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Resoconti delle Giunte e Commissioni

Resoconto della V Commissione permanente
(Bilancio, tesoro e programmazione)
V Commissione

SOMMARIO

Mercoledì 3 agosto 2011


RISOLUZIONI:

Sui lavori della Commissione ... 3

7-00667 Gioacchino Alfano e Vaccaro: Utilizzo dei fondi strutturali europei ed esclusione dei cofinanziamenti nazionali dal computo dei saldi rilevanti ai fini dell'applicazione del patto di stabilità interno (Seguito della discussione e rinvio) ... 7

7-00664 Baretta ed altri: Iniziative volte ad escludere sanzioni per la indebita percezione in buona fede del «bonus bebè».
7-00681 Marinello ed altri: Iniziative volte ad escludere la ripetizione delle somme indebitamente percepite da cittadini italiani a seguito dell'erogazione del «bonus bebè». (Seguito della discussione della risoluzione n. 7-00664 e discussione della risoluzione 7-00681 e conclusione - Approvazione della risoluzione n. 8-00147) ... 8
ALLEGATO (Risoluzione approvata) ... 11

SEDE CONSULTIVA:

Disposizioni per la costruzione e l'esercizio di navi cisterna specializzate nel recupero di idrocarburi sversati in mare. C. 3548 (Parere alla IX Commissione) (Seguito dell'esame e rinvio) ... 10

V Commissione - Resoconto di mercoledì 3 agosto 2011


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RISOLUZIONI

Mercoledì 3 agosto 2011. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Intervengono il Ministro per i rapporti con le regioni e la coesione territoriale Raffaele Fitto e il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Bruno Cesario.

La seduta comincia alle 14.30.

Sui lavori della Commissione

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL) richiama l'approvazione, nella seduta delle Commissioni riunite V e VII della risoluzione Gioacchino Alfano n. 8-00143 sulla messa insicurezza di edifici scolastici. In particolare, ricorda che la medesima risoluzione non recava indicazioni relative a scuole site nelle regioni del Mezzogiorno poiché i relativi interventi, come confermato dal Governo, sarebbero stati stabiliti con delibera del CIPE a valere sui fondi FAS. Ricordando in proposito l'intervento dell'onorevole Antonino Russo, che aveva sottolineato come una tale scelta sarebbe stata comunque penalizzante per le regioni del sud, atteso il carattere aggiuntivo delle risorse FAS, rispetto agli stanziamenti ordinari, fa presente che nella seduta odierna del CIPE gli interventi sulle scuole del Mezzogiorno sarebbero stati rinviati. Chiede quindi al presidente, ove tale notizia venisse confermata, di prendere gli opportuni contatti con il Governo affinché sia comunque assicurata la contestualità dell'adozione del decreto conseguente alla risoluzione


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approvata nella seduta di ieri con la delibera del CIPE, al fine di soddisfare contemporaneamente tutte le esigenze di messa in sicurezza delle scuole nelle diverse regioni italiane.

Il Ministro Raffaele FITTO fa presente che nell'odierna riunione del CIPE il ministro Gelmini ha svolto un'informativa sulle questioni connesse al finanziamento di interventi sulla materia di messa in sicurezza degli edifici scolastici, precisando che è stato assunto un impegno ad affrontare la questione nella prossima riunione del Comitato.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, ricorda che la questione dell'approvazione di un atto di indirizzo per la messa in sicurezza degli edifici scolastici è stata sollevata da quasi un anno e che pertanto non è ammissibile una carenza di istruttoria sulla materia.

Renato CAMBURSANO (IdV) ricorda che il proprio gruppo ha deciso di non sottoscrivere la risoluzione approvata nella seduta di ieri dalle Commissioni riunite V e VII, non condividendo le modalità di assegnazione delle risorse stanziate per finalità che considera comunque assolutamente meritevoli e ritenendo preferibile, pertanto, destinare una quota, pari a 2,5 milioni di euro, delle risorse disponibili al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato. Osserva, tuttavia, come i problemi che si stanno manifestando sono frutto della mancanza di chiarezza in ordine alle procedure di seguire per l'assegnazione delle risorse, sottolineando come anche l'audizione del sottosegretario alle infrastrutture e i trasporti Mario Mantovani abbia contribuito a incrementare la confusione, dal momento che non è tuttora chiaro se gli interventi previsti nella risoluzione dovranno essere sottoposti all'approvazione del CIPE. Ritiene, pertanto, che si siano determinate significative aspettative a livello territoriale che rischiano di essere deluse.

Pietro FRANZOSO (PdL) sottolinea come la risoluzione approvata ieri abbia, di fatto, spostato risorse dalle regioni meridionali alle altre, pregiudicando il carattere aggiuntivo delle risorse del FAS e chiede di valutare l'opportunità di procedere ad una revoca della risoluzione adottata.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, ritiene che le questioni sollevate potranno essere approfondite alla ripresa dei lavori della Camera dopo la pausa estiva.

Roberto OCCHIUTO (UdCpTP), associandosi alle considerazioni svolte dall'onorevole Franzoso, osserva come la decisione di approvare nella seduta di ieri la risoluzione n. 8-00143 sia stata assunta anche sulla base delle assicurazioni fornite dal sottosegretario Mantovani, che nella sua audizione del 21 luglio 2011 aveva evidenziato come il CIPE avrebbe proceduto all'assegnazione delle risorse alle scuole del Mezzogiorno già nel corso della medesima settimana. Rilevando, tuttavia, come il CIPE abbia oggi rinviato la trattazione della questione alla prossima riunione, ritiene che debba valutarsi se sussistano le condizioni per l'approvazione di un nuovo atto di indirizzo in materia.

Gioacchino ALFANO (PdL) sottolinea come non sia probabile un allineamento tra le due procedure richiamate, sia per la differenza del rispettivo percorso amministrativo sia per le modalità di erogazione dei finanziamenti. Riterrebbe in proposito più opportuno che il presidente prendesse i necessari contatti con il Governo affinché si addivenga all'emanazione del decreto conseguente alla risoluzione adottata ieri dalle Commissioni riunite V e VII, monitorando le scelte del CIPE sulla questione della messa in sicurezza degli edifici scolastici meridionali. Manifesta comunque la disponibilità del suo gruppo ad individuare eventuali correttivi.

Pietro FRANZOSO (PdL) fa presente come, a seguito dell'approvazione della risoluzione 8-00099, intervenuta il 25 novembre 2010, si fosse creata una più che legittima aspettativa negli enti territoriali


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di poter utilizzare le somme ivi previste ai fini della realizzazione di interventi volti ad assicurare la messa in sicurezza degli edifici scolastici, rilevando come tale aspettativa sia stata sostanzialmente delusa, dal momento che non sono stati adottati atti attuativi della risoluzione approvata dalle Commissioni V e VII della Camera dei deputati. In questo contesto, osserva che i chiarimenti forniti dal sottosegretario Mantovani in merito all'attuazione della predetta risoluzione nell'audizione svoltasi il 21 luglio scorso si siano rivelati erronei e fuorvianti, in quanto in sostanza il rappresentante del Governo ha proposto di finanziare gli interventi da realizzare nel Mezzogiorno destinando l'intero ammontare delle risorse da ripartire alle sole scuole delle regioni centrosettentrionali. Per le scuole del Sud, il sottosegretario ha invece proposto di utilizzare risorse provenienti dal Fondo per le aree sottoutilizzate che, per loro natura, sono già destinate in misura pari all'85 per cento del totale alle regioni del Mezzogiorno. Ritiene, pertanto, che gli istituti scolastici del Mezzogiorno siano stati ingiustamente penalizzati ed invita a riconsiderare la risoluzione approvata ieri dalle Commissioni riunite V e VII, osservando come sarebbe paradossale un'assegnazione di risorse alle sole scuole del Centro-nord in attesa dell'approvazione della delibera del CIPE relativa agli interventi da realizzare nelle regioni del Sud, che già sono destinatarie di minori risorse. Giudica, quindi, necessario che il Governo provveda a far fronte a questa situazione paradossale, dovuta essenzialmente alle erronee indicazioni fornite dal sottosegretario Mantovani.

Giuseppe FALLICA (PdL), richiamando gli interventi dei deputati Gioacchino Alfano e Franzoso, si associa alla richiesta che il presidente prenda gli opportuni contatti con il Governo, poiché, a suo avviso, le Commissioni non possono tollerare un atteggiamento imbarazzante come quello tenuto dal Governo in questa circostanza.

Roberto SIMONETTI (LNP), pur dichiarando di comprendere il problema evidenziato dai colleghi, ritiene che sarebbe una scelta erronea quella di invitare il Governo a non dare seguito alla risoluzione approvata ieri dalle Commissioni riunite V e VII, essendo preferibile sollecitare l'Esecutivo ad adottare la delibera CIPE relativa all'assegnazione delle risorse agli istituti scolastici meridionali.

Gioacchino ALFANO (PdL) nel ripercorrere la vicenda dell'assegnazione dei contributi in questione agli edifici scolastici per la messa in sicurezza, ribadisce le sue perplessità in ordine alla possibilità di un percorso contestuale dell'erogazione dei fondi per le scuole inserite nella risoluzione e per quelle su cui dovrebbe deliberare il CIPE, osservando che, nell'emanazione del decreto conseguente alla risoluzione a sua prima firma n. 8-00143, si dovrebbe tenere conto delle decisioni del CIPE. Aggiunge che, se il CIPE non dovesse effettuare l'assegnazione dei fondi alle scuole meridionali, sarebbe opportuno tornare al testo della risoluzione 8-00099 approvata il 25 novembre 2010.

Pier Paolo BARETTA (PD) ricorda come prima dell'approvazione, lo scorso novembre, della risoluzione n. 8-00099 fossero già state valutate le modalità attuative dell'atto di indirizzo, verificando, ad esempio, se potessero essere destinate risorse anche ad istituti scolastici privati. Nel ribadire, pertanto, la propria sorpresa per i problemi successivamente emersi in fase di attuazione della risoluzione, osserva come il proprio gruppo abbia fortemente insistito per ottenere un chiarimento dal Governo, che tuttavia non ha consentito di fare pienamente luce sulle questioni relative alla realizzazione degli interventi in materia di edilizia scolastica. Osserva, tuttavia, che il sottosegretario Mantovani ha chiarito in modo inequivoco la proposta relativa alla ripartizione degli interventi tra una nuova risoluzione e una delibera CIPE di prossima attuazione, precisando che gli interventi relativi a gran parte delle scuole del Mezzogiorno sarebbero


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stati finanziati con risorse provenienti dal Fondo per le aree sottoutilizzate. In questo contesto ritiene che non sia possibile chiedere al Governo precise garanzie in ordine alla successione degli interventi, osservando tuttavia come, al fine di evitare una situazione di stallo, sia opportuno insistere per una immediata attuazione dell'atto di indirizzo approvato ieri dalle Commissione riunite V e VII, dal momento che l'esecuzione di quella risoluzione spingerà inevitabilmente ad adottare tempestivamente la delibera CIPE relativa alle scuole del Sud.

Claudio D'AMICO (LNP) nel richiamare l'intervento svolto dall'onorevole Simonetti, sottolinea come non sarebbe giusto bloccare tutti gli interventi per le inadempienze del CIPE, trattandosi di tutelare la sicurezza di migliaia di bambini. Condivide l'esigenza di ottenere una risposta complessiva per tutto il territorio nazionale, ma evidenzia all'uopo l'opportunità di procedere eventualmente con un apposito strumento di indirizzo volto ad accelerare la deliberazione del CIPE. Sottolinea inoltre come la realizzazione degli interventi recati dalla risoluzione approvata ieri dalle Commissioni riunite V e VII consentirà di realizzare una ulteriore pressione politica verso il CIPE.

Roberto OCCHIUTO (UdCpTP) dichiara di condividere lo spirito dell'intervento del collega D'Amico, sottolineando come l'obiettivo primario da perseguire sia quello di garantire la sicurezza degli studenti. Osserva, tuttavia, come le assicurazioni fornite dal sottosegretario Mantovani nella sua audizione del 21 luglio scorso abbiano inevitabilmente condizionato l'atteggiamento dei componenti delle Commissioni, che hanno fatto affidamento, erroneamente, sull'approvazione da parte del CIPE di una delibera relativa all'assegnazione di ulteriori risorse agli istituti scolastici del Centro-sud. Ritenendo che non sia opportuno soprassedere all'attuazione della risoluzione approvata ieri dalle Commissioni V e VII, giudica tuttavia necessario valutare la possibilità di approvare una nuova risoluzione relativa agli istituti scolastici del Centro-nord e del Sud Italia che sostituisca quella approvata ieri, qualora il CIPE non provveda ad adottare la deliberazione relativa alla messa in sicurezza delle scuole del Mezzogiorno.

Gioacchino ALFANO (PdL) ribadisce la sua richiesta che il presidente assuma le opportune iniziative verso il CIPE.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, sottolinea come il Governo non sembri in grado di mantenere gli impegni assunti e come vi sarebbero problemi, peraltro registratisi già in passato, in ordine alla necessità di preservare il carattere aggiuntivo delle risorse del fondo per le aree sottoutilizzate, nelle proporzioni previste dalla vigente normativa. Evidenzia come le divisioni in seno alla Commissione potranno solo fornire un alibi per non attuare le decisioni assunte e esprime perplessità in ordine alla possibilità di non erogare i finanziamenti per la messa in sicurezza delle scuole anche del centro nord senza una delibera del CIPE. Conferma che si farà carico di rappresentare al Governo gli esiti dell'odierna discussione.

Pier Paolo BARETTA (PD) osserva come il Governo non abbia fornito precise assicurazioni in ordine alla possibilità di non sottoporre all'approvazione del CIPE gli interventi indicati nella risoluzione approvata nella giornata di ieri dalle Commissioni riunite V e VII e, pertanto, ritiene che, qualora si ritenesse necessaria tale approvazione, nella prossima riunione del CIPE dovrebbero essere approvati tanto il piano di interventi nelle regioni meridionali quanto gli interventi indicati nella risoluzione.

Gioacchino ALFANO (PdL) chiede all'onorevole Baretta di ritirare la sua richiesta formale, ribadendo l'improbabilità che i diversi finanziamenti possano essere erogati contestualmente.


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7-00667 Gioacchino Alfano e Vaccaro: Utilizzo dei fondi strutturali europei ed esclusione dei cofinanziamenti nazionali dal computo dei saldi rilevanti ai fini dell'applicazione del patto di stabilità interno.
(Seguito della discussione e rinvio).

La Commissione prosegue la discussione della risoluzione, rinviata nella seduta di martedì 2 agosto 2011.

Gioacchino ALFANO (PdL) ringrazia il Ministro Fitto per la sensibilità e la disponibilità dimostrata partecipando al dibattito in Commissione sulla risoluzione a sua prima firma e sottolinea come l'iniziativa sia principalmente volta a fissare un punto fermo su una questione molto delicata, pur nella consapevolezza della complessità della vicenda. Chiede quindi al Ministro di chiarire se vi sono questioni richiamate dalla risoluzione che possono trovare una positiva soluzione, ad iniziare dall'eventuale deroga rispetto al patto di stabilità che non dovrebbe comunque pregiudicare gli altri enti territoriali che non usufruissero di tale possibilità. Sottolinea inoltre la necessità di svolgere un negoziato anche in sede europea sui temi richiamati dalla risoluzione.

Il Ministro Raffaele FITTO fa presente che in questi mesi sono state attivate numerose iniziative volte a favorire l'efficace utilizzo delle risorse dei fondi strutturali europei disponibili per il finanziamento di investimenti essenziali per lo sviluppo del nostro Paese, richiamando gli approfondimenti avviati a livello interno, anche con il coinvolgimento del Ministero dell'economia e delle finanze, e le consultazioni avviate con la Commissione europea e, in particolare, con il commissario Hahn. Nel ricordare altresì come siano in corso opportuni approfondimenti con gli organismi rappresentativi degli enti territoriali, ritiene che sia preferibile soprassedere sull'approvazione della risoluzione in questa fase, rinviando il seguito della sua discussione alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, osservando che in quella fase potrà altresì valutarsi se proseguire con l'esame in Commissione ovvero rimetterne la questione all'Assemblea. Ritiene, infatti, che in quella fase sarà possibile individuare con maggiore puntualità gli impegni della risoluzione in modo tale da garantire che essi possano costituire uno strumento utile a supportare il Governo nel negoziato in sede europea. Osserva, infatti, come in questi giorni stiano intervenendo significative novità, rilevando come l'introduzione di deroghe alle regole vigenti in materia di cofinanziamento degli interventi per sei Paesi dell'Unione europea potrebbe aprire la strada ad un'analoga deroga anche per il nostro Paese.

Renato CAMBURSANO (IdV) concorda con il percorso tracciato dal Ministro Fitto e ribadisce l'opportunità che la posizione del Governo italiano sia rafforzata, anche in vista di eventuali negoziati in sede europea, da un voto dell'aula, auspicando anche il rafforzamento dei fondi strutturali per la realizzazione di opere necessarie al nostro Paese.

Roberto OCCHIUTO (UdCpTP), nel sottolineare come le materia affrontate dalla risoluzione in discussione possano costituire un terreno sottratto allo scontro politico tra la maggioranza e l'opposizione, auspica che gli impegni in essa previsti rappresentino un utile strumento per sostenere il Governo nel negoziato da affrontare in sede europea per la revisione delle regole relative all'utilizzo dei fondi strutturali. Esprime, tuttavia, il timore che il rinvio del seguito della discussione della risoluzione alla ripresa dei lavori parlamentari determini un ritardo non compatibile con i tempi del negoziato in sede europea e chiede, pertanto, se un'eventuale approvazione della risoluzione nel prossimo mese di settembre possa considerarsi tempestiva.

Gioacchino ALFANO (PdL) rilevando come competerà all'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, fissare un calendario per la ripresa dopo la pausa estiva, auspica che l'argomento


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sia inserito tra i primi argomenti da trattare.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, preso atto dell'andamento della discussione, ne rinvia il seguito ad altra seduta.

7-00664 Baretta ed altri: Iniziative volte ad escludere sanzioni per la indebita percezione in buona fede del «bonus bebè».

7-00681 Marinello ed altri: Iniziative volte ad escludere la ripetizione delle somme indebitamente percepite da cittadini italiani a seguito dell'erogazione del «bonus bebè».
(Seguito della discussione della risoluzione n. 7-00664 e discussione della risoluzione 7-00681 e conclusione - Approvazione della risoluzione n. 8-00147).

Giancarlo GIORGETTI, presidente, ricorda che la Commissione ha avviato la discussione della risoluzione n. 7-00664 Baretta ed altri nella seduta del 2 agosto 2011. Poiché è stata presentata la risoluzione n. 7-00681 Marinello ed altri, propone che, vertendo quest'ultima risoluzione sul medesimo argomento della risoluzione n. 7-00664 Baretta ed altri, la loro discussione abbia luogo congiuntamente.

La Commissione concorda.

Il sottosegretario Bruno CESARIO ritiene che si possa procedere ad una riformulazione della risoluzione a prima firma dell'onorevole Baretta ed altri 7-00664 al fine di includere le finalità della risoluzione Marinello ed altri n. 7-00681 e propone quindi di riformularne la parte premissiva nel senso di aggiungere aggiungere, in fine, i seguenti periodi: «nella legge finanziaria per il 2007 del Governo Prodi (legge 296 del 2006) erano contenuti i due seguenti commi: «1287. Le somme di cui all'articolo 1, comma 333, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, erogate in favore di soggetti sprovvisti del requisito di cittadinanza italiana, ovvero comunitaria, non sono ripetibili.» «1288. Le ordinanze-ingiunzioni emesse a norma dell'articolo 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, in applicazione dell'articolo 1, comma 333, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono inefficaci»»; «in sostanza le norme sul bonus bebé riguardavano i cittadini italiani o comunitari residenti in Italia; tuttavia numerosi immigrati (circa 10.000) avevano riscosso la somma dichiarando il falso; il Governo Prodi intervenne allora con una sanatoria. Propone inoltre di sostituire la parte dispositiva con la seguente: «tenuto conto delle circostanze, ad assumere ogni iniziativa utile affinché le famiglie destinatarie del «bonus bebè» di cui in premessa, con reddito netto non superiore a euro 50.000 e in possesso di tutti gli altri requisiti previsti dalla legge per la riscossione del predetto bonus,» non siano tenute a corrispondere interessi e non siano sottoposte a sanzioni per le somme percepite a tale titolo».

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL) illustra il contenuto della risoluzione 7-00681, della quale è primo firmatario, sottolineando come abbia provveduto a presentare tale atto di indirizzo per richiamare l'attenzione sulla necessità di considerare che con la legge finanziaria del 2007 il Governo Prodi aveva disposto una sanatoria per l'indebita percezione del «bonus bebè» da parte di cittadini extracomunitari. Ritiene, pertanto, che il Governo dovrebbe valutare la possibilità di escludere la ripetizione delle somme erroneamente percepite da cittadini italiani titolari di un reddito familiare complessivo superiore a 50 mila euro, al fine di evitare ogni irragionevole disparità di trattamento fra cittadini italiani e cittadini extracomunitari. Ringraziando il Governo per la disponibilità manifestata, che ha superato un iniziale atteggiamento di chiusura, ritiene che dovrebbe valutarsi la possibilità di pervenire ad un testo condiviso da tutte le parti politiche, verificando, in questo ambito, la possibilità di non recuperare le somme erogate. Al riguardo dichiara la propria disponibilità a rinunciare al voto sulla risoluzione a sua


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prima firma, purché la risoluzione di cui è primo firmatario il deputato Baretta venga adeguatamente integrata.

Pier Paolo BARETTA (PD) ricorda che nella seduta di ieri l'onorevole D'Amico aveva già posto il tema sollevato oggi dalla risoluzione Marinello ed altri n. 7-00681 e, pur esprimendo una condivisione in linea di principio, rileva che la questione è già stata risolta e la giudica comunque non strettamente attinente con la risoluzione a sua prima firma. Con riferimento quindi alla riformulazione proposta dal rappresentante del Governo in merito alla premessa della risoluzione, riterrebbe in ogni caso opportuno espungere il secondo capoverso. Accoglie invece la disponibilità a riformulare il dispositivo nel senso richiesto dal rappresentante del Governo.

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL) ritiene che dovrebbe valutarsi la possibilità di rafforzare la parte dispositiva della risoluzione, prevedendo un espresso riferimento ad una possibile sanatoria.

Claudio D'AMICO (LNP) ringrazia il rappresentante del Governo per avere recepito nella richiesta di riformulazione del dispositivo quanto da lui auspicato circa la necessità di precisare che i soggetti destinatari della risoluzione non dovevano essere titolari di un reddito maggiore di 50.000 euro netti e possedere tutti i restanti requisiti richiesti dalla legge per usufruire del beneficio. Ringrazia anche l'onorevole Baretta per avere accolto la proposta di riformulazione. Ritiene che la questione posta dall'onorevole Marinello sia molto seria ed evidenzia comunque la non idoneità dello strumento di indirizzo per introdurre una sanatoria come quella a suo tempo disposta dal Governo Prodi.

Manuela GHIZZONI (PD) osserva come con la risoluzione n. 7-00664, sottoscritta da rappresentati di diversi gruppi parlamentari, sia stata indicata al Governo una possibile soluzione per una questione che interessa 8 mila famiglie, esprimendo l'auspicio di pervenire ad una approvazione dell'atto di indirizzo prima della pausa estiva dei lavori della Camera. Pur concordando con l'onorevole Marinello sulla circostanza che tale risoluzione non richiama espressamente le disposizioni contenute nella legge finanziaria per il 2007, volte ad escludere la ripetizione delle somme erogate in favore dei cittadini extracomunitari, osserva come la risoluzione in esame affronti una questione diversa, legata ai problemi interpretativi relativi al limite di reddito per l'accesso al cosiddetto «bonus bebè». Nel ritenere senza dubbio auspicabile l'esclusione della ripetizione delle somme erogate, si chiede tuttavia se tale opzione sia effettivamente praticabile e quale sia l'opinione del Governo al riguardo.

Gabriele TOCCAFONDI (PdL) evidenzia come sulle finalità della risoluzione vi sia una piena condivisione tra tutti i gruppi e ricorda che la questione riguarda solo 8.000 casi su 700.000, ribadendo l'opportunità di aiutare chi ha sbagliato in buona fede per la confusione che si è creata sulla necessità di considerare il reddito netto o quello lordo. Condivide l'opportunità di eliminare il secondo capoverso che il Governo propone di aggiungere alla premessa e rileva come la sanatoria per gli extracomunitari ponga problemi di disparità di trattamento verso altre categorie.

Manuela GHIZZONI (PD) osserva come le disposizioni contenute nella legge finanziaria per il 2007 abbiano determinato in sostanza una sanatoria sulle ingiunzioni emesse nei confronti dei cittadini extracomunitari.

Maino MARCHI (PD) condivide l'opportunità di non accogliere nelle premesse il secondo capoverso proposto dal Governo.

Roberto OCCHIUTO (UdCpTP) osserva come la riformulazione del dispositivo proposto dal rappresentante del Governo consentirebbe di delimitare chiaramente l'ambito dell'impegno del Governo precisando che l'esclusione delle sanzioni e


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degli interessi si applicherebbe ai soli beneficiari del «bonus bebè» in possesso degli altri requisiti che presentino un reddito familiare netto inferiore ai 50 mila euro. Ritiene, pertanto, superfluo nelle premesse un riferimento alle disposizioni contenute nella legge finanziaria per il 2007, relativa alla diversa fattispecie dell'erogazione del beneficio in favore di soggetti sprovvisti del requisito della cittadinanza italiana.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, ricorda che la risoluzione predisposta dall'onorevole Baretta non richiamava il problema della sanatoria predisposta in favore dei cittadini extracomunitari, chiede quindi ai presentatori se intendano accettare la riformulazione proposta dal rappresentante del Governo.

Pier Paolo BARETTA (PD) accoglie la riformulazione nella sola parte relativa alla sostituzione del dispositivo.

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL) ritiene necessario inserire nelle premesse della risoluzione 7-00664 un riferimento alle disposizioni contenute nella legge finanziaria per il 2007, dichiarandosi disponibile a valutare anche una formulazione diversa da quella contenuta nella risoluzione n. 7-00681.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, sospende la seduta al fine di consentire l'elaborazione di un testo condiviso.

La seduta, sospesa alle 16, riprende alle 16.15.

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL) illustra, anche a nome dell'onorevole Baretta, una nuova formulazione della risoluzione 7-00664 unitaria delle risoluzioni (vedi allegato).

Il sottosegretario Bruno CESARIO esprime parere favorevole su tale nuova formulazione.

La Commissione approva la nuova formulazione della risoluzione 7-00664, che assume il numero 8-00147.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, dichiara conclusa la discussione sulle risoluzioni in oggetto.

La seduta termina alle 16.20.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 3 agosto 2011. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Bruno Cesario.

La seduta comincia alle 16.20.

Disposizioni per la costruzione e l'esercizio di navi cisterna specializzate nel recupero di idrocarburi sversati in mare.
C. 3548.
(Parere alla IX Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato, da ultimo, nella seduta del 5 maggio 2011.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che è stata trasmessa la relazione tecnica, verificata negativamente, sulla proposta di legge C. 3548, recante disposizioni per la costruzione e l'esercizio di navi cisterna specializzate nel recupero di idrocarburi sversati in mare

La seduta termina alle 16.25.

V Commissione - Mercoledì 3 agosto 2011


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ALLEGATO

7-00664 Baretta ed altri: Iniziative volte ad escludere sanzioni per la indebita percezione in buona fede del «bonus bebè».

7-00681 Marinello ed altri: Iniziative volte ad escludere la ripetizione delle somme indebitamente percepite da cittadini italiani a seguito dell'erogazione del «bonus bebè».

RISOLUZIONE APPROVATA

La V Commissione,
premesso che:
la legge finanziaria 2006 (legge 266 del 23 dicembre 2005, articolo 1, commi 331-334) ha disciplinato la corresponsione del cosiddetto «bonus bebè» del valore di 1.000 euro per ogni nuovo nato e adottato nel 2005. Tra i requisiti la legge ha previsto il limite di 50.000 euro di reddito complessivo per il nucleo familiare;
la comunicazione alle famiglie è avvenuta mediante lettera firmata dall'allora Presidente del Consiglio dei ministri Berlusconi. Il messaggio personalizzato e il contenuto stesso, rivolto direttamente al nuovo nato citandolo per nome, nonché il tono colloquiale e amichevole utilizzato, hanno indotto le famiglie destinatarie a credere di rientrare nei parametri richiesti per la riscossione del suddetto bonus. Per questo motivo, molti genitori - felici per la possibile provvidenza in arrivo - hanno ritenuto in buona fede perché tratti in errore, che il requisito del limite di reddito fosse da riferirsi all'importo «netto» e non al «lordo»; peraltro, la lettera non suggeriva alle famiglie di servirsi di un CAAF o di un commercialista per verificare il possesso dei requisiti richiesti in merito al reddito;
il contesto descritto ha pertanto indotto circa 8.000 famiglie destinatarie della lettera del Presidente del Consiglio a compilare un'autocertificazione che riportava il reddito netto come putativamente ritenuto, senza consapevolezza alcuna di poter incorrere in una indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato;
nelle scorse settimane - a distanza di cinque anni dai fatti descritti - sono state recapitate alle suddette 8.000 famiglie lettere che contestano l'indebita riscossione del bonus bebè - la missiva, inviata dal Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, intima la restituzione dei 1.000 euro «illecitamente» riscossi, oltre al pagamento della sanzione amministrativa (3.000 euro) nel caso sia accertata la violazione del citato articolo 316-ter del codice penale. A tale proposito, la lettera informa che il pagamento dell'importo «a titolo di sanzione amministrativa dovrà essere effettuato solo dopo che il giudice penale si sarà pronunciato in merito alla punibilità della falsa autocertificazione»;
le famiglie coinvolte stanno vivendo giorni di grave ansietà per il rischio di incorrere in un reato penale e relativa sanzione, sebbene abbiano agito in totale buona fede;


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le condizioni economiche delle famiglie italiane sono progressivamente peggiorate a causa della crisi internazionale;
la risposta del Sottosegretario Giovanardi, resa in Commissione affari sociali in data 21 luglio 2011, all'atto di sindacato ispettivo 5-05150, precisa che «tali famiglie sono tenute a restituire esclusivamente la somma indebitamente percepita, senza alcuna maggiorazione a titolo di interesse o di sanzione, salvo che il fatto abbia determinato una condanna penale»;
il presunto reato riferito all'articolo 316-ter del codice penale è in procinto di essere prescritto (e in alcuni casi lo è già);
va considerato il disposto dell'articolo 1, commi 1287 e 1288, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007),

impegna il Governo

tenuto conto delle circostanze, ad assumere ogni iniziativa utile affinché le famiglie destinatarie del «bonus bebè» di cui in premessa, con reddito netto non superiore a euro 50.000 e in possesso di tutti gli altri requisiti previsti dalla legge per la riscossione del predetto «bonus», non siano tenute a corrispondere interessi e non siano sottoposte a sanzioni per le somme percepite a tale titolo.
(8-00147)
«Baretta, Ghizzoni, Tenaglia, Ferranti, Ciccanti, Baccini, Bitonci, Marinello, Samperi, Borghesi, Della Vedova, Lenzi, Toccafondi, Traversa, Gioacchino Alfano».

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