XI Commissione - Resoconto di mercoledý 8 luglio 2009


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 8 luglio 2009. - Presidenza del presidente Silvano MOFFA.

La seduta comincia alle 8.55.

DL 78/09: Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali.
C. 2561 Governo.
(Parere alle Commissioni riunite V e VI).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta di ieri.

Gaetano PORCINO (IdV), nel riservarsi di entrare nel merito specifico degli articoli del provvedimento in esame nel prosieguo del dibattito, intende svolgere preliminarmente alcune considerazioni di carattere generale sul suo impianto complessivo, in ordine al quale esprime forti perplessità. Rileva, innanzitutto, una incongruenza tra il titolo del decreto-legge n. 78 e le disposizioni in esso effettivamente contenute, che giudica non omogenee e suscettibili di incidere su ambiti


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materiali troppo diversificati. Pur valutando complessivamente positivi gli interventi urgenti a sostegno delle imprese e il potenziamento degli ammortizzatori sociali a tutela dei lavoratori, che reputa assolutamente necessari in un periodo di crisi come quello attuale, fa notare, tuttavia, che il provvedimento - che tende a configurarsi come un vero e proprio «decreto omnibus» - prevede norme che si pongono ben al di fuori di tale contesto materiale, spaziando dalla lotta alle frodi in materia di invalidità civile alla proroga dei termini per gli sfratti, dal settore sanitario a quello delle Forza armate, fino ad arrivare, addirittura, ad una proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali. Non riesce altresì a comprendere il motivo per cui si prevede una disposizione specifica per prorogare le graduatorie dei concorsi riservati ai Vigili del fuoco volontari ausiliari collocati in congedo negli anni 2004-2005 e si ignora, invece, la necessità di prevedere interventi immediati per sbloccare lo svolgimento delle procedure di tanti altri concorsi, che vedono coinvolti numerosi enti pubblici; in proposito, sottolinea ironicamente che, se proprio si intendesse estendere in modo così ampio l'ambito di efficacia del provvedimento, sarebbe quantomeno auspicabile farlo secondo criteri più logici e corretti, in presenza di una concreta necessità. Osserva, inoltre, che il provvedimento in esame sembrerebbe configurare irrealistiche ipotesi di maggiori entrate (di importo comunque ridotto) - ad esempio provenienti da una non meglio definita riforma del settore dei giochi o da una vaga azione di contrasto ai cosiddetti «paradisi fiscali» - che corrispondono, a suo avviso, a mere enunciazioni di intenti, non essendo indicati i mezzi e le modalità con cui realizzarle concretamente. Nel rilevare, in proposito, che una vera strada da perseguire sarebbe quella del rafforzamento della lotta all'evasione fiscale, osserva poi che il provvedimento in esame prevede soprattutto maggiori spese, in vista del finanziamento di interventi che nulla hanno a che vedere con l'esigenza di fronteggiare la crisi economica.
In conclusione, nel rinviare alle prossime sedute per la formulazione di eventuali rilievi più specifici sull'articolato del provvedimento, dichiara la sua assoluta contrarietà rispetto al modo con cui il Governo esercita la funzione legislativa d'urgenza, atteso che esso prende spunto da esigenze di carattere economico e finanziario per introdurre nell'ordinamento disposizioni di qualunque natura, che generano soltanto una grande confusione normativa.

Lucia CODURELLI (PD), nello svolgere considerazioni di carattere generale sul provvedimento in esame, fa notare che il Governo continua ad intraprendere manovre finanziarie assolutamente inidonee a fronteggiare la grave crisi economica in atto, che peraltro, nonostante assuma dimensioni sempre più rilevanti, viene quasi sistematicamente negata dall'attuale Esecutivo. Il provvedimento in questione rappresenta, a suo avviso, un mero «palliativo», che, anziché intervenire seriamente per estendere il grado di applicazione degli strumenti di sostegno al reddito, prevede misure disorganiche e disomogenee - come rilevato nella seduta di ieri, con un certo imbarazzo, dallo stesso rappresentante del gruppo PdL in Commissione - che si pongono in antitesi con lo strumento della cassa integrazione guadagni, quasi obbligando i lavoratori coinvolti dai processi di ristrutturazione aziendale a ricercarsi un lavoro autonomo e operando una selezione a priori delle imprese da tutelare, valutate con maggiore probabilità di sopravvivere alla crisi.
Ritiene altresì che, con il provvedimento in esame, si continui a guardare soprattutto alla grande industria e si «voltino le spalle», invece, alle piccole e medie imprese, che costituiscono la colonna portante del tessuto produttivo italiano. Pur giudicando condivisibili in linea di principio alcuni interventi previsti dal decreto-legge in esame, come quelli in materia di riqualificazione dei lavoratori già destinatari di trattamenti di sostegno al reddito o in materia di detassazione degli utili reinvestiti in macchinari, rileva tuttavia che


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essi non colgono le reali esigenze dell'economia interna e si pongano al di fuori del contesto produttivo del Paese. Ritiene, al contrario, che nell'attuale momento di difficoltà sia indispensabile favorire l'accesso al credito delle piccole e medie imprese, che, essendo meno interessate alle immobilizzazioni materiali, avvertono l'esigenza di disporre di ampie liquidità per far fronte alle più impellenti necessità.
Fa notare, inoltre, che, dinanzi a un quadro economico in costante peggioramento, il Governo sembra perseverare in una politica economica, che definisce «ricreativa», imperniata sull'adozione di decreti-legge ad intervalli regolari di tre-quattro mesi, che vengono finanziati attingendo sempre alle medesime risorse (destinate, in realtà, ad altri scopi), in una sorta di «gioco delle tre carte» applicato, senza soluzione di continuità, al sistema finanziario e di bilancio. Osserva, inoltre, che i provvedimenti assunti dal Governo servono solo ad alimentare una politica basata sulla propaganda, sostenuta da media allineati e controllati, e non contengono effettivi interventi di promozione degli investimenti delle imprese e di sostegno ai lavoratori, né tanto meno prevedono una riduzione del carico fiscale sui salari e sulle pensioni. Ritiene che, invece, il Paese, considerato anche l'alto livello del debito pubblico esistente, abbia bisogno di una seria politica anticiclica, che sia accompagnata da vaste riforme strutturali, come quella del sistema degli ammortizzatori sociali, e da veri interventi di semplificazione normativa. L'attuale Esecutivo, al contrario, contribuisce - a suo giudizio - a determinare un vero e proprio «caos giuridico», «sfornando» in serie provvedimenti disomogenei, che complicano il quadro normativo di riferimento, come è avvenuto, ad esempio, in occasione dell'introduzione della cosiddetta «social card», per il cui rilascio non vi è stata una delega al sistema territoriale, ma sono state previste procedure estremamente complicate, che hanno richiesto una gestione burocratica e centralizzata degli interventi. Esprime, altresì, forti perplessità per la vaghezza della riforma dei servizi pubblici locali, dal momento che non si specifica quali servizi si intendano liberalizzare e non si forniscono chiarimenti in merito al destino dei lavoratori coinvolti.
In conclusione, per le ragioni esposte, preannuncia la presentazione da parte del suo gruppo di numerose proposte emendative presso le Commissioni di merito, giudicando assolutamente necessario - per il bene del Paese - modificare in modo sostanziale l'impronta complessiva del provvedimento in esame.

Silvano MOFFA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 9.15.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 8 luglio 2009. - Presidenza del vicepresidente Giuliano CAZZOLA.

La seduta comincia alle 14.15.

Sull'ordine dei lavori.

Giuliano CAZZOLA, presidente, propone di procedere ad un'inversione dell'ordine del giorno, nel senso di spostare all'ultimo punto dell'odierna seduta pomeridiana la riunione dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, originariamente fissata alle ore 14.

La Commissione concorda.

Disciplina delle attività subacquee e iperbariche.
C. 344 Bellotti e C. 2369 Lo Presti.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 14 maggio 2009.


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Giuliano CAZZOLA, presidente, avverte che, in esito ai lavori del Comitato ristretto nominato per lo svolgimento dell'attività istruttoria sui provvedimenti in esame, è stata elaborata una proposta di testo unificato delle proposte di legge nn. 344 e 2369, che il relatore prospetta di adottare come testo base per il seguito dell'esame in sede referente (vedi allegato).

Aldo DI BIAGIO (PdL), relatore, fa presente che i lavori del Comitato ristretto e il supporto ad esso fornito dalle associazioni di categoria, intervenute in audizione, hanno condotto alla strutturazione di un proposta di testo unificato completa ed articolata. Evidenzia che il testo rappresenta il punto di approdo di un lavoro complesso, sul quale si è riversato un contributo bipartisan: di questo intende ringraziare, in particolare, il deputato Madia, per la disponibilità e l'attenzione specifica che ha inteso riservare a questo provvedimento, anche nella fase istruttoria di natura informale. Segnala, quindi, che il testo si suddivide in tre capi, al fine di cogliere in ognuna delle disposizioni l'ampiezza e le tante sfaccettature di una materia sulla quale, fino ad ora, ha regnato una sorta di confusione e di «anarchia normativa».
Rileva che si è inteso intervenire sulle attività subacquee di tipo tecnico-industriale, identificando le qualifiche professionali dei cosiddetti OTS e OTI (operatori tecnici subacquei e iperbarici), le imprese di lavoro subacqueo ed i loro ambiti operativi. Osserva, poi, che nel capo terzo, sul quale sono state registrate maggiori le criticità, si è inteso intervenire sulla subacquea turistico-ricreativa: i principali elementi di criticità che sono stati evidenziati dalle stesse associazioni nascono dall'interpretazione di attività turistico-ricreativa, che nel testo in esame includerebbe anche attività sportive di tipo non agonistico. Fa notare, in proposito, che l'obiettivo di tale inclusione sta nel fatto di voler normare tutto l'ambito della subacquea, che si colloca oltre l'aspetto puramente industriale e tecnico, senza escludere ambiti operativi che potrebbero legittimare delle «finestre», per superare determinati obblighi in materia di sicurezza ed organizzazione. Sottolinea che l'obiettivo del lavoro del Comitato ristretto è stato quello di approdare ad una formulazione condivisa e definitiva, al fine di poter giungere ad un articolato che rappresenti le esigenze di buona parte del mondo della subacquea sportiva e che, nel pieno rispetto degli standard e dei parametri internazionali di sicurezza e di qualità, colmi definitivamente quei limiti che sinora ne hanno minato la corretta organizzazione e il corretto svolgimento.
Alla luce di tali considerazioni, fa presente che la proposta di testo unificato può essere considerata come il punto di partenza delle prossime discussioni e, soprattutto, come testo eventualmente emendabile. Per il seguito dei lavori, auspica dunque di riuscire a mantenere inalterato l'intero impianto della proposta, che è stata il frutto di un lavoro meticoloso e rispettoso delle voci di tutte le realtà che appartengono all'articolato mondo professionale della subacquea.

Giovanni PALADINI (IdV) si riserva di verificare più compiutamente il testo predisposto dal Comitato ristretto, che interviene su una materia importante e delicata, anche sotto il profilo tecnico e della sicurezza. Ritiene, infatti, che i tempi siano ormai maturi per una normazione di dettaglio sulla materia, segnalando come la regolamentazione di rilevanti qualifiche professionali, come gli OTS e gli OTI, risponda ad attese più volte esplicitate dalle categorie interessate. In questo senso, fa presente che il suo gruppo valuterà con attenzione il provvedimento, anche verificando l'eventuale predisposizione di apposite proposte emendative, nella consapevolezza della necessità di giungere con celerità alla conclusione dell'iter.

Giuliano CAZZOLA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, propone di rinviare alla prossima settimana la deliberazione della Commissione sull'adozione del testo base per il seguito dell'esame in sede referente, in modo da consentire ai


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gruppi un adeguato approfondimento del contenuto della proposta di testo unificato e verificare, nella prossima seduta, quali siano gli orientamenti dei gruppi stessi rispetto al lavoro svolto dal Comitato ristretto.

La Commissione conviene.

Giuliano CAZZOLA, presidente, rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.

Norme sul riconoscimento e sulla promozione del diritto alla formazione e allo sviluppo professionale.
C. 1079 Bobba e C. 2418 Cazzola.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 17 giugno 2009.

Giuliano CAZZOLA, presidente, preso atto che - rispetto alla precedente seduta - non vi sono ulteriori richieste di intervento di carattere generale, invita il relatore ad indicare le modalità per la prosecuzione dell'esame dei provvedimenti in titolo.

Nicola FORMICHELLA (PdL), relatore, fa presente che sono in corso di elaborazione e di studio specifiche proposte di integrazione dei testi, anche nella prospettiva di una loro unificazione. Non essendo, tuttavia, tali proposte ancora formalizzate e risultando altresì utile acquisire, sull'argomento trattato dalle proposte di legge in esame, eventuali elementi di valutazione da parte dei soggetti più direttamente interessati, prospetta l'opportunità di sottoporre all'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, l'ipotesi di svolgere un ciclo di audizioni informali.

Giuliano CAZZOLA, presidente, alla luce della proposta del relatore, invita i gruppi a formulare tempestivamente, ai fini delle determinazioni di competenza dell'Ufficio di presidenza, eventuali richieste di audizioni informali sui provvedimenti in esame, il cui svolgimento - ove condiviso dallo stesso Ufficio di presidenza - potrebbe avere luogo immediatamente dopo la prevista pausa di sospensione dei lavori parlamentari per il periodo estivo.
Rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.35.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 8 luglio 2009. - Presidenza del vicepresidente Giuliano CAZZOLA.

La seduta comincia alle 15.10.

DL 78/09: Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali.
C. 2561 Governo.
(Parere alle Commissioni riunite V e VI).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo, rinviato nell'odierna seduta antimeridiana.

Giovanni PALADINI (IdV), nel rilevare che il Governo continua a legiferare sulle medesime materie economiche adottando contrastanti provvedimenti d'urgenza, auspica che, con il decreto-legge in esame, l'Esecutivo riesca almeno a fissare un punto fermo, che lo induca a distoglierlo dall'intraprendere altre dannose iniziative normative, tra le quali cita quella sul rientro dei capitali dall'estero, che - secondo talune notizie diffuse dagli organi di stampa - sarebbe di prossima realizzazione. Pur condividendo in linea di massima gli interventi previsti dal testo in materia di sostegno alle imprese e ai lavoratori, ritiene necessario svolgere alcuni approfondimenti in merito a taluni profili legati alla riqualificazione professionale e all'utilizzo del fondo per l'occupazione e la formazione per il finanziamento


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di tali interventi. Inoltre, giudica necessario comprendere i motivi che si pongono alla base della distinzione che il provvedimento sembra profilare tra misure di carattere strutturale e misure di natura sperimentale nell'ambito degli ammortizzatori sociali.
Ritiene, pertanto, che nel prosieguo del dibattito sarà necessario focalizzare l'attenzione solamente sugli aspetti di carattere economico-finanziario, concentrandosi soprattutto sulle problematiche relative all'accesso al credito delle piccole e medie imprese ed evitando di sconfinare in altre materie, per le quali non sembrerebbero sussistere i presupposti per porre in essere interventi d'urgenza.

Ivano MIGLIOLI (PD) osserva che il provvedimento in esame rappresenta l'ennesimo, inutile, atto che il Governo ha deciso di adottare nel presupposto di poter fronteggiare la crisi economica, che - secondo dati riportati, sui principali organi di informazione, da diversi soggetti istituzionali e da autorevoli esponenti del mondo del lavoro - tende ad assumere dimensioni sempre più estese, come è testimoniato dal drastico calo della produzione industriale, dal vertiginoso aumento della cassa integrazione guadagni, oltre che dai preoccupanti valori del PIL e del debito pubblico. Fa notare, pertanto, che mentre i «grandi potenti della terra» riflettono sulla dimensione globale della crisi nell'ambito del G8, il Governo italiano - invece di porre in essere interventi normativi come quello in esame - dovrebbe in realtà limitarsi a inquadrare la congiuntura sfavorevole nello specifico contesto economico italiano, interrogandosi seriamente su come assicurare un vero rilancio produttivo del Paese.
Entrando nel merito specifico del provvedimento, esprime profonde perplessità sull'articolo 1, che, a suo avviso, non affronta le questioni prioritarie della riforma complessiva degli ammortizzatori sociali, dell'estensione del periodo di copertura della cassa integrazione guadagni e della previsione di forme di sostegno al reddito anche nei confronti dei lavoratori precari, che, allo stato - nonostante il Presidente del Consiglio renda dichiarazioni pubbliche in senso contrario - risultano privi di adeguate tutele. In proposito, suggerisce all'attuale Esecutivo di prendere come modello di riferimento alcune recenti iniziative assunte a livello locale, citando, a titolo di esempio, un accordo raggiunto con le parti sociali nell'ambito della Regione Emilia-Romagna, che ha permesso di sbloccare ingenti fondi in vista del finanziamento di importanti forme di sostegno al reddito di ampie categorie di lavoratori flessibili.
Ritiene, inoltre, che con la tanto decantata misura di detassazione degli utili reinvestiti dalle imprese la maggioranza non abbia fatto altro che recuperare parzialmente una disposizione a suo tempo predisposta dal Governo di centrosinistra. Rispetto a tale norma, peraltro, giudica essenziale evidenziare taluni rilevanti profili di criticità: infatti, la disciplina in esame produrrebbe, a suo avviso, effetti non immediati, non premierebbe le aziende disposte ad investire nella propria struttura patrimoniale e non affronterebbe il vero nodo della questione delle crisi imprenditoriali, rappresentato dall'accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese. Inoltre, fa notare che le misure di sostegno alle imprese coinvolgerebbero solo il settore meccanico, escludendo categoricamente quello tessile e quello della ceramica, a favore dei quali, invece, sarebbero essenziali specifiche «misure anti-crisi»: si stupisce, dunque, dei toni dimessi usati su tale argomento dagli esponenti della maggioranza, in particolare da quelli appartenenti al gruppo della Lega Nord Padania.
Sottolinea, quindi, come il Governo, nel goffo tentativo di porre rimedio a precedenti interventi normativi di dubbia efficacia, non abbia fatto altro che peggiorare la situazione, complicando ulteriormente il quadro normativo, come dimostrano le misure adottate in tema di «social card». Nell'auspicare un deciso «cambiamento di rotta» da parte dell'Esecutivo, al quale rivolge l'invito a spendere meglio le poche risorse finanziarie a disposizione, preannuncia


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la presentazione di numerosi emendamenti presso le Commissioni di merito, in vista della modifica di una iniziativa normativa sulla quale non può che esprimere un giudizio profondamente negativo.

Donella MATTESINI (PD), esprimendo alcune considerazioni generali sul provvedimento in esame, osserva che, a dispetto delle raccomandazioni del Presidente della Repubblica, il Governo persevera nell'adozione di decreti-legge cosiddetti «omnibus», nell'ambito dei quali vengono disciplinate - in maniera confusa e contraddittoria - le materie più disparate, come il riordino degli enti pubblici, il rapporto di impiego pubblico e le invalidità civili. Fa notare che, anche laddove le misure del provvedimento possono sembrare - ad una prima iniziale lettura - in grado di sostenere le imprese e i lavoratori, ad una più approfondita analisi si rivelano insufficienti ed inadeguate, non affrontando nodi fondamentali della crisi economica attuale, costituiti, ad esempio, dal blocco dei pagamenti della pubblica amministrazione a vantaggio delle piccole e medie imprese.
Ritiene esemplificativo, in tal senso, l'articolo 9 del testo in esame, che, nonostante si prefigga apparentemente di favorire il soddisfacimento dei piccoli creditori della pubblica amministrazione, nasconde in realtà un dispositivo gravemente lesivo delle prerogative degli enti locali, dal momento che prevede un rigoroso e rigido rispetto del patto di stabilità interno, precludendo agli enti locali stessi la possibilità di effettuare investimenti, in netta controtendenza rispetto agli orientamenti emersi in seno alla stessa maggioranza in materia di federalismo fiscale. Auspica, pertanto, una profonda revisione di tale disposizione, che rischia di penalizzare gli enti locali più virtuosi nell'amministrazione dei propri conti pubblici.
Pur accogliendo con un certo favore le disposizioni in materia di pubblico impiego contenute nel provvedimento in esame - per esempio, laddove si limita la fascia oraria entro cui è possibile svolgere le visite fiscali nei confronti dei dipendenti (limitazione necessaria soprattutto in casi di gravi patologie) o si prevede una sorta di percorso di stabilizzazione per i lavoratori precari - ritiene che su tali argomenti l'Esecutivo sia, di fatto, tornato sui suoi passi, anche se in maniera ancora troppo timida e non del tutto soddisfacente, peraltro ponendo in essere diversi provvedimenti contraddittori e confusi, tesi ad accogliere solo parzialmente le numerose ed articolate proposte elaborate a suo tempo dal gruppo del Partito Democratico, che hanno fatto emergere, in talune occasioni, anche palesi discordanze in seno alla stessa maggioranza. Giudica, pertanto, necessario svolgere su tali argomenti adeguati approfondimenti, nel tentativo di predisporre un testo il più possibile chiaro ed efficace, che possa contribuire ad una effettiva modernizzazione della pubblica amministrazione, a pieno vantaggio dell'intera collettività.

Maria Grazia GATTI (PD), pur avendo già svolto, nella giornata di ieri, un intervento di natura preliminare, ritiene doveroso inserirsi nuovamente nel dibattito, alla luce degli elementi di novità emersi dalla discussione odierna e sulla base di una più approfondita analisi del testo. In particolare, intende esprimere forti perplessità sui commi 7 e 8 dell'articolo 1 e su talune disposizioni dell'articolo 17. Con riferimento al comma 7 dell'articolo 1, osserva che esso, incentivando (e non escludendolo) anche il lavoratore destinatario del trattamento di CIG ordinaria ad avviare forme di attività autonome, finisce per interrompere il forte legame esistente tra lo stesso lavoratore e l'azienda di provenienza, configurando un grave elemento di rottura nell'ambito del sistema degli ammortizzatori sociali.
Esprime, poi, serie perplessità sul comma 8 del medesimo articolo 1, rinvenendo in esso palesi elementi di contraddizione con alcune disposizioni contenute nella legge n. 223 del 1991, le quali - a differenza della norma in esame, che dispone il versamento dell'indennità in un'unica soluzione, limitando tuttavia la


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liquidazione del trattamento di integrazione salariale a 12 mesi - stabiliscono, invece, un regime temporale più ampio per i lavoratori in mobilità, estendendo a 24 o a 36 mesi le previste forme di sostegno al reddito, a seconda della fascia di età (tra i 40 e i 50 anni, ovvero oltre i 50 anni) in cui rientra il lavoratore interessato. Paventa, pertanto, il rischio che, per il lavoratore che intenda usufruire della nuova normativa, si possa determinare una rilevante decurtazione del trattamento di integrazione salariale fissato per i processi di mobilità.
Infine, rileva profili di indubbia criticità in alcuni passaggi dell'articolo 17 del provvedimento in esame, che, pur recando una serie di proroghe in materia di assunzioni e concorsi nel pubblico impiego, rischiano - a causa del rinvio ad un riferimento normativo che appare errato - di escludere dalle procedure di stabilizzazione il personale precario in possesso di elevata qualificazione professionale, fissando - di fatto - una riserva soltanto per il personale di bassa qualifica.

Giuliano CAZZOLA, presidente, osserva che dal dibattito odierno sono emersi utili elementi di riflessione, che potranno essere sviluppati ulteriormente nel prosieguo del dibattito, anche in vista della predisposizione, da parte del relatore, della proposta di parere, che non potrà che tenere conto anche dei profili di oggettiva sovrapposizione esistenti tra le diverse iniziative normative del Governo e del Parlamento, in corso di esame presso la Commissione.

Giulio SANTAGATA (PD), intervenendo per una precisazione rispetto alle questioni già sollevate nella seduta di ieri, ritiene ironicamente di dover preannunciare - anche al fine di sottolineare la natura largamente disomogenea del provvedimento in esame - la presentazione presso le Commissioni di merito di una sua proposta emendativa, volta ad introdurre nel testo in questione disposizioni per la valorizzazione e la promozione della «sfoglina» emiliano-romagnola e la disciplina della relativa professione, già oggetto di appositi progetti di legge presentati nelle scorse legislature, il cui eventuale accoglimento potrebbe comportare importanti riflessi in termini occupazionali e di sostegno all'imprenditoria del settore. Rileva, peraltro, l'esigenza di segnalare - sempre in tono ironico - che l'eventuale approvazione di tale proposta emendativa non potrà che produrre anche una opportuna modifica al titolo del decreto-legge in esame.

Giuliano CAZZOLA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.50.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 8 luglio 2009. - Presidenza del presidente Silvano MOFFA.

La seduta comincia alle 15.50.

Interventi per agevolare la libera imprenditorialità e per il sostegno del reddito.
C. 2424 Antonino Foti.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 1o luglio 2009.

Antonino FOTI (PdL), relatore, in relazione a taluni rilievi critici espressi da alcuni deputati intervenuti nel corso della precedente seduta, intende far notare che la proposta di legge n. 2424, a sua prima firma, prevede un complesso di tutele in favore dei lavoratori che beneficiano delle più diffuse forme di ammortizzatori sociali, finalizzate all'avvio di iniziative imprenditoriali autonome.
Precisa, in proposito, che tali tutele vanno dai benefici contributivi e previdenziali a quelli fiscali, comprendendo anche finanziamenti agevolati, interventi in materia


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di sicurezza sul lavoro e di ambiente, nonché semplificazioni in ordine all'iscrizione al registro delle imprese. A suo avviso, pertanto, l'obiettivo che tale proposta si propone di conseguire è quello di assicurare una sorta di «percorso protetto» per il lavoratore interessato ad intraprendere un'attività autonoma, per il quale, soprattutto in periodi di crisi, diventa sempre più difficile ipotizzare un rientro in azienda. Al contempo, sottolinea che si tratta, con tale intervento legislativo, di costruire una vera rete di protezione per coloro che intendano avviare in autonomia una attività di impresa, attraverso l'introduzione di forme di semplificazione burocratico-amministrative.
Nell'osservare, inoltre, che sulla proposta di legge in esame si registra un ampio grado di condivisione, considerato che essa è stata sottoscritta anche da numerosi esponenti dei gruppi di opposizione, invita la Commissione a prestare la massima attenzione al suo contenuto, nella prospettiva di individuare utili ed innovative forme di sostegno all'imprenditorialità privata, che suppliscano anche all'attuale fase di crisi economico-produttiva.

Giulio SANTAGATA (PD) sottolinea la necessità di risolvere la questione legata alla possibile sovrapposizione tra le norme della presente proposta di legge ed alcune disposizioni del decreto-legge cosiddetto «anticrisi», attualmente all'esame della Commissione in sede consultiva, che sembrerebbero presentare diversi profili di interferenza. Chiede, pertanto, chiarimenti in merito alle modalità di prosecuzione dell'esame della presente proposta normativa di iniziativa parlamentare, interrogandosi se essa possa avere un percorso autonomo ovvero se sia destinata ad essere assorbita nell'ambito più complessivo del citato decreto-legge n. 78 del 2009.

Antonino FOTI (PdL), relatore, ritiene di dover precisare - ribadendo quanto già sostenuto nel corso della seduta di ieri, in occasione dell'avvio del dibattito sul decreto-legge n. 78 - che la proposta di legge n. 2424, pur recando disposizioni in parte simili a quelle contenute nel provvedimento del Governo, si distingue in modo netto da esso, dal momento che prevede l'applicazione di una sorta di «legislazione leggera» - basata su agevolazioni, incentivi e sgravi riconosciuti in modo assai più incisivo - a favore del lavoratore che intenda intraprendere un'impresa autonoma, elemento che, al contrario, non ritiene di rinvenire nel richiamato decreto-legge. Infatti, quest'ultimo, a suo avviso, pur avendo tratto ampiamente spunto dalla sua proposta di legge, prevede solo parziali interventi di agevolazione contributiva e previdenziale per l'avvio delle attività imprenditoriali autonome, del tutto svincolati da misure di natura fiscale, finanziaria, ambientale, di sicurezza sul lavoro e di semplificazione degli adempimenti amministrativi.

Silvano MOFFA, presidente, osserva che le questioni emerse nel corso del dibattito odierno potranno esser adeguatamente approfondite nella prossima settimana, nel corso dell'esame in sede consultiva del decreto-legge n. 78, più volte richiamato; in quella occasione, infatti, anche alla presenza del rappresentante del Governo, sarà possibile valutare ogni ipotesi di collegamento tra l'esame della presente proposta di legge e quello del provvedimento d'urgenza di iniziativa dell'Esecutivo.
Rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 16.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Mercoledì 8 luglio 2009.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16 alle 16.10.