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Temi dell'attività Parlamentare

Riesame dello Small Business Act

Oltre ad un primo monitoraggio sull’attuazione delle misure proposte nel quadro dello Small Business Act (SBA), la comunicazione relativa al riesame dello SBA, presentata dalla Commissione il 23 febbraio 2011, propone una serie di nuove azioni a sostegno delle PMI intese a rispondere alle sfide poste dalla crisi economica e a sviluppare azioni esistenti in linea con la strategia Europa 2020, con i seguenti obiettivi:

I.       semplificare il contesto normativo e amministrativo;

II.     migliorare l'accesso delle PMI al finanziamento, ad esempio, tramite i mercati finanziari e le politiche fiscali di incentivo agli investimenti;

III.   favorire e migliorare le condizioni di accesso delle PMI al mercato interno, ad esempio, nel settore degli appalti, nonché sostenere le PMI sui mercati esterni all'UE;

IV.    aiutare le PMI a contribuire ad un'economia efficiente sul piano delle risorse;

V.     promuovere l’imprenditorialità e la creazione d’imprese a vantaggio dell’occupazione e della crescita.

Tali obiettivi sono stati articolati in una o più azioni che la Commissione ha trasformato in proposte di natura legislativa, alcune delle quali già convertite in norme.

Obiettivo I. Semplificazione del contesto normativo e amministrativo
Azione A. Semplificazione degli obblighi di trasparenza e di dichiarazione per le piccole società quotate (entro ottobre 2011) affinché gli obblighi applicabili alle PMI quotate siano più proporzionati

(L’obiettivo figura tra le priorità dell’Atto per il mercato unico I )

 1.     Proposta di modifica della direttiva 2004/109/CE sull’armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato e la direttiva 2007/14/CE - Ottobre 2011

La proposta intende rendere più proporzionati gli obblighi applicabili alle PMI quotate.

La proposta intende inoltre: ridurre l’onere amministrativo correlato alla quotazione nei mercati regolamentati; incoraggiare gli investimenti a lungo termine attraverso l’abolizione dell’obbligo di pubblicazione dei resoconti intermedi sulla gestione per tutte le società quotate.

Voto PE previsto maggio 2013 (1° lettura codecisione)

2.     Proposta di revisione (COM(2011)684) delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE sulle norme contabili (bilanci annuali e consolidati delle società di capitali) applicabili alle imprese dell'UE - Ottobre 2011

La proposta intende ridurre e semplificare gli oneri amministrativi, specialmente per le PMI.

La proposta intende inoltre: aumentare la chiarezza e la comparabilità dei bilanci, con particolare riferimento alle imprese che svolgono attività transfrontaliere; migliorare la trasparenza dei pagamenti allo Stato da parte di imprese delle industrie estrattive e di imprese utilizzatrici di aree forestali primarie. La proposta integra la direttiva 2012/6/UE del 14 marzo 2012 che modifica la direttiva 78/660/CEE relativamente ai conti annuali di taluni tipi di società per quanto riguarda le microentità.

 Voto PE previsto aprile 2013 (1° lettura codecisione)

3.     Regolamento delegato n. 486/2012 della Commissione che modifica il regolamento n. 809/2004 per quanto riguarda gli obblighi di informativa - 30 marzo 2012

Gli allegati al regolamento contengono schemi proporzionati delle informazioni minime da inserire nei documenti informativi delle PMI e delle società con capitalizzazione di mercato ridotta

4.     Proposta di modifica alla direttiva 2004/39/CE sui mercati degli strumenti finanziari (cosiddetta MiFID) - ottobre 2011

La proposta intende aumentare l'efficienza e la trasparenza dei mercati. Per i mercati destinati alle PMI è prevista la creazione di un "marchio di qualità" specifico.

La proposta prevede inoltre: il conferimento di maggiori poteri alle autorità di regolamentazione; regole di funzionamento chiare per tutte le attività di negoziazione; l’introduzione di una nuova sede di negoziazione (i sistemi di negoziazione organizzati - OTF); nuove tutele per quanto riguarda le attività di trading effettuate mediante le nuove tecnologie; migliori condizioni di concorrenza per alcuni servizi post-negoziazione essenziali, come la compensazione; una maggiore trasparenza delle attività di negoziazione sui mercati dei capitali e per i mercati non azionari.

Voto PE previsto ottobre 2013 (1° lettura codecisione)

5.     durata delle consultazioni pubbliche

a partire dal 2012 la durata delle consultazioni pubbliche è stata portata da otto a dodici settimane

In tale contesto si segnala anche la relazione della Commissione del 23 novembre 2011  che riconosce la necessità di adeguare la normativa dell'UE alle esigenze delle microimprese attraverso ulteriori interventi per la riduzione degli oneri amministrativi.

In particolare, a partire dal gennaio 2012, la Commissione europea si impegna affinché tutte le future proposte legislative della Commissione considerino come assunto che le microentità vadano escluse dal campo di applicazione della legislazione proposta, ove non si possa dimostrare la proporzionalità della loro copertura.

Nel caso in cui le microimprese debbano essere incluse nelle proposte legislative per ragioni d’interesse generale, la Commissione proporrà comunque soluzioni adatte o regimi agevolati.

La Commissione si impegna, inoltre, a definire un quadro di valutazione, aggiornato su base annuale, recante:

  • l’indicazione di tutte le esenzioni e dei regimi agevolati per le PMI e le microimprese proposti dalla Commissione;
  • la loro evoluzione durante il processo legislativo e la normativa definitiva adottata da Parlamento europeo e Consiglio;
  • la successiva attuazione di tali disposizioni da parte degli Stati membri.

La Commissione europea si impegna, inoltre, ad una effettiva consultazione delle PMI ed a favorire una loro maggiore partecipazione al processo legislativo europeo.

Il Consiglio competitività del 20-21 febbraio 2011 ha approvato conclusioni con le quali ha accolto favorevolmente la relazione della Commissione.

In tema di microimprese si ricorda che la direttiva 2012/6/UE del 14 marzo 2012 che modifica la direttiva 78/660/CEE del Consiglio relativa ai conti annuali di taluni tipi di società, consente agli Stati membri di esentare le microentità dall’applicazione delle direttive contabili.

Obiettivo II. Finanziamento delle PMI
Azione B. Adottare un piano d'azione per migliorare l'accesso delle PMI al finanziamento, compreso l'accesso al capitale di rischio e ai mercati dei capitali

6.     piano d’azione per migliorare l’accesso delle PMI europee ai mercati dei capitali - dicembre 2011

Il piano d’azione è inteso  a mantenere costante il flusso di credito nei confronti delle PMI attraverso una strategia che prevede un maggiore sostegno finanziario da parte del bilancio dell'UE e della BEI.

Il 5 febbraio 2013 il Parlamento europeo ha approvato una relazione d’iniziativa con la quale accoglie favorevolmente il piano d’azione della Commissione

Il Parlamento europeo ritiene necessario imporre obiettivi relativi agli importi e alle condizioni di finanziamento da offrire alle PMI a quegli istituti bancari che, durante la crisi,  hanno beneficiato di aiuti di Stato e sovvenzioni implicite da parte delle banche centrali e della Banca centrale europea. 

7.     Proposta di regolamento intesa a definire una nuova disciplina per la commercializzazione di fondi designati come "fondi di capitale di rischio europei" - Dicembre 2011

8.     proposta di regolamento relativo ai fondi europei per l’imprenditoria sociale - Dicembre 2011

L'obiettivo di fondo delle due proposte – che rientrano sia nel piano d'azione sia nell'Atto per il mercato unico I - è migliorare l’accesso delle PMI ai finanziamenti tramite l'istituzione di un passaporto su scala UE per i gestori di fondi europei di venture capital (FEVC) e di fondi europei per l’imprenditoria sociale (FEIS), in relazione alla commercializzazione di tali fondi.

Le proposte introducono requisiti uniformi per i gestori di organismi di investimento collettivo che desiderano operare sotto il regime del passaporto europeo – inerenti, ad esempio, al portafoglio e alle tecniche d'investimento, alle imprese ammissibili per un fondo qualificato. Inoltre, una serie di norme uniformi a livello UE garantiranno agli investitori informazioni chiare e trasparenti sulla destinazione degli investimenti.

Mentre i FEVC puntano principalmente a fornire alle PMI finanziamenti azionari nella fase di avvio delle attività, i FEIS possono ricorrere a una gamma più ampia di strumenti d’investimento, quali finanziamenti del settore pubblico e privato, strumenti di debito o piccoli prestiti.

Voto PE su entrambe le proposte previsto marzo 2013 (1° lettura codecisione)

9.     comunicazione su un quadro per la futura generazione di strumenti finanziari innovativi: le piattaforme UE di capitale e di debito - Ottobre 2011

Nell’ambito del futuro quadro finanziario pluriennale 2014-2020 si propone creare piattaforme di capitale (attraverso strumenti azionari per investimenti volti alla crescita quali investimenti in fondi di capitale di rischio a livello transfrontaliero all’interno dell’UE e “fondi di fondi” con investimenti transfrontalieri in fondi di capitale di rischio che investono successivamente nelle imprese) e piattaforme di debito (attraverso uno strumento di prestito capace di offrire accordi di condivisione dei rischi diretti o di altro tipo con intermediari finanziari) con l'obiettivo di semplificare, standardizzare e rendere più coerenti tutti gli strumenti finanziari innovativi attuati per mezzo del bilancio dell'UE.

Il 26 ottobre 2012 il PE ha approvato una risoluzione con la quale accoglie favorevolmente le proposte  della Commissione.

10.     una proposta di regolamento relativa all’istituzione di un nuovo strumento di finanziamento per la ricerca e l'innovazione Horizon 2020 - novembre 2011

Nel quadro delle prospettive finanziarie 2014-2020, la COmmissione intende unificare i finanziamenti a sostegno della ricerca e dell'innovazione attualemente erogati dall'UE in ambiti diversi garantendo un'intensa partecipazione delle PMI (anche microimprese) attraverso sia la semplificazione delle regole di partecipazione al programma sia l'allestimento di uno sportello unico dedicato. In forza del loro ruolo cruciale nell'innovazione, la proposta della Commissione prevede di destinare alle PMI circa 8,6 miliardi di euro nell'ambito delle diverse azioni e sottoprogrammi.

Il 28 novembre 2012 la Commisisone Industria, ricerca ed energia (ITRE) del PE  ha approvato una relazione che sarà successivamente sottoposta al voto della plenaria, nel quadro più generale delle discussioni sulle prospettive finanziarie 2014-2020.

11. Proposta relativa al programma per la competitività delle imprese e le PMI (COSME) novembre 2011

Nel quadro delle prospettive finanziarie 2014-2020, la Commissione propone un bilancio di 2,5 miliardi di euro inteso ad aumentare la competitività delle imprese e delle PMI attraverso il miglioramento dell’accesso ai finanziamenti, il sostegno all'internazionalizzazione, e la promozione della cultura imprenditoriale. Il nuovo programma si concentrerà principalmente sugli strumenti finanziari - che includeranno uno strumento di capitale proprio e uno strumento di garanzia dei prestiti - e prevede meccanismi semplificati per agevolare la partecipazione delle piccole imprese. Il COSME opererà in stretta sinergia con il programma quadro per la ricerca e l'innovazione "Orizzonte 2020" che prevede obiettivi specifici e indirizzi rivolti alle PMI

Il Consiglio del 30-31 maggio 2012 ha approvato i principali elementi del programma.

Il 28 novembre 2012 la Commissione Industria, ricerca ed energia (ITRE) del PE ha approvato una relazione che sarà sottoposta al voto della plenaria, nel quadro più generale delle discussioni sulle prospettive finanziarie 2014-2020.

12. nuovo meccanismo di garanzia (SME risk-sharing instrument (RSI)) - dicembre 2011

Lanciato da Commissione europea e BEI, il nuovo strumento finanziario di condivisione dei rischi (RSI ) è gestito dal Fondo europeo d’investimento (FEI), organismo del gruppo BEI, e mira ad incoraggiare le banche ad accordare prestiti e leasing a PMI ed imprese con meno di 500 impiegati aventi attività di ricerca, sviluppo o innovazione per somme comprese tra 25mila e 7,5 milioni di euro. La durata dei prestiti può variare dai 2 ai 7 anni.

Una somma supplementare di 6 miliardi di euro di prestiti dovrebbe essere sbloccata entro la fine del 2013, di cui massimo 1,2 miliardi di euro per le PMI e 300 milioni di euro per le infrastrutture di ricerca. A partire dal 2014, in combinazione con nuovi strumenti di finanziamento azionario, la Commissione europea ha intenzione di rinforzare e di allargare il Risk Sharing Finance Facility nel contesto di Orizzonte 2020, programma quadro per la ricerca e l’innovazione.

13. Guida pratica per le PMI - giugno 2012

Fornire alle PMI informazioni sulle opportunità di accesso a più di 120 programmi di finanziamento nazionali o regionali per un totale di finanziamenti pubblici superiore a 50 miliardi di euro nei 27 Stati membri.

14. Iniziativa per rafforzare i sistemi informativi nazionali della rete Enterprise Europe - giugno 2012

Fornire alle PMI migliori informazioni sulle forme di finanziamento disponibili.

La rete Enterprise Europe è stata lanciata nel 2008 ed è rappresentata in 51 paesi da 600 organizzazioni partner

 

Obiettivo III Accesso al mercato per le PMI
Azione C. Rendere gli appalti pubblici più accessibili alle PMI per mezzo di una maggiore semplificazione

15. Proposta di direttiva in materia di appalti pubblici – dicembre 2011

16. Proposta di direttiva in materia di appalti degli enti erogatori di acqua, energia, servizi di trasporto e servizi postali – dicembre 2011

Obiettivo della proposte è la modernizzazione della normativa esistente fissata dalle direttive 2004/17/CE (appalti degli enti erogatori di acqua e di energia e degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali), 2004/18/CE (appalti pubblici di lavori, forniture e servizi), e 2009/81/CE (appalti di lavori, forniture e servizi nei settori della difesa e della sicurezza).

Il pacchetto prevede misure concrete per eliminare gli ostacoli all'accesso delle PMI al mercato, quali:

- la semplificazione degli obblighi di documentazione nelle procedure di appalto;

- la creazione di un documento standard ai fini della selezione;

- un incentivo per le amministrazioni aggiudicatrici a prendere in considerazione la suddivisione degli appalti in lotti più piccoli che sono più accessibili alle PMI;

- la riduzione del numero di requisiti di partecipazione.

In generale, le proposte prevedono:

- la semplificazione delle procedure mediante un maggiore ricorso alla trattativa ed agli appalti online;

- una maggiore attenzione per i criteri sociali ed ambientali;

- la lotta ai conflitti di interesse, ai favoritismi ed alla corruzione anche mediante la designazione da parte degli Stati membri di un’autorità nazionale unica incaricata della vigilanza, dell’esecuzione e del controllo degli appalti pubblici.

 La proposta è inserita tra le priorità dell’Atto per il mercato unico I  

 Il Consiglio competitività dell’11 dicembre 2012 ha definito un orientamento generale

 Voto PE previsto aprile 2013

17. Proposta di direttiva in materia di concessioni - dicembre 2011

La proposta è intesa a migliorare l’accesso degli operatori economici, comprese le PMI, al mercato delle concessioni di lavori e servizi, ed è volta ad estendere la maggior parte degli obblighi applicabili alle concessioni di lavori pubblici a tutte le concessioni di servizi. Si prospetta tra l’altro la pubblicazione obbligatoria nella Gazzetta Ufficiale dell’UE delle concessioni di importo pari o superiore a 5 milioni di euro, il rispetto di determinate garanzie durante la procedura di aggiudicazione e una serie di chiarimenti riguardanti le modifiche in corso di esecuzione.

 Il Consiglio competitività dell’11 dicembre 2012 ha definito un orientamento generale.

Voto PE previsto marzo 2013

Azione D. Facilitare il recupero dei crediti transfrontalieri e garantire alle PMI condizioni ottimali per gli scambi commerciali transfrontalieri, anche via internet.

18. Proposta di regolamento che istituisce un'ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari per facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti in materia civile e commerciale - luglio 2011

La proposta intende facilitare a cittadini ed imprese, in particolare le PMI, il recupero transfrontaliero dei crediti attraverso una procedura europea uniforme - alternativa alle procedure nazionali senza tuttavia sostituirle - finalizzata all'emissione di un'ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari ("ordinanza di sequestro conservativo").

La nuova procedura consentirebbe a i creditori di ottenere un provvedimento cautelare che bloccherebbe le somme detenute dal debitore su un conto bancario in uno degli Stati membri evitando che, dissipando tali somme, il debitore comprometta gli sforzi del creditore per recuperare il proprio credito.

 Il Consiglio del 6-7 dicembre 2012 ha svolto un dibattito pubblico.

Voto PE previsto settembre 2013

Azione E. Predisporre una proposta legislativa per l'adozione nell'UE di forme alternative di composizione delle controversie, con l'eventuale creazione di un sistema europeo di composizione online delle controversie (tra imprese o tra imprese e consumatori) relative a transazioni commerciali per via elettronica.

19. Proposta di direttiva su forme sostitutive di risoluzione delle controversie (ADR) – novembre 2011

20. Proposta di regolamento sulla risoluzione delle controversie on-line (ODR) - novembre 2011

Entrambe le proposte intendono offrire una soluzione semplificata, efficace ed economica alle procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie tra consumatori, professionisti e imprese connesse a vendite di beni e forniture di servizi.

La prima è intesa a definire un quadro comune per sistemi di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) - esistenti o da istituire - fissando principi comuni minimi in materia di qualità, imparzialità, trasparenza ed efficacia.

Il sistema ADR sarà completato da un meccanismo ODR che comporta l'istituzione di una piattaforma europea di risoluzione delle controversie online (si tratterà di un sito web interattivo accessibile elettronicamente e gratuito in tutte le lingue dell'Unione).

La proposta è inserita tra le priorità dell’Atto per il mercato unico I  

Il Consiglio del 30 maggio 2012 ha approvato un approccio generale

Su entrambe le proposte voto PE previsto marzo 2013 (1° lettura codecisione)

Azione F. Presentare una proposta legislativa per una base imponibile consolidata comune per le società e una nuova strategia IVA, mirando soprattutto a ridurre gli ostacoli fiscali e gli oneri amministrativi per le PMI nel mercato unico

21. Proposta di direttiva relativa ad una base imponibile comune per la tassazione delle società (common consolidated corporate tax base - CCCTB) – marzo 2011

La proposta intende uniformare a livello UE la base imponibile lasciando agli Stati membri il diritto di stabilire le rispettive aliquote d'imposta sul reddito delle società.

Il 19 aprile 2012 il Parlamento europeo ha approvato emendamenti chiedendo di applicare la CCCTB in un una fase transitoria soltanto alle società cooperative europee che hanno una natura transfrontaliera e, dopo cinque anni, renderla obbligatoria per tutte le imprese europee, ad eccezione delle PMI, per le quali l’adesione al regime della CCCTB resterebbe volontaria.

La Commissione stima che l'introduzione di una base imponibile comune consentirebbe alle imprese stabilite nell'UE di risparmiare ogni anno 700 milioni di euro grazie a minori costi di adeguamento alla normativa e 1,3 miliardi di euro per effetto del consolidamento.

Voto PE aprile 2012, in attesa voto Consiglio (procedura legislativa speciale con lettura unica PE e voto Consiglio all’unanimità)

Azione G. Predisporre un documento di orientamento per spiegare le norme sull'etichettatura di origine e informare le PMI dei mezzi di cui dispongono per proteggere i loro legittimi interessi

22. In materia di etichettatura di origine la Commissione europea ha presentato una Proposta di regolamento relativa all’indicazione del paese di origine di alcuni prodotti industriali (come viti, bulloni, utensileria, tubi e rubinetterie, pneumatici, ceramica, tessili) importati da paesi terzi nel 2005. La materia è stata più volte discussa dal Parlamento europeo - che ha approvato una dichiarazione e due distinte risoluzioni - ma non è mai stata discussa dal Consiglio.

Tenuto conto dell’impasse che da anni si registrava in Consiglio, nell’adottare il programma di lavoro per il 2013, il 23 ottobre 2012 la Commissione europea ha inserito quella sul “made in” tra le proposte legislative pendenti da ritirare.

Il 17 gennaio 2013 il Parlamento europeo in sessione plenaria ha approvato una ulteriore risoluzione sull'indicazione del paese di origine di taluni prodotti importati da paesi terzi nell'UE in cui si afferma che l'UE deve rendere obbligatorio l'uso del marchio d'origine per tali beni importati nell'UE, quali abiti, scarpe e gioielli e si richiede la presentazione da parte della Commissione europea di una nuova proposta legislativa.

Azione H. Proporre uno strumento di diritto contrattuale europeo rispondente alle necessità delle PMI che cercano di entrare in nuovi mercati

23. Proposta di regolamento relativo a un diritto comune europeo della vendita – ottobre 2011

La proposta intende introdurre uno strumento opzionale per il diritto europeo dei contratti, al fine di rendere l’accesso al commercio transfrontaliero meno incerto in particolare per le piccole e medie imprese (PMI), superando le attuali differenze tra i singoli diritti nazionali. Si prevede anche una riduzione dei costi amministrativi.

Oggetto della proposta sarebbero i contratti sulle vendite di beni e la fornitura di contenuto digitale, nonché i servizi direttamente connessi, stipulati tra imprese e consumatori nonché tra imprese in cui almeno una delle parti è una piccola o media impresa (PMI). Entrambe le parti di un contratto transfrontaliero dovrebbero esprimere l'accordo a utilizzare tale regime alternativo.

La proposta è inserita anche nell’Atto per il mercato unico I

Il provvedimento è tuttora all’esame del Consiglio e del PE

Azione I. Stabilire una procedura uniforme per facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti

24. Proposta di regolamento che istituisce un'ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari per facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti in materia civile e commerciale - Luglio 2011

La proposta è intesa a facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti, in particolare alle PMI, garantendo una maggiore certezza giuridica ed efficienza nell’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale nei casi transfrontalieri. Si tratta di istituire una procedura europea uniforme finalizzata all'emissione di un'ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari ("ordinanza di sequestro conservativo"), da mettere a disposizione dei cittadini e delle imprese in alternativa alle procedure nazionali.

La proposta è inserita tra le priorità dell’Atto per il mercato unico I

Il Consiglio del 7-8 giugno 2012 ha svolto un dibattito pubblico. Voto PE previsto settembre 2013 (1° lettura codecisione)

Azione J. Procedere alla revisione del sistema europeo di normazione

25. nuovo regolamento n. 1025/2012 europeo sulla normazione tecnica, - 25 ottobre 2012)

A partire dal 1° gennaio 2013 il regolamento costituisce la nuova base legale in tema di normazione per la UE, gli organismi europei e nazionali di normazione, le organizzazioni europee di rappresentanza dei soggetti interessati e gli Stati Membri.

Le nuove disposizioni intendono rendere più veloce ed efficace il processo di standardizzazione delle norme sviluppate dall’industria europea, assicurando che le PMI e le parti interessate della società siano adeguatamente rappresentate nella processo di standardizzazione, ad esempio, attraverso l’individuazione di progetti di formazione di particolare interesse per le PMI, la concessione alle PMI dell’accesso alle attività di normazione senza obbligo di adesione a un organismo di normazione nazionale o la concessione di un accesso gratuito o di tariffe speciali per partecipare alle attività di formazione o per l’offerta di pacchetti di norme a prezzo ridotto.

La revisione del sistema europeo di formazione figura tra le priorità dell’Atto per il mercato unico I

Azione K. Adottare una decisione per garantire il riconoscimento reciproco dell'identificazione e dell'autenticazione elettroniche nell'UE revisione della direttiva sulle firme elettroniche.

26. Proposta di regolamento in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno - giugno 2012

Il quadro normativo proposto mira a promuovere l’adozione dei servizi fiduciari elettronici sensibilizzando maggiormente le PMI e i cittadini sul potenziale di tali servizi, al fine di realizzare un mercato unico digitale pienamente integrato. In particolare si intende consentire interazioni elettroniche sicure e continue fra imprese, cittadini e autorità pubbliche, migliorando l’efficacia dei servizi on-line pubblici e privati, dell’e-business e del commercio elettronico nell’UE.

La proposta è inserita tra le priorità dell’Atto per il mercato unico I  

Il Consiglio europeo ha più volte sollecitato una rapida adozione della proposta. La votazione della commissione ITRE del Parlamento europeo è prevista per settembre 2013 (1° lettura codecisione).

Azione L. Definire una nuova strategia di sostegno alle PMI europee nei mercati al di fuori dell'Unione europea, e per i cluster e le reti competitivi su scala mondiale

27. comunicazione "Piccole imprese, grande mondo— un nuovo partenariato per aiutare le PMI a cogliere le opportunità globali" – novembre 2011

La Commissione propone una strategia intesa ad aumentare le possibilità per le PMI europee di operare sui mercati internazionali - attualmente limitata solo al 13% delle piccole imprese UE - in particolare:

  • migliorando i regimi di sostegno;
  • rafforzando i servizi di informazione e assistenza;
  • promuovendo cluster e reti di imprese;
  • istituendo un Forum per l’internazionalizzazione delle PMI.

Il 23 ottobre 2012 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla competitività e opportunità commerciali per le piccole e medie imprese (PMI).

Obiettivo IV. Economia efficiente sul piano delle risorse
Azione M. Nel quadro definito da Europa 2020, agevolare le PMI la transizione verso una crescita efficiente sul piano delle risorse, ad esempio, con l'introduzione di incentivi a favore di audit dell'energia e delle risorse o con il ricorso a strumenti basati sul mercato

28. nuova direttiva 2012/27/CE sull’efficienza energetica – 25 ottobre 2012

La direttiva, senza fissare obiettivi vincolanti per gli Stati membri, prevede la definizione di obiettivi indicativi nazionali di risparmio energetico in tema di ristrutturazione degli edifici pubblici, di piani di risparmio energetico per le imprese pubbliche e audit energetici per tutte le grandi imprese.

La direttiva prevede per gli Stati membri la possibilità di istituire regimi di sostegno a favore delle PMI (art. 8.2), al fine di coprire i costi di audit energetici e dell’attuazione delle raccomandazioni risultanti da tali audit.

29. comunicazione Innovazione per un futuro sostenibile - Piano d’azione per l’ecoinnovazione (EcoAP ) - Dicembre 2011

L'EcoAP comprende strumenti politici e finanziari a sostegno delle PMI nel quadro della promozione delle tecnologie innovative a minor impatto ambientale e basate su un uso più efficace e responsabile delle risorse naturali, compresa l'energia.

Il piano comprende azioni da realizzare nel contesto dell’attuale quadro finanziario pluriennale (ampliare le attività degli “assistenti ambientali per le PMI”, in collaborazione con la rete Enterprise Europe Network; istituire una rete europea di finanziatori e investitori a favore dell’ecoinnovazione) e di quello futuro (formulare programmi di assistenza tecnica per le PMI e il settore finanziario; rafforzare il ruolo delle PMI ecoinnovative nelle prime fasi di penetrazione del mercato nel quadro di Orizzonte 2020).

Obiettivo V. Imprenditorialità, creazione di occupazione e crescita inclusiva
Azione N. Presentare una serie di raccomandazioni sulla base di uno studio che misura le dimensioni del problema dei fallimenti e della seconda opportunità; migliorare le condizioni per i trasferimenti delle imprese

30. Studio della Commissione "Business Dynamics: Start-ups, Business Transfers and Bankruptcy" – gennaio 2011

Lo studio analizza in 33 paesi europei l’impatto macroeconomico delle procedure legali e amministrative che riguardano i momenti chiave della vita di un’azienda (procedure di start-up/licenze, trasferimento, fallimento e seconda chance), concludendo che:

  • solo il 50% delle neoimprese riesce a sopravvivere ai primi cinque anni di attività;
  • oltre il 40% degli imprenditori che falliscono è poco motivato a ricominciare, ma anche a causa degli ostacoli reali all’avvio di una nuova attività, ad esempio, la difficoltà di reperire i finanziamenti necessari;
  • ogni anno l'Europa perde circa 150.000 aziende pari a 600.000 posti di lavoro esclusivamente a causa delle inefficienze nel trasferimento delle imprese.

In tale contesto lo studio ritiene necessario:

  • ridurre la complessità legislativa per rendere possibile e conveniente rilevare imprese esistenti piuttosto che impiantarne di nuove;
  • migliorare l’ambiente normativo attuando le raccomandazioni sulla successione nelle piccole e medie imprese della Commissione (solo 5 Stati sui 33 considerati hanno implementato più del 75% di tali raccomandazioni);
  • sviluppare servizi di supporto più efficaci soprattutto nei confronti delle piccole imprese o delle imprese familiari;
  • che la Commissione solleciti gli Stati membri a rivedere i sistemi fiscali ed organizzare mercati trasparenti per il trasferimento di imprese, introducendo strumenti di finanziamento per chi vuole ricominciare.

31. comunicazione sul nuovo approccio europeo in materia di insolvenza delle imprese - dicembre 2012;

32. proposta di regolamento che modifica il regolamento n. 1346/2000 relativo alle procedure d’insolvenza - dicembre 2012;

33. relazione sull’applicazione del regolamento n. 1346/2000 - dicembre 2012.

La Commissione propone un sistema più efficiente di ristrutturazione e riorganizzazione delle imprese che permetta alle imprese e alle PMI di sopravvivere alle crisi finanziarie e incoraggi gli imprenditori a cogliere una seconda opportunità.

In relazione alle procedure d’insolvenza relative ai casi transfrontalieri, si propone di introdurre agevolazioni nell’insinuazione dei crediti, in particolare per i piccoli creditori e le PMI, attraverso:

  • l’introduzione di moduli standard disponibili in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea, con relativa riduzione dei costi di traduzione;
  • il riconoscimento ai creditori stranieri di: un minimo di 45 giorni per insinuare i crediti, a prescindere da eventuali termini inferiori applicabili ai sensi del diritto nazionale;
  • diritto ad essere informati qualora il loro credito sia contestato;
  • esonero dall’obbligo di farsi rappresentare da un legale ai fini dell’insinuazione del credito presso la giurisdizione straniera, con conseguente riduzione dei costi per i creditori.
Azione O. Presentare un’iniziativa riguardante in modo specifico le imprese che perseguono obiettivi sociali.

34. comunicazione introduttiva del pacchetto "Imprese responsabili" inteso a definire una strategia europea per la responsabilità sociale delle imprese (RSI) – ottobre 2011;

35. comunicazione sulla responsabilità sociale d’impresa – ottobre 2011;

36. comunicazione "Iniziativa per l'imprenditoria sociale – ottobre 2011

La Commissione propone di sostenere l'imprenditoria sociale:

  • migliorandone l'accesso ai finanziamenti UE, ad esempio, attraverso la creazione di uno specifico strumento finanziario;
  • semplificando il quadro normativo, ad esempio, mediante una futura proposta di statuto della fondazione europea; 
  • rivedendo le norme in materia di appalti pubblici e aiuti di Stato per i servizi sociali e locali.  

Tali proposte di ricollegano alle iniziative in materia di semplificazione degli obblighi di trasparenza e contabili e di facilitazione dell’accesso ai finanziamenti delle PMI  di cui rispettivamente agli obiettivi I e II della revisione dello SBA, sopra illustrate ai punti 1 e 2.

La promozione delle PMI nell’Atto per il mercato unico

Oltre alle misure sopra riportate si ricorda che “l’Atto per il mercato unico I ”, presentato dalla Commissione il 13 aprile 2011 individua ulteriori priorità, azioni e relative proposte in relazione alla promozione delle PMI.

Azione P. Modifica delle direttive 2006/11/CE in materia di trasparenza, 2003/71/CE sul prospetto, e 2003/6/CE sugli abusi di mercato, al fine di rendere proporzionati gli oneri applicati alle PMI quotate, garantendo nel contempo lo stesso livello di tutela agli investitori

37. una proposta di regolamento relativo all'abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato (abusi di mercato) – ottobre 2011;

38. una proposta di regolamento riguardante l'applicazione di sanzioni penali connesse con abusi di mercato - ottobre 2011.

Le proposte sono intese a rafforzare l’integrità dei mercati finanziari dell’UE definendo i reati di abuso di mercato che dovrebbero essere considerati dagli Stati membri come illeciti penali ed essere pertanto oggetto di sanzioni.

Tra le fattispecie individuate figurano l’istigazione, il favoreggiamento, la complicità e il tentativo di commettere un reato, nonché il reato di manipolazione dei parametri, ad esempio quelli relativi ai prestiti interbancari (EURIBOR e LIBOR), non previsto dalla Commissione  nelle versioni originarie delle proposte.

Voto PE previsto giugno 2013 (1° lettura codecisione)