Il Presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini

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INIZIO CONTENUTO

Interventi e discorsi

Interventi e discorsi del Presidente della Camera

26/05/2009

Montecitorio, Sala Aldo Moro - Congresso internazionale "Dalla moratoria all'abolizione della pena capitale - No justice without life"

E' con vivo piacere che saluto i rappresentanti dei governi, le autorità e le personalità internazionali che partecipano all'importante convegno che si svolge in questi giorni a Roma sul grande tema della campagna mondiale contro la pena di morte. a
Desidero rivolgere il mio plauso alla Comunità di Sant'Egidio per aver promosso tale iniziativa, che vede riunite delegazioni governative dell'Africa, dell'Asia e dell'America latina dopo gli importanti incontri svolti dalla stessa Comunità con i ministri della Giustizia africani nei Colloqui Internazionali "Africa for Life - without death penalthy".
Ritengo che tale convegno possa offrire un importante contributo alla battaglia internazionale contro la pena di morte, perché si pone l'obiettivo di incoraggiare i Paesi che hanno abolito di fatto la pena capitale a fare un passo ulteriore e a eliminarla anche dal proprio ordinamento giuridico. E' di rilevante interesse, per la comunità mondiale che si batte in favore della causa abolizionista, approfondire il tema dei nodi giuridici e politici che ancora impediscono l'abrogazione, in tutti i Paesi del mondo, di un istituto contrario alle ragioni della dignità dell'uomo.
Quella contro la pena di morte è una grande lotta culturale e civile che deve mobilitare costantemente l'opinione pubblica internazionale. Un grande passo avanti è stato compiuto il 18 dicembre del 2007 con l'approvazione, da parte della 62ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite, della moratoria delle esecuzioni capitali.
Quell'evento rappresenta una storica affermazione della civiltà dei diritti. Ed è motivo di legittimo orgoglio per l'Italia il fatto di averlo promosso. Tale rivendicazione deve essere vissuta come un fattore che impegna l'Italia stessa a moltiplicare le iniziative in difesa dei diritti dell'uomo. Saremo sempre al fianco di quei Paesi, di quelle organizzazioni e di quelle personalità che si battono per la dignità della persona. Vorrei ricordare al riguardo che l'Italia ha presentato formalmente la candidatura al Consiglio dei Diritti Umani ONU per il triennio 2011-2014.
E' un impegno radicato in un'esperienza antica che deriva sia dall'identità religiosa sia dal lascito della cultura illuminista. Nel nome dei suoi valori uno Stato italiano, il Granducato di Toscana, abolì ufficialmente, per primo al mondo, nel 1786, la pena di morte e la tortura.
E' un impegno che discende anche dall'appartenenza all'Unione Europea. Vorrei in proposito ricordare la limpida formulazione contenuta nell'articolo 2 della Carta dei diritti fondamentali, in cui si afferma congiuntamente il valore intangibile del diritto alla vita e il divieto del ricorso alla pena capitale. E desidero ricordare che questa iniziativa della Comunità di Sant'Egidio è promossa in accordo con la Commissione europea.
Molta strada è stata percorsa. Ma molta strada è ancora da percorrere. Il numero delle esecuzioni capitali rimane drammaticamente alto. E' una considerazione che deve indurci ad accrescere la nostra opera di sensibilizzazione verso quei Paesi che ancora prevedono e applicano la pena di morte.
Decisivo sarà l'impegno dei governi e delle organizzazioni internazionali. Ma decisivo sarà anche il contributo delle organizzazioni non governative e delle varie associazioni d'ispirazione sia religiosa sia laica che si battono in favore dei diritti della persona.
In tal senso va evidenziata la lodevole ed efficace azione internazionale svolta dalla Comunità di Sant'Egidio, sia sul fronte della battaglia contro la pena di morte sia nella sua opera di creazione di spazi di dialogo, di incontro e di convivenza tra culture, popoli e religioni.
Quella per l'affermazione della dignità dell'uomo è una grande battaglia comune, una battaglia che unisce e affratella tutti coloro che, in qualsiasi parte della Terra vivano e a qualsiasi fede appartengano, lottano per un mondo più giusto, umano e più civile.
Credo che tutti possano riconoscersi in queste parole contro la pena di morte pronunciare dieci anni or sono da Giovani Paolo II: "La società moderna è in possesso dei mezzi per proteggersi, senza negare ai criminali la possibilità di redimersi. La pena di morte è crudele e non necessaria".
La piena sicurezza dei cittadini si ottiene affermando la vita, non comminando la morte. Sempre valido rimane questo ammonimento di Cesare Beccaria: "La pena di morte, rendendo meno sacro e intoccabile il valore della vita, incoraggia, più che inibire, gli istinti omicidi".
La battaglia per l'abolizione globale della pena capitale rimane una battaglia lunga ed impegnativa. Ma è una battaglia che deve essere instancabilmente combattuta affinché la nostra possa diventare realmente la civiltà dell'uomo.