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Sentenze della Corte di Giustizia dell'UE

Sentenza della Corte (Settima Sezione) del 19 luglio 2012.
Commissione europea contro Repubblica italiana.
Inadempimento di uno Stato - Direttiva 91/271/CEE - Trattamento delle acque reflue urbane

Causa n. :
C-565/10
Assegnazione:
  • VIII COMMISSIONE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI)
In data:
03/10/2012
NOTA DI SINTESI:

Con la sentenza in esame la Corte di giustizia - a seguito di ricorso per inadempimento presentato dalla Commissione ai sensi dell'articolo 258 TFUE - ha condannato l'Italia per non aver predisposto adeguati sistemi per il convogliamento e il trattamento delle acque reflue in numerosi centri urbani con oltre 15.000 abitanti, ai sensi degli articoli 3, 4, paragrafi 1 e 3, e 10 della direttiva 91/271/CEE, come modificata dal regolamento n. 1137/2008.

Secondo l'articolo 3, paragrafo 1, primo comma, primo trattino, della direttiva 91/271, gli agglomerati con un numero di abitanti equivalenti superiore a 15 000 avrebbero dovuto essere provvisti di reti fognarie per le loro acque reflue urbane entro il 31 dicembre 2000. L'articolo 4, paragrafo 1, prevede che, negli agglomerati con oltre 15 000 abitanti, la totalità delle acque reflue urbane che confluiscono in reti fognarie devono, prima dello scarico, essere sottoposte ad un trattamento secondario o ad un trattamento equivalente, al più tardi entro il 31 dicembre 2000. L'articolo 10 prevede che la progettazione, la costruzione, la gestione e la manutenzione degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane realizzati per ottemperare ai requisiti fissati dalla direttiva debbano essere condotte in modo da garantire prestazioni sufficienti nelle normali condizioni climatiche e tenendo conto delle variazioni stagionali di carico.

La Corte ha preso atto della rinuncia della Commissione a procedere riguardo ad alcuni agglomerati urbani avendo l'Italia posto rimedio a numerose situazioni non conformi. Per gli altri agglomerati l'Italia è stata considerata inadempiente. Si tratta di 116 centri urbani non in regola con le disposizioni della direttiva.

Di questi, 51 erano sprovvisti delle reti fognarie per le acque reflue urbane ai sensi dell'articolo 3 della direttiva (18 in Calabria, 1 in Friuli, 1 nel Lazio, 3 in Puglia e 28 in Sicilia) mentre 92 risultavano sprovvisti di adeguati impianti di trattamento secondario delle acque reflue ai sensi dell'art. 4, paragrafi 1 e 3, e dell'art. 10 della direttiva (1 in Abruzzo, 9 in Calabria, 10 in Campania, 1 in Friuli, 9 in Liguria, 5 in Puglia e 57 in Sicilia).