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Resoconti delle Giunte e Commissioni

Resoconto della XIII Commissione permanente
(Agricoltura)
XIII Commissione

SOMMARIO

Giovedì 17 febbraio 2011


SEDE CONSULTIVA:

DL 225/10: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie. C. 4086 Governo, approvato dal Senato (Parere alle Commissioni riunite I e V) (Esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni) ... 351
ALLEGATO (Proposta di parere del relatore approvata dalla Commissione) ... 359

XIII Commissione - Resoconto di giovedì 17 febbraio 2011


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SEDE CONSULTIVA

Giovedì 17 febbraio 2011. - Presidenza del presidente Paolo RUSSO.

La seduta comincia alle 9.

DL 225/10: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie.
C. 4086 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alle Commissioni riunite I e V).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione inizia l'esame del disegno di legge.

Sabrina DE CAMILLIS (PdL), relatore, ricordando che il provvedimento nel suo complesso dispone la proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di diversi interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie, si sofferma sulle disposizioni di maggiore interesse per la Commissione Agricoltura.
Illustra quindi l'articolo 2, comma 1-ter, che prevede che, fino al completo trasferimento alle regioni e alle province dei beni del demanio marittimo e idrico, previsto dall'articolo 1, comma 3, del decreto legislativo n. 85 del 2010, recante attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, in attuazione della legge delega sul federalismo fiscale, si provveda, per i terreni agricoli e le valli da pesca della laguna di Venezia, alla ricognizione dei compendi già di proprietà privata in quanto costituiti da valli arginate alla data di entrata in vigore del dell'articolo 28 codice della navigazione, approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327. In proposito, segnala che la disposizione è legata alla controversia sul regime giuridico delle valli da pesca e dei terreni ricadenti nella conterminazione della laguna veneta.
L'articolo 2, comma 5-novies, fissa al 31 marzo 2011 il termine entro il quale le società in cui sono costituiti i centri di assistenza agricola devono adeguarsi ai requisiti di garanzia e di funzionamento previsti dal decreto ministeriale 27 marzo 2008, il quale reca una significativa riforma della disciplina di tali enti. Tale


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decreto prevedeva originariamente per l'adeguamento dei centri ai requisiti prescritti e dunque per l'operatività della riforma il termine di dodici mesi a decorrere dalla data della sua pubblicazione. Tale termine è stato prorogato una prima volta con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali dell'8 maggio 2009 e una seconda volta con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del 15 aprile 2010. L'ultima proroga fissava il termine per l'adeguamento in trentasei mesi dalla pubblicazione del decreto e, quindi, al 7 maggio 2011. Con la disposizione in commento si stabilisce pertanto un termine anticipato rispetto alla scadenza attualmente vigente. Segnala al riguardo che, apportando con atto legislativo una modifica al termine ora recato da un decreto ministeriale, ne consegue che quest'ultimo presenterà un diverso grado di «resistenza» ad interventi modificativi successivi.
Illustra quindi l'articolo 2, commi da 5-undecies a 5-quaterdecies, che recano proroga e ridefinizione del Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura. Il comma 5-undecies proroga fino al 31 dicembre 2011 il termine di validità del Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura in acque marine e salmastre, la cui prima ed unica versione (per il biennio 2007-2009) era stata già prorogata per l'anno 2010 al fine di dare attuazione ad obblighi comunitari. I commi 5-duodecies 5-terdecies e 5-quaterdecies definiscono un nuovo strumento programmatorio in materia di pesca: si tratta del «Programma nazionale triennale della pesca», che il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali adotta sentita la Commissione consultiva centrale per la pesca e l'acquacoltura. Il Programma nazionale deve contenere gli interventi di esclusiva competenza nazionale, indirizzati alla tutela dell'ecosistema marino e della concorrenza e competitività delle imprese di pesca nazionali, nel rispetto delle competenze regionali ed in coerenza con la normativa comunitaria. I relativi interventi sono destinati sia a soggetti imprenditoriali sia, relativamente alle iniziative di promozione della cooperazione, dell'associazionismo ed a favore dei lavoratori dipendenti, alle associazioni nazionali riconosciute delle cooperative della pesca, alle associazioni nazionali delle imprese di pesca con rappresentanza diretta nel CNEL, alle associazioni nazionali delle imprese di acquacoltura, alle organizzazioni sindacali nazionali stipulanti il contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento nel settore della pesca, agli enti bilaterali previsti da tale contratto collettivo, ai consorzi riconosciuti ed ai soggetti individuati in relazione ai singoli interventi previsti dal Programma nazionale. Si prevede inoltre che gli uffici ministeriali competenti informino la Commissione consultiva centrale per la pesca e l'acquacoltura circa l'andamento del Programma, fornendo un quadro complessivo dei risultati raggiunti. Sono poi abrogate le disposizioni del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, che regolavano il precedente strumento programmatorio (ed il relativo organo definito «Tavolo azzurro»). Infine, si prevede che le predette disposizioni non devono comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
L'articolo 2, comma 12-terdecies, differisce al 30 giugno 2011 il pagamento degli importi con scadenza al 31 dicembre 2010 dovuti dai produttori di latte in ragione dei piani di rateizzazione in materia di quote latte. In particolare, si prevede che, al fine di fare fronte alla grave crisi in cui versa il settore lattiero-caseario, sono differiti al 30 giugno 2011 i termini per il pagamento degli importi con scadenza 31 dicembre 2010 previsti dai piani di rateizzazione di cui al decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, e al decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, come prorogato dall'articolo 40-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Ricorda in proposito che il citato articolo 40-bis del decreto legge n. 78 del 2010 aveva


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prorogato al 31 dicembre 2010 il termine per il pagamento delle rate con scadenza al 30 giugno 2010. Agli oneri conseguenti alla proroga, valutati in 5 milioni di euro per l'anno 2011, si provvede a valere sulle disponibilità di cui all'articolo 1, comma 40, quarto periodo, della legge 13 dicembre 2010, n. 220. Alla tabella 1 (prevista dall'articolo 1 del disegno di legge) è altresì prevista la proroga al 31 marzo 2011 delle attività del Commissario straordinario per le quote latte chiamato a vagliare le domande di rateizzazione.
L'articolo 2, comma 2-quinquiesdecies, proroga di un anno il termine del 31 dicembre 2010 entro il quale l'Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e della trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia (EIPLI) è assoggettato alla disciplina per cui gli enti pubblici non economici devono essere riordinati o soppressi. Ricorda in proposito che l'articolo 26 del decreto-legge n. 112 del 2008 (cosiddetto «taglia enti»), aveva previsto una speciale procedura per il riordino o la soppressione degli enti pubblici non economici, disponendo inoltre la soppressione di tutti gli enti per i quali, alla scadenza del 31 marzo 2009, non fossero stati emanati i regolamenti di riordino. Il comma 3-bis dell'articolo 3 del decreto-legge n. 171 del 2008 ha successivamente prorogato al 31 marzo 2010 - per quel che riguarda l'EIPLI - il termine del 31 marzo 2009. Il termine del 31 marzo 2010 è stato ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2010 dall'articolo 2, comma 6, del decreto-legge n. 194 del 2010. Il comma in esame prescrive altresì al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di provvedere, entro il 31 dicembre 2011, con le procedure del citato articolo 26 del decreto legge n. 112 del 2008, di adottare il regolamento di riordino o di soppressione, previa liquidazione, dell'EIPLI. In caso di soppressione e messa in liquidazione la responsabilità dello Stato è limitata all'attivo in conformità alle norme sulla liquidazione coatta amministrativa. Al relativo onere l'Ente provvede con proprie disponibilità di bilancio. Si dispone inoltre anche la copertura degli effetti finanziari in termini di fabbisogno ed indebitamento.
Il comma 8 dell'articolo 2-quater riguarda i dirigenti di seconda fascia che avevano un contratto quinquennale in scadenza a fine 2010 con l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA). Nelle more dell'espletamento del nuovo concorso, bandito in data 30 novembre 2010 per l'assunzione di dirigenti, la norma autorizza l'AGEA a prorogare, non oltre il 31 dicembre 2011, data di prevedibile entrata in servizio dei vincitori del concorso, gli incarichi dirigenziali in questione nel limite massimo di tre unità. L'onere relativo è pari a 400 mila euro, cui si provvede a valere sulla dotazione finanziaria del fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5.
Infine, ribadisce che, alla Tabella 1 allegata all'articolo 1, al numero 22, si prevede la proroga delle attività del Commissario straordinario per le quote latte, che sarebbe dovuto restare in carica sino al 31 dicembre 2010. Infatti, essendo stato differito fino al 31 dicembre 2010 il termine per il pagamento degli importi con scadenza al 30 giugno 2010 previsti dai piani di rateizzazione in materia di quote latte (dal citato articolo 40-bis del decreto-legge n. 78 del 2010) ed essendo prorogati alla stessa data i termini per le domande di rateizzazione, si è reso necessario prorogare anche l'attività dell'organo incaricato di procedere ai relativi adempimenti. Gli oneri relativi alla suddetta proroga gravano sugli ordinari capitoli di bilancio dell'AGEA.
Desidera quindi ricordare alcune questioni che non sono state affrontate nel decreto-legge, come quelle relative al settore bieticolo-saccarifero, al finanziamento delle associazioni degli allevatori e della ricerca genetica per il settore zootecnico, alle agevolazioni per il gasolio utilizzato per le coltivazioni sotto serra.
Richiama altresì l'attenzione sul fatto che il provvedimento in esame, nel prevedere interventi finanziari per far fronte ai danni provocati da calamità naturali


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verificatesi in alcune aree del Paese, non appare trattare allo stesso modo tutti gli eventi analoghi. Citando in particolare i danni ingenti sofferti nel Molise, nel cratere sismico, sottolinea pertanto l'esigenza di interventi equi in tutto il territorio nazionale.
Si sofferma infine su altra questione rilevante che non è stata affrontata dal decreto-legge, concernente la rideterminazione dei valori dei terreni edificabili e con destinazione agricola e il relativo trattamento fiscale. Si tratta di una misura prevista per la prima volta dall'articolo 7 della legge n. 448 del 2001, che prevedeva una speciale modalità per la rivalutazione e il pagamento di un'imposta sostitutiva del 4 per cento del valore. I relativi termini sono stati di anno in anno prorogati; da ultimo, l'articolo 2, comma 229, della legge n. 191 del 2009 ha previsto la riapertura dei termini per le aree possedute al 1o gennaio 2010, con il versamento dell'imposta sostitutiva entro il 31 ottobre 2010. Al riguardo, sottolinea che la mancata proroga di tale misura e della relativa imposta sostitutiva comporterà un rilevante aggravio fiscale per i proprietari di aree che, anche in conseguenza di provvedimenti regionali, si troveranno ad essere qualificate edificabili e ciò anche nel caso in cui continuassero ad essere effettivamente destinate all'attività agricola. Sottolinea pertanto la necessità di un intervento in tale direzione.
Si riserva infine di formulare una proposta di parere all'esito del dibattito.

Ida D'IPPOLITO VITALE (PdL) richiama l'attenzione sullo stanziamento di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011 e 2012, previsto dall'articolo 2, comma 12-quinquies, destinato alle regioni Liguria, Veneto e Campania e ai comuni della provincia di Messina, per fronteggiare le spese conseguenti allo stato di emergenza derivante da eccezionali eventi metereologici. Al riguardo, sottolinea come non si prevedano risorse per la regione Calabria, nonostante gli impegni assunti dal Governo. Chiede pertanto al Presidente e ai colleghi di valutare la possibilità di presentare un ordine del giorno, ai fini del successivo esame in Assemblea, per prevedere adeguati finanziamenti anche per i gravi eventi metereologici che hanno colpito la regione Calabria e per interventi strutturali volti a fronteggiare l'alto rischio idrogeologico del relativo territorio. Si tratterebbe in generale di un dovere di responsabilità verso i territori esclusi dalle misure finanziarie del provvedimento in esame.

Marco CARRA (PD) giudica negativamente il provvedimento in esame, in particolare per l'azzeramento dei fondi in favore del settore zootecnico e per l'ulteriore proroga dei pagamenti in materia di quote latte. Al riguardo, osserva che il Ministro Galan stavolta ha avuto il pudore di non minacciare le dimissioni, esponendosi ad una nuova «figuraccia». Eppure, con la norma sulle quote latte si è consumata una vergogna che costerà milioni di euro ai cittadini italiani, mentre non si sono trovate le risorse per finanziare l'attività delle associazioni degli allevatori. A suo giudizio, si tratta di scelte contraddittorie rispetto agli obiettivi della qualità, della sicurezza alimentare, della tutela dei consumatori, continuamente proclamati dal Governo.
Auspica in conclusione che il Governo non voglia troncare la discussione del decreto-legge ponendo anche alla Camera la questione di fiducia, affinché lo stesso possa essere modificato, sia pure nei ristretti tempi disponibili per la sua conversione in legge. Infatti, il testo in esame costituisce un duro colpo per i produttori agricoli, dal punto di vista economico e dal punto di vista etico.

Carlo NOLA (PdL) esprime la sua delusione per la parte agricola del provvedimento in esame, anche rispetto agli impegni assunti dal Ministro delle politiche agricole in merito alla necessità di una più adeguata considerazione nelle politiche economiche del settore agricolo, che potrebbe essere addirittura di traino alla ripresa, se reso competitivo. Deve pertanto constatare che evidentemente vi sono difficoltà


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all'interno del Governo, nonostante il sostegno che la Commissione Agricoltura ha sempre assicurato ai Ministri in questa legislatura.
Tale situazione costituisce un freno all'entusiasmo degli imprenditori, che costituisce una componente fondamentale per ogni ripresa economica. In particolare, sarebbe stato necessario intervenire almeno in favore del settore bieticolo-saccarifero nonché per il finanziamento delle attività di miglioramento genetico del bestiame gestite dalle associazioni degli allevatori, attività che contribuisce ad assicurare investimenti e lavoro. Inoltre, ritiene che la proroga dei pagamenti in materia di quote latte costituisca una sconfitta, visto che il Ministro Zaia aveva presentato il suo provvedimento del 2009 come la «pietra tombale» sull'annosa questione, che avrebbe dovuto essere definitivamente chiusa. Peraltro, lo stanziamento di 5 milioni di euro previsto la predetta proroga appare senza fondamento oppure fondato sulla consapevolezza che le cosiddette multe non saranno mai pagate.
In conclusione, osserva che il provvedimento avrebbe potuto dare un segnale per stimolare la ripresa: invece ancora una volta le imprese agricole dovranno evidentemente fare da sole, senza poter contare sul sostegno dello Stato.

Sebastiano FOGLIATO (LNP), pur rammaricandosi per la mancata previsione di alcune misure importanti per il settore agricolo, fa presente che le stesse potranno essere recuperate in altri provvedimenti. In particolare, ciò potrà accadere per il sostegno finanziario all'attività delle associazioni degli allevatori, in considerazione del ruolo determinante che essa assume per il settore zootecnico e la qualità dei prodotti.
Precisando quindi che non intende intervenire nelle polemiche sorte in merito a diversi aspetti del provvedimento, desidera piuttosto sottolineare come il provvedimento in esame abbia dovuto tener conto del quadro generale delle risorse disponibili. Per questi motivi, la valutazione del suo gruppo è favorevole.

Susanna CENNI (PD), sottolineando che i colleghi della maggioranza hanno la speranza o la certezza di poter recuperare nel prossimo futuro le risorse necessarie per il settore agricolo, ricorda tuttavia che tale auspicio viene ripetuto dall'inizio della legislatura, ma non viene però seguito da provvedimenti concreti. Al riguardo, ritiene che la presenza del Ministro al dibattito odierno avrebbe potuto fornire elementi per comprendere la situazione.
A suo giudizio, il decreto-legge lancia il seguente messaggio: non vi sono risorse e con quelle poche disponibili si devono tenere insieme pezzi della maggioranza. Il risultato non è peraltro brillante, come dimostrano gli interventi sinora succedutisi nel dibattito.
Si dichiara inoltre colpita negativamente da alcune dichiarazioni del Ministro Galan, che per esempio, per quanto riguarda il mancato finanziamento delle associazioni degli allevatori, ha dichiarato che si tratta di un problema delle regioni. La tenuta dei libri genealogici e i controlli funzionali del bestiame non costituiscono un'attività di interesse locale, ma sono una funzione di interesse dello Stato, svolta attraverso le associazioni degli allevatori, che esercitano compiti preziosi, se si intende intraprendere con decisione una strategia fondata sulla qualità delle produzioni, sulla loro tracciabilità, sul miglioramento genetico. Esprime pertanto una forte delusione per la mancata previsione del rifinanziamento di tali attività.
Sottolinea poi che, se mancano le risorse, non si comprende la proroga dei termini per i pagamenti in materia di quote latte, che comporta pesanti oneri per l'erario. Non si giustifica neppure l'assenza di misure per il settore bieticolo-saccarifero, per il settore delle coltivazioni sotto serra e per le altre questioni sulle quali il Ministro Galan aveva assunto specifici impegni. Si tratta di un risultato sul quale il Ministro dovrebbe riflettere.


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In conclusione, ricordando che spesso si afferma che la Commissione Agricoltura è capace di assumere posizioni unitarie, per il bene dell'agricoltura, ritiene che in questo caso la Commissione dovrebbe dare un segnale chiaro di reazione, per non perdere di credibilità. Per quanto riguarda il suo gruppo, esso è assolutamente contrario al provvedimento e assumerà un atteggiamento conseguente nel seguito dell'esame del decreto-legge.

Teresio DELFINO (UdC) ritiene che, volendo sintetizzare la politica agricola del Governo in questa legislatura, possono ricordarsi ben poche azioni di carattere forte e innovativo. Evidentemente qualcosa si è fatto, perché nessun elemento umano è immobile, ma certamente non si è prodotto quel quadro di cambiamento che sembrava ci si dovesse attendere con la presenza al Governo dell'attuale Presidente della regione Veneto. Il gruppo della Lega e la maggioranza nel suo complesso dichiarano di avere un atteggiamento responsabile e di farsi carico delle difficoltà generali, esprimono la volontà di soddisfare le esigenze del modo agricolo, ma intanto si contentano di salvare i pagamenti in materia di quote latte, tema che sembra costituire l'interesse preminente della legislatura. Inoltre, non si vede coerenza tra la disponibilità dichiarata dal Ministro e le azioni che ne dovrebbero conseguire.
A suo giudizio, tale situazione produce danni gravi alla credibilità del Governo e della Commissione, che sinora ha espresso posizioni largamente unitarie di fronte ai problemi concreti, anche grazie alla capacità di mediazione del Presidente.
Il decreto-legge in esame dimostra invece una incapacità politica complessiva di fare sintesi di fronte alle esigenze del mondo agricolo, al quale si dà un segnale negativo, con la preferenza dimostrata al tema delle quote latte, largamente non condivisa. Inoltre, considerato che l'Unione europea a causa delle multe dovute dai produttori di latte ha ridotto annualmente i trasferimenti all'Italia a titolo di aiuti all'agricoltura, ritiene necessario accertare quali filiere sono state interessate dalla riduzione dei finanziamenti. Si capirà quindi come le misure adottate certamente non facilitano la coesione del Paese.
Si dichiara pertanto assolutamente contrario al provvedimento, proprio perché viene meno agli impegni a suo tempo assunti dal Ministro Zaia nei confronti del Parlamento e delle organizzazioni professionali, minando gravemente la credibilità del Governo. Di questo il Ministro, che avrebbe dovuto essere oggi presente, dovrà assumersi la responsabilità.
Sottolinea poi che il provvedimento appare del tutto carente, anche per la mancanza degli interventi necessari per il settore bieticolo-saccarifero, per le coltivazioni sotto serra e in materia di calamità naturali. Tali carenze evidenziano, a suo giudizio, l'assenza di una guida ministeriale che imponga al Governo di prestare attenzione al mondo agricolo.
Infine, il mancato finanziamento delle associazioni degli allevatori mortifica l'attività da esse svolta per la qualità delle produzioni, evidenziando una forte contraddizione nella conduzione della politica agricola del Governo.
Per i motivi esposti, esprime l'assoluta contrarietà del suo gruppo al provvedimento in esame. segnalando la necessità di un vero «cambio di marcia». In particolare, fa presente che il negoziato per la riforma della politica agricola europea richiederà una posizione dell'Italia forte e unitaria, che sarà resa possibile solo se fondata su un atteggiamento coerente della maggioranza e del Governo.

Nicodemo Nazzareno OLIVERIO (PD) richiama l'attenzione sugli interventi dei deputati D'Ippolito Vitale, che ha sollevato una vibrata protesta per la mancanza di stanziamenti per le calamità naturali in Calabria, e Nola, che ha manifestato delusione per il rinvio delle promesse annunciate dal Governo.
Per quanto riguarda il suo gruppo, esso manifesta assoluta contrarietà verso un provvedimento che assembla norme contraddittorie, privo di qualsiasi disegno


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sulle prospettive del Paese e carente, in particolare, di misure per il mondo agricolo. Deve infatti constatare l'assenza dell'agricoltura nel decreto-legge, oltre che l'assenza del Ministro competente, che è stato assente anche nel recente dibattito in Assemblea sulle mozioni in materia di riforma della PAC. Se l'agricoltura compare nel provvedimento, ciò avviene solo per favorire alcuni «furbi». Dà quindi atto al collega Rainieri di essere opportunamente assente alla seduta odierna.
Si domanda quindi dove sia la «frustata» all'economia solennemente annunciata dal Presidente del Consiglio dei ministri, quando il provvedimento garantisce solo più tasse per tutti, addirittura obbligherà le regioni a introdurre nuovi tributi per finanziare gli interventi per le calamità naturali, discrimina tra i territori colpiti da eventi calamitosi, penalizza gravemente il Mezzogiorno sul piano delle infrastrutture, e in particolare sulla banda larga.
Invita pertanto tutti i colleghi a contrastare decisamente il decreto-legge, ricordando quanto dichiarato dal Ministro Galan in merito alla proroga dei pagamenti per le quote latte, che ciascun componente della Commissione potrebbe fare proprio. In particolare, il Ministro aveva escluso tale proroga, invitando tutti i parlamentari a bocciare l'emendamento leghista, ritenendolo né legale né etico. Aveva inoltre ricordato che i produttori inadempienti avevano già ricevuto le ingiunzioni di pagamento e che ogni Stato deve garantire una tutela dei fondi comunitari eguale a quella dei fondi nazionali. Il Ministro si rivolgeva evidentemente alla maggioranza e all'opposizione.
Ribadisce pertanto la contrarietà del suo gruppo, motivata soprattutto dal fatto che il decreto-legge tiene conto solo dell'interesse particolare di una minoranza e non dell'interesse della generalità delle imprese. Sono infatti assenti le misure necessarie per le associazioni degli allevatori, per favorire l'internazionalizzazione delle imprese, per l'imprenditoria giovanile in agricoltura, per la sicurezza alimentare, per il comparto serricolo, per la semplificazione normativa e burocratica. Un voto favorevole su tale provvedimento non può essere ancora una volta giustificato solo dalla speranza in un prossimo provvedimento. Finora, infatti, è stato fatto ben poco e spesso solo per il contributo positivo delle opposizioni.

Luciano AGOSTINI (PD) si domanda se sia possibile procedere in assenza del Governo.

Isidoro GOTTARDO (PdL) sottolinea che, nella situazione economica attuale, il provvedimento contiene gli interventi che è possibile attuare senza compromettere la stabilità economica e finanziaria del Paese. Riconoscendo che esso presenta alcuni elementi di contraddittorietà, rileva che il processo di regionalizzazione spinta che ha caratterizzato l'agricoltura ha fatto perdere di vista l'esigenza di un governo unitario e coerente delle politiche agricole.
Con riferimento agli interventi di razionalizzazione della spesa, ricorda inoltre che il Governo e la maggioranza hanno guardato agli interessi di chi lavora e produce, piuttosto che a quelli di chi vuole rappresentare i lavoratori e i produttori. Pertanto, le dichiarazioni del Ministro Galan vanno lette nel quadro di questa visione, perché se non si ha il coraggio di impostare un vero cambiamento, anche negli atteggiamenti, non si riuscirà a rendere competitiva l'economia italiana e a stimolare la crescita.
Premesso che sarebbe certo gradito a tutti avere maggiori risorse, fa presente che le risorse a disposizione vanno indirizzate alla competitività e alla crescita, mantenendo il quadro di stabilità finanziaria che finora è stato garantito dalla politica del Ministro Tremonti, che andrebbe perciò ringraziato.
Infine, intervenendo sulla proroga del termine per i pagamenti in materia di quote latte, ricorda che essa riguarda i piani di rateizzazione previsti sia dalla legge n. 119 del 2003 sia dalla legge n. 33 del 2009 e che tale proroga consente di dare respiro alle imprese interessate in un momento di grave crisi del settore lattiero-caseario.


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Sabrina DE CAMILLIS (PdL) formula, sulla base del dibattito svoltosi, una proposta di parere favorevole con alcune osservazioni (vedi allegato). Per quanto riguarda i rilievi formulati in materia di interventi per le calamità naturali, precisa che il decreto-legge non riguarda specificamente il settore agricolo, ma gli interventi riconducibili al settore della protezione civile.

La Commissione approva infine la proposta di parere favorevole con osservazioni, presentata dal relatore.

La seduta termina alle 10.

XIII Commissione - Giovedì 17 febbraio 2011


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ALLEGATO

DL 225/10: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie. (C. 4086 Governo, approvato dal Senato).

PROPOSTA DI PARERE DEL RELATORE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

La XIII Commissione,
esaminato il disegno di legge C. 4086, recante «Conversione in legge,con modificazioni, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie»,

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:
1) si sottolinea l'opportunità di prorogare le agevolazioni fiscali per il gasolio utilizzato per le coltivazioni sotto serra;
2) si prospetta l'esigenza, con riferimento al settore bieticolo-saccarifero, di liquidare agli aventi diritto le risorse assegnate con la legge di stabilità 2011;
3) si segnala la necessità di ripristinare i fondi destinati alle associazioni provinciali degli allevatori e di prevedere altresì risorse per la ricerca genetica per il settore zootecnico.

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