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Sentenze della Corte di Giustizia dell'UE

Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 19 dicembre 2012.
Commissione europea contro Repubblica italiana.
Inadempimento di uno Stato - Ambiente - Direttiva 1999/30/UE - Controllo dell'inquinamento - Valori limite per le concentrazioni di PM10 nell'aria ambiente.

Causa n. :
C-68/11
Assegnazione:
  • VIII COMMISSIONE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI)
In data:
22/01/2013
NOTA DI SINTESI:

Con la sentenza in esame la Corte di giustizia - a seguito di ricorso per inadempimento presentato dalla Commissione ai sensi dell'articolo 258 TFUE - condanna l'Italia per aver omesso, per gli anni 2006 e 2007, di provvedere affinché in 55 zone e agglomerati le concentrazioni di PM10 non superassero i valori limite fissati all'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 1999/30/CE concernente i valori limite di qualità dell'aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo.

Ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che le concentrazioni di particelle PM10 nell'aria ambiente non superino i seguenti valori limite (allegato III): dal 1° gennaio 2005 al 31 dicembre 2009, il valore giornaliero di 50 μg/m3 non deve essere superato più di 35 volte per anno civile e il valore annuo da non superare è di 40 μg/m3. A partire dal 1° gennaio 2010, il valore giornaliero da non superare più di 7 volte per anno civile è di 50 μg/m3 mentre il valore limite annuo è di 20 μg/m3.

Limitatamente agli anni e alle zone e agglomerati indicati, la Corte ritiene ricevibile il ricorso sulla base dei dati forniti dall'Italia nell'ambito delle relazioni annuali presentate a norma dell'articolo 11 della direttiva e riferite agli anni 2005-2007; ne giudica, inoltre, la fondatezza sulla base della stessa ammissione da parte dell'Italia del superamento dei valori limite.

La Corte dichiara invece irricevibile la richiesta della Commissione di pronunciarsi nei confronti dell'Italia in relazione alla situazione dell'anno 2005 e al periodo successivo al 2007, ritenendo che la mancanza di un'indicazione chiara e precisa del periodo per il quale l'inadempimento viene contestato renda la richiesta priva dei requisiti di coerenza, chiarezza e precisione necessari alla Corte stessa per esercitare correttamente il suo controllo.