Montecitorio, Sala della Lupa - Giornata conclusiva della XI edizione del Premio Sapio per la Ricerca Italiana dal titolo "Dare valore alla ricerca italiana".
La Camera dei deputati è lieta di dare il benvenuto a un'importante iniziativa, che intende sostenere la ricerca scientifica, l'innovazione tecnologica e le eccellenze del nostro Paese. Saluto l'onorevole Giuseppe Pizza, Sottosegretario all'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, il deputato e già Rettore dell'Università "L'Orientale" di Napoli, Pasquale Ciriello, il Presidente del CNR, Luciano Maiani, il Vice presidente del Gruppo Sapio, Alberto Dossi, e tutti i presenti. Innanzitutto desidero congratularmi con i vincitori di quest'anno: per il Premio Junior il dottorando Giorgio De Pasquale e i ricercatori Davide Barreca, Yvan Torrente e Alberto Gasparotto; per il Premio Industria, la dottoressa Federica Angelantoni. Il "Premio Sapio", giunto quest'anno alla sua undicesima edizione, è un prestigioso riconoscimento annuale conferito a ricercatori italiani che si sono particolarmente distinti effettuando i loro studi e sperimentazioni nel nostro Paese, dando ad esso lustro e contribuendo significativamente al suo sviluppo e al suo livello di competitività nel panorama internazionale. L'iniziativa di quest'anno è concentrata sul tema "Dare valore alla ricerca italiana per dare valore al sistema Italia". Si intende sottolineare l'importanza della ricerca nel nostro Paese, che deve essere adeguatamente incentivata e sostenuta per poter contribuire in pieno alla competitività del sistema- Italia. La crisi che ha colpito l'economia mondiale in questi ultimi anni non deve diventare un comodo alibi per una politica scarsamente incisiva nel campo della ricerca. La questione più problematica, dalla quale non si può assolutamente prescindere, è quella del finanziamento. Il nostro sistema di ricerca resta, purtroppo, ancora lontano rispetto a quello che è il suo potenziale, e questo deve essere motivo di seria preoccupazione per tutte le Istituzioni. E' necessario un forte impegno per dare slancio concreto alla scienza e alla tecnologia italiana, al fine di rendere disponibili le risorse necessarie per sviluppare le intelligenze del nostro Paese. Favorire la ricerca, in questo senso, significa contribuire a restituire vitalità alla nostra economia e a migliorare la qualità della vita sociale. Non dobbiamo mai dimenticare che i risultati e le vittorie della ricerca scientifica rappresentano conquiste permanenti dell'umanità, diventando parte integrante del suo patrimonio di civiltà. Come più volte ho avuto modo di ribadire, l'investimento nella ricerca costituisce uno dei più potenti strumenti per rilanciare l'economia italiana, l'economia globale ed europea. Desidero esprimere il mio plauso per gli organizzatori della manifestazione per aver essi dedicato il premio sia alla giovane ricerca sia all'industria. Ritengo infatti importante richiamare l'attenzione del Paese sulla condizione dei nostri giovani talenti, spesso costretti a lasciare l'Italia perché impossibilitati a continuare le loro ricerche o a trovare un posto di lavoro. Questo fenomeno, più noto giornalisticamente come "fuga dei cervelli", non può essere considerato ineluttabile in un paese come l'Italia e la tendenza deve essere invertita - il nostro Paese ha tutte le potenzialità per attrarre intelligenze - con azioni non soltanto tempestive da parte delle forze politiche, economiche e sociali. Dare ai nostri studiosi più brillanti la possibilità e le opportunità di continuare studi e proprie ricerche nel proprio paese significa investire con convinzione sulle nuove generazioni e permettere al sistema- Italia di vincere le sfide della globalizzazione. Quanto all'industria, considero importante il continuum stabilito tra scienza, ricerca applicata, progettazione e produzione. Non dobbiamo dimenticare, a tale riguardo, che l'innovazione di prodotto e processo è stato un fattore incisivo nel consentire all'industria italiana, anche la più piccola e media, di superare fasi di profonda e talvolta drammatica trasformazione. E' anche questo un modo realmente efficace di contribuire all'applicazione dell'articolo 3 della Costituzione, che assegna alla Repubblica il compito di «rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ». A questo nobile compito siamo tutti chiamati a rispondere, ed è per questo che ringrazio gli organizzatori del Premio Sapio per aver dato vita a questa iniziativa che ci consente di tenere alta l'attenzione della politica su questo tema di importanza strategica.