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Resoconto dell'Assemblea

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XVI LEGISLATURA


Resoconto sommario dell'Assemblea

Seduta n. 35 di martedì 15 luglio 2008

Pag. III

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO FINI

La seduta comincia alle 16,05.

La Camera approva il processo verbale della seduta di ieri.

I deputati in missione sono sessantadue.

Modifica nella composizione di gruppi parlamentari.

PRESIDENTE. Comunica che il deputato Jean Leonard Touadi, già iscritto al gruppo parlamentare Italia dei Valori, ha aderito al gruppo parlamentare Partito Democratico.

Seguito della discussione del disegno di legge S. 692, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 92 del 2008: Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica (approvato dal Senato) (A.C. 1366).

Nella seduta del 14 luglio 2008 il Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione, senza subemendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'emendamento Dis. 1.1, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione.

(Dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia)

KARL ZELLER (Misto-Min.ling.). Nel richiamare gli aspetti maggiormente condivisibili del provvedimento d'urgenza in esame, tra i quali l'inasprimento delle pene previste per taluni reati, nonché l'attribuzione di maggiori poteri ai sindaci - che avrebbero consentito alla sua parte politica di esprimere un voto favorevole qualora l'Esecutivo non avesse irresponsabilmente perseguito, mediante le disposizioni cosiddette blocca processi, la finalità di sottrarre il Presidente del Consiglio al giudizio della magistratura - manifesta disappunto per la reiterata mortificazione delle prerogative del Parlamento derivante dal ricorso alla questione di fiducia.
Dichiara, pertanto, l'astensione della sua componente politica.

ANTONIO MILO (Misto-MpA). Ricordato che il provvedimento d'urgenza in esame è finalizzato a colmare un vuoto normativo ereditato anche dal precedente Governo, in particolare sul tema dell'immigrazione e della criminalità organizzata, evidenzia la necessità di una migliore integrazione degli immigrati regolari e giudica positivamente le disposizioni contenute nel decreto-legge, segnatamente per quanto concerne i maggiori poteri attribuiti ai sindaci in materia di ordine pubblico e le misure volte a contrastare più efficacemente la criminalità organizzata, che arreca danni all'economia del Paese, in particolare del Mezzogiorno.
Dichiara, pertanto, il voto favorevole della sua componente politica.

ANTONIO DI PIETRO (IdV). Stigmatizzata l'assenza del Presidente del Consiglio, dichiara che il suo gruppo negherà convintamente la fiducia al Governo che, in contraddizione con l'enunciata intenzione Pag. IVdi tutelare la sicurezza dei cittadini e di affrontare efficacemente i fenomeni di illegalità collegati all'immigrazione clandestina e alla criminalità organizzata, in realtà ha ridotto gli stanziamenti destinati a tal fine ai Ministeri dell'interno e della difesa. Ritiene, inoltre, che alcune disposizioni contenute nel provvedimento d'urgenza in esame si configurino come una forma surrettizia di indulto, non garantendo quindi un esercizio della funzione giudiziaria ispirato ai principi di certezza della pena, efficacia e celerità dei processi.

PIER FERDINANDO CASINI (UdC). Nell'osservare che, di fronte all'emergenza in atto sotto il profilo della sicurezza dei cittadini, il Parlamento è chiamato a dare una risposta univoca ed unitaria, rivolge un pensiero a tutte le vittime di episodi di violenza, condannando il doppiopesismo di matrice ideologica che ha storicamente indotto talune forze politiche a giustificare fatti gravemente lesivi della libertà dei singoli e della pace sociale. Nel rilevare, quindi, che la modificazione delle disposizioni cosiddette bloccaprocessi ha evitato che si consumasse un'ulteriore beffa a danno delle vittime dell'illegalità diffusa, manifesta contrarietà all'introduzione del reato di immigrazione clandestina, nonché alla previsione dell'aggravante generica della clandestinità, giudicando, peraltro, condivisibili l'inasprimento delle pene previste per reati odiosi, che creano grave allarme sociale, l'attribuzione di maggiori poteri ai sindaci, nonché le norme che prevedono una disciplina sanzionatoria più severa in tema di guida in stato di ebbrezza e di reati associativi di tipo mafioso.
Nel giudicare, infine, inopportuno il ricorso alla questione di fiducia, sulla quale dichiara il voto contrario del suo gruppo, sottolinea che l'efficacia delle politiche volte a contrastare la criminalità presuppone la destinazione di adeguate risorse alle forze dell'ordine.

ROBERTO COTA (LNP). Ricordate le modifiche migliorative apportate nel corso dell'iter parlamentare al testo del provvedimento d'urgenza in esame, con il quale si onorano precisi impegni assunti con gli elettori, richiama alcune delle principali misure presenti nel decreto-legge, quali i maggiori poteri concessi ai sindaci in tema di ordine pubblico, le disposizioni concernenti le espulsioni degli immigrati irregolari e la lotta alla criminalità organizzata, nonché la previsione di una specifica aggravante per il reato di clandestinità.
Nel respingere qualsiasi interpretazione di carattere xenofobo di talune disposizioni contenute nel testo in via di conversione, evidenzia come misure di stampo sostanzialmente razzista fossero invece presenti nel cosiddetto pacchetto sicurezza varato dal precedente Esecutivo.
Espresso, infine, apprezzamento per il lavoro svolto dal ministro Maroni, dichiara che il suo gruppo confermerà con convinzione la fiducia al Governo.

GIANCLAUDIO BRESSA (PD). Ricordato che il reiterato ricorso alla questione di fiducia da parte del Governo umilia profondamente il Parlamento e le sue prerogative, pur ritenendo condivisibili alcune disposizioni volte a garantire una maggiore certezza della pena e un maggiore rigore relativamente a taluni reati, evidenzia la pericolosa spinta xenofoba contenuta nel decreto-legge in esame che, in assenza di adeguate politiche di accoglienza ed integrazione degli immigrati, di certo non facilita la soluzione delle problematiche esistenti in materia di sicurezza ed aumenta il senso di sfiducia nei cittadini.
Dichiara, quindi, la netta contrarietà del suo gruppo al provvedimento d'urgenza in esame.

ITALO BOCCHINO (PdL). Nel dichiarare il convinto voto favorevole del suo gruppo sulla questione di fiducia, motivato dalla bontà del provvedimento d'urgenza in esame, del quale richiama gli aspetti maggiormente qualificanti, giudica incomprensibili le argomentazioni addotte a sostegno della loro contrarietà dai gruppi dell'opposizione, i quali non hanno saputo cogliere il valore e la potenzialità di disposizioni Pag. Vche contrasteranno più efficacemente l'illegalità diffusa connessa all'immigrazione clandestina e alla criminalità organizzata, ostinandosi a riproporre nel dibattito posizioni dettate dalla confusione politica e dal pregiudizio ideologico.

Intervengono per dichiarazione di voto a titolo personale i deputati MARIO BACCINI (Misto), MARIO PEPE (PdL), RITA BERNARDINI (PD), MATTEO BRIGANDÌ (LNP), FURIO COLOMBO (PD) e ELISABETTA ZAMPARUTTI (PD).

In morte di Bronislaw Geremek.

ROCCO BUTTIGLIONE (UdC). Ricorda la figura di Bronislaw Geremek, recentemente scomparso, insigne intellettuale e protagonista di primo piano della vita culturale e politica della Polonia, il quale fu, tra l'altro, uno dei fondatori del sindacato Solidarnosc. (Il Presidente si leva in piedi e, con lui, l'Assemblea ed i rappresentanti del Governo).

PRESIDENTE. Si associa al ricordo di Bronislaw Geremek.

Sull'ordine dei lavori.

GIANLUCA BUONANNO (LNP). Ricorda la figura ed il contributo del giornalista Gianfranco Funari, recentemente scomparso.

Si riprende la discussione.

PRESIDENTE. Indice la votazione per appello nominale sull'emendamento Dis. 1.1 del Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione, sulla cui approvazione, senza subemendamenti ed articoli aggiuntivi, l'Esecutivo ha posto la questione di fiducia.
(Segue la votazione).

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MAURIZIO LUPI
INDI
DEL VICEPRESIDENTE ROCCO BUTTIGLIONE

PRESIDENTE. Comunica il risultato della votazione:

Presenti 597
Votanti 589
Astenuti 8
Maggioranza 295

Hanno risposto 322
Hanno risposto no 267

(La Camera approva).

Avverte che si intendono conseguentemente precluse le restanti proposte emendative.
Rinvia il seguito del dibattito alla seduta di domani.

Discussione delle mozioni Vietti n. 1-00011 e Lussana n. 1-00025: Introduzione nel sistema fiscale di misure a favore dei nuclei familiari, in relazione alla petizione popolare firmata da oltre un milione di cittadini.

Lo schema recante la ripartizione dei tempi per il dibattito è in distribuzione.

PRESIDENTE. Avverte che sono state presentate le ulteriori mozioni Donadi n. 1-00026, Bindi n. 1-00027 e Taglialatela n. 1-00028 che, vertendo su materia analoga a quella trattata dalle mozioni all'ordine del giorno, saranno discusse congiuntamente.
Dichiara aperta la discussione sulle linee generali delle mozioni.

Pag. VI

SAVINO PEZZOTTA (UdC). Illustra la mozione Vietti n. 1-00011 (Nuova formulazione), rilevando che nel DPEF e nel decreto-legge che anticipa larga parte della manovra annuale di finanza pubblica non sono previsti adeguati interventi di sostegno alle famiglie. Sottolineata, quindi, l'assoluta urgenza di realizzare una politica familiare di ampio respiro, anche introducendo lo strumento del quoziente familiare - come promesso dalla maggioranza in campagna elettorale - invita il Governo ad inserire tra i suoi obiettivi prioritari le proposte contenute nella petizione, sottoscritta da più di un milione di cittadini, con la quale si chiede di introdurre in Italia un sistema fiscale in cui il reddito imponibile sia calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti la famiglia.

LAURA MOLTENI (LNP). Illustra la mozione Lussana n. 1-00025, osservando che la protezione e la valorizzazione della famiglia, nucleo fondamentale della società, ispira da sempre la linea politica e programmatica della Lega Nord. Nel ricordare quindi la petizione in materia trasmessa alle Camere dal Presidente della Repubblica, il quale ha sottolineato la necessità che il Parlamento affronti in tempi rapidi i temi delle politiche per la famiglia, dà conto delle misure contenute nella proposta di legge presentata dalla sua parte politica volta ad affrontare le esigenze della famiglia, attraverso una serie di strumenti di sostegno economico, come, tra l'altro, l'introduzione di un sistema fiscale basato sul quoziente familiare. Invita infine il Governo ad adoperarsi fattivamente affinché siano adottate in tempi brevi misure dirette al sostegno della natalità e della famiglia, inserendo tra gli obiettivi prioritari della sua azione politica i contenuti della citata petizione.

FABIO EVANGELISTI (IdV). Illustra la mozione Donadi n. 1-00026, giudicando irragionevole ed immotivata l'eventuale introduzione nel sistema fiscale del quoziente familiare, che, oltre a contraddire il principio della progressività dell'imposta, comporterebbe una considerevole perdita di gettito, tra l'altro disincentivando l'offerta di lavoro femminile. Evidenziate le contraddittorie posizioni sostenute, al riguardo, all'interno della maggioranza, anche alla luce dell'aumento programmatico della pressione fiscale previsto dal DPEF recentemente approvato, ritiene piuttosto preferibile agire sulla leva fiscale, in particolare incrementando le detrazioni e restituendo il drenaggio fiscale ai contribuenti con più basso reddito.

ROSY BINDI (PD). Illustra la sua mozione n. 1-00027, giudicando negativamente la previsione, contenuta nel DPEF, di un'inflazione programmata pari all'1,7 per cento, con una grave penalizzazione per le famiglie italiane che già vivono in condizione di sofferenza, segnatamente nel Mezzogiorno. Richiamati, quindi, i positivi risultati raggiunti dal Governo Prodi attraverso la manovra finanziaria per il 2007, con cui si era inteso avviare una concreta politica di sostegno ai nuclei familiari, passando dal meccanismo delle deduzioni a quello delle detrazioni, ritiene improcrastinabile la necessità di riformare l'attuale sistema fiscale, prendendo in considerazione la famiglia in base al numero dei suoi componenti. Nel sottolineare, inoltre, che l'introduzione del quoziente familiare finirebbe per ridurre la progressività dell'imposta a vantaggio delle famiglie con redditi medio-alti, giudica più opportuna la misura della «dote fiscale» finalizzata ad unificare gli attuali assegni in favore del nucleo familiare e le detrazioni Irpef per figli a carico.

MARCELLO TAGLIALATELA (PdL). Illustra la sua mozione n. 1-00028, auspicando che l'odierno dibattito sia scevro da pregiudizi e che il Parlamento approvi quanto prima specifici provvedimenti a sostegno della famiglia. Espresso quindi rammarico per le dichiarazioni rese da taluni deputati sul presunto intendimento del Governo di non tenere fede agli impegni assunti in materia durante l'ultima Pag. VIIcampagna elettorale, ricorda che l'Esecutivo si è già prontamente attivato per fronteggiare le problematiche oggetto dei documenti di indirizzo in discussione attraverso la tempestiva adozione di provvedimenti incisivi, quali l'abolizione dell'ICI sulla prima casa, la detassazione degli straordinari e l'accordo con il sistema bancario per il congelamento delle rate dei mutui indicizzati.
Osserva infine che nella risoluzione della maggioranza che ha approvato il DPEF per gli anni 2009-2013 è previsto un impegno specifico finalizzato a destinare il maggior gettito tributario alla riduzione del carico fiscale che grava sulle famiglie.

MARCO CAUSI (PD). Nel ricordare l'impegno profuso dalla sua parte politica nell'individuazione degli strumenti più idonei per tutelare le famiglie nel delicato contesto economico attuale, sottolinea la necessità di assicurare alle medesime il sostegno di una efficace rete di servizi dedicati segnatamente ai soggetti socialmente più deboli, esprimendo in proposito preoccupazione per i previsti tagli che ritiene possano comportare l'incremento dei costi dei servizi pubblici essenziali. Rilevato altresì il peso eccessivo esercitato sulle famiglie dall'imposta sul reddito delle persone, ribadisce la disponibilità del suo gruppo a discutere su proposte concrete volte ad alleviare la pressione fiscale anche attraverso un più generale ripensamento dell'intero sistema tributario, obiettivo conseguibile una volta contrastati efficacemente i meccanismi di evasione ed elusione delle imposte, segnatamente di quelle indirette.

LUISA CAPITANIO SANTOLINI (UdC). Rilevata la necessità di realizzare una politica familiare di ampio respiro, osserva che il tema dell'equità fiscale per le famiglie non è sufficientemente percepito dal mondo politico, che spesso si nasconde dietro al comodo luogo comune della mancanza di risorse. Sottolinea, quindi, che il sistema fiscale deve essere basato non sull'equità verticale, bensì sull'equità orizzontale, che tiene conto del numero dei componenti la famiglia, ritenendo più opportuni interventi in deduzione rispetto a quelli in detrazione. Manifesta infine la disponibilità del suo gruppo a discutere sul merito del quoziente familiare, che comunque dovrebbe essere calibrato in modo da evitare gli squilibri evidenziati dal deputato Bindi.

LUDOVICO VICO (PD). Ricorda preliminarmente di aver presentato una specifica proposta di legge sull'introduzione del quoziente familiare, volto a modificare l'attuale sistema fiscale che penalizza fortemente le famiglie monoreddito con figli a carico, sottolineando la necessità che tale misura possa essere armonicamente integrata con il sistema complessivo delle deduzioni, delle detrazioni, degli assegni e della cosiddetta dote fiscale a sostegno delle famiglie.

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione sulle linee generali delle mozioni.

CARLO GIOVANARDI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Richiamati i contenuti delle mozioni in discussione, sottolinea la necessità di rivolgere prioritariamente l'attenzione alle politiche destinate alla famiglia fondata sul matrimonio. Evidenziata altresì l'esigenza di definire una strategia condivisa e concordata tra lo Stato e gli enti locali per garantire alle famiglie il sostegno di una efficace rete di servizi sociali, manifesta l'orientamento favorevole del Governo in relazione, tra l'altro, alla redistribuzione delle risorse disponibili, nonché all'introduzione del sistema delle deduzioni fiscali e, in prospettiva, di meccanismi volti ad un riconoscimento del quoziente familiare.

PRESIDENTE. Rinvia il seguito del dibattito ad altra seduta.

Pag. VIII

Modifica nella composizione della Commissione parlamentare per l'infanzia.

PRESIDENTE. Comunica che il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare per l'infanzia la senatrice Rita Ghedini in sostituzione della senatrice Tamara Blazina, dimissionaria.

Ordine del giorno della seduta di domani.

PRESIDENTE. Comunica l'ordine del giorno della seduta di domani:

Mercoledì 16 luglio 2008, alle 9.

(Vedi resoconto stenografico pag. 48).

La seduta termina alle 20,40.