e dotazione, prevista «in misura non inferiore a 45 milioni di euro per l'anno 2009», del relativo fondo;
          la mancata effettiva riscossione del prelievo non rateizzato costituisce un'ulteriore sperequazione nei confronti di coloro che rispettano le regole, a vantaggio di chi sostanzialmente non ne riconosce la valenza;
          ad oggi, non è stata data attuazione all'articolo 39, comma 13, del decreto-legge n.  98 del 2011, convertito dalla legge n.  111 del 2011, recante disposizioni attuative in materia di riscossioni;
          la Commissione agricoltura della Camera dei deputati, il 18 luglio 2012, ha approvato, con parere favorevole del Governo, all'esito del dibattito sulle risoluzioni Delfino n.  7-00860, Zucchi n.  7-00912, Beccalossi n.  7-00920 e Biava n.  7-00934, la risoluzione conclusiva Delfino n.  8-00194 che impegna l'Esecutivo «a riscuotere le somme ancora dovute con la massima efficacia mediante Equitalia spa, in qualità di incaricata dell'esercizio dell'attività di riscossione nazionale dei tributi e contributi»  –:
          considerato l'impatto sulla finanza pubblica derivante dalla mancata riscossione dei prelievi supplementari dovuti dai produttori eccedentari, e quindi sulla collettività, e vista la gravità e l'urgenza della questione, quali iniziative tempestive ed efficaci siano state già adottate e intenda adottare il Governo per dare tempestiva attuazione all'impegno assunto con la risoluzione Delfino n.  8-00194 approvata dalla Commissione agricoltura il 18 luglio 2012. (3-02448)


Elementi in merito al progetto finalizzato alla conservazione, manutenzione e miglioramento del sito archeologico di Pompei – 3-02449

      PERINA. — Al Ministro per i beni e le attività culturali. — Per sapere – premesso che:
          il patrimonio archeologico nazionale, senza sostanziali differenze tra Nord e Sud, continua ad essere, quasi totalmente, privo della necessaria tutela, salvaguardia e valorizzazione a causa di risorse economiche statali sempre più esigue;
          l'impossibilità a procedere, talvolta, anche soltanto ad opere di urgente manutenzione, spesso in siti di straordinario e riconosciuto interesse mondiale, è determinata anche dalla presenza, presso gli organi competenti, soprintendenze in primis, di un numero di funzionari e tecnici gravemente insufficiente;
          tra i tanti esempi in negativo di crolli e distruzioni di varia entità, che sfortunatamente il Paese è stato costretto ad esibire in questi ultimissimi anni, figura quello di Pompei;
          la celebre città campana, sigillata dalla cenere e dalla lava nel 79 d.C., con i suoi circa 65 ettari di estensione, ma soprattutto in virtù dei suoi elevati e dei suoi piani superiori, costituisce un unicum e rappresenta il secondo sito italiano, dopo il Colosseo, con quasi 2 milioni e mezzo di presenze annue di visitatori;
          a partire dal 2010, la città antica è stata ripetutamente mutilata di alcune significative parti: basti pensare ai crolli del 30 novembre 2010 di un muro perimetrale della Casa del Moralista e di due muretti, uno in Via Stabiana e l'altro presso l'accesso ad un ambiente di servizio laterale della casa del Lupanare piccolo; al crollo del 6 dicembre 2010 relativo alla Schola armaturarum iuventis pompeiani, nota come domus dei gladiatori; al crollo del 21 ottobre 2011 di un tratto di muro nei pressi di Porta di Nola, vicino la cinta muraria della città;
          tra il 2000 e il 2006, la politica regionale europea ha sostenuto 22 progetti di restauro nel sito di Pompei, per un valore complessivo di 7,7 milioni di euro, sulla base di un cofinanziamento del 50 per cento del costo totale;
          oltre alla mancanza di sufficienti risorse, (almeno) fino al recente passato, si è evidenziata una totale incapacità di gestione del sito: restauri protratti molto oltre i termini preventivati o, in alcuni casi, realizzati in maniera opinabile (è il caso, ad esempio, del Teatro Grande); aree ufficialmente «chiuse» alla visita, ma, alle volte, eccezionalmente riaperte ai più «generosi»; cumuli di macerie all'interno di botteghe in attesa di interventi; recinzioni divelte; strade sbarrate senza alcuna motivazione;
          a fronte di una cronica mancanza di fondi, si provvede ora, almeno in parte, con un investimento di 105 milioni di euro «combinando contributi Ue e nazionali», approvati il 29 marzo 2012 dalla Commissione dell'Unione europea nell'ambito del progetto «preservazione, mantenimento e miglioramento» del sito archeologico;
          il «Grande Progetto Pompei» (così è stata denominata l'intera operazione), che dovrebbe consentire al sito archeologico di uscire dalle precarie condizioni degli ultimi anni, sarà articolato per fasi distinte ed è prevista l'emanazione di vari bandi successivi;
          secondo il cronoprogramma stilato: il bando iniziale interesserà il restauro di cinque domus, per le quali è prevista anche l'installazione delle coperture di protezione; successivamente partirà la gara d'appalto per la messa in sicurezza e la riduzione del rischio idrogeologico del terrapieno delle «Regiones» III e VIII (quelle vicino a via dell'Abbondanza, dove ci sono stati i crolli del 2010); entro l'estate saranno aperti i bandi per le «Regiones» maggiormente a rischio (VI, VII e VIII); verranno poi effettuati lavori di consolidamento strutturale, protezione degli affreschi, recupero dei mosaici e delle singole tessere; le sei «Regiones» rimanenti, invece, saranno oggetto di bandi da avviare entro il 31 dicembre 2012, per cui i lavori inizieranno solo nel 2013;
          i bandi prevedono alti requisiti di affabilità, legalità e trasparenza, definiti nel quadro del protocollo di legalità, sottoscritto dalla prefettura di Napoli e dalla soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei;
          in base alle fasi indicate e alle loro tempistiche, si è detto «già avviata» l'indagine idrogeologica propedeutica alla messa in sicurezza dei terreni demaniali ai confini dell'area di scavo lungo via dell'Abbondanza; entro luglio 2012 dovevano essere pubblicati i bandi per le «Regiones» maggiormente a rischio (VI, VII e VIII) per 10 milioni di euro circa (con consolidamenti strutturali, protezione degli affreschi e recupero dei mosaici);
          il progetto, finalizzato alla conservazione, manutenzione e miglioramento del sito archeologico di Pompei, ha tra gli obiettivi principali quello di consolidare e mettere in sicurezza le strutture e l'impianto urbano dell'area archeologica, a partire dalle aree qualificate «ad alto rischio» secondo quanto evidenziato dalla mappa del rischio archeologico;
          la «Carta del rischio archeologico», realizzata nei mesi scorsi dalla soprintendenza e sulla quale è incardinato l'intero progetto, finora, nonostante la sua rilevanza sia a fini conoscitivi che conservativi, è rimasta appannaggio di pochi, come ha avuto modo di affermare la stessa soprintendente archeologa di Napoli e Pompei, dottoressa Teresa Cinquantaquattro, («la mappa del rischio è un documento tecnico che non tutti possono visionare»);
          sarebbe, invece, assai utile conoscere la mappatura delle diverse criticità, realizzata senza dubbio con controlli specifici in loco, direttamente su ogni singolo monumento, tanto più che essa risulterà certamente corredata non solo di una documentazione fotografica ma di rilievi sistematici di dettaglio delle diverse parti della città  –:
          se il «Grande progetto Pompei» prosegua secondo le sue distinte fasi, come da programmi e, più in particolare, se siano state completate le indagini idrogeologiche propedeutiche alla messa in sicurezza dei terreni demaniali ai confini dell'area di scavo lungo via dell'Abbondanza, quali siano i risultati al riguardo e a che punto siano i bandi previsti per luglio 2012 nonché, in ogni caso, se non si ritenga opportuno fornire ulteriori e più dettagliate informazioni sulla «Carta del rischio archeologico» di cui in premessa.
(3-02449)


Intendimenti del Governo in ordine alla costituzione di parte civile dello Stato nel procedimento penale relativo alla cosiddetta trattativa Stato-mafia – 3-02450

      DI PIETRO, DONADI, EVANGELISTI, BORGHESI, PALOMBA e MESSINA. — Al Ministro per i rapporti con il Parlamento. — Per sapere – premesso che:
          presso il tribunale di Palermo è in corso un procedimento penale sulla cosiddetta trattativa tra pezzi di Stato e uomini delle istituzioni con la mafia nel biennio 1992-1994, contrassegnato dagli attentati in Sicilia, a Roma e a Firenze;
          l'inchiesta, chiusa dai pubblici ministeri di Palermo a metà di giugno 2012, non è la prima che fa emergere la collusione tra lo Stato e la mafia. Infatti, nel 1998, la sentenza della corte d'assise di Firenze sulle stragi del 1993 certificò che i colloqui degli allora ufficiali del Ros dei carabinieri Mori e De Donno con l'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino «avevano tutte le caratteristiche per apparire come una “trattativa”, e l'effetto sui capi mafiosi fu quello di convincerli, definitivamente, che la strage era idonea a portare vantaggi all'organizzazione». I giudici di Firenze si spinsero a ipotizzare che i contatti carabinieri-Ciancimino avessero aperto la via all'arresto di Totò Riina, al prezzo di «sostanziali concessioni ai mafiosi», ad esempio, è risaputo oggi, l'allentamento del cosiddetto «carcere duro». E scrissero: «Questa eventualità fa rabbrividire ogni persona avveduta, ma è inidonea a influenzare questo giudizio che non concerne i contraenti dalla parte di qua di questo ipotetico contratto illecito, ma coloro che, del contratto, sarebbero stati i beneficiari». I contraenti dalla parte di qua sarebbero gli ufficiali dell'Arma e i loro eventuali mandanti politici; i beneficiari, invece, i boss mafiosi, processati e condannati in quella circostanza;
          i pubblici ministeri di Palermo ritengono di aver composto un altro pezzo del complesso mosaico chiedendo il giudizio anche per alcuni di coloro che stavano «dalla parte di qua», cioè gli uomini dello Stato: Mario Mori, Giuseppe De Donno, Antonio Subranni, Calogero Mannino, Marcello Dell'Utri. Accusati, ai sensi degli articoli 338 e 339 del codice penale, di «minaccia o violenza a un corpo politico dello Stato», per aver rafforzato la volontà ricattatoria dei mafiosi nei confronti del Governo. L'accusa formulata dai pubblici ministeri di Palermo dà corpo all'ipotesi avanzata dai giudici di Firenze, che s'erano dovuti fermare agli imputati «della parte di là», i rappresentanti di Cosa nostra (Totò Riina, Giovanni Brusca, Leoluca Bagarella, Bernardo Provenzano, Nino Cinà);
          sono stati, inoltre, indagati per false informazioni ai pubblici ministeri Giovanni Conso e Giuseppe Gargani, e per falsa testimonianza Nicola Mancino;
          considerato il reato contestato, è certamente un atto doveroso la costituzione di parte civile del Governo nel procedimento relativo alla trattativa Stato-mafia. Il Governo è, infatti, parte lesa e, come tale, può esercitare, secondo la legge, la facoltà riconosciuta alle parti lese di costituirsi parte civile;
          a giudizio degli interroganti, nel caso specifico tale facoltà è un dovere. Una decisione in senso contrario sarebbe un grave gesto di disinteresse e incuria nei confronti dello Stato e la dichiarazione che le massime istituzioni dello Stato sono indifferenti, se non contrarie, all'accertamento della verità;
          l'udienza preliminare del processo di Palermo è stata fissata per il 29 ottobre 2012  –:
          se non si intenda autorizzare la costituzione di parte civile dello Stato, da proporsi già nell'udienza preliminare, nel procedimento penale in corso presso il tribunale di Palermo, relativo alla trattativa Stato-mafia, in cui il Governo è parte lesa.
(3-02450)


MOZIONI MONTAGNOLI, BECCALOSSI, FOGLIARDI, VOLONTÈ, MORONI, BORGHESI ED ALTRI N.  1-01078 E BRAGA ED ALTRI N.  1-01121 CONCERNENTI INIZIATIVE IN MATERIA DI GESTIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI NAVIGAZIONE SUI LAGHI PREALPINI

Mozioni

      La Camera,
          premesso che:
              il servizio di gestione della navigazione pubblica laghi di Garda, di Como e Maggiore è attualmente in capo ad un organismo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la gestione governativa navigazione laghi, che movimenta diversi milioni di passeggeri l'anno, fra turisti e residenti nei centri lacustri;
              le riduzioni di trasferimenti statali in questi ultimi anni hanno dimezzato i contributi alla gestione governativa laghi, portandoli da 26 a 13 milioni di euro. Le minori risorse trasferite, sommate all'aumento delle imposte sui carburanti, in particolare sul gasolio, aggravano i costi di gestione e mettono a rischio la continuità del servizio pubblico di navigazione;
              sostenere la navigazione pubblica sui laghi significa sostenere una possibile integrazione e un'alternativa alla difficile, e in certi periodi dell'anno non più sostenibile, mobilità su gomma. Non solo è necessario mantenere il servizio in essere, ma sarebbe auspicabile prevedere interventi per incentivare anche il servizio notturno, al fine di migliorare le condizioni ambientali e quelle del trasporto nel territorio;
              il taglio del 50 per cento sul fondo di esercizio dell'azienda di trasporto pubblico Navigarda ha portato ad una drastica diminuzione delle corse e ad un notevole ridimensionamento del personale e le previsioni per l'immediato futuro sono assolutamente drammatiche, dato anche il blocco delle assunzioni di lavoratori stagionali;
              le recenti disposizioni della legge n.  217 del 2011 prevedono che la Navigarda paghi sia le accise sia l'iva sui carburanti, oltre alla stessa iva sull'acquisto dei pezzi di ricambio per le navi, e questo si traduce, secondo le stime degli esperti del settore, in un aggravio ulteriore di 5 milioni di euro;
              il decreto legislativo 19 novembre 1997, n.  422, all'articolo 11, prevede che la gestione governativa per i laghi Maggiore, di Como e di Garda sia trasferita alle regioni territorialmente competenti e alla provincia autonoma di Trento. Questo passaggio sarebbe dovuto avvenire entro il 1o gennaio 2000, previo risanamento tecnico-economico, ma tuttora la gestione è centralizzata a livello statale e la regionalizzazione del servizio non è avvenuta;
              in attuazione al sopra citato decreto legislativo, la regione Lombardia ha promulgato la legge regionale 30 ottobre 1998, n.  25, in cui si prevede, all'articolo 29, che la giunta regionale è autorizzata a stipulare accordi di programma con le regioni e la provincia autonoma interessate per l'organizzazione della gestione della navigazione per i laghi Maggiore, di Como e di Garda;
              il decreto legislativo 28 maggio 2010, n.  85, recante «Attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell'articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n.  42», all'articolo 5, comma 1, prevede che vengano trasferiti a livello territoriale i beni appartenenti al demanio idrico e relative pertinenze, ad eccezione dei laghi di ambito sovraregionale per i quali non intervenga un'intesa tra le regioni interessate, ferma restando, comunque, l'eventuale disciplina di livello internazionale;
              la «devoluzione» della gestione e il passaggio di proprietà dei laghi dallo Stato alle regioni è, quindi, già previsto all'interno del decreto legislativo sul federalismo demaniale, che coinvolge tutti i laghi, ad eccezione di quelli Maggiore e di Garda, che necessitano di un accordo fra le regioni bagnate dalle acque lacuali;
              in un'ottica di funzionalità e di efficienza, la navigazione sui laghi potrebbe anche non essere gestita necessariamente a livello pubblico. L'ingresso dei privati potrebbe introdurre elementi di logica imprenditoriale, in grado di risollevare l'intero settore e risolvere i problemi economici e finanziari (i bilanci della Navigarda e della Navilaghi risultano, infatti, essere in passivo);
              inoltre, viste le diverse esigenze e movimentazioni di traffico, la gestione potrebbe non essere unica per tutti i laghi, ma autonoma e indipendente, trasferendo sul territorio di riferimento questo importante servizio;
              è necessario mettere in atto interventi concreti sull'intera area lacustre, anche prevedendo un potenziamento e una riqualificazione del sistema di collettamento e depurazione delle acque del lago di Garda, con la realizzazione del nuovo depuratore per la sponda bresciana e il raddoppio o, dove occorre, il rifacimento delle condotte sub-lacuali esistenti, con la loro conseguente dismissione,

impegna il Governo:

          a reperire tempestivamente le risorse economiche necessarie a garantire un servizio efficiente e funzionale del servizio pubblico di navigazione sui laghi, sia per assicurare una mobilità alternativa a quella su gomma a residenti ed ospiti, sia per ridurre l'inquinamento acustico e ambientale che questo comporta;
          a dare concreta attuazione a quanto previsto dall'articolo 11 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n, 422, in cui si prevede il trasferimento a livello regionale della gestione della navigazione sul lago di Garda, anche favorendo la stipula di accordi fra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, in attuazione dell'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 28 maggio 2010, n.  85, concernente il federalismo demaniale;
          a valutare la possibilità di intervenire con gli appositi strumenti, anche di carattere normativo, per modificare l'attuale gestione dei laghi prealpini, da una parte rendendo possibile l'ingresso ai privati nell'ente pubblico e, dall'altra, prevedendo una gestione organizzativa e finanziaria autonoma per ciascun lago;
          a provvedere tempestivamente, per quanto di competenza, con azioni volte a potenziare e riqualificare il sistema di collettamento e depurazione delle acque del lago di Garda.
(1-01078) «Montagnoli, Beccalossi, Fogliardi, Volontè, Moroni, Borghesi, Bragantini, Negro, Martini, Saglia, Dal Moro, Ferrari, Gelmini, Federico Testa, Brancher, Alberto Giorgetti, Molgora, Corsini, Compagnon».


      La Camera,
          premesso che:
              la legge 18 luglio 1957, n.  614, ha affidato alla gestione governativa navigazione laghi l'esercizio delle linee di navigazione in servizio pubblico sui laghi di Como, Garda e Maggiore, prevedendo che l'eventuale disavanzo di bilancio sia coperto con i fondi stanziati annualmente dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a cui spetta la vigilanza sull'amministrazione affidata al gestore;
              la legge 12 novembre 2011, n.  183, (legge di stabilità 2012) ha determinato il dimezzamento delle risorse destinate al finanziamento della gestione governativa navigazione laghi, passando da 26 milioni di euro del 2008 ai 13 milioni del 2012; tagli lineari, di simile consistenza, erano già stati operati dalla legge finanziaria per il 2009 e dalla legge di stabilità 2011, e solo parzialmente compensati con successivi provvedimenti legislativi che consentivano di utilizzare gli avanzi di amministrazione risultanti dai bilanci 2007 e 2009, al fine di fronteggiare le spese per la gestione dei servizi di navigazione e scongiurare la compromissione del servizio;
              il recente decreto-legge 22 giugno 2012, n.  83, recante «Misure urgenti per la crescita del Paese», convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.  134, all'articolo 16 – Disposizioni urgenti per la continuità dei servizi di trasporto – attribuisce per l'anno 2012, alla gestione governativa navigazione laghi, al fine di garantire la continuità del servizio pubblico di navigazione sui laghi Maggiore, di Garda e di Como, risorse pari a 6 milioni di euro. Tali maggiori risorse sono destinate al finanziamento delle spese di esercizio per la gestione dei servizi di navigazione lacuale, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 4, quarto comma, della legge 18 luglio 1957, n.  614;
              tale stanziamento, pur importante, non consente comunque di compensare integralmente i tagli lineari sopra citati, né di far fronte al progressivo rincaro del costo del carburante necessario ai natanti; la situazione della navigazione lacuale è, inoltre, aggravata per effetto delle disposizioni previste dalla legge 15 dicembre 2011, n.  217, secondo cui sono assoggettati al pagamento dell'iva gli acquisti relativi al parco natanti, che, in precedenza, erano esenti ai sensi dell'articolo 8-bis del decreto del Presidente della Repubblica n.  633 del 1972;
              la direzione della gestione governativa navigazione laghi, al fine di conservare l'equilibrio economico-finanziario, ha deciso, ed in parte già operato per l'anno 2012, scelte di riduzione del servizio di trasporto passeggeri, in particolare delle corse veloci, e di traghettamento degli autoveicoli, nonché l'aumento delle tariffe applicate, che colpiscono in particolare gli utenti pendolari; tale scelta penalizza specialmente gli utenti pendolari, genera conseguenze negative in termini occupazionali (anche rispetto alla possibilità di assunzione di lavoratori stagionali), di attrattività turistica delle aree lacuali e inibisce le potenzialità del trasporto su acqua, oltre che come fattore di sviluppo economico, anche come soluzione alle frequenti problematiche di mobilità dei territori lacuali;
              il tema della gestione del servizio di navigazione lacuale è stato oggetto di importanti provvedimenti legislativi. L'articolo 11 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n.  422, riprendendo l'articolo 98 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.  616, prevedeva che entro il 1o gennaio 2000 la gestione del servizio di navigazione fosse trasferita alle regioni territorialmente competenti e alla provincia autonoma di Trento, previo risanamento tecnico ed economico a cura dello Stato, da realizzare in base a un piano predisposto dal Ministero dei trasporti ed approvato, entro il 31 marzo 1998, dal Ministero dei trasporti, di concerto con il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, a seguito di intesa con le regioni interessate e con la provincia autonoma di Trento;
              nonostante l'articolo 2, comma 8, della legge 18 giugno 1998, n.  194, avesse disposto un finanziamento urgente ai fini del risanamento tecnico ed economico del servizio, ai fini della regionalizzazione, i termini per l'attuazione sono decorsi inutilmente per mancato accordo tra le regioni competenti, con conseguente perdita dei fondi stanziati;
              la mancata regionalizzazione della gestione governativa per la navigazione sui laghi Maggiore, di Garda e di Como rende progressivamente sempre più incerta la programmazione del servizio di trasporto lacuale, secondo le esigenze sociali, economiche, territoriali e di mobilità dei territori interessati;
              le regioni Lombardia, Piemonte e Veneto hanno, peraltro, recentemente confermato, nel corso di audizioni nell'ambito dell'indagine conoscitiva condotta dal Senato sulle problematiche connesse al settore di navigazione sui laghi, la volontà di vedersi assegnare le competenze del trasporto navigazione lacuale, come riportato nel documento conclusivo votato dalla Commissione lavori pubblici del Senato l'11 gennaio 2012;
              il trasporto pubblico sui laghi, curato dalla gestione governativa navigazione laghi, risulta presentare oggi uno dei migliori indici di copertura dei costi con le entrate tariffarie fra quelli di tutte le aziende che gestiscono il trasporto pubblico locale, su gomma, rotaia o acqua. Il coefficiente di esercizio si attesta infatti intorno al 60 per cento contro il 35/40 per cento medio del settore del trasporto pubblico locale;
              il trasporto pubblico di navigazione rappresenta per i territori bagnati dai laghi di Como, Garda e Maggiore un elemento cruciale per la mobilità dei propri cittadini e delle attività economiche insediate, nonché per la crescita e lo sviluppo non solo turistico di queste aree,

impegna il Governo:

          ad assumere iniziative volte a prevedere un adeguato stanziamento di risorse finanziare necessarie a garantire la continuità del servizio pubblico lacuale in capo alla gestione navigazione laghi di Como, Garda e Maggiore, al fine di assicurare un livello adeguato di efficienza ed efficacia del servizio e la tenuta occupazionale, anche in considerazione dei risultati degli studi sulla revisione della spesa;
          ad adottare gli interventi di propria competenza utili a dare rapida attuazione al processo di regionalizzazione previsto dall'articolo 11 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n.  422, in particolare per quanto riguarda la predisposizione di un piano aggiornato di risanamento tecnico-economico necessario a definire, d'intesa con le regioni coinvolte, il trasferimento delle competenze in materia di gestione del trasporto pubblico lacuale e l'assegnazione delle conseguenti risorse in conto capitale e d'esercizio;
          ad accompagnare il processo di regionalizzazione con un piano industriale ed organizzativo che garantisca la migliore efficienza aziendale, l'efficacia e l'economicità del servizio pubblico di trasporto lacuale.
(1-01121) «Braga, Codurelli, Quartiani, Gianni Farina, Fiano, Lovelli, Marantelli, Pizzetti, Sanga, Velo, Narducci, Meta».