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Resoconto dell'Assemblea

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XVI LEGISLATURA

Allegato B

Seduta di mercoledì 5 novembre 2008

TESTO AGGIORNATO AL 18 NOVEMBRE 2008

ATTI DI INDIRIZZO

Mozione:

La Camera,
premesso che:
si sta vivendo una fase di emergenza che dall'economia finanziaria, data la dimensione e la diffusione dei soggetti coinvolti, si sta rapidamente estendendo all'economia reale, attivando un circolo vizioso dal quale ancora non si vede via d'uscita. La mancanza di fiducia si sta espandendo: le imprese cominciano ad avvertire la stretta creditizia, i piani di investimento sono tagliati, i consumi ristagnano e probabilmente si indeboliranno ulteriormente. Vi sono tutte le premesse per una rapida e consistente caduta della domanda aggregata;
per l'area euro lo scenario è segnato da un azzeramento della crescita nel 2009. In Italia la crescita del PIL nel 2009 sarà probabilmente negativa, per la prima volta da anni, con stime che oscillano tra -0,1 (FMI) e -0,8 (ref), perché il nostro paese si è trovato ad essere travolto dalla bufera finanziaria mondiale mentre già stava sperimentando un rallentamento ciclico: gli indicatori congiunturali riferiti ai periodi precedenti la crisi segnalavano una crescita già compromessa su cui si vanno ad innestare gli effetti dello sfavorevole scenario internazionale;
uno snodo sarà rappresentato dalla modesta, se non negativa, evoluzione del reddito disponibile delle famiglie, influenzata non solo dall'insufficiente dinamica di salari, stipendi e pensioni, ma anche dall'automatico aumento dell'imposta personale connesso al «drenaggio fiscale» e dal rischio che molte persone, nei prossimi mesi, perdano il loro posto di lavoro e non vengano compensate da un'adeguata copertura sociale ed assicurativa, a causa della incompletezza del nostro sistema di welfare nei confronti di alcuni settori produttivi, così come di alcune tipologie di contratto di lavoro;
uno snodo altrettanto importante è il rischio di contrazioni nella disponibilità di credito, soprattutto a carico delle piccole e medie imprese e delle imprese del Mezzogiorno, le quali hanno perduto, con la manovra finanziaria triennale della scorsa estate, lo strumento del credito d'imposta automatico sui nuovi investimenti;
intanto l'inflazione tendenziale è superiore alla media europea: essa non è ascrivibile né alla domanda interna né alle retribuzioni e quindi si scarica sui redditi medi e bassi. L'Istituto nazionale di statistica stima che l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), relativo al mese di ottobre 2008, presenti una variazione di + 3,5 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno precedente;
malgrado il Governo abbia riconosciuto che l'Italia si trova in una fase di emergenza economica (tanto da rivedere al ribasso le stime di crescita del PIL per l'anno in corso e per i prossimi), la Nota di aggiornamento al DPEF mantiene sostanzialmente inalterati gli obiettivi rispetto al DPEF di giugno, fingendo che nulla sia accaduto negli ultimi mesi, ad esempio confermando un obiettivo di inflazione programmata all'1,5 per cento per il 2009 e così scaricando, attraverso i rinnovi contrattuali, soltanto sui lavoratori l'onere degli aggiustamenti;
sempre la Nota di aggiornamento mantiene per tutto il periodo di previsione un livello molto elevato di pressione fiscale, che solo a partire dal 2012 scenderà sotto il 43 per cento, con una ricomposizione del gettito che vede aumentare le entrate da imposte dirette e diminuire quelle da imposte indirette, accentuando così una storica distorsione strutturale del sistema fiscale italiano al confronto con quello degli altri paesi dell'Unione europea. L'aumento del gettito derivante dalle imposte dirette prefigura un ulteriore appesantimento

del carico gravante sui redditi da lavoro e da pensione, già duramente colpiti dall'aumento dell'inflazione dei mesi passati, accentuando l'effetto depressivo della strategia economica del Governo;
il disegno di legge finanziaria è coerente con la politica economica sin qui seguita dal Governo e pertanto non contiene misure a sostegno della crescita, mentre sarebbe necessario rivedere la scelta di concentrare tutta l'azione economico-finanziaria nel decreto-legge n. 112, che poggiava su una dinamica del PIL decisamente migliore, seppur modesta, +0,9 per cento nel 2009 rivisto poi a +0,5 per cento nella Nota di aggiornamento, predisponendo ulteriori interventi legislativi che contrastino la fase di recessione economica in atto;
recentemente le autorità europee hanno annunciato uno sforzo comune per fermare la crisi finanziaria. Nelle circostanze attuali, tuttavia, non è scontato che la politica monetaria da sola riesca a contrastare la caduta della domanda aggregata. Se la stretta creditizia e la mancanza di fiducia riducono la spesa per investimenti e consumi, l'onere di sostenere l'economia dovrà coinvolgere anche la politica fiscale;
in generale, in Europa e negli Stati Uniti si apriranno spazi all'operare degli stabilizzatori automatici o a politiche fiscali di segno espansivo. Tali politiche stanno già tornando in campo, ma in modo ancora non coordinato (si veda la decisione della Francia di rinviare la scadenza per il pareggio di bilancio). È, invece, indispensabile il coordinamento delle politiche di bilancio anticicliche per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie e la crescita. Alcuni spazi si sono aperti già con il Consiglio Ecofin del 7 ottobre 2008, che ha stabilito che l'applicazione del patto di stabilità e crescita debba riflettere le attuali circostanze eccezionali, in conformità alle disposizioni del patto stesso;
a Bruxelles, dati i problemi presenti in tutti i paesi membri, vi sono le condizioni per procedere sul percorso di coordinamento delle politiche di bilancio finalizzato ad un intervento concertato e contestuale di riduzione delle imposte, che darebbe un immediato sostegno alla domanda interna e alla crescita e avrebbe effetti moltiplicativi significativi, considerato il livello di integrazione tra i paesi, poiché ciascuno di essi vende oltre la metà delle proprie esportazioni ad un altro paese membro. L'intervento non comprometterebbe gli obiettivi di bilancio di medio periodo in quanto stimolerebbe crescita e gettito, non sarebbe alternativo ad altre proposte in campo, orientate a sostenere la spesa in conto capitale, ma è l'unico in grado di produrre effetti nel breve periodo;
data la necessità di un intervento diffuso a livello europeo, come esattamente usare la politica fiscale per sostenere la domanda dipende dalle circostanze di ogni paese. È possibile migliorare il rapporto deficit/Pil puntando ad innalzare, con la politica di bilancio, il denominatore (Pil), mentre ostinarsi sul numeratore potrebbe rivelarsi controproducente attraverso un inasprimento degli effetti depressivi. Nel nostro paese occorrerebbe allentare la pressione fiscale, soprattutto sui redditi da lavoro e da pensione medio-bassi, cioè quelli che più subiscono il costo della recessione e, allo stesso tempo, sostenendo i quali la manovra sarebbe più efficace, perché i bassi redditi hanno una propensione al consumo elevata;
sarebbe necessario, inoltre, individuare e attuare subito misure volte a sostenere il reddito degli «incapienti», cioè di coloro che hanno un reddito così basso da non poter beneficiare da una riduzione dell'imposta sul reddito perché sono esenti;
sarebbe necessario, e oltremodo urgente, estendere in modo universale la copertura assicurativa dal rischio di disoccupazione, per evitare che l'incalzare della crisi e l'aumento della disoccupazione si ripercuota in modo drammatico sulle condizioni sociali di vasti strati di

famiglie e quindi sulla loro capacità di consumo;
queste misure hanno il vantaggio di agire su entrambi i lati, della domanda e dell'offerta: incrementano la domanda perché sono rivolti alle famiglie con la più alta propensione al consumo e incrementano l'offerta perché inducono le persone a lavorare di più senza aumentare il costo del lavoro per le imprese. E poiché queste misure potrebbero ridurre l'economia sommersa, avrebbero effetti limitati sul bilancio dello Stato;
senza intervenire su tali nodi, le previsioni di pareggio di bilancio pubblico al 2011 rimarranno sulla carta. Anzi, si rischia di innescare un circolo vizioso tra misure depressive e minori entrate per i bilanci pubblici,

impegna il Governo:

a sollecitare i partner dell'eurogruppo a varare una politica di bilancio coordinata ed adeguata alle condizioni del ciclo finalizzata alla realizzazione di un intervento concertato e contestuale di riduzione della pressione fiscale sulle famiglie in tutti i paesi membri;
coerentemente, a rimodulare il percorso di raggiungimento del pareggio del bilancio delle pubbliche amministrazioni, destinando le risorse liberate a misure di sostegno della domanda interna;
ad attuare tali misure mediante la riduzione delle imposte gravanti sui redditi da lavoro e da pensione, da realizzarsi innalzando le detrazioni fiscali, un incentivo finanziario riconosciuto in modo automatico in grado di raggiungere una vasta platea di cittadini, per un importo medio di 400 euro annui;
qualora la detrazione sia di ammontare superiore all'imposta dovuta, a riconoscere un credito di ammontare pari alla quota di detrazione che non ha trovato capienza nella imposta stessa;
a riconoscere la detrazione già nel 2008, attraverso la corresponsione dello sgravio in un'unica soluzione in corrispondenza del pagamento della 13a mensilità;
ad utilizzare i margini resi disponibili dalla rimodulazione degli aggregati a medio termine di finanza pubblica per coprire adeguatamente l'estensione, anche soltanto transitoria e straordinaria, della protezione sociale a sostegno delle, persone che perdono il lavoro.
(1-00057)
«Veltroni, Soro, Sereni, Bressa, Baretta, Fluvi, Bersani, Franceschini, Damiano, Letta, Ventura, Giachetti, Quartiani, Agostini, Albonetti, Amici, Argentin, Bachelet, Barbi, Bellanova, Benamati, Berretta, Bindi, Binetti, Bobba, Bocci, Boccia, Boccuzzi, Boffa, Bonavitacola, Bordo, Bossa, Braga, Brandolini, Bratti, Bucchino, Burtone, Calearo Ciman, Calgaro, Calvisi, Capano, Capodicasa, Cardinale, Carella, Enzo Carra, Marco Carra, Castagnetti, Causi, Cavallaro, Ceccuzzi, Cenni, Cesario, Ciriello, Codurelli, Colaninno, Colombo, Concia, Corsini, Coscia, Cuomo, Cuperlo, Dal Moro, D'Alema, D'Antona, D'Antoni, De Biasi, De Micheli, De Pasquale, De Torre, D'Incecco, Duilio, Esposito, Fadda, Gianni Farina, Farinone, Fassino, Fedi, Ferranti, Ferrari, Fiano, Fiorio, Fioroni, Fogliardi, Fontanelli, Froner, Gaglione, Garavini, Garofani, Gasbarra, Gatti, Genovese, Gentiloni Silveri, Ghizzoni, Giacomelli, Ginefra, Ginoble, Giovanelli, Gnecchi, Gozi, Grassi, Graziano, Iannuzzi, La Forgia, Laganà Fortugno, Lanzillotta, Laratta, Lenzi, Levi, Lo Moro, Lolli, Losacco, Lovelli, Lucà, Lulli, Luongo, Lusetti, Madia, Mantini, Maran, Marantelli, Marchi, Marchignoli, Marchioni, Margiotta, Mariani, Cesare Marini, Marrocu, Martella, Pierdomenico Martino, Mastromauro, Mattesini, Mazzarella, Melandri, Melis, Giorgio Merlo, Merloni, Meta, Migliavacca, Miglioli, Minniti, Miotto, Misiani, Mogherini Rebesani, Morassut, Mosca, Mosella, Motta, Murer, Naccarato, Nannicini, Narducci, Nicolais, Oliverio, Andrea Orlando, Arturo Mario Luigi Parisi, Pedoto, Peluffo, Mario Pepe (PD), Pes, Piccolo, Picierno, Pistelli, Pizzetti, Pollastrini, Pompili, Porta, Portas, Rampi, Realacci, Recchia, Ria, Rigoni, Rosato, Rossa, Rossomando, Rubinato, Rugghia, Russo Antonino, Samperi, Sanga, Sani, Santagata, Sarubbi, Sbrollini, Scarpetti, Schirru, Servodio, Siragusa, Sposetti, Strizzolo, Tempestini, Tenaglia, Federico Testa, Tidei, Tocci, Touadi, Trappolino, Tullo, Livia Turco, Vaccaro, Vannucci, Vassallo, Velo, Verini, Vernetti, Vico, Villecco Calipari, Viola, Zaccaria, Zampa, Zucchi, Zunino».

Risoluzione in Commissione:

La VII Commissione,
premesso che:
nel corso dell'esame della Manovra economica dell'estate del 2008, in data 23 luglio sono stati accolti dal Governo gli ordini del giorno 9/1386/82 e 9/13867/233 Stucchi, Jannone, Napoli, riguardanti la prosecuzione del progetto SHARE (Station at High Altitude for Research on the Envinronment), realizzato sotto l'egida dell'Agenzia per l'ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) e curato dal CNR tramite il Comitato Ev-K2-CNR;
SHARE è promosso e attuato dall'organizzazione Ev-K2-CNR in collaborazione con enti di ricerca italiani e internazionali, in accordo con l'agenzia per l'ambiente delle Nazioni Unite-UNEP;
SHARE risponde alle esigenze espresse dagli Enti Internazionali/Intergovernativi che si occupano di adattamento ai cambiamenti climatici e ricerca ambientale, tra cui le Nazioni Unite, in particolare l'UNEP e l'UNFCCC, il WMO, l'IGBP ed il GEO, la partnership interistituzionale voluta dal G8 per la promozione delle osservazioni terrestri a sostegno dei decisori. SHARE è già incluso nei programmi promossi dai succitati Enti, tra cui ABC, GAW, IGAC, GEWX/CEOP, ed altri, come AERONET (NASA) e EUSAAR (UE);
SHARE, attuato sul territorio nazionale, in misura di una stazione per Regione, oltre che fornire, come auspicato dall'UNEP, importanti dati alle reti che si occupano di clima e trasporto degli inquinanti atmosferici nell'area mediterranea e a livello internazionale, potrà avere una ricaduta in termini concreti nelle risposte che gli enti nazionali e regionali saranno chiamati a fornire, in vista dell'adozione della Direttiva 2008/50/CE relativa alla: «qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa», in tema di monitoraggio climatico e ambientale delle aree extraurbane e rurali, ivi comprese quelle montane che rappresentano il 40 per cento del territorio italiano, fornendo in tal modo ulteriori significativi dati a supporto delle politiche nazionali;
SHARE rappresenta anche un contributo allo sviluppo tecnologico industriale competitivo, nel settore degli strumenti e applicazioni tecnologiche innovative a basso consumo energetico e per l'acquisizione e la trasmissione di dati da aree remote;
SHARE-Everest rappresenta una delle attività di punta della celebrazione dell'Anno Internazionale del Pianeta Terra proclamato dalle Nazioni Unite, e ha ottenuto, oltre all'Alto Patronato, anche il plauso per l'attività svolta e l'incoraggiamento per un suo potenziamento da parte del Presidente della Repubblica italiana e del Presidente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. SHARE è stato cooptato recentemente nel progetto GEO promosso dal G8, nonché citato positivamente nelle recenti dichiarazioni del Ministro degli affari esteri in tema di collaborazione scientifica internazionale sui cambiamenti climatici. Significativo peraltro il suo inserimento da parte del comune di Milano tra progetti per l'Expo 2015,

impegna il Governo

a valorizzare ed incentivare lo sviluppo del progetto SHARE in ambito nazionale ed internazionale, anche in vista degli impegni italiani in tema ambientale per il prossimo G8 ed in previsione dell'Expo 2015, tenendo conto del contributo straordinario assegnato al CNR e da destinare alla predetta iniziativa.
(7-00069)
«Frassinetti, Aprea, Granata, Barbaro, Caldoro, Goisis, Grimoldi, Lolli, Pes, Zazzera, De Pasquale, Antonino Russo, De Torre, Ghizzoni».

TESTO AGGIORNATO AL 27 NOVEMBRE 2008

...

ATTI DI CONTROLLO

PRESIDENZA
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per sapere - premesso che:
il Rapporto 2008 sulla povertà e l'esclusione sociale in Italia, presentato il 15 ottobre scorso a Roma da Caritas Italiana e Fondazione Zancan di Padova, riscontra che il 13 per cento della popolazione italiana è costretto a sopravvivere con meno di metà del reddito medio italiano, ossia con meno di 500-600 euro al mese, rappresentando una delle più alte percentuali di popolazione a rischio povertà nell'Europa dei 15;
in detto rapporto si evince che risulta povero il 30,2 per cento delle famiglie con tre o più figli, e il 48,9 per cento di queste famiglie vive nel Mezzogiorno (al 2006, ultimi dati disponibili), per cui avere più figli in Italia comporta un maggiore rischio di povertà, con una penalizzazione non solo per i genitori che si assumono questa responsabilità, ma soprattutto per i figli, costretti a una crescita con meno opportunità;
nell'Europa dei 15, l'Italia, dopo la Grecia, è il Paese in cui i trasferimenti sociali hanno il minor impatto nel ridurre la povertà, pari a 4 punti percentuali, al

contrario di Paesi come Svezia, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Germania e Irlanda dove si riesce a ridurre del 50 per cento il rischio di povertà;
nel 2007, secondo il ministero dell'Economia e delle finanze, le istituzioni pubbliche hanno erogato prestazioni a fini sociali pari a 366.8782 milioni di euro, di cui il 66,3 per cento, pari a 243.139 milioni di euro, per pensioni (+5,2 per cento rispetto all'anno precedente). Lo squilibrio funzionale è evidente se si considera l'incidenza percentuale sul Pil, infatti la spesa per la previdenza incide per il 15,8 per cento (15,6 per cento nel 2006), quella per la sanità per il 6,2 per cento (6,4 per cento nel 2006), e quella per l'assistenza sociale per l'1,9 per cento (lo stesso valore del 2006);
nel sito del partito Popolo della libertà nelle priorità del programma elettorale del partito si legge, nella sezione dedicata alla famiglia, «vogliamo riprendere e rilanciare le iniziative fiscali, di sostegno di promozione delle famiglie perché siamo convinti che più forte è la famiglia, più forte è l'Italia» (fonte http://prioritaprogramma.votaberlusconi.it/famiglia/);
la finanziaria 2009 prevede un taglio del 32 per cento al fondo per le famiglie, come confermato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia, on. Carlo Giovanardi, che è intervenuto alla Comissione Affari sociali della Camera, che sta esaminando la Finanziaria, ovvero il disegno di legge n.1713 relativo alla legge finanziaria e il disegno di legge n.1714 per il bilancio dello Stato annuale e triennale;
lo stesso Sottosegretario ha spiegato che saranno danneggiati in particolare i consultori familiari, che non avranno finanziamenti, le tariffe sociali delle bollette per servizi delle famiglie numerose e la riqualificazione degli assistenti familiari, mentre sarà salvaguardato il solo piano asili nido. I tagli sono frutto della crisi economica, ma anche della decisione del governo di generalizzare l'abolizione dell'ICI a tutti i possessori della prima casa e del varo del piano-casa;
anche la social card, finanziata per l'anno 2008 e 2009, sarà probabilmente vittima dei tagli, a causa dell'impossibilità di reperire risorse per riproporla negli anni successivi;
il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, in audizione in Senato ha precisato che «calano i consumi delle famiglie sotto il peso dell'erosione del reddito disponibile, a causa dell'inflazione e dell'aumento del servizio al debito» e ritiene urgente «nel breve termine, ripristinare il clima di fiducia di cittadini e mercati» -:
se non si ritenga opportuno intervenire con urgenti iniziative normative, al fine di salvaguardare non solo banche e imprese, ma anche il tessuto sociale primario costituito dalle famiglie;
se non si intenda investire nel breve periodo nella famiglia attraverso strumenti di reale politica familiare, quale una più equa parametrazione degli indicatori ISEE in modo che tengano effettivamente conto della numerosità del nucleo familiare, una ulteriore detrazione fiscale di 100 euro per ogni figlio a carico limitatamente alle famiglie con almeno tre figli e la detrazione fiscale delle spese sostenute dalle famiglie per l'assistenza ai bambini e agli anziani, ricorrendo, se necessario, alla confisca dei montepremi non riscossi del Superenalotto e degli altri giochi di stato.
(2-00206)
«Bobba, Soro, Calgaro, Mosella».

Interrogazione a risposta orale:

COSENZA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
l'Italia, grazie al suo patrimonio storico e culturale, alle sue innumerevoli bellezze naturali e artistiche generosamente

presenti nell'arte, nei paesaggi, nelle coste, si presenta come un Paese a forte e comprovata vocazione turistica;
nonostante questa favorevole opportunità, non siamo ancora riusciti a far diventare il turismo un volano essenziale dello sviluppo economico e sociale del nostro territorio;
al contrario, stiamo perdendo terreno nei confronti dei nostri principali competitori europei come la Francia e la Spagna, intervenute a sostegno del turismo con politiche appropriate, progetti unitari e coordinati a livello nazionale che hanno consentito la messa a sistema e la razionalizzazione delle risorse investite, hanno promosso importanti campagne nazionali integrate di comunicazione turistica ed hanno assicurato a questo importante segmento dell'economia idonee agevolazioni di natura fiscale che hanno reso particolarmente concorrenziali le offerte e la competitività delle imprese del settore;
un ritardo, il nostro, emerso evidente anche dai dati negativi illustrati dal Sottosegretario di Stato per il turismo Michela Vittoria Brambilla, in occasione della recente presentazione del «Rapporto sulla stagione turistica estiva 2008» realizzato dal Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
dal rapporto è emerso che: mentre la domanda turistica internazionale e, con essa, i volumi di fatturato continuano a crescere a ritmi del 6 o 7 per cento l'anno, le quote di mercato che l'Italia riesce ad intercettare calano rapidamente; il fatturato complessivo e, in special modo, quello delle imprese alberghiere è in sensibile contrazione; ci sono stati meno arrivi e presenze di turisti stranieri, meno pernottamenti, più brevi periodi di vacanza sia per italiani che stranieri;
il Rapporto ha anche evidenziato l'assoluta mancanza di una programmazione nazionale sistemica ed efficiente delle politiche del turismo, solo spezzoni di programmi e iniziative, sparsi a livello regionale, disallineate tra loro e spesso in evidente contrasto;
nonostante questo, il settore raggiunge ancora un valore di circa 150 miliardi di euro, pari a quasi il 10 per cento del nostro PIL, garantendo occupazione a più di due milioni e mezzo di lavoratori, con una potenzialità di sviluppo che se adeguatamente sfruttata consentirebbe di raddoppiare il fatturato in pochi anni e promuovere il turismo a fattore essenziale per consentire al nostro Paese di uscire dalla grave crisi economica in atto;
per recuperare terreno è necessaria una strategia unitaria e cooperativa tra l'imprenditoria e la filiera delle istituzioni che consenta di realizzare le necessarie infrastrutture, un sistema logistico efficiente e offerte competitive e di qualità che caratterizzino il turismo italiano. Per questo obiettivo è indispensabile il recupero della competitività delle nostre imprese, un fattore determinante per lo sviluppo del comparto del turismo soprattutto dopo il disastro rifiuti a cui oggi è ancora associata l'immagine del Paese al di fuori dei nostri confini;
bisogna partire, prima di tutto, uniformando le imposizioni fiscali con quelle dei Paesi concorrenti come la Spagna e la Francia dove raggiungono aliquote rispettivamente pari al 7 e al 5,5 per cento, collocandosi ben al di sotto del 10 per cento previsto dalla legislazione del nostro Paese, garantendo in questo modo, alle aziende italiane, la possibilità di offrire prodotti competitivi e liberare risorse da investire nella qualità -:
se sia intenzione del Governo programmare, nei tempi più brevi o tutt'al più, almeno a partire dal prossimo Documento di programmazione economico finanziaria, adeguati interventi e risorse necessarie per realizzare un programma di riduzione progressiva dell'aliquota sull'Imposta sul valore aggiunto (IVA) che grava sul settore, per giungere, entro i prossimi tre anni, ad un allineamento ai livelli più

bassi praticati da importanti competitori europei, con l'obiettivo di puntare a posizionare le politiche di rilancio del settore turistico fra le componenti produttive di interesse strategico per l'economia del Paese.
(3-00218)

Interrogazioni a risposta scritta:

CASTAGNETTI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
da giorni la decennale guerra civile che coinvolge la Repubblica democratica del Congo è precipitata. Nella regione del Nord Kivu, regione ricca di diamanti, cobalto, zinco e rame, si sono fatti sempre più cruenti e sanguinosi gli scontri fra l'esercito ribelle guidato da Laurent Nkunda e le truppe del Presidente Joseph Kabila;
la città di Goma è sotto assedio con migliaia di profughi prima usciti dalla città ma poi rientrati per la chiusura dei campi di accoglienza vicini;
nel centro Don Bosco Ngangi, padre Perez con quattro volontari italiani del Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo) hanno deciso di rimanere per portare sollievo e conforto a quelle martoriate popolazioni. Centinaia di sfollati oramai occupano il centro, altre migliaia vi si recano per mangiare o andare a scuola;
la situazione è monitorata, con difficoltà, dai caschi blu dell'Onu, ma potrebbe precipitare da un momento all'altro ancor di più, dando vita ad conflitto su larga scala come quello ruandese -:
quali iniziative il Governo intenda intraprendere a livello internazionale e specificamente europeo per favorire l'accordo tra le parti e quale misura intenda adottare per sostenere e proteggere i nostri connazionali che con il loro impegno alleviano le pene di tante persone a rischio della loro stessa vita.
(4-01531)

CASTAGNETTI e MARCHI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
parecchie assicurazioni italiane hanno, nell'anno 2007, strutturato contratti di assicurazione vita collegate all'andamento dell'indice Dow Jones Eurostoxx 50 fino al 20 luglio 2012: molte di queste realtà assicurative hanno legato la strutture finanziaria del contratto a componenti obbligazionarie e derivate;
in molti casi la componente obbligazionaria era data dalle obbligazioni Lehman Brothers Holdings e la componente derivata SWAP. Le note vicende della Lehman Brothers hanno però azzerato l'investimento. Tutta la prima parte del contratto era legata alle suddette obbligazioni;
il controvalore del riscatto era pari al capitale iniziale moltiplicato per l'indice previsto dal fondo diviso 100, quale rilevato sul Sole 24 Ore il primo giovedì successivo alle richiesta di recesso. Il fondo prevedeva una cedola fissa del 5,5 per cento del 20 luglio 2008 e per i 4 anni a seguire una cedola variabile;
la Lehman Brothers è stata dichiarata in bancarotta e di conseguenza, l'investimento fatto è legato a una situazione fallimentare. Le assicurazioni che hanno gestito questo prodotto denominato SUPERBONUS III nel prospetto informativo sancivano la restituzione del 100 per cento della somma versata al 5o anno ed una cedola fissa al 1o e all'ultimo anno di investimento;
il prospetto informativo definiva inoltre SUPERBONUS come una certezza ma «asteriscava» una piccola clausola «le prestazioni sono legate alla solvibilità delle società emittenti». Il prodotto suddetto coinvolge moltissimi utenti che si ritrovano con un capitale versato completamente

azzerato, vista anche la formula di sottoscrizione che dava indicazioni a dir poco contraddittorie -:
se dispongano di elementi con riferimento a quali e quanti fondi contenevano le obbligazioni Lehman Brothers Holdings oltre al SUPERBONUS III di Allianz Subalpina e Ras e quali iniziative anche di carattere normativo si intendano assumere a salvaguardia dei sottoscrittori dei premi vita o dei contratti diversi tra i quali il TFR.
(4-01538)

...

AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Interrogazione a risposta in Commissione:

MARGIOTTA e LUONGO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:
nei giorni scorsi si è appresa da organi di stampa la nomina del Commissario dell'Ente Parco Val d'Agri-Appennino lucano;
è del tutto inopinato, immotivato ed irrazionale che, in un Ente Parco di nuova istituzione, si decida di designare un Commissario, anziché procedere, secondo lo Statuto, alla concertazione con la Regione per la scelta del Presidente, ed alla nomina dello stesso a valle dell'espressione dei pareri, mediante voto segreto, da parte delle Commissioni permanenti Ambiente di Camera e Senato;
la Regione Basilicata, come comunicato dal Presidente, intraprenderà azioni giudiziali avverse alla procedura adottata dal Governo, con l'obiettivo, anche sulla base di precedenti sentenze della magistratura amministrativa, di pervenire all'annullamento della nomina;
appare inaccettabile, mentre il dibattito politico si incentra sui temi del federalismo e dell'autonomia dei territori, un'azione centralista ed irriguardosa delle prerogative istituzionali delle Regioni -:
per quali motivazioni è stata adottata la procedura suddetta; attraverso quali criteri si è pervenuti all'individuazione del Commissario; se si intenda, ed in che modo, sanare il grave strappo istituzionale prodotto tra Governo e Regione Basilicata.
(5-00574)

...

BENI E ATTIVITÀ CULTURALI

Interrogazione a risposta scritta:

GHIZZONI. - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
in data 28 ottobre 2008, come denuncia un articolo pubblicato dalla «Stampa» il 30 ottobre 2008, il famoso dipinto del Narciso è stato esposto durante la puntata del programma televisivo «Porta a Porta» dal titolo «Siamo tutti narcisisti»;
il Narciso, dipinto del Caravaggio, è parte integrante del patrimonio culturale nazionale e pertanto deve essere oggetto di tutte le misure e i provvedimenti volti a tutelarne il valore inestimabile e a salvaguardarne la fragilità;
l'intervento richiamato in premessa fa sorgere numerosi dubbi circa l'opportunità o meno di esporre all'interno di uno studio televisivo per finalità tutt'altro che scientifiche un opera di tale valore artistico e culturale;
il Ministro per i Beni e le Attività culturali ha il dovere istituzionale di svolgere attività di tutela e salvaguardia del patrimonio artistico e culturale italiano -:
con quali atti il Ministro interrogato e il Soprintendente speciale per il polo museale romano Prof. Claudio Strinati hanno predisposto il trasferimento del Narciso negli studi televisivi del programma «Porta a Porta» e se, nel predisporre

una simile operazione, siano stati valutati tutti gli eventuali rischi e siano stati presi i dovuti accorgimenti onde evitare che un'opera d'arte di tale delicatezza e di inestimabile valore fosse esposta ad eventuali danni;
quali motivazioni scientifiche e culturali sono state addotte per giustificare un simile provvedimento e quali siano stati i costi che il Ministero ha dovuto affrontare per organizzare, predisporre e realizzare il suddetto trasferimento.
(4-01530)

TESTO AGGIORNATO AL 13 NOVEMBRE 2008

...

ECONOMIA E FINANZE

Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere - premesso che:
il decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito con modificazioni dalla legge 29 ottobre 1993 n. 247, ha istituito, all'articolo 62, gli studi di settore e il decreto legge n. 223 del 2006 ha innovato la disciplina delle modalità di accertamento dei redditi basata su tale strumento;
la legge 27 dicembre 2006, n. 296, con il comma 13 dell'articolo 1, ha introdotto, ogni tre anni la revisione degli studi di settore e, con il comma 14, ha introdotto, in forma sperimentale, gli Indicatori di Normalità economica;
il 14 dicembre 2006 è stato sottoscritto il protocollo di intesa sugli studi di settore tra le varie associazioni di categoria, il Ministro dell'economia e delle finanze ed il Ministro dello sviluppo economico allora in carica;
attualmente siamo in una fase in cui le Associazioni di categoria attraverso i propri rappresentanti sono state chiamate a tavoli nazionali di revisione degli studi di settore, ed in tali sedi hanno evidenziato ripetutamente, come l'impatto dei nuovi studi stia diventando eccessivamente oneroso per i contribuenti: infatti il numero dei soggetti non congrui sono passati dal 15 per cento (2006) all'attuale 50 per cento (2007);
si stima, inoltre, che la crisi finanziaria mondiale, che ha iniziato ad incidere fortemente sull'economia reale stia creando, per le nostre imprese, una diminuzione degli incassi pesantissima, aumentando di conseguenza il valore delle non congruità al 70 per cento dei casi, portando quindi ad un vero e proprio salasso del sistema delle piccole e medie imprese, che rappresentano la spina dorsale della nostra struttura produttiva;
si ritiene che gli studi di settore per essere fiscalmente equi ed efficaci, debbano scaturire da una rappresentazione reale delle condizioni economiche e finanziarie del Paese, il che oggi non avviene;
infatti i fattori su cui si basa la determinazione dei ricavi congrui per le diverse tipologie di attività restano in molti casi lontani dalla realtà attuale del mercato. Tale revisione, avviene sulla base di campionatura statistica, con criteri poco chiari su algoritmi nei quali determinati costi dovrebbero produrre, chissà perché, determinati ricavi;
alla luce degli incrementi delle principali voci di calcolo, dovuti alla recessione economica in atto e alla crisi finanziaria, non pare opportuno andare ad approvare nei tavoli nazionali delle revisioni degli studi di settore, Indicatori di Normalità Economica che prevedono una applicazione automatica, in quanto la crisi ormai in atto non permette di interpretare appieno le dinamiche dei ricavi delle imprese, alterando il significato dei dati che vengono utilizzati per gli studi di settore;
duplice è il rischio:
mancare completamente gli obiettivi contenuti nel protocollo firmato in data 14 dicembre 2006, nei quali l'introduzione degli Indicatori di Normalità Economica doveva avvenire con l'ausilio irrinunciabile

delle Associazioni di Categoria, ripristinando la loro funzione originaria di segnali di anomalia e mantenendo la presunzione semplice corroborata da ulteriore elementi di prova acquisiti dall'ufficio accertatore;
andare verso un aumento significativo delle non congruità ai fini degli studi di settore -:
per quanto sopra esposto i sottoscritti interpellanti chiedono di sapere se non si ritenga necessaria una sterilizzazione degli studi di settore nei prossimi due anni, o quantomeno per l'anno 2009.
(2-00207) «Gava, Golfo, Della Vedova, Lazzari, Versace, Sammarco, Cazzola, Mistrello Destro, Pelino, Paniz, Minasso, Stanca, Valducci, Faenzi, Palumbo, Scandroglio, Di Virgilio, Costa, Franzoso, Rosso, Nastri, Stracquadanio, Pili, Vella, Iannarilli, Biasotti, Garagnani, Mussolini, Cicu, Fallica, Lainati, Armosino, Berruti, Ceroni, Galati, De Nichilo Rizzoli, Milanato, Raisi, Gioacchino Alfano, Zorzato, Gottardo, Mazzoni, Bocciardo».

Interrogazioni a risposta scritta:

ARACRI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
il Credito Fondiario Spa con sede in Roma, è interamente posseduto dal gruppo Morgan Stanley e sviluppa la propria attività sul mercato dei mutui attraverso l'attività creditizia ed il servizio di servicing di operazioni di cartolarizzazioni;
con la sua attività ha agevolato tante famiglie all'acquisto della prima casa, operando, fino a qualche anno fa, fattivamente anche nel comparto agevolativo assistito da contribuzioni pubbliche e nel comparto dei finanziamenti delle opere pubbliche;
nell'anno 2000 il pacchetto azionario detenuto all'epoca dalla Banca Commerciale Italiana e dal Credito Italiano è stato trasferito ad un fondo di Morgan Stanley;
tale passaggio azionario ha comportato in primo luogo un pesante ridimensionamento del personale, da 312 dipendenti a 150 circa, ed una riconversione dell'attività lavorativa che da quel momento in poi avrebbe dovuto focalizzarsi sull'attività di servicing e supporto delle cartolarizzazioni che Morgan Stanley avrebbe voluto acquisire sul mercato italiano, nel rispetto del piano industriale sottoposto e approvato dall'organo di vigilanza;
il periodo di gestione della banca da parte di Morgan Stanley è stato caratterizzato dalla quasi totale assenza di investimenti (su tutti basti citare che il capitale sociale ora di 12 milioni di euro, è stato fino a circa due anni fa di euro 6,3 milioni ed il patrimonio è stato nel tempo di poco superiore ad euro 20 milioni), dal depauperamento patrimoniale (su tutti si veda la vendita dell'immobile), dalla continua contrazione delle fonti di entrata produttive di reddito e dal sostanziale fallimento dei pochi progetti di sviluppo lanciati dall'azionista;
nell'ultimo biennio, caratterizzato dal passaggio del pacchetto azionario dal Fondo di Morgan Stanley alla Banca Morgan Stanley, l'azionista, ha cercato di rilanciare l'attività di erogazione di mutui fondiari con l'obiettivo ambiziosissimo di posizionare Fonspa ai primissimi posti in Italia nello specifico settore;
anche in questo caso ha fallito nel nuovo «main-business» del Fonspa, quello dell'erogazione dei mutui con successiva cartolarizzazione. In primo luogo per le condizioni del mercato che ha cominciato ad andare in crisi (mutui sub-prime) ed in secondo luogo per le controverse decisioni di direzione ed azionista che, ad esempio

a marzo 2007, fissavano degli obiettivi salvo smentirli qualche decina di giorni dopo, interrompendo il rapporto con Banca Mediolanum che avrebbe dovuto fornire un'importante quota di quegli obiettivi;
la crisi dei mutui sub-prime è stata la buona occasione colta dall'azionista per decidere di vendere la banca, decisione formalizzata nel mese di febbraio. Tale decisione apre, ad appena sette anni dalla precedente ristrutturazione, una nuova crisi che potrebbe essere caratterizzata da ricadute ancora più pesanti sui livelli occupazionali;
va rivelato in questo contesto: la cessione alla Mediolanum di quanto (quota mercato mutui) a suo tempo rilevato; la cessione ad altro soggetto di tutta l'attività relativa alle cartolarizzazioni;
in più la cessione ad altro soggetto dei mutui erogati direttamente dal Fonspa;
la comunicazione di tale cessione ha contribuito ad alimentare ed acuire le preoccupazioni già percepite dal personale Fonspa, preoccupazioni motivate dalla mancanza di un piano di riassetto e rilancio generale della Banca;
non possono essere i lavoratori del Fonspa a pagare il costo del fallimento dei progetti di Morgan Stanley, finalizzati a massimizzare i profitti in un'ottica di breve periodo, tipico delle banche anglosassoni;
per questa politica una banca di antica data, sempre contraddistinta per la profonda connessione e per le numerose sinergie sviluppatesi con il tessuto della realtà locale, una banca dalla quale traggono fonte di reddito 160 famiglie, anch'esse radicate nel contesto locale, rischia di essere fortemente ridimensionata, se non addirittura cancellata -:
se e come il Governo intenda intervenire, anche ai sensi del decreto-legge n. 155 del 2008 e ferme restando le competenze della Banca d'Italia, a tutela dei livelli occupazionali ed economici dei lavoratori.
(4-01535)

CERA. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
il comune di San Marco in Lamis (Foggia) è debitore, nei confronti di diversi soggetti, di varie somme per prestazioni e servizi che, in alcuni casi, hanno avuto luogo in annualità antecedenti al 2007;
tali passività non sono configurabili come «debiti fuori bilancio» (senza alcun impegno di spesa) o come «passività pregresse» (nel senso di maggiori somme rispetto all'impegno iniziale), ma come normali spese correnti;
a titolo di esemplificazione vale la somma dovuta per il conferimento dei rifiuti solidi urbani in discarica, così come disposto dal Commissario Straordinario (presidente della Regione) e che pertanto discende da un obbligo consolidato, lo stesso; lo stesso vale per altri debiti che discendono da contratti e disposizioni regolarmente adottati e che quindi fanno parte delle spese correnti;
le somme riscosse per alienazione e affrancazione di terreni già gravati da usi civici e vincolate per scopi ben definiti sono state impegnate come anticipazione di cassa e non sono state reintegrate;
per l'anno 2008 figurano previsioni di somme in entrata, derivanti da convenzioni per impianti eolici, che non sono state ancora riscosse in quanto subordinate all'autorizzazione regionale per i suddetti impianti;
è stata effettuata una variazione di bilancio, in entrata e in uscita, che comprende circa 144.000 euro derivanti da una convenzione per un impianto fotovoltaico, che però non sono stati ancora riscossi (al momento della variazione di bilancio non era stata sottoiscritta nemmeno la convenzione);

è stata da tempo notificata al Comune di San Marco in Lamis una sentenza passata in giudicato che condanna l'ente al pagamento di circa 60.000 euro per indennità di esproprio;
in data 21 ottobre 2008 il Consiglio comunale ha approvato il rendiconto per l'anno finanziario 2007 ed ha effettuato la verifica degli equilibri di bilancio senza tener conto di quanto sopra indicato;
in altri termini, nei documenti contabili del Comune, di fatto, non si fa menzione dei debiti, delle anticipazioni e della mancata riscossione di entrate così come sopra precisato -:
se non si ritenga opportuno adottare, per quanto di competenza, ogni utile provvedimento, compresa un'eventuale ispezione tramite i servizi ispettivi di finanza pubblica, al fine di verificare la regolare gestione contabile del comune di San Marco in Lamis.
(4-01537)

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GIUSTIZIA

Interrogazione a risposta in Commissione:

D'IPPOLITO VITALE. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
sono decorsi oltre quattro anni dalla stipula di una convenzione tra Comune di Catanzaro e Provveditorato regionale della Calabria per la realizzazione dell'Istituto superiore di polizia penitenziaria;
il Comune di Catanzaro con delibera n. 116 del 30 marzo 2004 aveva concesso in uso gratuito al Ministero della Giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - per 20 anni un immobile in località Pistoia di Catanzaro, di 1.600 metri quadri per ospitare l'importante struttura;
la struttura avrebbe dovuto ospitare per la formazione funzionari e quadri della polizia provenienti da tutta l'Italia;
la struttura doveva ospitare permanentemente 40 agenti, di ausilio alle forze di polizia, per il controllo del territorio nella zona sud della città di Catanzaro, Pistoia e Corvo in particolare -:
che cosa abbia impedito ad oggi la realizzazione della struttura; se sussistano ancora ragioni ostative alla sua realizzazione;
se non si ritenga utile ed opportuna la rapida esecuzione della convenzione stipulata, attraverso la concreta attuazione della struttura medesima.
(5-00573)

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INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

Interrogazioni a risposta scritta:

CONTENTO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
sia l'articolo 18 della legge 11 febbraio 1994 n. 109, sia l'articolo 92 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, hanno previsto la ripartizione di una percentuale dell'importo posto a base di una gara di un'opera o di un lavoro, disposti da un'amministrazione aggiudicatrice, tra il responsabile del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo nonché tra i loro collaboratori;
dette disposizioni avrebbero dovuto trovare applicazione anche in relazione alle gare bandite dalla Rete Ferroviaria Italiana spa - gruppo Ferrovie dello Stato - e, ovviamente, a quelle riferibili all'area «nord est»;
se, in che termini e con quali modalità sia stata data attuazione alle disposizioni richiamate con riferimento alle gare bandite dalla rete ferroviaria italiana spa o da altre società del gruppo Ferrovie dello Stato;

in difetto quali siano le ragioni della mancata attuazione;
quale sia la destinazione degli importi riferiti alla percentuale indicata dalle disposizioni richiamate nel caso di mancata attuazione con precisazione circa l'eventuale accantonamento degli stessi e con particolare riferimento alle gare bandite nell'area del nord-est.
(4-01533)

VESSA. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
nel luglio 2006, il Ministro dei trasporti Bianchi, nominava il signor Roberto Piccini, come Presidente dell'Autorità Portuale di Livorno, nonostante il signor Piccini non avesse i titoli necessari, previsti dalla legge n.84 del 1994 (articolo 8, comma 1), che prevede la possibilità di essere nominati solo se esperti di massima e comprovata qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale, per poter ricoprire tale incarico come aveva constatato, dopo un'attenta analisi, il suo predecessore (Ministro Lunardi);
consta all'interrogante che il signor Piccini è stato presidente della Compagnia lavoratori portuali di Livorno, la più grande azienda fornitrice di manodopera operante nel porto di Livorno, nonché membro di vari consigli di amministrazione di società operanti in ambito portuale, per lo più controllate dalla stessa Compagnia Lavoratori Portuali in evidente conflitto di interessi;
è, altresì, ritenuto che il padre del signor Piccini ha avuto la Presidenza della compagnia lavoratori portuali di Livorno per un lungo periodo;
da notizie riportate dalla stampa (il Corriere di Livorno del 29 maggio 2008, La Nazione del 29 giugno 2008) ci sono evidenti, a parere dell'interrogante, responsabilità del signor Piccini, in particolare sembra che lo stesso abbia usufruito, in quanto console della Compagnia Lavoratori Portuali, di un premio per una delocalizzazione inventata e mai eseguita per tre milioni e seicentomila euro relativa alla società Seal, di cui il 95 per cento è della Compagnia Lavoratori portuali ed il restante 5 per cento era del Comune di Livorno;
infatti, nel caso riportato nel precedente punto di questa premessa, la Seal, sempre da notizie riportate dalla stampa (il Corriere di Livorno del 29 maggio 2008) si trovava in grosse difficoltà ed era già in dissesto economico e praticamente senza commesse. Nonostante ciò, nel luglio del 2003 ci fu un accordo tra l'allora presidente dell'Autorità portuale e l'allora console Piccini, che portò nelle «casse» della Compagnia, attraverso la Seal, la somma di 3 milioni e seicentomila euro;
c'è poi da considerare un altro aspetto legato alle assunzioni dei dipendenti dell'Autorità portuale di Livorno e ai loro avanzamenti di qualifica che destano, come riportato dalla stampa (La Gazzetta Marittima del 12 marzo 2008), forti perplessità sia per l'esperienza delle stesse persone che per le modalità con le quali sono state eseguite;
in particolare, sempre da notizie riportate dalla stampa (La Gazzetta Marittima del 12 marzo 2008) sembra che l'Autorità Portuale di Livorno, nonostante abbia in organico avvocati di comprovata esperienza, si avvalga di consulenze esterne con costi esorbitanti per lo stesso ente;
tutto ciò, a parere dell'interrogante, dimostra una chiara ed inequivocabile «allegra» gestione dell'Autorità portuale di Livorno, con evidenti responsabilità sia dal punto di vista amministrativo-contabile che, nel caso della vicenda Seal, se il fatto, riportato dai giornali corrisponde al vero;
è evidente, quindi, che sussistono tutti i presupposti previsti dalla legge, richiamata nel primo punto di questa premessa, per commissariare l'Autorità Portuale di Livorno per ragioni attinenti

allo svolgimento della propria attività ordinaria, per, se accertate, evidenti responsabilità del suo attuale Presidente. Infatti, l'Autorità Portuale, ai sensi della legge 28 gennaio 1994, n.84 (articolo 6, comma 2) ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotata di autonomia amministrativa, nonché di autonomia di bilancio e finanziaria e sottoposta, per quanto riguarda il rendiconto della gestione finanziaria, al controllo della Corte dei Conti -:
se sia al corrente della vicenda espressa in premessa e quali interventi urgenti intenda attivare alfine di sostituire il Presidente dell'Autorità Portuale di Livorno che, a parere dell'interrogante, ha compiuto evidenti irregolarità nella gestione amministrativa della stessa.
(4-01534)

TESTO AGGIORNATO AL 6 NOVEMBRE 2008

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INTERNO

Interrogazioni a risposta scritta:

ANGELA NAPOLI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
Lamezia Terme, terza città della Calabria, negli anni, è stata costretta a registrare una inquietante presenza di cosche della 'ndrangheta che ha procurato, per ben due volte nello spazio di dieci anni, lo scioglimento del civico consesso per infiltrazione mafiosa (1991 e 2002), numerosi delitti, anche «eccellenti», inarrestabili atti intimidatori contro uomini politici, imprenditori, esercizi commerciali e professionisti vari;
la città vive anche sotto la cappa del racket e dell'usura;
la sera del 30 ottobre 2008 ignoti hanno sparato alcuni colpi di pistola contro l'abitazione del consigliere e segretario regionale dell'UDC, Francesco Talarico, a Lamezia Terme;
la sera del 3 novembre 2008, quindi a distanza di soli quattro giorni, è stato fatto esplodere un ordigno, collocato sotto un portico al piano terra della residenza estiva, sempre del segretario regionale, Francesco Talarico, in una località vicina a Lamezia Terme;
sicuramente sulla gravità degli atti intimidatori citati è stata aperta un'indagine, al fine di individuare i responsabili e le motivazioni che si celano dietro tali attentati;
tuttavia gran parte dei delitti avvenuti a Lamezia Terme sono rimasti impuniti, così come gli atti intimidatori fatti ai politici, interrogante compresa;
gli esiti di indagini avviate nella città di Lamezia Terme sono svaniti nel nulla;
gli scioglimenti dei Consigli comunali di Lamezia per infiltrazione mafiosa non sono stati seguiti da una coerente azione giudiziaria e della magistratura e conseguentemente ogni scioglimento dell'ente è stato accompagnato da atti di intimidazione anche sul versante del mondo della politica, sempre rimasti impuniti;
ieri sera, 4 novembre 2008, sempre a Lamezia Terme, una bomba ha distrutto l'auto di un operaio, Stefano Piredda;
è del tutto evidente che in questi giorni l'intera Città di Lamezia Terme è sotto choc ed è posta in gioco la sicurezza di tutti i cittadini -:
se non ritengano, alla luce dei gravi fatti che si stanno verificando a Lamezia Terme, di adottare adeguati provvedimenti per adeguare gli organici delle forze investigative;
quanti e quali sono stati negli ultimi dieci anni gli omicidi di stampo mafioso verificatisi nella città di Lamezia e per quanti e quali di questi sono stati individuati e condannati i colpevoli;
quanti e quali sono stati negli ultimi dieci anni gli atti intimidatori verificatisi nella città di Lamezia a danno di uomini

politici e per quanti e quali di questi sono stati individuati e condannati i colpevoli;
quanti e quali sono stati negli ultimi dieci anni gli atti intimidatori verificatisi nella città di Lamezia a danno di imprenditori, professionisti, commercianti, agricoltori e per quanti e quali di questi sono stati individuati e condannati i colpevoli.
(4-01529)

DE BIASI e SIRAGUSA. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
le agenzie di stampa di oggi hanno riportato la notizia riguardante l'irruzione nella sede RAI di via Teulada di una trentina di giovani appartenenti ad un movimento di estrema destra per protestare contro la trasmissione televisiva «Chi l'ha visto?» condotta da Federica Sciarelli;
nella puntata di ieri, aveva mostrato i filmati che ricostruivano le fasi immediatamente precedenti l'aggressione di un gruppo di studenti dell'estrema destra ai danni di altri che manifestavano davanti al Senato contro il Decreto Gelmini;
la RAI ha presentato denuncia contro tale irruzione e si è messa a disposizione delle autorità per collaborare all'identificazione dei responsabili dell'assalto notturno;
sono arrivate telefonate di minaccia agli autori del servizio che mostrava primi piani dei militanti di Blocco studentesco a Piazza Navona;
le registrazioni di tali telefonate sono in possesso della DIGOS di Roma;
il direttore di RAI 3, Paolo Ruffini, ha affermato che le minacce sono state indirizzate anche verso i parenti di chi lavora nella trasmissione -:
se siano a conoscenza dei fatti indicati in premessa e se vi siano ulteriori e nuove circostanze di cui ritengano opportuno mettere al corrente la Camera dei deputati;
se siano state avviate indagini sui fatti in premessa;
se il Ministro dell'Interno intenda assumere iniziative volte a garantire la sicurezza e la libertà dei giornalisti minacciati e dei loro parenti.
(4-01532)

TESTO AGGIORNATO AL 4 FEBBRAIO 2009

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LAVORO, SALUTE E POLITICHE SOCIALI

Interrogazione a risposta orale:

CENNI, CECCUZZI, OLIVERIO, BRANDOLINI, TRAPPOLINO, ZUCCHI, DAL MORO, SANI e MATTESINI. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
l'articolo 9, comma 5, della legge 11 marzo 1988, n. 67 ha introdotto riduzioni contributive a favore dei datori di lavoro agricoli operanti nei territori montani e nelle zone agricole svantaggiate;
il successivo comma 6 dello stesso articolo 9 recita: «Per i calcoli delle agevolazioni di cui al comma 5 non si tiene conto delle fiscalizzazioni previste dai commi 5 e 6 dell'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n. 48;
il comma 6 dell'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536, estende alla generalità dei datori di lavoro del settore agricolo la fiscalizzazione degli oneri sociali, attraverso una riduzione dei contributi di malattia;
la circolare Inps sancisce la non cumulabilità tra la legge n. 67 del 1988 e la legge n. 536 del 1997;
nel 1996 il giudice del lavoro di Siena, a seguito del ricorso di una impresa agricola (Floramiata), stabilisce invece il principio di cumulabilità;

tale sentenza viene confermata dalla Corte d'Appello di Firenze e dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 14227 del 2000);
questa vicenda giudiziaria ha aperto conseguentemente un vasto contenzioso che ha interessato molte imprese agricole operanti nei territori montani e zone svantaggiate a fare ricorso;
l'articolo 44, comma 1, legge 24 novembre 2003, n. 326 «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, recante disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici» sancisce la non cumulabilità tra la legge n. 67 del 1988 e la legge n. 536 del 1997;
in conseguenza di questo atto alcuni giudici hanno quindi rimesso alla Corte costituzionale la questione di legittimità della norma in esame;
il 6 giugno 2008 la Corte costituzionale ha dichiarato l'ordinanza manifestamente infondata (affermando il principio che il Legislatore può intervenire con legge di interpretazione autentica qualora vi sia contrasto tra prassi amministrativa e prassi giudiziaria);
l'Inps, a seguito dei giudizi d'appello conclusi dopo l'entrata in vigore della norma di interpretazione autentica, ha continuato comunque a chiedere alle imprese la restituzione delle somme pagate in esecuzione delle sentenze di primo grado o iscrivendo tali somme nei ruoli esecutivi (ovvero richiedendo ai giudici decreti ingiuntivi di pagamento);
per risolvere questo contenzioso nella Finanziaria 2008 (articolo 2, comma 56 della legge n. 244 del 2007) viene inserito un emendamento bipartisan, sostenuto dalle forze politiche di maggioranza ed opposizione, che prevede la restituzione delle somme dovute «nella misura del 100 per cento senza il pagamento delle eventuali sanzioni, con possibilità di rateizzazione fino a 20 rate annuali con versamento degli interessi legali. Per i soggetti opponenti che, in pendenza di giudizio, abbiano già anticipato il pagamento Inps dei contributi oggetto di contenzioso, è riconosciuto un credito previdenziale pari al 40 per cento delle somme versate all'Inps maggiorato degli interessi legali maturati dal momento del pagamento dell'Inps fino all'entrata in vigore della presente legge»;
tale formulazione, il cui sostegno unanime dimostra la ampia e condivisa volontà del Parlamento, rispondeva quindi alla duplice esigenza di recuperare risorse pubbliche e di consentire alle imprese coinvolte nei contenziosi in atto di far fronte agli impegni economici senza enormi difficoltà;
nonostante la volontà dell'organo legislativo, l'Inps, attraverso recenti comunicazioni (l'ultima, in ordine cronologico, del 30 luglio 2008 in risposta a «Legacoop Agroalimentare») continua ad interpretare diversamente tale disposizione procedendo al recupero delle somme dovute in una unica soluzione;
qualora prevalesse questa ultima interpretazione, molte delle imprese coinvolte, considerata la piccola dimensione e la tipologia di attività (agricolo-forestale), si verrebbero a trovare in gravissime difficoltà economiche;
questa vicenda ha visto, nel corso degli anni, una evoluzione assai complessa, densa di interpretazioni, ricorsi, sentenze, in virtù delle quali, una parte delle aziende interessate ha potuto beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalle norme, mentre ad un'altra parte si chiede di procedere alla restituzione tout court -:
quali iniziative urgenti intenda intraprendere affinché l'Inps riveda l'interpretazione della norma prevista nella Finanziaria 2008;
se non ritenga opportuno emanare ogni utile provvedimento affinché si modifichi l'eccessivo irrigidimento dell'Inps nei confronti degli imprenditori agricoli operanti nei territori montani e nelle zone agricole svantaggiate.
(3-00219)

Interrogazioni a risposta in Commissione:

AMICI, SERENI, DAMIANO, BELLANOVA, CODURELLI, GATTI, GNECCHI, MADIA, MATTESINI, MOSCA, RAMPI, SCHIRRU e BERRETTA. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al Ministro per le pari opportunità. - Per sapere - premesso che:
la Consigliera nazionale di parità è una figura istituita per la promozione ed il controllo dell'attuazione dei principi di uguaglianza di opportunità e non discriminazione per uomini e donne nel mondo del lavoro;
la Consigliera nazionale è nominata con decreto del Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro delle Pari Opportunità, e nell'esercizio di tale funzione la Consigliera riveste anche la qualifica di pubblico ufficiale ed ha l'obbligo di segnalazione all'autorità giudiziaria per i reati di cui viene a conoscenza, si occupa della trattazione dei casi di discriminazione di rilevanza nazionale, e della promozione di pari opportunità anche mediante la partecipazione a diversi organismi di rilevanza nazionale che si interessano di politiche attive del lavoro, di formazione e di conciliazione;
le azioni della Consigliera nazionale di parità si caratterizzano, dunque, per una duplice funzione istituzionale: di vigilanza contro le discriminazioni e di promozione della parità e pari opportunità in ambito lavorativo, collaborazione con istituzioni e attori del mondo del lavoro al fine di promuovere la costituzione di reti/network: una complessa interazione, che prevede momenti di collaborazione e momenti di confronto, a tutela di interessi collettivi ed individuali che non trovano espressione sufficiente nei normali processi decisionali, a causa di fenomeni radicati di discriminazione e sottorappresentazione delle donne;
il mandato delle consigliere e dei consiglieri di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 11 aprile del 2006, n. 198, Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, dura, così come prevede l'articolo 14 dello stesso decreto legislativo, quattro anni, ed è rinnovabile una sola volta: non è prevista la revoca dell'incarico;
apprendiamo, invece, che la Consigliera Nazionale di Parità in carica dal 22 gennaio 2008, la Professoressa Fausta Guarriello, è stata rimossa dall'incarico dopo pochi mesi dalla sua nomina;
lo scorso 14 ottobre 2008 la Professoressa Fausta Guarriello, che è una stimatissima docente universitaria di Diritto del lavoro, consulente dell'Organizzazione Internazionale del lavoro ed esperta riconosciuta a livello internazionale, nel corso di un incontro, da lei stessa richiesto, con il Direttore Generale ad interim della Direzione Generale del Mercato del Lavoro, ha ricevuto una comunicazione formale dell'avvio del procedimento ex articolo 6 della legge 1o luglio 2002, n. 145 (la cosiddetta «Legge Frattini») volto a verificare la sussistenza dei presupposti per l'applicazione dell'articolo 6 della legge 15 luglio 2002, n. 145, alla nomina di Consigliera nazionale di parità effettuata con decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, di concerto con il Ministro per i diritti e le pari opportunità del 22 gennaio 2008;
si tratta della applicazione della cosiddetta legge Frattini, che prevede, proprio all'articolo 6, comma 1, la possibilità di revocare «le nomine di organi di vertice e dei componenti dei consigli di amministrazione o degli organi equiparati degli enti pubblici, delle società controllate o partecipate dallo Stato, delle agenzie o di altri organismi comunque denominati, conferite dal Governo, nei sei mesi antecedenti allo scioglimento anticipato delle Camere», per mezzo del meccanismo dello spoil system;
mai prima d'ora è stato applicato lo spoil system ad una Consigliera di Parità durante il corso del suo mandato;
la Consigliera di Parità è stata unanimemente ritenuta, sin dalla sua istituzione, un organismo di garanzia dell'attuazione

del principio costituzionale di parità e di pari opportunità uomo-donna, con specifico riferimento all'ambito lavorativo, priva di una vera e propria connotazione politica, ed è anche discutibile che si possa parlare, in proposito, propriamente di «organo di vertice»;
in Italia esiste una Rete Nazionale composta da circa 220 Consigliere di Parità le quali sono, nell'esercizio delle loro funzioni, pubblici ufficiali e assoggettare la Consigliera di Parità al meccanismo dello spoil system costituirebbe un grave precedente che potrebbe ripercuotersi a cascata su tutte le altre Consigliere di Parità che operano a presidio dei rispettivi territori -:
se i Ministri competenti non ritengano che, in un momento in cui i diritti delle lavoratrici sono così difficili da tutelare, considerato anche che le statistiche vedono il nostro Paese ultimo in Europa in materia di occupazione femminile, la revoca della Consigliera in corso di mandato rappresenti una misura opportuna;
se non ritengano di dover immediatamente annullare il provvedimento di revoca ex articolo 6 della legge 1o luglio 2002, n. 145 nei confronti della Consigliera di Parità al fine di evitare uno snaturamento delle funzioni di garanzia intrinseche di questa figura, inficiando il suo carattere di indipendenza e di terzietà, e trasformandola in modo definitivo in un organismo a carattere politico e non tecnico, legato da rapporto fiduciario con il ministro in carica, revocabile ogniqualvolta cambi la maggioranza politica.
(5-00571)

NICOLA MOLTENI, RIVOLTA, LAURA MOLTENI e RONDINI. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
le vicende degli ultimi giorni relative alla Croce Rossa italiana sembrano confermare che ancora una volta l'ente si trova in una situazione di profondo disordine organizzativo, contabile e finanziario;
dal 1980, infatti, la Croce Rossa italiana è stata soggetta ad un lungo periodo di commissariamento, durante il quale le mansioni di competenza degli organi ordinari sono state svolte da diversi Commissari Straordinari di nomina governativa, che si sono succeduti per 18 anni;
il commissariamento della Croce Rossa si è risolto nel 1998, con la promulgazione di un nuovo Statuto dell'Ente che prevedeva la possibilità di svolgere l'elezione degli Organi di governo interni e l'onorevole Mariapia Garavaglia (ultima commissaria in carica) eletta Presidente Nazionale della Croce Rossa italiana;
nel 2003, la Croce Rossa italiana è stata nuovamente commissariata dal Governo Berlusconi II ed è stato nominato come Commissario Straordinario l'avvocato Maurizio Scelli; il commissariamento è continuato fino al 2005 quando, a seguito dell'emanazione di un nuovo ulteriore Statuto, è stato eletto come Presidente Nazionale Massimo Barra, tutt'ora in carica;
se l'approvazione del nuovo Statuto sembrava aver veicolato la Croce Rossa italiana verso una nuova stagione gestionale ed operativa, le notizie diffuse negli ultimi giorni dagli organi di stampa sul commissariamento di alcuni comitati locali e sul rischio di commissariamento dell'intero ente confermano la persistenza di diffusi problemi organizzativi e finanziari;
nel tentativo di provvedere alla copertura del disavanzo dell'ente, computato in 21,8 milioni di euro, fin dall'anno scorso, il Comitato centrale ha chiesto alle unità territoriali un «contributo di solidarietà» di entità non inferiore ai 5.000 euro;
i Comitati locali hanno opposto obiezioni nei confronti di tale richiesta, evidenziando in primo luogo che le risorse umane e finanziarie della Croce Rossa italiana non sono equamente distribuite sul territorio nazionale; in secondo luogo, i Comitati locali hanno chiesto al Comitato

centrale informazioni dettagliate sul bilancio, sull'attività, sui dipendenti ed emolumenti del Comitato centrale;
dopo un anno di dibattiti sulla questione, 10 Comitati locali hanno corrisposto all'unità centrale il contributo di solidarietà richiesto; la decisione di erogare tale contributo è stata motivata dalla necessità di preservare l'unitarietà ed indivisibilità della Croce Rossa;
altri Comitati provinciali hanno invece deciso di non corrispondere tale contributo; tra i Comitati che hanno negato il pagamento del contribuito di solidarietà compare anche il Comitato provinciale di Como, che è stato prontamente commissariato attraverso una comunicazione via fax;
tale procedura appare palesemente contraria al principio della territorializzazione nell'organizzazione della Croce Rossa italiana, da ultimo confermata anche dal nuovo Statuto dell'Ente approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 maggio 2005, n. 97;
ai sensi dell'articolo 27 dello Statuto, spetta infatti ai comitati regionali svolgere i compiti di indirizzo e vigilanza dell'attività della Croce Rossa nel territorio della regione e di coordinamento dell'attività dei rispettivi comitati provinciali, sicché si dubita sulla stessa legittimità dell'intervento sostitutivo del Comitato centrale;
l'articolo 45 dello Statuto, nel disciplinare le entrate dell'Associazione, non sembra peraltro contemplare alcuna forma di contribuzione straordinaria a carico delle unità territoriali dell'Ente;
la situazione debitoria della Croce Rossa - compromessa dalle stesse vertenze in atto per la stabilizzazione dei circa 1.900 precari dell'associazione - sembra essere di entità tale da rendere impellente il commissariamento dell'intera struttura, come confermato da notizie ricorrenti circolate nell'ultima settimana -:
quale sia la posizione del Ministro interrogato in merito alla decisione del Comitato centrale della Croce Rossa di commissariare il Comitato provinciale di Como a titolo di sanzione per il mancato pagamento del contributo di solidarietà richiesto per il ripiano dei disavanzi dell'ente;
quale sia l'entità della situazione debitoria della Croce Rossa e quali i dati relativi al bilancio, all'attività, ai dipendenti e agli emolumenti del Comitato centrale dell'ente;
quali misure il Ministro interrogato intenda adottare al fine di promuovere il ripristino della regolarità dell'operato della Croce Rossa rispetto alle disposizioni del relativo Statuto riportate in premessa.
(5-00575)

Interrogazione a risposta scritta:

BELLOTTI. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
la salute è uno dei diritti fondamentali che deve essere assicurato ai cittadini, come previsto dalla Costituzione italiana;
è necessario che tale diritto venga garantito anche con una corretta prevenzione e con un'immediata reazione a pericoli di natura epidemiologica, predisponendo tutti gli strumenti organizzativi e informativi atti ad impedire possibili rischi alla popolazione;
il 12 settembre il sottoscritto, come tutta la popolazione della Provincia di Rovigo, apprendeva dalla stampa locale la presenza del virus West Nile;
negli Stati Uniti i pericoli legati al West Nile, virus portato dalle zanzare, hanno portato il responsabile della Sanità della contea di New York a disporre, nel settembre di quest'anno, una disinfestazione completa di Long Island tramite automezzi ed elicotteri, per scongiurare che si ripetesse, a causa del WND, la catena di decessi che ha continuato a funestare, dall'epidemia del 1999, la vita della città;

il virus del Nilo occidentale, come spiega bene l'articolo de Il Gazzettino di Rovigo di martedì 28 ottobre 2008, l'infezione può avere una sintomatologia moderata, ma nel 15 per cento degli infettati, specie negli anziani e nei soggetti più deboli, l'infezione può avere un decorso più grave per cui possono aggiungersi complicazioni neurologiche [...] In rari casi la malattia può avere un decorso mortale in individui anziani e immunodepressi»;
da quanto si evince da un articolo del Corriere del Veneto del 12 ottobre 2008, a seguito dell'insorgere di problemi ad una cavalla, i proprietari di un maneggio di Trecenta (Rovigo), dopo aver fatto praticare gli esami veterinari di routine, avvertivano la locale Asl 18;
la Asl, secondo quanto riferito dalla stessa testata, eseguiva il 12 settembre il vincolo sanitario e il 15 settembre disponeva prelievi di sangue sugli animali del maneggio;
il 24 settembre sarebbe pervenuto il responso telefonico che annunciava la presenza del virus West Nile;
la notizia veniva tuttavia resa nota ai comuni solo il 9 ottobre 2008 e ne veniva data opportuna comunicazione alla cittadinanza dagli stessi sindaci e dalla stampa nei giorni immediatamente successivi;
il tempo trascorso tra l'accertamento della presenza del virus e la comunicazione alla popolazione è di difficile spiegazione, soprattutto se si considera che alcune misure elementari di prevenzione contro le zanzare potevano essere messe in atto anche e soprattutto dal singolo cittadino, che in tal modo non sarebbe stato esposto al rischio di contagio;
già il 29 novembre 2007 il Ministero della Salute istituiva con decreto un piano di sorveglianza nazionale per la encefalo mielite di tipo West Nile, individuando in zone attigue alla provincia di Rovigo dei territori da sottoporre ad accurato monitoraggio;
il 28 ottobre 2008, come si evince da un articolo de La Voce Nuova di Rovigo si registra la notizia del primo soggetto umano colpito;
gli esami su, un'anziana di 81 anni, ricoverata nell'ospedale di Trecenta (Rovigo) già dal 29 agosto, e da due mesi in coma, la confermano affetta dal WND;
è difficile spiegare, anche in questo caso, la discrasia tra la data di ricovero e l'accertamento della malattia;
l'insorgere del WND provoca inoltre anche ulteriori problemi: da quanto si evince da un articolo pubblicato sul Resto del Carlino di Rovigo del 30 ottobre 2008, avrebbe provocato il blocco di alcune operazioni nell'ospedale di Trecenta e l'accantonamento delle sacche di sangue raccolte in Polesine -:
se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se nell'ambito del monitoraggio sull'attuazione del piano siano stati ravvisati ritardi o inadempienze tali da lasciar profilare una precisa responsabilità della Asl locale;
quali provvedimenti intenda adottare per garantire un efficiente contrasto delle malattie.
(4-01536)

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POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI

Interrogazione a risposta in Commissione:

RUVOLO. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che:
il dimezzamento del prezzo del grano dall'inizio dell'anno oltre ad aver provocato una situazione preoccupante nelle campagne dove non si riesce più a coprire i costi della coltivazione, non ha portato conseguentemente ad una diminuzione del prezzo della pasta che invece continua ad aumentare in modo vertiginoso;

i dati Istat sull'inflazione a ottobre, evidenziano, un aumento del 5,2 per cento di alimentari e bevande, aumento che comporterà un aggravio di spesa per milioni di famiglie soprattutto per quelle numerose;
tra i prodotti che pesano di più sull'incremento della spesa delle famiglie ci sono generi alimentari come il pane, la pasta e derivati;
in generale, mentre i prezzi alla produzione agricola sono calati, quelli al consumo continuano ad aumentare, a conferma dell'esistenza di pesanti distorsioni nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola con conseguente danno per i consumatori -:
quali misure intenda prendere per risolvere una situazione che danneggia da una parte il mondo agricolo attraverso una riduzione della capacità produttiva delle imprese e dall'altra i cittadini che si vedono colpiti nella loro capacità di accesso all'acquisto di beni di prima necessità.
(5-00572)

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SVILUPPO ECONOMICO

Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello sviluppo economico, per sapere - premesso che:
le Zone Franche Urbane (ZFU) sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese;
obiettivo prioritario delle ZFU è favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse;
l'iniziativa nasce dall'esperienza francese delle Zones Franches Urbaines, lanciata nel 1996 e oggi attiva in più di 100 quartieri;
l'istituzione di zone franche urbane (ZFU) in Italia è stata prevista dalla legge finanziaria 2008 (legge n. 244 del 2007, articolo 2 commi 561 e seguenti, che hanno modificato la finanziaria precedente);
è stato a questo scopo istituito un apposito Fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, destinato «al finanziamento di incerativi ed agevolazioni fiscali e previdenziali a favore delle nuove attività economiche iniziate, a partire dal 1o gennaio 2008, dalle piccole e micro imprese nelle ZFU»;
in questa prima fase pilota, l'istituzione di un numero limitato ZFU nelle città italiane prevede agevolazioni fiscali e previdenziali per rafforzare la crescita imprenditoriale e occupazionale: nelle piccole imprese di nuova costituzione ivi localizzate. Tali agevolazioni consistono in:
a) esenzione dalle imposte sui redditi per 5 anni;
b) esenzione dall'IRAP;
c) esenzione dall'ICI;
d) esonero dal versamento dei contributi previdenziali;
in misura minore e circoscritta, è previsto anche il sostegno ad imprese già operanti nelle medesime aree;
nel suo disegno definitivo, il dispositivo approvato estende l'ammissibilità ai benefici ad aree urbane, caratterizzate da significativi fenomeni di disagio sociale, localizzate in città sull'intero territorio nazionale;
la Circolare 26 giugno 2008, n. 1418, del Ministero dello Sviluppo economico illustra sia gli obiettivi e la base normativa delle zone franche urbane, sia i contenuti

e le caratteristiche che le proposte progettuali elaborate dai Comuni dovranno rispettare;
per l'individuazione delle aree si sono utilizzati indicatori costruiti sulla base di dati infra-comunali del Censimento 2001;
tuttavia la distribuzione delle ZFU ad oggi non è equilibrata perché si pongono sullo stesso piano della Sicilia regioni che offrono contesti notevolmente differenti: la Sicilia infatti aveva proposto 12 Zone franche urbane in altrettante città mentre tra queste il ministero ha accolto le prime tre in graduatoria, Catania, Gela ed Erice;
questa scelta del Dipartimento per le politiche di sviluppo del Ministero dello sviluppo economico rischia di essere estremamente penalizzante in quanto la Sicilia finirebbe per avere lo stesso numero di ZFU di Calabria e Sardegna mentre ha il doppio del territorio e il triplo della popolazione della Calabria e più territorio e quasi 4 volte la popolazione della Sardegna;
per garantire una maggiore equità sarebbe forse più opportuno utilizzare i criteri di riparto utilizzati per il Fondo per le Aree Sottoutilizzate dal Dipartimento per lo Sviluppo, costruiti sulla base di indici di dimensione e di disagio socio-economico che rispetterebbero i criteri di base delle ZFU;
in questo caso le forti differenze tra le varie regioni sarebbero considerate sotto il profilo di una maggiore correttezza tecnica e la Sicilia godrebbe di un'apertura che le consentirebbe di inserire la richiesta di almeno una o due zone franche aggiuntive -:
se il ministro non intenda assumere le opportune iniziative per estendere, sulla base della considerazioni riportate in premessa, il numero delle zone franche urbane siciliane;
quali siano gli intendimenti del Governo con riferimento alla possibilità di fare in modo che tutte le aree siciliane proposte come possibili zone franche urbane possano fruire del regime, agevolato ed in che tempi questo obiettivo potrà essere conseguito.
(2-00204)
«Pagano, La Loggia, Marinello, Misuraca, Moles, Stagno D'Alcontres, Scapagnini, Ruvolo, Drago, Torrisi, Minardo, Fallica, Lo Monte, Granata, Romano, Vincenzo Antonio Fontana, Latteri, Germanà, Giudice, Scalia, Grimaldi, Giammanco, Lo Presti, Saltamartini, Gibiino, Garofalo, Commercio, Lombardo, Cristaldi, Catanoso».

Interpellanza:

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dello sviluppo economico, per sapere - premesso che:
come anticipato nella precedente interpellanza a Lei presentata;
nel corso della riunione svoltasi in data 9 ottobre 2008 presso l'Associazione industriali di Massa-Carrara, l'Azienda EATON, multinazionale americana operante nel settore dell'automobile e relativi accessori, ha comunicato ufficialmente la dismissione del sito produttivo di Massa e il relativo abbandono del suddetto territorio;
la motivazione esposta dall'azienda consta nella perdita di una commessa FIAT relativa alla realizzazione delle punterie meccaniche, vero core business dello stabilimento massese, peraltro per molti anni ai vertici mondiali per la produzione EATON;
l'azienda opera nella Provincia di Massa-Carrara da oltre più di venti anni con l'impiego di circa 500/550 unità tra diretti ed indotto;
per tali motivi già istituzioni del territorio e la Regione Toscana hanno provveduto nella giornata dell'8 ottobre 2008 a farle pervenire richiesta ufficiale di attivazione presso il ministero dello sviluppo

economico, di un tavolo nazionale anche comprendendo tutte la realtà EATON presenti nel nostro paese vedi Monfalcone (Udine) e Bosconero (Torino);
a seguito della gravità della situazione viene convocato, presso il Ministero in data 23 ottobre 2008, un tavolo tra le organizzazioni sindacali, il territorio, i parlamentari e l'azienda che definisce un percorso essenzialmente su tre punti, peraltro risultanti dal verbale ufficiale dell'incontro:
a) ritiro della procedura di mobilità;
b) Cassa integrazione guadagni ordinaria 13 settimane;
c) nuovo tavolo convocato dal ministero il 10 novembre 2008 su tutta la presenza EATON nel sistema paese;
in data 27 ottobre 2008 presso l'Associazione Industriali di Massa-Carrara durante la riunione sindacale convocata per discutere le linee attuative dell'incontro ministeriale l'Azienda EATON disconosce completamente gli accordi definiti al Ministero dello Sviluppo Economico, riaprendo una gravissima conflittualità con il territorio al limite dell'ordine pubblico -:
se il Ministro interrogato intenda assumere una immediata presa di posizione del governo sulla necessità di far rispettare quanto uscito dal tavolo nazionale come precisa riaffermazione della autorevolezza delle posizioni assunte dal governo e da tutte le parti presenti al tavolo affinché possa essere affrontata con celerità la grave decisione presa dal gruppo;
se intenda garantire la presenza nel tavolo convocato il 10 novembre 2008 di un livello di maggiore responsabilità politica direttamente afferente al signor Ministro;
su quali azioni si intenda lavorare per riaprire il dialogo con le parti sociali;
quali interventi ritenga opportuno operare al fine di evitare il depauperamento in termini industriali, economici, occupazionali e umani dell'intero territorio apuano e toscano.
(2-00205)«Rigoni».

Interrogazione a risposta orale:

CENNI, CECCUZZI e LULLI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
secondo le ultime indagini, relative all'anno 2005, il parco circolante degli autocaravan ha raggiunto in Italia le 200.000 unità in virtù di una crescita del numero di immatricolazioni che non si è mai interrotta negli ultimi 10 anni;
per circa 20 anni il settore della camperistica in Italia ed in Europa ha registrato una lunga ed ininterrotta crescita di mercato con significativi incrementi di volumi di pezzi prodotti, di fatturati e di occupati per le imprese della filiera;
secondo quanto emerge da fonti di informazione, negli ultimi mesi, si è verificata invece una netta inversione di tendenza che ha fatto registrare un calo delle vendite di camper, sul territorio nazionale, del 20 per cento;
il mercato della camperistica risente in parte della crisi generalizzata economica e dei consumi anche se va rimarcata la perdurante carenza di politiche fiscali ed infrastrutturali a sostegno del settore. La tassazione sui veicoli costituisce infatti la quinta voce di gettito erariale governativo e manca sul territorio nazionale, a differenza di altri paesi europei, una efficace e moderna rete di strutture per elevare la fruibilità del turismo all'aria aperta a partire da aree di sosta attrezzate;
secondo quanto emerge da alcuni studi per rilanciare il settore della camperistica sarebbe inoltre fondamentale, in linea con la normativa già adottata da altri paesi europei, modificare l'articolo 116 del decreto legislativo numero 285 del 30

aprile 1992 per introdurre l'innalzamento della guidabilità, per la patente «B», dei camper da 3,5 a 3,7 tonnellate. Con questa modifica, infatti, i camper potranno essere dotati di dispositivi ed accessori capaci di elevare i livelli di sicurezza e di confort elevando al tempo stesso la platea di potenziali clienti;
nella zona della Valdelsa, che si estende tra le provincie di Siena e di Firenze, è presente un distretto industriale della camperistica dove viene attualmente realizzato l'80 per cento della produzione nazionale del comparto;
tale distretto, direttamente ed attraverso l'indotto, presenta oltre 80 aziende, occupa circa 4000 addetti e rappresenta il 35 per cento dell'economia della zona per un fatturato annuo superiore a 600 milioni di euro;
gli effetti della crisi del settore della camperistica si stanno già ripercuotendo sui livelli occupazionali locali. Dopo che alcune imprese, nei mesi scorsi, avevano annunciato esuberi e tagli al personale, dal primo settembre 2008 la Triganò, una delle aziende leader del comparto, ha messo in cassa integrazione 330 dipendenti (su circa 500) dello stabilimento industriale della zona di Cusona, nel comune di Poggibonsi (provincia di Siena);
si ha inoltre notizia, in conseguenza del piano presentato dall'azienda nello scorso dicembre, di provvedimenti di mobilità per 50 dipendenti e di cassa integrazione per 340 dipendenti fra Toscana e Lombardia del gruppo Sea;
secondo quando reso noto dalle organizzazioni sindacali locali la cassa integrazione potrebbe, nei prossimi gironi, riguardare altre aziende ed interessare altri stabilimenti del territorio;
in questi anni le istituzioni locali hanno seguito con attenzione lo sviluppo e le problematiche del settore della camperistica intervenendo tempestivamente con politiche adeguate in grado di promuovere la qualità del prodotto, la crescita dei livelli occupazionali e la programmazione di infrastrutture logistiche sul territorio;
nello specifico nel mese di luglio 2007 è stato sottoscritto un protocollo d'intesa fra Regione Toscana, la Provincia di Siena, la Provincia di Firenze, gli otto Comuni del territorio interessato, le associazioni imprenditoriali e sindacali. Le linee guida dell'accordo di programma prevedono la riqualificazione della zona produttiva locale e la nascita di una filiera del camper attraverso finanziamenti in settori strategici di intervento come le infrastrutture, la logistica, la ricerca e la formazione. Tale accordo predispone inoltre l'attivazione di una fase di concertazione e confronto con le organizzazioni sindacali, economiche e di categoria e la definizione, con il Ministero per lo Sviluppo Economico, di strumenti di finanziamento e leggi specifiche finalizzate alla crescita del comparto;
in questa direzione, nelle scorse settimane, sono state avviate le procedure per realizzare uno snodo ferroviario della Valdelsa, in località Zambra: una infrastruttura logistica, che comporta di un investimento di 1,2 milioni di euro, necessaria per supportare l'attività delle industrie della zona;
la Regione Toscana ha avviato da tempo politiche mirate per il rilancio del distretto della camperistica investendo risorse economiche a sostegno del settore e stanziando finanziamenti mirati per le aziende che promuovono la ricerca e l'innovazione;
per far fronte alla crisi della camperistica nelle scorse settimane è stato inoltre convocato un tavolo istituzionale che ha coinvolto gli enti locali, la Regione Toscana, le organizzazioni sindacali ed imprenditoriali;
gli enti locali stanno quindi seguendo e monitorando attentamente la crisi del settore e la sua evoluzione -:
se sia a conoscenza della grave situazione che interessa il comparto italiano della camperistica dal momento che nella

zona della Valdelsa viene realizzato attualmente l'80 per cento della produzione nazionale del settore;
quali iniziative urgenti intenda intraprendere per salvaguardare i livelli occupazionali locali dal momento che il comparto della camperistica presenta oltre 80 aziende, occupa circa 4000 addetti e rappresenta il 35 per cento dell'economia del territorio;
quali iniziative urgenti intenda intraprendere per evitare possibili rischi di delocalizzazione dal momento che la proprietà di alcune delle maggiori aziende presenti sul territorio (Triganò e Sea) fanno riferimento a società straniere o sono partecipate da fondi azionari internazionali, e salvaguardare conseguentemente gli investimenti delle istituzioni e delle imprese locali;
quali iniziative urgenti intenda intraprendere, di concerto con gli altri ministeri competenti, per promuovere il turismo all'aria aperta e l'utilizzo del camper a partire dalla realizzazione di una rete infrastrutturale adeguata all'accoglienza, dall'introduzione di politiche fiscali mirate, dall'innalzamento della guidabilità, per la patente «B», dei camper da 3,5 a 3,7 tonnellate, in linea con gli altri paesi europei e dall'introduzione di forme di agevolazione su carburante e pedaggi autostradali.
(3-00220)

TESTO AGGIORNATO AL 6 NOVEMBRE 2008

...

Apposizione di firme a mozioni.

La mozione Volontè e altri n. 1-00037, pubblicata nell'allegato B ai resoconti della seduta del 18 settembre 2008, deve intendersi sottoscritta anche dai deputati: Cassinelli, Concia, Catone, Marinello, Minasso, Farinone.

La mozione Bertolini e altri n. 1-00052, pubblicata nell'allegato B ai resoconti della seduta del 10 ottobre 2008, deve intendersi sottoscritta anche dal deputato Frassinetti.

Apposizione di firme ad interrogazioni.

L'interrogazione a risposta immediata in Commissione Polledri e Fava n. 5-00564, pubblicata nell'allegato B ai resoconti della seduta del 4 novembre 2008, deve intendersi sottoscritta anche dal deputato Allasia.

L'interrogazione a risposta immediata in Commissione Formisano Anna Teresa e altri n. 5-00565, pubblicata nell'allegato B ai resoconti della seduta del 4 novembre 2008, deve intendersi sottoscritta anche dal deputato Testa Nunzio Francesco.

Trasformazione di documenti del sindacato ispettivo.

I seguenti documenti sono stati così trasformati su richiesta dei presentatori:

interrogazione a risposta scritta Cenni e altri n. 4-01227 del 3 ottobre 2008 in interrogazione a risposta orale n. 3-00220;

interrogazione a risposta scritta Cenni e altri n. 4-01361 del 20 ottobre 2008 in interrogazione a risposta orale n. 3-00219.