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Temi dell'attività Parlamentare

Agenzie fiscali
Nella XVI legislatura, il legislatore, oltre a introdurre numerose disposizioni che hanno interessato l'attività delle singole Agenzie, in particolar modo per quanto riguarda la lotta all'evasione fiscale, ha provveduto ad una nuova definizione dell'articolazione delle stesse.
L'istituzione delle agenzie fiscali

Il decreto legislativo n. 300 del 1999, recante “Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'articolo 11 della legge n. 59 del 1997”, all’articolo 57, ha istituito l'Agenzia delle entrate, l'Agenzia delle dogane, l'Agenzia del territorio e l'Agenzia del demanio - denominate agenzie fiscali – alle quali é stata assegnata la gestione delle funzioni precedentemente esercitate dai Dipartimenti delle entrate, delle dogane, del territorio e di quelle connesse svolte da altri uffici dell’allora Ministero delle finanze. I rapporti tra Ministero e la singola agenzia sono definiti da apposita convenzione sulla base di un atto di indirizzo triennale. Gli articoli da 61 a 72 recano specifiche disposizioni sulle singole agenzie nonché sulla loro struttura e funzionamento.

La trasformazione del Monopoli di stato in agenzia

In un primo momento, in attuazione di quanto previsto (con decorrenza dal 1° ottobre 2008) dall’articolo 40, commi da 2 a 6, del D.L. n. 159 del 2007, il governo Berlusconi nell’ottobre 2011 ha presentato alle Camere, per il parere delle competenti Commissioni parlamentari, uno schema di decreto ministeriale (atto n. 411) istitutivo dell’Agenzia fiscale dei monopoli di Stato. Lo schema di decreto, su cui le Commissioni VI della Camera e 6a del Senato si sono espresse favorevolmente (con condizioni e osservazioni), rispettivamente in data 10 novembre 2011 e 14 febbraio 2012, non è stato tuttavia emanato. Nel provvedimento non veniva indicata la data di tale trasferimento (e della soppressione dell'AAMS), da individuarsi in relazione alla conclusione dei passaggi procedurali previsti.

L'accorpamento delle agenzie fiscali

Tuttavia già con il D.L. n. 138 del 2011, all’articolo 01, il legislatore aveva previsto la predisposizione, da parte del Ministero dell’economia e delle finanze, di un programma per la riorganizzazione della spesa pubblica che prevedesse, in particolare, le linee-guida per l'integrazione operativa delle agenzie fiscali, la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell'amministrazione dello Stato e la loro tendenziale concentrazione in un ufficio unitario a livello provinciale.

 Nell’estate 2012 il governo Monti con l’articolo 3, del D.L. 27 giugno 2012, n. 87, poi confluito nel D.L. n. 95 quale articolo 23-quater, ha disposto l’incorporazione dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) nell’Agenzia delle dogane (che assume la denominazione di Agenzia delle dogane e dei monopoli) e dell’Agenzia del territorio nell’Agenzia delle entrate, nonché la decadenza dei relativi organi, a decorrere dal 1° dicembre 2012. Le funzioni svolte dagli enti incorporati, nonché le relative risorse umane, finanziarie e strumentali, sono trasferite, rispettivamente, all’Agenzia delle dogane e alla Agenzia delle entrate; con decreto ministeriale 8 novembre 2012 è stato effettuato il trasferimento delle risorse.

Nel corso dell’audizione al Senato il 17 luglio scorso, il Governo ha fatto presente di aver esclusol'Agenzia del demaniodal processo di riorganizzazione, sia perché, a dispetto del nome, tale ente non è ancora configurato dalla legge come una vera e propria agenzia fiscale, sia perché esso presenta alcune peculiarità tecniche e amministrative che ne sconsigliano l'incorporazione in altre strutture.

Il dibattito parlamentare

Le incorporazioni dell’A.A.M.S e dell’Agenzia del territorio, rispettivamente, nell’Agenzia delle dogane e nell’Agenzia delle entrate sono state oggetto di un vivace dibattito parlamentare. Poiché l’esame parlamentare del D.L. n. 87 del 2012 é iniziato al Senato, la VI Commissione finanze della Camera dei deputati ha approvato, nella seduta del 4 luglio 2012, una risoluzione (8-00185 Ventucci ed altri) con cui impegnava il Governo ad adottare le misure, di natura normativa o regolamentare, finalizzate ad operare una complessiva riforma dell'organizzazione dell'Amministrazione finanziaria, anche attraverso una revisione del numero delle Agenzie ed una redistribuzione delle relative competenze, da realizzare nell'ambito della delega fiscale (A.C. 5291). In particolare, la risoluzione impegnava il Governo a coordinare ogni iniziativa relativa al riassetto dell'Agenzia del territorio con il contenuto della delega, che attribuiva alla predetta Agenzia ulteriori funzioni nel quadro della revisione del catasto dei fabbricati, tenendo inoltre conto dell'esigenza di mantenere distinte le funzioni di attribuzione del valore e della rendita catastale dei fabbricati da quelle di accertamento e liquidazione dei tributi immobiliari basati su tali valori; ridurre le articolazioni territoriali a livello sub-provinciale e conseguentemente ridefinire il livello degli incarichi dirigenziali sulla base delle effettive competenze a livello territoriale; rafforzare ed ampliare le sinergie tra le diverse branche dell'Amministrazione finanziaria, il Corpo della Guardia di finanza, le altre amministrazioni dello Stato, le Regioni e gli enti locali, segnatamente attraverso il rafforzamento dei meccanismi di collaborazione per quanto riguarda i controlli sul territorio; verificare lo stato del processo di trasformazione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in Agenzia fiscale dei monopoli di Stato, prevista dall'articolo 40, comma 2, del decreto-legge n. 159 del 2007.

La delega fiscale

Nel corso dell’esame del disegno di legge (A.C. 5291) di delega fiscale la VI Commissione finanze della Camera, nella seduta del 5 ottobre 2012, ha approvato un articolo aggiuntivo (emendamento 9.0100 del relatore) recante delega al Governo per la “razionalizzazione organizzativa dell'Amministrazione finanziaria”, che disponeva la sospensione di quanto previsto dall’articolo 23-quater del D.L. n. 95 del 2012 fino alla scadenza del termine per l'esercizio della delega e la soppressione, a decorrere dall'entrata in vigore dei decreti legislativi attuativi previsti dalla delega stessa, delle disposizioni previste dal citato articolo 23-quater del 95.

Nella seduta del 9 ottobre 2012, la V Commissione bilancio, nel formulare il parere sugli emendamenti approvati in sede referente dalla Commissione finanze, ha posto una condizione, formulata ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, con la quale si chiedeva di sopprimere tali disposizioni (divenute i commi 12 e 13 dell'articolo 3 del testo coordinato) per motivi di copertura.

Trasmesso al Senato il disegno di legge di delega fiscale (A.S. 3519), anche la Commissione Finanze del Senato ha esaminato le questioni in merito all’accorpamento delle agenzie fiscali, introducendo all’articolo 2 alcuni commi che, sostanzialmente, differivano al 30 giugno 2013 l’efficacia dei decreti di trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie degli enti incorporati. L’Assemblea di Palazzo Madama ha iniziato l’esame del testo approvato dalla Commissione finanze (A.S. 3519-A) nella seduta del 21 novembre 2012 e concluso la discussione sulle linee generali (27 novembre 2012). In tale data la Conferenza dei capigruppo ha deliberato il rinvio in Commissione del testo, il cui esame non ha avuto ulteriore seguito.