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Resoconto dell'Assemblea

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XVI LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 63 di mercoledì 8 ottobre 2008

Pag. 1

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MAURIZIO LUPI

La seduta comincia alle 10,35.

EMILIA GRAZIA DE BIASI, Segretario, legge il processo verbale della seduta del 3 ottobre 2008.
(È approvato).

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Albonetti, Angelino Alfano, Bindi, Bonaiuti, Brancher, Brugger, Buonfiglio, Caparini, Carfagna, Casero, Cirielli, Colucci, Conte, Cosentino, Cota, Craxi, Crimi, Crosetto, Fitto, Frattini, Gelmini, Gibelli, Giancarlo Giorgetti, Giro, La Russa, Leone, Lo Monte, Lombardo, Lucà, Mantovano, Maroni, Martini, Mazzocchi, Meloni, Menia, Miccichè, Molgora, Mura, Pescante, Prestigiacomo, Roccella, Romani, Ronchi, Rotondi, Scajola, Soro, Stefani, Urso, Vegas e Vito sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
Pertanto i deputati in missione sono complessivamente sessantatrè, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna.
Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna.

Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 1o settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università (A.C. 1634-A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 1o settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università.
Ricordo che nella seduta del 7 ottobre 2008 si è proceduto alla votazione della questione di fiducia sull'approvazione, senza subemendamenti e articoli aggiuntivi, dell'emendamento Dis. 1.1 (Ulteriore nuova formulazione) del Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del citato decreto-legge.

Sull'ordine dei lavori (ore 10,38).

CARMINE SANTO PATARINO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CARMINE SANTO PATARINO. Signor Presidente, quando un deputato, all'inizio o alla fine di una seduta, chiede la parola, lo fa solitamente per trattare argomenti che possono riferirsi a fatti ed episodi accaduti nel nostro Paese o in altre parti del mondo, che richiamano l'attenzione della Camera o ne sollecitano l'intervento per la loro gravità o per i possibili effetti negativi che si possono causare.Pag. 2
Accade anche, però, seppur con minore frequenza, che vi siano, come in questo caso, belle notizie che riguardano avvenimenti che meritano, oltre alla nostra attenzione, la considerazione, l'apprezzamento e il plauso da parte delle istituzioni per il grande lustro che danno alla nostra Italia.
Nei giorni scorsi, negli Stati Uniti, un grande e prestigiosissimo riconoscimento è stato conferito ad un giovane chirurgo italiano. Si tratta del quarantatreenne Cataldo Doria, nativo di Taranto, la mia provincia, che da anni dirige la divisione di chirurgia presso la Jefferson University di Philadelphia.
È stato proclamato, il 3 ottobre scorso, chirurgo dell'anno dall'American Liver Foundation. Il professor Doria è stato insignito di questo ambitissimo titolo, che viene assegnato da 15 anni, per avere effettuato, con risultati eccellenti, ben 430 trapianti di fegato e 200 sostituzioni di reni.
Mi permetto di chiederle, signor Presidente, se lo ritiene, di far pervenire al professor Doria, a nome dell'Assemblea della Camera dei deputati, un messaggio di felicitazioni.

MASSIMO DONADI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MASSIMO DONADI. Signor Presidente, intervengo per rinnovare una richiesta, che vivo veramente con crescente disagio, come penso la gran parte di questo Paese. Questa notte c'è stato un nuovo crollo delle borse in Asia; la borsa giapponese ha perso circa il 10 per cento delle quotazioni.
Le borse europee, oggi, aprono con un nuovo tracollo, l'ennesimo (la borsa di Milano perde circa il 7 per cento in questo momento) e tutti i più importanti titoli sono sospesi per eccesso di ribasso. Vi è, nuovamente, un pesante attacco, un pesante atto di sfiducia dei mercati nei confronti dei principali istituti di credito; Unicredit, nuovamente, è stata sospesa questa mattina per eccesso di ribasso.
Credo che, in questa situazione, la voce delle opposizioni, la voce dell'Italia dei Valori, che ormai da giorni chiede disperatamente al Governo di venire in quest'Aula a riferire, e non riceve in cambio altro che un inquietante silenzio, sia qualcosa di cui non solo il Parlamento, ma il Paese intero, valutino la pesantezza e la gravità con crescente apprensione.
La invito quindi, signor Presidente, a rinnovare ancora una volta un appello che spero anche da parte della Presidenza della Camera sia accorato, perché ritengo davvero incredibile che in questo contesto il Governo italiano sia l'unico che non solo non assume nessuna iniziativa, ma non ha nemmeno nulla da dire ai propri cittadini (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

PRESIDENTE. Onorevole Donadi, riferirò certamente il contenuto del suo intervento al Presidente della Camera, che se ne farà interprete presso il Governo.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, come già altri rappresentanti di gruppi nei giorni scorsi, anche il presidente del nostro gruppo, più di una settimana fa, aveva richiesto la presenza del Governo per riferire della crisi che sempre più si rivela assai pericolosa per i mercati, i consumatori e le economie del mondo.
Alla luce anche di nuovi avvenimenti, di impegni assunti da Stati, Governi sia europei che di altre realtà (è di ieri il fatto che al Parlamento tedesco il Cancelliere abbia riferito degli impegni assunti in sede europea, e degli impegni che lo stesso Governo tedesco ha inteso prendere nei confronti della situazione che si era creata in riferimento alla crisi di banche di quel Paese), è assolutamente incomprensibile come da parte del Governo non vi sia alcuna iniziativa, dopo sollecitazioni che sono state avanzate da parte della PresidenzaPag. 3(credo che il Presidente Lupi abbia contezza del fatto che il Presidente Fini ha più volte sollecitato il Governo a riferire in Parlamento).
A questo punto a me pare che la vicenda sia tale per cui non è più nemmeno sufficiente che il Governo venga a riferire delle proprie intenzioni, ma che sia necessario a questo punto dedicare una vera e propria discussione parlamentare con impegni che vengano assunti non solo dal Governo italiano ma dall'insieme del Parlamento, perché tutti i Parlamenti di tutte le democrazie occidentali sono stati interessati al fine di promuovere iniziative di carattere bipartisan per la difesa dei mercati e la difesa delle condizioni dei consumatori e delle economie. Questa è l'unica realtà nella quale apprendiamo dalla stampa e dalle conferenze stampa del Presidente del Consiglio di orientamenti che non sono stati né assunti né decisi comunemente da istituzioni del Paese.
La prego quindi, signor Presidente, di chiedere al Presidente Fini affinché, essendo oggi prevista una Conferenza dei presidenti di gruppo, all'interno di essa si decida relativamente all'iniziativa di cui ho parlato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Onorevole Quartiani, lo farò sicuramente.

LUCA VOLONTÈ. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, prendo la parola anch'io per ricordare la stessa cosa. So che lei è attento, e non formalmente ci sta dicendo che farà presente tutto ciò, perché si rende conto, come noi, della situazione del nostro Paese. Non voglio evidentemente offendere il Presidente del Consiglio, anzi sono contento che dica in televisione che ci pensa lui a garantire i fondi e i risparmi di tutti gli italiani: mi conforta, perché il capitale personale e aziendale del Presidente del Consiglio ci consente di stare tranquilli. Ciò nonostante, nel resto del mondo, occidentale e non, il Ministro dell'economia, al di là del capitale personale del Presidente del Consiglio, ha ritenuto opportuno presentarsi nei Parlamenti nazionali.
Le faccio solo presente, ad adiuvandum di quello che hanno detto i colleghi parlamentari degli altri gruppi di opposizione, che mi sembrerebbe naturale che anche dalla maggioranza venisse la stessa richiesta, perché tutti confidiamo non sono in un dialogo parlamentare, ma in quello spirito bipartisan che, dal Congresso degli Stati Uniti agli altri Parlamenti europei, c'è stato e, quindi, non c'è nessun timore che venga in Aula il Ministro dell'economia e delle finanze, Tremonti, non c'è nessun timore a prendere atto della speculazione che importanti fondi sovrani - si badi, lo dico qua per evitare che poi tra un mese ne prendiamo tutti atto in ritardo - stanno facendo su una delle più grandi e importanti banche italiane, la maggiore per capitalizzazione e patrimonializzazione, quindi quella che dovrebbe rischiare di meno, e che viceversa è sotto scacco di speculazioni finanziarie.
Facciamo finta di niente (e siamo l'unico Paese europeo che fa finta di niente). Qualche minuto fa il Governo inglese è entrato nel capitale degli otto maggiori istituti di credito inglesi - dopo averne discusso in Parlamento la settimana scorsa -, mentre noi facciamo finta che non stia succedendo niente (e non so che modo di procedere sia questo).
Le dico ciò perché, conoscendo la sua particolare attenzione e la sua sensibilità nei confronti del bene comune, non ci si trovi - tra una settimana o quindici giorni - con le banche che sono saltate, i piccoli risparmiatori che sono non solo alla ricerca dei propri soldi negli istituti di credito ma a portar via quel poco che è avanzato dalle speculazioni finanziarie e le buone intenzioni del Ministro dell'economia e delle finanze e del Governo vanificate, evidentemente non per colpa loro ma per interessi che vanno, purtroppo, al di là delle difese che può mettere in campo il nostro sistema Paese.Pag. 4
Tra l'altro, potrebbe essere interessante avere l'ulteriore conferma di questa intenzione da parte dell'intero Parlamento a sostegno di eventuali interventi che il Governo Berlusconi (e cioè il Governo del nostro Paese) vuole fare, anche perché è fallita - purtroppo aggiungo io, che in questo senso la penso esattamente come il Ministro dell'economia e delle finanze - l'ipotesi di un intervento globale dell'intera Unione europea a tutela del sistema economico e finanziario europeo.
Diversi Paesi stanno ormai intervenendo ognuno per sé, mettendo sul tavolo miliardi di euro in cash che probabilmente il nostro sistema economico ed il Governo non hanno (abbiamo infatti miliardi in cash di debito pubblico, e non di soldi freschi da mettere sul mercato).
Se, da questo punto di vista, non si ritiene di chiedere e di intervenire con più forza e più solerzia, come lei farà sicuramente nella giornata di oggi, nei confronti del Ministro dell'economia e delle finanze o di uno dei suoi sottosegretari delegati a questa vicenda, vorrà dire che dovremo aspettare che le «vacche magre» intervengano nelle famiglie italiane, ritrovandoci poi in maggiori difficoltà per non essere riusciti a governare un fenomeno che l'Europa e, in Europa, ogni Paese insieme al proprio Parlamento stanno cercando di affrontare in maniera più adeguata e ragionevole (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).

PRESIDENTE. Onorevole Volontè, anche in relazione al suo intervento ci faremo certamente parte attiva nel riportare al Presidente della Camera quanto lei ha detto. Su questi temi la sensibilità è non solo della Presidenza ma, credo, di tutto il Parlamento.

ARTURO IANNACCONE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ARTURO IANNACCONE. Signor Presidente, rinnovo anche a nome del gruppo Misto-Movimento per l'Autonomia la richiesta che il Governo venga a riferire in Aula sulla situazione finanziaria e sulla grave turbolenza dei mercati, per tranquillizzare i cittadini italiani rispetto al futuro della nostra economia, se mi permette, però, con una sostanziale differenza rispetto alla richiesta ripetitiva che viene dai banchi dell'opposizione: il Governo deve venire in Aula quando sarà chiaro fino in fondo il quadro della crisi e quando saranno individuate le eventuali terapie da offrire.

RENATO CAMBURSANO. Bravo, complimenti!

ARTURO IANNACCONE. Noi riteniamo che sarebbe inutile ora una discussione, se prima il Governo non avrà tutti gli elementi da poter riferire al Parlamento: è come un medico che dà al malato la terapia prima di aver fatto la diagnosi.
A nome del gruppo Misto-Movimento per l'Autonomia rinnovo quindi, signor Presidente, la richiesta che ho formulato all'inizio del mio intervento affinché il Governo venga in Aula, quando avrà però tutti gli elementi per poter discutere, e non per assistere al solito dibattito parlamentare che, al di là delle intenzioni bipartisan che ho ascoltato, vedrà sicuramente posizioni che, più che confrontarsi, si scontreranno senza produrre risultati concreti e positivi.

Si riprende la discussione (ore 10,50).

(Esame degli ordini del giorno - A.C. 1634-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A - A.C. 1634-A).
L'onorevole Ghizzoni ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/1634/55.

MANUELA GHIZZONI. Signor Presidente, prima di illustrare l'ordine del giorno n. 9/1634/55 che reca la mia firma, e che chiede un impegno a sostegno dellaPag. 5scuola a tempo pieno, sento il bisogno di fare una brevissima riflessione sulla scelta del Governo di porre la questione di fiducia sulla conversione in legge del decreto-legge al nostro esame. Non posso lasciar perdere; la posta in gioco rappresentata dal contenuto del provvedimento è troppo alta, così come alto è stato il livello della passione e della valutazione di merito che tutti i deputati del Partito Democratico hanno profuso nell'esame del decreto.
La relatrice Aprea - gliene do atto - ha parlato di strappo della prassi parlamentare; io ritengo che, con la richiesta della fiducia, il Governo si sia reso responsabile, invece, di un ulteriore «scippo» - per la verità, il quinto dall'inizio della legislatura - ai danni delle prerogative parlamentari e del potere costituzionale di decisione del Parlamento. Si tratta, purtroppo, di una scelta coerente con l'atteggiamento di chiusura con cui il Governo ha proceduto fin dalla presentazione del decreto, sottraendosi senza imbarazzo al confronto con chi nella scuola lavora, studia e fa ricerca, e scegliendo anche deliberatamente di negarsi al dibattito con le forze di opposizione.
Ciò nonostante, il Partito Democratico ha responsabilmente accompagnato al proprio dissenso nei confronti di questo provvedimento, proposte e idee confluite prima in emendamenti, ora decaduti, e ora dopo la fiducia, in ordini del giorno, nei quali si esprime il profilo della nostra proposta riformista, che ha come priorità il sistema scolastico pubblico, la qualità dell'offerta formativa e i traguardi degli apprendimenti degli alunni.
L'ordine del giorno che illustro impegna il Governo a dare certezza normativa alla scuola a tempo pieno, con le modalità che ho espresso nel dispositivo del mio ordine del giorno. Signor Presidente, io vengo da una regione, l'Emilia-Romagna, nella quale il tempo pieno ha un'ampia diffusione (40,9 per cento, solo di qualche punto percentuale inferiore di quella lombarda). Comprenderà, pertanto, la mia attenzione all'impegno, più volte ribadito dal Ministro Gelmini, di ampliare di ben il 50 per cento l'offerta di tempo pieno. Ora, è necessario che alle dichiarazioni seguano azioni normative coerenti. Perché estendere l'offerta del tempo pieno? Per alcuni buoni motivi che cercher