Camera dei deputati

Vai al contenuto

Sezione di navigazione

Menu di ausilio alla navigazione

Cerca nel sito

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

Per visualizzare il contenuto multimediale è necessario installare il Flash Player Adobe e abilitare il javascript

INIZIO CONTENUTO

Strumento di esplorazione della sezione Documenti Digitando almeno un carattere nel campo si ottengono uno o più risultati con relativo collegamento, il tempo di risposta dipende dal numero dei risultati trovati e dal processore e navigatore in uso.

salta l'esplora

Temi dell'attività Parlamentare

Ordine pubblico e polizia

La sicurezza dei cittadini ha costituito uno dei punti cruciali dell’azione dei governi che si sono succeduti nel corso della XVI Legislatura e ha portato all’adozione di un ampio ventaglio di interventi; in questo contesto spicca il cd. “pacchetto sicurezza”, approvato dal Consiglio dei Ministri del 21 maggio 2008, nell'ambito del quale il provvedimento di maggior rilievo è rappresentato dalla L. 15 luglio 2009, n. 94.

Le linee direttrici degli interventi legislativi possono essere ricondotte principalmente a tre filoni:

  • il contrasto all’immigrazione clandestina;
  • il rafforzamento della sicurezza urbana; 

  • la repressione dell'illegalità diffusa e dei reati di particolare allarme sociale;

  • la lotta alla criminalità organizzata.

La politica di contrasto all'immigrazione clandestina ha agito su più fronti: penale, processuale, amministrativo. Essa si è basata innanzituttto su un complessivo inasprimento del sistema sanzionatorio, attraverso la previsione del reato (contravvenzionale) di immigrazione clandestina, l’introduzione di una circostanza aggravante nell’ipotesi in cui un reato sia commesso da uno straniero irregolare, la ridefinizione in un'ottica più rigorosa dei reati connessi all'immigrazione illegale. Sul versante processuale, è stata introdotta una corsia preferenziale per i reati commessi in violazione delle leggi sull'immigrazione. Sono state inoltre ridefiniti in termini più restrittivi i criteri per l’ingresso in Italia e le regole sull'espulsione ed è stato aumentato (da 60 a 180 giorni) il periodo di trattenimento degli stranieri nei centri di permanenza temporanea e assistenza, ridenominati centri di identificazione ed espulsione. L’accesso a determinati servizi pubblici è stato infine limitato ai soli stranieri regolari. Tra i principali provvedimenti adottati nell'ambito di tale politica vanno ricordati:

Sul piano della sicurezza urbana, gli interventi hanno puntato sul rafforzamento dei poteri in materia del sindaco, su una maggiore sinergia tra autorità di pubblica sicurezza ed amministratori locali e su un coinvolgimento delle forze armate nel presidio del territorio. Sono stati, in particolare, estesi alla sicurezza delle aree urbane i poteri di ordinanza del sindaco, che può anche avvalersi dell'ausilio di associazioni di osservatori volontari, composte da cittadini.

Nell'ottica del contrasto all'illegalità diffusa, le modifiche al sistema penale sono state indirizzate nel senso della lotta alla microcriminalità, della tutela dei soggetti deboli (minori, anziani, disabili), con una particolare attenzione anche ai temi della sicurezza stradale e del decoro urbano. Gli interventi hanno riguardato inoltre i reati a sfondo sessuale, di cui sono in prevalenza vittime le donne, e l'introduzione del delitto di "stalking".

Anche per la lotta alla criminalità organizzata, gli interventi sono stati caratterizzati da un inasprimento dell'apparato sanzionatorio, con un aumento delle sanzioni per il reato di associazione mafiosa e la sua estensione alle associazioni straniere ed un rafforzamento delle misure di prevenzione.

Ciò premesso, in via generale si ricorda che i principali provvedimenti riconducibili al “pacchetto sicurezza” sono:

  • il decreto-legge n. 92/2008 che ha anticipato alcune disposizioni ritenute dal Governo più urgenti,eca una serie di articolate misure tra le quali:
  1. il divieto di patteggiamento in appello per i reati di mafia e la semplificazioni per la confisca dei beni appartenuti ai condannati;
  2. semplificazione delle espulsioni e introduzione dell'aggravante della clandestinità nonchè la confisca degli immobili affittati agli immigrati clandestini;
  3. maggiori poteri ai sindaci per il controllo del territorio e il contenimento del degrado urbano (potere di ordinanza);
  4. cooperazione tra Forze di polizia e polizia municipale nonchè il concorso delle forze armate nel controllo del territorio.

Quest'ultima legge, composta di tre articoli, contiene sia norme in materia di immigrazione sia misure di contrasto alla criminalità mafiosa nonché disposizioni in materia penale e di sicurezza pubblica. Nel dettaglio rilevano le previsioni recanti modifiche in tema di matrimonio, cittadinanza, unità familiare e condizioni di soggiorno dello straniero; l'introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale; la nuova disciplina del trattenimento nei Centri di identificazione ed espulsione. Oltre a ciò si segnala la previsione in virtù della quale i sindaci possono avvalersi, d'intesa col prefetto, della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati al fine di segnalare alle Forse dell'ordine eventi atti a recar danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale. Requisiti e ambiti operativi della relativi disciplina sono stati fissati con il decreto ministeriale 8 agosto 2009.

Il Governo è successivamente intervenuto in materia con il decreto-legge n. 187/2010 recante norme sulla cd. flagranza differita relativamente a episodi di violenza commessi all'interno di impianti sportivi; sul potenziamento dell'attività di contrasto alla criminalità organizzata e della cooperazione internazionale di polizia; sulla tracciabilità dei flussi finanziari; misure in materia di sicurezza urbana.

Ancora in tema di ordine pubblico, non si è invece concluso l'esame parlamentare di due proposte di legge volte ad introdurre il divieto di indossare gli indumenti in uso presso le donne di religione islamica denominati burqa e niqab (A.C. 2422) o comunque il divieto dell'utilizzo di mezzi che non rendano visibile l'intero volto, inclusi gli indumenti indossati in ragione della propria affiliazione religiosa (A.C. 2769).

Da ultimo la L. n. 228/2012 (Legge di stabilità 2013) ha introdotto norme volte completare il sistema digitale radiomobile e standard Te.T.Ra. in favore delle forze di polizia istituendo una apposita commissione per la pianificazione e la fase esecutiva di tale sosfisticato programma di comunicazione.

    Con riferimento particolare all'ordinamento della polizia, l'inizio della XVI Legislatura appare segnata da un trend normativo volto a consentire il potenziamento della sicurezza urbana e della tutela dell'ordine pubblico anche mediante assunzione di personale a tempo indeterminato da parte delle Forze di polizia (D.P.R. 26 giugno 2008 e D.P.C.M. 23 giugno 2008); inoltre l'art. 2, comma 28 della L. n. 203/2008 (Finanziaria 2009) ha previsto lo stanziamento di risorse per miglioramenti stipendiali per il personale dell Forze di polizia a ordinamento civile e militare. Ulteriori autorizzazioni all'assunzione di personale sono state previste dal D.P.R. 21 aprile 2009. Il decreto-legge n. 95/2012, allo stesso modo, ha escluso dalle principali misure di spending review da esso introdotte, le strutture e il personale del comparto sicurezza.

    Si segnala, infine, che non si è concluso l'esame parlamentare di una serie di proposte di legge volte a riordinare i ruoli delle Forze armate e delle Forze di Polizia (A.C. 137 ed abbinate).


    l’ampliamento dei poteri di ordinanza del sindaco finalizzati alla sicurezza delle aree urbane
    Informazioni aggiornate a lunedì, 4 marzo 2013