Resoconto Stenografico - documento allegato

Allegato A

Seduta n. 614 di giovedì 29 marzo 2012

MOZIONI ESPOSITO ED ALTRI N. 1-00711, OSVALDO NAPOLI ED ALTRI N. 1-00804, MISITI ED ALTRI N. 1-00944, ALLASIA ED ALTRI N. 1-00961, TOTO ED ALTRI N. 1-00965, DELFINO ED ALTRI N. 1-00966, MARMO ED ALTRI N. 1-00977 E ESPOSITO, OSVALDO NAPOLI, ALLASIA, DELFINO, TOTO, MISITI, MARMO ED ALTRI N. 1-00980 CONCERNENTI INIZIATIVE VOLTE A FINANZIARE LE OPERE E GLI INTERVENTI PREVISTI DAL PIANO STRATEGICO PER IL TERRITORIO INTERESSATO DALLA DIRETTRICE TORINO-LIONE

Mozioni

La Camera,
premesso che:
il 20 ottobre 2010 la Camera dei deputati ha approvato all'unanimità quattro mozioni che impegnavano il Governo, tra l'altro,
a) a confermare la valenza strategica della realizzazione della nuova linea Torino-Lione come asse decisivo per i collegamenti europei, attraverso l'adozione di tutte le misure e gli atti necessari anche, sulla base del lavoro condotto dall'Osservatorio;
b) a garantire un adeguato piano finanziario con programmazione pluriennale che copra l'intero ammontare dell'opera;
c) a confermare i fondi - circa 200 milioni di euro - previsti nel primo atto aggiuntivo all'intesa generale quadro dell'11 aprile 2009, necessari a realizzare gli interventi prioritari di prima fase e, cioè, il trasferimento modale e il potenziamento e ammodernamento del trasporto locale, avviando, al contempo, iniziative per l'assegnazione di risorse immediate per incentivare il trasporto modale e combinato;
d) ad assumere iniziative per garantire un primo stanziamento per la realizzazione delle opere previste dal Piano strategico approvato dalla provincia di Torino e dalla regione Piemonte parallelamente all'avanzamento dell'opera;
nel mese di giugno 2011 nella località di Chiomonte, in Valle di Susa, sono iniziati i lavori per l'installazione del cantiere di realizzazione della galleria geognostica, destinata a diventare la «discenderia» della Torino-Lione sul versante italiano;
i lavori nel cantiere proseguono nel pieno rispetto del cronoprogramma, grazie al presidio delle forze dell'ordine che con efficacia e senso di responsabilità fino ad oggi hanno respinto gli attacchi condotti da frange minoritarie violente del movimento No Tav;
il 3 agosto 2011 il Cipe ha approvato il progetto preliminare della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, progetto che prevede il cosiddetto «fasaggio», ovvero la realizzazione per fasi dell'infrastruttura, con un rilevante risparmio sui costi. Si prevede, infatti, la realizzazione del tunnel di base, della stazione internazionale di Susa e l'interconnessione con la linea storica da Bussoleno ad Avigliana, rinviando in questo modo per alcuni anni i lavori di realizzazione del tunnel dell'Orsiera, nonché tutti gli interventi relativi al «nodo» di Torino (interconnnesione con l'interporto di Orbassano, la gronda merci di Corso Marche, il sistema ferroviario metropolitano);
nel mese di settembre 2011 si è svolta la riunione del comitato intergovernativo tra Italia e Francia per la firma del nuovo accordo internazionale sulla ripartizione delle spese, con la riduzione della quota a carico dell'Italia dal 63 al 60 per cento; con la ratifica di tale accordo tutte le condizioni richieste dall'Unione europea saranno rispettate;
entro il 31 dicembre 2013 è prevista la conclusione dell'iter di approvazione del progetto definitivo, con un'ulteriore valutazione di impatto ambientale, così da consentire l'apertura del cantiere entro il mese di novembre del 2013,

impegna il Governo

ad assumere iniziative volte a stanziare 100 milioni di euro per finanziare le opere e gli interventi previsti dal «Piano strategico per il territorio interessato dalla direttrice Torino-Lione» definito dalla provincia di Torino, in particolare gli interventi relativi al «nodo» di Torino previsti dall'accordo Stato-regione del 28 giugno 2008 (cosiddetto accordo di Pracatinat) e dall'atto aggiuntivo del 23 gennaio 2009.
(1-00711)
«Esposito, Fiano, Giorgio Merlo, Rossomando, Portas, Boccuzzi, Cilluffo, Fiorio, Lucà, Calgaro, Cambursano, Di Biagio, Porcino, Vernetti, Scanderebech».

La Camera,
premesso che:
nel mese di ottobre 2011 la Commissione europea ha inserito la nuova linea ferroviaria Torino-Lione tra le dieci infrastrutture prioritarie, dando il via libera ai finanziamenti comunitari 2014/2020 per le reti TEN-T;
tra Italia e Francia si è giunti a un accordo sulla ripartizione dei costi, con la riduzione della quota a carico dell'Italia dal 63 al 60 per cento;
il 20 ottobre 2010 la Camera dei deputati ha approvato all'unanimità quattro mozioni che impegnavano il Governo:
a) a confermare la valenza strategica della realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione come asse decisivo per i collegamenti europei;
b) a garantire un adeguato piano finanziario con programmazione pluriennale che copra l'intero ammontare dell'opera;
c) a confermare i fondi - circa 200 milioni di euro - previsti nel primo atto aggiuntivo all'intesa generale quadro dell'11 aprile 2009, necessari a realizzare gli interventi prioritari di prima fase;
d) ad assumere iniziative per garantire un primo stanziamento per la realizzazione delle opere previste dal Piano strategico approvato dalla provincia di Torino e dalla regione Piemonte;
il 3 agosto 2011 il Cipe ha approvato il progetto preliminare della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, prevedendo il cosiddetto «fasaggio», ovvero la realizzazione per fasi dell'infrastruttura (tunnel di base, stazione internazionale a Susa, interconnessione con la linea storica a Bussoleno, interventi sul «nodo» di Torino), con un rilevante risparmio sui costi;
entro il 31 dicembre 2012 è prevista la conclusione dell'iter di approvazione del progetto definitivo, con un'ulteriore valutazione di impatto ambientale, così da consentire l'apertura del cantiere del tunnel di base entro il 2013;
nel mese di giugno 2011 nella località di Chiomonte, in Valle di Susa, sono iniziati i lavori per l'installazione del cantiere di realizzazione del tunnel geognostico;
nonostante i periodici violenti assalti condotti da frange fanatiche dei comitati che si oppongono alla nuova linea ferroviaria Torino-Lione abbiano provocato centinaia di feriti e contusi tra le forze dell'ordine, i lavori nel cantiere proseguono nel pieno rispetto del cronoprogramma e nelle prossime settimane Lyon Turin Ferroviaire (LTF) avvierà le procedure di esproprio di diversi appezzamenti di terreno, al termine delle quali l'estensione del cantiere passerà dagli attuali 4.5 ettari ai futuri 7 ettari;
nel mese di novembre 2011 il cantiere di Chiomonte è stato dichiarato «sito strategico di interesse nazionale»: la normativa è diventata operativa a partire dal gennaio 2012, per cui il cantiere continua ad essere presidiato dalle forze dell'ordine (polizia, carabinieri, guardia di finanza e guardia forestale), con immutate regole di ingaggio, ma con un inasprimento delle pene nei confronti degli eventuali assalitori;
nonostante in Valle di Susa si registri una ancora diffusa contrarietà alla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, è oramai sempre più netta ed evidente la separazione tra i gruppi antagonisti, composti in larga parte da persone estranee al territorio, e la maggioranza della popolazione valsusina e, in particolare, si registra un malcontento da parte dei settori economici, imprenditoriali e commerciali che stanno subendo gravi conseguenze dall'operato dei No Tav, soprattutto nell'ambito del turismo,

impegna il Governo

ad assumere iniziative volte a stanziare 100 milioni di euro per finanziare le opere e gli interventi previsti dal «Piano strategico per il territorio interessato dalla direttrice Torino-Lione» definito dalla provincia di Torino, in particolare gli interventi relativi al «nodo» di Torino previsti dall'accordo Stato-regione del 28 giugno 2008 (cosiddetto accordo di Pracatinat) e dall'atto aggiuntivo del 23 gennaio 2009.
(1-00804)
«Osvaldo Napoli, Ghiglia, Saltamartini, Laffranco, Bianconi, Bernardo, Aracu, Bertolini, Gregorio Fontana, Cicu, Santelli, Picchi, Pianetta, Marsilio».

La Camera,
premesso che:
il corridoio Est-Ovest, di cui la Torino-Lione è componente essenziale, rientra nell'obiettivo di crescita inclusiva e sostenibile proprio dell'Unione europea, essendo fondamentale per la coesione fra gli Stati membri e, quindi, per la riduzione della marginalità fra i cittadini;
la decisione di riconfermare la Torino-Lione fra le opere strategiche sottolinea il complesso processo decisionale avviato negli scorsi anni e portato a compimento con l'accordo firmato a Roma, il 30 gennaio 2012, tra i Governi italiano e francese; tale accordo è solo l'ultimo di una serie di tasselli posti dal 1996 fino ad oggi per la realizzazione del progetto;
la decisione 1962/96/CE del 23 luglio 1996, con cui la Comunità europea ha delineato gli orientamenti per lo sviluppo di una rete di trasporto transeuropea (TEN-T), rappresenta un fondamentale e primo passo verso il raggiungimento del suddetto obiettivo;
nel 2001 Italia e Francia hanno siglato un primo accordo per la realizzazione di una nuova linea ferroviaria Torino-Lione, successivamente ratificato dal Parlamento italiano e da quello francese. Nel 2003 il progetto preliminare viene consegnato dalla «società per azioni semplificata» agli organi italiani competenti;
il progetto preliminare approvato dal Cipe prevede una realizzazione per fasi funzionali dell'infrastruttura, ossia la realizzazione del tunnel di base e gli interventi di adeguamento del nodo di Torino, e solo in una seconda fase, qualora le dinamiche del traffico dovessero evidenziarne l'effettiva necessità, la tratta in bassa Valle di Susa;
l'importo dello opere verrà corrisposto per il 42,1 per cento dalla Francia e per il 57,9 per cento dall'Italia, mentre l'Unione europea potrebbe erogare fino al 40 per cento del costo complessivo;
l'opera è stata concertata con il territorio, tramite l'Osservatorio che in sei anni ha tenuto 183 sessioni di lavoro e 300 audizioni;
la tratta costituisce un investimento strategico per il futuro dell'Italia in termini di maggiore competitività, di abbattimento delle distanze e di prospettive di sviluppo, in quanto il progetto porterà vantaggi economici agli operatori individuali e alle imprese, tanto che si stima che l'insieme dei benefici netti generati compenserà il costo dell'investimento e della gestione dell'opera;
la Francia è più avanti dell'Italia sui lavori di scavo, dove sono state realizzate le discenderie di 9 chilometri di lunghezza;
l'attuale collegamento ferroviario Italia-Francia, che raggiunge quota 1250 metri sul livello del mare, risulta essere una linea fuori mercato;
i cantieri per la nuova linea comporteranno duemila assunzioni dirette e quattromila occupati indiretti, nonché a regime cinquecento posti di lavoro stabile in Italia;
la riduzione annuale di emissioni di anidride carbonica corrisponde alle emissioni di una città di trecentomila abitanti;
il suolo occupato a regime dalla nuova tratta è metà di quello consumato dal comune di Vaie, il 30 per cento di quello consumato dal comune di Bussoleno e il 25 per cento meno di quello consumato dal comune di Susa e corrisponde alla quantità media consumata in un anno dal comune di Avigliana;
sono stati eseguiti 220 sondaggi per un totale di 64 mila metri, con risultati che escludono pericoli per la salute, in quanto la presenza di radioattività o di amianto risulta essere dello stesso ordine di grandezza di quanto trovato già in altre gallerie, come il Gottardo, e le misure di sicurezza saranno dello stesso tipo;
tutti gli 87 comuni francesi e la stragrande maggioranza di quelli italiani non si sono opposti all'opera, eccetto i due contrari di Chiusa San Michele e Sant'Ambrogio di Torino, con 6.500 abitanti;
nel 2006, con il proposito di assicurare una più ampia partecipazione alle comunità locali, viene deciso di stralciare il procedimento dalla «legge obiettivo», riconducendolo alla procedura ordinaria dell'articolo 81 del decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977, relativo alle opere di interesse statale, come si evince da un comunicato ufficiale di Palazzo Chigi del 29 giugno 2006, consentendo così che, da quella data in poi, ogni comunità locale avrebbe potuto impedire la costruzione della linea ferroviaria nel proprio territorio,

impegna il Governo:

a valutare la possibilità di applicare le norme contenute nella legge 21 dicembre 2001, n. 443, per facilitare la realizzazione dell'opera voluta dall'intera regione e dal Paese nel suo insieme;
a reperire i fondi necessari per realizzare gli investimenti relativi al nodo di Torino, previsti dall'accordo Stato-regioni del 28 giugno 2008 e dall'atto aggiuntivo del 23 gennaio 2009.
(1-00944)
«Misiti, Fallica, Grimaldi, Iapicca, Miccichè, Pittelli, Pugliese, Soglia, Stagno d'Alcontres, Terranova».

La Camera,
premesso che:
in data 28 giugno 2008, è stato sottoscritto il cosiddetto accordo di Pracatinat relativo a «Punti di accordo per la progettazione della nuova linea e per le nuove politiche di trasporto per il territorio», integrato poi in data 23 gennaio 2009, con il «Primo atto aggiuntivo all'intesa generale quadro» tra il Governo nazionale e la regione Piemonte, che richiama e declina in scelte operative e finanziarie sia l'accordo di Pracatinat che il «Patto per lo sviluppo sostenibile del Piemonte»;
nel medesimo anno è stato avviato, su iniziativa della provincia di Torino, un piano strategico per il territorio interessato dalla direttrice Torino-Lione, con l'obiettivo di creare un efficace sistema di governance territoriale intorno ad una visione condivisa, al fine dell'elaborazione di efficaci strategie di coesione sociale e di sviluppo economico;
è doveroso rispettare quanto previsto nei suddetti accordi ed è necessario che l'intervento sulla direttrice ferroviaria sia accompagnato dall'attuazione del Piano strategico redatto dalla provincia di Torino e dalla disponibilità immediata di risorse finalizzate a garantire gli interventi relativi al nodo di Torino previsti dall'accordo Stato-regione;
il 20 ottobre 2010 la Camera dei deputati ha approvato la mozione presentata dal gruppo Lega Nord n. 1-00457, in riferimento alla nuova linea Torino-Lione, impegnandosi a predisporre per il Piemonte un piano di sviluppo sia infrastrutturale che intermodale per il completo utilizzo della nuova opera, nonché a garantire gli impegni presi fino alla realizzazione dell'opera, con particolare riferimento alla copertura finanziaria che richiede l'immediata erogazione di 20 milioni di euro quale anticipo per la copertura degli interventi di prima fase per la realizzazione della linea dei treni ad alta velocità. Inoltre, si è impegnato a monitorare tutte le fasi della realizzazione dell'opera, sia preliminari che definitive, affinché la salute dei cittadini e la tutela del territorio vengano preservate. Nella medesima seduta, sono state approvate anche altre quattro mozioni presentate dai gruppi che oggi compongono la maggioranza politica del Parlamento;
il Governo precedente ha rispettato le date di avvio e di prosecuzione dei lavori, comprendendo la necessità di dotare il Paese di un'infrastruttura che, oltre all'ammodernamento del sistema Paese, porta indubbi benefici per i territori in cui si colloca, considerando l'aumento della competitività del Piemonte e delle regioni attraversate e i nuovi posti di lavoro derivanti da nuovi insediamenti industriali e dallo sviluppo della logistica. A giugno 2011 sono iniziati i lavori del cantiere per il tunnel geognostico nella località di Chiomonte, in Valle di Susa, dove proseguono grazie al presidio attento e responsabile delle forze dell'ordine e nonostante gli attacchi troppo frequenti di alcuni violenti oppositori No Tav;
il Cipe ha approvato, ad agosto 2011, il progetto di realizzazione dei lavori, che saranno divisi in più fasi: si prevede la realizzazione della galleria di base e una modernizzazione della linea «storica» per consentire il passaggio della Tav senza realizzare per ora una seconda linea e rimandando invece il tutto al 2023, quando sarà valutata la necessità di realizzare una seconda linea in valle oppure mantenerne una sola mista, anche sulla base della reale crescita del traffico merci. Questa scelta di procedere per fasi comporta una serie di vantaggi economici: operando in questo modo, nell'arco di un decennio l'Italia dovrebbe investire poco meno di 3 miliardi di euro;
la firma del nuovo accordo internazionale fra Italia e Francia sulla ripartizione delle spese, che dovrebbe svolgersi il prossimo autunno, porterà l'Italia a ratificare una riduzione della quota a carico dell'Italia, rispondendo alle richieste dell'Unione europea,

impegna il Governo

a mettere in atto tutte le azioni necessarie, anche attraverso un congruo e immediato finanziamento di 100 milioni di euro, per realizzare gli interventi previsti dal «Piano strategico per il territorio interessato dalla direttrice Torino-Lione», in particolare quelli relativi al nodo di Torino previsti dall'accordo Stato-regione del 28 giugno 2008 (cosiddetto accordo di Pracatinat) e dall'atto aggiuntivo del 23 gennaio 2009.
(1-00961)
«Allasia, Cavallotto, Buonanno, Fogliato, Pastore, Simonetti, Dozzo, Lanzarin, Alessandri, Dussin, Togni, Crosio, Di Vizia, Montagnoli, Lussana, Fugatti, Fedriga, Bitonci, Bonino, Bragantini, Callegari, Caparini, Chiappori, Comaroli, Consiglio, D'Amico, Dal Lago, Fabi, Fava, Follegot, Gidoni, Goisis, Grimoldi, Isidori, Maggioni, Maroni, Martini, Meroni, Molgora, Laura Molteni, Nicola Molteni, Munerato, Negro, Paolini, Pini, Polledri, Rainieri, Reguzzoni, Rondini, Rivolta, Stefani, Stucchi, Torazzi, Vanalli, Volpi».

La Camera,
premesso che:
il Consiglio europeo, nella riunione del 9-10 dicembre 1994 a Essen, esaminò e condivise un elenco di 14 progetti prioritari nel settore dei trasporti, i cui lavori erano già iniziati o avrebbero dovuto iniziare entro la fine del 1996. Tra gli stessi, al n. 6 dell'allegato I al documento conclusivo della riunione, figura il «6. Treno ad alta velocità/trasporto combinato Francia-Italia F/I Lione-Torino-Torino-Milano-Venezia-Trieste». Nel 2005, poi, la Commissione europea ha compilato un ulteriore elenco di 30 progetti prioritari e il cui varo veniva fissato entro il 2010. Tra gli assi o progetti prioritari figura: «6-Asse ferroviario Lione-Trieste-Divaca/Kope-Divac-Lubiana-Budapest-confine ucraino», quale rete transeuropea;
con decisione n. 884/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione europea del 29 aprile 2004, con riguardo alla politica Trans european network-trasport (TEN-T), fu deciso, tra l'altro, lo spostamento alla fine del 2020 del termine, inizialmente individuato nel 2010, per l'attuazione dei progetti prioritari e la presentazione di un nuovo elenco di 30 progetti prioritari, anche tenendo conto dell'allargamento dell'Unione europea, che includeva i 14 assi o progetti prioritari già precedentemente individuati, tra i quali l'asse ferroviario «Lione-frontiera ucraina», TEN-T n. 6, all'interno del cui progetto sono collocate le tratte Lione-Torino e Torino-Trieste;
il progetto TEN-T n. 6 è una declinazione dell'arteria a rete multimodale rappresentata dal corridoio europeo n. 5, che collegherà Lisbona a Kiev, rispetto alla quale il ruolo dell'Italia è strategico. L'allargamento a oriente dell'Unione europea rende fondamentale per l'Italia svolgere quel ruolo, scongiurando l'alternativa, restando ai margini del corridoio 5, di collocarsi ai bordi dell'Europa stessa. Con il corridoio 5, in effetti, l'area mediterranea dell'Europa acquisisce una centralità rilevante nei processi di sviluppo, ponendosi, oltretutto, anche come alternativa alle direttrici nordiche, quale quella Rotterdam-Kiev, lungo l'asse ovest-est. La direttrice ferroviaria transpadana costituisce il fulcro dell'attraversamento meridionale del territorio dell'Unione europea;
il tratto transpadano del progetto prioritario recherà il beneficio del drastico abbattimento dei tempi di percorrenza complessivi, tra distanze che oggi richiedono tempi per la loro copertura di circa il doppio rispetto a quelli che, mediamente, residueranno dopo la realizzazione delle opere del TEN-T n. 6. Soprattutto, recherà il beneficio, riguardato con favore unanime, dell'implementazione della modalità di trasporto ferroviario, decisiva per abbattere i volumi di traffico stradale per il trasporto delle merci, in particolare, e anche per conseguire l'ulteriore beneficio ambientale, con la riduzione, conseguente alla variazione dei volumi trasportati in mutata modalità, degli inquinamenti, atmosferico e acustico. In proposito, è opportuno soggiungere che il progetto non vulnera l'ambiente nel quale è collocato, anche perché la sua realizzazione si sviluppa quasi interamente in galleria, dunque sotto terra, per oltre il 90 per cento del tracciato, circa 8 chilometri in superficie sui complessi circa 80 in territorio italiano. La sicurezza è l'altro aspetto in positivo rilievo con la realizzazione del progetto. Anche la competitività delle imprese è un tema in stretta connessione con i profili economici rivenienti dalla realizzazione delle tratte della dorsale padana del progetto prioritario n. 6, per il miglioramento sensibile dei fattori, in termini di tempo e di costi, che incidono sui trasporti delle merci;
il 29 gennaio 2001, sulla base della proposta della Commissione intergovernativa italo-francese, istituita a Parigi il 15 gennaio 1996 per la preparazione della realizzazione della linea ferroviaria fra Torino e Lione, è stato firmato a Torino un «Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica francese per la realizzazione di una nuova linea ferroviaria Torino-Lione», ratificato successivamente dal Parlamento francese con legge 28 febbraio 2002, n. 2002-91, e dal Parlamento italiano con legge 27 settembre 2002, n. 228, ed entrato in vigore il 1o maggio 2003;
la Commissione europea, con la decisione C(2008) 7733 del 5 dicembre 2008, ha approvato la concessione di un contributo finanziario a favore del progetto «Nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione, sezione internazionale, parte comune italo-francese»;
il collegamento Lione-Torino è compreso nell'intesa generale quadro tra Governo e regione Piemonte, sottoscritta l'11 aprile 2003, tra le «infrastrutture di preminente interesse nazionale» che interessano il territorio regionale e che rivestono carattere strategico per la medesima regione Piemonte e nella rimodulazione dell'intesa generale quadro tra Governo e regione Piemonte, approvata con deliberazione della giunta regionale in data 7 giugno 2011, ed è, altresì, incluso nell'aggiornamento 2009 del contratto di programma 2007-2011 tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete ferroviaria italiana s.p.a.;
al fine di assicurare l'opportuno coinvolgimento del territorio nella fasi di progettazione e realizzazione dell'opera, venne istituito, nel 2006, con le comunità locali, un Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione;
il 28 giugno 2008, nell'ambito delle attività dell'Osservatorio, venne raggiunto l'accordo cosiddetto di Pracatinat, nel quale hanno preso corpo le istanze e gli impegni dei soggetti coinvolti nel processo di intese, di confronto, di partecipazione e di osservazioni, di ascolti, in primo luogo di tutti i comuni interessati, a cominciare da quelli di Susa e Chiomonte, direttamente coinvolti da cantieri o da attività esecutive, di prospettazioni e di condivisione; l'attività volta alla concertazione e condivisione della soluzione progettuale è stata contrassegnata da circostanze, iniziative e momenti significativi. Nel 2007, per esempio, il Governo, proprio sulla scorta dell'impulso del territorio e dell'esito di lavori dell'Osservatorio, decise l'abbandono del progetto che prevedeva il tracciato dell'opera in sinistra Dora; sono stati pubblicati sette quaderni che affrontano e analizzano profili e questioni rilevanti dell'opera, illustrano le posizioni dell'Osservatorio e i punti con contrasto di opinioni; centinaia sono state le riunioni e le audizioni svolte. Conclusivamente, sul punto, si richiama il dato dei 112 comuni, di entrambi i Paesi, 87 quelli francesi, i cui territori sono interessati ai lavori della Nuova linea Torino-Lione (NlTL). Tra i comuni italiani, una dozzina avversano l'opera, ma tra quelli interessati dalla realizzazione di tratte in superficie e/o da cantieri, solo due, Chiusa San Michele e Sant'Ambrogio di Torino, per un totale di circa 6.500 abitanti, hanno manifestato contrarietà per i lavori. Si può, comunque, con tutta evidenza, anche alla stregua delle reiterate riprogettazioni del tracciato, sostenere che le scelte siano state partecipate, discusse, vagliate e condivise con la popolazione e con gli enti locali interessati e con ogni altro soggetto istituzionale, civile e sociale coinvolto; dunque, con un attento ascolto del territorio;
il Cipe, nella seduta del 3 agosto 2011, ha approvato il progetto preliminare del «Nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione, sezione internazionale, parte comune italo-francese, tratta in territorio italiano»;
il 28 settembre 2011, a Parigi, Italia e Francia hanno siglato un accordo per la ripartizione della spesa che prevede un accollo per l'Italia pari al 57,9 per cento dei costi e per la Francia al 42,1 per cento; la ripartizione, considerando l'intera parte comune del tracciato, è sostanzialmente equilibrata in parti eguali; la ripartizione dei costi è stata confermata dal nuovo accordo Torino-Lione del 30 gennaio 2012, firmato dalle autorità politiche italiana e francese, nel quale si è anche stabilito di procedere, come già disposto in sede Cipe, per fasi funzionali di esecuzione del progetto. Il costo complessivo della fase 1, pari a oltre 8 miliardi di euro, dovrebbe comportare un finanziamento per l'Italia di meno di 3 miliardi di euro e ottenere un finanziamento comunitario del 40 per cento,

impegna il Governo:

a porre in essere ogni opportuna iniziativa e ogni verifica, promuovendo in particolare l'acquisizione, in sede comunitaria, di riscontri e garanzie volte a ottenere la definitiva conferma della disponibilità dell'Unione europea al sostegno finanziario preventivato per la realizzazione dell'opera transfrontaliera e l'indicazione delle risorse dedicate;
ad assicurare i mezzi economici necessari per dare attuazione alla parte del progetto attinente al cosiddetto nodo di Torino previsti nell'accordo di Pracatinat e nell'atto aggiuntivo del 23 gennaio 2009.
(1-00965)
«Toto, Proietti Cosimi, Della Vedova».

La Camera,
premesso che:
nel quadro di sviluppo infrastrutturale delle reti di trasporto merci e passeggeri transeuropea TEN-T, il corridoio est-ovest costituisce uno degli assi principali di tutto il progetto e il segmento Torino-Lione ne rappresenta il cuore strategico ed essenziale;
l'Unione europea ha recentemente deciso di riconfermare la Torino-Lione fra le opere strategiche prioritarie per lo sviluppo infrastrutturale, economico e sociale dell'Europa occidentale, auspicandone il completamento dell'iter realizzativo nel tempo più spedito possibile;
l'opera è stata concertata con il territorio, attraverso una lunghissima anche se difficilissima (considerate le note e tristi vicende che ruotano da sempre attorno al tracciato) campagna di sensibilizzazione, ascolto e coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali e civici interessati, che nella stragrande maggioranza dei casi hanno considerato come la realizzazione dell'opera costituisca un investimento strategico per il futuro dell'Italia in termini di maggiore competitività, di abbattimento delle distanze e di prospettive di sviluppo;
il progetto preliminare approvato dal Cipe prevede una realizzazione per fasi funzionali dell'infrastruttura, con l'importo suddiviso per quote di competenza tra lo Stato italiano e quello francese;
nonostante le manovre di disturbo operate da sparute ma aggressive frange di movimenti No Tav, protagoniste di attacchi violenti e quasi eversivi contro la realizzazione dell'opera (il cui iter, comunque, rimane costantemente garantito dall'esemplare lavoro del presidio delle forze dell'ordine dislocate nel territorio interessato), i lavori sono iniziati nel mese di giugno 2011 e si attende la conclusione dell'iter di approvazione del progetto definitivo, con un'ulteriore valutazione di impatto ambientale, così da consentire l'apertura del cantiere entro il mese di novembre 2013;
ad ottobre 2010 la Camera dei deputati ha approvato all'unanimità quattro mozioni che impegnavano il Governo:
a) a confermare la valenza strategica della realizzazione della Nuova linea Torino-Lione (NlTL) come asse decisivo per i collegamenti europei, attraverso l'adozione di tutte le misure e gli atti necessari anche sulla base del lavoro condotto dall'osservatorio;
b) a garantire un adeguato piano finanziario con programmazione pluriennale che copra l'intero ammontare dell'opera;
c) a confermare i fondi - circa 200 milioni di euro - previsti nel primo atto aggiuntivo all'intesa generale quadro dell'11 aprile 2009, necessari a realizzare gli interventi prioritari di prima fase, avviando, al contempo, iniziative per l'assegnazione di risorse immediate per incentivare il trasporto modale e combinato;
d) ad assumere iniziative per garantire un primo stanziamento per la realizzazione delle opere previste dal piano strategico approvato dalla provincia di Torino e dalla regione Piemonte parallelamente all'avanzamento dell'opera;
il 3 agosto 2011 il Cipe ha approvato il progetto preliminare della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, progetto che prevede il cosiddetto fasaggio, ovvero la realizzazione per fasi dell'infrastruttura, con un rilevante risparmio sui costi. Si prevede, infatti, la realizzazione del tunnel di base, della stazione internazionale di Susa e l'interconnessione con la linea storica da Bussoleno ad Avigliana, rinviando in questo modo per alcuni anni i lavori di realizzazione del tunnel dell'Orsiera, nonché tutti gli interventi relativi al «nodo» di Torino (interconnnesione con l'interporto di Orbassano, la gronda merci di Corso Marche, il sistema ferroviario metropolitano);
è notizia di questi giorni l'ipotesi di una nuova convocazione del Cipe per sbloccare una parte dei fondi non ancora elargiti da destinare alla realizzazione delle opere accessorie necessarie previste dal piano strategico per la direttrice in questione e di misure per le compensazioni ambientali per i territori coinvolti, nonché per il potenziamento dei servizi e dei trasporti pubblici collegati all'opera;
il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti Passera hanno indicato, tra le priorità dell'azione del Governo, lo sviluppo infrastrutturale del Paese, annunciando con chiarezza il sostegno prioritario, chiaro e incondizionato del Governo alla realizzazione del corridoio Tav Torino-Lione e promettendo l'impegno massimo per mettere a disposizione tutte le risorse e i mezzi necessari per il completamento dell'opera in tempi certi,

impegna il Governo:

ad assumere iniziative volte a sbloccare i fondi necessari per finanziare le opere e gli interventi previsti dal piano strategico per il territorio interessato dalla direttrice Torino-Lione;
a definire un quadro complessivo chiaro della destinazione delle risorse sulle opere cofinanziate dagli altri organi istituzionali coinvolti nella realizzazione del progetto;
ad impegnarsi sul piano della comunicazione per diffondere e far crescere tra le popolazioni interessate la consapevolezza dei vantaggi e le ricadute in termini occupazionali ed economici che la realizzazione dell'opera comporterà inevitabilmente;
a prevedere misure e provvedimenti che tutelino le aziende locali, nel senso di favorirne maggiormente la partecipazione alla realizzazione dell'opera, garantendo l'affidamento dei lavori a chi opera sul territorio;
ad adottare iniziative al fine di evitare strumentalizzazioni della protesta dei cittadini, adottando fermamente ogni forma di repressione consentita nei confronti di quei gruppi di facinorosi che disturbano con atti violenti e dimostrativi l'azione quotidiana di avanzamento dell'iter realizzativo dell'opera.
(1-00966)
«Delfino, Calgaro, Galletti, Mereu, Compagnon, Libè, Occhiuto, Naro, Ciccanti, Volontè, Tassone».

La Camera,
premesso che:
la linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione è un progetto strategico non solo per il nostro Paese ma per i collegamenti tra il sud e il nord dell'Europa;
l'infrastruttura si rende necessaria per il trasporto di merci e persone in modo da rendere l'economia italiana, già vessata dalla crisi economica globale, più competitiva sullo scenario internazionale;
l'opera si configura come volano dell'economia nazionale in un quadro di estrema recessione;
anche sulla base di quanto concordato da intese bilaterali in ambito dell'Unione europea, è necessario che il nostro Paese rispetti il calendario dei lavori, ricordando che parte del progetto è finanziato dall'Unione Europea,

impegna il Governo:

a presentare il cronoprogramma preciso dell'opera comprendente un dettagliato elenco delle fonti di finanziamento;
ad assumere tutte le iniziative che, anche alla luce delle violente proteste delle scorse settimane in Val di Susa, garantiscano la fattibilità dell'opera d'interesse nazionale e trans-nazionale, nonché la tutela delle imprese e delle maestranze impegnate nei cantieri della Tav della linea ferroviaria Torino-Lione.
(1-00977)
«Marmo, Siliquini, Grassano, Moffa, Calearo Ciman, D'Anna, Gianni, Guzzanti, Lehner, Milo, Mottola, Orsini, Pionati, Pisacane, Polidori, Razzi, Romano, Ruvolo, Scilipoti, Stasi, Taddei».

La Camera,
premesso che:
il 20 ottobre 2010 la Camera dei deputati ha approvato all'unanimità quattro mozioni che impegnavano il Governo, tra l'altro, a confermare la valenza strategica della realizzazione della nuova linea Torino-Lione (NLTL) come asse decisivo per i collegamenti europei, attraverso l'adozione di tutte le misure e gli atti necessari anche sulla base del lavoro condotto dall'Osservatorio; a garantire un adeguato piano finanziario con programmazione pluriennale che copra l'intero ammontare dell'opera; a confermare i fondi - circa 200 milioni di euro - previsti nel primo atto aggiuntivo all'Intesa Generale Quadro dell'11 aprile 2009, necessari a realizzare gli interventi prioritari di prima fase, e cioè, il trasferimento modale e il potenziamento e ammodernamento del trasporto locale, avviando al contempo iniziative per l'assegnazione di risorse immediate per incentivare il trasporto modale e combinato; ad assumere iniziative per garantire un primo stanziamento per la realizzazione delle opere previste dal piano strategico approvato dalla provincia di Torino e dalla regione Piemonte parallelamente all'avanzamento dell'opera;
nel mese di giugno 2011 nella località di Chiomonte, in Valle di Susa, sono iniziati i lavori per l'installazione del cantiere di realizzazione della galleria geognostica, destinata a diventare la «discenderia» della Torino-Lione sul versante italiano;
i lavori nel cantiere proseguono nel pieno rispetto del cronoprogramma, grazie al presidio delle forze dell'ordine che con efficacia e senso di responsabilità fino ad oggi hanno respinto gli attacchi condotti da frange minoritarie violente del movimento No Tav;
il 3 agosto 2011 il CIPE ha approvato il progetto preliminare della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, progetto che prevede il cosiddetto «fasaggio», ovvero la realizzazione per fasi dell'infrastruttura, con un rilevante risparmio sui costi. Si prevede, infatti, la realizzazione del tunnel di base, della stazione internazionale di Susa e l'interconnessione con la linea storica da Bussoleno ad Avigliana, rinviando in questo modo per alcuni anni i lavori di realizzazione del tunnel dell'Orsiera, nonché tutti gli interventi relativi al «nodo» di Torino (interconnesione con l'interporto di Orbassano, la gronda merci di Corso Marche, il sistema ferroviario metropolitano);
nel mese di settembre 2011 si è svolta la riunione del comitato intergovernativo tra Italia e Francia per la firma del nuovo accordo internazionale sulla ripartizione delle spese, con la riduzione della quota a carico dell'Italia dal 63 al 60 per cento con la ratifica di tale accordo tutte le condizioni richieste dalla Comunità europea saranno rispettate;
entro il 31 dicembre 2013 è prevista la conclusione dell'iter di approvazione del progetto definitivo, con un'ulteriore valutazione di impatto ambientale, così da consentire l'apertura del cantiere entro il mese di novembre del 2013,

impegna il Governo:

ad assumere tutte le iniziative necessarie per dare attuazione all'Accordo tra il Governo italiano e quello francese, nel quadro della programmazione europea della rete «connecting europe» per la realizzazione e l'esercizio della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione (compresi i nodi di St. Jean de Maurienne e di Susa con le relative stazioni internazionali passeggeri vocate al turismo) considerato che per l'attuazione del succitato Accordo, firmato a Roma il 30 gennaio 2012, il Governo ha manifestato l'intenzione di presentare nel più breve tempo possibile un apposito disegno di legge di ratifica;
a dare concreta attuazione alle misure di inserimento territoriale e ambientale della linea (a partire dai cantieri di Chiomonte e di Susa) utilizzando le risorse previste dalla legislazione nazionale in conto compensazioni, per finanziare un piano organico di interventi di accompagnamento alle comunità locali che, partendo dal piano strategico della provincia di Torino ed utilizzando anche le opportunità offerte dalla legge regionale n. 4 del 2011 (legge cantieri - sviluppo e territorio) individui, attraverso il lavoro istruttorio dell'osservatorio, un quadro di priorità operative per l'allocazione delle risorse secondo un criterio di proporzionalità tra impatti subiti e benefici erogati considerato altresì che tali interventi integrano quelli previsti per il nodo di Torino nell'Accordo Stato-regione del 28 giugno 2008 e dall'Atto aggiuntivo del 23 gennaio 2009 per il miglioramento del servizio ferroviario passeggeri, con particolare riferimento al servizio ferroviario metropolitano la cui linea FM3 interessa la direttrice della Valle di Susa e per l'avvio di misure di sostegno del riequilibrio modale nel settore delle merci ed il potenziamento della logistica con riferimento ai primi lotti operativi della realizzanda Piattaforma di Orbassano;
a reperire, in tempo utile, gli ulteriori fondi necessari finalizzati agli interventi di accompagnamento e inserimento della nuova linea Torino-Lione, con particolare riferimento alla sezione transfrontaliera e ai comuni sede di cantiere.
(1-00980)
«Esposito, Osvaldo Napoli, Allasia, Delfino, Toto, Misiti, Marmo, Alessandri, Aracu, Bernardo, Bertolini, Bianconi, Bitonci, Boccuzzi, Bonino, Bragantini, Buonanno, Calgaro, Callegari, Cambursano, Caparini, Cavallotto, Chiappori, Ciccanti, Cicu, Cilluffo, Comaroli, Compagnon, Consiglio, Crosio, D'Amico, Dal Lago, Della Vedova, Di Biagio, Di Vizia, Dozzo, Dussin, Fabi, Fallica, Fava, Fedriga, Fiano, Fiorio, Fogliato, Follegot, Gregorio Fontana, Fugatti, Galletti, Ghiglia, Gidoni, Goisis, Grimaldi, Grimoldi, Iapicca, Isidori, Laffranco, Lanzarin, Libè, Lucà, Lussana, Maggioni, Maroni, Marsilio, Martini, Mereu, Giorgio Merlo, Meroni, Miccichè, Molgora, Laura Molteni, Nicola Molteni, Montagnoli, Munerato, Naro, Negro, Occhiuto, Paolini, Pastore, Pianetta, Picchi, Pini, Pittelli, Polledri, Porcino, Portas, Proietti Cosimi, Pugliese, Rainieri, Reguzzoni, Rivolta, Rondini, Rossomando, Saltamartini, Santelli, Scanderebech, Simonetti, Soglia, Stagno d'Alcontres, Stefani, Stucchi, Tassone, Terranova, Togni, Torazzi, Vanalli, Vernetti, Volontè, Volpi».

La Camera,
premesso che:
il 20 ottobre 2010 la Camera dei deputati ha approvato all'unanimità quattro mozioni che impegnavano il Governo, tra l'altro, a confermare la valenza strategica della realizzazione della nuova linea Torino-Lione (NLTL) come asse decisivo per i collegamenti europei, attraverso l'adozione di tutte le misure e gli atti necessari anche sulla base del lavoro condotto dall'Osservatorio; a garantire un adeguato piano finanziario con programmazione pluriennale che copra l'intero ammontare dell'opera; a confermare i fondi - circa 200 milioni di euro - previsti nel primo atto aggiuntivo all'Intesa Generale Quadro dell'11 aprile 2009, necessari a realizzare gli interventi prioritari di prima fase, e cioè, il trasferimento modale e il potenziamento e ammodernamento del trasporto locale, avviando al contempo iniziative per l'assegnazione di risorse immediate per incentivare il trasporto modale e combinato; ad assumere iniziative per garantire un primo stanziamento per la realizzazione delle opere previste dal piano strategico approvato dalla provincia di Torino e dalla regione Piemonte parallelamente all'avanzamento dell'opera;
nel mese di giugno 2011 nella località di Chiomonte, in Valle di Susa, sono iniziati i lavori per l'installazione del cantiere di realizzazione della galleria geognostica, destinata a diventare la «discenderia» della Torino-Lione sul versante italiano;
i lavori nel cantiere proseguono nel pieno rispetto del cronoprogramma, grazie al presidio delle forze dell'ordine che con efficacia e senso di responsabilità fino ad oggi hanno respinto gli attacchi condotti da frange minoritarie violente del movimento No Tav;
il 3 agosto 2011 il CIPE ha approvato il progetto preliminare della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, progetto che prevede il cosiddetto «fasaggio», ovvero la realizzazione per fasi dell'infrastruttura, con un rilevante risparmio sui costi. Si prevede, infatti, la realizzazione del tunnel di base, della stazione internazionale di Susa e l'interconnessione con la linea storica da Bussoleno ad Avigliana, rinviando in questo modo per alcuni anni i lavori di realizzazione del tunnel dell'Orsiera, nonché tutti gli interventi relativi al «nodo» di Torino (interconnesione con l'interporto di Orbassano, la gronda merci di Corso Marche, il sistema ferroviario metropolitano);
nel mese di settembre 2011 si è svolta la riunione del comitato intergovernativo tra Italia e Francia per la firma del nuovo accordo internazionale sulla ripartizione delle spese, con la riduzione della quota a carico dell'Italia dal 63 al 60 per cento con la ratifica di tale accordo tutte le condizioni richieste dalla Comunità europea saranno rispettate;
entro il 31 dicembre 2013 è prevista la conclusione dell'iter di approvazione del progetto definitivo, con un'ulteriore valutazione di impatto ambientale, così da consentire l'apertura del cantiere entro il mese di novembre del 2013,

impegna il Governo:

ad assumere tutte le iniziative necessarie per dare attuazione all'Accordo tra il Governo italiano e quello francese, nel quadro della programmazione europea della rete «connecting europe» per la realizzazione e l'esercizio della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione (compresi i nodi di St. Jean de Maurienne e di Susa con le relative stazioni internazionali passeggeri vocate al turismo) considerato che per l'attuazione del succitato Accordo, firmato a Roma il 30 gennaio 2012, il Governo ha manifestato l'intenzione di presentare nel più breve tempo possibile un apposito disegno di legge di ratifica;
a dare concreta attuazione alle misure di inserimento territoriale e ambientale della linea (a partire dai cantieri di Chiomonte e di Susa) utilizzando le risorse previste dalla legislazione nazionale in conto compensazioni, per finanziare un piano organico di interventi di accompagnamento alle comunità locali che in accordo con la regione e gli enti territoriali ed utilizzando anche le opportunità offerte dalla legge regionale n. 4 del 2011 (legge cantieri - sviluppo e territorio) individui, attraverso il lavoro istruttorio dell'osservatorio, un quadro di priorità operative per l'allocazione delle risorse secondo un criterio di proporzionalità tra impatti subiti e benefici erogati considerato altresì che tali interventi integrano quelli previsti per il nodo di Torino nell'Accordo Stato-regione del 28 giugno 2008 e dall'Atto aggiuntivo del 23 gennaio 2009 per il miglioramento del servizio ferroviario passeggeri, con particolare riferimento al servizio ferroviario metropolitano la cui linea FM3 interessa la direttrice della Valle di Susa e per l'avvio di misure di sostegno del riequilibrio modale nel settore delle merci ed il potenziamento della logistica con riferimento ai primi lotti operativi della realizzanda Piattaforma di Orbassano;
a reperire, in tempo utile, gli ulteriori fondi necessari finalizzati agli interventi di accompagnamento e inserimento della nuova linea Torino-Lione, con particolare riferimento alla sezione transfrontaliera e ai comuni sede di cantiere.
(1-00980)
(Testo modificato nel corso della seduta) «Esposito, Osvaldo Napoli, Allasia, Delfino, Toto, Misiti, Marmo, Alessandri, Aracu, Bernardo, Bertolini, Bianconi, Bitonci, Boccuzzi, Bonino, Bragantini, Buonanno, Calgaro, Callegari, Cambursano, Caparini, Cavallotto, Chiappori, Ciccanti, Cicu, Cilluffo, Comaroli, Compagnon, Consiglio, Crosio, D'Amico, Dal Lago, Della Vedova, Di Biagio, Di Vizia, Dozzo, Dussin, Fabi, Fallica, Fava, Fedriga, Fiano, Fiorio, Fogliato, Follegot, Gregorio Fontana, Fugatti, Galletti, Ghiglia, Gidoni, Goisis, Grimaldi, Grimoldi, Iapicca, Isidori, Laffranco, Lanzarin, Libè, Lucà, Lussana, Maggioni, Maroni, Marsilio, Martini, Mereu, Giorgio Merlo, Meroni, Miccichè, Molgora, Laura Molteni, Nicola Molteni, Montagnoli, Munerato, Naro, Negro, Occhiuto, Paolini, Pastore, Pianetta, Picchi, Pini, Pittelli, Polledri, Porcino, Portas, Proietti Cosimi, Pugliese, Rainieri, Reguzzoni, Rivolta, Rondini, Rossomando, Saltamartini, Santelli, Scanderebech, Simonetti, Soglia, Stagno d'Alcontres, Stefani, Stucchi, Tassone, Terranova, Togni, Torazzi, Vanalli, Vernetti, Volontè, Volpi».