Il Presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini

Per visualizzare il contenuto multimediale è necessario installare il Flash Player Adobe

INIZIO CONTENUTO

Interventi e discorsi

Interventi e discorsi del Presidente della Camera

15/12/2010

Montecitorio, Sala della Lupa - Presentazione del volume "La Camera dei deputati a Montecitorio. Storia fotografica" a cura della Fondazione della Camera dei deputati

Autorità. Signore e Signori!

La Camera dei deputati è lieta di ospitare la presentazione del volume 'La Camera dei deputati a Montecitorio- Storia Fotografica', la cui realizzazione è stata fortemente caldeggiata dal presidente dell'omonima Fondazione, on. Fausto Bertinotti, che saluto assieme ai relatori: lo storico Giovanni De Luna, coautore del volume, il presidente di Alinari 24 ore, Claudio de Polo Saibanti, Stefano Folli; un benvenuto agli autori presenti in sala e agli ospiti.

La fotografia sin dai suoi esordi, nel XIX secolo, è sempre stata uno degli strumenti di maggiore capacità rappresentativa ed evocativa, un mezzo attraverso cui coniugare l'unicità del momento all'espressività del soggetto, all'estro artistico del fotografo, capace di sintetizzare in uno scatto l'identità di un popolo, il dramma di una guerra, i grandi mutamenti politici e sociali.

Per queste ragioni, la fotografia rappresenta una delle grandi forme espressive dell'arte figurativa del nostro tempo: osservando uno scatto si ottengono informazioni ed emozioni più vivide di quelle che ci derivano dalla lettura di un testo scritto. La conservazione e la diffusione delle immagini fotografiche rappresentano quindi un modo importante per trasmettere la memoria collettiva del nostro popolo.

Ritengo dunque di grande interesse la pubblicazione di questo volume fotografico sulla Camera dei deputati che ci rende un'immagine peculiare della storia di questa Istituzione e delle vicende della nostra storia.

Credo che sia proprio questa l'ispirazione che sottende alla pubblicazione del libro: la cronaca e la storia raccontate per immagini affinché il patrimonio di documenti fotografici della Camera dei deputati non sia disperso o soltanto conservato negli Archivi bensì valorizzato attraverso il recupero, il restauro, la pubblicazione e la divulgazione presso il pubblico, almeno quello più attento a questo genere di iniziative.

Mi preme sottolineare la grande sensibilità manifestata dai cittadini - il cui numero aumenta con il passare del tempo - che visitano annualmente il palazzo della Camera dei deputati: un interesse legato sia all'innegabile magnificenza dell'edificio - in parte costruito e concluso da Gian Lorenzo Bernini e successivamente ampliato dall'architetto Basile - sia al valore del patrimonio artistico che esso conserva.

Tuttavia, al di là dell'indubbio valore architettonico, la Camera attira un flusso crescente di visitatori anche per ciò che essa rappresenta: il luogo della democrazia per antonomasia e della storia patria.

Temi sui quali il libro fotografico dedica capitoli molto interessanti attraverso sezioni storiche, temi parlamentari, capitoli fotografici, approfondimenti architettonici, aspetti sociali, burocratico-istituzionali, e giornalistici con il contributo di qualificati autori.

Il volume, che sarà distribuito con il quotidiano 'Il Sole 24 ore' il prossimo febbraio, ben s'inserisce nel quadro delle iniziative per i 150 anni dell'Unità d'Italia, 140 dei quali la Camera dei deputati a Palazzo Montecitorio ha svolto un ruolo centrale nel processo di costruzione della Nazione.

Non sono certo mancate criticità. Lo segnala opportunamente il presidente Bertinotti citando la famosa metafora pasoliniana del Palazzo e lo rileva il capitolo nel quale si contrappone il 'Palazzo' alla 'Piazza', quasi a voler sottolineare la separatezza tra istituzioni e società che di tanto in tanto contraddistingue il rapporto tra la politica e i cittadini.

Così come la 'Piazza' appare contrapposta al 'Palazzo', così quei volti delle prime parlamentari donne hanno ingentilito Montecitorio introducendovi una espressività fino ad allora sconosciuta: il sorriso, il cui 'ingresso' è registrato dallo storico della fotografia, curatore dell'opera Gabriele D'Autilia, come uno dei segni decisivi del cambiamento dei tempi.

A tale proposito, sono rimasto colpito da un dettaglio apparentemente secondario ma in realtà molto significativo: nei ritratti dei deputati italiani l'incidenza del sorriso passa dall'11 per cento del 1946 al 59,7 per cento del 1996. Un incremento legato al cambiamento dei costumi e all'evoluzione della società.

L'espressione dei volti dei deputati rispecchia lo stato d'animo dell'Italia: preoccupato, serio, ma animato da una grande voglia di rinascita nell'immediato dopoguerra; più sereno, disincantato, negli Anni '90 in virtù della consapevolezza del consolidamento della democrazia e del benessere sociale.