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Temi dell'attività Parlamentare

Pacchetto direttive UE appalti pubblici
Nell'ambito delle iniziative volte a favorire il completamento del mercato unico europeo prospettate nell'Atto per il mercato unico (Single Market Act) del 13 aprile 2011, la Commissione europea ha presentato, il 20 dicembre 2011, un pacchetto di misure in materia di appalti pubblici e concessioni.

Il pacchetto comprende: 1) una proposta di direttiva sugli appalti nei cosiddettisettori speciali”, vale a dire acqua, energia, trasporti e servizi postali COM(2011)895; 2) una proposta di direttiva sugli appalti pubblici COM(2011)896; 3) una proposta di direttiva sull'aggiudicazione dei contratti di concessione COM(2011)897.

L'obiettivo delle proposte in materia di appalti è di avvicinare per quanto possibile la disciplina dei "settori speciali" a quella dei "settori classici". La proposta sui contratti di concessione è invece volta a fornire, sulla base della giurisprudenza elaborata in materia dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, un quadro giuridico certo nelle procedure di aggiudicazione delle concessioni.

L'VIII Commissione Ambiente ha esaminato le proposte nell'ambito della procedura che consente alla Camera di partecipare alla formazione delle politiche europee, adottanto un documento finale sulle due proposte relative agli appalti e un documento finale sulla proposta relativa alle concessioni. In sede di istruttoria delle proposte, la Commissione Ambiente ha svolto un ampio ciclo di audizioni da cui sono emersi importanti elementi di valutazione e di informazione.

Consultazioni pubbliche

Ai fini dell’elaborazione delle nuove misure in materia di appalti la Commissione ha tenuto conto dei risultati di due consultazioni pubbliche svolte nel 2011 su due Libri verdi riguardanti rispettivamente la modernizzazione della politica dell’UE in materia di appalti pubblici e l’estensione degli appalti elettronici nell’UE

Il Libro verde sulla modernizzazione della politica dell’UE in materia di appalti pubblici è stato esaminato, ai sensi dell’articolo 127 del Regolamento della Camera, dalla VIII Commissione ambiente che, in esito all’esame, ha approvato il 14 aprile 2011 un documento, successivamente trasmesso alle Istituzioni dell’UE. Il 27 gennaio 2012 la Commissione europea ha risposto apprezzando le osservazioni formulate dalla Camera, e assicurando che erano state tenute in debito conto ai fini della preparazione delle proposte. In particolare, la Commissione ha preso nota del sostegno espresso dalla Camera in merito all’esigenza di: realizzare una migliore qualità dei progetti e garantire la professionalità nello svolgimento delle procedure di appalto già nella fase preliminare; semplificare le norme per rendere più agevole l’accesso delle PMI agli appalti pubblici; privilegiare il criterio della qualitàdei servizi e dei prodotti acquistati dalle amministrazioni aggiudicatrici; garantire procedure corrette; approfittare della riforma per semplificare la legislazione nazionale e garantire alle amministrazioni aggiudicatrici e alle imprese un quadro coerente di regole certe e stabili, in particolare evitando l’eccessiva regolamentazione in fase di recepimento. finale finale finale

Anche l’8a Commissione Lavori pubblici e comunicazione del Senato si è pronunciata sul Libro verde nell’ambito di un’indagine conoscitiva.

 Ai fini dell’elaborazione della proposta in materia di concessioni la Commissione europea ha invece tenuto conto dei risultati di due consultazioni pubbliche on-line tenute tra il 12 maggio e il 9 luglio 2010 e dal 5 agosto al 30 settembre 2010.

Proposte nel settore degli appalti

Le nuove norme sono volte a modificare e sostituire la direttiva 2004/17/CE(appalti nel settore dell’acqua, dell’energia, dei servizi di trasporto e dei servizi postali) e la direttiva 2004/18/CE (appalti pubblici di lavori, forniture e servizi), allo scopo di avvicinare, per quanto possibile, la disciplina dei settori “speciali” a quella dei settori classici.

La Commissione europea, pur confermando la validità degli obiettivi generali della politica UE in materia di appalti (promozione di una concorrenza non discriminatoria e lotta alla corruzione), intende perseguire ulteriori obiettivi al fine di semplificare e chiarire una serie di aspetti della disciplina vigente in materia di appalti pubblici, in particolare per quanto riguarda il campo di applicazione, le procedure, il valore delle soglie, la selezione dei candidati, la produzione dei documenti relativi alle gare di appalto, il contrasto alla corruzione, ai favoritismi e ai conflitti di interesse.

Altri interventi sono mirati a favorire la creazione di un vero e proprio mercato europeo degli appalti. Tra le novità proposte a tal fine figurano: il ricorso obbligatorio agli appalti elettronici; un’attenuazione della distinzione tra selezione dei candidati e assegnazione del contratto di appalto (in particolare per quanto riguarda la possibilità di valutare i criteri di aggiudicazione prima di quelli di selezione); un migliore accesso delle PMI al mercato degli appalti pubblici mediante la riduzione degli oneri e la suddivisione degli appalti in lotti; la previsione di un regime speciale per i servizi sociali; il calcolo del costo del ciclo di vita dei prodotti o dei servizi oggetto dell’appalto ai fini della sua aggiudicazione; le modifiche dell’appalto in corso di esecuzione; l’uso strategico degli appalti, prestando maggiore attenzione ai vincoli sociali ed ambientali.

Proposta sulle concessioni

L’obiettivo della proposta della Commissione europea – formulata anche sulla base della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea - è di fornire un quadro giuridico certo nel settore delle procedure di aggiudicazione delle concessioni, ed eliminare gli ostacoli che, da un lato, impediscono agli operatori economici di accedere ai mercati delle concessioni, dall’altro sconsigliano amministrazioni aggiudicatrici ed enti aggiudicatori di ricorrere a tali strumenti per perseguire i propri fini.

La Commissione ritiene che gli ostacoli all'accesso al mercato delle concessioni siano dovuti alle significative differenze tra le varie discipline nazionali, con particolare riferimento, tra l’altro. alle norme procedurali, ai requisiti di pubblicità e trasparenza, e ai criteri di selezione e di aggiudicazione che - secondo la Commissione – produrrebbero condizioni di disparità per gli operatori economici. Ulteriore motivo d’intervento indicato dalla Commissione è l’attuale insufficiente tutela giuridica degli offerenti, poiché le vigenti norme concernenti i mezzi di ricorso nel settore degli appalti pubblici non si applicano alle concessioni di servizi (e in una certa misura anche alle concessioni di lavori).

Esame presso le istituzioni dell'UE

Le proposte seguono la procedura legislativa ordinaria (già procedura di codecisione). Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno avviato l’esame in prima lettura. Allo stato attuale sono in corso i triloghi, vale a dire incontri informali tra rappresentanti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, al fine di giungere a un accordo su un testo comune che consenta l’adozione delle nuove direttive in prima lettura.