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Resoconti delle Giunte e Commissioni

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CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 2 ottobre 2012
711.
XVI LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Politiche dell'Unione europea (XIV)
COMUNICATO
Pag. 332

SEDE CONSULTIVA

  Martedì 2 ottobre 2012. — Presidenza del presidente Mario PESCANTE.

  La seduta comincia alle 14.35.

Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2012.
Doc. LVII, n. 5-bis.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta del 26 settembre 2012.

  Enrico FARINONE (PD) rileva come la Nota di aggiornamento al DEF offra una fotografia nitida della difficile situazione dell'economia italiana, che appare oggi non certo risolta ma corretta rispetto al trend estremamente negativo che aveva assunto. Evidenzia come permangano numerosi problemi, che il Governo correttamente mette in luce; occorre dunque proseguire nell'azione di riconsiderazione della spesa pubblica e di correzione dei conti, avendo presente tuttavia – come sempre sostenuto dal PD – la necessità di misure per la crescita e lo sviluppo. A conferma di ciò basti osservare i dati riguardanti il gettito derivante dalle entrate tributarie, fortemente in calo. Si tratta di una tendenza che non è riconducibile unicamente al ciclo congiunturale ma che deve essere messa in relazione con la flessione delle vendite di beni durevoli, dai veicoli agli immobili.
  Un altro tema fondamentale è quello della spesa per interessi sul debito pubblico, connessa alla estrema variabilità dello spread: tutto dipende, in questo ambito, dalla efficacia delle norme di stabilizzazione finanziaria adottate a livello europeo, e dalla capacità degli Stati membri di andare nella direzione di una vera unione politica ed economica.

  Marco MAGGIONI (LNP) sottolinea come le politiche adottate dall'attuale Governo, ivi compreso l'inasprimento della tassazione, abbiano generato un calo degli introiti tributari, anche dovuto alla cessazione di molte attività ed esercizi commerciali. Lo strumento per sfuggire a questa situazione, a suo avviso, non può essere che la riduzione del carico fiscale, e sotto tale profilo appare necessario un Pag. 333salto in avanti da parte del Governo, intervenendo innanzitutto nella direzione di una riduzione del peso tributario, che grava sull'assetto produttivo del Paese.

  Mario PESCANTE, presidente, intervenendo in sostituzione del relatore, onorevole Formichella, formula una proposta di parere favorevole.

  Gaetano PORCINO (IdV) preannuncia a nome del suo gruppo il parere contrario sulla proposta di parere formulata. Ritiene che le ricette del Governo per affrontare la crisi siano completamente sbagliate, e che non si faccia che chiacchierare inutilmente. Richiama le odierne dichiarazioni del Presidente di Confindustria Squinzi, che ha sottolineato come non si vede ancora la ripresa, ipotizzabile non prima del 2015.

  Gianluca PINI (LNP) preannuncia a sua volta il parere contrario del gruppo della LNP sulla proposta di parere formulata, a fronte della politica economica sbagliata e recessiva dell'attuale Governo.

  Isidoro GOTTARDO (PdL) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere favorevole, nella piena consapevolezza che quello della crescita è un obiettivo che non è ancora stato raggiunto, ma anche che la politica di risanamento seguita dal Governo ha consentito di mettere in sicurezza l'economia italiana insieme a quella europea.

  Sandro GOZI (PD) preannuncia il voto favorevole del PD sulla proposta di parere. Rileva come la Nota in esame tracci un quadro reale e onesto delle cause della crisi e indichi la necessità di proseguire nell'opera di risanamento avviata. Occorre perseverare in questa direzione, poiché la riduzione del debito pubblico è una politica di equità intergenerazionale.
  Occorre anche proseguire negli indirizzi assunti nel vertice europeo di giugno. In primo luogo, bisogna che il Governo ribadisca, anche in vista del prossimo Consiglio europeo del 18 ottobre, la necessità di far partire il piano per la crescita e l'occupazione, fortemente sostenuto dall'Italia e dalla Francia, e che prevedeva lo stanziamento di 120 miliardi di euro, ad oggi non ancora impegnati o spesi. Si tratta, in sintesi, di ritrovare, a livello europeo, una politica di investimenti produttivi. È in secondo luogo necessario che il Governo insista con la Commissione europea sul tema – anche questo emerso nel vertice europeo di giugno – della qualità della spesa pubblica. In tal senso si era ipotizzato di non includere nel computo le spese per investimenti. Riterrebbe infine utile, per l'Italia, una valorizzazione del patrimonio dello Stato, anche ai fini di eventuali dismissioni.

  Antonio RAZZI (PT) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere favorevole.

  Gaetano PORCINO (IdV) osserva che la valutazione dell'onorevole Gozi sulle politiche di contenimento della spesa pubblica operate dal governo Monti, che rappresenterebbero un patto intergenerazionale, non pare coincidere con le dichiarazioni dell'onorevole Bersani, che ha piuttosto parlato di mancanza di equità sociale.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole.

Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche.
Emendamenti al testo unificato C. 953 Aprea e abb.

(Parere alla VII Commissione).
(Esame e conclusione – Nulla osta).

  La Commissione inizia l'esame degli emendamenti al testo unificato del provvedimento in oggetto.

  Massimo POMPILI (PD), relatore, ricorda che la Commissione è chiamata ad esprimersi sugli emendamenti approvati in linea di principio, in sede legislativa, dalla VII Commissione Cultura, al testo unificato Pag. 334del provvedimento recante Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche.
  Il provvedimento, composto da 14 articoli, reca disposizioni in materia di autonomia statutaria delle istituzioni scolastiche statali, individuando, all'articolo 2, gli organi delle istituzioni scolastiche, che consistono nel Consiglio dell'autonomia (articoli 3 e 4), nel dirigente scolastico, nel Consiglio dei docenti (articolo 6) e nel nucleo di autovalutazione (articolo 8). L'articolo 7 detta disposizioni volte a garantire la partecipazione e i diritti degli studenti e delle famiglie nelle istituzioni scolastiche. Si prevede inoltre (articolo 10) la possibilità per le istituzioni scolastiche di promuovere o partecipare alla costituzione di reti, consorzi e associazioni di scuole autonome. L'articolo 11, infine, istituisce il Consiglio nazionale delle autonomie scolastiche. Gli articoli 12, 23 e 14 dettano disposizioni, rispettivamente, sulle abrogazioni, le norme transitorie e la clausola di neutralità finanziaria.
  Ricorda che il testo del provvedimento è frutto dell'unificazione di numerose proposte di legge, una sola delle quali è assegnata alla XIV Commissione, la proposta di legge C. 5075 Di Pietro. Segnala peraltro che le disposizioni contenute nella proposta di legge Di Pietro che investono le competenze della XIV Commissione (attribuzioni del Collegio nazionale dei docenti in materia di utilizzo e investimento dei finanziamenti ad esso destinati dall'Unione europea) non appaiono inserite nel testo unificato adottato dalla Commissione quale testo base.
  Preso atto, pertanto, del fatto che il testo del provvedimento, come anche gli emendamenti sui quali la Commissione è chiamata ad esprimersi, non investono in alcuna misura l'ambito di competenza della XIV Commissione, formula una proposta di parere nella forma del nulla osta.

  Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere formulata dal relatore.

  La seduta termina alle 15.