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Resoconti delle Giunte e Commissioni

Resoconto della XIII Commissione permanente
(Agricoltura)
XIII Commissione

SOMMARIO

Martedì 18 gennaio 2011


INTERROGAZIONI:

5-03818 Cenni: Sul funzionamento del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale e sulla salvaguardia delle funzioni del Dicastero agricolo in materia di attività venatoria ... 103
ALLEGATO 1 (Testo della risposta) ... 114

5-01064 Marchioni: Sul regime degli oneri relativi al sistema di localizzazione e controllo satellitare delle navi da pesca (blue box) ... 104
ALLEGATO 2 (Testo della risposta) ... 115

5-04066 Beccalossi: Sulle notizie di stampa concernenti la presunta abrogazione della legge n. 283 del 1962, sulla disciplina della produzione di alimenti ... 104
ALLEGATO 3 (Testo della risposta) ... 116

DELIBERAZIONE DI RILIEVI SU ATTI DEL GOVERNO:

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. Atto n. 302 (Rilievi alle Commissioni riunite VIII e X) (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 4, del regolamento, e rinvio) ... 105

RISOLUZIONI:

7-00199 Marco Carra: Iniziative in materia di applicazione della direttiva «nitrati».
7-00463 Beccalossi: Iniziative in materia di applicazione della direttiva «nitrati».
7-00466 Fogliato: Iniziative in materia di applicazione della direttiva «nitrati» (Seguito della discussione della risoluzione n. 7-00199, discussione delle risoluzioni n. 7-00463 e 7-00466 e rinvio) ... 107

SEDE LEGISLATIVA:

Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari. C. 2260-bis -B, approvato della Camera e modificato dalla 9a Commissione permanente del Senato (Discussione e conclusione - Approvazione) ... 109
ALLEGATO 4 (Ordini del giorno) ... 117

XIII Commissione - Resoconto di martedì 18 gennaio 2011


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INTERROGAZIONI

Martedì 18 gennaio 2011. - Presidenza del presidente Paolo RUSSO. - Interviene il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan.

La seduta comincia alle 13.

5-03818 Cenni: Sul funzionamento del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale e sulla salvaguardia delle funzioni del Dicastero agricolo in materia di attività venatoria.

Il Ministro Giancarlo GALAN risponde all'interrogazione in titolo, nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Al riguardo, desidera inoltre precisare che l'istituzione del Comitato «Animal


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Friendly», cui si fa cenno nell'interrogazione, non è avvenuta durante il suo mandato, cosa che avrebbe altrimenti contrastato. Assicura che presterà in ogni caso attenzione all'attività dallo stesso svolta, che in nessun modo può interferire in materie attribuite per legge al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Susanna CENNI (PD) ricorda che la sua interrogazione scaturiva da segnalazioni riguardanti il fatto che la relazione sullo stato di applicazione della legge n. 157 del 1992 sarebbe stata approvata senza aver acquisito il prescritto parere del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale. Da questo punto di vista, non può dichiararsi soddisfatto della risposta del Governo, che non ha fornito chiarimenti su tale questione.
Quanto al Comitato «Animal Friendly», istituito presso il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri, segnala che, a quanto risulta, lo stesso starebbe lavorando a proposte di modifica della legge n. 157 del 1992, sull'attività venatoria. Raccomanda pertanto al Ministro Galan di vigilare su tali attività, che competono evidentemente al Ministero affidato alla sua responsabilità.

5-01064 Marchioni: Sul regime degli oneri relativi al sistema di localizzazione e controllo satellitare delle navi da pesca (blue box).

Il Ministro Giancarlo GALAN risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2). Al riguardo, desidera inoltre sottolineare come lo Stato abbia concesso quanto era possibile agli armatori soggetti all'obbligo di installare il sistema satellitare, che costituisce non solo uno strumento di controllo, ma soprattutto una dotazione di sicurezza fondamentale per chi naviga in mare.

Elisa MARCHIONI (PD), dichiarandosi consapevole dell'importanza delle dotazioni di sicurezza a bordo delle unità da pesca, sottolinea che l'interrogazione muoveva essenzialmente dalla preoccupazione che il sistema vigente vincolasse gli armatori a rivolgersi ad una sola azienda per acquistare le apparecchiature e per la relativa manutenzione, con effetti negativi anche sul piano dei tempi necessari per le riparazioni degli eventuali guasti. Pertanto, può dichiararsi parzialmente soddisfatta della risposta del Governo, anche tenuto conto dei provvedimenti economici adottati in favore degli armatori, per i costi che essi hanno dovuto sostenere. Auspica infine che sulla materia si persegua la via di uniformarsi alla disciplina europea.

5-04066 Beccalossi: Sulle notizie di stampa concernenti la presunta abrogazione della legge n. 283 del 1962, sulla disciplina della produzione di alimenti.

Il Ministro Giancarlo GALAN risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

Viviana BECCALOSSI (PdL), nel dichiararsi soddisfatta, ringrazia il Ministro per aver risposto sollecitamente alla sua interrogazione, che ha fatto seguito a notizie riportate dalla stampa, le quali - se fossero risultate fondate - avrebbero indubbiamente costituito un elemento di grave preoccupazione. Desidera in proposito sottolineare l'importanza, nei confronti sia delle autorità a diverso titolo competenti che degli eventuali «furbi», di un'informazione istituzionale chiara da parte dei Ministeri competenti.

Paolo RUSSO, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 13.15.

DELIBERAZIONE DI RILIEVI SU ATTI DEL GOVERNO

Martedì 18 gennaio 2011. - Presidenza del presidente Paolo RUSSO. - Interviene


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il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan.

La seduta comincia alle 13.15.

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili.
Atto n. 302.
(Rilievi alle Commissioni riunite VIII e X).
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 4, del regolamento, e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto legislativo, rinviato nella seduta del 12 gennaio 2011.

Paolo RUSSO, presidente, ricorda che nel corso del dibattito era emersa l'esigenza di un confronto con il Governo, e in particolare con il Ministero dello sviluppo economico, sugli aspetti concernenti il ruolo delle agroenergie nello sviluppo delle energie rinnovabili e del raggiungimento degli obiettivi fissati dalla normativa comunitaria e dal provvedimento in esame. A tal fine, nella seduta del 12 gennaio scorso è intervenuto il sottosegretario di Stato per le attività produttive, onorevole Saglia.

Vincenzo TADDEI (PdL), dichiarandosi favorevole alle misure volte all'introduzione di limiti e condizioni all'installazione di impianti solari fotovoltaici, a salvaguardia dei terreni agricoli, richiama tuttavia l'attenzione sulla necessità di salvaguardare i progetti già avviati in base alla vigente normativa, per i quali sono state già ottenute le previste autorizzazioni.

Corrado CALLEGARI (LNP), relatore, fa presente che l'articolo 8, comma 5, dello schema di decreto detta una disciplina sull'accesso agli incentivi statali per gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole, che si applicherà decorso un anno dalla data di entrata in vigore dello stesso decreto. Pertanto, chi ha già ottenuto le dovute autorizzazioni può disporre di un anno di tempo.

Giovanna NEGRO (LNP) ricorda che anche la scadenza della valutazione di impatto ambientale (VIA) è di un anno.

Corrado CALLEGARI (LNP), relatore, ricorda che il Piano di azione nazionale sulle energie rinnovabili prevede che il 45 per cento dell'energia da fonti rinnovabili provenga dalle biomasse e, quindi, dal mondo agricolo. Pertanto, visto il ruolo determinante che quest'ultimo è chiamato a svolgere, sarebbe necessario che il suo punto di vista e i suoi interessi - che la Commissione Agricoltura intende rappresentare - siano presi in considerazione nella definizione del provvedimento in esame. In proposito, ricorda le apprezzabili dichiarazioni del Sottosegretario Saglia, che ha assicurato che i rilievi della Commissione Agricoltura saranno tenuti nel debito conto, e auspica che anche le Commissioni riunite VIII e X assumeranno lo stesso orientamento.
Segnala infine che ha predisposto una prima bozza di rilievi, che sottoporrà alla valutazione dei gruppi, anche in via informale.

Paolo RUSSO (PdL), presidente, ringrazia il Ministro per aver accolto l'invito della Commissione ad un confronto sul provvedimento in esame, nonché su altre questioni di sua competenza. Informa infatti la Commissione che il Ministro ha assicurato la sua disponibilità per svolgere la prossima settimana un'audizione sulle diverse questioni segnalate in sede di Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.
Invita infine i gruppi a lavorare sulle proposte del relatore, affinché la Commissione possa deliberare nella seduta di domani, vista l'opportunità di far pervenire i rilievi alle Commissioni di merito in tempo utile per essere presi in considerazione.

Il Ministro Giancarlo GALAN desidera sottolineare in via preliminare che i redditi


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agricoli non possono essere incrementati solo attraverso l'attività agricola e che a tal fine è necessario ricorrere ad attività integrative. La produzione di energia rinnovabile è uno dei settori che offre questa possibilità, che costituisce pertanto l'obiettivo da perseguire con il provvedimento in esame.
Dichiarandosi consapevole dell'esistenza di pressioni del settore industriale, che non apprezza alcune delle misure introdotte, sottolinea tuttavia che la trasformazione di significative estensioni di terreno agricolo in campi fotovoltaici costituisce a suo giudizio un fatto inaccettabile dal punto di vista paesistico, etico e sociale, se non in situazioni particolari. Pertanto, la produzione di energia fotovoltaica su terreni agricoli deve essere riservata agli agricoltori, ferma restando la possibilità per gli altri soggetti di utilizzare altri spazi. In tal modo, si intende tutelare l'interesse non dei singoli agricoltori, ma dell'agricoltura nel suo complesso, che non può essere pregiudicato da altri interessi di diversa natura. Rileva quindi che anche per le biomasse si dovrebbero riservare agli agricoltori le possibilità di reddito aggiuntivo.
Da questo punto di vista, manifestando apprezzamento per la volontà manifestata dalla Commissione Agricoltura di impegnarsi sulla materia, ritiene che il ruolo che essa potrà svolgere potrà essere determinante nella tutela dell'interesse dell'agricoltura.

Giuseppina SERVODIO (PD) ricorda che da tempo la Commissione Agricoltura si è occupata delle agroenergie, tentando di dare un significato alla cosiddetta multifunzionalità dell'agricoltura, nell'ambito della quale la produzione di energia da fonti rinnovabili ha finalità ambientali e di integrazione dei redditi agricoli, fermo restando il suo compito primario di produrre cibo. Ricorda, in particolare, che è stato avviato l'esame di specifiche proposte di legge, con la predisposizione di una bozza di testo unificato in sede di Comitato ristretto (C. 337 e abbinate).
Nel manifestare apprezzamento per le dichiarazioni del relatore, esprime tuttavia il timore che in altre Commissioni possano esistere logiche e culture che non tengono in adeguata considerazione i valori e gli interessi dell'agricoltura. Per questo motivo, il gruppo del PD auspica che la Commissione Agricoltura pervenga ad una pronuncia unanime, che abbia perciò la forza politica necessaria per essere recepita, anche in presenza di visioni e interessi contrari.
Si dichiara inoltre d'accordo con il Ministro, che invita tuttavia a far valere la sua posizione in seno al Governo, al fine di impostare - anche in sede di attuazione del provvedimento in esame - una politica davvero strategica per le energie rinnovabili, che non sottovaluti il ruolo dell'agricoltura. In tal senso, auspica che il Ministro si adoperi anche per l'effettivo recepimento dei rilievi che saranno espressi dalla Commissione.

Teresio DELFINO (UdC), giudicando positivamente la determinazione dimostrata dal Ministro Galan, concorda sul fatto che la multifunzionalità dell'impresa agricola costituisce un elemento capace di garantire l'integrazione del reddito dell'imprenditore agricolo. Confida pertanto in un'opportuna sinergia tra il Ministro e la Commissione, nel cui ambito auspica che si pervenga ad una pronuncia unanime. Anche se non si può essere certi del suo effettivo recepimento, si tratterebbe in ogni caso di un risultato utile di un lavoro da tempo avviato per colmare i ritardi maturati dall'Italia, favorendo al contempo l'agricoltura nel suo complesso e la permanenza degli agricoltori su uno straordinario territorio rurale. Il suo gruppo convergerà pertanto sulle indicazioni generali emerse dal dibattito svoltosi in Commissione.

Anita DI GIUSEPPE (IdV), apprezzando l'impegno dimostrato dal Ministro Galan sulla materia, si riserva di valutare le proposte del relatore, sottolineando l'importanza di arrivare ad una deliberazione unanime. Chiede pertanto al relatore se


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ritiene di accogliere anche le proposte formulate dall'onorevole Bellotti.

Vincenzo TADDEI (PdL), per quanto riguarda l'ipotesi di riservare agli imprenditori agricoli e ai coltivatori diretti la possibilità di installare impianti fotovoltaici, deve tuttavia segnalare che tali soggetti spesso hanno una ridotta capacità di accesso al credito. Segnala pertanto il rischio di enunciazioni di principio che difficilmente potranno essere applicate in concreto.

Giuseppe RUVOLO (Misto-Noi Sud-PID), riservandosi di approfondire le proposte che saranno formulate dal relatore, osserva che sul tema delle energie rinnovabili si è aperta una vera e propria «caccia all'oro».
Sta infatti accadendo che in molte aree caratterizzate anche da colture pregiate, per esempio in Sicilia, vengono presentate agli agricoltori offerte allettanti affinché cedano i terreni per la realizzazione di impianti fotovoltaici. Ciò potrebbe determinare conseguenze ambientali gravi e un ulteriore impoverimento degli stessi agricoltori. Anche per la produzione di energia da biomasse si sta verificando che gli impianti lavorano con materie prime importate, soprattutto dall'India e dalla Malesia. A suo giudizio, se non si interverrà per affrontare tali situazioni si produrranno ulteriori disastri per l'agricoltura, l'ambiente e il paesaggio.

Corrado CALLEGARI (LNP), relatore, fa presente che nella proposta che sottoporrà ai gruppi ha cercato di recepire tutti i suggerimenti che gli sono pervenuti, ad eccezione di quelli che non riteneva sostanzialmente sostenibili.
Ricorda quindi che il Piano di azione nazionale sulle energie rinnovabili prevede che dal solare fotovoltaico provengano 829 ktep (migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio), a fronte degli oltre 9.800 ktep di provenienza dalle biomasse. Occorre pertanto evitare che l'energia che potrebbe essere prodotta dalla biomasse non sia effettivamente sfruttata, con il rischio di dover poi ricorrere alle importazioni per raggiungere gli obiettivi posti dall'Unione europea.
Fa infine presente che trasmetterà una bozza di rilievi ai colleghi, invitandoli a fargli pervenire eventuali osservazioni e suggerimenti, al fine di elaborare un testo ampiamente condiviso.

Nicodemo Nazzareno OLIVERIO (PD) osserva che per raggiungere l'obiettivo di una proposta condivisa, auspicato nel dibattito e dal relatore, sarebbe opportuno prevedere che i rilievi possano essere deliberati nella giornata di giovedì o di martedì della prossima settimana.

Paolo RUSSO, presidente, osserva preliminarmente che quanto più ampio sarà il sostegno dei gruppi sulle proposte della Commissione tanto più efficace potrà essere la sua azione nei confronti delle altre Commissioni. Avverte poi che si può stabilire sin d'ora che la conclusione dell'esame avverrà nella mattinata di giovedì, salvo che i tempi definiti dalle Commissioni riunite VIII e X non consentano di andare anche oltre. Rinvia infine il seguito dell'esame del provvedimento alla seduta di domani.

La seduta termina alle 13.50.

RISOLUZIONI

Martedì 18 gennaio 2011. - Presidenza del presidente Paolo RUSSO, indi del vicepresidente Angelo ZUCCHI. - Interviene il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan.

La seduta comincia alle 13.50.

7-00199 Marco Carra: Iniziative in materia di applicazione della direttiva «nitrati».

7-00463 Beccalossi: Iniziative in materia di applicazione della direttiva «nitrati».


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7-00466 Fogliato: Iniziative in materia di applicazione della direttiva «nitrati».
(Seguito della discussione della risoluzione n. 7-00199, discussione delle risoluzioni n. 7-00463 e 7-00466 e rinvio).

Paolo RUSSO, presidente, ricorda che la Commissione ha avviato la discussione della risoluzione Marco Carra n. 7-00199 nella seduta del 22 dicembre 2010, nel corso della quale è stata presentata una nuova formulazione della risoluzione stessa; la discussione è proseguita nella seduta del 12 gennaio.
Poiché sono state presentate ulteriori risoluzioni dai colleghi Beccalossi e Fogliato, se non vi sono obiezioni, tutte le risoluzioni, saranno discusse congiuntamente, vertendo sulla stessa materia.

La Commissione concorda.

Viviana BECCALOSSI (PdL) illustra la risoluzione di cui è prima firmataria, sottolineando che la questione dell'applicazione della cosiddetta «direttiva nitrati» si trascina da anni, interessando principalmente le regioni della pianura padana.
A suo giudizio, la direttiva è penalizzante per l'Italia, che a suo tempo ha commesso l'errore di accettare le scelte europee, senza rendersi conto delle serie conseguenze che esse imponevano agli agricoltori. Inoltre, la normativa europea non considera adeguatamente l'inquinamento da nitrati provocato da fonti diverse dall'agricoltura. Sottolinea che l'Italia ha altresì commesso l'errore di seguire la strada delle deroghe, con la conseguenza che i problemi non sono stati affrontati alla radice e si sono aggravati. Manifesta pertanto apprezzamento per l'impegno che il Governo ha dimostrato sull'argomento.
Nel merito, la sua risoluzione - che appare in linea con le altre risoluzioni presentate - impegna il Governo a sostenere in sede europea la deroga ai limiti di azoto spandibile e ad avviare la revisione del decreto ministeriale sull'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, al fine di renderlo più facilmente applicabile agli allevamenti, attraverso una semplificazione degli adempimenti dal punto di vista tecnico e amministrativo. Sottolinea inoltre la necessità di fissare disposizioni minime omogenee per tutto il territorio nazionale, evitando che le regioni siano lasciate sole a decidere in materia.

Sebastiano FOGLIATO (LNP) ricorda che, prima della risoluzione in discussione, il suo gruppo ha richiamato l'attenzione sulla questione dell'attuazione della «direttiva nitrati», presentando un'interrogazione a risposta immediata, sulla quale il Ministro Galan è intervenuto nella seduta dell'Assemblea del 24 novembre scorso.
A suo giudizio, è essenziale seguire un percorso diverso da quello seguito finora, incentrato essenzialente sulle deroghe, e procedere alla revisione delle zone individuate come vulnerabili da nitrati. Occorre infatti sottolineare che l'agricoltura e la zootecnia non possono essere considerate le sole fonti di inquinamento, che invece risulta provocato anche dalle acque reflue dei depuratori e dagli scarichi industriali, come adeguati studi scientifici potrebbero dimostrare.

Marco CARRA (PD) ricorda di aver presentato, nella seduta del 22 dicembre scorso, una nuova formulazione della sua risoluzione, aggiornata alla luce delle dichiarazioni rese dal Ministro galan all'Assemblea, nella citata seduta del 24 novembre scorso.
Sottolinea quindi che la sua risoluzione, analoga a quella presentata dalla collega Beccalossi, intende rafforzare l'azione del Governo in sede europea, affinché possano essere adottate decisioni utili a sostegno degli agricoltori e degli allevatori italiani. In questo senso, le ragioni esposte dal deputato Fogliato sono comprensibili, ma la sua proposta in realtà non contribuisce a conseguire il risultato che appare necessario.
Auspica in ogni caso che si possa pervenire ad una posizione ampiamente condivisa dalla Commissione.


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Il Ministro Giancarlo GALAN esprime parere favorevole alla risoluzioni all'ordine del giorno, osservando che effettivamente la strada delle deroghe, troppo spesso percorsa, ha determinato un aggravamento dei problemi. Sarebbe pertanto favorevole ad una nuova impostazione del modo di affrontare tali problemi.

Angelo ZUCCHI, presidente, tenuto conto della posizione favorevole del Governo, invita i presentatori a valutare la possibilità di elaborare una risoluzione unitaria. Lascia quindi la presidenza al presidente Paolo Russo, ora ritornato in Commissione.

Paolo RUSSO, presidente, concordando con il collega Zucchi, fa presente che, ove i presentatori delle risoluzioni fossero disponibili a lavorare ad un testo unitario, si potrebbe rinviare il seguito della discussione alla seduta di martedì, alla quale è già prevista la partecipazione del Ministro.

Nicodemo Nazzareno OLIVERIO (PD), condividendo l'obiettivo politico di definire una risoluzione unitaria, dichiara la disponibilità del suo gruppo a lavorare in tale direzione, se gli altri gruppi saranno ugualmente disponibili.

Sebastiano FOGLIATO (LNP) si dichiara disponibile ad accogliere l'invito della presidenza, ricordando tuttavia che l'unico impegno previsto nella sua risoluzione è nel senso di una revisione delle zone vulnerabili.

Viviana BECCALOSSI (PdL) considera opportuno impegnarsi per elaborare una risoluzione unitaria, che avrebbe un significato politico più rilevante.

Paolo RUSSO, presidente, ribadendo l'invito ai colleghi a trovare una soluzione che renda più efficace l'azione della Commissione, rinvia ad altra seduta il seguito della discussione.

La seduta termina alle 14.10.

SEDE LEGISLATIVA

Martedì 18 gennaio 2011. - Presidenza del presidente Paolo RUSSO. - Interviene il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan.

La seduta comincia alle 14.10

Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari.
C. 2260-bis-B, approvato della Camera e modificato dalla 9a Commissione permanente del Senato.
(Discussione e conclusione - Approvazione).

La Commissione inizia la discussione del disegno di legge.

Paolo RUSSO, presidente, avverte che, ai sensi dell'articolo 65, comma 2, del Regolamento, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso l'impianto audiovisivo a circuito chiuso.
Dichiara quindi aperta la discussione sulle linee generali.

Viviana BECCALOSSI (PdL), relatore, dopo aver ripercorso il complesso iter del disegno di legge, sottolinea, con particolare riferimento alla nuova disciplina dell'etichettatura di origine dei prodotti alimentari, che si tratta di un provvedimento molto atteso e di un risultato importante, che potrà essere ulteriormente migliorato in fase di attuazione.
Manifesta infine apprezzamento per il fatto che con tale provvedimento la politica dà una risposta unitaria al mondo agricolo.

Il Ministro Giancarlo GALAN desidera ringraziare per il lavoro svolto le Commissioni Agricoltura della Camera e del Senato, i rispettivi presidenti, i rappresentanti di tutti i gruppi. Desidera altresì ringraziare il suo predecessore Zaia, che si è fortemente impegnato sul provvedimento.


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Angelo ZUCCHI (PD) sottolinea che il suo gruppo è favorevole al provvedimento, che dovrà aprire una partita politica in ambito europeo. Infatti, se la sua approvazione non sarà seguita da una seria azione politica nei confronti dei paesi dell'Unione, la nuova legge rischierà di essere inapplicabile. Al riguardo, osserva peraltro che in Europa l'orientamento in tema di etichettatura di origine dei prodotti alimentari è nel tempo migliorato: Tale misura è inoltre resa attuale dai recenti casi di contaminazione da diossina di uova e carni provenienti da allevamenti tedeschi.
Desidera ricordare il contributo offerto dal suo gruppo per migliorare il testo inizialmente approvato dal Senato in tema di etichettatura di origine (C. 2743), con le proposte poi accolte relative all'estensione a tutte le filiere dell'obbligo di etichettatura, alla tracciabilità dei prodotti e all'indicazione in etichetta degli ingredienti contenenti organismi geneticamente modificati. I miglioramenti in tal modo apportati consentono ora al suo gruppo di votare convintamente a favore del testo in discussione.

Sebastiano FOGLIATO (LNP) sottolinea la valutazione favorevole del suo gruppo sul provvedimento, inizialmente presentato dall'ex ministro Zaia. Esso infatti, con l'etichettatura di origine dei prodotti alimentari, consente di tributare il dovuto riconoscimento al lavoro svolto dai produttori agricoli italiani. Si tratta del risultato di un lavoro che dovrà proseguire con la definizione dei provvedimenti attuativi. Esprime pertanto soddisfazione per il fatto che si giunge oggi alla sua approvazione definitiva.

Sabrina DE CAMILLIS (PdL) giudica importante la legge che la Commissione si accinge ad approvare, che soddisfa il diritto del consumatore ad essere informato sui cibi che consuma, esigenza particolarmente viva anche a seguito dei recenti episodi di contaminazione da diossina. Si tratta inoltre di uno strumento a tutela della qualità delle produzioni.
Invita pertanto il Governo a dare immediata attuazione alle disposizioni in materia di etichettatura, per dare concretezza agli obiettivi che si vogliono conseguire. Invita altresì il Governo a prestare particolare attenzione alla filiera suinicola, nonché alla standardizzazione delle procedure di controllo sui prodotti trasformati.
Sottolinea infine che la nuova disciplina dell'etichettatura di origine potrà contribuire a far valere la qualità delle produzioni italiane nei mercati internazionali. Inoltre, anche le regole da definire a livello europeo dovranno consentire la valorizzazione delle produzioni italiane, come già avvenuto in passato per l'olio di oliva.

Giuseppe RUVOLO (Misto-Noi Sud-PID) rileva che è finalmente arrivato a conclusione un iter avviato da molto tempo. Nel merito, precisa che - benché avrebbe potuto dichiararsi contrario ad un testo nel quale il Senato ha soppresso due importanti articoli già approvati dalla Camera, anche su sua proposta - tuttavia si rende conto della necessità di dare una risposta concreta alle esigenze dei produttori agricoli e dei consumatori. Sottolinea infine che il Governo dovrà ora responsabilmente operare per far valere in concreto le ragioni che hanno portato all'approvazione del provvedimento.

Paolo RUSSO (PdL), presidente, avverte che consentirà ulteriori interventi richiesti da deputati appartenenti a gruppi già intervenuti nella discussione generale.

Sandro BRANDOLINI (PD) osserva preliminarmente che i festeggiamenti per l'approvazione della nuova legge dovrebbero essere rinviati al momento dell'effettiva sua attuazione. Nel merito, il provvedimento appare migliorato rispetto al testo inizialmente approvato dal Senato, anche per merito delle proposte avanzate dal suo gruppo. Tuttavia, se l'Italia vorrà rendere concretamente applicabili le disposizioni in materia di etichettatura, dovrà sollecitamente


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seguire le procedure prescritte dall'Unione europea. Ricorda in proposito che l'Unione europea sta esaminando un «pacchetto qualità», che dovrà prevedere un sistema di etichettatura quale strumento di valorizzazione delle produzioni di qualità, particolarmente soggette a contraffazione.
Ritiene poi che l'elemento negativo del testo in discussione sta nella soppressione da parte del Senato degli articoli 2 e 3 del testo approvato dalla Camera, sui quali è mancato l'impegno del Governo a reperire le necessarie risorse finanziarie, pur trattandosi di importanti misure per lo sviluppo dell'imprenditoria agricola giovanile e per favorire la concentrazione delle imprese cooperative. Inoltre, il testo che arriva all'approvazione definitiva non è più quello inizialmente presentato dal Governo, che prevedeva anche una pluralità di misure a sostegno del mondo agricolo. Ritiene pertanto necessario un impegno a riprendere le parti a suo tempo oggetto di stralcio, per definire un ulteriore provvedimento per il rafforzamento della posizione del sistema agricolo a livello nazionale e internazionale.

Marco CARRA (PD), esprimendo rammarico per la soppressione da parte del Senato di alcune misure già approvate dalla Camera, sottolinea che il provvedimento in discussione non reca risorse finanziarie. Invita pertanto il Ministro ad intensificare la sua battaglia affinché il Governo decida di destinare risorse al comparto agricolo.
Ricorda poi che il Parlamento europeo, in sede di esame di una proposta di regolamento sulle informazioni alimentari ai consumatori, aveva proposto una disciplina più avanzata in tema di etichettatura di origine, che tuttavia non è stata accolta dal competente Consiglio. Invita pertanto il Ministro anche ad operare con determinazione in sede europea perché possa essere conseguito l'obiettivo del provvedimento che la Commissione si accinge ad approvare.

Paolo RUSSO, presidente, non essendovi altri iscritti a parlare, dichiara chiusa la discussione sulle linee generali. Prende inoltre atto che il relatore e il Ministro rinunziano alla replica.
Avverte quindi che si passerà ora all'esame degli articoli.
Ricorda che tutte le Commissioni cui il disegno di legge è stato assegnato in sede consultiva hanno espresso i prescritti pareri. In particolare, le Commissioni I, V, VIII e XII hanno espresso parere favorevole, mentre la VI Commissione ha espresso un nulla osta all'ulteriore corso del progetto di legge.
Avverte poi che, deliberando la Commissione su un testo già approvato in prima lettura dalla Camera e successivamente modificato dal Senato, la Commissione delibererà soltanto sulle parti modificate dal Senato, a norma del comma 2 dell'articolo 70 del regolamento.
Pertanto, non saranno posti in votazione gli articoli 1, 3, 4, 6 e 7, in quanto non modificati dal Senato. Non sarà del pari posto in votazione l'articolo 5, in quanto l'unica modifica in esso contenuta riguarda un mero riferimento interno ad altro articolo, che ha cambiato numerazione a seguito della soppressione, disposta al Senato, degli articoli 2 e 3 del testo già approvato dalla Camera.
Ricorda altresì che nell'ultima riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, si è convenuto di non fissare un termine per la presentazione di emendamenti.
Invita infine i gruppi a formalizzare le sostituzioni.

Si passa quindi all'esame dell'articolo 2, modificato dal Senato, al quale non risultano presentati emendamenti.

La Commissione approva l'articolo 2, come modificato dal Senato.

Paolo RUSSO, presidente, avverte che sono stati presentati quattro ordini del giorno (vedi allegato 4).
Prendendo atto che i presentatori non chiedono di intervenire per illustrarli, invita il rappresentante del Governo a esprimere il proprio parere.


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Il Ministro Giancarlo GALAN accoglie tutti gli ordini del giorno presentati.

Paolo RUSSO, presidente, prende atto che i presentatori non insistono per la votazione dei rispettivi ordini del giorno.
Avverte quindi che si passerà ora alle dichiarazioni di voto finale.

Anita DI GIUSEPPE (IdV) preannuncia il voto favorevole sul provvedimento, sul quale si è registrato l'impegno di tutti i gruppi. Sarà ora il Governo a doversi impegnare in sede di Unione europea per assicurare le condizioni di applicabilità della nuova legge, a tutela dei consumatori, soprattutto di fronte alle ricorrenti notizie che suscitano preoccupazioni sulla qualità dei prodotti alimentari. Rileva tuttavia che l'etichettatura di origine non è una misura sufficiente, in quanto appare necessario intervenire soprattutto per garantire che gli agricoltori possano continuare a produrre qualità.

Teresio DELFINO (UdC), dichiarando il voto favorevole del suo gruppo, sottolinea che la nuova disciplina dell'etichettatura, di grande impatto mediatico, costituisce il risultato di una battaglia storica di alcune organizzazioni professionali, divenuta poi patrimonio comune del mondo agricolo.
Ritiene quindi che non si tratta di una norma-manifesto, in quanto il suo gruppo confida nell'impegno che il Governo ha assunto ad operare in sede europea affinché la nuova legge possa avere ampia e integrale applicazione. Infatti, essa costituisce uno strumento a tutela dei produttori agricoli, nei confronti dei fenomeni di agropirateria e di sosfisticazione alimentare, e a tutela dei consumatori, ai quali dovranno essere fornite informazioni puntuali sui prodotti alimentari. In tal modo, inoltre, si prosegue su un percorso finora già seguito per alcuni singoli prodotti.
Invita inoltre il Governo ad assicurare il suo impegno anche sul piano dei controlli.

Nicodemo Nazzareno OLIVERIO (PD) osserva preliminarmente che le scelte che oggi l'Italia sta compiendo, probabilmente saranno adottate tra qualche anno per tutta l'Unione europea, come dichiarato dal Commissario europeo per la salute e i consumatori. Al riguardo, sottolinea che il suo gruppo ritiene che una normativa nazionale sull'etichettatura di origine dei prodotti agricoli non potrà avere valore, nemmeno verso i produttori italiani, perché interviene su materia di competenza dell'Unione europea. Tuttavia, ha deciso di sostenere l'approvazione del provvedimento, per sostenere l'azione che il Ministro dovrà condurre in sede europea e dargli un solenne mandato ad impegnarsi affinché l'Unione europea approvi un'analoga disciplina. Con la nuova legge, l'Italia potrà dunque fare da «apripista» e disporre di uno strumento di pressione, in vista della definizione del nuovo regolamento europeo sulle informazioni alimentari ai consumatori, il cui iter è da tempo avviato, con risultati finora insufficienti.
Nel merito, osserva che il testo che giunge all'approvazione definitiva è ben diverso da quello approvato inizialmente dal Senato in tema di etichettatura, anche grazie alle proposte emendative presentate dal gruppo del PD e accolte dalla Camera e dal Senato. Premesso che l'etichettatura costituisce la «carta d'identità» dei prodotti alimentari, ricorda in particolare che su proposta del suo gruppo è stato esteso a tutte le filiere l'obbligo di etichettatura di origine. Inoltre, sempre su proposta del suo gruppo, è stato previsto il preventivo parere parlamentare sui decreti attuativi che dovranno definire la disciplina di attuazione di tale obbligo. Ancora il suo gruppo ha proposto l'obbligo di indicare in etichetta anche gli ingredienti in cui vi sia presenza di organismi geneticamente modificati.
Esprime invece rammarico per la soppressione, da parte del Senato, degli articoli 2 e 3, che dovranno essere recuperati in altro provvedimento.
Osserva quindi che qualche perplessità resta ancora, per esempio laddove si prevede per i prodotti trasformati che il Paese di origine sia quello della materia prima «prevalente» nonché quello in cui è avvenuta


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la cosiddetta «ultima trasformazione sostanziale». Si tratta di aspetti che dovranno essere chiariti in sede di decreti ministeriali di attuazione, anche con il contributo del prescritto parere parlamentare.
Infine, sottolineando che l'agricoltura ha bisogno anche di altre misure, di risorse economiche e di ulteriori provvedimenti, ribadisce che il suo gruppo sostiene l'azione della Commissione, affinché l'agricoltura sia tenuta della dovuta considerazione dal Governo e dal Parlamento.

Giovanni DIMA (PdL), nel dichiarare il voto favorevole del suo gruppo, desidera ringraziare la Commissione tutta per aver voluto sostenere unitariamente l'approvazione del provvedimento. Desidera altresì sottolineare che, anche grazie alla coesione registratasi in Commissione, esso consentirà all'Italia di fare da battistrada rispetto alla legislazione da adottare anche a livello europeo, dando al Governo un mandato forte in tale direzione. Richiama altresì la sfida che ciò costituirà per i territori, in una prospettiva che vede l'Italia all'avanguardia nella sicurezza alimentare e nella qualità delle produzioni.

Sebastiano FOGLIATO (LNP), preannunciando il voto favorevole del suo gruppo, desidera ringraziare il precedente Ministro delle politiche agricole, Luca Zaia, che si è fortemente impegnato per conseguire il risultato odierno. Manifesta inoltre apprezzamento per la posizione favorevole assunta dal centrosinistra, anche se tardivamente. Ringrazia altresì il Ministro Galan, per aver portato avanti il provvedimento, riconoscendolo quale priorità per dare maggior valore alle produzioni agricole e maggiori informazioni ai consumatori.

Fabio RAINIERI (LNP), intervenendo a titolo personale, quale rappresentante del suo gruppo in seno alla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, desidera sottolineare l'importanza del provvedimento ai fini del contrasto alla contraffazione dei prodotti italiani. Si tratta di uno strumento essenziale a tali fini, richiesto, per esempio, anche dal direttore dell'Agenzia per le dogane e dal Presidente dell'Istituto per il commercio, intervenuti in audizione presso la citata Commissione.

Paolo RUSSO, presidente, al momento dell'approvazione definitiva del provvedimento in discussione, desidera ringraziare le organizzazioni di categoria, il Ministro Galan e il suo predecessore Zaia, il relatore e tutti i colleghi deputati, nonché gli uffici. Ricorda infine che le disposizioni del nuovo testo del disegno di legge C. 2260, elaborato dalla Commissione Agricoltura e stralciate in prima lettura dall'Assemblea, sono oggetto di un autonomo disegno di legge, assegnato all'esame della Commissione.
Avverte infine che, a norma dell'articolo 49 del regolamento, la votazione finale del disegno di legge avverrà a scrutinio palese, mediante appello nominale.
Dopo aver dato conto delle sostituzioni e dei deputati in missione, indìce quindi la votazione nominale sul disegno di legge C. 2260-bis-B, già approvato della Camera e modificato dalla 9a Commissione permanente del Senato

La Commissione, con votazione nominale finale, approva il disegno di legge C. 2260-bis-B.

La seduta termina alle 15.10

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

XIII Commissione - Martedì 18 gennaio 2011


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ALLEGATO 1

Interrogazione n. 5-03818 Cenni: Sul funzionamento del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale e sulla salvaguardia delle funzioni del Dicastero agricolo in materia di attività venatoria.

TESTO DELLA RISPOSTA

Il Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, istituito con la legge che reca norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio (n. 157 del 1992), è l'organo tecnico consultivo per quel che concerne l'attuazione della legge citata.
Preme evidenziare in proposito che, non essendo pervenute negli ultimi mesi particolari segnalazioni di questioni da sottoporre al parere del predetto Comitato, non si è proceduto alla sua convocazione.
Per quanto concerne, invece, il Comitato Animal Friendly cui si fa cenno nell'atto parlamentare in esame, si ritiene opportuno precisare che tale Comitato non ha specifiche competenze istituzionali e che, pertanto, in nessun modo può interferire in materie attribuite per legge al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.


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ALLEGATO 2

Interrogazione n. 5-01064 Marchioni: Sul regime degli oneri relativi al sistema di localizzazione e controllo satellitare delle navi da pesca (blue box).

TESTO DELLA RISPOSTA

Si fa innanzitutto presente che la normativa comunitaria, in linea con i principi della politica comune della pesca sulla conservazione e lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca, ha disposto l'istituzione di un sistema di localizzazione e controllo satellitare (denominato VMS) per monitorare l'attività di pesca, introducendo l'obbligo, per gli armatori delle unità da pesca superiori ai 15 metri di lunghezza, di dotarle del predetto impianto.
Nel nostro Paese, è stato disposto il graduale trasferimento a carico degli armatori degli oneri relativi al funzionamento del sistema VMS al fine di assicurare una gestione autonoma degli apparati installati a bordo delle rispettive navi da pesca e per uniformarsi a quanto già avviene negli altri Stati dell'Unione europea.
Peraltro, il Ministro ha attivato una misura diretta a sostenere i costi per il funzionamento del sistema VMS e a favorire l'intestazione delle relative utenze in capo agli armatori, attraverso la corresponsione di un contributo pari a 1.000 euro per imbarcazione.
Tale provvedimento, che si aggiunge ad analogo decreto con cui sono stati concessi altri 780 euro a beneficiario per fronteggiare i costi di funzionamento, ha coperto interamente i costi sostenuti dagli armatori per il traffico generato dalle blue box.
Per quanto concerne il secondo punto dell'interrogazione, si fa presente che la normativa comunitaria vigente non consente di utilizzare altre apparecchiature in alternativa al sistema VMS in uso, che risulta l'unico, basato su tecnologie satellitari, rispondente ai requisiti tecnici ritenuti idonei a garantire il controllo delle attività di pesca della flotta.
Relativamente all'adozione di iniziative volte a liberalizzare l'acquisto delle apparecchiature di controllo e la gestione del servizio, preme evidenziare che si è già proceduto con successo all'effettiva liberalizzazione del mercato, implementando le componenti software finalizzate alla gestione dinamica del servizio di traffico satellitare, e che la manutenzione può essere effettivamente operata da ogni azienda per quanto riguarda la verifica del funzionamento dell'apparato con l'eventuale suo riavvio.
Si coglie l'occasione per far presente, infine, che si sta valutando la possibilità di predisporre un decreto che disciplini i requisiti dei soggetti che potranno effettuare tale attività, ivi compresa la sostituzione delle blue box.


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ALLEGATO 3

Interrogazione n. 5-04066 Beccalossi: Sulle notizie di stampa concernenti la presunta abrogazione della legge n. 283 del 1962, sulla disciplina della produzione di alimenti.

TESTO DELLA RISPOSTA

Si ritiene opportuno far presente che la legge n. 283 del 1962, relativa alla disciplina igienica della produzione e della vendita degli alimenti, deve ritenersi tuttora in vigore, in quanto rientra nella fattispecie prevista dalla legge n. 246 del 2005 relativa ai cosiddetti «settori esclusi», che dispone la permanenza in vigore di tutti i testi normativi che rechino nell'epigrafe la dizione «codice» o «testo unico».
Pertanto, la suddetta legge e tutti gli altri provvedimenti legislativi rientranti nella fattispecie in questione sono automaticamente sottratti al meccanismo dell'abrogazione generalizzata (cosiddetta «ghigliottina») dal 16 dicembre 2010, senza necessità che gli stessi vengano espressamente individuati ed inclusi tra le leggi statali ritenute indispensabili.
Si ritiene opportuno precisare, inoltre, che il Ministro per la semplificazione normativa, a nome del Governo, ha già avuto modo di chiarire che la legge in questione non deve ritenersi abrogata perché attiene a modifiche di un testo unico.


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ALLEGATO 4

Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari. C. 2260-bis-B, approvato della Camera e modificato dalla 9a Commissione permanente del Senato.

ORDINI DEL GIORNO

La XIII Commissione,
premesso che:
l'articolo 4 del disegno di legge C. 2260-bis-B (Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari) prevede che, al fine di assicurare ai consumatori una completa e corretta informazione sulle caratteristiche dei prodotti alimentari commercializzati, trasformati, parzialmente trasformati o non trasformati, nonché al fine di rafforzare la prevenzione e la repressione delle frodi alimentari, è obbligatorio, nei limiti e secondo le procedure di cui al medesimo articolo, riportare nell'etichettatura di tali prodotti, oltre alle indicazioni di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, relativo all'etichettatura, alla presentazione e alla pubblicita' dei prodotti alimentari, l'indicazione del luogo di origine o di provenienza e, in conformità alla normativa dell'Unione europea, dell'eventuale utilizzazione di ingredienti in cui vi sia presenza di organismi geneticamente modificati in qualunque fase della catena alimentare, dal luogo di produzione iniziale fino al consumo finale;
esistono, fin dal 1992, norme comunitarie volte a tutelare le denominazioni di origine, ossia dei luoghi che designano i prodotti agricoli ed alimentari le cui caratteristiche sono dovute proprio a tali origini territoriali, nonché disposizioni volte a tutelare particolari prodotti agroalimentari tradizionali. Si tratta, in particolare, degli attuali regolamenti (CE) n. 510/2006 e n. 509/2006, relativi rispettivamente alle indicazioni geografiche protette (IGP) e denominazioni d'origine protette (DOP) e alle specialità tradizionali garantite (STG);
anche i vini le cui caratteristiche specifiche sono dovute ai luoghi d'origine sono tutelati quali denominazioni d'origine, in particolare con le equivalenti denominazioni DOC e DOCG. Per dare certezza sull'origine di tali vini, è stato disposto, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61, che i vini DOCG, e se del caso anche i vini DOC, debbano essere immessi al consumo muniti, a cura delle ditte imbottigliatrici, di uno speciale contrassegno, stampato dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, applicato in modo tale da impedire che il contenuto possa essere estratto senza l'inattivazione del contrassegno stesso. Esso è fornito di una serie e di un numero di identificazione;
l'uso del contrassegno, pure se previsto in via amministrativa, potrebbe essere previsto anche per l'immissione in commercio dei prodotti agroalimentari DOP, IGP e STG, soprattutto per conseguire una maggiore capacità di contrasto alla contraffazione ed una più attendibile garanzia della certificazione cogente;
l'applicazione dell'articolo 4 della nuova legge sull'etichettatura e la qualità dei prodotti alimentari è demandata a


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pertinenti decreti interministeriali del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e del Ministro dello sviluppo economico, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale nei settori della produzione e della trasformazione agroalimentare e acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari, previo espletamento della procedura di cui agli articoli 4, paragrafo 2, e 19 della direttiva 2000/13/CE;
sarebbe auspicabile che, tramite i decreti ministeriali sopra citati, si potessero rendere obbligatori, anche per i prodotti agroalimentari DOP, IGP e STG, i contrassegni di garanzia già imposti per l'immissione al consumo dei vini DOCG e DOC,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità che i decreti attuativi di cui all'articolo 4, commi 3 e 4, del disegno di legge, contengano disposizioni volte ad estendere, entro il 1o gennaio 2012, anche ai prodotti agricoli ed agroalimentari designati da DOP (denominazione di origine protetta), IGP (indicazione geografica protetta) ed STG (specialità tradizionale garantita), le modalità di sicurezza della certificazione dell'origine di cui all'articolo 19, comma 3, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61, basata su speciali contrassegni, stampati dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, e che per tali scopi gli stessi decreti stabiliscano altresì le caratteristiche, le diciture, nonché le modalità per la fabbricazione, l'uso, la distribuzione, il controllo, la gestione telematica ed il costo dei contrassegni.
0/2260-bis-B/XIII/1.Negro, Rainieri.

La XIII Commissione,
premesso che:
l'articolo 4 dispone che è obbligatorio, nei limiti e secondo le procedure di cui al medesimo articolo, riportare nell'etichettatura dei prodotti alimentari commercializzati, trasformati, parzialmente trasformati o non trasformati l'indicazione del luogo di origine o di provenienza;
il medesimo articolo, ai commi 3 e 4, prevede che con successivi decreti interministeriali del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e del Ministro dello sviluppo economico, saranno definite le ulteriori disposizioni necessarie per l'attuazione dell'obbligo di etichettatura di origine, tra le quali, in particolare, quelle concernenti l'individuazione, relativamente a ciascuna filiera, dei prodotti alimentari soggetti all'obbligo medesimo;
il comma 3 dell'articolo 4 prevede inoltre che, in sede di prima applicazione, il procedimento per l'adozione dei decreti interministeriali sopra indicati deve essere attivato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della nuova legge;
considerato che il settore lattiero-caseario costituisce un settore di primaria importanza del comparto agroalimentare e dell'economia italiana nel suo complesso, nel quale si è espressa con particolare evidenza l'eccellenza delle tradizioni produttive dei nostri territori;
considerato altresì che le recenti notizie sulla contaminazione da diossina di uova e carni provenienti da allevamenti tedeschi rendono necessario intervenire con urgenza a tutela del settore suinicolo italiano, che rischia di subire pesanti e ingiuste ripercussioni;

impegna il Governo

a dare attuazione alle disposizioni in premessa indicate, intervenendo prioritariamente per l'applicazione dell'obbligo di etichettatura di origine alla filiera lattiero-casearia e alla filiera suinicola.
0/2260-bis-B/XIII/2.Beccalossi, Biava, Catanoso, De Camillis, De Girolamo, Di Caterina, Dima, D'Ippolito Vitale, Faenzi, Gottardo, Muro, Nastri, Nola, Romele, Paolo Russo, Taddei.


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La XIII Commissione,
premesso che:
con l'approvazione del disegno di legge C. 2260-bis-B, recante «Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari», l'Italia sarà il primo paese in Europa ad avere etichette chiare e trasparenti a tutela dei prodotti tipici e tradizionali e a vantaggio dei consumatori che saranno informati sulla qualità del prodotto che acquistano;
rimangono, tuttavia, ancora da approfondire alcuni aspetti fondamentali, tra i quali il principale è rappresentato dal fatto che si tratta di un provvedimento applicato solo in Italia e non a livello europeo;
la nuova disciplina, infatti, risulta avanzata rispetto all'orientamento europeo; tuttavia, gli scandali alimentari, come da ultimo l'allarme in corso per la diossina trovata in Germania nelle uova e nella carne di maiale, potrebbero determinare una posizione favorevole dell'Unione europea rispetto alle nuove regole italiane sull'etichettatura;
considerato che:
nel mese di dicembre scorso il Presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo ha segnalato «la drammatica battuta d'arresto» del regolamento europeo sull'etichettatura obbligatoria degli alimenti, sottolineando come l'accordo raggiunto tra i ministri europei al Consiglio del 7 dicembre ha bocciato quanto approvato in precedenza dall'aula di Strasburgo;
in particolare, l'obbligo d'indicare in etichetta il luogo di provenienza dei prodotti agricoli per i prodotti mono ingrediente e per carne e pesce, ove utilizzati come unico ingrediente nei prodotti trasformati, che era stato introdotto dal Parlamento europeo dopo il lungo e complesso lavoro della Commissione Agricoltura, è stato sostituito da un sistema di etichettatura su base volontaria, ad eccezione del caso in cui si induca in errore il consumatore. I ministri europei poi per gli altri prodotti rimandano ad una relazione della Commissione, da presentare al Parlamento entro tre anni, per valutare l'opportunità di introdurre sistemi di etichettatura obbligatoria;
preso atto che:
il provvedimento in esame introduce invece l'obbligo di segnalare in etichetta l'indicazione del luogo di origine o provenienza e anche l'eventuale utilizzazione di ingredienti in cui vi sia presenza di organismi geneticamente modificati (OGM), in conformità alla normativa comunitaria, in qualunque fase della catena alimentare, dal luogo di produzione iniziale fino al consumo finale;
attualmente in Italia l'obbligo di indicare l'origine in etichetta è in vigore solo per la carne bovina, il pollo, le uova, l'olio extravergine di oliva, il miele, il latte, la frutta e la verdura, la passata di pomodoro; con le nuove disposizioni lo diventerà anche per prodotti come carne di maiale, di agnello e di coniglio, per yogurth, formaggi e altri prodotti freschi, per prodotti trasformati o non trasformati; sarà una legge dunque di ampio raggio, per la cui attuazione si avranno in Europa iter differenziati, con negoziati per ogni singolo prodotto;
rilevato che:
l'articolo 4, comma 3, del disegno di legge dispone che i Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dello sviluppo economico, d'intesa con la Conferenza Unificata, provvedono a definire con propri decreti le modalità per l'indicazione obbligatoria dell'etichettatura per i singoli prodotti, previo espletamento della procedura prevista dall'Unione europea, che prevede la valutazione dell'obbligo di etichettatura alla luce del quadro generale sulle procedure di informazione disciplinate dalla direttiva 98/34/CE e dalla direttiva 2000/13/CE, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l'etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità;


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impegna il Governo

ad attivarsi nel più breve tempo possibile con le competenti istituzioni europee, promuovendo sinergie tra gli Stati membri dell'Unione europea, al fine di rendere pienamente applicabili le nuove disposizioni nazionali sull'obbligo di etichettatura dei prodotti alimentari.
0/2260-bis-B/XIII/3. Oliverio, Zucchi, Ago- stini, Brandolini, Marco Carra, Cenni, Cuomo, Dal Moro, Fiorio, Marrocu, Mario Pepe (PD), Sani, Servodio, Trappolino.

La XIII Commissione,

impegna il Governo

a garantire che dall'applicazione delle disposizioni in materia di attività sementiera, di cui all'articolo 3, comma 2, lettera a), non risulti pregiudicata la produzione delle varietà da conservazione, ai sensi dell'articolo 19-bis della legge n. 1096 del 1971, e successive modificazioni.
0/2260-bis-B/XIII/4.Cenni.

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