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Temi dell'attività Parlamentare

Organizzazione e funzionamento della giustizia
Gli interventi posti in essere per rendere più efficace l'organizzazione e il funzionamento della giustizia hanno interessato principalmente la geografia giudiziaria, con la soppressione di uffici di tribunale e di uffici del giudice di pace, l'istituzione del Fondo unico giustizia e la digitalizzazione del processo.

Le modifiche concernenti l'organizzazione e il funzionamento della giustizia sono caratterizzate dall'obiettivo comune dell'efficienza del sistema. Tale obiettivo è stato espressamente perseguito attraverso la riforma della geografia giudiziaria, che ha previsto la soppressione di uffici di tribunale e di uffici del giudice di pace, nonchè attraverso l'istituzione del Fondo unico giustizia e la digitalizzazione del processo.

Tuttavia, la maggiore efficienza può costituire una conseguenza anche di ulteriori modifiche normative approvate, concernenti altri temi. Si considerino ad esempio le modifiche di carattere processuale (v. paragrafo sul processo nel tema dedicato al settore civile) e quelle relative al contributo unificato.

Su quest'ultimo punto, in particolare, l’art. 37 del decreto-legge 98/2011 ha modificato la disciplina del contributo unificato prevista dal T.U. spese di giustizia, aumentandone la misura e introducendo nuove ipotesi per le quali esso è dovuto, attraverso l’abrogazione di alcune esenzioni. Le maggiori risorse sono destinate ad alimentare un fondo per la realizzazione di interventi urgenti in materia di giustizia civile, amministrativa e tributaria.

La geografia giudiziaria

Con i due decreti legislativi nn. 155 e 156 del 2012 , il Governo ha rivisto la geografia giudiziaria - a fini di riduzione della spesa e di miglioramento dell'efficienza del sistema giustizia - in attuazione alla delega conferitagli dalla legge n. 148 del 2011. Il primo decreto procede alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie e detta la nuova organizzazione degli uffici giudiziari di primo grado e delle relative procure della Repubblica. A tal fine sopprime 31 tribunali. Il secondo decreto opera analoga riorganizzazione in relazione agli uffici del giudice di pace, riducendone significativamente il numero.

In particolare, il decreto legislativo 155/2012,  rispetto a una situazione iniziale di 165 uffici di primo grado (più il tribunale di Giugliano, mai effettivamente entrato in attività) e 220 sezioni distaccate di tribunale, prevede la soppressione di 31 tribunali, 31 procure e di tutte le 220 sezioni distaccate di tribunale.  L'effettiva decorrenza dell'efficacia della riforma è fissata al 13 settembre 2013, accompagnata da una disciplina transitoria. Ulteriori elementi relativi al decreto n. 155 sono contenuti nell'approfondimento dedicato.

Il decreto legislativo 156/2012 riorganizza sul territorio gli uffici dei giudici di pace. Il provvedimento sopprime un significativo numero di uffici, in particolare di quelli situati in sede diversa da quella del circondario di tribunale; di tali uffici, è stato operato un limitatissimo recupero in relazione agli specifici parametri previsti dalla legge delega. Sono stati soppressi ben 667 uffici del giudice di pace, partendo da un totale di 846 uffici esistenti. Restano in attività 179 uffici (133 presso sedi circondariali; 46 presso altre sedi). Il decreto n. 156 stabilisce, come previsto dalla delega, la possibilità per i comuni di recuperare l’ufficio giudiziario onorario oggetto di soppressione, accollandosi i relativi oneri finanziari. Ulteriori elementi relativi al decreto n. 156 sono contenuti nell'approfondimento dedicato.


La digitalizzazione del processo

Anche negli ultimi anni è stato perseguito l’obiettivo della razionalizzazione del processo al fine della riduzione dei suoi tempi. Pertanto, il tema della digitalizzazione della giustizia è affrontato dal legislatore a più riprese.

Il quadro normativo sviluppatosi a partire dal 2001 è stato complessivamente rivisto dal decreto-legge n. 193/2009.

Nel 2011, il Governo ha adottato un Piano straordinario per la digitalizzazione della giustizia.

In particolare, l’art. 4 del decreto-legge 193/2012 ha disposto che nel processo civile e nel processo penale, tutte le comunicazioni e notificazioni per via telematica si effettuano mediante posta elettronica certificata (PEC). Per la prima volta, dunque, la disciplina del processo telematico è stata estesa anche al settore penale. Il provvedimento ha inoltre stabilito che negli uffici giudiziari indicati nei singoli decreti ministeriali attuativi, siano effettuate per via telematica ad un indirizzo di posta elettronica certificata una serie di notificazioni e comunicazioni nei procedimenti civili e penali e nelle procedure concorsuali.

Sulla materia il legislatore è tornato ripetutamente nel 2009, nel 2011 e nel 2012, ampliando le tipologie di atti e procedimenti interessati dalla digitalizzazione.

Dai dati resi disponibili dal Ministero della Giustizia, al 31 ottobre 2012, l’82% degli avvocati risulta dotato di PEC. Dal 15 ottobre 2012 le comunicazioni telematiche sono attive in tutti i tribunali e le corti d’appello. Da novembre 2011 a ottobre 2012 sono state effettuate quasi 6 milioni di comunicazioni via posta elettronica certificata. Da gennaio a ottobre 2012 sono stati depositati 126.559 atti telematici. Ulteriori elementi sulla digiltalizzazione del processo sono contenuti nell’approfondimento dedicato.

Il Fondo unico giustizia

Con due successivi decreti-legge (D.L. 112/2008 e D.L. 143/2008) è stato istituito e disciplinato il Fondo unico giustizia (FUG), con l'obiettivo di centralizzare e rendere più efficiente la gestione delle somme recuperate dallo Stato, soprattutto a seguito di sequestri e confische antimafia. Al FUG affluiscono le seguenti risorse (ed i relativi interessi):

  • somme sequestrate nell’ambito di procedimenti penali e in applicazione di misure di prevenzione antimafia, nonché i proventi derivanti dai beni confiscati alla criminalità organizzata;
  • somme derivanti dall’irrogazione di sanzioni amministrative;
  • somme e proventi devoluti a vario titolo allo Stato;
  • somme sequestrate dall'Agenzia delle Dogane e dalla Guardia di Finanza nell'ambito delle attività di controllo sul denaro contante in entrata e in uscita ai confini comunitari.

La gestione delle risorse del Fondo è affidata a Equitalia Giustizia, una società per azioni interamente posseduta da Equitalia spa (ex Riscossione s.p.a.).

La legge ha previsto che spetti ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri determinare ogni anno, entro il 30 aprile, la destinazione delle risorse del Fondo unico giustizia. Secondo quanto riportato dalla Corte dei Conti, al 31 dicembre 2009 risultavano confluiti nel Fondo unico giustizia oltre 1.592 milioni di euro, di cui 613,4 disponibili per la riassegnazione. A metà 2010 risultavano essere affluite al Fondo risorse pari a 2.049,3 milioni di euro. Al 15 dicembre 2011, secondo quanto riferito dal Governo, risultavano disponibili nel Fondo circa 1.800 milioni di euro. La stessa Corte dei conti sottolinea, tuttavia, l’incertezza circa la disponibilità delle risorse finanziarie che si rendono disponibili in corso d’anno. Ulteriori elementi relativi al FUG sono contenuti nell'approfondimento dedicato.

Ulteriori interventi

Ulteriori interventi legislativi hanno interessato l'organizzazione e il funzionamento della giustizia, a partire dai seguenti profili:

In parte, almeno, è destinata a produrre effetti sul funzionamento della giustizia anche la nuova disciplina del "fuori ruolo" dei magistrati contenuta nell'articolo 1, commi da 66 a 74 della legge 190/2012 (legge "anticorruzione").

Provvedimenti non conclusi

Alcuni dei progetti di legge il cui esame è stato avviato ma non concluso interessano l'organizzazione e il funzionamento della giustizia.

Tra di essi è da ricordare il disegno di legge costituzionale n. 4275, presentato dal Governo Berlusconi nell'aprile 2011 e diretto a riformare il Titolo IV (Magistratura) della Parte seconda della Costituzione.

Ampia eco ha avuto inoltre la disposizione contenuta nel disegno di legge comunitaria per il 2011, volta ad ampliare le ipotesi di responsabilita' civile dei magistrati. Il disegno di legge è stato approvato dalla Camera dei deputati e non ha concluso il suo iter al Senato AS. 3129.

Tra i provvedimenti che non hanno concluso l'iter in Commissione Giustizia al Senato si ricorda:

  • una delega al Governo per l'istituzione presso i tribunali e le Corti d'appello della sezioni specializzate in materia di persone e di famiglia AS. 3323;
  • la riforma della magistratura onoraria (disegni di legge abbinati A.S.127, A.S.175, A.S.1897, A.S.2080, A.S.2359, A.S.2659, A.S.3039, A.S.3090), di cui non si è concluso l'esame in Commissione;
  • il disegno di legge A.S.2612, recante interventi in materia di efficienza del sistema giudiziario, di cui non si è concluso l'esame in Commissione.