V Commissione - Resoconto di mercoledý 19 novembre 2008


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SEDE REFERENTE

Mercoledì 19 novembre 2008. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Alberto Giorgetti.

La seduta comincia alle 9.10.

DL 154/08: Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali.
C. 1891 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 18 novembre 2008.

Antonio MISIANI (PD) ricorda preliminarmente che il decreto-legge investe alcune questioni oggetto di ampio dibattito nelle scorse settimane. Segnala in particolare i 260 milioni di euro stanziati a titolo di trasferimento compensativo del minor gettito dell'ICI, derivante dall'abrogazione dell'ICI prima casa disposta con il decreto-legge n. 93 del 2008. Rileva che, a suo giudizio, tale somma dovrebbe rappresentare un maggior trasferimento permanente ed invece il provvedimento la qualifica come una regolazione contabile limitata al solo anno 2008. Ricorda poi che, in base alle stime più accreditate, il minor gettito dell'ICI in termini di accertamento risulta pari a 3 miliardi e 700 milioni di euro mentre sulla base degli incassi è comunque di 3 miliardi e 500 milioni. In tal modo risulta evidente che continueranno a mancare, nel 2009, 900 milioni di euro, in contrasto con l'impegno di totale ristoro previsto dal decreto-legge n. 93 e dal DPEF. Sul punto chiede un chiarimento da parte del Governo, anche in considerazione delle diversità di stima sul gettito dell'ICI della prima casa. Rileva peraltro che si sta creando un precedente pericoloso destinato ad alimentare la diffidenza tra gli enti locali e lo Stato, compromettendo quindi il buon esito della riforma federalista, con particolare riferimento


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al federalismo fiscale. Con riferimento all'articolo 5, rileva che lo stanziamento di 140 milioni per il comune di Catania risulta a fondo perduto, sottratto ad altre aree sottoutilizzate e per di più destinato ad un comune che non ha dichiarato formalmente lo stato di dissesto. Rileva che, ferma restando l'esigenza di assicurare ai cittadini di Catania, servizi assistenziali, si è creata in quel contesto una situazione assai poco trasparente. Osserva che suscita perplessità anche lo stanziamento di 500 milioni di euro dal 2010 a favore del comune di Roma, senza che ci sia una quantificazione dell'onere derivante da ruolo capitale di Roma. Tali scelte suscitano perplessità anche alla luce della situazione finanziaria complessiva assai drammatica dei comuni.

Maino MARCHI (PD) osserva che il provvedimento in esame deve essere oggetto di una attenta valutazione con riferimento sia al merito delle singole disposizioni sia alla loro copertura finanziaria. A quest'ultimo riguardo, ritiene che il Governo debba fornire opportuni chiarimenti sugli effetti finanziari di talune disposizioni del decreto, tra le quali ricorda in particolare quelle dell'articolo 1 in materia di sanità. Rileva, inoltre, come la previsione della copertura del provvedimento a valere sul Fondo per le aree sottoutilizzate si muova in direzione opposta a quella indicata dalle modifiche recentemente introdotte dalla Camera al disegno di legge finanziaria, che sono invece volte ad assicurare che tali risorse non siano utilizzate per finalità difformi dalle finalità del Fondo. Dichiara che non si soffermerà sulle disposizioni in materia di dimensionamento delle istituzioni scolastiche recate dall'articolo 3, in quanto esse sono state oggetto di una integrale riscrittura nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, che ha determinato un sostanziale rinvio della loro operatività. Osserva, tuttavia, che tale modifica potrebbe mettere a rischio i risparmi previsti dalla manovra realizzata con il decreto-legge n. 112, che pure non condivide, e implica la necessità di prestare particolare attenzione agli effetti dello schema di piano programmatico di interventi volti alla razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico, all'esame della Commissione. Ritiene, in ogni caso, che - come già segnalato dal collega Misiani - la parte più problematica del provvedimento sia quella relativa agli enti locali, la cui situazione finanziaria è, in questo frangente, particolarmente critica e ha spinto il direttivo dell'ANCI ad invitare i comuni a non presentare i propri bilanci di previsione entro il prossimo 31 dicembre. Rileva, al riguardo, che la situazione di difficoltà è aggravata anche dall'interpretazione restrittiva che spesso viene data in sede tecnica alle norme apporvate dal Parlamento, segnalando che anche per la nuova formulazione del comma 8 dell'articolo 77-bis recentemente approvata dalla Camera nell'ambito della legge finanziaria si va profilando un'interpretazione che non corrisponde alla ratio della modifica introdotta. In questo contesto, valuta positivamente il mantenimento anche per il 2008 dei meccanismi di salvaguardia previsti nel 2007 per l'ICI «rurale», osservando tuttavia che appare opportuno individuare una soluzione a regime del problema, eventualmente attraverso un incremento del fondo ordinario. Anche con riferimento agli effetti sulla finanza locale dell'abolizione dell'ICI sulla prima casa, ritiene non ci si possa limitare a soluzioni una tantum come quella prevista dal comma 8 dell'articolo 2, ma si renda necessario un intervento di carattere permanente. A questo proposito, in considerazione del quadro di incertezza determinatosi con riferimento agli effetti finanziari dell'abolizione dell'ICI sulla prima casa, ritiene inoltre opportuno anticipare il termine del 30 aprile 2009 previsto per la trasmissione al Ministero dell'interno della certificazione del mancato gettito ICI. Per quanto riguarda, poi, le disposizioni dell'articolo 5, nel condividere le osservazioni del collega Misiani, rileva che l'ultimo periodo del comma 3, annunciando un contributo annuo di 500 milioni di euro a Roma Capitale a decorrere dal


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2010, reca una «norma manifesto» che non trova corrispondenza neppure nel disegno di legge in materia di federalismo fiscale presentato al Senato. In ogni caso, i tempi di attuazione della delega legislativa prevista dal disegno di legge governativo non consentirebbero l'erogazione del contributo già a partire dal 2010. Ritiene, comunque, necessario che il Governo fornisca dei chiarimenti in ordine alla congruità delle risorse stanziate e alla loro destinazione. Da ultimo, con riferimento alla copertura finanziaria del provvedimento, ribadisce che il continuo ricorso con finalità di copertura alle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate, oltre a determinare una dequalificazione della spesa, mette a rischio la realizzazione delle politiche di sostegno a favore delle aree sottoutilizzate.

Antonio BORGHESI (IdV) rileva preliminarmente che il provvedimento conferma le tendenza, già denunciata per altri provvedimenti, di usare per finalità difformi il fondo per le aree sottoutilizzate. Insieme, rileva la clamorosa violazione di divieto di dequalificazione della spesa, utilizzando risorse di conto capitale per finanziare oneri correnti. Tali risorse vengono peraltro utilizzate per finanziare singoli enti in contrasto con i principi di federalismo fiscale. Peraltro, se Catania è effettivamente in situazione di dissesto, il debito pro capite di Roma è pari a quello di Milano e quindi sembra piuttosto una regalia fatta alla nuova amministrazione della Capitale. Ricorda ancora che l'erogazione del contributo nel 2009 rischia di accelerare la spesa con effetti negativi sull'indebitamento mentre per le risorse previste per il 2010 e per gli anni successivi non si individua la copertura. Segnala poi che con riferimento all'abolizione dell'ICI sulla prima casa, il Governo dovrebbe avere il coraggio di riconoscere di avere sbagliato, come conferma anche la difficoltà di applicazione della disposizione; inoltre il ristoro del minor gettito ICI per i comuni risulta ancora parziale. Quindi c'è il rischio che per compensare il minor gettito i comuni debbano con altre modalità comunque prelevare risorse dai cittadini. La situazione di difficoltà in cui si pongono gli enti locali contrasta con 20 miliardi di aiuto promessi alle banche, somme che per di più non appaiono direttamente destinate alla tutela dei risparmiatori, in quanto le banche che ne saranno beneficiare non sembrano intenzionate ad accettare vincoli o impegni stringenti sul punto. Riservandosi di intervenire nuovamente nel prosieguo dell'esame, esprime la valutazione contraria del suo gruppo sul provvedimento.

Marino ZORZATO (PdL) riservandosi di intervenire successivamente sul merito del provvedimento, osserva che la decisione del Governo di presentare al Parlamento un disegno di legge finanziario «snello» ha determinato la suddivisione tra numerosi provvedimenti delle disposizioni che negli ultimi anni erano contenute nelle leggi finanziarie, rendendo più difficile ricostruire un quadro di insieme delle diverse misure adottate. Ritiene, quindi, sia utile procedere ad una ricognizione dei contenuti dei provvedimenti di carattere finanziario adottati nell'ultimo anno, prestando particolare attenzione alle disposizioni che recano misure di sostegno a specifiche aree territoriali. In assenza di tale quadro, diventa infatti difficile comprendere il senso di finanziamenti a specifici enti territoriali, come quelli disposti in favore di Catania o di Roma, tenuto conto che - come si è ricordato - il debito pro capite del Comune di Milano è superiore a quello della Capitale. Analogamente non risulta chiaro perché gli interventi in materia di ammortizzatori sociali tengano conto della situazione di Malpensa e non di quella di altri aeroporti, ovvero perché il decreto in esame si faccia carico dei problemi delle regioni confinanti con la Svizzera, ma non della questione delle aree di confine con le Regioni a statuto speciale

Massimo BITONCI (LNP), nel rilevare le difficoltà delle amministrazioni comunali, segnala la necessità di erogare a tali enti le risorse necessarie a garantire un pieno ristoro del minor gettito ICI derivante


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dall'abrogazione dell'ICI sulla prima casa. Con riferimento all'articolo 5, rileva l'esigenza di garantire che le risorse costituiscano un prestito e non siano a fondo perduto. Fa poi presente la necessità di sopprimere l'ultimo periodo dell'articolo 5, in quanto si stanziano risorse senza stabilire coperture. Con riferimento alla situazione di Catania, ritiene grave che non sia stata anche prevista l'ineleggibilità degli amministratori che hanno causato il dissesto. Anche in questo caso, peraltro, dovrebbe essere chiaro che si tratta di un prestito.

Gaspare GIUDICE (PdL) ritiene sia particolarmente importante che il decreto-legge possa essere oggetto di modifiche e miglioramenti nel corso dell'esame presso questo ramo del Parlamento, anche in considerazione dell'atteggiamento di grande responsabilità dimostrato nel corso dell'esame del disegno di legge finanziaria. In quella sede, infatti, molte delle questioni che erano state poste all'attenzione non furono affrontate compiutamente nel merito, essendosi ritenuto preferibile procedere al loro esame nell'ambito dei diversi provvedimenti in discussione presso i due rami del Parlamento. Rilevato che l'esame del decreto-legge in esame da parte del Senato si è protratto per oltre un mese, ritiene quindi che si debba consentire alla Camera di apportare talune correzioni e modifiche al testo. Ritiene, in particolare, opportuno sopprimere l'ultimo periodo del comma 3 dell'articolo 5, in considerazione della natura meramente programmatica della disposizione.

Antonio MISIANI (PD) si associa alle richieste del collega Giudice di avere tempi adeguati per l'esame; ritiene in tal senso imprescindibile acquisire l'avviso del Governo in ordine alla possibilità di introdurre modifiche al testo del provvedimento in questo ramo del Parlamento.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che per la definizione dei tempi di esame del provvedimento sarà convocata una riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, per le ore 14 della giornata odierna.

Remigio CERONI (PdL) rileva come, nell'ambito dei provvedimenti in materia di finanza locale, sia necessario affrontare il tema delle sperequazioni tra i diversi enti locali derivanti dai criteri di ripartizione delle quote del fondo ordinario fissati dal comma 703 della legge finanziaria del 2007, recentemente modificati dal disegno di legge finanziaria approvato dalla Camera. Ritiene, in particolare, che il contributo ai comuni con meno di 5.000 abitanti non debba più essere concesso solo agli enti che presentino specifiche percentuali di popolazione di età inferiore ai cinque anni o superiore ai sessantacinque anni, ma assegnato a tutti i comuni in misura direttamente proporzionale al numero dei residenti che rientrino in dette fasce di età.

Il sottosegretario Alberto GIORGETTI, nel riservarsi di depositare la documentazione sui profili problematici di carattere finanziario del provvedimento, rileva che il termine per la conversione in legge del decreto verrà il 6 dicembre e quindi non è semplice ipotizzare una terza lettura del provvedimento. Rileva peraltro che i problemi di merito sollevati richiederebbero, per essere affrontati, una riflessione lunga e complessa. Ricorda ad esempio che la somma di 260 milioni da destinare a titolo di ristoro del minor gettito ICI prevista dal decreto deriva dal confronto con gli enti locali ed è stata concordata con l'ANCI. Rileva ancora che il Governo ha scelto di affrontare la materia del patto di stabilità interno nel disegno di legge finanziaria e vi siano quindi pochi spazi per modificarlo ora nuovamente con il decreto-legge in esame. Segnala interesse per la questione posta dal collega Borghesi sul fondo per le aree sottoutilizzate: sicuramente negli ultimi anni vi è stato troppo spesso un utilizzo difforme, per cui è necessario avviare una riflessione. Si riserva comunque di verificare se sussistano spazi per introdurre eventuali modifiche.

Marino ZORZATO (PdL), intervenendo sull'ordine dei lavori, segnala l'opportunità


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di procedere ad un rapido esame delle proposte emendative, che consenta di introdurre modifiche al testo in esame, assicurando comunque tempi adeguati per una ulteriore lettura presso l'altro ramo del Parlamento. Qualora, infatti, si decidesse di non introdurre modifiche al testo approvato dal Senato, la Commissione apparirebbe svuotata delle proprie funzioni, essendole preclusa la possibilità di esaminare nel merito i provvedimenti al suo esame.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 10.10.

ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 19 novembre 2008. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Alberto Giorgetti.

La seduta comincia alle 10.10.

Piano programmatico di interventi volti alla razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico.
Atto n. 36.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 12 novembre 2008.

Il sottosegretario Alberto GIORGETTI deposita la documentazione predisposta al fine di fornire elementi di risposta alle richieste di chiarimento avanzate dal relatore (vedi allegato).

Maino MARCHI (PD) rileva che la proposta di parere sul piano programmatico formalizzata dal relatore nella Commissione cultura reca delle condizioni che prospettano modifiche ed integrazioni al piano suscettibili di determinare conseguenze finanziarie negative. Invita pertanto il presidente a valutare le modalità con le quali la Commissione bilancio possa esaminare le modifiche prospettate nella proposta di parere, in modo da evitare che il Governo, nell'approvare definitivamente il piano, possa introdurvi modifiche sulle cui conseguenze finanziarie la Commissione bilancio non si sia espressa.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, nel riservarsi di valutare le osservazioni del deputato Marchi, avverte che non è ancora stato trasmesso il parere della Conferenza unificata sul provvedimento. Rinvia pertanto il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 10.20.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.50 alle 15.10.